Chapter 3

Quand'ella passa io tremo e m'abbandonaOgni fermezza: un sibilo leggeroMettono le sue vesti, il qual mi suonaPur come scherno meritato e vero.Quinci la fantasia fra sé ragiona«O vaghe vesti cui s'affida interoIl segreto gentil di sua persona,Vesti cui non si cela alcun mistero,Parte ditemi almen di questo arcano,Soave arcano, ch'è fra voi nascostoE dietro al qual la mente io sforzo invano.»Ahi! non rispondon quelle, e con piú curaStringonsi al vago corpo, e di quel postoTraggon partito e de la lor ventura.

Quand'ella passa io tremo e m'abbandonaOgni fermezza: un sibilo leggeroMettono le sue vesti, il qual mi suonaPur come scherno meritato e vero.

Quand'ella passa io tremo e m'abbandona

Ogni fermezza: un sibilo leggero

Mettono le sue vesti, il qual mi suona

Pur come scherno meritato e vero.

Quinci la fantasia fra sé ragiona«O vaghe vesti cui s'affida interoIl segreto gentil di sua persona,Vesti cui non si cela alcun mistero,

Quinci la fantasia fra sé ragiona

«O vaghe vesti cui s'affida intero

Il segreto gentil di sua persona,

Vesti cui non si cela alcun mistero,

Parte ditemi almen di questo arcano,Soave arcano, ch'è fra voi nascostoE dietro al qual la mente io sforzo invano.»

Parte ditemi almen di questo arcano,

Soave arcano, ch'è fra voi nascosto

E dietro al qual la mente io sforzo invano.»

Ahi! non rispondon quelle, e con piú curaStringonsi al vago corpo, e di quel postoTraggon partito e de la lor ventura.

Ahi! non rispondon quelle, e con piú cura

Stringonsi al vago corpo, e di quel posto

Traggon partito e de la lor ventura.

Nel 75 il Betteloni pubblicò tradotto in ottava rima il piú bello episodio delDon Giovannidi Byron, l'Aidea. La scelta del soggetto e del metro è già un indizio di ottimo gusto e un segno di virtuoso ardimento. E qui gli soccorse in buon punto lo studio messo nell'Ariosto; la cui elegante disinvoltura e la mirabile volubilità io non dirò che il Betteloni abbia raggiunta, ché sarebbe troppo, anche perché fra altre ragioni io non credo si possa con la lingua d'oggi e nella poesia moderna raggiungere. Nè dirò che perfettissima sia nell'Aideala dizione, che qualche neologismo, qualche durezza, qualche ineleganza non si sarebbe potuta evitare. Ma dico senza dubbio che questa del Betteloni è delle migliori versioni poetiche moderne, ed è la miglior versione in ottava rima che abbia l'Italia, da quella in poi dellaPulcellafatta dal Monti; che non è poco, chi ripensi la maggior varietàe difficoltà del poema byroniano e la signorile felicità del verseggiare di Vincenzo Monti.

Forse maggior fatica dee aver posto il Betteloni nella traduzione dell'Assuerodi Roberto Hamerling, ch'ei diè nel 76: e certo in quella foltezza quasi metallica di poesia descrittiva il verso sciolto italiano, per vigorosa industria del traduttore, trionfa di nuovi atteggiamenti a prova col giambico tedesco. Ma io non lo consiglierei a mettere i suoi begli anni in quella sorta di lavori. Finisca ilDon Giovanni, e basta.

Ora il Betteloni si ripresenta all'Italia artista sul proprio con questiNuovi Versi. Io auguro al valente e modesto poeta dai lettori intelligenti quella onesta attenzione e accoglienza, che le prime liete prove, le fatiche poi durate nell'arte, e il rispetto all'arte, e la serietà degl'intendimenti, e la matura originalità dell'ingegno, gli promettono e gli meritano.

Giosuè Carducci.


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