BRINDISI
— Nera bottiglia io t'amo, e tu ispiratoM'hai sempre una fiducia senza par;Tu m'hai l'aria d'un picciolo curato,E a te spesso io mi soglio confessar.Cura non ho, nè dubbio alcun mi pigliaCh'io non lo venga innanzi a te a depor;Tu se' il curato mio, nera bottiglia,Tu sei, nera bottiglia, il confessor.Sgorga dalla tua bocca un'eloquenzaConfortatrice d'ogni mio pensier;Tu m'esorti alla santa pazienza,Tu m'esorti alla fede e al buon voler.Quando l'onda eloquente in sen mi versi,Monto in siffatto ardor di caritàPer li simili miei, che i peggior versiLeggo di lor con tutta umanità.Leggo i più ladri versi; e pure io tentoIn punte escandescenze non uscir;Tutto al più molto presto m'addormento,Senza la prima pagina finir.Ma questo e nulla appetto della fedeChe dalla bocca tua discende in me;Nera bottiglia, chi al tuo dio non crede,Quegli un gran peccator davvero egli è.Quando il divo tuo spirto in cor m'infondi,L'Italia mia mi sembra un regno tal,Ch'io credo che non possa nei due mondiEsserci a questo un altro regno egual.. . . . . . . . . . . . . . . . . . . .. . . . . . . . . . . . . . . . . . .. . . . . . . . . . . . . . . . . . . .. . . . . . . . . . . . . . . . . . .. . . . . . . . . . . . . . . . . . . .. . . . . . . . . . . . . . . . . . .. . . . . . . . . . . . . . . . . . . .. . . . . . . . . . . . . . . . . . .Beviamo, amici! Ogni men bella cosaTraverso il biondo ed il purpureo vin,Appar d'oro dipinta oppur di rosa,Ha splendor di topazio o di rubin.Lettor, ch'io non conosco, e tuttaviaPoichè mi leggi sei sì caro a me,Se t'imbatti a passar da casa mia,Entra, c'ho una bottiglia ancor per te.
— Nera bottiglia io t'amo, e tu ispiratoM'hai sempre una fiducia senza par;Tu m'hai l'aria d'un picciolo curato,E a te spesso io mi soglio confessar.
— Nera bottiglia io t'amo, e tu ispirato
M'hai sempre una fiducia senza par;
Tu m'hai l'aria d'un picciolo curato,
E a te spesso io mi soglio confessar.
Cura non ho, nè dubbio alcun mi pigliaCh'io non lo venga innanzi a te a depor;Tu se' il curato mio, nera bottiglia,Tu sei, nera bottiglia, il confessor.
Cura non ho, nè dubbio alcun mi piglia
Ch'io non lo venga innanzi a te a depor;
Tu se' il curato mio, nera bottiglia,
Tu sei, nera bottiglia, il confessor.
Sgorga dalla tua bocca un'eloquenzaConfortatrice d'ogni mio pensier;Tu m'esorti alla santa pazienza,Tu m'esorti alla fede e al buon voler.
Sgorga dalla tua bocca un'eloquenza
Confortatrice d'ogni mio pensier;
Tu m'esorti alla santa pazienza,
Tu m'esorti alla fede e al buon voler.
Quando l'onda eloquente in sen mi versi,Monto in siffatto ardor di caritàPer li simili miei, che i peggior versiLeggo di lor con tutta umanità.
Quando l'onda eloquente in sen mi versi,
Monto in siffatto ardor di carità
Per li simili miei, che i peggior versi
Leggo di lor con tutta umanità.
Leggo i più ladri versi; e pure io tentoIn punte escandescenze non uscir;Tutto al più molto presto m'addormento,Senza la prima pagina finir.
Leggo i più ladri versi; e pure io tento
In punte escandescenze non uscir;
Tutto al più molto presto m'addormento,
Senza la prima pagina finir.
Ma questo e nulla appetto della fedeChe dalla bocca tua discende in me;Nera bottiglia, chi al tuo dio non crede,Quegli un gran peccator davvero egli è.
Ma questo e nulla appetto della fede
Che dalla bocca tua discende in me;
Nera bottiglia, chi al tuo dio non crede,
Quegli un gran peccator davvero egli è.
Quando il divo tuo spirto in cor m'infondi,L'Italia mia mi sembra un regno tal,Ch'io credo che non possa nei due mondiEsserci a questo un altro regno egual.
Quando il divo tuo spirto in cor m'infondi,
L'Italia mia mi sembra un regno tal,
Ch'io credo che non possa nei due mondi
Esserci a questo un altro regno egual.
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Beviamo, amici! Ogni men bella cosaTraverso il biondo ed il purpureo vin,Appar d'oro dipinta oppur di rosa,Ha splendor di topazio o di rubin.
Beviamo, amici! Ogni men bella cosa
Traverso il biondo ed il purpureo vin,
Appar d'oro dipinta oppur di rosa,
Ha splendor di topazio o di rubin.
Lettor, ch'io non conosco, e tuttaviaPoichè mi leggi sei sì caro a me,Se t'imbatti a passar da casa mia,Entra, c'ho una bottiglia ancor per te.
Lettor, ch'io non conosco, e tuttavia
Poichè mi leggi sei sì caro a me,
Se t'imbatti a passar da casa mia,
Entra, c'ho una bottiglia ancor per te.
Marzo 1878.