Decorazione come nella Parte Prima.—Afraisab, ritto sullo scaleo della torre, guarda Daìra, la quale vorrebbe salirlo ed è trattenuta da Ghev e da Darab.—Gli altri guerrieri siedono intorno trincando.
AFRAISAB—DAÌRA—GHEV—DARÀB—KUNAREND—BERHAM ecc.—A suo tempo JEROBOÀMe GERIRÈH con LORASP, TOGHRUL,GURGHIN ed altri cortigiani armati—A suo tempo ancora ZALA, ARGIASP e NABUCO.
BERHAM (a Daìra)
Vattene alfine!
DAÌRA (a Afraisab)
Deh, mi lasciaSalir!
Morta tu sei se un passo muovi.
DAÌRA (lanciandosi verso di lui)
M'uccidi dunque!…
DARAB (afferrandola)
No, peggior augurioNon v'ha di quel d'uccidere una donnaAlla vigilia d'una guerra!
E voiPerir intanto il vostro re lasciate!
Perir?… Perchè?…
Chi osar potrebbe un armeSul suo petto levar?
Quì la rivolta,Voi lontani fremea….
Bastò il suo primoSguardo trionfator, perchè svanisseDella rivolta ogni speranza!
E surse,Più degli altri terribile, un nemicoContro di lui quel giorno….
Chi?…
Egli stesso!
Evvia…. vattene, stolta!
Oh, non son ioLa stolta! No…. ma voi!—Noto è NabucoA voi qual era in mezzo alle battaglie,Ov'io non lo seguii;… ma a me egli è noto,Soltanto a me, dal dì che a questa reggiaFece ritorno…. Ei d'un arcana febbreDa allora è preda….—Un invisibil fuocoEi reca in sè, che lo consuma!…
AFR. (sprezzante)
Il fuoco,O svergognata, della tua lascivia!
Fosse il tuo insulto verità!… SapreiGuarir Nabuco dal suo mal!… Ma il vero,Ahimè, non chiude!…—Più misterïosaE più crudel n'è la cagione….—Io solaL'udii smaniar dietro l'ardente bramaDi conquistar le stelle!… Io sola vidiLe orrende notti sue…. quando, al mio fianco,Ei spasimava tra gli incubi, comeUn bimbo stretto da serpenti!… Io solaVidi lui, re, trionfator del mondo,Inginocchiarsi a un mendicante ebreo!
Non più!… Costei Nabuco insulta!
SempreQuesto dei folli fu securo indizio,Folli gli altri chiamar.
Vattene!
DAÌRA(al colmo dell'angoscia)
E, intanto,Ei si perde!… Oh, tortura!… Ah, no…. m'udite:Accorrete a salvarlo…. Forse ancoraLo potete…. Stassera il mendicanteDi Babilonia la più alta torreGli imponea di salire, e i Numi e gli astriSfidarvi dalla vetta…. e, come un bimbo,Ei gli ubbidiva!…—Le vicine pugne,Ch'egli a voi promettea, son della lunaE delle stelle la conquista!… All'albaLo attenderete invano…. o a voi soltantoDel vostro re non tornerà che un'ombraDall'occhio spento!…
(vedendo che tutti si allontanano da lei crollando le spalle)
Ahimè,… nessun mi ascolta!
(Jeroboàm, condotto da Gerirèh, e seguìto da Lorasp, Toghrul, Gurghin, e da altri cortigiani armati, compare nel peristilio a destra)
DAÌRA(ad un tratto, vedendo Jeroboàm, con un grido)
Ah…. È lui!… Guardate!… Là! È il mendicante!Lo schiavo ebreo!
GHEV(movendo verso Jeroboàm)
Che fai tu quì?…
LORASP (avanzandosi)
Quì vennePer volere d'Argiasp…. Nessun l'offenda….
Or lo vedete se una stolta io sono?Dei nemici del re son quelli i volti!…Li conoscete?—Li credeste vintiDal primo sguardo di Nabuco…. e in armiTornan quest'oggi alla riscossa….
BÈRHAM (a Kunarend)
Il veroDunque costei forse diceva?…
DARAB (ai guerrieri)
In armiPerchè son essi?
E noi quì inermi siamo!
(Altri cortigiani, colle spade ignude, appajono sul fondo)
KUN. (vedendoli)
E in un agguato….
GHEV (movendo verso la torre)
Il re si salvi!
AFR.(terribile, alzando la spada)
Niuno,Me vivo, passerà.
Ma il re è in periglio!
A lui soltanto ubbidir debbo….
Or, dunque,Pera il gigante!… A noi!…
TUTTI I GUERRIERI(movendo contro Afraisab)
Il re si salvi!
(apparendo sulla soglia della porta della torre con Argiasp, il quale tiene sempre Nabuco, carponi, al guinzaglio, indicando Nabuco)
Ecco il re vostro!
(Daìra, con un grido accorre a Nabuco, si curva verso di lui.—Nabuco le lambe le mani, poi cade assopito.—Argiasp e Zala scendono lo scaleo)
Evviva Argiaspe, reDei Caldei!…
DAÌRA(sorgendo, con grande impeto)
Non ancor!… Vive Nabuco!…
Vive?… Sì!…. vive!…. se son vive anch'esseLe foglie gialle con cui giuoca il vento….
Auramazda così vendica il sangueDi nostro padre.
Menti. Di tuo padreLasciato avresti invendicato il sangueS'io sovra gli occhi t'avessi baciato!Me volevi colpir! Me sola!—Io sonoDella ruina sua l'artefice!—Oh, potesseEbli soffiare sulla terra, e tuttiStruggerne i fiori ed i profumi, e quantoSuade a questa maledetta ebbrezzaChe si chiama l'amore, e in cui, sul capoChe più adoriam, noi evochiamo, inconsci,Le più orrende bufere!
(scendendo, a Argiasp)
Ed or, m'ascolta:D'amarmi un tempo tu dicevi…. AncoraM'ami?
ARG.Sì….
Ebbene io sarò tua, se, primaChe si compia di Bel la sacra decade,Ei tornerà qual fu.—Ma, se la fiammaDell'intelletto nelle sue pupilleSpenta ancora sarà; se, come un bruto,Striscierà a terra ancora;… allor, deh, lasciaCh'io rimanga con lui;… che noi, lontani,Ignoti, insiem possiam morire….
E sia.
DAÌRA (andando a Nabuco)
Vieni….
(Nabuco fa uno sforzo per alzarsi e ricade gemendo)
(chinandosi su di lui, scoppiando in lagrime)
Mio re!…
DAÌRA (ad Afraisab)
Il tuo braccio or gli sia trono! (Afraisab si toglie Nabuco in braccio.—Daìra gli accenna di seguirlo.—S'allontanano).
Terrazzo d'un vecchio giardino.—Molti cespi di rose gialle.—In fondo la campagna.—Monti in lontananza.—Meriggio.—Nabuco, Daìra, Afraisab, sotto una tenda, stanno asciolvendo.
NABUCO(guardando la campagna)
Oh, il fulgido meriggio!… Io, più d'ogni altraOra del giorno, adoro questa.—LietaParmi ogni cosa nella luce immensa;Scintillan l'acque; la verzura sembraSfavillante smeraldo; e l'aria, accesaDa un diffuso splendor, ricorda intenseE generose idee senza confineProdiganti la vita!—Piena ho l'animaD'una pace gioconda!—Ami tu, forse,O mia Daìra, più di questa, l'oreMisterïose della notte?
Ogni ora,Che ti fa lieto, adoro!
NABUCO (ad Afraisab)
E tu?
RispostoT'ha Daìra per me…. Pur, s'io dovessiDirti quel che ne penso…. ti direi:Che notte, e sera e dì mi sono eguali!
NABUCO (ridendo)
Ah, il terribil gigante!… Ei non conosceChe un piacer: la battaglia!
Un altro notoOggi mi fu:… quel di vederti gaio,O Nabuco, mio re….
Tuo re?… Qual sensoHanno queste parole?
Esse ti dànnoSu me, su tutti, irrevocabil drittoE di vita e di morte!
Ebben…. vivete!…Ecco il solo voler che il re v'imponeDa questo dì….
(alzando una coppa)
Bevo alla tua bellezza,O mia dolce Daìra,… e alla tua forza,Fedele Afraïsab!—Forza e bellezzaReggan la terra!… Ad esser mite insegniLa bellezza alla forza; e questa, all'altra,Insegni la virtù!…—Men sventuratiAllor saran gli umani!
DAÌRA(anch'essa alzando una coppa)
Al divin raggioDella tua mente, o mio signore!
E al nemboChe l'oscurò!
Deh, non parlar di nembiIn quest'ora di sole!
Il sol risplendePiù vivo e puro dopo la tempesta;…Sicchè, o Daìra, alla tempesta io bevo,Bevo alla mia follìa!
AFR. (con terrore)
Mio re….
NABUCO (ridendo)
Suvvia,Non temere, o gigante!—Del destinoStrano voler!… Chi più gagliardo nacque,Al par di te, nelle battaglie, audace,Sfida la morte;… e poi, qual bimbo, tremaAll'ignoto dinnanzi.—Or io l'ignotoIntravvidi; sull'orlo dell'abissoIo m'affacciai, nè più timor m'incute!Del mio saldo pensier la miglior provaÈ questa!… Sol chi può narrar gli eventiD'un suo naufragio è salvo; e solo il pazzo,Che può parlar della propria follìa,Può ambir di savio al nome!—Oh, come sentoDentro le vene rifluirmi il sanguePer nova giovinezza!… Io benedicoAlla febbre trascorsa!… Dal suo fuocoFatto miglior m'adergo!… Or vengan dunque!Qual fui mi rivedranno!
(squilli di trombe)
AFR. (andando al terrazzo)
Eccoli.
NABUCO(seguendolo, guardando fuori)
Ah, i mieiGuerrieri!… Ghev!… Daràb!…
(facendo cenni di saluto)
Su!… su!… Venite
(a Daìra)
E tu rimani, tenerezza mia,Vicina a me!
(Va a porsi con Daìra sotto la tenda).
ARGIASP—ZALA—BALTAZÀR—FASCKUN—LORASP—TOGHRUL—GURGHIN—NUSHÈH—MAHAFERID—GERIREH—JERAK—KUNAREND—BÈRHAM—DARAB—GHEV.—Soldati—Dame—Detti.
O satrapi e guerrieri,La mia fronte guardate.—A terra, comeQuella d'un bruto, la vedeste china;Ed ora al ciel balda s'eleva!—QuestaMia man regale era una zampa; ed oraMan regal ridivenne,—Uscìan guaìtiDa queste labbra; e imperïosa tuonaSovr'esse ancor la voce mia.—Per voiOr chi son io?…
Nabuco il re tu sei!
Gloria a Nabuco!
Con te stanno i Numi!
Alla reggia!…
Non io!
Perchè?
Signore,Da questo dì, lontan da te, ignorato,Ch'io viva e muoja mi concedi!
NABUCO (scherzoso)
ForseTe colse il mal che me cogliea?
DaìraTi risponda per me!
NABUCO (a Daìra)
Parla….
DAÌRA(andando a Argiasp)
Con lui,Mio re, ne andrò….
NABUCO(sorpreso, agitato)
Tu?… Tu?… Con lui?… Ma qualeMistero è questo?
Io d'esser sua promisiSe eri salvo!….
NABUCO (la fisa per qualche istante interdetto; poi, fra sè, cupamente, andando a sedere sotto la tenda)
Non han, dunque, nè terraNè cielo gioje per Nabuco?… ChiesiGloria alla terra; e la noja raccolsi!…Mi volsi al cielo; e un minuto d'ebrezzaMi costò la follìa!… E perchè ancoraA terra e cielo io sorridevo?
(fissando Daìra)
Io guardoOra quel volto…. ed il perchè comprendo!E rivederlo non potrò più mai!…Più mai!… Più mai!…
(abbandona il capo fra le mani.—Pausa)
DAÌRA(avvicinandosi a lui, inginocchiandosi)
Signor, l'ultimo addioDi colei che t'amò d'accoglier degna….
(indicando Argiasp)
Mettere il piede sul tuo capo imbelleEgli poteva, ed esser re…. Me volleA tanta infamia preferir;… ed ioA lui fui sacra….
(alzandosi)
Addio per sempre!
NABUCO (solleva il capo; la guarda, poi seccamente)
Addio….
(andando ai guerrieri)
E noi, guerrieri, a nuove imprese!… In alto,In alto i cuori!—Chi chiamarmi pazzoOsò?…—Costui, per Auramazda, io voglioChe nell'Eufrate abbia sepolcro!..,.—PazzoIo non fui mai!—Pazzo ero forse quandoA debellar Sàrmati, Egizî e Ebrei,Io condurvi volea?…—Pur, lo rammento,Su mille labbra era il sogghigno! E milleMi gridarono allor: «Sogni!… follìe!Questi nemici, che fiaccar vorresti,Hanno l'armi fatate!» Ed altri: «Sono,Lontani tanto che sarem strematiIl dì che ad essi giungeremo!»—Oh, i vili!Oh, i paurosi… Lebbra della terra!—Pur trïonfanti noi tornammo!—E il giornoCh'io delle stelle tentai la conquista,Pazzo ancor fui chiamato!—Or, che son gli astri?Dei mondi al par del nostro.—Son lontani?Eran lontani Egizî e Ebrei.—Le stelleSon più lontane?—E sia.—Ma, dove il piedeInnoltrare non può, s'innoltra l'alaDell'intelletto; ed io vi dirò il verboOnnipossente che agli astri solleva!Come la vostra mano avrà una spada,Un'arme avrà la vostra lingua!—ForseChe ad ogni guerra non convien la sceltaDell'armi?…—Evvia!… Io con guerrieri parlo,Non con bifolchi!…
(Durante queste parole di Nabuco tutti si guardano fra loro, come dinnanzi a chi impazzisce)
GHEV(freddo, titubante)
O re, per questa impresaVuolsi tempo e consiglio…. Ora ti piacciaAlla reggia tornar….
Così rispondiTu freddamente?
(a Darab)
E tu?
Di Ghev, signore,Saggia mi sembra la parola!
NABUCO(agli altri guerrieri)
E a voi?
Ritorniamo alla reggia!…
Ah, no!… Per Ebli,Io tra festini e citarede ancoraTornar non voglio! Alla gola mi saleLa nausea ripensandovi!
(terribile)
Oh, le abbietteNature!… E voi, voi siete i miei guerrieri!Voi la parte miglior di questa greggiaChe intorno a me si affolla?…—Ebben,… da soloIo compirò l'eccelsa impresa!—Agli astriIo vo' salir!… Non più un istante voglioRimaner sulla terra!
(strappa la spada ad Afraisab, e, invasato, la brandisce)
O re!
Nabuco!
Signor!….
NABUCO (respingendoli)
Lungi da me!.. Nessuno si attentiD'avvicinarmi!
(pausa)
O Dio, che il sole accendi,Io ti sfido!… Io ti sfido!…—-Ah… parlan gli astri!A me discenda la rete d'argentoDei raggi loro, e mi sollevi!…—O fioriDell'infinito, la mia man possenteVi coglierà!… Vo' della luna il gamboRecider colla spada….—A me la luna!
(spicca un salto fiedendo l'aria colla spada, e cade a terra con un grido)
TUTTI (accorrendo)
Signor!…
NABUCO (carponi, come colto da spasimi atroci)
Ah…. su di me cadde la luna!
(toccandosi alla nuca)
Quì una piaga m'ha aperto!…Oh, strazio!…Oh strazio!Deh…. chi mi uccide?
(sviene)
TOGHRUL (ai cortigiani)
Or sarem noi d'un pazzoI servi?…
DARAB (ai guerrieri)
E noi d'un bruto?…
Evvia, giammaiDi Caldea risalir potrà costuiSul trono!
Evviva Argiaspe re!
Al novelloRe di Caldea sia gloria!
E di NabucoSul trono io salirò….
(a Jerak, che si allontana)
Della partenza
Or l'inno intoni il popol di Giudea.
(avvicinandosi a Daìra)
Sempre con te verrà l'anima mia,O Daìra,…—Ah, il pensier che tu morraiDa me lontana, ogni fulgor m'oscuraDi regale maestà!
(Zala fa atto di allontanarsi; Argiasp muove per seguirla)
GHEV(soffermando Argiasp, additandogli Nabuco)
Come fedeliGli fummo, a te sarem fedeli Argiàsp:Questo solo può dir chi d'uom di guerraMerita il nome.
(Nabuco rinviene a poco a poco, guaìsce e lambe le mani di Daìra)
AFR. (a Ghev)
Anch'io son uom di guerra,E tal nome pretendo; eppure a ArgiàspIo fedeltà non giuro.—A re Nabuco,Vincitor, la giurai; e a re Nabuco,Il vinto, vo' serbarla!
Del guerrieroPuò sul labbro sonar forse il rimpiantoPer chi morì coll'arme in pugno…. A un pazzo,Che va carponi, ei non può dar che beffe!
(movimento di Nabuco)
Addio, Nabuco!—Signor della terraFatto t'aveva il valor nostro…. Il braccio,Tanto gagliardo da reggerne il pesoBêl non ti diede;… ed or fiaccato giaciCome brïaco di monelli a scherno.
(Nabuco stende rapidamente la mano, riafferra la spada, s'erge terribile; ma ricade gemendo.—Tutti arretrano spaventati, poi crollano il capo)
Andiam!
(Tutti si allontanano, meno Nabuco, Afraisab e Daìra).
NABUCO—AFRAISAB—DAÌRA(il giorno tramonta)
NABUCO(sollevandosi)
Lontani sono alfine?… SoliAlfin siam noi?
AFR. (tremante)
Signor!
NABUCO (ridendo)
Fa cor, gigante,E plaudi al re!—No, non un pazzo io sono!Stato un pazzo sarei se in mezzo a loroRitornato foss'io!—Ah, mia Daìra,Io conquistar volevo il cielo?… EbbeneLa mia brama è compiuta!…
(l'abbraccia e porge la mano a Afraisab.—S'ode un canto in lontananza)
Sì…. ScioglieteDella liberazion l'inno, o Giudei!Io pure sciolgo il mio!…—Libero sono!E, come voi, lontan da BabiloniaIo fuggirò….
Tu?
Sì…. con voi….
Nabuco,Il re del mondo, fugge?!
E gloria, e trono,E vendetta così tu lascerai?
Sì…. Per te!
No…. Per me non vo' che insozziL'infamia il nome tuo!… Costoro, viviSolo per te, doman su bronzi e marmiIncideran l'orrenda storia; e gli uominiDelle più tarde età ripeteranno:Che un bruto fu, chi tra i mortali ergevaCome un Nume la fronte!—Il mio destinoCompier, deh, lascia…. perchè il tuo si compia!Te solo al mondo io amo, e della vitaT'amo ben più;… sicchè per te potreiOgni angoscia soffrir, fuor del rimorsoD'averti tolta la tua gloria.
(a Afraisab)
Ah, corri,Corri alla reggia, Afraïsab, e grida:«Mentì Nabuco, il re, la sua follìa!Fra voi ritorna il domator del mondo!A terra!… A terra!»
(ad Afraisab, che fa per allontanarsi)
Fèrmati!
(a Daìra, piegando un ginocchio dinnanzi a lei e allacciandole la persona colle braccia)
DivinoE debol corpo di fanciulla, lasciaCh'io fra le braccia ora ti stringa, comeDivoto un'ara d'alabastro!
(pausa—poi Nabuco si alza—conduce Daìra al proscenio)
Ed oraOdi: Nabuco, il domator tremendo,È spento in me…. La sua mission compiutaÈ sulla terra:… missïon feroceE fatal!… Chè Nabuco era la guerra!—Era la gloria?—Sta nell'ardue impreseLa gloria vera; ed ardua impresa quellaDella guerra non è!—Perfidi e viliNascono a mille fra le umane genti;E chi ai perfidi giova e i vili aggiogaCoglie facil trionfo,… e della guerraLa sapïenza è questa!…—Eppur si struggeTal sapienza da sè!—Nell'urto orrendoDei combattenti, cola il sangue; e l'atraRugiada sembra diventar cemento!Un tempio è il mondo, che invisibil manoAssidua innalza, e di cui pietra a pietraSalda col sangue…. Il vincitore al vintoImpone arti e costumi; e il vinto a lui.Io soggiogai gli Ebrei colla mia lancia;E, colla scienza lor, gli Ebrei me han vinto!—Quando compiuto sarà il tempio?—Ignoro!So che compiuta è la missione miaDi recar sangue;… e che compiuta, un giorno,La griderà l'intera schiatta umanaCom'io in quest'ora!
(baciando in fronte Daìra)
Ah, la follìa ripresoM'avrebbe,… sì,… senza di te!… Che ad essaGuidan del pari, se confin non hanno,E l'inopia e il poter; sicchè NabucoPazzo divenne, possedendo il mondo,Come quel vecchio mandrïano, a cuiArsa avean la miserrima capannaI miei soldati….
(interrompendosi a un tratto)
Or, come mai,… perchèQuesta memoria mi tornò?…
(ad Afraisab)
Ricordi,Afraïsab, la scena?
Ah…. La ricordo!Sì…. Fu la sera d'una pugna, in Libia….Sotto la tenda noi stavamo a mensa,Quando, uggiolando, entrovvi il mandrïano.Egli i capegli si strappava; aveaNelle pupille della febbre i lampi,E gridava: «Ov'è il re?… La mia capannaEi m'ha distrutto,… e il suo palazzo io voglio!M'invidïava se il mio ben mi tolse….E mandrïan dunque ei divenga, ond'ioPossa invidiarlo alla mia volta!… A lui,Ecco, il vincastro io reco… A me il suo scettro!»Tu fulminasti d'uno sguardo il vecchio….Ed io…. la testa gli spaccai!…
DAÌRA (inorridita)
Ah….
AtroceScena di guerra!…—Ah, quell'immane fiottoDi caldo umano sangue!…
…. E sì possenteChe ne fu piena tutta la tua coppa!…Teco tu, allora, mi traesti, predaA uno strano terror;… tu, che vedutiPur tanti morti e tanto sangue avevi!E, senza posa e senza meta, errammoTuttaquanta la notte!
… Oh, come parmiRivivere in quell'ora!
… L'alba primaCi trovò in mezzo ai monti….
… In una verdeValle silenzïosa….—La rivedoCome vi fossi!…—A picco, d'ogni parte,Sorgean pareti di granito; e soloVi si accedea per una stretta gola.Ed io ti dissi: «Se qui entrasse quegliChe più m'abborre, ed io, con una rupe,Quella gola chiudessi, ei prigionieroRimarrebbe in eterno!»
(pausa—Nabuco rimane un istante pensieroso; poi di balzo)
Ah, per i Numi,L'incantevol miraggio!
DAÌRA (tremante)
Ebben, che pensi?
Penso che riveder vorrei la verdeValle silenzïosa!
(a Daìra)
E tu vederlaNon vorresti con me?
Teco non devoFors'io venir dove tu vai?
La rupeIo, Nabuco, sarò;… ma viva rupe,Che te prigion non chiuderà, ma al varcoSarà difesa….
E sia!… Orsù…. già splendeLa prima stella….
Andiam….
(vanno tutti verso il fondo in atto d'allontanarsi.— A un tratto Nabuco si sofferma).
NABUCO(a Daìra, indicando di fuori)
Vedi…. SedutoPresso la sponda, il battellier ci aspetta,Che tante volte ci guidò la notteIgnoti e soli….—Or tu lo chiama….
DAÌRA (chiamando)
Ormuzde….
ORMUZDE e Detti
ORMUZDE(guardando Nabuco e Daìra lietamente, come riconoscendoli)
Ah…. siete voi, miei belli innamorati?Per molte sere v'ho aspettato invano,E m'angustiava, insieme alla monetaCh'io perdevo così, questo pensiero:«Che non vi amaste più!…»—Sì bella cosaÈ amarsi!…
AFR. (ridendo)
E andare in barca!…
Oh, sì…. anche questo!
(a Nabuco e a Daìra, come invitandoli a precederlo)
Or degnatevi dunque….—Ove condurviDevo stanotte?
All'altra sponda….
ORM.(indicando Afraisab)
Tutti?…Anch'ei?
Sì…. Anch'io!… Su!…
DAÌRA (commossa, volgendo lo sguardo intorno)
Addio, mio bel giardino!
Cresceran rose gialle anche fra i montiDella Libia,… cònsolati! E sarannoSempre le stesse!
(Raccoglie la spada, recide il ramo d'un roseto, lo dà a Daìra, poi rigetta la spada a terra.—Indi con Daìra si avvia ancora verso il fondo, mentre Afraisab rimane immobile e perplesso fissando la spada)
NABUCO (a Afraisab)
Orsù,… vieni gigante?
AFR.(indeciso, indicando la spada a terra)
Signor,… la spada!… Pur non so s'io debbaCon noi recarla….
NABUCO(dopo un momento d'indecisione, sorridendo)
Il battellier decida!
(a Ormuzde, indicandogli la spada)
Odi: L'arbitro sei: Noi qui quell'armeDobbiam lasciare, oppur con noi recarla?
ORM.(raccogliendo la spada)
Un arme?…. Sempre!… Finchè è tristo il mondo
(Afraisab lo abbraccia.—Ormuzde, sorpreso, lo guarda e ride; poi tutti si allontanano rapidamente dal fondo).