PASCAL[34]
Della famiglia di Pascal si conoscono solo: il padre, un po' superstizioso, e credente nelle streghe; una sorella, Gilberta, impressionabile, suggestionabile, che divenne devota a 26 anni, e morì di morte subitanea a 67; un'altra sorella, la Jacqueline, che ebbe un certo ritardo di sviluppo fisico, sicchè dimostrava sette anni a nove, ed otto a tredici, ed a quindici anni giocava ancora con la bambola; in essa il Binet-Sanglé[35]riscontra ragionamenti falsi, emotività eccessiva, grandissima suggestionabilità. "Sotto all'influenza famigliare, anch'essa divenne bigotta"; verso i ventiquattro anni si sottomise ad una tale astinenza, da perdere le forze e da giungere al punto di non poter più digerire la razione normale dicibo; sì grande era la sua emotività che le persecuzioni contro Port-Royal e il consenso accordato dai Giansenisti alla firma d'un formolario contrario alla sua fede, la immersero in una tristezza "alla quale" scriveva "io sento bene che dovrò soccombere, se io non avrò laconsolazionedi vederealmenoqualcuno rendersi volontariamente vittima della verità".
V. Cousin, che nota l'analogia della sua con la vita di Pascal, racconta pure che a tredici anni ella benediceva al vaiuolo, il quale, deturpandole il volto, la rendeva più degna di Dio. E sì che, — come nota argutamente la Gilberta, — essa aveva lo spirito abbastanza sviluppato per amare la bellezza, ed essere dolente d'averla perduta!
Ma anche in lei la mania religiosa predominava, non solo a danno dell'arte a cui si era così precocemente dedicata, ma anche degli affetti. Tanto che — scrive il Cousin, — "essa, giovane, spiritosa, ricercatissima, abbandonò tutto,anche il suo vecchio padre e il suo fratello ammalato, per darsi a Dio".
E con tutto ciò il vigore della sua intelligenza, ben altro che femminile, non si mostrò punto diminuito, come dimostra la sua attitudine nelle lotte religiose del suo tempo.
Rami collaterali. — La base ereditaria della religiosità morbosa dei Pascal è anche confermatadallo studio dei rami collaterali e discendenti. Oltre alla Jacqueline Pascal, tutta la famiglia Périer (da Gilberta Pascal maritata Périer) vi fu singolarmente predisposta.
Infatti, Margherita Périer, figlia della Gilberte, scriveva: "Tutti i miei parenti ed i miei fratelli sono morti nel servizio di Dio... e il mio terzo fratello, Blaise, era diacono; la sua vita e la sua morte furono delle più edificanti.... La mia sorella Jacqueline... voleva farsi monaca; ma fu obbligata ad uscire da Port-Royal per ordine del Re.... Ella visse sempre molto distaccata dal mondo... era d'un carattere molto serio ed anche strano, comechè non volesse vedere alcuno e passasse tutto il suo tempo nelle preghiere."