NATALE

NATALE

Io lascio andare ilmasso che dal verticeCon tutto quel che gli vien dietro poi;Ma non posso negar che a me gradevoleMolto Natal non torni e i gaudi suoi.Volge dell'anno la stagion più rigida,E non c'è cosa allor che più diletti,Come in panciolle al focolar domesticoSedere fra le donne e i fanciulletti.Solennizza Natale i dolci vincoliChe in culla il primo laccio hanno di rose,Nè può la tomba stessa ognor dissolverli,La tomba che dissolve tutte cose.I figliuoli già adulti oggi convengonoDegli antichi parenti alla dimora;Vien a depor sulle ginocchia ai suoceriIl nuovo nato la fiorente nuora.Re della festa è il pargoletto; portanoLe testoline bionde oggi miglioreE più sacra corona che il PonteficeNon desse a Carlomagno imperadore.Dagli occhi lieti e dalle auguste piccioleMani e dal labbro d'un bel riso adornoGrazie dispensa il re piccino ai sudditi,Che gli son tutti ad ammirarlo intorno.Le teste calve e le canute curvansiPiù innanzi a lui profondamente; gli aviL'adorano in ginocchio e di lui godonoFare un tiranno e farsi lor suoi schiavi.Certo falso non è, chi ben sa intendere,Che per amor di sì gentil fattura,Misterïoso per lo immenso spazioUn cantico di gloria invii Natura.Falso non è, che il rude istinto pieghinoI compagni dell'uom fidi animaliQuasi in favor sovente delle tenereCreature di quello inconscie e frali.E re certo e bifolchi e i grandi e gli umiliCon senso egual d'amore e di rispettoDella recente culla appiè si chinanoCome a un altar soave e benedetto.Là del futuro il mister sacro adorano;Perchè in picciole membra e in pochi liniLà si cela talor chi un dì rivolgerePotrà di interi popoli i destini.Dunque le culle festeggiamo, e il misticoGerme dell'avvenir che si nascondeDentro i piccioli cuori inconsapevole,Dentro le teste ricciutelle e bionde.Oggi s'allegri ogni famiglia: il fervidoRiso della festante ingenua proleSperda ogni infausta cura, al par di nebbiaCui sperde il raggio di nascente sole.Infelice la casa ove dissidio,Miseria o mal costume agli innocentiFigli defrauda il gaudio che s'addoppiaRipercosso nell'animo ai parenti.Più infelice la casa ove il connubioSterile siede, o dove tutto tacePerchè frugò la cieca Morte il floridoNido colla man sua scarna e rapace.

Io lascio andare ilmasso che dal verticeCon tutto quel che gli vien dietro poi;Ma non posso negar che a me gradevoleMolto Natal non torni e i gaudi suoi.

Io lascio andare ilmasso che dal vertice

Con tutto quel che gli vien dietro poi;

Ma non posso negar che a me gradevole

Molto Natal non torni e i gaudi suoi.

Volge dell'anno la stagion più rigida,E non c'è cosa allor che più diletti,Come in panciolle al focolar domesticoSedere fra le donne e i fanciulletti.

Volge dell'anno la stagion più rigida,

E non c'è cosa allor che più diletti,

Come in panciolle al focolar domestico

Sedere fra le donne e i fanciulletti.

Solennizza Natale i dolci vincoliChe in culla il primo laccio hanno di rose,Nè può la tomba stessa ognor dissolverli,La tomba che dissolve tutte cose.

Solennizza Natale i dolci vincoli

Che in culla il primo laccio hanno di rose,

Nè può la tomba stessa ognor dissolverli,

La tomba che dissolve tutte cose.

I figliuoli già adulti oggi convengonoDegli antichi parenti alla dimora;Vien a depor sulle ginocchia ai suoceriIl nuovo nato la fiorente nuora.

I figliuoli già adulti oggi convengono

Degli antichi parenti alla dimora;

Vien a depor sulle ginocchia ai suoceri

Il nuovo nato la fiorente nuora.

Re della festa è il pargoletto; portanoLe testoline bionde oggi miglioreE più sacra corona che il PonteficeNon desse a Carlomagno imperadore.

Re della festa è il pargoletto; portano

Le testoline bionde oggi migliore

E più sacra corona che il Pontefice

Non desse a Carlomagno imperadore.

Dagli occhi lieti e dalle auguste piccioleMani e dal labbro d'un bel riso adornoGrazie dispensa il re piccino ai sudditi,Che gli son tutti ad ammirarlo intorno.

Dagli occhi lieti e dalle auguste picciole

Mani e dal labbro d'un bel riso adorno

Grazie dispensa il re piccino ai sudditi,

Che gli son tutti ad ammirarlo intorno.

Le teste calve e le canute curvansiPiù innanzi a lui profondamente; gli aviL'adorano in ginocchio e di lui godonoFare un tiranno e farsi lor suoi schiavi.

Le teste calve e le canute curvansi

Più innanzi a lui profondamente; gli avi

L'adorano in ginocchio e di lui godono

Fare un tiranno e farsi lor suoi schiavi.

Certo falso non è, chi ben sa intendere,Che per amor di sì gentil fattura,Misterïoso per lo immenso spazioUn cantico di gloria invii Natura.

Certo falso non è, chi ben sa intendere,

Che per amor di sì gentil fattura,

Misterïoso per lo immenso spazio

Un cantico di gloria invii Natura.

Falso non è, che il rude istinto pieghinoI compagni dell'uom fidi animaliQuasi in favor sovente delle tenereCreature di quello inconscie e frali.

Falso non è, che il rude istinto pieghino

I compagni dell'uom fidi animali

Quasi in favor sovente delle tenere

Creature di quello inconscie e frali.

E re certo e bifolchi e i grandi e gli umiliCon senso egual d'amore e di rispettoDella recente culla appiè si chinanoCome a un altar soave e benedetto.

E re certo e bifolchi e i grandi e gli umili

Con senso egual d'amore e di rispetto

Della recente culla appiè si chinano

Come a un altar soave e benedetto.

Là del futuro il mister sacro adorano;Perchè in picciole membra e in pochi liniLà si cela talor chi un dì rivolgerePotrà di interi popoli i destini.

Là del futuro il mister sacro adorano;

Perchè in picciole membra e in pochi lini

Là si cela talor chi un dì rivolgere

Potrà di interi popoli i destini.

Dunque le culle festeggiamo, e il misticoGerme dell'avvenir che si nascondeDentro i piccioli cuori inconsapevole,Dentro le teste ricciutelle e bionde.

Dunque le culle festeggiamo, e il mistico

Germe dell'avvenir che si nasconde

Dentro i piccioli cuori inconsapevole,

Dentro le teste ricciutelle e bionde.

Oggi s'allegri ogni famiglia: il fervidoRiso della festante ingenua proleSperda ogni infausta cura, al par di nebbiaCui sperde il raggio di nascente sole.

Oggi s'allegri ogni famiglia: il fervido

Riso della festante ingenua prole

Sperda ogni infausta cura, al par di nebbia

Cui sperde il raggio di nascente sole.

Infelice la casa ove dissidio,Miseria o mal costume agli innocentiFigli defrauda il gaudio che s'addoppiaRipercosso nell'animo ai parenti.

Infelice la casa ove dissidio,

Miseria o mal costume agli innocenti

Figli defrauda il gaudio che s'addoppia

Ripercosso nell'animo ai parenti.

Più infelice la casa ove il connubioSterile siede, o dove tutto tacePerchè frugò la cieca Morte il floridoNido colla man sua scarna e rapace.

Più infelice la casa ove il connubio

Sterile siede, o dove tutto tace

Perchè frugò la cieca Morte il florido

Nido colla man sua scarna e rapace.


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