XXXI.

XXXI.Fuori, fuori.... libera, nel buio, nella nebbia.... Fuori a cercare aiuto e salvezza per Leslie!Come una freccia, come un razzo, Myosotis si lanciò per le vie deserte e silenziose, tremando di essere inseguita, credendo ad ogni istante di sentirsi afferrata, fermata, trascinata indietro....Giù per una via, su per un'altra, ansando, tremando, barcollando, coi denti che le battevano, col sangue che le rombava nelle orecchie.... via!.... via, a cercare soccorso, soccorso per Leslie.Ma una strada dopo l'altra era buia e deserta, una piazza come l'altra era nebulosa e silente in quel quartiere remoto ed eccentrico di Londra. Grigio su grigio, ombra su ombra, tutto svaniva e si dissolveva in un fosco e opaco lividore.Allora Myosotis gridò, chiamò, strillò. Il suo terrore la rendeva afona: la nebbia avviluppava e smorzava la sua voce come una coltre di flanella umida e densa.Come talvolta in sogno aveva voluto gridare senza poter emettere un suono, così ora non erano più che gemiti e rantoli, fievoli e fiochi, che le uscivano dalla gola.... E nessuno l'udiva, nessuno rispondeva. Una frenesia di terrore la assalì.Eppure questa era una città, questi muri intorno a lei, chiusi e bui, erano case, case piene di gente....Si volse e cercò una porta — la prima che trovò, e vi battè con deboli pugni, e poi coi piedi, e ancora coi pugni....— Aiuto! aiuto! aiuto!Un passo, lento, cadenzato e pesante; lo sprazzo abbagliante di una lampadina elettrica: era unpoliceman.Myosotis si appoggiò al muro per non cadere in deliquio.— Cosa c'è? Cosa fate? — fece lui in tono burbero, illuminando dalla testa ai piedi la figura scarmigliata.— Venite! venite.... — balbettò lei, — peramor di Dio.... — e gli si aggrappò alla manica. — Venite!— Dove? — chiese il policeman con grave imperturbabilità.— Di qui!... di qui!... — E visto la impossibilità di trascinarselo seco, lo precedette, correndo, per la strada donde era venuta.— Che cosa accade? — chiese lui, camminando lento, ma con passi così lunghi che teneva dietro a lei che correva.— Mia sorella.... mio Dio!... mia sorella....— Morta? — chiese il policeman.— No.... no! — gridò Myosotis, ansimando e singhiozzando; — è chiusa in una casa.... non so.... non so cosa le facciano.... Non ha che quindici anni....— Ho capito, — fece laconico il policeman.Volsero l'angolo e si trovarono in un'altra piazza con un giardino nel centro.Myosotis si fermò titubante. — Di qua!... No! no.... di qua!E volse correndo a destra.Il policeman la seguì col suo passo lento e lungo. Il suo occhio percorreva le facciate buie delle case che guardavano colle spente finestre la piazza.— Granville Square, — disse. — È qui?— No!... No!... — gridò Myosotis, — deve essere giù di là.... — E si lanciò a sinistra. — Ecco.... sì, sì! Sono passata di qui.... mi ricordo!Giunta all'angolo si guardò intorno smarrita. — Ho sbagliato, — ansò; — dovevo voltare a destra!...— Ma in che strada è? — chiese il policeman, fermandosi.— Non vi fermate, non vi fermate! — pianse Myosotis. — Non so in che strada sia.... ma la troverò.... la troverò!Giù per un altro svolto; ed ecco un'altra piazza, un altro giardino, un altro quadrato di case oscure e silenziose.— Gledhow Place, — enunciò il policeman.Ma non era qui; no! Era ancora più in là, molto più in là....Il policeman la seguì di qua e di là, da una strada all'altra, da una piazza all'altra, tutte identiche, tutte deserte, tutte acquattate nella nebbia, oscure e silenziose.E di nuovo l'uomo si fermò.Intorno a loro si chiudeva più fosca, più densa, più tenebrosa la nebbia sulla enorme città silenziosa.— Conoscete il nome della gente che sta in quella casa?— Sì! sì! È una signora.... Lady Randolph Grey.L'uomo ripetè titolo e nome, e sogghignò, incredulo.— È bionda.... alta.... ha un automobile verde scuro....Il policeman scosse le spalle. — Ma insomma, come ci siete andate in quella casa? Non avete l'indirizzo scritto?Sì, sì! Myosotis l'aveva.... cioè, non l'aveva.... ma se lo ricordava. Argyle Square, numero 32.— Ma quello è nel centro della City, — disse il policeman. — A dieci chilometri di qui.E si tolse di tasca una piccola guida e la sfogliò alla luce della sua lanterna.— Argyle Square.... Argyle Square.... numero 32. Eccolo. — Poi alzò gli occhi e guardò Myosotis. — È un ufficio postale.— Mio Dio! Mio Dio! Mio Dio!... — gridò Myosotis. — Facciamo presto! facciamo presto!.... Bisogna trovare quella casa! trovare quella casa!...Più nera, più fosca, più profonda scese la nebbia sull'enorme città, nefanda e misteriosa.E avanti ancora, di piazza in piazza, di strada in strada.... poi in un posto di polizia.... e poi, con altri policemen, di piazza in piazza, di strada in strada....·······Albeggiava.Quella casa non fu ritrovata.FINE

Fuori, fuori.... libera, nel buio, nella nebbia.... Fuori a cercare aiuto e salvezza per Leslie!

Come una freccia, come un razzo, Myosotis si lanciò per le vie deserte e silenziose, tremando di essere inseguita, credendo ad ogni istante di sentirsi afferrata, fermata, trascinata indietro....

Giù per una via, su per un'altra, ansando, tremando, barcollando, coi denti che le battevano, col sangue che le rombava nelle orecchie.... via!.... via, a cercare soccorso, soccorso per Leslie.

Ma una strada dopo l'altra era buia e deserta, una piazza come l'altra era nebulosa e silente in quel quartiere remoto ed eccentrico di Londra. Grigio su grigio, ombra su ombra, tutto svaniva e si dissolveva in un fosco e opaco lividore.

Allora Myosotis gridò, chiamò, strillò. Il suo terrore la rendeva afona: la nebbia avviluppava e smorzava la sua voce come una coltre di flanella umida e densa.

Come talvolta in sogno aveva voluto gridare senza poter emettere un suono, così ora non erano più che gemiti e rantoli, fievoli e fiochi, che le uscivano dalla gola.... E nessuno l'udiva, nessuno rispondeva. Una frenesia di terrore la assalì.

Eppure questa era una città, questi muri intorno a lei, chiusi e bui, erano case, case piene di gente....

Si volse e cercò una porta — la prima che trovò, e vi battè con deboli pugni, e poi coi piedi, e ancora coi pugni....

— Aiuto! aiuto! aiuto!

Un passo, lento, cadenzato e pesante; lo sprazzo abbagliante di una lampadina elettrica: era unpoliceman.

Myosotis si appoggiò al muro per non cadere in deliquio.

— Cosa c'è? Cosa fate? — fece lui in tono burbero, illuminando dalla testa ai piedi la figura scarmigliata.

— Venite! venite.... — balbettò lei, — peramor di Dio.... — e gli si aggrappò alla manica. — Venite!

— Dove? — chiese il policeman con grave imperturbabilità.

— Di qui!... di qui!... — E visto la impossibilità di trascinarselo seco, lo precedette, correndo, per la strada donde era venuta.

— Che cosa accade? — chiese lui, camminando lento, ma con passi così lunghi che teneva dietro a lei che correva.

— Mia sorella.... mio Dio!... mia sorella....

— Morta? — chiese il policeman.

— No.... no! — gridò Myosotis, ansimando e singhiozzando; — è chiusa in una casa.... non so.... non so cosa le facciano.... Non ha che quindici anni....

— Ho capito, — fece laconico il policeman.

Volsero l'angolo e si trovarono in un'altra piazza con un giardino nel centro.

Myosotis si fermò titubante. — Di qua!... No! no.... di qua!

E volse correndo a destra.

Il policeman la seguì col suo passo lento e lungo. Il suo occhio percorreva le facciate buie delle case che guardavano colle spente finestre la piazza.

— Granville Square, — disse. — È qui?

— No!... No!... — gridò Myosotis, — deve essere giù di là.... — E si lanciò a sinistra. — Ecco.... sì, sì! Sono passata di qui.... mi ricordo!

Giunta all'angolo si guardò intorno smarrita. — Ho sbagliato, — ansò; — dovevo voltare a destra!...

— Ma in che strada è? — chiese il policeman, fermandosi.

— Non vi fermate, non vi fermate! — pianse Myosotis. — Non so in che strada sia.... ma la troverò.... la troverò!

Giù per un altro svolto; ed ecco un'altra piazza, un altro giardino, un altro quadrato di case oscure e silenziose.

— Gledhow Place, — enunciò il policeman.

Ma non era qui; no! Era ancora più in là, molto più in là....

Il policeman la seguì di qua e di là, da una strada all'altra, da una piazza all'altra, tutte identiche, tutte deserte, tutte acquattate nella nebbia, oscure e silenziose.

E di nuovo l'uomo si fermò.

Intorno a loro si chiudeva più fosca, più densa, più tenebrosa la nebbia sulla enorme città silenziosa.

— Conoscete il nome della gente che sta in quella casa?

— Sì! sì! È una signora.... Lady Randolph Grey.

L'uomo ripetè titolo e nome, e sogghignò, incredulo.

— È bionda.... alta.... ha un automobile verde scuro....

Il policeman scosse le spalle. — Ma insomma, come ci siete andate in quella casa? Non avete l'indirizzo scritto?

Sì, sì! Myosotis l'aveva.... cioè, non l'aveva.... ma se lo ricordava. Argyle Square, numero 32.

— Ma quello è nel centro della City, — disse il policeman. — A dieci chilometri di qui.

E si tolse di tasca una piccola guida e la sfogliò alla luce della sua lanterna.

— Argyle Square.... Argyle Square.... numero 32. Eccolo. — Poi alzò gli occhi e guardò Myosotis. — È un ufficio postale.

— Mio Dio! Mio Dio! Mio Dio!... — gridò Myosotis. — Facciamo presto! facciamo presto!.... Bisogna trovare quella casa! trovare quella casa!...

Più nera, più fosca, più profonda scese la nebbia sull'enorme città, nefanda e misteriosa.

E avanti ancora, di piazza in piazza, di strada in strada.... poi in un posto di polizia.... e poi, con altri policemen, di piazza in piazza, di strada in strada....

·······

Albeggiava.

Quella casa non fu ritrovata.

FINE

OPERE DI ANNIE VIVANTINAJA TRIPUDIANS (Romanzo)L. 6,50LIRICA6,—I DIVORATORI (Romanzo)6,—CIRCE5,—L'INVASORE (Dramma in tre atti)4,50VAE VICTIS! (Romanzo)5,50“ZINGARESCA”5,—LE BOCCHE INUTILI (Dramma in tre atti)4,50

OPERE DI ANNIE VIVANTI

GIUDIZI DELLA STAMPA SU “NAJA TRIPUDIANS”

Corriere della Sera(Ettore Janni).

Ed ecco ora il romanzo che avvince e fa rabbrividire, l'opera d'arte che spicca il volo dalla realtà ed è fantasia,Naja TripudiansdiAnnie Vivanti. L'idillico e il tragico vi fanno un violento contrasto.... ma l'idillio è come una maschera lieve che cade e scopre il volto dell'orrore.La catastrofe è presentata con una potenza a cui non si resiste. Singolare nella sua sobrietà formidabile è la chiusa.Un romanzo che non si confonde con gli altri: la voce che canta più alta e più sicura sulle mediocri orchestre e sui cori sguaiati.

Ed ecco ora il romanzo che avvince e fa rabbrividire, l'opera d'arte che spicca il volo dalla realtà ed è fantasia,Naja TripudiansdiAnnie Vivanti. L'idillico e il tragico vi fanno un violento contrasto.... ma l'idillio è come una maschera lieve che cade e scopre il volto dell'orrore.

La catastrofe è presentata con una potenza a cui non si resiste. Singolare nella sua sobrietà formidabile è la chiusa.

Un romanzo che non si confonde con gli altri: la voce che canta più alta e più sicura sulle mediocri orchestre e sui cori sguaiati.

Il Secolo(Paolo De Giovanni).

.... Un fiume di delicata poesia.

.... Un fiume di delicata poesia.

Giornale d'Italia(Diego Angeli).

.... E in queste parole è tutta la morale e tutta la spiegazione del bello e crudele romanzo cheAnnie Vivantipubblica in questi giorni pei tipi del Bemporad di Firenze. Bello e crudele e sotto un certo punto di vista altamente morale nella sua immoralità.... Quest'ultimo capitolo ha la durata di poche ore,... capitolo terribile, dove la descrizione di quella società equivoca è descritta con grande sapienza e dove tutti i vizi — dall'omosessualitàalla cocainomania, dall'ubriachezza dei liquori forti allo stupore dell'oppio, dalle sottili dissertazioni sul godimento e sul desiderio, alla rivelazione brutale della voluttà — sono trattati con mano maestra..... E Annie Vivanti è un'artista e il suo romanzo è tanto più pericoloso in quanto che è più bello.

.... E in queste parole è tutta la morale e tutta la spiegazione del bello e crudele romanzo cheAnnie Vivantipubblica in questi giorni pei tipi del Bemporad di Firenze. Bello e crudele e sotto un certo punto di vista altamente morale nella sua immoralità.... Quest'ultimo capitolo ha la durata di poche ore,... capitolo terribile, dove la descrizione di quella società equivoca è descritta con grande sapienza e dove tutti i vizi — dall'omosessualitàalla cocainomania, dall'ubriachezza dei liquori forti allo stupore dell'oppio, dalle sottili dissertazioni sul godimento e sul desiderio, alla rivelazione brutale della voluttà — sono trattati con mano maestra.

.... E Annie Vivanti è un'artista e il suo romanzo è tanto più pericoloso in quanto che è più bello.

Idea Nazionale(Umberto Fracchia).

Naja Tripudianssi legge con foga. Ecco stabilita la superiorità di questo romanzo femminile su tanti romanzi maschili che sono terribilmente noiosi....

Naja Tripudianssi legge con foga. Ecco stabilita la superiorità di questo romanzo femminile su tanti romanzi maschili che sono terribilmente noiosi....

Il Marzocco(Luigi Tonelli).

.... Qui abbiamo una scrittrice nel vero senso della parola, che concepisce con potenza d'intelletto, e s'esprime con una sicurezza ed efficacia mirabili. InNaja Tripudiansriconosciamo l'autrice sorprendente deI divoratori, fosca diCirce, violenta e smagliante diVae Victis: la creatrice d'immagini sfolgoranti, la coniatrice di frasi sintetiche e potenti, la calcolatrice sapiente d'effetti irresistibili.È impossibile resistere al fascino di questa scrittrice interessante che quando pare abbandoni, ti riprende di colpo, e t'inchioda allo scrittoio, finchè hai letto l'ultima pagina.... che ti lascia scosso e turbato fin nell'intimo dell'anima.

.... Qui abbiamo una scrittrice nel vero senso della parola, che concepisce con potenza d'intelletto, e s'esprime con una sicurezza ed efficacia mirabili. InNaja Tripudiansriconosciamo l'autrice sorprendente deI divoratori, fosca diCirce, violenta e smagliante diVae Victis: la creatrice d'immagini sfolgoranti, la coniatrice di frasi sintetiche e potenti, la calcolatrice sapiente d'effetti irresistibili.

È impossibile resistere al fascino di questa scrittrice interessante che quando pare abbandoni, ti riprende di colpo, e t'inchioda allo scrittoio, finchè hai letto l'ultima pagina.... che ti lascia scosso e turbato fin nell'intimo dell'anima.

Il Tempo(Nicola Moscardelli).

Qui tutto è logico, naturale, musicale: il racconto precipita verso la conclusione fatale, così, come quella notte precipitava verso l'alba. Con quale modestia di mezzi è descritta l'aria in cui vive la mondana!Come leggermente si insinuano nell'anima delle due colombe i profumi e gli stordimenti emanati da quel mondo nuovo.... accennando appena un particolare, come una piccola fiammella che s'apre e chiude improvvisa, come se una musica sonnolenta impregnasse di sè tutta l'aria, scivolando, le immagini si precisano, emergono, si realizzano.L'impressione che dà il libro è profonda e profondamente morale: è l'orrore del male, la nausea per il vizio, il ribrezzo per la impurità scandalosa delle città cosidette morali.

Qui tutto è logico, naturale, musicale: il racconto precipita verso la conclusione fatale, così, come quella notte precipitava verso l'alba. Con quale modestia di mezzi è descritta l'aria in cui vive la mondana!

Come leggermente si insinuano nell'anima delle due colombe i profumi e gli stordimenti emanati da quel mondo nuovo.... accennando appena un particolare, come una piccola fiammella che s'apre e chiude improvvisa, come se una musica sonnolenta impregnasse di sè tutta l'aria, scivolando, le immagini si precisano, emergono, si realizzano.

L'impressione che dà il libro è profonda e profondamente morale: è l'orrore del male, la nausea per il vizio, il ribrezzo per la impurità scandalosa delle città cosidette morali.

Nuova Antologia.

Tutto il romanzo è un potente contrasto tra l'innocenza più pura e la depravazione più abbietta. A pagine fresche come un riso di puerizia, seguono pagine torbide di una drammaticità che turba e commuove.

Tutto il romanzo è un potente contrasto tra l'innocenza più pura e la depravazione più abbietta. A pagine fresche come un riso di puerizia, seguono pagine torbide di una drammaticità che turba e commuove.

L'Italia che scrive(Fernando Palazzi).

Qui veramente Annie Vivanti s'è abbandonata a sè stessa, ha svelato sè stessa. Forse non s'è neppure accorta di fare dell'arte, perchè in fondo non ha fatto altro che confidarci l'anima sua. Io non conosco Annie Vivanti, se non da un verso del Carducci.... ma noi conosciamo adesso la vera fisionomia dell'anima sua, che è bionda, romantica, timida, ingenua, sentimentale, fanciulla.Si è discusso seNaja Tripudianssia o no il capolavoro di Annie Vivanti. Io capisco benissimo come altri possa preferire iDivoratorioVae Victis, romanzi assai più forti. Io preferiscoNaja Tripudians, specialmente per la dolcezza.

Qui veramente Annie Vivanti s'è abbandonata a sè stessa, ha svelato sè stessa. Forse non s'è neppure accorta di fare dell'arte, perchè in fondo non ha fatto altro che confidarci l'anima sua. Io non conosco Annie Vivanti, se non da un verso del Carducci.... ma noi conosciamo adesso la vera fisionomia dell'anima sua, che è bionda, romantica, timida, ingenua, sentimentale, fanciulla.

Si è discusso seNaja Tripudianssia o no il capolavoro di Annie Vivanti. Io capisco benissimo come altri possa preferire iDivoratorioVae Victis, romanzi assai più forti. Io preferiscoNaja Tripudians, specialmente per la dolcezza.

Tutto(Cesare Sobrero).

Ecco un nuovo libro casto ed orribile ad un tempo.... Casto poichè la scrittrice riproduce le impudicizie col ferro rovente di una nausea profonda, di una desolazione accorata. Orribile, poichè la degenerazione psichica, e non psichica soltanto, vi è riprodotta colla precisione di altrettanti casi clinici.... Ricercando i gradi di parentela che possono esistere fraNaja Tripudianse le opere di altri artisti, viene fatto di pensare che Annie Vivanti abbia invocato, compiendo la sua nobile fatica, due grandi ombre: Victor Hugo ed Octave Mirbeau. Victorughiana è la concezione del libro per il senso profondo dei contrasti, per la tragicità del contenuto umano. La seconda parte del volume, cioè le pagine vigorosamente realistiche ricordano invece le acri, inesorabili pitture di Mirbeau..... Raramente in un libro, evocazione fu più dolorosa, pittura più straziante, lettura più struggente di questa orribile profanazione impunita.

Ecco un nuovo libro casto ed orribile ad un tempo.... Casto poichè la scrittrice riproduce le impudicizie col ferro rovente di una nausea profonda, di una desolazione accorata. Orribile, poichè la degenerazione psichica, e non psichica soltanto, vi è riprodotta colla precisione di altrettanti casi clinici.... Ricercando i gradi di parentela che possono esistere fraNaja Tripudianse le opere di altri artisti, viene fatto di pensare che Annie Vivanti abbia invocato, compiendo la sua nobile fatica, due grandi ombre: Victor Hugo ed Octave Mirbeau. Victorughiana è la concezione del libro per il senso profondo dei contrasti, per la tragicità del contenuto umano. La seconda parte del volume, cioè le pagine vigorosamente realistiche ricordano invece le acri, inesorabili pitture di Mirbeau.

.... Raramente in un libro, evocazione fu più dolorosa, pittura più straziante, lettura più struggente di questa orribile profanazione impunita.

I libri del giorno.

.... Qui veramente la forza del libro sta nella poesia della forma, nella efficace evocazione degli ambienti, nella leggera e quasi trasparente musicalità dei periodi. Il libro incomincia con capitoli diuna delicatezza e di una grazia squisitamente femminili.... qualche cosa che fa pensare alla freschissima «Primavera» del Grieg..... Ma a un punto la tinta rosea del romanzo viene interrotta improvvisamente da qualcosa di oscuro e misterioso.... Le pagine si fanno inquiete; a quel profumo di innocenza che aveva fin qui accompagnato il racconto si mescola uno strano e tentante odor di peccato..... Corre per tutte le frasi come un misterioso brivido, un serpeggiare di febbre.Aprire il romanzo e leggerlo è come entrare in una serra dove tra i più semplici e delicati mughetti, alcuni strani fiori effondono un loro acuto e perverso profumo. Non si ha il tempo e forse nemmeno il coraggio di avvicinarli, tanto quel profumo ci prende, ci stordisce, ci travolge. Esciremo dalla serra, opporremo gli occhi e la fronte ai rudi baci del vento, ma il ricordo di quei terribili fiori resterà a lungo entro di noi, come di un sogno bello e perverso....

.... Qui veramente la forza del libro sta nella poesia della forma, nella efficace evocazione degli ambienti, nella leggera e quasi trasparente musicalità dei periodi. Il libro incomincia con capitoli diuna delicatezza e di una grazia squisitamente femminili.... qualche cosa che fa pensare alla freschissima «Primavera» del Grieg.

.... Ma a un punto la tinta rosea del romanzo viene interrotta improvvisamente da qualcosa di oscuro e misterioso.... Le pagine si fanno inquiete; a quel profumo di innocenza che aveva fin qui accompagnato il racconto si mescola uno strano e tentante odor di peccato.

.... Corre per tutte le frasi come un misterioso brivido, un serpeggiare di febbre.

Aprire il romanzo e leggerlo è come entrare in una serra dove tra i più semplici e delicati mughetti, alcuni strani fiori effondono un loro acuto e perverso profumo. Non si ha il tempo e forse nemmeno il coraggio di avvicinarli, tanto quel profumo ci prende, ci stordisce, ci travolge. Esciremo dalla serra, opporremo gli occhi e la fronte ai rudi baci del vento, ma il ricordo di quei terribili fiori resterà a lungo entro di noi, come di un sogno bello e perverso....

Il Giorno(Carlo de Flaviis).

Pagine belle e tristissime; due piccoli mondi; scolpito, il primo, con una perfezione d'arte impeccabile, descritto il secondo, con una verità a volte piena di impudica baldanza a volte piena di titubante sgomento.

Pagine belle e tristissime; due piccoli mondi; scolpito, il primo, con una perfezione d'arte impeccabile, descritto il secondo, con una verità a volte piena di impudica baldanza a volte piena di titubante sgomento.

La Chiosa.

Tutta Annie Vivanti è qui: con le sue mani cariche di poesia ch'ella profonde in così bizzarro modo: qua, là, dovunque un dettaglio svegli la sua vibratilità, soffermi la sua commozione, desti la sua sensibilità.Non ci soffermeremo a evocare le bellissime tra le molte belle pagine del romanzo. Al pari di tutti i libri della Vivanti esso afferra alle prime pagine e non lascia più.L'interesse che suscita vi è graduato così che dall'incantesimo di una dolcezza piana e serena si passa a poco a poco per tutti gli stadi dell'ansia e della trepidazione fino a raggiungere l'angoscia piena d'orrore che strugge l'anima alla fine del racconto e del libro. Si esce da questa lettura sotto il peso di un incubo.Poesia! questo è il segreto di Annie Vivanti. Il segreto della sua malìa e della sua arte; dei suoi occhi ancora pieni di stellante azzurro e dei suoi libri sempre saturi di freschezza; della sua giovinezza sempre intatta e delle sue pagine sempre avvincenti.

Tutta Annie Vivanti è qui: con le sue mani cariche di poesia ch'ella profonde in così bizzarro modo: qua, là, dovunque un dettaglio svegli la sua vibratilità, soffermi la sua commozione, desti la sua sensibilità.

Non ci soffermeremo a evocare le bellissime tra le molte belle pagine del romanzo. Al pari di tutti i libri della Vivanti esso afferra alle prime pagine e non lascia più.

L'interesse che suscita vi è graduato così che dall'incantesimo di una dolcezza piana e serena si passa a poco a poco per tutti gli stadi dell'ansia e della trepidazione fino a raggiungere l'angoscia piena d'orrore che strugge l'anima alla fine del racconto e del libro. Si esce da questa lettura sotto il peso di un incubo.

Poesia! questo è il segreto di Annie Vivanti. Il segreto della sua malìa e della sua arte; dei suoi occhi ancora pieni di stellante azzurro e dei suoi libri sempre saturi di freschezza; della sua giovinezza sempre intatta e delle sue pagine sempre avvincenti.

La Donna(Nicola Moscardelli).

Il libro si chiude con un senso di soffocazione.Sebbene sia composto con un'arte squisita, nulla rivela in esso l'artefizio, nel quale era così facile cadere.... Non c'è nulla da aggiungere, e nulla da togliere.

Il libro si chiude con un senso di soffocazione.

Sebbene sia composto con un'arte squisita, nulla rivela in esso l'artefizio, nel quale era così facile cadere.... Non c'è nulla da aggiungere, e nulla da togliere.

Don Marzio.

Squisitezze psicologiche, gioielli d'osservazione, un profumo di grazia inarrivabile...

Squisitezze psicologiche, gioielli d'osservazione, un profumo di grazia inarrivabile...

Gazzetta di Messina(G. Gigans).

Colei che seppe costruire coll'aiuto del suo potentissimo genio un'affascinante vicenda —I divoratori—; colei che seppe nel poema vibrante di verità accomunare la fede al dolore —Vae Victis— .... ci regala quest'opera semplice e possente.La Vivanti quando vuole appassionare il lettore, sceglie un argomento semplicissimo, un argomento di vita vera.Questa la sua arte. La semplice verità.

Colei che seppe costruire coll'aiuto del suo potentissimo genio un'affascinante vicenda —I divoratori—; colei che seppe nel poema vibrante di verità accomunare la fede al dolore —Vae Victis— .... ci regala quest'opera semplice e possente.

La Vivanti quando vuole appassionare il lettore, sceglie un argomento semplicissimo, un argomento di vita vera.

Questa la sua arte. La semplice verità.

La Scuola(Antonio de Filippis).

Il poeta è vate. Gli basta uno sguardo, ed egli intravede il futuro. — Carducci, da profeta, intravide il genio di Annie Vivanti e disse: «canta!»..... Annie dimostrò il suo vero temperamento di artista col romanzo. Nel romanzo appare grande, perchè originale, strana, ardita, ma sempre vera. Tutta la vita di Annie è una battaglia contro la ipocrisia.... E conNaja Tripudiansella compie una lotta ancor più potente.Storia triste che risalta sulla tavolozza di un Rembrandt!

Il poeta è vate. Gli basta uno sguardo, ed egli intravede il futuro. — Carducci, da profeta, intravide il genio di Annie Vivanti e disse: «canta!».

.... Annie dimostrò il suo vero temperamento di artista col romanzo. Nel romanzo appare grande, perchè originale, strana, ardita, ma sempre vera. Tutta la vita di Annie è una battaglia contro la ipocrisia.... E conNaja Tripudiansella compie una lotta ancor più potente.

Storia triste che risalta sulla tavolozza di un Rembrandt!

Il Pungolo(Giuseppe Scaglione).

La poetessa squisita di «Lirica» la narratrice intensamente drammatica dei casi pietosi e terribili di Maria Tarnowska, l'autrice di «Zingaresca» di «Vae Victis» di «Bocche Inutili» ha creato ancora un'opera di grande bellezza artistica e di appassionata, travolgente poesia. Sopratutto da questo ultimo libro bisogna veramente riconoscere ad Annie Vivanti, una grande forza di pensiero e di forma; di pensiero ricco, elevato, profondo, di stile deciso, rapido, serrato, in alcuni momenti quasi convulso.Ella non soffre infingimenti e contraffazioni del pensiero e della forma. Ribellandosi a falsare la propria natura impetuosa e serena, e la natura delle cose e degli uomini, porta nei suoi libri una veemenza ed un pathos, una sincerità di vita che incatena l'attenzione del lettore di pagina in pagina e di libro in libro, con un continuo crescendo.I suoi libri sono morali, non di una morale stentata, arcigna e cattedratica, ma libera e spontanea.Con quale signorilità e sicurezza d'intuito, con quale potenza di analisi e semplicità di espressione è narrato questo documento umano così tragico e così patetico!...

La poetessa squisita di «Lirica» la narratrice intensamente drammatica dei casi pietosi e terribili di Maria Tarnowska, l'autrice di «Zingaresca» di «Vae Victis» di «Bocche Inutili» ha creato ancora un'opera di grande bellezza artistica e di appassionata, travolgente poesia. Sopratutto da questo ultimo libro bisogna veramente riconoscere ad Annie Vivanti, una grande forza di pensiero e di forma; di pensiero ricco, elevato, profondo, di stile deciso, rapido, serrato, in alcuni momenti quasi convulso.

Ella non soffre infingimenti e contraffazioni del pensiero e della forma. Ribellandosi a falsare la propria natura impetuosa e serena, e la natura delle cose e degli uomini, porta nei suoi libri una veemenza ed un pathos, una sincerità di vita che incatena l'attenzione del lettore di pagina in pagina e di libro in libro, con un continuo crescendo.

I suoi libri sono morali, non di una morale stentata, arcigna e cattedratica, ma libera e spontanea.

Con quale signorilità e sicurezza d'intuito, con quale potenza di analisi e semplicità di espressione è narrato questo documento umano così tragico e così patetico!...

Il Pungolo(Rodolfo Guido de Marsico).

.... Questa la vicenda di «Naja Tripudians». Vicenda terribile che martoria lo spirito, che esaspera, che accende una ribellione, che ci fa bestemmiare la vita!E più terribile è il romanzo perchè scritto da una artista. Annie Vivanti ha adoperato i colori più delicati, le sfumature più evanescenti, perchè più fosca noi sentissimo la tragedia che quella luce distruggerà.

.... Questa la vicenda di «Naja Tripudians». Vicenda terribile che martoria lo spirito, che esaspera, che accende una ribellione, che ci fa bestemmiare la vita!

E più terribile è il romanzo perchè scritto da una artista. Annie Vivanti ha adoperato i colori più delicati, le sfumature più evanescenti, perchè più fosca noi sentissimo la tragedia che quella luce distruggerà.

Don Quichotte(Parigi).

.... Madame Vivanti y confirme une fois de plus son grand talent. Ces derniers chapitres constituent un morceau de haute littérature horrifique.

.... Madame Vivanti y confirme une fois de plus son grand talent. Ces derniers chapitres constituent un morceau de haute littérature horrifique.

GIUDIZI DELLA STAMPA INGLESE SU “I DIVORATORI”

Herald.

Qui ci troviamo davanti a quella rara cosa — un'opera di genio.

Qui ci troviamo davanti a quella rara cosa — un'opera di genio.

Telegraph.

Questo meraviglioso libro è un'opera di bellezza creata da chi possiede il più grande dono dello scrittore — lo stile.

Questo meraviglioso libro è un'opera di bellezza creata da chi possiede il più grande dono dello scrittore — lo stile.

Daily Mail.

Questo romanzo, scritto da un poeta, ha tutta la ossessionante potenza della poesia.

Questo romanzo, scritto da un poeta, ha tutta la ossessionante potenza della poesia.

The Times.

Con questo libroAnnie Vivantiha compiuto un'opera stupefacente. Scegliendo un tema finora non mai trattato da un romanziere essa ci ha dato un libro del più strano ed avvincente fascino.

Con questo libroAnnie Vivantiha compiuto un'opera stupefacente. Scegliendo un tema finora non mai trattato da un romanziere essa ci ha dato un libro del più strano ed avvincente fascino.

Truth.

È un'opera di genio questa diAnnie Vivanti. In essa vi è una forza ed un pathos, una veracità di vita e di natura, che ci tengono incatenati dalla prima all'ultima pagina.

È un'opera di genio questa diAnnie Vivanti. In essa vi è una forza ed un pathos, una veracità di vita e di natura, che ci tengono incatenati dalla prima all'ultima pagina.

Fortnightly Review(Georges Brandès).

La vera forza di questo libro sta nello stile, ora morbido e delicatamente allusivo, ora fluente e fantastico. Annie Vivanti è maestra nell'arte di evocare un ambiente, dandone la speciale atmosfera ed illuminazione. Nel humour è scintillante come una Rosalinda Shakespeariana.Quest'opera per quanto scritta in prosa, deve essere giudicata come poesia. Difatti essa ci fa l'impressione, non di un lungo, ma di un grande poema....

La vera forza di questo libro sta nello stile, ora morbido e delicatamente allusivo, ora fluente e fantastico. Annie Vivanti è maestra nell'arte di evocare un ambiente, dandone la speciale atmosfera ed illuminazione. Nel humour è scintillante come una Rosalinda Shakespeariana.

Quest'opera per quanto scritta in prosa, deve essere giudicata come poesia. Difatti essa ci fa l'impressione, non di un lungo, ma di un grande poema....

GIUDIZI DELLA STAMPA SU “VAE VICTIS!”

Il Popolo d'Italia.

È sopratutto, un magnifico romanzo; è un'opera di arte d'alto valore e della più schietta ispirazione; è uno studio di psicologia pieno di profondo e delicato acume; questo in primo luogo; poi è anche, fortunatamente, un fiero grido di battaglia e un'opera buona, generosa e santa.·······Ha la felicità e sicurezza d'intuito e la potenza d'analisi che Annie Vivanti rivelò primamente in quei Divoratori ch'ebbero così alta e vasta fama nella letteratura internazionale. Ha lo stesso procedere rapido, passionale, travolgente.

È sopratutto, un magnifico romanzo; è un'opera di arte d'alto valore e della più schietta ispirazione; è uno studio di psicologia pieno di profondo e delicato acume; questo in primo luogo; poi è anche, fortunatamente, un fiero grido di battaglia e un'opera buona, generosa e santa.

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Ha la felicità e sicurezza d'intuito e la potenza d'analisi che Annie Vivanti rivelò primamente in quei Divoratori ch'ebbero così alta e vasta fama nella letteratura internazionale. Ha lo stesso procedere rapido, passionale, travolgente.

Giornale del Mattino.

Poema dolorante e poema di fede insieme, attraverso ad una virtù di narrazione vibrante come un sonito di guerra. La nostra letteratura, oggi, si è arricchita d'un nuovo potente documento umano.

Poema dolorante e poema di fede insieme, attraverso ad una virtù di narrazione vibrante come un sonito di guerra. La nostra letteratura, oggi, si è arricchita d'un nuovo potente documento umano.

GIUDIZI DELLA STAMPA INGLESE

“Observer”.

Questo è il più tragico e memorabile dei romanzi.

Questo è il più tragico e memorabile dei romanzi.

Sir Conan Doyle(il creatore di Sherlock Holmes).

Un libro veramente terribile e veramente potente.Non ho mai letto nulla che mi abbia fatto realizzare con tale forza ciò che la guerra significhi per il paese invaso.

Un libro veramente terribile e veramente potente.

Non ho mai letto nulla che mi abbia fatto realizzare con tale forza ciò che la guerra significhi per il paese invaso.

North Mail.

Annie Vivanti Chartres, mediante la grande e perfetta sua arte, ci presenta l'agonia del Belgio in una narrazione da allegarsi ad altri raccapriccianti documenti di guerra.È un libro di cui la lettura s'impone, come dovere e come necessità. È un libro che porterà lontano negli spazii dell'avvenire, l'eco del più nefando crimine che il mondo abbia conosciuto.

Annie Vivanti Chartres, mediante la grande e perfetta sua arte, ci presenta l'agonia del Belgio in una narrazione da allegarsi ad altri raccapriccianti documenti di guerra.

È un libro di cui la lettura s'impone, come dovere e come necessità. È un libro che porterà lontano negli spazii dell'avvenire, l'eco del più nefando crimine che il mondo abbia conosciuto.

Land and Water.

«Vae Victis» è un libro da esporsi in ogni luogo dove un pacifista osa alzare la sua voce.

«Vae Victis» è un libro da esporsi in ogni luogo dove un pacifista osa alzare la sua voce.

Morning Post.

Se questa potente e magnifica opera potesse essere largamente disseminata sarebbe un possente mezzo per rinforzare la nazione nel suo intento di proseguire la guerra fino a che la lotta contro la «Peste Grigia» non si chiuda col trionfo dell'umanità.

Se questa potente e magnifica opera potesse essere largamente disseminata sarebbe un possente mezzo per rinforzare la nazione nel suo intento di proseguire la guerra fino a che la lotta contro la «Peste Grigia» non si chiuda col trionfo dell'umanità.

Sidney WaltonnelCourier.

Quando la superba forza della Prussia morderà la polve come Niniveh e Tyro, quando sulle tombe dei suoi maledetti imperatori giocheranno i fanciulli di un'altra generazione, questo libro diAnnie Vivanti Chartresrimarrà quale sacro memoriale dell'innocente Belgio e parlerà ancora con terribili accenti all'umanità.

Quando la superba forza della Prussia morderà la polve come Niniveh e Tyro, quando sulle tombe dei suoi maledetti imperatori giocheranno i fanciulli di un'altra generazione, questo libro diAnnie Vivanti Chartresrimarrà quale sacro memoriale dell'innocente Belgio e parlerà ancora con terribili accenti all'umanità.

GIUDIZI DELLA STAMPA SU “CIRCE”

Corriere della Sera.

Annie Vivantiha composto un'opera di spasimante umanità e di bellezza.... Col suo nobile ingegno e col suo istinto poetico, ha dato delle memorie di Maria Tarnowska una interpretazione che ha una sua poesia intrinseca.... un romanzo che appassiona di capitolo in capitolo, intensamente, che è tutto profumato, nel suo tetro groviglio, di passaggi candidi e luminosi....

Annie Vivantiha composto un'opera di spasimante umanità e di bellezza.... Col suo nobile ingegno e col suo istinto poetico, ha dato delle memorie di Maria Tarnowska una interpretazione che ha una sua poesia intrinseca.... un romanzo che appassiona di capitolo in capitolo, intensamente, che è tutto profumato, nel suo tetro groviglio, di passaggi candidi e luminosi....

Pall Mall Gazette.

Documento umano di meraviglioso e soggiogante interesse.Una combinazione di poesia e di verità sul modello dato da Goethe.... Narrazione di maestria vivida e potente.

Documento umano di meraviglioso e soggiogante interesse.

Una combinazione di poesia e di verità sul modello dato da Goethe.... Narrazione di maestria vivida e potente.

Mail.

Raramente accade di trovarsi dinanzi ad un documento umano di così tragico e patetico interesse.

Raramente accade di trovarsi dinanzi ad un documento umano di così tragico e patetico interesse.

Times.

Annie Vivanti Chartresci ha dato un documento umano di straordinario fascino, uno studio dell'aberrazione del temperamento femminile e della psicologia del crimine che ci lascia turbati e atterriti.

Annie Vivanti Chartresci ha dato un documento umano di straordinario fascino, uno studio dell'aberrazione del temperamento femminile e della psicologia del crimine che ci lascia turbati e atterriti.

Le Journal(Ernest La Jeunesse).

.... Le hasard d'une conversation a jeté Annie Vivanti, romancier frémissant, poète profond, sur le nom de la prisonnière, sur l'acte, sur le secret de cette histoire. Un ami lui apporte un manuscrit de la condamnée, un cahier de classe haché d'une écriture régulière, élégante, indifferente, un carnet de bal — de quelle sarabande! — sur papier rugueux. Elle se passionne et son génie divinatoire, fraternel dans la peine, évocateur, transfigure ces pages mornes et qui n'ont que la scéau du malheur. Elle obtient de voir — avec quelles difficultés! — la reclusionnaire dans sa maison de force.Quelle révélation! Elle discerne, dévoile, retrouve une petite fille, une éternelle enfant vagabonde dans ses pensées et dans ses voyages, étonnée de se marier de n'être pas aimée de sa beauté étonnée de devenir femme, de devenir mère, étonnée de sa beauté qu'elle ne découvre, qu'on ne découvre que tard. Et tout se précipite dans ses étonnements. C'est avec stupeur qu'elle apprend de lui le désir et le dégoût, qu'elle se donne, au plus beau lancier du monde, quelle le voit mourir dans ses bras, longuement, tué par l'époux soudainement jaloux — pourquoi? C'est une surprise pour elle de trouver au chevet d'une amie d'enfance qui l'a appelée pour mourir celui qu'elle doit faire mourir, le mari de l'agonisante Emilie Kamarowska....Mais je ne veux pas déflorer l'oeuvre inoubliable d'Annie Vivanti. C'est un lucide et incessant tourbillon d'action, de rêve, d'incoscient, de fatalité. C'est harmonieux et terrible, c'est la vérité et c'est l'art.Les paradis artificiels chantés par Thomas de Quincey et Charles Baudelaire flottent autour de plus lourdes ivresses et apportent leur relief inconsistant à des paysages d'âme dignes de Dostoïewski. Le mélodrame se purifie en élégie, sans perdre rien de son intensité, de sa fureur, de sa furie. La plus rare, la plus universelle émotion fait palpiter ces pages de fièvre, cette reconstitution idéale et forcenée.... Et sur cette beauté éparse et condensée, au dessus du sang apaisé et la fange bue par le soleil, les grandes ailes de la pitié apportent tout le ciel et tout le rêve....

.... Le hasard d'une conversation a jeté Annie Vivanti, romancier frémissant, poète profond, sur le nom de la prisonnière, sur l'acte, sur le secret de cette histoire. Un ami lui apporte un manuscrit de la condamnée, un cahier de classe haché d'une écriture régulière, élégante, indifferente, un carnet de bal — de quelle sarabande! — sur papier rugueux. Elle se passionne et son génie divinatoire, fraternel dans la peine, évocateur, transfigure ces pages mornes et qui n'ont que la scéau du malheur. Elle obtient de voir — avec quelles difficultés! — la reclusionnaire dans sa maison de force.

Quelle révélation! Elle discerne, dévoile, retrouve une petite fille, une éternelle enfant vagabonde dans ses pensées et dans ses voyages, étonnée de se marier de n'être pas aimée de sa beauté étonnée de devenir femme, de devenir mère, étonnée de sa beauté qu'elle ne découvre, qu'on ne découvre que tard. Et tout se précipite dans ses étonnements. C'est avec stupeur qu'elle apprend de lui le désir et le dégoût, qu'elle se donne, au plus beau lancier du monde, quelle le voit mourir dans ses bras, longuement, tué par l'époux soudainement jaloux — pourquoi? C'est une surprise pour elle de trouver au chevet d'une amie d'enfance qui l'a appelée pour mourir celui qu'elle doit faire mourir, le mari de l'agonisante Emilie Kamarowska....

Mais je ne veux pas déflorer l'oeuvre inoubliable d'Annie Vivanti. C'est un lucide et incessant tourbillon d'action, de rêve, d'incoscient, de fatalité. C'est harmonieux et terrible, c'est la vérité et c'est l'art.

Les paradis artificiels chantés par Thomas de Quincey et Charles Baudelaire flottent autour de plus lourdes ivresses et apportent leur relief inconsistant à des paysages d'âme dignes de Dostoïewski. Le mélodrame se purifie en élégie, sans perdre rien de son intensité, de sa fureur, de sa furie. La plus rare, la plus universelle émotion fait palpiter ces pages de fièvre, cette reconstitution idéale et forcenée.... Et sur cette beauté éparse et condensée, au dessus du sang apaisé et la fange bue par le soleil, les grandes ailes de la pitié apportent tout le ciel et tout le rêve....

Nota del TrascrittoreOrtografia e punteggiatura originali sono state mantenute, correggendo senza annotazione minimi errori tipografici.Copertina creata dal trascrittore e posta nel pubblico dominio.

Nota del Trascrittore

Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, correggendo senza annotazione minimi errori tipografici.

Copertina creata dal trascrittore e posta nel pubblico dominio.


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