EPILOGO.

EPILOGO.Il salotto d'un appartamentino di lusso in un grande albergo. Architettura ed eleganza modernissime. Poca tappezzeria, colori tenui, mobili fragili e bizzarri. — A destra, il vano ampio d'una terrazzina inquadra il profilo del Vesuvio, nella luminosità azzurra dell'orizzonte partenopeo. Dallo stesso lato, un paravento orientale e alcune palme, ben ricche di foglie, formano quasi un semicerchio dietro un divano basso e largo, che promette le dolcezze della pigrizia contemplativa.Verso l'altro lato della stanza, sopra un tavolino laccato, una fotografia in cornice, dei Copenaghen, e scatole e vassoi e snelle anfore d'argento. Nelle scatole e nei vassoi, sigarette ebonbonsd'ogni sorta. Dalle anfore, si ergono, sui liberi steli, rose delicatissime e capricciose orchidee.Una porta in fondo, una porta a sinistra.Qualche cenno sui nuovi personaggi che compariscono nell'epilogo.Claudine Ranierè unacocotte, che, venuta di Franciaalle sue prime armi, risiede da molti anni a Napoli, dove è salita in auge, e che, per quella legge d'infiltrazione alla quale sottostanno i forestieri residenti a lungo in questa città, è diventata mezzo napoletana, assimilando soprattutto la parlata e le maniere del popolo, le cui caratteristiche sono tanto suggestive. La voce, i gesti, gli atteggiamenti, il pensiero di Claudine sono un misto di napoletanità e di pariginismo e il suo modo di esprimersi è un ibrido connubio di lingua francese e di vernacolo partenopeo, con un po' d'italiano storpiato. — La erre nativa strascica e gorgoglia insistentemente.Rossana Montefloraè un'altracocottedi alto bordo. Rivaleggia in bellezza e in lusso con Claudine Ranier, e molto presume di sè, sfoggiando una signorilità tutt'altro che autentica.Amalia, di professione canzonettista, è una donna che ha più di quarant'anni. Sul suo volto son le tracce della lunga attività muliebre accoppiata all'esercizio professionale, e il suo corpo, un po' ingrassato e squinternato, sopporta un busto eccessivamente stretto, che preme da tutte le parti, conservandole, in apparenza, la necessaria idoneità.AlbertinaeNinìsono anche loro canzonettiste. La prima ha già fatto fiorire abbondantemente i vari rami innestati al fusto della sua professione; la seconda — Ninì — giovanissima, esile, pallidina, è ancora fanciulla, e serba, tra gl'indugi dubitosi della sua giovinezza e i timori della sua deficiente intelligenza, l'istintivo pudore e l'istintiva sentimentalità, capace di bontà e di dolcezza.SCENA PRIMA.(In iscena, nessuno.)Amalia(entrando dal fondo, tutta animata di zelo, e dirigendosi alla porta a sinistra)Claudine! Claudine!... Fai ancora toletta?(Si udrà, di dentro, la voce diClaudine, talvolta graziosa, talvolta sguaiata, in quel suo linguaggio speciale.)ClaudineC'est toi, Amalia?AmaliaSì,moi, moi. Hai tempo?ClaudineUn piccolo momento.AmaliaLi conosco i tuoi «piccoli momenti», cara parigina. Sbrigati! Stanno per venire Rossana Monteflora, Albertina e Ninì. Chiacchieravano giù, nel bar, col direttore dell'hôtel, che faceva il galante; ma mi hanno avvertito che sarebbero salite subito.ClaudineHanno già appurato?... C'est idiot!AmaliaIersera, a mezzanotte, tutta Napoli sapeva che Enrico Carmineti e il marchesino Bargonzi s'erano abbarruffati per causa tua e che era corsa sfida immediatamente.ClaudineCe sale trou de Naples!Amalia(scherzando con acredine)Ci stai da otto anni in questo «sale trou de Naples», e ti sei tanto napoletanizzata che parli, ormai, più napoletano che francese. È segno che ti ci trovi benino!ClaudineGesù! Ma cheste so' cose 'e pazze! Io parlo napulitano?!AmaliaA te sembra di parlare toscano?ClaudineFiche-moi la paix, Amalià!AmaliaE di', parigina: hai notizie?ClaudineNo.AmaliaNon sai nemmeno dove sono andati a battersi?ClaudineNo.AmaliaSperiamo che non gli vada troppo male, povero Enrico!ClaudineJe déteste le duel!AmaliaLo credo!SCENA SECONDA.(Entrano, l'una dopo l'altra, affaccendate,Rossana,Albertina,Ninì.)RossanaDunque?AlbertinaDunque?NinìDunque?AmaliaSinora, nulla.RossanaE Claudine?AmaliaSta vestendosi. Io, intanto, vi ho annunziate.RossanaNoi siamo entrate così, perchè il portiere dell'hôtel ci ha detto che non dovevamo farci annunziare.(Con una intonazione di meraviglia)Ha avuto l'ordine di spedire senz'altro al numero 28 chiunque chiedesse di Enrico Carmineti o di Claudine Ranier. Trovo strano!(Abbassano la voce per comentare.)AmaliaIngresso libero, oggi!RossanaMentre, oggi, al suo posto, una donna veramente elegante non riceve nessuno.AmaliaMa come potrebb'essere, lei, una donna elegante?!AlbertinaCon quella parlatura che ha presa, di ciabattona napoletana!...AmaliaE con quelle mani!...RossanaE con quei piedi!... Dio, che piedi!Ninì(andando in giro, un po' imbambolata, per la stanza, ha notato sul tavolino il ritratto di Enrico e ora, sollevandolo delicatamente, nella cornice dorata, con ambo le mani, se lo studia.)Come l'hanno dimagrato, qui, il signor Enrico!RossanaVedere!(Corre e s'impossessa del ritratto.)AlbertinaVedere! Vedere!Tutte e quattro(in gruppo, esaminano la fotografia.)RossanaSempre un portento di omo, però!AlbertinaQui, somiglia al Conte di Torino.AmaliaMa che!... In questa fotografia somiglia al Duca degli Abruzzi.RossanaCon i baffi di più.(Ripone sul tavolino.)AmaliaComunque, Ninì preferisce l'originale.Ninì(arrossendo)A che proposito?AmaliaCos'è?... Non ti piace Enrico? Non ne sei un poco innamorata?Ninì(con ingenua dissimulazione)Un uomo che ha trentacinque o trentasei anni non mi può piacere.AlbertinaOh bella!AmaliaE perchè?NinìPerchè mammà vuole che mi piacciano solamente gli uomini che hanno meno di vent'anni o più di settanta.(Si ride.)RossanaDopo tutto, non ha torto. Sono i più comodi.(Mutando)Va per le lunghe la toletta della parigina.(Chiama sdolcinatamente)Claudine!... Siamo qui! Ansiosissime!...Albertina(imitando)Non farti aspettare troppo.Claudine(ancora di dentro)Venco, venco dans un instant.Albertina(prendendo una sigaretta da una scatola)Provvisoriamente, ti rubo una sigaretta.ClaudineOui, chère.AmaliaIo, unfondant.NinìIo, una rosa.(Eseguono.)RossanaQuanto a me, non voglio rubarti un bel niente!ClaudinePrends garde per la coda di paglia, Rossana! Et à bon entendeur, salut!Rossana(piano)Sciocca!Albertina(offrendo alle altre, con in mano la scatola)Vi servite anche voi?Amalia(servendosi)Quel che si lascia è perso.NinìLo sai che non fumo.RossanaIo fumo le mie.(Cava dalla sua borsa un portasigarette e un portafiammiferi, l'uno e l'altro d'oro, cercando di mostrarli.)(Ricomincia il cicaleccio della maldicenza. —Amalia,Rossana,Albertinaaccendono le sigarette, fumano.)RossanaTre ore davanti allo specchio, anche oggi! Non par vero!AlbertinaCi giurerei che non è neppure in pena per quel disgraziato che si batte per lei.AmaliaCome vuoi che sia in pena se iersera lei stessa gli montò la testa contro il marchesino?NinìChe cattiva!Rossana(con ostentato disgusto, ad Amalia)Ne sei sicura?!AmaliaEro lì.Le altre(circondandola, assediandola)Racconta... Racconta...SCENA TERZA.Claudine(in un'acconciatura eccessivamente alla moda, il volto pitturato e patinato come una maiolica — entra, dandosi l'aria di essere agitatissima)Abbiate pacienzia!... Sto così disturbata, sto così buleversata che per vestirmi ci è voluta 'a mano de Dio!AlbertinaLo dicevamo, pocanzi: «quella povera Claudine sarà sui carboni ardenti».ClaudineAlbertina mia, aggio passato 'o guaio!AmaliaIl guaio, veramente, è più suo che tuo.RossanaSoprattutto se le busca!...Ninì(con sincera trepidazione e con sincera stupidità)Ma non si poteva evitare questo inconveniente del duello?(Siedono. —ClaudineeRossana, vicine, in atteggiamenti importanti, si squadrano a vicenda, esaminando ciascuna la toletta dell'altra.)Amalia(con saccenteria)E no! Non si poteva.ClaudineC'est idiot!AmaliaQuando è in gioco la gelosia, non c'è modo di tentare un accomodamento. Quel buon Enrico ha il difetto di essere geloso!ClaudineÈ nu brutto difetto che sul'a Napoli si trova!AlbertinaSi troverà anche a Parigi, probabilmente.ClaudineTu scherzi! On n'a jamais vu un homme jaloux à Paris!RossanaPerò, dicono che tu fai di tutto per stuzzicare la gelosia di Enrico.ClaudineGesù! Cheste so' cose 'e pazze!RossanaLo dicono.ClaudineCes sales mufles de napolitains!RossanaDel resto, sarebbe una precauzione. Il miglior mezzo per trattenere un uomo è quello d'ingelosirlo.Claudine(accendendosi a un tratto e levandosi rabbiosa ed energica)Je te prie de croire, ma chère Rossana, che a me non mi abbisognasse affatto di trattenereEnrico, par ce que je suis sûre qu'il m'adore et qu'il n'y a pas de femmes au monde qui pourraient me l'arracher!Rossana(inalberandosi alla sua volta, anche lei si alza tutta accesa)Oh oh!... Oh oh!... Parigina di Marsiglia, fanne a meno di scaldarti tanto con me! E se sul serio credi che io te lo voglia rubare, mi fai pietà, sai.ClaudineJe te connais comme ma poche, ma ti ripeto che non aggio paura, io! Je m'enfiche comme de l'an quarante!Amalia(sempre con la sua intonazione di sapienza)Sta' in guardia, Claudine! Tu t'illudi troppo sulla costanza di quell'uomo. Non adorava forse anche me? Eppure, all'improvviso, mi piantò.ClaudineUh, Sant'Anna mia! Vai a scavare nu muorto de quindici anni fa!Amalia(scatta in piedi, molto offesa, molto irritata, rintuzzandola)Che importa l'epoca?!... Io ti dico che egli mi dette tali prove d'amore... che tu saresti contenta, magari, di sognartele!ClaudineTiens, tiens, tiens, tiens!AmaliaE, per tua norma, se avessi saputo approfittare del momento buono, egli mi avrebbe perfino sposata!Claudine(con una esplosione plebea, schiamazzando)Neh, tu a chi vuo' rompere le stivali?... Enrico si avrebbe sposata na canzonettista?! C'est à se tordre! Chillo non si mariterebbe nemmeno con me, che non mi sono mai ribbassata al cafè-concerto e aggio fatta sempre la signora!AmaliaAccidente, che signora!Claudine(continuando con sguaiataggine piazzaiola)Tu hai stata il suo debutto nelle sciantose e di chesto ti puoi avvantare. Ma nu capriccio qualunque, nì più nì meno di cento altri capricci di cafè-concerto che gli dava alla pelle.Albertina(ribellandosi e levandosi, vivacissima)Capriccio! Capriccio!... Che significa capriccio?!... Io sono nel caffè-concerto, e l'anno passato fui la sua amante come ora sei tu.Claudine(trivialmente, piantandosi le mani nei fianchi)Overo?!... E per quanto tiempo?AlbertinaPer più di un mese!ClaudinePer più di un mese, chillo fece la navetta tra te e Ninì.Ninì(alzandosi furiosa)Che c'entro io?Albertina(a Ninì, spalancando gli occhi)Come? come? come?!...Amalia(a Ninì, investendola con una specie di giubilo chiassone)Anche tu, dunque, ci sei passata?!Rossana(a Ninì, canzonandola)Senza il permesso di mammà?Ninì(eccitandosi infantilmente)È una falsità! È una menzogna! È un'infamia di Claudine!... Io sono una ragazza onesta!ClaudineA che ora, Ninì, sei onesta?(Gran risata delle altre.)NinìA tutte le ore, perchè non faccio la canzonettista per diventare unacocotte!ClaudineAggio capito: la fai per addiventare Adelina Patti!(La risata si rinnova più clamorosa.)Ninì(scoppiando a piangere)Siete tutte maligne! Siete una peggio dell'altra! Malvage! Perverse!Claudine(accostandosele con un'affettuosità di persona superiore)Voyons, voyons, Ninì! C'est idiot!Ninì(piangendo)Non c'è stato mai niente tra me e il signor Enrico. Mai, mai! E mai niente ci sarà!ClaudineEh bien, va: je le regrette pour toi, ma petite, perchè ti attesto... che ne vale la pena! Facimmo na bella pace, mo...(l'abbraccia, la bacia)e nun ne parlammo cchiù!AmaliaE con me?AlbertinaE con me?RossanaE con me?Claudine(in un tono e in un atteggiamento di scherzosa autorevole indulgenza)Mais quoi, donc!... Tra di noi?!... Ci rompiamo le corna, ma stammo sempre in pace... per solidarietà!SCENA QUARTA.(Si bussa lievemente alla porta in fondo.)Amalia(a Claudine)Bada che bussano.ClaudineEntrez. Entrez.(La porta si apre. ComparisceNanetta. È molto invecchiata: più invecchiata di quanto per gli stessi anni trascorsi ella dovrebb'essere. I pochi resti della sua graziosa bellezza sopravvivono sperduti nelle tristi avarìe. I bei capelli abbondanti sono brizzolati, pressochè grigi. Le armoniche linee del corpo snello e flessuoso si sono deformate nell'arida rigidità. Le guance, non soccorse da verun artificio, sono scolorate e un po' flosce, e fanno già una piega agli angoli della piccola bocca. Le labbra vizze smorzano la lucentezza perlacea dei denti. E anche i grandi occhi, tra la crudeltà delle prime rughe, sembrano due grandi fiori quasi appassiti. Alle tempie, alla fronte, le si stende come un'ombra gelida. Veste un abito da viaggio, di austera signorilità.)Nanetta(ritraendosi immediatamente per andarsene)Oh, scusino... Credevo che...ClaudineMa di chi cercate?Nanetta(sostando)... Cerco del signor Enrico Carmineti. Il portiere dell'hôtel non ha creduto opportuno di farmi annunziare e mi ha mandata qui, al numero ventotto... Sarà stato uno sbaglio.ClaudineMais non, mais non, mais non.(Sforzandosi di parlare il suo migliore italiano)Questo è l'appartamento del signor Carmineti; ma lui è sortito da il mattino.NanettaE potrei, almeno,... avere qualche notizia?ClaudineDel duello, forse?NanettaAppunto.(Tutte la guardano attentamente.)ClaudineAbbisogna che lui sarà ritornato.Nanetta(con dubbioso ritegno)Sicchè,... dovrei... dovrei tentare più tardi?ClaudineCe n'est pas la mer à boire! Del resto,(con prosopopea da gran signora)si lei non vulete andare e venire, lei putete attendere qua.Nanetta(incerta tra la ritrosa timidità e l'ansia di sapere)Temo... d'incomodare...ClaudinePas le moins du monde!(Con un gesto d'invito)Favorischi! Favorischi!...Nanetta(si avanza un po', esitando.)Rossana(a Claudine, passandole vicino, alle spalle)Sarà la madre.Claudine(a Nanetta, insistendo)Ma favorischi!Nanetta(avanzandosi di più)Allora, profitterò... perchè mi preme di essere informata al più presto possibile.ClaudineE, prego: con chi aggio l'onore di parlare?NanettaIo sono... una cugina del signor Carmineti.ClaudineUna cucina?(Incredula, guardandola da capo a piedi)Lui non mi ha mai detto di avere una cucina.Nanetta... Non gli sarà parso interessante per lei.Claudine(con una punta d'umorismo)Voyons! Il vous a fait du tort! Sedete, sedete.(Affrettandosi a indicarle il divano)Una cucina di Enrico, toujours la bienvenue!Nanetta(senza decidersi a sedere)Troppo buona!...Claudine(rivolgendosi alle altre con uno zelo e con un sussiego di padrona di casa)E sedete tutte, per carità! Non mi fate i cannelieri!AmaliaMa certo che sediamo!(Gran movimento di sedie e scambi di occhiate.)Claudine(accostando una sedia a Rossana)Questa per te.Rossana(di sfuggita, senza curarsi di abbassare la voce quanto dovrebbe)Non è sua madre: è una sua ex amante.Claudine(subito, assentendo)C'est évident!RossanaCi divertiremo.Nanetta(coglie le parole e ne ha una scossa brusca. Non sa in che modo regolarsi. Resta lì, presa come in una trappola.)Claudine(voltandosi a lei)Ancora all'in piedi? Lei vi mettete forse appaura di sedere?NanettaMa no... Seggo... Grazie.(Siede.)Rossana(ha comunicato immediatamente la sua scoperta ad Amalia, ad Albertina, a Ninì, che le si trovavano dietro.)(Esse ridacchiano, s'incuriosiscono. Ninì è un po' più riservata. Prendono posto intorno come per assistere a uno spettacolo.)Claudine(si è già seduta presso Nanetta e ha taciuto aspettando che le altre sedessero)E... prego: il vostro riverito nome?NanettaNanetta d'Altuna.Claudine«Nanetta»?NanettaGià: «Nanetta». Mi hanno sempre chiamata così, e non so pensare di chiamarmi altrimenti.(Le altre quattro donne sono attentissime, di una burlesca attenzione.)Claudine(per prolungare l'interrogatorio)«Signora» o «Signorina»?Nanetta(subendo penosamente lo scherno che intuisce)Come vuole.ClaudineLei avete l'aria di essere una vedova.NanettaNon ho mai avuto un marito vivo: non posso avere un marito morto.Claudine(in un tono di omaggio)E allora, vi attocca: «signorina».Nanetta(stringendosi nelle spalle)Benissimo.Amalia(frena un piccolo scroscio di riso.)Nanetta(ode e si rassegna, paziente. Poi, a Claudine)E lei... sarebbe...?ClaudineClaudine Ranier, s'il vous plaît.NanettaGrande amica — si vede — del signor Carmineti...ClaudineOh, quelque chose de plus, voyons!NanettaSi, si, capisco.RossanaSiamo tutte grandi amiche del signor Carmineti, signorina.(Ricalcando)Claudine è la sua amante, ecco: la sua amante di oggi.ClaudineE di domani, si la signorina permette.NanettaPer conto mio, s'accomodi.AmaliaNe ha avute, eh?, delle amanti quell'ometto lì!ClaudineParbleu!AlbertinaChi sa quante!AmaliaChi sa quali!RossanaLei, signorina, non ne ha mai conosciuta nessuna?(Sorridono tutte.)Nanetta... Non ne ho avuta l'occasione.RossanaForse, vive molto appartata...ClaudineMolto ritirata...NanettaRitirata, no. Passo il mio tempo a viaggiare.Albertina«Chi viaggia non invecchia»... dice un proverbio.NanettaÈ un proverbio che non conosco, ma non importa!RossanaE viaggia sola, la signorina?Nanetta(fingendo di non accorgersi della continua canzonatura)Sì, ho l'abitudine di viaggiare sola.Albertina(come se la commiserasse affettuosamente)O Dio! Sola sola?!ClaudineC'est assommant!Amalia(con comica serietà)Viaggerà per lo meno con un cagnolino, che diamine!(Danno in una breve risataClaudine,Albertina,Rossanae ancheNinì.)AmaliaMa, scusate: che c'è da ridere?Nanetta(si leva di scatto, livida in volto.)ClaudineQu'est ce qu'il y a, signorina?NanettaNo... niente... Pensavo d'andarmene...Tutte e cinque(alzandosi simultaneamente)Perchè?... Perchè?...SCENA QUINTA.Enrico(di dentro, con voce festosissima)Claudine! Claudine!(L'azione che segue sarà molto mossa e molto rapida. Le voci quasi si confonderanno insieme.)Claudine(con una ostentazione di gioia istantanea)Le voilà. C'est lui!(Corre verso la porta in fondo.)Le altre quattro(corrono chiassosamente dietro di lei.)AmaliaÈ lui, è lui, è lui!RossanaIl guerriero! Il guerriero!AmaliaL'eroe!AlbertinaFinalmente!NinìN'era tempo!Nanetta(vorrebbe fuggire. Non sa. Non può. Cerca di nascondersi alla meglio. Torna a sedere sul divano, rimpicciolendosi affinchè il paravento e le foglie delle palme impediscano che Enrico la veda.)Enrico(sulla soglia — col braccio destro infilato in una fascia che gli pende dal collo — circondato, assalito dalleCINQUE DONNE)Cielo, quante donne!(Il suo aspetto è molto diverso da quello che era. Egli serba nella fisonomia la dolcezza di una volta, ma ha il portamento del bell'uomo sicuro di sè stesso. Unabellezza maschia e agile. Una sapiente eleganza mondana. Uno sguardo lampeggiante e a un tempo carezzoso. Un paio di baffi un po' spavaldi. Sulla fronte e intorno agli occhi già qualche segno di una vita molto vissuta.)Claudine(buttandoglisi addosso, abbracciandolo, arrestandolo sulla soglia)Mon cheri, mon cheri!... Je n'en pouvais plus....EnricoAttenta! Non troppo calore, chè il marchesino mi ha tatuato il braccio.ClaudineOh, c'est idiot!(Tutte sono asserragliate intorno a lui.)RossanaNulla di grave, è vero?EnricoUn'inezia. Una scalfittura.AmaliaVi siete stretta la mano?EnricoMa sì! Povero marchesino!... Con lui, in fondo, mi sarei potuto anche risparmiare le furie della mia gelosia.Nanetta(ha un moto di strano trasalimento.)Claudine(appiccicata a Enrico)Mais embrasse-moi, donc!EnricoCon tutto il cuore, musino mio adorato. Tè!(Le dà un grosso bacio sulla bocca)Questo, per ora.AmaliaUn bacio, però, oggi, ci spetta a tutte, caro guerriero.AlbertinaS'intende.Rossana,Albertina,Ninì,Amalia(tumultuando)Un bacio! Un bacio! Un bacio! Un bacio!EnricoGuarda guarda! Perfino Ninì mi chiede un bacio!Nanetta(facendosi animo, si leva per mostrarsi)E perfino io te lo chiederei se queste signore non mi pigliassero in giro.Enrico(con un grido di stupore straordinario)Nanetta!...Nanetta(quasi umile)Sì, Nanetta.Enrico(guardandola vivamente)Dio mio,... non mi pare una realtà... Non mi pare possibile.NanettaDa quanto tempo, eh?... Temevo che non mi riconoscessi.EnricoLa tua voce è sempre quella...NanettaSì, forse la voce...Le cinque donne(fanno corona a una certa distanza, ascoltando, osservando con una curiosità crescente. Hanno tuttora le labbra atteggiate a canzonatura, ma è una canzonatura meno audace e un po' dubitosa.)Enrico(correggendosi con deferenza gentile)E neppure di volto ti sei tanto mutata che io avrei potuto non riconoscerti.Nanetta(con un pallido sorriso)Sei molto indulgente. Tuttavia, convengo che parecchie cose e parecchie persone, in questo tempo, sono mutate più di me. In peggio, o in meglio. Tu, per esempio, sei diventato magnifico!EnricoNiente di meno?NanettaE parecchie, poi, sono sparite addirittura. Quanti morti, n'è vero?, tra i nostri parenti, tra le nostre conoscenze....Enrico(sospirando)Sì, Nanetta, quanti morti!...Nanetta(gli scruta le pupille)Anche... quel povero signor Corrado, l'anno passato.... E che misera fine dev'essere stata la sua!(Interrogando con gli sguardi)Solo, come in un deserto, suppongo...EnricoIo ne so poco. Non ero a Napoli, in quei giorni...(Sorvolando)Ma, dunque, com'è, com'è che sei qui, tu?!NanettaMi credevi in un eremitaggio? Mi credevi seppellita viva?EnricoNo, ma da quando mi sono stabilito a Napoli, non ci sei stata mai.NanettaCi sono venuta ieri...EnricoE hai voluto vedermi?!Le cinque donne(sentendosi estranee, sono estremamente imbarazzate, e, piano piano, si allontanano un po' verso il fondo, raggruppandosi, scambiandosi qualche breveparola, qualche cenno e non cessando mai di essere intente ad ascoltare e ad osservare con la espressione di chi ascolta e osserva cose di cui non abbia nessuna cognizione.)(Il dialogo fraEnricoeNanettaprocede serrato e animatissimo.)NanettaIn ispirito ti ho sempre veduto.EnricoIn ispirito, era comodo. Il certo è che mi hai eliminato con una costanza incredibile! Non un saluto, non un segno qualunque in una qualche occasione lieta o luttuosa!NanettaIntanto, oggi, me la sono giocata la mia costanza.EnricoAppunto questo mi fa cascare dalle nuvole!NanettaEppure, niente di più spiegabile caro il mio cugino. Stamane, per caso, ho appreso che ti saresti battuto, e mi è parso bene di accorrere. È semplice comebonjour..., direbbe Claudine Ranier.Enrico(un po' a disagio per avere udito questo nome pronunziato da lei)Sei accorsa per il duello?... Ora sì che intendo! Come sei stata buona!...NanettaMa debbo dichiararti che soltanto la paura mi ha indotta a essere buona. Ho concepito, non so perchè, l'eventualità d'un risultato grave, e allora mi son detto: potrò essergli utile, ci vado.EnricoIn altri termini, sei intervenuta... come Croce Rossa?NanettaEcco: come Croce Rossa. E giacchè, fortunatamente, hai avuto un duello elegante, un duellino settecento, con la sola conseguenza di una scalfittura che il profumo di queste belle donnine basterà a guarire, la Croce Rossa non deve fare altro che congratularsi col prode combattente e ritirarsi in buon ordine.Enrico(con involontaria freddezza)Io vorrei poterti trattenere, ma comprenderai che....Claudine(pronta a intervenire, con una falsa intonazione di premurosa deferenza)A ton aise, Enrico! Tu puoi trattenere la tua cucina finchè ti pare e ti piace. Non ti devi genare.Nanetta(a Enrico, cogliendo la palla al balzo graziosamente)Ti avverto che Claudine Ranier mi dà... dellacugina, ma crede che io sia stata una delle tue amanti. Te la denunzio!Claudine(colpita, fa per parlare.)Enrico(con un violento impeto di protesta austera—a Nanetta)Una delle mie amanti, tu!?NanettaTutte loro lo credono. Si sono, anzi, compiaciute di farmelo capire.Enrico(rivolgendosi alle donne)Ah, no, perdio! No! Questa scempiaggine mi disgusta e m'indigna!Le cinque donne(appaiono un po' sconcertate, smarrite.)AmaliaIn fin dei conti, che ci sarebbe stato di male?RossanaSono cose che accadono specialmente tra cugini.ClaudineChez nous, c'est tout ce qu'il y a de plus naturel!Nanetta(nervosa, con una certa esaltazione apparentemente ridanciana)Anche chez nous; ma, tra me e lui, — nel tempo dei tempi — accadde tutto all'inverso...Enrico(sulle spine, interrompendo d'urgenza)No, Nanetta!... Che ti salta in mente?RossanaParli, parli, signorina!AmaliaMa sì, parli!ClaudineCela m'intéresse beaucoup.(A Enrico)Perchè ci metti la mussaruola?Nanetta(a lui)Ne hanno piacere. Lasciami dire.(E, sempre più presa dal bizzarro nervosismo, si rivolge alle cinque donne che quasi la circondano)Sì, tra me e lui, accadde qualche cosa che gli assicurò la più completa libertà del suo cuore, la più completa libertà della sua giovinezza! Egli ha potuto disporne, infatti, con la gioia di chi dispone d'un patrimonio inesauribile, ha potuto vivere libero, agile, con l'animo pronto ogni giorno a riamare; ha potuto... promettere sinceramente a loro tutte un po' d'amore e darne, forse, a qualcuna di loro, un po' più di un poco.(Eccitandosi intimamente d'una ebbrezza amara)Dianzi, io mi sentivo avvilita. Questo piccolo consesso di galanteria, in attesa del guerriero disputato, si divertiva di me, timida intrusa dal viso avvizzito, che era venuta ugualmente ad attenderlo, senza averne il diritto. Ma se loro avessero indovinato le vecchie vicende della vecchia cugina, mi avrebbero invece accolta con simpatia, perchè avrebbero compreso di dover essere grate(in un tono umilissimo)precisamente a me... di quel tanto d'amore promesso o già offerto da lui. Non è così, Enrico?... Dillo tu. Attestalo tu alla tua amante e alle tue amiche che ora mi stanno ad ascoltare attonite. Aiuta la povera zitellona a soddisfare la sua vanità innocua...Le cinque donne(sono lì veramente attonite, guardandola, senza più sorridere.)Enrico(ha sopportato, con inquietudine, la bisbetica loquela di Nanetta, e, stretto tra la deferenza che le deve e l'imbarazzo che ella gli procura, si confonde, s'impappina)È così, è così... Ogni tua parola corrisponde... a una verità! Tu fosti per me...Nanetta(interrompendo con squisito umorismo)No... Lascia andare. Quel che io fui per te, ti dispenso di dirlo, perchè temo che tu non lo ricordi con precisione. E, del resto, io non desidero altro.(Scherzosamente)Mi hai riabilitata al cospetto delle mie graziose tormentatrici, e quindi posso restituirti, tardi ma in tempo, alle tue occupazioni. Hai ancora tanti baci da distribuire...Enrico(rianimandosi di schietta cordialità)Consentirai, almeno, che faccia io una visita a te, oggi stesso.NanettaFigùrati! Ne sarei felicissima, ma io riparto immediatamente.EnricoHai una fretta inverosimile!NanettaÈ il mio regime, oramai. Mi metto in treno o in automobile e corro e corro e corro!... Non so perchè, mi sembra che a furia di correre io riesca ad abbreviare le ore, ad abbreviare i giorni, ad abbreviare gli anni... Non puoi immaginare come sono lunghi gli anni per chi non ha più nulla da fare!Enrico(ansioso)Ma, dunque, quando ci rivedremo, Nanetta?Nanetta(con falsa disinvoltura)Probabilmente, mai più. Se càpito in America, per esempio, addio Europa! Ma, in compenso, durante i miei viaggi, ti manderò spesso...... delle cartoline illustrate con un saluto affettuoso.(Affaticandosi in un brio eccessivo di cui s'intravvede il fondo desolato)Sei contento?Enrico(con una mesta ironia)Oh, contentissimo!NanettaE tu me ne manderai altrettante. Senonchè...EnricoSenonchè?NanettaIn una di esse, a tua scelta, ci metterai...(S'interrompe.)EnricoCi metterò tutto quello che vuoi.Nanetta... «Un bacio per Nanetta».(Indi, vivacissima)E sì, per bacco! Prima di morire voglio averlo anch'io un bacio d'un uomo, almeno in iscritto.Enrico(trasalisce d'un sùbito e le fissa in volto uno sguardo che vale cento sguardi insieme.)NanettaCos'è? Hai l'aria di meravigliarti?...(E, con un forte balzo del pensiero)Ah, già!... È giusto! È giusto!... Hai ragione... Che smemorata che sono! Che smemorata!...(La piglia un piccolo riso convulso, mentre gli occhi le si riempiono di lagrime.)Enrico(ansioso, incapace di raccapezzarsi)E di che ridi, adesso?Rossana(pianissimo alle altre)Ma è un riso che somiglia al pianto!NanettaVuoi proprio saperlo di che rido?!...EnricoSì.(Un breve indugio.)Nanetta(ha cessato di ridere. Gli si accosta un po' di più, come per sottrarsi alquanto all'ascoltazione delle donne. Il suo accento si fa fievole e soave)Ebbene,... ti prometto che quando, dopo tanto viaggiare, partirò finalmente per l'ultimo viaggio, ti lascerò una lettera lunga lunga lunga:... una lettera dalla quale saprai tutto ciò che vorresti sapere in questo momento. La leggerai, lo so, con molta pena, e poi... dirai due parole che non hai mai pronunziate...(Le tornano le lagrime agli occhi, e già qualcuna le riga le guance)Dirai: Povera Nanetta!Ninì(intenerita, mormora alle compagne:)Chi sa perchè!Enrico(in uno sbalordimento angoscioso)Quante stranezze, Nanetta, nella tua esistenza!NanettaNessuna!... Te ne convincerai tu stesso, a suo tempo.(Si rivolge repentinamente alle donne, con un ritorno di vivacità fittizia)E, questa volta, ho finito davvero, signore mie. Più nulla da rettificare, più nulla da rinvangare, più nulla da promettere. Più nulla di nulla!... Tutto sommato, sono stata noiosa parecchio con le mie malinconiche goffaggini; ma loro, in fondo, son brava gente, e spero... che vorranno perdonarmi.Claudine(con sincera resipiscenza, quasi con sommissione)Voyons, donc! C'est idiot!... Ci aspetterebbe a noi di farci pardonare dalla signorina...Nanetta(dolcemente grata)Perdoniamoci, dunque, a vicenda, e anche,... perchè no?..., separiamoci con una buona stretta di mano.(Stende le mani, offrendole)Significherà bene che la nostra breve conoscenza non lascia in noi nessun cattivo ricordo.(LeCINQUE DONNEappaiono impacciate, esitanti, umilissime.)ClaudineCertamente.RossanaUn cattivo ricordo?!...AmaliaTutt'altro!...AlbertinaTutt'altro!...(ECIASCUNA, compresa da una singolare emozione, le stringe la mano.)NanettaEcco: così.Ninì(non osa e si ritrae un poco.)NanettaE lei, no?...NinìAnzi!(Si decide a imitare le compagne. La sua emozione è anche più intensa.)La ringrazio.Nanetta(fissandola un istante)Com'è giovane, lei! Ed è la sola che sembri scontenta...Ninì(timorosa, protestando)No, signorina!...NanettaNon abbia paura... Ignoro l'arte di leggere il pensiero...(Poi, a Enrico, in un tono di celia affettuosa:)E ora, per te, cugino: la più forte stretta di mano di tutta la mia vita! Tu non hai libera che la sinistra... Tanto meglio! Quella del cuore.Enrico(gliela dà, e, celiando anche lui tristamente, ripete:)Quella del cuore.Nanetta(glie la serra, glie la chiude tra le sue con una infinita tenerezza dolente, con l'anima che è tutta un tremito.)E bada, Enrico, bada di esser felice, sai! Non mi commettere la mal'azione di non esserlo!EnricoCercherò.Nanetta(gli lascia la mano)Vado.EnricoMa io ti accompagno... Ti accompagno sin giù...Nanetta(con un accento di energia scherzosa)Proibizione assoluta di accompagnarmi! Comando io,... come sempre.EnricoObbedisco.(Uno strazio sordo, indeterminabile, lo paralizza, gli torce i nervi, gli preme il cervello. Non più una parola, non più un gesto.)(Il silenzio di pochi attimi pare un lungo silenzio.)Nanetta(dominandosi, si avvia per uscire.)Le cinque donne(s'inchinano, riguardose.)Nanetta(giunta all'uscio, si volta, sforzandosi ancora di sorridere.)Ti raccomando, eh?... Quella cartolina...EnricoSì, Nanetta.Nanetta(esce.)Le cinque donne(confusamente commosse, restano immobili, guardando la porta.)Enrico(a stento trattiene il pianto.)SIPARIO.(Fine del dramma).

Il salotto d'un appartamentino di lusso in un grande albergo. Architettura ed eleganza modernissime. Poca tappezzeria, colori tenui, mobili fragili e bizzarri. — A destra, il vano ampio d'una terrazzina inquadra il profilo del Vesuvio, nella luminosità azzurra dell'orizzonte partenopeo. Dallo stesso lato, un paravento orientale e alcune palme, ben ricche di foglie, formano quasi un semicerchio dietro un divano basso e largo, che promette le dolcezze della pigrizia contemplativa.

Verso l'altro lato della stanza, sopra un tavolino laccato, una fotografia in cornice, dei Copenaghen, e scatole e vassoi e snelle anfore d'argento. Nelle scatole e nei vassoi, sigarette ebonbonsd'ogni sorta. Dalle anfore, si ergono, sui liberi steli, rose delicatissime e capricciose orchidee.

Una porta in fondo, una porta a sinistra.

Qualche cenno sui nuovi personaggi che compariscono nell'epilogo.Claudine Ranierè unacocotte, che, venuta di Franciaalle sue prime armi, risiede da molti anni a Napoli, dove è salita in auge, e che, per quella legge d'infiltrazione alla quale sottostanno i forestieri residenti a lungo in questa città, è diventata mezzo napoletana, assimilando soprattutto la parlata e le maniere del popolo, le cui caratteristiche sono tanto suggestive. La voce, i gesti, gli atteggiamenti, il pensiero di Claudine sono un misto di napoletanità e di pariginismo e il suo modo di esprimersi è un ibrido connubio di lingua francese e di vernacolo partenopeo, con un po' d'italiano storpiato. — La erre nativa strascica e gorgoglia insistentemente.Rossana Montefloraè un'altracocottedi alto bordo. Rivaleggia in bellezza e in lusso con Claudine Ranier, e molto presume di sè, sfoggiando una signorilità tutt'altro che autentica.Amalia, di professione canzonettista, è una donna che ha più di quarant'anni. Sul suo volto son le tracce della lunga attività muliebre accoppiata all'esercizio professionale, e il suo corpo, un po' ingrassato e squinternato, sopporta un busto eccessivamente stretto, che preme da tutte le parti, conservandole, in apparenza, la necessaria idoneità.AlbertinaeNinìsono anche loro canzonettiste. La prima ha già fatto fiorire abbondantemente i vari rami innestati al fusto della sua professione; la seconda — Ninì — giovanissima, esile, pallidina, è ancora fanciulla, e serba, tra gl'indugi dubitosi della sua giovinezza e i timori della sua deficiente intelligenza, l'istintivo pudore e l'istintiva sentimentalità, capace di bontà e di dolcezza.

Qualche cenno sui nuovi personaggi che compariscono nell'epilogo.

Claudine Ranierè unacocotte, che, venuta di Franciaalle sue prime armi, risiede da molti anni a Napoli, dove è salita in auge, e che, per quella legge d'infiltrazione alla quale sottostanno i forestieri residenti a lungo in questa città, è diventata mezzo napoletana, assimilando soprattutto la parlata e le maniere del popolo, le cui caratteristiche sono tanto suggestive. La voce, i gesti, gli atteggiamenti, il pensiero di Claudine sono un misto di napoletanità e di pariginismo e il suo modo di esprimersi è un ibrido connubio di lingua francese e di vernacolo partenopeo, con un po' d'italiano storpiato. — La erre nativa strascica e gorgoglia insistentemente.

Rossana Montefloraè un'altracocottedi alto bordo. Rivaleggia in bellezza e in lusso con Claudine Ranier, e molto presume di sè, sfoggiando una signorilità tutt'altro che autentica.

Amalia, di professione canzonettista, è una donna che ha più di quarant'anni. Sul suo volto son le tracce della lunga attività muliebre accoppiata all'esercizio professionale, e il suo corpo, un po' ingrassato e squinternato, sopporta un busto eccessivamente stretto, che preme da tutte le parti, conservandole, in apparenza, la necessaria idoneità.

AlbertinaeNinìsono anche loro canzonettiste. La prima ha già fatto fiorire abbondantemente i vari rami innestati al fusto della sua professione; la seconda — Ninì — giovanissima, esile, pallidina, è ancora fanciulla, e serba, tra gl'indugi dubitosi della sua giovinezza e i timori della sua deficiente intelligenza, l'istintivo pudore e l'istintiva sentimentalità, capace di bontà e di dolcezza.

(In iscena, nessuno.)

Amalia

(entrando dal fondo, tutta animata di zelo, e dirigendosi alla porta a sinistra)Claudine! Claudine!... Fai ancora toletta?

(Si udrà, di dentro, la voce diClaudine, talvolta graziosa, talvolta sguaiata, in quel suo linguaggio speciale.)

Claudine

C'est toi, Amalia?

Amalia

Sì,moi, moi. Hai tempo?

Claudine

Un piccolo momento.

Amalia

Li conosco i tuoi «piccoli momenti», cara parigina. Sbrigati! Stanno per venire Rossana Monteflora, Albertina e Ninì. Chiacchieravano giù, nel bar, col direttore dell'hôtel, che faceva il galante; ma mi hanno avvertito che sarebbero salite subito.

Claudine

Hanno già appurato?... C'est idiot!

Amalia

Iersera, a mezzanotte, tutta Napoli sapeva che Enrico Carmineti e il marchesino Bargonzi s'erano abbarruffati per causa tua e che era corsa sfida immediatamente.

Claudine

Ce sale trou de Naples!

Amalia

(scherzando con acredine)Ci stai da otto anni in questo «sale trou de Naples», e ti sei tanto napoletanizzata che parli, ormai, più napoletano che francese. È segno che ti ci trovi benino!

Claudine

Gesù! Ma cheste so' cose 'e pazze! Io parlo napulitano?!

Amalia

A te sembra di parlare toscano?

Claudine

Fiche-moi la paix, Amalià!

Amalia

E di', parigina: hai notizie?

Claudine

No.

Amalia

Non sai nemmeno dove sono andati a battersi?

Claudine

No.

Amalia

Speriamo che non gli vada troppo male, povero Enrico!

Claudine

Je déteste le duel!

Amalia

Lo credo!

(Entrano, l'una dopo l'altra, affaccendate,Rossana,Albertina,Ninì.)

Rossana

Dunque?

Albertina

Dunque?

Ninì

Dunque?

Amalia

Sinora, nulla.

Rossana

E Claudine?

Amalia

Sta vestendosi. Io, intanto, vi ho annunziate.

Rossana

Noi siamo entrate così, perchè il portiere dell'hôtel ci ha detto che non dovevamo farci annunziare.(Con una intonazione di meraviglia)Ha avuto l'ordine di spedire senz'altro al numero 28 chiunque chiedesse di Enrico Carmineti o di Claudine Ranier. Trovo strano!

(Abbassano la voce per comentare.)

Amalia

Ingresso libero, oggi!

Rossana

Mentre, oggi, al suo posto, una donna veramente elegante non riceve nessuno.

Amalia

Ma come potrebb'essere, lei, una donna elegante?!

Albertina

Con quella parlatura che ha presa, di ciabattona napoletana!...

Amalia

E con quelle mani!...

Rossana

E con quei piedi!... Dio, che piedi!

Ninì

(andando in giro, un po' imbambolata, per la stanza, ha notato sul tavolino il ritratto di Enrico e ora, sollevandolo delicatamente, nella cornice dorata, con ambo le mani, se lo studia.)Come l'hanno dimagrato, qui, il signor Enrico!

Rossana

Vedere!(Corre e s'impossessa del ritratto.)

Albertina

Vedere! Vedere!

Tutte e quattro

(in gruppo, esaminano la fotografia.)

Rossana

Sempre un portento di omo, però!

Albertina

Qui, somiglia al Conte di Torino.

Amalia

Ma che!... In questa fotografia somiglia al Duca degli Abruzzi.

Rossana

Con i baffi di più.(Ripone sul tavolino.)

Amalia

Comunque, Ninì preferisce l'originale.

Ninì

(arrossendo)A che proposito?

Amalia

Cos'è?... Non ti piace Enrico? Non ne sei un poco innamorata?

Ninì

(con ingenua dissimulazione)Un uomo che ha trentacinque o trentasei anni non mi può piacere.

Albertina

Oh bella!

Amalia

E perchè?

Ninì

Perchè mammà vuole che mi piacciano solamente gli uomini che hanno meno di vent'anni o più di settanta.

(Si ride.)

Rossana

Dopo tutto, non ha torto. Sono i più comodi.(Mutando)Va per le lunghe la toletta della parigina.(Chiama sdolcinatamente)Claudine!... Siamo qui! Ansiosissime!...

Albertina

(imitando)Non farti aspettare troppo.

Claudine

(ancora di dentro)Venco, venco dans un instant.

Albertina

(prendendo una sigaretta da una scatola)Provvisoriamente, ti rubo una sigaretta.

Claudine

Oui, chère.

Amalia

Io, unfondant.

Ninì

Io, una rosa.

(Eseguono.)

Rossana

Quanto a me, non voglio rubarti un bel niente!

Claudine

Prends garde per la coda di paglia, Rossana! Et à bon entendeur, salut!

Rossana

(piano)Sciocca!

Albertina

(offrendo alle altre, con in mano la scatola)Vi servite anche voi?

Amalia

(servendosi)Quel che si lascia è perso.

Ninì

Lo sai che non fumo.

Rossana

Io fumo le mie.(Cava dalla sua borsa un portasigarette e un portafiammiferi, l'uno e l'altro d'oro, cercando di mostrarli.)

(Ricomincia il cicaleccio della maldicenza. —Amalia,Rossana,Albertinaaccendono le sigarette, fumano.)

Rossana

Tre ore davanti allo specchio, anche oggi! Non par vero!

Albertina

Ci giurerei che non è neppure in pena per quel disgraziato che si batte per lei.

Amalia

Come vuoi che sia in pena se iersera lei stessa gli montò la testa contro il marchesino?

Ninì

Che cattiva!

Rossana

(con ostentato disgusto, ad Amalia)Ne sei sicura?!

Amalia

Ero lì.

Le altre

(circondandola, assediandola)Racconta... Racconta...

Claudine

(in un'acconciatura eccessivamente alla moda, il volto pitturato e patinato come una maiolica — entra, dandosi l'aria di essere agitatissima)Abbiate pacienzia!... Sto così disturbata, sto così buleversata che per vestirmi ci è voluta 'a mano de Dio!

Albertina

Lo dicevamo, pocanzi: «quella povera Claudine sarà sui carboni ardenti».

Claudine

Albertina mia, aggio passato 'o guaio!

Amalia

Il guaio, veramente, è più suo che tuo.

Rossana

Soprattutto se le busca!...

Ninì

(con sincera trepidazione e con sincera stupidità)Ma non si poteva evitare questo inconveniente del duello?

(Siedono. —ClaudineeRossana, vicine, in atteggiamenti importanti, si squadrano a vicenda, esaminando ciascuna la toletta dell'altra.)

Amalia

(con saccenteria)E no! Non si poteva.

Claudine

C'est idiot!

Amalia

Quando è in gioco la gelosia, non c'è modo di tentare un accomodamento. Quel buon Enrico ha il difetto di essere geloso!

Claudine

È nu brutto difetto che sul'a Napoli si trova!

Albertina

Si troverà anche a Parigi, probabilmente.

Claudine

Tu scherzi! On n'a jamais vu un homme jaloux à Paris!

Rossana

Però, dicono che tu fai di tutto per stuzzicare la gelosia di Enrico.

Claudine

Gesù! Cheste so' cose 'e pazze!

Rossana

Lo dicono.

Claudine

Ces sales mufles de napolitains!

Rossana

Del resto, sarebbe una precauzione. Il miglior mezzo per trattenere un uomo è quello d'ingelosirlo.

Claudine

(accendendosi a un tratto e levandosi rabbiosa ed energica)Je te prie de croire, ma chère Rossana, che a me non mi abbisognasse affatto di trattenereEnrico, par ce que je suis sûre qu'il m'adore et qu'il n'y a pas de femmes au monde qui pourraient me l'arracher!

Rossana

(inalberandosi alla sua volta, anche lei si alza tutta accesa)Oh oh!... Oh oh!... Parigina di Marsiglia, fanne a meno di scaldarti tanto con me! E se sul serio credi che io te lo voglia rubare, mi fai pietà, sai.

Claudine

Je te connais comme ma poche, ma ti ripeto che non aggio paura, io! Je m'enfiche comme de l'an quarante!

Amalia

(sempre con la sua intonazione di sapienza)Sta' in guardia, Claudine! Tu t'illudi troppo sulla costanza di quell'uomo. Non adorava forse anche me? Eppure, all'improvviso, mi piantò.

Claudine

Uh, Sant'Anna mia! Vai a scavare nu muorto de quindici anni fa!

Amalia

(scatta in piedi, molto offesa, molto irritata, rintuzzandola)Che importa l'epoca?!... Io ti dico che egli mi dette tali prove d'amore... che tu saresti contenta, magari, di sognartele!

Claudine

Tiens, tiens, tiens, tiens!

Amalia

E, per tua norma, se avessi saputo approfittare del momento buono, egli mi avrebbe perfino sposata!

Claudine

(con una esplosione plebea, schiamazzando)Neh, tu a chi vuo' rompere le stivali?... Enrico si avrebbe sposata na canzonettista?! C'est à se tordre! Chillo non si mariterebbe nemmeno con me, che non mi sono mai ribbassata al cafè-concerto e aggio fatta sempre la signora!

Amalia

Accidente, che signora!

Claudine

(continuando con sguaiataggine piazzaiola)Tu hai stata il suo debutto nelle sciantose e di chesto ti puoi avvantare. Ma nu capriccio qualunque, nì più nì meno di cento altri capricci di cafè-concerto che gli dava alla pelle.

Albertina

(ribellandosi e levandosi, vivacissima)Capriccio! Capriccio!... Che significa capriccio?!... Io sono nel caffè-concerto, e l'anno passato fui la sua amante come ora sei tu.

Claudine

(trivialmente, piantandosi le mani nei fianchi)Overo?!... E per quanto tiempo?

Albertina

Per più di un mese!

Claudine

Per più di un mese, chillo fece la navetta tra te e Ninì.

Ninì

(alzandosi furiosa)Che c'entro io?

Albertina

(a Ninì, spalancando gli occhi)Come? come? come?!...

Amalia

(a Ninì, investendola con una specie di giubilo chiassone)Anche tu, dunque, ci sei passata?!

Rossana

(a Ninì, canzonandola)Senza il permesso di mammà?

Ninì

(eccitandosi infantilmente)È una falsità! È una menzogna! È un'infamia di Claudine!... Io sono una ragazza onesta!

Claudine

A che ora, Ninì, sei onesta?

(Gran risata delle altre.)

Ninì

A tutte le ore, perchè non faccio la canzonettista per diventare unacocotte!

Claudine

Aggio capito: la fai per addiventare Adelina Patti!

(La risata si rinnova più clamorosa.)

Ninì

(scoppiando a piangere)Siete tutte maligne! Siete una peggio dell'altra! Malvage! Perverse!

Claudine

(accostandosele con un'affettuosità di persona superiore)Voyons, voyons, Ninì! C'est idiot!

Ninì

(piangendo)Non c'è stato mai niente tra me e il signor Enrico. Mai, mai! E mai niente ci sarà!

Claudine

Eh bien, va: je le regrette pour toi, ma petite, perchè ti attesto... che ne vale la pena! Facimmo na bella pace, mo...(l'abbraccia, la bacia)e nun ne parlammo cchiù!

Amalia

E con me?

Albertina

E con me?

Rossana

E con me?

Claudine

(in un tono e in un atteggiamento di scherzosa autorevole indulgenza)Mais quoi, donc!... Tra di noi?!... Ci rompiamo le corna, ma stammo sempre in pace... per solidarietà!

(Si bussa lievemente alla porta in fondo.)

Amalia

(a Claudine)Bada che bussano.

Claudine

Entrez. Entrez.

(La porta si apre. ComparisceNanetta. È molto invecchiata: più invecchiata di quanto per gli stessi anni trascorsi ella dovrebb'essere. I pochi resti della sua graziosa bellezza sopravvivono sperduti nelle tristi avarìe. I bei capelli abbondanti sono brizzolati, pressochè grigi. Le armoniche linee del corpo snello e flessuoso si sono deformate nell'arida rigidità. Le guance, non soccorse da verun artificio, sono scolorate e un po' flosce, e fanno già una piega agli angoli della piccola bocca. Le labbra vizze smorzano la lucentezza perlacea dei denti. E anche i grandi occhi, tra la crudeltà delle prime rughe, sembrano due grandi fiori quasi appassiti. Alle tempie, alla fronte, le si stende come un'ombra gelida. Veste un abito da viaggio, di austera signorilità.)

Nanetta

(ritraendosi immediatamente per andarsene)Oh, scusino... Credevo che...

Claudine

Ma di chi cercate?

Nanetta

(sostando)... Cerco del signor Enrico Carmineti. Il portiere dell'hôtel non ha creduto opportuno di farmi annunziare e mi ha mandata qui, al numero ventotto... Sarà stato uno sbaglio.

Claudine

Mais non, mais non, mais non.(Sforzandosi di parlare il suo migliore italiano)Questo è l'appartamento del signor Carmineti; ma lui è sortito da il mattino.

Nanetta

E potrei, almeno,... avere qualche notizia?

Claudine

Del duello, forse?

Nanetta

Appunto.

(Tutte la guardano attentamente.)

Claudine

Abbisogna che lui sarà ritornato.

Nanetta

(con dubbioso ritegno)Sicchè,... dovrei... dovrei tentare più tardi?

Claudine

Ce n'est pas la mer à boire! Del resto,(con prosopopea da gran signora)si lei non vulete andare e venire, lei putete attendere qua.

Nanetta

(incerta tra la ritrosa timidità e l'ansia di sapere)Temo... d'incomodare...

Claudine

Pas le moins du monde!(Con un gesto d'invito)Favorischi! Favorischi!...

Nanetta

(si avanza un po', esitando.)

Rossana

(a Claudine, passandole vicino, alle spalle)Sarà la madre.

Claudine

(a Nanetta, insistendo)Ma favorischi!

Nanetta

(avanzandosi di più)Allora, profitterò... perchè mi preme di essere informata al più presto possibile.

Claudine

E, prego: con chi aggio l'onore di parlare?

Nanetta

Io sono... una cugina del signor Carmineti.

Claudine

Una cucina?(Incredula, guardandola da capo a piedi)Lui non mi ha mai detto di avere una cucina.

Nanetta

... Non gli sarà parso interessante per lei.

Claudine

(con una punta d'umorismo)Voyons! Il vous a fait du tort! Sedete, sedete.(Affrettandosi a indicarle il divano)Una cucina di Enrico, toujours la bienvenue!

Nanetta

(senza decidersi a sedere)Troppo buona!...

Claudine

(rivolgendosi alle altre con uno zelo e con un sussiego di padrona di casa)E sedete tutte, per carità! Non mi fate i cannelieri!

Amalia

Ma certo che sediamo!

(Gran movimento di sedie e scambi di occhiate.)

Claudine

(accostando una sedia a Rossana)Questa per te.

Rossana

(di sfuggita, senza curarsi di abbassare la voce quanto dovrebbe)Non è sua madre: è una sua ex amante.

Claudine

(subito, assentendo)C'est évident!

Rossana

Ci divertiremo.

Nanetta

(coglie le parole e ne ha una scossa brusca. Non sa in che modo regolarsi. Resta lì, presa come in una trappola.)

Claudine

(voltandosi a lei)Ancora all'in piedi? Lei vi mettete forse appaura di sedere?

Nanetta

Ma no... Seggo... Grazie.(Siede.)

Rossana

(ha comunicato immediatamente la sua scoperta ad Amalia, ad Albertina, a Ninì, che le si trovavano dietro.)

(Esse ridacchiano, s'incuriosiscono. Ninì è un po' più riservata. Prendono posto intorno come per assistere a uno spettacolo.)

Claudine

(si è già seduta presso Nanetta e ha taciuto aspettando che le altre sedessero)E... prego: il vostro riverito nome?

Nanetta

Nanetta d'Altuna.

Claudine

«Nanetta»?

Nanetta

Già: «Nanetta». Mi hanno sempre chiamata così, e non so pensare di chiamarmi altrimenti.

(Le altre quattro donne sono attentissime, di una burlesca attenzione.)

Claudine

(per prolungare l'interrogatorio)«Signora» o «Signorina»?

Nanetta

(subendo penosamente lo scherno che intuisce)Come vuole.

Claudine

Lei avete l'aria di essere una vedova.

Nanetta

Non ho mai avuto un marito vivo: non posso avere un marito morto.

Claudine

(in un tono di omaggio)E allora, vi attocca: «signorina».

Nanetta

(stringendosi nelle spalle)Benissimo.

Amalia

(frena un piccolo scroscio di riso.)

Nanetta

(ode e si rassegna, paziente. Poi, a Claudine)E lei... sarebbe...?

Claudine

Claudine Ranier, s'il vous plaît.

Nanetta

Grande amica — si vede — del signor Carmineti...

Claudine

Oh, quelque chose de plus, voyons!

Nanetta

Si, si, capisco.

Rossana

Siamo tutte grandi amiche del signor Carmineti, signorina.(Ricalcando)Claudine è la sua amante, ecco: la sua amante di oggi.

Claudine

E di domani, si la signorina permette.

Nanetta

Per conto mio, s'accomodi.

Amalia

Ne ha avute, eh?, delle amanti quell'ometto lì!

Claudine

Parbleu!

Albertina

Chi sa quante!

Amalia

Chi sa quali!

Rossana

Lei, signorina, non ne ha mai conosciuta nessuna?

(Sorridono tutte.)

Nanetta

... Non ne ho avuta l'occasione.

Rossana

Forse, vive molto appartata...

Claudine

Molto ritirata...

Nanetta

Ritirata, no. Passo il mio tempo a viaggiare.

Albertina

«Chi viaggia non invecchia»... dice un proverbio.

Nanetta

È un proverbio che non conosco, ma non importa!

Rossana

E viaggia sola, la signorina?

Nanetta

(fingendo di non accorgersi della continua canzonatura)Sì, ho l'abitudine di viaggiare sola.

Albertina

(come se la commiserasse affettuosamente)O Dio! Sola sola?!

Claudine

C'est assommant!

Amalia

(con comica serietà)Viaggerà per lo meno con un cagnolino, che diamine!

(Danno in una breve risataClaudine,Albertina,Rossanae ancheNinì.)

Amalia

Ma, scusate: che c'è da ridere?

Nanetta

(si leva di scatto, livida in volto.)

Claudine

Qu'est ce qu'il y a, signorina?

Nanetta

No... niente... Pensavo d'andarmene...

Tutte e cinque

(alzandosi simultaneamente)Perchè?... Perchè?...

Enrico

(di dentro, con voce festosissima)Claudine! Claudine!

(L'azione che segue sarà molto mossa e molto rapida. Le voci quasi si confonderanno insieme.)

Claudine

(con una ostentazione di gioia istantanea)Le voilà. C'est lui!(Corre verso la porta in fondo.)

Le altre quattro

(corrono chiassosamente dietro di lei.)

Amalia

È lui, è lui, è lui!

Rossana

Il guerriero! Il guerriero!

Amalia

L'eroe!

Albertina

Finalmente!

Ninì

N'era tempo!

Nanetta

(vorrebbe fuggire. Non sa. Non può. Cerca di nascondersi alla meglio. Torna a sedere sul divano, rimpicciolendosi affinchè il paravento e le foglie delle palme impediscano che Enrico la veda.)

Enrico

(sulla soglia — col braccio destro infilato in una fascia che gli pende dal collo — circondato, assalito dalleCINQUE DONNE)Cielo, quante donne!(Il suo aspetto è molto diverso da quello che era. Egli serba nella fisonomia la dolcezza di una volta, ma ha il portamento del bell'uomo sicuro di sè stesso. Unabellezza maschia e agile. Una sapiente eleganza mondana. Uno sguardo lampeggiante e a un tempo carezzoso. Un paio di baffi un po' spavaldi. Sulla fronte e intorno agli occhi già qualche segno di una vita molto vissuta.)

Claudine

(buttandoglisi addosso, abbracciandolo, arrestandolo sulla soglia)Mon cheri, mon cheri!... Je n'en pouvais plus....

Enrico

Attenta! Non troppo calore, chè il marchesino mi ha tatuato il braccio.

Claudine

Oh, c'est idiot!

(Tutte sono asserragliate intorno a lui.)

Rossana

Nulla di grave, è vero?

Enrico

Un'inezia. Una scalfittura.

Amalia

Vi siete stretta la mano?

Enrico

Ma sì! Povero marchesino!... Con lui, in fondo, mi sarei potuto anche risparmiare le furie della mia gelosia.

Nanetta

(ha un moto di strano trasalimento.)

Claudine

(appiccicata a Enrico)Mais embrasse-moi, donc!

Enrico

Con tutto il cuore, musino mio adorato. Tè!(Le dà un grosso bacio sulla bocca)Questo, per ora.

Amalia

Un bacio, però, oggi, ci spetta a tutte, caro guerriero.

Albertina

S'intende.

Rossana,Albertina,Ninì,Amalia

(tumultuando)Un bacio! Un bacio! Un bacio! Un bacio!

Enrico

Guarda guarda! Perfino Ninì mi chiede un bacio!

Nanetta

(facendosi animo, si leva per mostrarsi)E perfino io te lo chiederei se queste signore non mi pigliassero in giro.

Enrico

(con un grido di stupore straordinario)Nanetta!...

Nanetta

(quasi umile)Sì, Nanetta.

Enrico

(guardandola vivamente)Dio mio,... non mi pare una realtà... Non mi pare possibile.

Nanetta

Da quanto tempo, eh?... Temevo che non mi riconoscessi.

Enrico

La tua voce è sempre quella...

Nanetta

Sì, forse la voce...

Le cinque donne

(fanno corona a una certa distanza, ascoltando, osservando con una curiosità crescente. Hanno tuttora le labbra atteggiate a canzonatura, ma è una canzonatura meno audace e un po' dubitosa.)

Enrico

(correggendosi con deferenza gentile)E neppure di volto ti sei tanto mutata che io avrei potuto non riconoscerti.

Nanetta

(con un pallido sorriso)Sei molto indulgente. Tuttavia, convengo che parecchie cose e parecchie persone, in questo tempo, sono mutate più di me. In peggio, o in meglio. Tu, per esempio, sei diventato magnifico!

Enrico

Niente di meno?

Nanetta

E parecchie, poi, sono sparite addirittura. Quanti morti, n'è vero?, tra i nostri parenti, tra le nostre conoscenze....

Enrico

(sospirando)Sì, Nanetta, quanti morti!...

Nanetta

(gli scruta le pupille)Anche... quel povero signor Corrado, l'anno passato.... E che misera fine dev'essere stata la sua!(Interrogando con gli sguardi)Solo, come in un deserto, suppongo...

Enrico

Io ne so poco. Non ero a Napoli, in quei giorni...(Sorvolando)Ma, dunque, com'è, com'è che sei qui, tu?!

Nanetta

Mi credevi in un eremitaggio? Mi credevi seppellita viva?

Enrico

No, ma da quando mi sono stabilito a Napoli, non ci sei stata mai.

Nanetta

Ci sono venuta ieri...

Enrico

E hai voluto vedermi?!

Le cinque donne

(sentendosi estranee, sono estremamente imbarazzate, e, piano piano, si allontanano un po' verso il fondo, raggruppandosi, scambiandosi qualche breveparola, qualche cenno e non cessando mai di essere intente ad ascoltare e ad osservare con la espressione di chi ascolta e osserva cose di cui non abbia nessuna cognizione.)

(Il dialogo fraEnricoeNanettaprocede serrato e animatissimo.)

Nanetta

In ispirito ti ho sempre veduto.

Enrico

In ispirito, era comodo. Il certo è che mi hai eliminato con una costanza incredibile! Non un saluto, non un segno qualunque in una qualche occasione lieta o luttuosa!

Nanetta

Intanto, oggi, me la sono giocata la mia costanza.

Enrico

Appunto questo mi fa cascare dalle nuvole!

Nanetta

Eppure, niente di più spiegabile caro il mio cugino. Stamane, per caso, ho appreso che ti saresti battuto, e mi è parso bene di accorrere. È semplice comebonjour..., direbbe Claudine Ranier.

Enrico

(un po' a disagio per avere udito questo nome pronunziato da lei)Sei accorsa per il duello?... Ora sì che intendo! Come sei stata buona!...

Nanetta

Ma debbo dichiararti che soltanto la paura mi ha indotta a essere buona. Ho concepito, non so perchè, l'eventualità d'un risultato grave, e allora mi son detto: potrò essergli utile, ci vado.

Enrico

In altri termini, sei intervenuta... come Croce Rossa?

Nanetta

Ecco: come Croce Rossa. E giacchè, fortunatamente, hai avuto un duello elegante, un duellino settecento, con la sola conseguenza di una scalfittura che il profumo di queste belle donnine basterà a guarire, la Croce Rossa non deve fare altro che congratularsi col prode combattente e ritirarsi in buon ordine.

Enrico

(con involontaria freddezza)Io vorrei poterti trattenere, ma comprenderai che....

Claudine

(pronta a intervenire, con una falsa intonazione di premurosa deferenza)A ton aise, Enrico! Tu puoi trattenere la tua cucina finchè ti pare e ti piace. Non ti devi genare.

Nanetta

(a Enrico, cogliendo la palla al balzo graziosamente)Ti avverto che Claudine Ranier mi dà... dellacugina, ma crede che io sia stata una delle tue amanti. Te la denunzio!

Claudine

(colpita, fa per parlare.)

Enrico

(con un violento impeto di protesta austera—a Nanetta)Una delle mie amanti, tu!?

Nanetta

Tutte loro lo credono. Si sono, anzi, compiaciute di farmelo capire.

Enrico

(rivolgendosi alle donne)Ah, no, perdio! No! Questa scempiaggine mi disgusta e m'indigna!

Le cinque donne

(appaiono un po' sconcertate, smarrite.)

Amalia

In fin dei conti, che ci sarebbe stato di male?

Rossana

Sono cose che accadono specialmente tra cugini.

Claudine

Chez nous, c'est tout ce qu'il y a de plus naturel!

Nanetta

(nervosa, con una certa esaltazione apparentemente ridanciana)Anche chez nous; ma, tra me e lui, — nel tempo dei tempi — accadde tutto all'inverso...

Enrico

(sulle spine, interrompendo d'urgenza)No, Nanetta!... Che ti salta in mente?

Rossana

Parli, parli, signorina!

Amalia

Ma sì, parli!

Claudine

Cela m'intéresse beaucoup.(A Enrico)Perchè ci metti la mussaruola?

Nanetta

(a lui)Ne hanno piacere. Lasciami dire.(E, sempre più presa dal bizzarro nervosismo, si rivolge alle cinque donne che quasi la circondano)Sì, tra me e lui, accadde qualche cosa che gli assicurò la più completa libertà del suo cuore, la più completa libertà della sua giovinezza! Egli ha potuto disporne, infatti, con la gioia di chi dispone d'un patrimonio inesauribile, ha potuto vivere libero, agile, con l'animo pronto ogni giorno a riamare; ha potuto... promettere sinceramente a loro tutte un po' d'amore e darne, forse, a qualcuna di loro, un po' più di un poco.(Eccitandosi intimamente d'una ebbrezza amara)Dianzi, io mi sentivo avvilita. Questo piccolo consesso di galanteria, in attesa del guerriero disputato, si divertiva di me, timida intrusa dal viso avvizzito, che era venuta ugualmente ad attenderlo, senza averne il diritto. Ma se loro avessero indovinato le vecchie vicende della vecchia cugina, mi avrebbero invece accolta con simpatia, perchè avrebbero compreso di dover essere grate(in un tono umilissimo)precisamente a me... di quel tanto d'amore promesso o già offerto da lui. Non è così, Enrico?... Dillo tu. Attestalo tu alla tua amante e alle tue amiche che ora mi stanno ad ascoltare attonite. Aiuta la povera zitellona a soddisfare la sua vanità innocua...

Le cinque donne

(sono lì veramente attonite, guardandola, senza più sorridere.)

Enrico

(ha sopportato, con inquietudine, la bisbetica loquela di Nanetta, e, stretto tra la deferenza che le deve e l'imbarazzo che ella gli procura, si confonde, s'impappina)È così, è così... Ogni tua parola corrisponde... a una verità! Tu fosti per me...

Nanetta

(interrompendo con squisito umorismo)No... Lascia andare. Quel che io fui per te, ti dispenso di dirlo, perchè temo che tu non lo ricordi con precisione. E, del resto, io non desidero altro.(Scherzosamente)Mi hai riabilitata al cospetto delle mie graziose tormentatrici, e quindi posso restituirti, tardi ma in tempo, alle tue occupazioni. Hai ancora tanti baci da distribuire...

Enrico

(rianimandosi di schietta cordialità)Consentirai, almeno, che faccia io una visita a te, oggi stesso.

Nanetta

Figùrati! Ne sarei felicissima, ma io riparto immediatamente.

Enrico

Hai una fretta inverosimile!

Nanetta

È il mio regime, oramai. Mi metto in treno o in automobile e corro e corro e corro!... Non so perchè, mi sembra che a furia di correre io riesca ad abbreviare le ore, ad abbreviare i giorni, ad abbreviare gli anni... Non puoi immaginare come sono lunghi gli anni per chi non ha più nulla da fare!

Enrico

(ansioso)Ma, dunque, quando ci rivedremo, Nanetta?

Nanetta

(con falsa disinvoltura)Probabilmente, mai più. Se càpito in America, per esempio, addio Europa! Ma, in compenso, durante i miei viaggi, ti manderò spesso...... delle cartoline illustrate con un saluto affettuoso.(Affaticandosi in un brio eccessivo di cui s'intravvede il fondo desolato)Sei contento?

Enrico

(con una mesta ironia)Oh, contentissimo!

Nanetta

E tu me ne manderai altrettante. Senonchè...

Enrico

Senonchè?

Nanetta

In una di esse, a tua scelta, ci metterai...(S'interrompe.)

Enrico

Ci metterò tutto quello che vuoi.

Nanetta

... «Un bacio per Nanetta».(Indi, vivacissima)E sì, per bacco! Prima di morire voglio averlo anch'io un bacio d'un uomo, almeno in iscritto.

Enrico

(trasalisce d'un sùbito e le fissa in volto uno sguardo che vale cento sguardi insieme.)

Nanetta

Cos'è? Hai l'aria di meravigliarti?...(E, con un forte balzo del pensiero)Ah, già!... È giusto! È giusto!... Hai ragione... Che smemorata che sono! Che smemorata!...(La piglia un piccolo riso convulso, mentre gli occhi le si riempiono di lagrime.)

Enrico

(ansioso, incapace di raccapezzarsi)E di che ridi, adesso?

Rossana

(pianissimo alle altre)Ma è un riso che somiglia al pianto!

Nanetta

Vuoi proprio saperlo di che rido?!...

Enrico

Sì.

(Un breve indugio.)

Nanetta

(ha cessato di ridere. Gli si accosta un po' di più, come per sottrarsi alquanto all'ascoltazione delle donne. Il suo accento si fa fievole e soave)Ebbene,... ti prometto che quando, dopo tanto viaggiare, partirò finalmente per l'ultimo viaggio, ti lascerò una lettera lunga lunga lunga:... una lettera dalla quale saprai tutto ciò che vorresti sapere in questo momento. La leggerai, lo so, con molta pena, e poi... dirai due parole che non hai mai pronunziate...(Le tornano le lagrime agli occhi, e già qualcuna le riga le guance)Dirai: Povera Nanetta!

Ninì

(intenerita, mormora alle compagne:)Chi sa perchè!

Enrico

(in uno sbalordimento angoscioso)Quante stranezze, Nanetta, nella tua esistenza!

Nanetta

Nessuna!... Te ne convincerai tu stesso, a suo tempo.(Si rivolge repentinamente alle donne, con un ritorno di vivacità fittizia)E, questa volta, ho finito davvero, signore mie. Più nulla da rettificare, più nulla da rinvangare, più nulla da promettere. Più nulla di nulla!... Tutto sommato, sono stata noiosa parecchio con le mie malinconiche goffaggini; ma loro, in fondo, son brava gente, e spero... che vorranno perdonarmi.

Claudine

(con sincera resipiscenza, quasi con sommissione)Voyons, donc! C'est idiot!... Ci aspetterebbe a noi di farci pardonare dalla signorina...

Nanetta

(dolcemente grata)Perdoniamoci, dunque, a vicenda, e anche,... perchè no?..., separiamoci con una buona stretta di mano.(Stende le mani, offrendole)Significherà bene che la nostra breve conoscenza non lascia in noi nessun cattivo ricordo.

(LeCINQUE DONNEappaiono impacciate, esitanti, umilissime.)

Claudine

Certamente.

Rossana

Un cattivo ricordo?!...

Amalia

Tutt'altro!...

Albertina

Tutt'altro!...

(ECIASCUNA, compresa da una singolare emozione, le stringe la mano.)

Nanetta

Ecco: così.

Ninì

(non osa e si ritrae un poco.)

Nanetta

E lei, no?...

Ninì

Anzi!(Si decide a imitare le compagne. La sua emozione è anche più intensa.)La ringrazio.

Nanetta

(fissandola un istante)Com'è giovane, lei! Ed è la sola che sembri scontenta...

Ninì

(timorosa, protestando)No, signorina!...

Nanetta

Non abbia paura... Ignoro l'arte di leggere il pensiero...(Poi, a Enrico, in un tono di celia affettuosa:)E ora, per te, cugino: la più forte stretta di mano di tutta la mia vita! Tu non hai libera che la sinistra... Tanto meglio! Quella del cuore.

Enrico

(gliela dà, e, celiando anche lui tristamente, ripete:)Quella del cuore.

Nanetta

(glie la serra, glie la chiude tra le sue con una infinita tenerezza dolente, con l'anima che è tutta un tremito.)E bada, Enrico, bada di esser felice, sai! Non mi commettere la mal'azione di non esserlo!

Enrico

Cercherò.

Nanetta

(gli lascia la mano)Vado.

Enrico

Ma io ti accompagno... Ti accompagno sin giù...

Nanetta

(con un accento di energia scherzosa)Proibizione assoluta di accompagnarmi! Comando io,... come sempre.

Enrico

Obbedisco.(Uno strazio sordo, indeterminabile, lo paralizza, gli torce i nervi, gli preme il cervello. Non più una parola, non più un gesto.)

(Il silenzio di pochi attimi pare un lungo silenzio.)

Nanetta

(dominandosi, si avvia per uscire.)

Le cinque donne

(s'inchinano, riguardose.)

Nanetta

(giunta all'uscio, si volta, sforzandosi ancora di sorridere.)Ti raccomando, eh?... Quella cartolina...

Enrico

Sì, Nanetta.

Nanetta

(esce.)

Le cinque donne

(confusamente commosse, restano immobili, guardando la porta.)

Enrico

(a stento trattiene il pianto.)

SIPARIO.

(Fine del dramma).


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