NOTE:

NOTE:1.VediUomo di Genio, VI ediz., Torino.2.DallaPalingenesi, 1900.3.I caposaldi delle teorie artistichedi Wagner. — In Rivista moderna di cultura, 1900.4.Per documenti:Raccolta Colombiana. Roma 1892-1895. —Reille,Columbus und seine vier Reisen, 1892. —Harrisse,C. Colomb devant l'histoire1892. —Ruge,Cristoph. Columbus. Dresda 1892. —De Lollis,La mente e l'opera di C. Colombo nella leggenda e nella storia, Milano 1892. — Manuel Sangiuly,El descubrimento de America. Habana 1892. — Don Cesareo F. Duro,La Nebulosa de Colon. 1890 Madrid.5.Grafologia, diC. Lombroso. — Milano 1890.6.VediLombroso.Tre Tribuni, Bocca, Torino 1886.7.VediRoncoroni,Genio e pazzia in Torquato Tasso. — Torino, 1896.8.Raccolta Colombiana5, p. LXXXI.9.Il Sangiuly giustamente nota —Colon no podia esse, né era tampoco un humanista: — e cita Gomara che avea pur notato: —No era docto C. Colon ma era ben intendido. E Bernaldez (Hist.)Hombre de muy alto ingenio sin saber muchas letras.Sbagliava Humboldt dunque nell'ammirare l'estensione della sua coltura letteraria XV. (F. II. pg. 350).10.Harrisse, op. cit.11.Stampa. —A Manzoni e la sua famiglia. Milano, 1885.P. Bellezza. —Genio e follia di A. Manzoni. Milano, 1898.Cantù. —A. Manzoni: Reminiscenze1882.A. Manzoni. —Lettere inedite pubblicate da Gnecchi. Milano, 1896.Id.Epistolario, raccolto da Sforza. Milano, 1882-83. Vol. II.Stoppani. —I primi anni di A. Manzoni, 1874.De Gubernatis. —A. Manzoni. Roma, 1880.Id.Il Manzoni ed il Fauriel studiati nel loro carteggio. Roma, 1880.Id.E. Degola. Firenze, Barbèra, 1889.Barbiera. —Il salotto della Contessa Maffei e Cavour. VI. ed. Milano, 1900.Graf. —Foscolo, Manzoni e Leopardi. Torino, Loescher, 1897.Petrocchi. —Giovinezza di Alessandro Manzoni(N. Antologia, 1897); Id., Milano, 1899.Magenta. —Monsignor Luigi Tosi e Alessandro Manzoni. Pavia, 1876.Non cito leStresianedel Bonghi, gliScritti Postumidel Manzoni, ilCarteggio di Rosmini e A. Manzoni, perché dalla loro lettura non cavai alcuna notizia nemmeno di lieve utilità. Ho avuto buoni consigli ed ajuti e critiche per questo studio, da Graf, da Momigliano, da mia figlia Gina per la parte grafologica.12.Lo stesso carattere calmo è nella correzioneMuta pensando all'ultimaOra dell'uom fatale,immensamente più poetica dell'altro:Che innanzi a lui già tacquesi,Che lo nomò fatale...scritto pure col carattere procelloso.13.Manzoni confessa che il verso:Come sul capo al naufragofu ispirato dalle congestioni che soffriva improvvise al capo.14.Lettere di Tosi a Lamennais21 sett. 1819. "Manzoni è venuto a stabilirsi a Parigi per riaversi dei suoi incomodi, e specialmente delle vertigini chel'affliggono da più di 3 anni. Ma la vertigine crebbe (28 dic.) anzichè scemare a Parigi."A sua volta scrive Manzoni a Fauriel: "Àpeine descendu da Mont Cenis et sorti des ètats du dieuvertige."15.Cantù, p. 164 (Vol. II.)16.Potrebbe essere un'ossessione o fobia del deliquio che non di raro notasi fra le forme di ossessioni (vedi Pitres. Congres de Moscou 1898) ma come vedremo nel 2º. volume anche queste entrano, almeno secondo me, nella cerchia dei fenomeni epilettoidi; e poi le semplici ossessioni di questo genere non presentano nè deliqui, nè vertigini ma bensì i timori di questi.17.Vedi: Lombroso. L'Uomo delinquente, 2º Vol.18.De Gubernatis op. cit.19.Bellezza, o. c.20.Vedi Uomo di Genio di C. Lombroso, VI ed., Torino.21.Toselli — Sulla religiosità degli epilettici. Torino. 1887.22."È un fatto che intorno alla sua conversione tornarono vane le indagini non solo di scrittori di grido, ma pur di coloro che più avean avuto dimestichezza con lui" scrive Magenta, che pretende spiegarlo facilmente coll'influenza di Tosi e Degola e non pensa che la ragione per cui un'ingegno sì forte preferisse costoro a Tracy e Cabanis cui praticava allora ogni giorno è appunto quella che deve trovarsi.23... nodritoIn sozzo ovil di mercenarii armentiIn morte di C. Imbonati.24.Anche Graf.... "Fu tutto un nodo di renitenze e ripugnanze religiose e morali quello che gli strinse l'animo e lo ridusse innanzi tempo all'inoperosità od al silenzio." (o. c.)25.L'abbandono fu così doloroso che non volle più ridestarne il ricordo ritornando in quei luoghi e il dolore espresse nella pagina del Romanzo: — "Addio monti sorgenti dell'acque ed elevati al cielo, cime ineguali, note a chi è cresciuto fra voi.... Quanto è triste il passo di chi cresciuto tra voi se ne allontana." (Petrocchi, o. c.).26.Cesare e Paola Lombroso. Sulla psicosi di Beccaria. (Archivio di Psichiatria, 1896).27.Vedi Bellezza, o, c., pag. 20 e seg. — Graf, o. c., N. Antologia 1895, p. 417.28.Vedi Cappelli. Sa Giulia Beccaria. (Pensiero Italiano, 1883), — Paola Lombroso. Su Cesare Beccaria. — 1896.29.Bertani. —La paura nei Promessi Sposi. Iride, n. 46, 1900. —E. CarraraLa paura in Manzoni, idem. n. 48.30.Gilbert Ballet—Swedenborg. Histoire d'un visionaire au XVIII siècle. Paris ed. Masson, 1900.Di Roberto. —Il colore del tempo. 1900.Mattey. —Notice Biographique et bibliographique de Swedenborg, 1888.31.Finzi. Petrarca.Firenze, Barbera, 1900.32.Giornale Dantesco. Anno VIII, 1900.33.Petrarca.Firenze, Barbera,1900.34.Leggiadri-Laura. —Su Pascal. — Archiv. di Psichiatria ed Antropologia Criminale. Torino, XXI, 1900.Reinet-Sanglé. —La maladie de Blaise Pascal(Annales medico-psychologiques, 1899, n. 2).Cousin— Jacqueline Pascal. 1900.Régnard. —Gènie et folie. (Id., id., 1899, n. 1).35.Vedi pag. avanti.36.Come negli Inni sacri del Manzoni (v. s.)37.Attingo la maggior parte di questi dati allaNota Autobiograficadi Guerrazzi ed ad una bellissima monografia del D.r Mondolfo, (edita nell'Archivio di Psichiatria ed Antrop. crim., 1900, Fasc. V, Anno XX) ed all'opera del Dott. R. Guastalla:Su alcuni scritti inediti dei Guerrazzi. Firenze, 1899.38.Si veggano anche a proposito del carattere di Temistocle e, in genere, delle sue anomalie psichiche, questi due passi di lettere direttegli dal fratello nel 1840: "La lena ti basta e lo gambe hai buone! così tu avessi il cervello!... Non portare dunque, come spesso fai, la testa sopra il cappello, ma ingegnati a mantenerla nella sua sede naturale, cioè sotto.... Ma tu ragionando con la tua coscienza urli: io ho ingegno, e glie lo farò, vedere, per Dio santissimo!" — "Oh potesse guardarti meno in cagnesco la fortuna. — Ma a te sarà più arduo che agli altri, perchè non solo altero, ma superbo, e di modi gravi più spesso e stizzosi che magnanimi".39.Di questa precoce criminalità il Guerrazzi si vanta nelle Note, chiamando queste lotte (dirette contro gli ebrei) in cui adoperavano, oltre i sassi, anche i coltelli e, talvolta, le armi da fuoco, le sue guerre, e glorificava la propria strategia. In queste lotte riportò una ferita al capo e altre, di cui una grave, nella coscia sinistra.40.Scrive il Guerrazzi: "Parrà impossibile, ma io di dodici anni a tutte queste cose pensavo, e immaginai un poema e lo scrissi". La frase è ambigua ad arte per dar a credere di avere a dodici anni scritto il poema che invece, se fu allora pensato, non potè, come osserva il Guastalla, esser scritto e compiuto che tra i 16 e i 18 anni, accennando in un passo a fatti del 1822.41.Il Guerrazzi fu durante la sua vita continuamente (o quasi) afflitto da mali intestinali, frequentemente da febbri, cefalee e violentissime emicranie oftalmiche, cardiopatie e, come vedremo in seguito, anche dalla epilessia. (Mondolfo o. c.)42.Si cfr. l'ottimo libro del Roncoroni: Sull'epilessia e le nevrosi epilettiche.43.Le accuse che gli muove il Giusti sono gravissime, così per riguardo alla vita politica come alla vita privata (sopratutto forense). Dell'accuse politiche basti ricordare quella di avere in Livorno aizzato il popolo a la rivolta per esser poi chiamato a domarlo. Per affari privati, gravi accuse di appropriazione indebita gli furono anche rivolte dal Sanna nel libroI due Guerrazzi(zio e nipote) e nella lite Temistocle si pose dalla parte del Sanna, onde un odio feroce tra i due fratelli, tanto che Temistocle non andò neppure ai funerali del fratello; dal 1840 al '46, narra il Martini, il Guerrazzi fu tenuto in Toscanaun orco, un parricida, un immane divorator di fanciulli; e anche ora, in quelle province, per significar brutti tempi, si vuole ripetere "tempi del Guerrazzi". A guadagnarsi questa bella fama egli stesso pose opera, dicendo che "viveva di rabbia", che "nessuno poteva amarlo non amando egli nessuno"; che, se fosse stato Dio, avrebbe "soffiato sul mondo come sopra una candela di sego". Le contrarietà lo esasperarono; la professione d'avvocato fu per lui "come la catena alla gamba del galeotto", la vita "un osso datogli a rodere". I suoi sfoghi erano violenti, i suoi motti pungenti e caustici. Del sentimento marziale degli Italiani, poeticamente espresso negli inni patriottici —Chi discende da sangue latinoNacque, visse e guerriero morì! —rise, dicendo che "noi siam figli dei Romani come i vermi di un cavallo di battaglia morto da un mese a questa parte". E quando salì al governo gli parve di "recitare una tragedia d'Alfieri coi burattini". — E disse il Governo unafattoria da sfruttare. (Mondolfo o. c.)44.Se quest'ultima affermazione sia vera non so. Vero è che l'abbondante capigliatura che si vede nel ritratto era null'altro che una parrucca parigina; ma d'altra parte al Viesseux, nel 43, scrive d'avere i capelli bianchi prima del tempo, e la malattia fu anteriore, essendo ancora in vita il padre (1838). Riferisco qui il passo delle Memorie al Mazzini, in cui si narra di questa malattia: Avuta la notizia "quello che avvenisse non so; mi ricordo soltanto essermi rinvenuto in banco di certi amici.... Mi levai e piuttosto fuggii che mi accomiatai; mi sentivo affatto diverso da quello di prima, parevami che dove appoggiavo il piede si sprofondasse la terra".... Andò a vederla: "non la custodiva persona;solo con solatutto il giorno: le ficcai gli occhi nel volto e non li rimossi più. A che pensai? A nulla. Che feci? Nulla. Passò l'ora del cibo e non me ne accorsi, declinò il giorno e non me ne accorsi". Venne un uomo con la cassa: Qui cominciò di nuovo la sensazione del terreno che si sprofonda sotto i piedi, — ma quando presero con colpi raddoppiati a conficcare i chiodi, — io giuro che fisicamente sentii quei chiodi trapassarmi il cervello; mi venne meno il lume degli occhi, e svenni di nuovo. Rinsensato, mi vidi circondato da donne; senza profferire parola mi levai dispettoso, e mi ridussi a casa ove mi assalse la tremenda infermità che chiamanoticknervoso. Quanto io per tre anni soffrissi non è a dirsi; diventai l'ombra di me stesso, curvo della persona e giallo ed estenuato da mettere spavento; mi caddero tutti i capelli. L'assalto del male cominciava con certo intorpidimento dei nervi dell'occhio destro, sicchè cotesta parte del capo pareva mi fosse diventata di metallo; ad un tratto sentivo come uno stringermi con pinzette infuocate i nervi del sesto paio in fondo all'occhio e scuoterli violentemente e celerissimamente: non penso che la inquisizione sapesse inventare mai così atroce martoro; perdevo ogni conoscenza, non già il sentimento del male, le lagrime sgorgavano a fonte, mugolava avvolgendomi per terra, a morsi stracciavo lenzuola, camice, e qualche volta me stesso morsi.... Spesso determinai troncare una vita troppo dolorosa, ma dopo mi pentiva e al padre raccomandai levasse di casa le armi e facesse badare alle finestre.... Negli intervalli, — salivo e correvo da disperato: certa volta privo di sentimento, caddi sul terreno e quivi rimasi fino al tramonto... L'accesso terminava con informicolamento e trafitte angosciosissime. (Mondolfo, o. c.).45.Verlaine. Oenvores: Paris, 1900. — Donos. Verlaine Intime. 1898.46.Lombroso. — Grafologia, Milano 1889.47.Lewes. —Vita di Goethe, Milano, (Traduz. Pisa).48.Archivio di Psichiatria ed Antropologia criminale, 1901, II Tav.49.Tolgo dalla N. Antologia 16 Maggio 1901 questa lettera degna di un brigante dei più feroci diretta da Napoleone a Re Giuseppe a proposito dei ribelli di Napoli:"Ho inteso avete promesso non imporre tasse di guerra, e proibito di esigere la tavola dai vostri ospiti. Piccolezze! Non colle moine si guadagnano i popoli. Decretate una contribuzione di trenta milioni. A Vienna dove non c'era un soldo io ne posi una di 100 milioni, e fu trovata ragionevole. Avrei gusto che la canaglia di Napoli si ammutinasse; in ogni popolo conquistato un'insurrezione è necessaria.... Non sento abbiate fatto saltare il cervello a un solo lazzarone.... Ho udito con piacere la fucilazione del marchese di Radio.... mi fa gusto il sapere che fu incendiato un villaggio insorto: mi immagino l'avrete lasciato saccheggiare dai soldati.... La giustizia e la forza sono la bontà dei Re, che non bisogna confondere con la bontà dei privati. — Aspetto d'udire quanti beni avete conquistati in Calabria, quanti insorgenti giustiziati. Niente perdono.Fate passare per le anni almeno seicento insorgenti, bruciar le case dei trenta prìmari di ogni villaggio, e distribuite i loro averi all'esercito. Mettete a sacco due o tre delle borgate che si condussero peggio: servirà d'esempio, e restituirà ai soldati l'allegria e la voglia di operare".50.A. Amati. Di Don Pietro Agnesi e delle sue figlie Maria Gaetana, Maria Teresa e Paolina (Rendiconti Ist. Lom., Milano 1798). —L. Anzoletti. Maria Gaetana Agnesi. 1900 (Milano, Cogliati),51.Elogio storico di G. Agnesi, 1899.52.L. Dufour-Vernes, Los ascendants de Rousseau. 1890. Iden d. Rousseau et ses parentes 1898. Genev. —Ritter. Les nouvelles recherches suri I. I. Rousseau. — R. des deux Mondes, 1896.53.Lombroso. —L'uomo delinquente. II Vol. —Medicina Legale, 2a ediz., 1890.54.L'invenzione geniale — Un esempio: Augusto Comte, Torino 1900.55.M. L. Patrizi. —Nell'estetica e nella scienza. — Conferenze e Polemiche. — Sandron, Milano-Palermo, 1899.56.Leopardi al lume della scienza. — Sandron, 1899.

1.VediUomo di Genio, VI ediz., Torino.

1.VediUomo di Genio, VI ediz., Torino.

2.DallaPalingenesi, 1900.

2.DallaPalingenesi, 1900.

3.I caposaldi delle teorie artistichedi Wagner. — In Rivista moderna di cultura, 1900.

3.I caposaldi delle teorie artistichedi Wagner. — In Rivista moderna di cultura, 1900.

4.Per documenti:Raccolta Colombiana. Roma 1892-1895. —Reille,Columbus und seine vier Reisen, 1892. —Harrisse,C. Colomb devant l'histoire1892. —Ruge,Cristoph. Columbus. Dresda 1892. —De Lollis,La mente e l'opera di C. Colombo nella leggenda e nella storia, Milano 1892. — Manuel Sangiuly,El descubrimento de America. Habana 1892. — Don Cesareo F. Duro,La Nebulosa de Colon. 1890 Madrid.

4.Per documenti:Raccolta Colombiana. Roma 1892-1895. —Reille,Columbus und seine vier Reisen, 1892. —Harrisse,C. Colomb devant l'histoire1892. —Ruge,Cristoph. Columbus. Dresda 1892. —De Lollis,La mente e l'opera di C. Colombo nella leggenda e nella storia, Milano 1892. — Manuel Sangiuly,El descubrimento de America. Habana 1892. — Don Cesareo F. Duro,La Nebulosa de Colon. 1890 Madrid.

5.Grafologia, diC. Lombroso. — Milano 1890.

5.Grafologia, diC. Lombroso. — Milano 1890.

6.VediLombroso.Tre Tribuni, Bocca, Torino 1886.

6.VediLombroso.Tre Tribuni, Bocca, Torino 1886.

7.VediRoncoroni,Genio e pazzia in Torquato Tasso. — Torino, 1896.

7.VediRoncoroni,Genio e pazzia in Torquato Tasso. — Torino, 1896.

8.Raccolta Colombiana5, p. LXXXI.

8.Raccolta Colombiana5, p. LXXXI.

9.Il Sangiuly giustamente nota —Colon no podia esse, né era tampoco un humanista: — e cita Gomara che avea pur notato: —No era docto C. Colon ma era ben intendido. E Bernaldez (Hist.)Hombre de muy alto ingenio sin saber muchas letras.Sbagliava Humboldt dunque nell'ammirare l'estensione della sua coltura letteraria XV. (F. II. pg. 350).

9.Il Sangiuly giustamente nota —Colon no podia esse, né era tampoco un humanista: — e cita Gomara che avea pur notato: —No era docto C. Colon ma era ben intendido. E Bernaldez (Hist.)Hombre de muy alto ingenio sin saber muchas letras.

Sbagliava Humboldt dunque nell'ammirare l'estensione della sua coltura letteraria XV. (F. II. pg. 350).

10.Harrisse, op. cit.

10.Harrisse, op. cit.

11.Stampa. —A Manzoni e la sua famiglia. Milano, 1885.P. Bellezza. —Genio e follia di A. Manzoni. Milano, 1898.Cantù. —A. Manzoni: Reminiscenze1882.A. Manzoni. —Lettere inedite pubblicate da Gnecchi. Milano, 1896.Id.Epistolario, raccolto da Sforza. Milano, 1882-83. Vol. II.Stoppani. —I primi anni di A. Manzoni, 1874.De Gubernatis. —A. Manzoni. Roma, 1880.Id.Il Manzoni ed il Fauriel studiati nel loro carteggio. Roma, 1880.Id.E. Degola. Firenze, Barbèra, 1889.Barbiera. —Il salotto della Contessa Maffei e Cavour. VI. ed. Milano, 1900.Graf. —Foscolo, Manzoni e Leopardi. Torino, Loescher, 1897.Petrocchi. —Giovinezza di Alessandro Manzoni(N. Antologia, 1897); Id., Milano, 1899.Magenta. —Monsignor Luigi Tosi e Alessandro Manzoni. Pavia, 1876.Non cito leStresianedel Bonghi, gliScritti Postumidel Manzoni, ilCarteggio di Rosmini e A. Manzoni, perché dalla loro lettura non cavai alcuna notizia nemmeno di lieve utilità. Ho avuto buoni consigli ed ajuti e critiche per questo studio, da Graf, da Momigliano, da mia figlia Gina per la parte grafologica.

11.Stampa. —A Manzoni e la sua famiglia. Milano, 1885.

P. Bellezza. —Genio e follia di A. Manzoni. Milano, 1898.

Cantù. —A. Manzoni: Reminiscenze1882.

A. Manzoni. —Lettere inedite pubblicate da Gnecchi. Milano, 1896.

Id.Epistolario, raccolto da Sforza. Milano, 1882-83. Vol. II.

Stoppani. —I primi anni di A. Manzoni, 1874.

De Gubernatis. —A. Manzoni. Roma, 1880.

Id.Il Manzoni ed il Fauriel studiati nel loro carteggio. Roma, 1880.

Id.E. Degola. Firenze, Barbèra, 1889.

Barbiera. —Il salotto della Contessa Maffei e Cavour. VI. ed. Milano, 1900.

Graf. —Foscolo, Manzoni e Leopardi. Torino, Loescher, 1897.

Petrocchi. —Giovinezza di Alessandro Manzoni(N. Antologia, 1897); Id., Milano, 1899.

Magenta. —Monsignor Luigi Tosi e Alessandro Manzoni. Pavia, 1876.

Non cito leStresianedel Bonghi, gliScritti Postumidel Manzoni, ilCarteggio di Rosmini e A. Manzoni, perché dalla loro lettura non cavai alcuna notizia nemmeno di lieve utilità. Ho avuto buoni consigli ed ajuti e critiche per questo studio, da Graf, da Momigliano, da mia figlia Gina per la parte grafologica.

12.Lo stesso carattere calmo è nella correzioneMuta pensando all'ultimaOra dell'uom fatale,immensamente più poetica dell'altro:Che innanzi a lui già tacquesi,Che lo nomò fatale...scritto pure col carattere procelloso.

12.Lo stesso carattere calmo è nella correzione

Muta pensando all'ultimaOra dell'uom fatale,

Muta pensando all'ultimaOra dell'uom fatale,

Muta pensando all'ultima

Ora dell'uom fatale,

immensamente più poetica dell'altro:

Che innanzi a lui già tacquesi,Che lo nomò fatale...

Che innanzi a lui già tacquesi,Che lo nomò fatale...

Che innanzi a lui già tacquesi,

Che lo nomò fatale...

scritto pure col carattere procelloso.

13.Manzoni confessa che il verso:Come sul capo al naufragofu ispirato dalle congestioni che soffriva improvvise al capo.

13.Manzoni confessa che il verso:Come sul capo al naufragofu ispirato dalle congestioni che soffriva improvvise al capo.

14.Lettere di Tosi a Lamennais21 sett. 1819. "Manzoni è venuto a stabilirsi a Parigi per riaversi dei suoi incomodi, e specialmente delle vertigini chel'affliggono da più di 3 anni. Ma la vertigine crebbe (28 dic.) anzichè scemare a Parigi."A sua volta scrive Manzoni a Fauriel: "Àpeine descendu da Mont Cenis et sorti des ètats du dieuvertige."

14.Lettere di Tosi a Lamennais21 sett. 1819. "Manzoni è venuto a stabilirsi a Parigi per riaversi dei suoi incomodi, e specialmente delle vertigini chel'affliggono da più di 3 anni. Ma la vertigine crebbe (28 dic.) anzichè scemare a Parigi."

A sua volta scrive Manzoni a Fauriel: "Àpeine descendu da Mont Cenis et sorti des ètats du dieuvertige."

15.Cantù, p. 164 (Vol. II.)

15.Cantù, p. 164 (Vol. II.)

16.Potrebbe essere un'ossessione o fobia del deliquio che non di raro notasi fra le forme di ossessioni (vedi Pitres. Congres de Moscou 1898) ma come vedremo nel 2º. volume anche queste entrano, almeno secondo me, nella cerchia dei fenomeni epilettoidi; e poi le semplici ossessioni di questo genere non presentano nè deliqui, nè vertigini ma bensì i timori di questi.

16.Potrebbe essere un'ossessione o fobia del deliquio che non di raro notasi fra le forme di ossessioni (vedi Pitres. Congres de Moscou 1898) ma come vedremo nel 2º. volume anche queste entrano, almeno secondo me, nella cerchia dei fenomeni epilettoidi; e poi le semplici ossessioni di questo genere non presentano nè deliqui, nè vertigini ma bensì i timori di questi.

17.Vedi: Lombroso. L'Uomo delinquente, 2º Vol.

17.Vedi: Lombroso. L'Uomo delinquente, 2º Vol.

18.De Gubernatis op. cit.

18.De Gubernatis op. cit.

19.Bellezza, o. c.

19.Bellezza, o. c.

20.Vedi Uomo di Genio di C. Lombroso, VI ed., Torino.

20.Vedi Uomo di Genio di C. Lombroso, VI ed., Torino.

21.Toselli — Sulla religiosità degli epilettici. Torino. 1887.

21.Toselli — Sulla religiosità degli epilettici. Torino. 1887.

22."È un fatto che intorno alla sua conversione tornarono vane le indagini non solo di scrittori di grido, ma pur di coloro che più avean avuto dimestichezza con lui" scrive Magenta, che pretende spiegarlo facilmente coll'influenza di Tosi e Degola e non pensa che la ragione per cui un'ingegno sì forte preferisse costoro a Tracy e Cabanis cui praticava allora ogni giorno è appunto quella che deve trovarsi.

22."È un fatto che intorno alla sua conversione tornarono vane le indagini non solo di scrittori di grido, ma pur di coloro che più avean avuto dimestichezza con lui" scrive Magenta, che pretende spiegarlo facilmente coll'influenza di Tosi e Degola e non pensa che la ragione per cui un'ingegno sì forte preferisse costoro a Tracy e Cabanis cui praticava allora ogni giorno è appunto quella che deve trovarsi.

23... nodritoIn sozzo ovil di mercenarii armentiIn morte di C. Imbonati.

23.

.. nodritoIn sozzo ovil di mercenarii armentiIn morte di C. Imbonati.

.. nodritoIn sozzo ovil di mercenarii armentiIn morte di C. Imbonati.

.. nodrito

In sozzo ovil di mercenarii armenti

In morte di C. Imbonati.

24.Anche Graf.... "Fu tutto un nodo di renitenze e ripugnanze religiose e morali quello che gli strinse l'animo e lo ridusse innanzi tempo all'inoperosità od al silenzio." (o. c.)

24.Anche Graf.... "Fu tutto un nodo di renitenze e ripugnanze religiose e morali quello che gli strinse l'animo e lo ridusse innanzi tempo all'inoperosità od al silenzio." (o. c.)

25.L'abbandono fu così doloroso che non volle più ridestarne il ricordo ritornando in quei luoghi e il dolore espresse nella pagina del Romanzo: — "Addio monti sorgenti dell'acque ed elevati al cielo, cime ineguali, note a chi è cresciuto fra voi.... Quanto è triste il passo di chi cresciuto tra voi se ne allontana." (Petrocchi, o. c.).

25.L'abbandono fu così doloroso che non volle più ridestarne il ricordo ritornando in quei luoghi e il dolore espresse nella pagina del Romanzo: — "Addio monti sorgenti dell'acque ed elevati al cielo, cime ineguali, note a chi è cresciuto fra voi.... Quanto è triste il passo di chi cresciuto tra voi se ne allontana." (Petrocchi, o. c.).

26.Cesare e Paola Lombroso. Sulla psicosi di Beccaria. (Archivio di Psichiatria, 1896).

26.Cesare e Paola Lombroso. Sulla psicosi di Beccaria. (Archivio di Psichiatria, 1896).

27.Vedi Bellezza, o, c., pag. 20 e seg. — Graf, o. c., N. Antologia 1895, p. 417.

27.Vedi Bellezza, o, c., pag. 20 e seg. — Graf, o. c., N. Antologia 1895, p. 417.

28.Vedi Cappelli. Sa Giulia Beccaria. (Pensiero Italiano, 1883), — Paola Lombroso. Su Cesare Beccaria. — 1896.

28.Vedi Cappelli. Sa Giulia Beccaria. (Pensiero Italiano, 1883), — Paola Lombroso. Su Cesare Beccaria. — 1896.

29.Bertani. —La paura nei Promessi Sposi. Iride, n. 46, 1900. —E. CarraraLa paura in Manzoni, idem. n. 48.

29.Bertani. —La paura nei Promessi Sposi. Iride, n. 46, 1900. —E. CarraraLa paura in Manzoni, idem. n. 48.

30.Gilbert Ballet—Swedenborg. Histoire d'un visionaire au XVIII siècle. Paris ed. Masson, 1900.Di Roberto. —Il colore del tempo. 1900.Mattey. —Notice Biographique et bibliographique de Swedenborg, 1888.

30.Gilbert Ballet—Swedenborg. Histoire d'un visionaire au XVIII siècle. Paris ed. Masson, 1900.

Di Roberto. —Il colore del tempo. 1900.

Mattey. —Notice Biographique et bibliographique de Swedenborg, 1888.

31.Finzi. Petrarca.Firenze, Barbera, 1900.

31.Finzi. Petrarca.Firenze, Barbera, 1900.

32.Giornale Dantesco. Anno VIII, 1900.

32.Giornale Dantesco. Anno VIII, 1900.

33.Petrarca.Firenze, Barbera,1900.

33.Petrarca.Firenze, Barbera,1900.

34.Leggiadri-Laura. —Su Pascal. — Archiv. di Psichiatria ed Antropologia Criminale. Torino, XXI, 1900.Reinet-Sanglé. —La maladie de Blaise Pascal(Annales medico-psychologiques, 1899, n. 2).Cousin— Jacqueline Pascal. 1900.Régnard. —Gènie et folie. (Id., id., 1899, n. 1).

34.Leggiadri-Laura. —Su Pascal. — Archiv. di Psichiatria ed Antropologia Criminale. Torino, XXI, 1900.

Reinet-Sanglé. —La maladie de Blaise Pascal(Annales medico-psychologiques, 1899, n. 2).Cousin— Jacqueline Pascal. 1900.

Régnard. —Gènie et folie. (Id., id., 1899, n. 1).

35.Vedi pag. avanti.

35.Vedi pag. avanti.

36.Come negli Inni sacri del Manzoni (v. s.)

36.Come negli Inni sacri del Manzoni (v. s.)

37.Attingo la maggior parte di questi dati allaNota Autobiograficadi Guerrazzi ed ad una bellissima monografia del D.r Mondolfo, (edita nell'Archivio di Psichiatria ed Antrop. crim., 1900, Fasc. V, Anno XX) ed all'opera del Dott. R. Guastalla:Su alcuni scritti inediti dei Guerrazzi. Firenze, 1899.

37.Attingo la maggior parte di questi dati allaNota Autobiograficadi Guerrazzi ed ad una bellissima monografia del D.r Mondolfo, (edita nell'Archivio di Psichiatria ed Antrop. crim., 1900, Fasc. V, Anno XX) ed all'opera del Dott. R. Guastalla:Su alcuni scritti inediti dei Guerrazzi. Firenze, 1899.

38.Si veggano anche a proposito del carattere di Temistocle e, in genere, delle sue anomalie psichiche, questi due passi di lettere direttegli dal fratello nel 1840: "La lena ti basta e lo gambe hai buone! così tu avessi il cervello!... Non portare dunque, come spesso fai, la testa sopra il cappello, ma ingegnati a mantenerla nella sua sede naturale, cioè sotto.... Ma tu ragionando con la tua coscienza urli: io ho ingegno, e glie lo farò, vedere, per Dio santissimo!" — "Oh potesse guardarti meno in cagnesco la fortuna. — Ma a te sarà più arduo che agli altri, perchè non solo altero, ma superbo, e di modi gravi più spesso e stizzosi che magnanimi".

38.Si veggano anche a proposito del carattere di Temistocle e, in genere, delle sue anomalie psichiche, questi due passi di lettere direttegli dal fratello nel 1840: "La lena ti basta e lo gambe hai buone! così tu avessi il cervello!... Non portare dunque, come spesso fai, la testa sopra il cappello, ma ingegnati a mantenerla nella sua sede naturale, cioè sotto.... Ma tu ragionando con la tua coscienza urli: io ho ingegno, e glie lo farò, vedere, per Dio santissimo!" — "Oh potesse guardarti meno in cagnesco la fortuna. — Ma a te sarà più arduo che agli altri, perchè non solo altero, ma superbo, e di modi gravi più spesso e stizzosi che magnanimi".

39.Di questa precoce criminalità il Guerrazzi si vanta nelle Note, chiamando queste lotte (dirette contro gli ebrei) in cui adoperavano, oltre i sassi, anche i coltelli e, talvolta, le armi da fuoco, le sue guerre, e glorificava la propria strategia. In queste lotte riportò una ferita al capo e altre, di cui una grave, nella coscia sinistra.

39.Di questa precoce criminalità il Guerrazzi si vanta nelle Note, chiamando queste lotte (dirette contro gli ebrei) in cui adoperavano, oltre i sassi, anche i coltelli e, talvolta, le armi da fuoco, le sue guerre, e glorificava la propria strategia. In queste lotte riportò una ferita al capo e altre, di cui una grave, nella coscia sinistra.

40.Scrive il Guerrazzi: "Parrà impossibile, ma io di dodici anni a tutte queste cose pensavo, e immaginai un poema e lo scrissi". La frase è ambigua ad arte per dar a credere di avere a dodici anni scritto il poema che invece, se fu allora pensato, non potè, come osserva il Guastalla, esser scritto e compiuto che tra i 16 e i 18 anni, accennando in un passo a fatti del 1822.

40.Scrive il Guerrazzi: "Parrà impossibile, ma io di dodici anni a tutte queste cose pensavo, e immaginai un poema e lo scrissi". La frase è ambigua ad arte per dar a credere di avere a dodici anni scritto il poema che invece, se fu allora pensato, non potè, come osserva il Guastalla, esser scritto e compiuto che tra i 16 e i 18 anni, accennando in un passo a fatti del 1822.

41.Il Guerrazzi fu durante la sua vita continuamente (o quasi) afflitto da mali intestinali, frequentemente da febbri, cefalee e violentissime emicranie oftalmiche, cardiopatie e, come vedremo in seguito, anche dalla epilessia. (Mondolfo o. c.)

41.Il Guerrazzi fu durante la sua vita continuamente (o quasi) afflitto da mali intestinali, frequentemente da febbri, cefalee e violentissime emicranie oftalmiche, cardiopatie e, come vedremo in seguito, anche dalla epilessia. (Mondolfo o. c.)

42.Si cfr. l'ottimo libro del Roncoroni: Sull'epilessia e le nevrosi epilettiche.

42.Si cfr. l'ottimo libro del Roncoroni: Sull'epilessia e le nevrosi epilettiche.

43.Le accuse che gli muove il Giusti sono gravissime, così per riguardo alla vita politica come alla vita privata (sopratutto forense). Dell'accuse politiche basti ricordare quella di avere in Livorno aizzato il popolo a la rivolta per esser poi chiamato a domarlo. Per affari privati, gravi accuse di appropriazione indebita gli furono anche rivolte dal Sanna nel libroI due Guerrazzi(zio e nipote) e nella lite Temistocle si pose dalla parte del Sanna, onde un odio feroce tra i due fratelli, tanto che Temistocle non andò neppure ai funerali del fratello; dal 1840 al '46, narra il Martini, il Guerrazzi fu tenuto in Toscanaun orco, un parricida, un immane divorator di fanciulli; e anche ora, in quelle province, per significar brutti tempi, si vuole ripetere "tempi del Guerrazzi". A guadagnarsi questa bella fama egli stesso pose opera, dicendo che "viveva di rabbia", che "nessuno poteva amarlo non amando egli nessuno"; che, se fosse stato Dio, avrebbe "soffiato sul mondo come sopra una candela di sego". Le contrarietà lo esasperarono; la professione d'avvocato fu per lui "come la catena alla gamba del galeotto", la vita "un osso datogli a rodere". I suoi sfoghi erano violenti, i suoi motti pungenti e caustici. Del sentimento marziale degli Italiani, poeticamente espresso negli inni patriottici —Chi discende da sangue latinoNacque, visse e guerriero morì! —rise, dicendo che "noi siam figli dei Romani come i vermi di un cavallo di battaglia morto da un mese a questa parte". E quando salì al governo gli parve di "recitare una tragedia d'Alfieri coi burattini". — E disse il Governo unafattoria da sfruttare. (Mondolfo o. c.)

43.Le accuse che gli muove il Giusti sono gravissime, così per riguardo alla vita politica come alla vita privata (sopratutto forense). Dell'accuse politiche basti ricordare quella di avere in Livorno aizzato il popolo a la rivolta per esser poi chiamato a domarlo. Per affari privati, gravi accuse di appropriazione indebita gli furono anche rivolte dal Sanna nel libroI due Guerrazzi(zio e nipote) e nella lite Temistocle si pose dalla parte del Sanna, onde un odio feroce tra i due fratelli, tanto che Temistocle non andò neppure ai funerali del fratello; dal 1840 al '46, narra il Martini, il Guerrazzi fu tenuto in Toscanaun orco, un parricida, un immane divorator di fanciulli; e anche ora, in quelle province, per significar brutti tempi, si vuole ripetere "tempi del Guerrazzi". A guadagnarsi questa bella fama egli stesso pose opera, dicendo che "viveva di rabbia", che "nessuno poteva amarlo non amando egli nessuno"; che, se fosse stato Dio, avrebbe "soffiato sul mondo come sopra una candela di sego". Le contrarietà lo esasperarono; la professione d'avvocato fu per lui "come la catena alla gamba del galeotto", la vita "un osso datogli a rodere". I suoi sfoghi erano violenti, i suoi motti pungenti e caustici. Del sentimento marziale degli Italiani, poeticamente espresso negli inni patriottici —

Chi discende da sangue latinoNacque, visse e guerriero morì! —

Chi discende da sangue latinoNacque, visse e guerriero morì! —

Chi discende da sangue latino

Nacque, visse e guerriero morì! —

rise, dicendo che "noi siam figli dei Romani come i vermi di un cavallo di battaglia morto da un mese a questa parte". E quando salì al governo gli parve di "recitare una tragedia d'Alfieri coi burattini". — E disse il Governo unafattoria da sfruttare. (Mondolfo o. c.)

44.Se quest'ultima affermazione sia vera non so. Vero è che l'abbondante capigliatura che si vede nel ritratto era null'altro che una parrucca parigina; ma d'altra parte al Viesseux, nel 43, scrive d'avere i capelli bianchi prima del tempo, e la malattia fu anteriore, essendo ancora in vita il padre (1838). Riferisco qui il passo delle Memorie al Mazzini, in cui si narra di questa malattia: Avuta la notizia "quello che avvenisse non so; mi ricordo soltanto essermi rinvenuto in banco di certi amici.... Mi levai e piuttosto fuggii che mi accomiatai; mi sentivo affatto diverso da quello di prima, parevami che dove appoggiavo il piede si sprofondasse la terra".... Andò a vederla: "non la custodiva persona;solo con solatutto il giorno: le ficcai gli occhi nel volto e non li rimossi più. A che pensai? A nulla. Che feci? Nulla. Passò l'ora del cibo e non me ne accorsi, declinò il giorno e non me ne accorsi". Venne un uomo con la cassa: Qui cominciò di nuovo la sensazione del terreno che si sprofonda sotto i piedi, — ma quando presero con colpi raddoppiati a conficcare i chiodi, — io giuro che fisicamente sentii quei chiodi trapassarmi il cervello; mi venne meno il lume degli occhi, e svenni di nuovo. Rinsensato, mi vidi circondato da donne; senza profferire parola mi levai dispettoso, e mi ridussi a casa ove mi assalse la tremenda infermità che chiamanoticknervoso. Quanto io per tre anni soffrissi non è a dirsi; diventai l'ombra di me stesso, curvo della persona e giallo ed estenuato da mettere spavento; mi caddero tutti i capelli. L'assalto del male cominciava con certo intorpidimento dei nervi dell'occhio destro, sicchè cotesta parte del capo pareva mi fosse diventata di metallo; ad un tratto sentivo come uno stringermi con pinzette infuocate i nervi del sesto paio in fondo all'occhio e scuoterli violentemente e celerissimamente: non penso che la inquisizione sapesse inventare mai così atroce martoro; perdevo ogni conoscenza, non già il sentimento del male, le lagrime sgorgavano a fonte, mugolava avvolgendomi per terra, a morsi stracciavo lenzuola, camice, e qualche volta me stesso morsi.... Spesso determinai troncare una vita troppo dolorosa, ma dopo mi pentiva e al padre raccomandai levasse di casa le armi e facesse badare alle finestre.... Negli intervalli, — salivo e correvo da disperato: certa volta privo di sentimento, caddi sul terreno e quivi rimasi fino al tramonto... L'accesso terminava con informicolamento e trafitte angosciosissime. (Mondolfo, o. c.).

44.Se quest'ultima affermazione sia vera non so. Vero è che l'abbondante capigliatura che si vede nel ritratto era null'altro che una parrucca parigina; ma d'altra parte al Viesseux, nel 43, scrive d'avere i capelli bianchi prima del tempo, e la malattia fu anteriore, essendo ancora in vita il padre (1838). Riferisco qui il passo delle Memorie al Mazzini, in cui si narra di questa malattia: Avuta la notizia "quello che avvenisse non so; mi ricordo soltanto essermi rinvenuto in banco di certi amici.... Mi levai e piuttosto fuggii che mi accomiatai; mi sentivo affatto diverso da quello di prima, parevami che dove appoggiavo il piede si sprofondasse la terra".... Andò a vederla: "non la custodiva persona;solo con solatutto il giorno: le ficcai gli occhi nel volto e non li rimossi più. A che pensai? A nulla. Che feci? Nulla. Passò l'ora del cibo e non me ne accorsi, declinò il giorno e non me ne accorsi". Venne un uomo con la cassa: Qui cominciò di nuovo la sensazione del terreno che si sprofonda sotto i piedi, — ma quando presero con colpi raddoppiati a conficcare i chiodi, — io giuro che fisicamente sentii quei chiodi trapassarmi il cervello; mi venne meno il lume degli occhi, e svenni di nuovo. Rinsensato, mi vidi circondato da donne; senza profferire parola mi levai dispettoso, e mi ridussi a casa ove mi assalse la tremenda infermità che chiamanoticknervoso. Quanto io per tre anni soffrissi non è a dirsi; diventai l'ombra di me stesso, curvo della persona e giallo ed estenuato da mettere spavento; mi caddero tutti i capelli. L'assalto del male cominciava con certo intorpidimento dei nervi dell'occhio destro, sicchè cotesta parte del capo pareva mi fosse diventata di metallo; ad un tratto sentivo come uno stringermi con pinzette infuocate i nervi del sesto paio in fondo all'occhio e scuoterli violentemente e celerissimamente: non penso che la inquisizione sapesse inventare mai così atroce martoro; perdevo ogni conoscenza, non già il sentimento del male, le lagrime sgorgavano a fonte, mugolava avvolgendomi per terra, a morsi stracciavo lenzuola, camice, e qualche volta me stesso morsi.... Spesso determinai troncare una vita troppo dolorosa, ma dopo mi pentiva e al padre raccomandai levasse di casa le armi e facesse badare alle finestre.... Negli intervalli, — salivo e correvo da disperato: certa volta privo di sentimento, caddi sul terreno e quivi rimasi fino al tramonto... L'accesso terminava con informicolamento e trafitte angosciosissime. (Mondolfo, o. c.).

45.Verlaine. Oenvores: Paris, 1900. — Donos. Verlaine Intime. 1898.

45.Verlaine. Oenvores: Paris, 1900. — Donos. Verlaine Intime. 1898.

46.Lombroso. — Grafologia, Milano 1889.

46.Lombroso. — Grafologia, Milano 1889.

47.Lewes. —Vita di Goethe, Milano, (Traduz. Pisa).

47.Lewes. —Vita di Goethe, Milano, (Traduz. Pisa).

48.Archivio di Psichiatria ed Antropologia criminale, 1901, II Tav.

48.Archivio di Psichiatria ed Antropologia criminale, 1901, II Tav.

49.Tolgo dalla N. Antologia 16 Maggio 1901 questa lettera degna di un brigante dei più feroci diretta da Napoleone a Re Giuseppe a proposito dei ribelli di Napoli:"Ho inteso avete promesso non imporre tasse di guerra, e proibito di esigere la tavola dai vostri ospiti. Piccolezze! Non colle moine si guadagnano i popoli. Decretate una contribuzione di trenta milioni. A Vienna dove non c'era un soldo io ne posi una di 100 milioni, e fu trovata ragionevole. Avrei gusto che la canaglia di Napoli si ammutinasse; in ogni popolo conquistato un'insurrezione è necessaria.... Non sento abbiate fatto saltare il cervello a un solo lazzarone.... Ho udito con piacere la fucilazione del marchese di Radio.... mi fa gusto il sapere che fu incendiato un villaggio insorto: mi immagino l'avrete lasciato saccheggiare dai soldati.... La giustizia e la forza sono la bontà dei Re, che non bisogna confondere con la bontà dei privati. — Aspetto d'udire quanti beni avete conquistati in Calabria, quanti insorgenti giustiziati. Niente perdono.Fate passare per le anni almeno seicento insorgenti, bruciar le case dei trenta prìmari di ogni villaggio, e distribuite i loro averi all'esercito. Mettete a sacco due o tre delle borgate che si condussero peggio: servirà d'esempio, e restituirà ai soldati l'allegria e la voglia di operare".

49.Tolgo dalla N. Antologia 16 Maggio 1901 questa lettera degna di un brigante dei più feroci diretta da Napoleone a Re Giuseppe a proposito dei ribelli di Napoli:

"Ho inteso avete promesso non imporre tasse di guerra, e proibito di esigere la tavola dai vostri ospiti. Piccolezze! Non colle moine si guadagnano i popoli. Decretate una contribuzione di trenta milioni. A Vienna dove non c'era un soldo io ne posi una di 100 milioni, e fu trovata ragionevole. Avrei gusto che la canaglia di Napoli si ammutinasse; in ogni popolo conquistato un'insurrezione è necessaria.... Non sento abbiate fatto saltare il cervello a un solo lazzarone.... Ho udito con piacere la fucilazione del marchese di Radio.... mi fa gusto il sapere che fu incendiato un villaggio insorto: mi immagino l'avrete lasciato saccheggiare dai soldati.... La giustizia e la forza sono la bontà dei Re, che non bisogna confondere con la bontà dei privati. — Aspetto d'udire quanti beni avete conquistati in Calabria, quanti insorgenti giustiziati. Niente perdono.Fate passare per le anni almeno seicento insorgenti, bruciar le case dei trenta prìmari di ogni villaggio, e distribuite i loro averi all'esercito. Mettete a sacco due o tre delle borgate che si condussero peggio: servirà d'esempio, e restituirà ai soldati l'allegria e la voglia di operare".

50.A. Amati. Di Don Pietro Agnesi e delle sue figlie Maria Gaetana, Maria Teresa e Paolina (Rendiconti Ist. Lom., Milano 1798). —L. Anzoletti. Maria Gaetana Agnesi. 1900 (Milano, Cogliati),

50.A. Amati. Di Don Pietro Agnesi e delle sue figlie Maria Gaetana, Maria Teresa e Paolina (Rendiconti Ist. Lom., Milano 1798). —L. Anzoletti. Maria Gaetana Agnesi. 1900 (Milano, Cogliati),

51.Elogio storico di G. Agnesi, 1899.

51.Elogio storico di G. Agnesi, 1899.

52.L. Dufour-Vernes, Los ascendants de Rousseau. 1890. Iden d. Rousseau et ses parentes 1898. Genev. —Ritter. Les nouvelles recherches suri I. I. Rousseau. — R. des deux Mondes, 1896.

52.L. Dufour-Vernes, Los ascendants de Rousseau. 1890. Iden d. Rousseau et ses parentes 1898. Genev. —Ritter. Les nouvelles recherches suri I. I. Rousseau. — R. des deux Mondes, 1896.

53.Lombroso. —L'uomo delinquente. II Vol. —Medicina Legale, 2a ediz., 1890.

53.Lombroso. —L'uomo delinquente. II Vol. —Medicina Legale, 2a ediz., 1890.

54.L'invenzione geniale — Un esempio: Augusto Comte, Torino 1900.

54.L'invenzione geniale — Un esempio: Augusto Comte, Torino 1900.

55.M. L. Patrizi. —Nell'estetica e nella scienza. — Conferenze e Polemiche. — Sandron, Milano-Palermo, 1899.

55.M. L. Patrizi. —Nell'estetica e nella scienza. — Conferenze e Polemiche. — Sandron, Milano-Palermo, 1899.

56.Leopardi al lume della scienza. — Sandron, 1899.

56.Leopardi al lume della scienza. — Sandron, 1899.

Nota del TrascrittoreOrtografia e punteggiatura originali sono state mantenute, correggendo senza annotazione minimi errori tipografici. Le correzioni indicate apag. 2(Errata Corrige) sono state riportate nel testo.Copertina elaborata dal trascrittore e posta nel pubblico dominio.

Nota del Trascrittore

Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, correggendo senza annotazione minimi errori tipografici. Le correzioni indicate apag. 2(Errata Corrige) sono state riportate nel testo.

Copertina elaborata dal trascrittore e posta nel pubblico dominio.


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