CANTO QUARANTESIMO

CANTO QUARANTESIMO

1

Lungo sarebbe, se i diversi casivolessi dir di quel naval conflitto;e raccontarlo a voi mi parria quasi,magnanimo figliuol d'Ercole invitto,portar, come si dice, a Samo vasi,nottole Atene, e crocodili a Egitto;che quanto per udita io ve ne parlo,Signor, miraste, e feste altrui mirarlo.

Lungo sarebbe, se i diversi casivolessi dir di quel naval conflitto;e raccontarlo a voi mi parria quasi,magnanimo figliuol d'Ercole invitto,portar, come si dice, a Samo vasi,nottole Atene, e crocodili a Egitto;che quanto per udita io ve ne parlo,Signor, miraste, e feste altrui mirarlo.

Lungo sarebbe, se i diversi casi

volessi dir di quel naval conflitto;

e raccontarlo a voi mi parria quasi,

magnanimo figliuol d'Ercole invitto,

portar, come si dice, a Samo vasi,

nottole Atene, e crocodili a Egitto;

che quanto per udita io ve ne parlo,

Signor, miraste, e feste altrui mirarlo.

2

Ebbe lungo spettacolo il fedelevostro popul la notte e 'l dì che stette,come in teatro, l'inimiche velemirando in Po tra ferro e fuoco astrette.Che gridi udir si possano e querele,ch'onde veder di sangue umano infette,per quanti modi in tal pugna si muora,vedeste, e a molti il dimostraste allora.

Ebbe lungo spettacolo il fedelevostro popul la notte e 'l dì che stette,come in teatro, l'inimiche velemirando in Po tra ferro e fuoco astrette.Che gridi udir si possano e querele,ch'onde veder di sangue umano infette,per quanti modi in tal pugna si muora,vedeste, e a molti il dimostraste allora.

Ebbe lungo spettacolo il fedele

vostro popul la notte e 'l dì che stette,

come in teatro, l'inimiche vele

mirando in Po tra ferro e fuoco astrette.

Che gridi udir si possano e querele,

ch'onde veder di sangue umano infette,

per quanti modi in tal pugna si muora,

vedeste, e a molti il dimostraste allora.

3

Nol vide io già, ch'era sei giorni inanti,mutando ogn'ora altre vetture, corsocon molta fretta e molta ai piedi santidel gran Pastore a domandar soccorso:poi né cavalli bisognar né fanti;ch'intanto al Leon d'or l'artiglio e 'l morsofu da voi rotto sì, che più molestonon l'ho sentito da quel giorno a questo.

Nol vide io già, ch'era sei giorni inanti,mutando ogn'ora altre vetture, corsocon molta fretta e molta ai piedi santidel gran Pastore a domandar soccorso:poi né cavalli bisognar né fanti;ch'intanto al Leon d'or l'artiglio e 'l morsofu da voi rotto sì, che più molestonon l'ho sentito da quel giorno a questo.

Nol vide io già, ch'era sei giorni inanti,

mutando ogn'ora altre vetture, corso

con molta fretta e molta ai piedi santi

del gran Pastore a domandar soccorso:

poi né cavalli bisognar né fanti;

ch'intanto al Leon d'or l'artiglio e 'l morso

fu da voi rotto sì, che più molesto

non l'ho sentito da quel giorno a questo.

4

Ma Alfonsin Trotto il qual si trovò in fatto,Annibal e Pier Moro e Afranio e Alberto,e tre Ariosti, e il Bagno e il Zerbinattotanto me ne contar, ch'io ne fui certo:me ne chiarir poi le bandiere affatto,vistone al tempio il gran numero offerto,e quindice galee ch'a queste rivecon mille legni star vidi captive.

Ma Alfonsin Trotto il qual si trovò in fatto,Annibal e Pier Moro e Afranio e Alberto,e tre Ariosti, e il Bagno e il Zerbinattotanto me ne contar, ch'io ne fui certo:me ne chiarir poi le bandiere affatto,vistone al tempio il gran numero offerto,e quindice galee ch'a queste rivecon mille legni star vidi captive.

Ma Alfonsin Trotto il qual si trovò in fatto,

Annibal e Pier Moro e Afranio e Alberto,

e tre Ariosti, e il Bagno e il Zerbinatto

tanto me ne contar, ch'io ne fui certo:

me ne chiarir poi le bandiere affatto,

vistone al tempio il gran numero offerto,

e quindice galee ch'a queste rive

con mille legni star vidi captive.

5

Chi vide quelli incendi e quei naufragi,le tante uccisioni e sì diverse,che, vendicando i nostri arsi palagi,fin che fu preso ogni navilio, ferse;potrà, veder le morti anco e i disagiche 'l miser popul d'Africa soffersecol re Agramante in mezzo l'onde salse,la scura notte che Dudon l'assalse.

Chi vide quelli incendi e quei naufragi,le tante uccisioni e sì diverse,che, vendicando i nostri arsi palagi,fin che fu preso ogni navilio, ferse;potrà, veder le morti anco e i disagiche 'l miser popul d'Africa soffersecol re Agramante in mezzo l'onde salse,la scura notte che Dudon l'assalse.

Chi vide quelli incendi e quei naufragi,

le tante uccisioni e sì diverse,

che, vendicando i nostri arsi palagi,

fin che fu preso ogni navilio, ferse;

potrà, veder le morti anco e i disagi

che 'l miser popul d'Africa sofferse

col re Agramante in mezzo l'onde salse,

la scura notte che Dudon l'assalse.

6

Era la notte, e non si vedea lume,quando s'incominciar l'aspre contese:ma poi che 'l zolfo e la pece e 'l bitumesparso in gran copia, ha prore e sponde accese,e la vorace fiamma arde e consumele navi e le galee poco difese;sì chiaramente ognun si vedea intorno,che la notte parea mutata in giorno.

Era la notte, e non si vedea lume,quando s'incominciar l'aspre contese:ma poi che 'l zolfo e la pece e 'l bitumesparso in gran copia, ha prore e sponde accese,e la vorace fiamma arde e consumele navi e le galee poco difese;sì chiaramente ognun si vedea intorno,che la notte parea mutata in giorno.

Era la notte, e non si vedea lume,

quando s'incominciar l'aspre contese:

ma poi che 'l zolfo e la pece e 'l bitume

sparso in gran copia, ha prore e sponde accese,

e la vorace fiamma arde e consume

le navi e le galee poco difese;

sì chiaramente ognun si vedea intorno,

che la notte parea mutata in giorno.

7

Onde Agramante che per l'aer scuro,non avea l'inimico in sì gran stima,né aver contrasto si credea sì duro,che, resistendo, al fin non lo reprima;poi che rimosse le tenèbre furo,e vide quel che non credeva in prima,che le navi nimiche eran duo tante,fece pensier diverso a quel d'avante.

Onde Agramante che per l'aer scuro,non avea l'inimico in sì gran stima,né aver contrasto si credea sì duro,che, resistendo, al fin non lo reprima;poi che rimosse le tenèbre furo,e vide quel che non credeva in prima,che le navi nimiche eran duo tante,fece pensier diverso a quel d'avante.

Onde Agramante che per l'aer scuro,

non avea l'inimico in sì gran stima,

né aver contrasto si credea sì duro,

che, resistendo, al fin non lo reprima;

poi che rimosse le tenèbre furo,

e vide quel che non credeva in prima,

che le navi nimiche eran duo tante,

fece pensier diverso a quel d'avante.

8

Smonta con pochi, ove in più lieve barcaha Brigliadoro e l'altre cose care.Tra legno e legno taciturno varca,fin che si trova in più sicuro mareda' suoi lontan, che Dudon preme e carca,e mena a condizioni acri ed amare.Gli arde il foco, il mar sorbe, il ferro strugge:egli che n'è cagion, via se ne fugge.

Smonta con pochi, ove in più lieve barcaha Brigliadoro e l'altre cose care.Tra legno e legno taciturno varca,fin che si trova in più sicuro mareda' suoi lontan, che Dudon preme e carca,e mena a condizioni acri ed amare.Gli arde il foco, il mar sorbe, il ferro strugge:egli che n'è cagion, via se ne fugge.

Smonta con pochi, ove in più lieve barca

ha Brigliadoro e l'altre cose care.

Tra legno e legno taciturno varca,

fin che si trova in più sicuro mare

da' suoi lontan, che Dudon preme e carca,

e mena a condizioni acri ed amare.

Gli arde il foco, il mar sorbe, il ferro strugge:

egli che n'è cagion, via se ne fugge.

9

Fugge Agramante ed ha con lui Sobrino,con cui si duol di non gli aver creduto,quando previde con occhio divino,e 'l mal gli annunziò, ch'or gli è avvenuto.Ma torniamo ad Orlando paladino,che, prima che Biserta abbia altro aiuto,consiglia Astolfo che la getti in terra,sì che a Francia mai più non faccia guerra.

Fugge Agramante ed ha con lui Sobrino,con cui si duol di non gli aver creduto,quando previde con occhio divino,e 'l mal gli annunziò, ch'or gli è avvenuto.Ma torniamo ad Orlando paladino,che, prima che Biserta abbia altro aiuto,consiglia Astolfo che la getti in terra,sì che a Francia mai più non faccia guerra.

Fugge Agramante ed ha con lui Sobrino,

con cui si duol di non gli aver creduto,

quando previde con occhio divino,

e 'l mal gli annunziò, ch'or gli è avvenuto.

Ma torniamo ad Orlando paladino,

che, prima che Biserta abbia altro aiuto,

consiglia Astolfo che la getti in terra,

sì che a Francia mai più non faccia guerra.

10

E così fu publicamente dettoche 'l campo in arme al terzo dì sia istrutto.Molti navili Astolfo a questo effettotenuti avea, né Dudon n'ebbe il tutto;di quai diede il governo a Sansonetto,sì buon guerrier al mar come all'asciutto:e quel si pose, in su l'ancore sorto,contra a Biserta, un miglio appresso al porto.

E così fu publicamente dettoche 'l campo in arme al terzo dì sia istrutto.Molti navili Astolfo a questo effettotenuti avea, né Dudon n'ebbe il tutto;di quai diede il governo a Sansonetto,sì buon guerrier al mar come all'asciutto:e quel si pose, in su l'ancore sorto,contra a Biserta, un miglio appresso al porto.

E così fu publicamente detto

che 'l campo in arme al terzo dì sia istrutto.

Molti navili Astolfo a questo effetto

tenuti avea, né Dudon n'ebbe il tutto;

di quai diede il governo a Sansonetto,

sì buon guerrier al mar come all'asciutto:

e quel si pose, in su l'ancore sorto,

contra a Biserta, un miglio appresso al porto.

11

Come veri cristiani Astolfo e Orlando,che senza Dio non vanno a rischio alcuno,ne l'esercito fan publico bando,che sieno orazion fatte e digiuno;e che si trovi il terzo giorno, quandosi darà il segno, apparecchiato ognunoper espugnar Biserta, che data hanno,vinta che s'abbia, a fuoco e a saccomanno.

Come veri cristiani Astolfo e Orlando,che senza Dio non vanno a rischio alcuno,ne l'esercito fan publico bando,che sieno orazion fatte e digiuno;e che si trovi il terzo giorno, quandosi darà il segno, apparecchiato ognunoper espugnar Biserta, che data hanno,vinta che s'abbia, a fuoco e a saccomanno.

Come veri cristiani Astolfo e Orlando,

che senza Dio non vanno a rischio alcuno,

ne l'esercito fan publico bando,

che sieno orazion fatte e digiuno;

e che si trovi il terzo giorno, quando

si darà il segno, apparecchiato ognuno

per espugnar Biserta, che data hanno,

vinta che s'abbia, a fuoco e a saccomanno.

12

E così, poi che le astinenze e i votidevotamente celebrati foro,parenti, amici, e gli altri insieme notisi cominciaro a convitar tra loro.Dato restauro a' corpi esausti e voti,abbracciandosi insieme lacrimoro,tra loro usando i modi e le paroleche tra i più cari al dipartir si suole.

E così, poi che le astinenze e i votidevotamente celebrati foro,parenti, amici, e gli altri insieme notisi cominciaro a convitar tra loro.Dato restauro a' corpi esausti e voti,abbracciandosi insieme lacrimoro,tra loro usando i modi e le paroleche tra i più cari al dipartir si suole.

E così, poi che le astinenze e i voti

devotamente celebrati foro,

parenti, amici, e gli altri insieme noti

si cominciaro a convitar tra loro.

Dato restauro a' corpi esausti e voti,

abbracciandosi insieme lacrimoro,

tra loro usando i modi e le parole

che tra i più cari al dipartir si suole.

13

Dentro a Biserta i sacerdoti santisupplicando col populo dolente,battonsi il petto, e con dirotti piantichiamano il lor Macon che nulla sente.Quante vigilie, quante offerte, quantidoni promessi son privatamente!quanto in publico templi, statue, altari,memoria eterna de' lor casi amari!

Dentro a Biserta i sacerdoti santisupplicando col populo dolente,battonsi il petto, e con dirotti piantichiamano il lor Macon che nulla sente.Quante vigilie, quante offerte, quantidoni promessi son privatamente!quanto in publico templi, statue, altari,memoria eterna de' lor casi amari!

Dentro a Biserta i sacerdoti santi

supplicando col populo dolente,

battonsi il petto, e con dirotti pianti

chiamano il lor Macon che nulla sente.

Quante vigilie, quante offerte, quanti

doni promessi son privatamente!

quanto in publico templi, statue, altari,

memoria eterna de' lor casi amari!

14

E poi che dal Cadì fu benedetto,prese il populo l'arme, e tornò al muro.Ancor giacea col suo Titon nel lettola bella Aurora, ed era il cielo oscuro,quando Astolfo da un canto, e Sansonettoda un altro, armati agli ordini lor furo:e poi che 'l segno che diè il conte udiro,Biserta con grande impeto assaliro.

E poi che dal Cadì fu benedetto,prese il populo l'arme, e tornò al muro.Ancor giacea col suo Titon nel lettola bella Aurora, ed era il cielo oscuro,quando Astolfo da un canto, e Sansonettoda un altro, armati agli ordini lor furo:e poi che 'l segno che diè il conte udiro,Biserta con grande impeto assaliro.

E poi che dal Cadì fu benedetto,

prese il populo l'arme, e tornò al muro.

Ancor giacea col suo Titon nel letto

la bella Aurora, ed era il cielo oscuro,

quando Astolfo da un canto, e Sansonetto

da un altro, armati agli ordini lor furo:

e poi che 'l segno che diè il conte udiro,

Biserta con grande impeto assaliro.

15

Avea Biserta da duo canti il mare,sedea dagli altri duo nel lito asciutto.Con fabrica eccellente e singularefu antiquamente il suo muro costrutto.Poco altro ha che l'aiuti o la ripare;che poi che 'l re Branzardo fu riduttodentro da quella, pochi mastri, e pocopoté aver tempo a riparare il loco.

Avea Biserta da duo canti il mare,sedea dagli altri duo nel lito asciutto.Con fabrica eccellente e singularefu antiquamente il suo muro costrutto.Poco altro ha che l'aiuti o la ripare;che poi che 'l re Branzardo fu riduttodentro da quella, pochi mastri, e pocopoté aver tempo a riparare il loco.

Avea Biserta da duo canti il mare,

sedea dagli altri duo nel lito asciutto.

Con fabrica eccellente e singulare

fu antiquamente il suo muro costrutto.

Poco altro ha che l'aiuti o la ripare;

che poi che 'l re Branzardo fu ridutto

dentro da quella, pochi mastri, e poco

poté aver tempo a riparare il loco.

16

Astolfo dà l'assunto al re de' Neri,che faccia a' merli tanto nocumentocon falariche, fonde e con arcieri,che levi d'affacciarsi ogni ardimento;sì che passin pedoni e cavallierifin sotto la muraglia a salvamento,che vengon, chi di pietre e chi di travi,chi d'asce e chi d'altra materia gravi.

Astolfo dà l'assunto al re de' Neri,che faccia a' merli tanto nocumentocon falariche, fonde e con arcieri,che levi d'affacciarsi ogni ardimento;sì che passin pedoni e cavallierifin sotto la muraglia a salvamento,che vengon, chi di pietre e chi di travi,chi d'asce e chi d'altra materia gravi.

Astolfo dà l'assunto al re de' Neri,

che faccia a' merli tanto nocumento

con falariche, fonde e con arcieri,

che levi d'affacciarsi ogni ardimento;

sì che passin pedoni e cavallieri

fin sotto la muraglia a salvamento,

che vengon, chi di pietre e chi di travi,

chi d'asce e chi d'altra materia gravi.

17

Chi questa cosa e chi quell'altra gettadentro alla fossa, e vien di mano in mano;di cui l'acqua il dì inanzi fu intercetta,sì che in più parti si scopria il pantano.Ella fu piena ed atturata in fretta,e fatto uguale insin al muro il piano.Astolfo, Orlando ed Olivier procuradi far salir i fanti in su le mura.

Chi questa cosa e chi quell'altra gettadentro alla fossa, e vien di mano in mano;di cui l'acqua il dì inanzi fu intercetta,sì che in più parti si scopria il pantano.Ella fu piena ed atturata in fretta,e fatto uguale insin al muro il piano.Astolfo, Orlando ed Olivier procuradi far salir i fanti in su le mura.

Chi questa cosa e chi quell'altra getta

dentro alla fossa, e vien di mano in mano;

di cui l'acqua il dì inanzi fu intercetta,

sì che in più parti si scopria il pantano.

Ella fu piena ed atturata in fretta,

e fatto uguale insin al muro il piano.

Astolfo, Orlando ed Olivier procura

di far salir i fanti in su le mura.

18

I Nubi d'ogni indugio impazienti,da la speranza del guadagno tratti,non mirando a' pericoli imminenti,coperti da testuggini e da gatti,con arieti e loro altri istrumentia forar torri, e porte rompere atti,tosto si fero alla città vicini;né trovaro sprovisti i Saracini:

I Nubi d'ogni indugio impazienti,da la speranza del guadagno tratti,non mirando a' pericoli imminenti,coperti da testuggini e da gatti,con arieti e loro altri istrumentia forar torri, e porte rompere atti,tosto si fero alla città vicini;né trovaro sprovisti i Saracini:

I Nubi d'ogni indugio impazienti,

da la speranza del guadagno tratti,

non mirando a' pericoli imminenti,

coperti da testuggini e da gatti,

con arieti e loro altri istrumenti

a forar torri, e porte rompere atti,

tosto si fero alla città vicini;

né trovaro sprovisti i Saracini:

19

che ferro e fuoco e merli e tetti gravicader facendo a guisa di tempeste,per forza aprian le tavole e le travide le machine in lor danno conteste.Ne l'aria oscura e nei principi pravimolto patir le battezzate teste;ma poi che 'l sole uscì del ricco albergo,voltò Fortuna ai Saracini il tergo.

che ferro e fuoco e merli e tetti gravicader facendo a guisa di tempeste,per forza aprian le tavole e le travide le machine in lor danno conteste.Ne l'aria oscura e nei principi pravimolto patir le battezzate teste;ma poi che 'l sole uscì del ricco albergo,voltò Fortuna ai Saracini il tergo.

che ferro e fuoco e merli e tetti gravi

cader facendo a guisa di tempeste,

per forza aprian le tavole e le travi

de le machine in lor danno conteste.

Ne l'aria oscura e nei principi pravi

molto patir le battezzate teste;

ma poi che 'l sole uscì del ricco albergo,

voltò Fortuna ai Saracini il tergo.

20

Da tutti i canti risforzar l'assaltofe' il conte Orlando e da mare e da terra.Sansonetto ch'avea l'armata in alto,entrò nel porto e s'accostò alla terra;e con frombe e con archi facea d'alto,e con vari tormenti estrema guerra;e facea insieme espedir lance e scale,ogni apparecchio e munizion navale.

Da tutti i canti risforzar l'assaltofe' il conte Orlando e da mare e da terra.Sansonetto ch'avea l'armata in alto,entrò nel porto e s'accostò alla terra;e con frombe e con archi facea d'alto,e con vari tormenti estrema guerra;e facea insieme espedir lance e scale,ogni apparecchio e munizion navale.

Da tutti i canti risforzar l'assalto

fe' il conte Orlando e da mare e da terra.

Sansonetto ch'avea l'armata in alto,

entrò nel porto e s'accostò alla terra;

e con frombe e con archi facea d'alto,

e con vari tormenti estrema guerra;

e facea insieme espedir lance e scale,

ogni apparecchio e munizion navale.

21

Facea Oliviero, Orlando e Brandimarte,e quel che fu sì dianzi in aria ardito,aspra e fiera battaglia da la parteche lungi al mare era più dentro al lito.Ciascun d'essi venìa con una partede l'oste che s'avean quadripartito.Quale a mur, quale a porte, e quale altrove,tutti davan di sé lucide prove.

Facea Oliviero, Orlando e Brandimarte,e quel che fu sì dianzi in aria ardito,aspra e fiera battaglia da la parteche lungi al mare era più dentro al lito.Ciascun d'essi venìa con una partede l'oste che s'avean quadripartito.Quale a mur, quale a porte, e quale altrove,tutti davan di sé lucide prove.

Facea Oliviero, Orlando e Brandimarte,

e quel che fu sì dianzi in aria ardito,

aspra e fiera battaglia da la parte

che lungi al mare era più dentro al lito.

Ciascun d'essi venìa con una parte

de l'oste che s'avean quadripartito.

Quale a mur, quale a porte, e quale altrove,

tutti davan di sé lucide prove.

22

Il valor di ciascun meglio si puoteveder così, che se fosser confusi:chi sia degno di premio e chi di note,appare inanzi a mill'occhi non chiusi.Torri di legno trannosi con ruote,e gli elefanti altre ne portano usi,che su lor dossi così in alto vanno,che i merli sotto a molto spazio stanno.

Il valor di ciascun meglio si puoteveder così, che se fosser confusi:chi sia degno di premio e chi di note,appare inanzi a mill'occhi non chiusi.Torri di legno trannosi con ruote,e gli elefanti altre ne portano usi,che su lor dossi così in alto vanno,che i merli sotto a molto spazio stanno.

Il valor di ciascun meglio si puote

veder così, che se fosser confusi:

chi sia degno di premio e chi di note,

appare inanzi a mill'occhi non chiusi.

Torri di legno trannosi con ruote,

e gli elefanti altre ne portano usi,

che su lor dossi così in alto vanno,

che i merli sotto a molto spazio stanno.

23

Vien Brandimarte, e pon la scala a' muri,e sale, e di salir altri conforta:lo seguon molti intrepidi e sicuri;che non può dubitar chi l'ha in sua scorta.Non è chi miri, o chi mirar si curi,se quella scala il gran peso comporta.Sol Brandimarte agli nimici attende;pugnando sale, e al fine un merlo prende.

Vien Brandimarte, e pon la scala a' muri,e sale, e di salir altri conforta:lo seguon molti intrepidi e sicuri;che non può dubitar chi l'ha in sua scorta.Non è chi miri, o chi mirar si curi,se quella scala il gran peso comporta.Sol Brandimarte agli nimici attende;pugnando sale, e al fine un merlo prende.

Vien Brandimarte, e pon la scala a' muri,

e sale, e di salir altri conforta:

lo seguon molti intrepidi e sicuri;

che non può dubitar chi l'ha in sua scorta.

Non è chi miri, o chi mirar si curi,

se quella scala il gran peso comporta.

Sol Brandimarte agli nimici attende;

pugnando sale, e al fine un merlo prende.

24

E con mano e con piè quivi s'attacca,salta sui merli, e mena il brando in volta,urta, riversa e fende e fora e ammacca,e di sé mostra esperienza molta.Ma tutto a un tempo la scala si fiacca,che troppa soma e di soperchio ha tolta:e for che Brandimarte, giù nel fossovanno sozzopra, e l'uno all'altro adosso.

E con mano e con piè quivi s'attacca,salta sui merli, e mena il brando in volta,urta, riversa e fende e fora e ammacca,e di sé mostra esperienza molta.Ma tutto a un tempo la scala si fiacca,che troppa soma e di soperchio ha tolta:e for che Brandimarte, giù nel fossovanno sozzopra, e l'uno all'altro adosso.

E con mano e con piè quivi s'attacca,

salta sui merli, e mena il brando in volta,

urta, riversa e fende e fora e ammacca,

e di sé mostra esperienza molta.

Ma tutto a un tempo la scala si fiacca,

che troppa soma e di soperchio ha tolta:

e for che Brandimarte, giù nel fosso

vanno sozzopra, e l'uno all'altro adosso.

25

Per ciò non perde il cavallier l'ardire,né pensa riportare a dietro il piede;ben che de' suoi non vede alcun seguire,ben che berzaglio alla città si vede.Pregavan molti (e non volse egli udire)che ritornasse; ma dentro si diede:dico che giù ne la città d'un saltodal muro entrò, che trenta braccia era alto.

Per ciò non perde il cavallier l'ardire,né pensa riportare a dietro il piede;ben che de' suoi non vede alcun seguire,ben che berzaglio alla città si vede.Pregavan molti (e non volse egli udire)che ritornasse; ma dentro si diede:dico che giù ne la città d'un saltodal muro entrò, che trenta braccia era alto.

Per ciò non perde il cavallier l'ardire,

né pensa riportare a dietro il piede;

ben che de' suoi non vede alcun seguire,

ben che berzaglio alla città si vede.

Pregavan molti (e non volse egli udire)

che ritornasse; ma dentro si diede:

dico che giù ne la città d'un salto

dal muro entrò, che trenta braccia era alto.

26

Come trovato avesse o piume o paglia,presse il duro terren senza alcun danno;e quei c'ha intorno affrappa e fora e taglia,come s'affrappa e taglia e fora il panno.Or contra questi or contra quei si scaglia;e quelli e questi in fuga se ne vanno.Pensano quei di fuor, che l'han vedutodentro saltar, che tardo fia ogni aiuto.

Come trovato avesse o piume o paglia,presse il duro terren senza alcun danno;e quei c'ha intorno affrappa e fora e taglia,come s'affrappa e taglia e fora il panno.Or contra questi or contra quei si scaglia;e quelli e questi in fuga se ne vanno.Pensano quei di fuor, che l'han vedutodentro saltar, che tardo fia ogni aiuto.

Come trovato avesse o piume o paglia,

presse il duro terren senza alcun danno;

e quei c'ha intorno affrappa e fora e taglia,

come s'affrappa e taglia e fora il panno.

Or contra questi or contra quei si scaglia;

e quelli e questi in fuga se ne vanno.

Pensano quei di fuor, che l'han veduto

dentro saltar, che tardo fia ogni aiuto.

27

Per tutto 'l campo alto rumor si spandedi voce in voce, e 'l mormorio e 'l bisbiglio.La vaga Fama intorno si fa grande,e narra, ed accrescendo va il periglio.Ove era Orlando (perché da più bandesi dava assalto), ove d'Otone il figlio,ove Olivier, quella volando venne,senza posar mai le veloci penne.

Per tutto 'l campo alto rumor si spandedi voce in voce, e 'l mormorio e 'l bisbiglio.La vaga Fama intorno si fa grande,e narra, ed accrescendo va il periglio.Ove era Orlando (perché da più bandesi dava assalto), ove d'Otone il figlio,ove Olivier, quella volando venne,senza posar mai le veloci penne.

Per tutto 'l campo alto rumor si spande

di voce in voce, e 'l mormorio e 'l bisbiglio.

La vaga Fama intorno si fa grande,

e narra, ed accrescendo va il periglio.

Ove era Orlando (perché da più bande

si dava assalto), ove d'Otone il figlio,

ove Olivier, quella volando venne,

senza posar mai le veloci penne.

28

Questi guerrier, e più di tutti Orlando,ch'amano Brandimarte e l'hanno in pregio,udendo che se van troppo indugiando,perderanno un compagno così egregio,piglian le scale, e qua e là montando,mostrano a gara animo altiero e regio,con sì audace sembiante e sì gagliardo,che i nimici tremar fan con lo sguardo.

Questi guerrier, e più di tutti Orlando,ch'amano Brandimarte e l'hanno in pregio,udendo che se van troppo indugiando,perderanno un compagno così egregio,piglian le scale, e qua e là montando,mostrano a gara animo altiero e regio,con sì audace sembiante e sì gagliardo,che i nimici tremar fan con lo sguardo.

Questi guerrier, e più di tutti Orlando,

ch'amano Brandimarte e l'hanno in pregio,

udendo che se van troppo indugiando,

perderanno un compagno così egregio,

piglian le scale, e qua e là montando,

mostrano a gara animo altiero e regio,

con sì audace sembiante e sì gagliardo,

che i nimici tremar fan con lo sguardo.

29

Come nel mar che per tempesta freme,assaglion l'acque il temerario legno,ch'or da la prora, or da le parti estremecercano entrar con rabbia e con isdegno;il pallido nocchier sospira e geme,ch'aiutar deve, e non ha cor né ingegno;una onda viene al fin, ch'occupa il tutto,e dove quella entrò, segue ogni flutto:

Come nel mar che per tempesta freme,assaglion l'acque il temerario legno,ch'or da la prora, or da le parti estremecercano entrar con rabbia e con isdegno;il pallido nocchier sospira e geme,ch'aiutar deve, e non ha cor né ingegno;una onda viene al fin, ch'occupa il tutto,e dove quella entrò, segue ogni flutto:

Come nel mar che per tempesta freme,

assaglion l'acque il temerario legno,

ch'or da la prora, or da le parti estreme

cercano entrar con rabbia e con isdegno;

il pallido nocchier sospira e geme,

ch'aiutar deve, e non ha cor né ingegno;

una onda viene al fin, ch'occupa il tutto,

e dove quella entrò, segue ogni flutto:

30

così dipoi ch'ebbono presi i muriquesti tre primi, fu sì largo il passo,che gli altri ormai seguir ponno sicuri,che mille scale hanno fermate al basso.Aveano intanto gli arieti durirotto in più lochi, e con sì gran fraccasso,che si poteva in più che in una partesoccorrer l'animoso Brandimarte.

così dipoi ch'ebbono presi i muriquesti tre primi, fu sì largo il passo,che gli altri ormai seguir ponno sicuri,che mille scale hanno fermate al basso.Aveano intanto gli arieti durirotto in più lochi, e con sì gran fraccasso,che si poteva in più che in una partesoccorrer l'animoso Brandimarte.

così dipoi ch'ebbono presi i muri

questi tre primi, fu sì largo il passo,

che gli altri ormai seguir ponno sicuri,

che mille scale hanno fermate al basso.

Aveano intanto gli arieti duri

rotto in più lochi, e con sì gran fraccasso,

che si poteva in più che in una parte

soccorrer l'animoso Brandimarte.

31

Con quel furor che 'l re de' fiumi altiero,quando rompe talvolta argini e sponde,e che nei campi Ocnei s'apre il sentiero,e i grassi solchi e le biade feconde,e con le sue capanne il gregge intero,e coi cani i pastor porta ne l'onde;guizzano i pesci agli olmi in su la cima,ove solean volar gli augelli in prima:

Con quel furor che 'l re de' fiumi altiero,quando rompe talvolta argini e sponde,e che nei campi Ocnei s'apre il sentiero,e i grassi solchi e le biade feconde,e con le sue capanne il gregge intero,e coi cani i pastor porta ne l'onde;guizzano i pesci agli olmi in su la cima,ove solean volar gli augelli in prima:

Con quel furor che 'l re de' fiumi altiero,

quando rompe talvolta argini e sponde,

e che nei campi Ocnei s'apre il sentiero,

e i grassi solchi e le biade feconde,

e con le sue capanne il gregge intero,

e coi cani i pastor porta ne l'onde;

guizzano i pesci agli olmi in su la cima,

ove solean volar gli augelli in prima:

32

con quel furor l'impetuosa gente,là dove avea in più parti il muro rotto,entrò col ferro e con la face ardentea distruggere il popul mal condotto.Omicidio, rapina e man violentenel sangue e ne l'aver, trasse di bottola ricca e trionfal città a ruina,che fu di tutta l'Africa regina.

con quel furor l'impetuosa gente,là dove avea in più parti il muro rotto,entrò col ferro e con la face ardentea distruggere il popul mal condotto.Omicidio, rapina e man violentenel sangue e ne l'aver, trasse di bottola ricca e trionfal città a ruina,che fu di tutta l'Africa regina.

con quel furor l'impetuosa gente,

là dove avea in più parti il muro rotto,

entrò col ferro e con la face ardente

a distruggere il popul mal condotto.

Omicidio, rapina e man violente

nel sangue e ne l'aver, trasse di botto

la ricca e trionfal città a ruina,

che fu di tutta l'Africa regina.

33

D'uomini morti pieno era per tutto;e de le innumerabili feritefatto era un stagno più scuro e più bruttodi quel che cinge la città di Dite.Di casa in casa un lungo incendio induttoardea palagi, portici e meschite.Di pianti e d'urli e di battuti pettisuonano i voti e depredati tetti.

D'uomini morti pieno era per tutto;e de le innumerabili feritefatto era un stagno più scuro e più bruttodi quel che cinge la città di Dite.Di casa in casa un lungo incendio induttoardea palagi, portici e meschite.Di pianti e d'urli e di battuti pettisuonano i voti e depredati tetti.

D'uomini morti pieno era per tutto;

e de le innumerabili ferite

fatto era un stagno più scuro e più brutto

di quel che cinge la città di Dite.

Di casa in casa un lungo incendio indutto

ardea palagi, portici e meschite.

Di pianti e d'urli e di battuti petti

suonano i voti e depredati tetti.

34

I vincitori uscir de le funesteporte vedeansi di gran preda onusti,chi con bei vasi e chi con ricche veste,chi con rapiti argenti a' dei vetusti:chi traea i figli, e chi le madri meste:fur fatti stupri e mille altri atti ingiusti,dei quali Orlando una gran parte intese,né lo poté vietar, né 'l duca inglese.

I vincitori uscir de le funesteporte vedeansi di gran preda onusti,chi con bei vasi e chi con ricche veste,chi con rapiti argenti a' dei vetusti:chi traea i figli, e chi le madri meste:fur fatti stupri e mille altri atti ingiusti,dei quali Orlando una gran parte intese,né lo poté vietar, né 'l duca inglese.

I vincitori uscir de le funeste

porte vedeansi di gran preda onusti,

chi con bei vasi e chi con ricche veste,

chi con rapiti argenti a' dei vetusti:

chi traea i figli, e chi le madri meste:

fur fatti stupri e mille altri atti ingiusti,

dei quali Orlando una gran parte intese,

né lo poté vietar, né 'l duca inglese.

35

Fu Bucifar de l'Algazera mortocon esso un colpo da Olivier gagliardo.Perduta ogni speranza, ogni conforto,s'uccise di sua mano il re Branzardo,con tre ferite, onde morì di corto,fu preso Folvo dal duca dal Pardo.Questi eran tre ch'al suo partir lasciatoavea Agramante a guardia de lo stato.

Fu Bucifar de l'Algazera mortocon esso un colpo da Olivier gagliardo.Perduta ogni speranza, ogni conforto,s'uccise di sua mano il re Branzardo,con tre ferite, onde morì di corto,fu preso Folvo dal duca dal Pardo.Questi eran tre ch'al suo partir lasciatoavea Agramante a guardia de lo stato.

Fu Bucifar de l'Algazera morto

con esso un colpo da Olivier gagliardo.

Perduta ogni speranza, ogni conforto,

s'uccise di sua mano il re Branzardo,

con tre ferite, onde morì di corto,

fu preso Folvo dal duca dal Pardo.

Questi eran tre ch'al suo partir lasciato

avea Agramante a guardia de lo stato.

36

Agramante ch'intanto avea desertal'armata, e con Sobrin n'era fuggito,pianse da lungi e sospirò Biserta,veduto sì gran fiamma arder sul lito.Poi più d'appresso ebbe novella certacome de la sua terra il caso era ito:e d'uccider se stesso in pensier venne,e lo facea; ma il re Sobrin lo tenne.

Agramante ch'intanto avea desertal'armata, e con Sobrin n'era fuggito,pianse da lungi e sospirò Biserta,veduto sì gran fiamma arder sul lito.Poi più d'appresso ebbe novella certacome de la sua terra il caso era ito:e d'uccider se stesso in pensier venne,e lo facea; ma il re Sobrin lo tenne.

Agramante ch'intanto avea deserta

l'armata, e con Sobrin n'era fuggito,

pianse da lungi e sospirò Biserta,

veduto sì gran fiamma arder sul lito.

Poi più d'appresso ebbe novella certa

come de la sua terra il caso era ito:

e d'uccider se stesso in pensier venne,

e lo facea; ma il re Sobrin lo tenne.

37

Dicea Sobrin: — Che più vittoria lieta,signor, potrebbe il tuo inimico avere,che la tua morte udire, onde quietasi speraria poi l'Africa godere?Questo contento il viver tuo gli vieta:quindi avrà cagion sempre di temere.Sa ben che lungamente Africa suaesser non può, se non per morte tua.

Dicea Sobrin: — Che più vittoria lieta,signor, potrebbe il tuo inimico avere,che la tua morte udire, onde quietasi speraria poi l'Africa godere?Questo contento il viver tuo gli vieta:quindi avrà cagion sempre di temere.Sa ben che lungamente Africa suaesser non può, se non per morte tua.

Dicea Sobrin: — Che più vittoria lieta,

signor, potrebbe il tuo inimico avere,

che la tua morte udire, onde quieta

si speraria poi l'Africa godere?

Questo contento il viver tuo gli vieta:

quindi avrà cagion sempre di temere.

Sa ben che lungamente Africa sua

esser non può, se non per morte tua.

38

Tutti i sudditi tuoi, morendo, privide la speranza, un ben che sol ne resta.Spero che n'abbi a liberar, se vivi,e trar d'affanno e ritornarne in festa.So che, se muori, siàn sempre captivi,Africa sempre tributaria e mesta.Dunque, s'in util tuo viver non vuoi,vivi, signor, per non far danno ai tuoi.

Tutti i sudditi tuoi, morendo, privide la speranza, un ben che sol ne resta.Spero che n'abbi a liberar, se vivi,e trar d'affanno e ritornarne in festa.So che, se muori, siàn sempre captivi,Africa sempre tributaria e mesta.Dunque, s'in util tuo viver non vuoi,vivi, signor, per non far danno ai tuoi.

Tutti i sudditi tuoi, morendo, privi

de la speranza, un ben che sol ne resta.

Spero che n'abbi a liberar, se vivi,

e trar d'affanno e ritornarne in festa.

So che, se muori, siàn sempre captivi,

Africa sempre tributaria e mesta.

Dunque, s'in util tuo viver non vuoi,

vivi, signor, per non far danno ai tuoi.

39

Dal soldano d'Egitto, tuo vicino,certo esser puoi d'aver danari e gente:malvolentieri il figlio di Pipinoin Africa vedrà tanto potente.Verrà con ogni sforzo Norandinoper ritornarti in regno, il tuo parente:Armeni, Turchi, Persi, Arabi e Medi,tutti in soccorso avrai, se tu li chiedi. —

Dal soldano d'Egitto, tuo vicino,certo esser puoi d'aver danari e gente:malvolentieri il figlio di Pipinoin Africa vedrà tanto potente.Verrà con ogni sforzo Norandinoper ritornarti in regno, il tuo parente:Armeni, Turchi, Persi, Arabi e Medi,tutti in soccorso avrai, se tu li chiedi. —

Dal soldano d'Egitto, tuo vicino,

certo esser puoi d'aver danari e gente:

malvolentieri il figlio di Pipino

in Africa vedrà tanto potente.

Verrà con ogni sforzo Norandino

per ritornarti in regno, il tuo parente:

Armeni, Turchi, Persi, Arabi e Medi,

tutti in soccorso avrai, se tu li chiedi. —

40

Con tali e simil detti il vecchio accortostudia tornare il suo signore in spemedi racquistarsi l'Africa di corto;ma nel suo cor forse il contrario teme:sa ben quanto è a mal termine e a mal porto,e come spesso invan sospira e gemechiunque il regno suo si lascia torre,e per soccorso a' barbari ricorre.

Con tali e simil detti il vecchio accortostudia tornare il suo signore in spemedi racquistarsi l'Africa di corto;ma nel suo cor forse il contrario teme:sa ben quanto è a mal termine e a mal porto,e come spesso invan sospira e gemechiunque il regno suo si lascia torre,e per soccorso a' barbari ricorre.

Con tali e simil detti il vecchio accorto

studia tornare il suo signore in speme

di racquistarsi l'Africa di corto;

ma nel suo cor forse il contrario teme:

sa ben quanto è a mal termine e a mal porto,

e come spesso invan sospira e geme

chiunque il regno suo si lascia torre,

e per soccorso a' barbari ricorre.

41

Annibal e Iugurta di ciò forobuon testimoni, ed altri al tempo antico:al tempo nostro Ludovico il Moro,dato in poter d'un altro Ludovico.Vostro fratello Alfonso da costoroben ebbe esempio (a voi, Signor mio, dico),che sempre ha riputato pazzo espressochi più si fida in altri ch'in se stesso.

Annibal e Iugurta di ciò forobuon testimoni, ed altri al tempo antico:al tempo nostro Ludovico il Moro,dato in poter d'un altro Ludovico.Vostro fratello Alfonso da costoroben ebbe esempio (a voi, Signor mio, dico),che sempre ha riputato pazzo espressochi più si fida in altri ch'in se stesso.

Annibal e Iugurta di ciò foro

buon testimoni, ed altri al tempo antico:

al tempo nostro Ludovico il Moro,

dato in poter d'un altro Ludovico.

Vostro fratello Alfonso da costoro

ben ebbe esempio (a voi, Signor mio, dico),

che sempre ha riputato pazzo espresso

chi più si fida in altri ch'in se stesso.

42

E però ne la guerra che gli mossedel pontifice irato un duro sdegno,ancor che ne le deboli sue possenon potessi egli far molto disegno,e chi lo difendea, d'Italia fossespinto, e n'avesse il suo nimico il regno;né per minacce mai né per promesses'indusse che lo stato altrui cedesse.

E però ne la guerra che gli mossedel pontifice irato un duro sdegno,ancor che ne le deboli sue possenon potessi egli far molto disegno,e chi lo difendea, d'Italia fossespinto, e n'avesse il suo nimico il regno;né per minacce mai né per promesses'indusse che lo stato altrui cedesse.

E però ne la guerra che gli mosse

del pontifice irato un duro sdegno,

ancor che ne le deboli sue posse

non potessi egli far molto disegno,

e chi lo difendea, d'Italia fosse

spinto, e n'avesse il suo nimico il regno;

né per minacce mai né per promesse

s'indusse che lo stato altrui cedesse.

43

Il re Agramante all'oriente aveavolta la prora, e s'era spinto in alto,quando da terra una tempesta reamosse da banda impetuoso assalto.Il nocchier ch'al governo vi sedea:— Io veggo (disse alzando gli occhi ad alto)una procella apparecchiar sì grave,che contrastar non le potrà la nave.

Il re Agramante all'oriente aveavolta la prora, e s'era spinto in alto,quando da terra una tempesta reamosse da banda impetuoso assalto.Il nocchier ch'al governo vi sedea:— Io veggo (disse alzando gli occhi ad alto)una procella apparecchiar sì grave,che contrastar non le potrà la nave.

Il re Agramante all'oriente avea

volta la prora, e s'era spinto in alto,

quando da terra una tempesta rea

mosse da banda impetuoso assalto.

Il nocchier ch'al governo vi sedea:

— Io veggo (disse alzando gli occhi ad alto)

una procella apparecchiar sì grave,

che contrastar non le potrà la nave.

44

S'attendete, signori, al mio consiglio,qui da man manca ha un'isola vicina,a cui mi par ch'abbiamo a dar di piglio,fin che passi il furor de la marina. —Consentì il re Agramante; e di perigliouscì, pigliando la spiaggia mancina,che per salute de' nocchier giacetra gli Afri e di Vulcan l'alta fornace.

S'attendete, signori, al mio consiglio,qui da man manca ha un'isola vicina,a cui mi par ch'abbiamo a dar di piglio,fin che passi il furor de la marina. —Consentì il re Agramante; e di perigliouscì, pigliando la spiaggia mancina,che per salute de' nocchier giacetra gli Afri e di Vulcan l'alta fornace.

S'attendete, signori, al mio consiglio,

qui da man manca ha un'isola vicina,

a cui mi par ch'abbiamo a dar di piglio,

fin che passi il furor de la marina. —

Consentì il re Agramante; e di periglio

uscì, pigliando la spiaggia mancina,

che per salute de' nocchier giace

tra gli Afri e di Vulcan l'alta fornace.

45

D'abitazioni è l'isoletta vota,piena d'umil mortelle e di ginepri,ioconda solitudine e remotaa cervi, a daini, a capriuoli, a lepri;e fuor ch'a piscatori, è poco nota,ove sovente a rimondati veprisospendon, per seccar, l'umide reti:dormeno intanto i pesci in mar quieti.

D'abitazioni è l'isoletta vota,piena d'umil mortelle e di ginepri,ioconda solitudine e remotaa cervi, a daini, a capriuoli, a lepri;e fuor ch'a piscatori, è poco nota,ove sovente a rimondati veprisospendon, per seccar, l'umide reti:dormeno intanto i pesci in mar quieti.

D'abitazioni è l'isoletta vota,

piena d'umil mortelle e di ginepri,

ioconda solitudine e remota

a cervi, a daini, a capriuoli, a lepri;

e fuor ch'a piscatori, è poco nota,

ove sovente a rimondati vepri

sospendon, per seccar, l'umide reti:

dormeno intanto i pesci in mar quieti.

46

Quivi trovar che s'era un altro legno,cacciato da fortuna, già ridutto:il gran guerrier ch'in Sericana ha regno,levato d'Arli, avea quivi condutto.Con modo riverente e di sé degnol'un re con l'altro s'abbracciò all'asciutto;ch'erano amici, e poco inanzi furocompagni d'arme al parigino muro.

Quivi trovar che s'era un altro legno,cacciato da fortuna, già ridutto:il gran guerrier ch'in Sericana ha regno,levato d'Arli, avea quivi condutto.Con modo riverente e di sé degnol'un re con l'altro s'abbracciò all'asciutto;ch'erano amici, e poco inanzi furocompagni d'arme al parigino muro.

Quivi trovar che s'era un altro legno,

cacciato da fortuna, già ridutto:

il gran guerrier ch'in Sericana ha regno,

levato d'Arli, avea quivi condutto.

Con modo riverente e di sé degno

l'un re con l'altro s'abbracciò all'asciutto;

ch'erano amici, e poco inanzi furo

compagni d'arme al parigino muro.

47

Con molto dispiacer Gradasso intesedel re Agramante le fortune avverse:poi confortollo, e come re cortese,con la propria persona se gli offerse:ma che egli andasse all'infedel paesed'Egitto, per aiuto, non sofferse.— Che vi sia (disse) periglioso gire,dovria Pompeio i profugi ammonire.

Con molto dispiacer Gradasso intesedel re Agramante le fortune avverse:poi confortollo, e come re cortese,con la propria persona se gli offerse:ma che egli andasse all'infedel paesed'Egitto, per aiuto, non sofferse.— Che vi sia (disse) periglioso gire,dovria Pompeio i profugi ammonire.

Con molto dispiacer Gradasso intese

del re Agramante le fortune avverse:

poi confortollo, e come re cortese,

con la propria persona se gli offerse:

ma che egli andasse all'infedel paese

d'Egitto, per aiuto, non sofferse.

— Che vi sia (disse) periglioso gire,

dovria Pompeio i profugi ammonire.

48

E perché detto m'hai che con l'aiutodegli Etiopi, sudditi al Senapo,Astolfo a torti l'Africa è venuto,e ch'arsa ha la città che n'era capo;e ch'Orlando è con lui, che diminutopoco inanzi di senno aveva il capo;mi pare al tutto un ottimo rimedioaver pensato a farti uscir di tedio.

E perché detto m'hai che con l'aiutodegli Etiopi, sudditi al Senapo,Astolfo a torti l'Africa è venuto,e ch'arsa ha la città che n'era capo;e ch'Orlando è con lui, che diminutopoco inanzi di senno aveva il capo;mi pare al tutto un ottimo rimedioaver pensato a farti uscir di tedio.

E perché detto m'hai che con l'aiuto

degli Etiopi, sudditi al Senapo,

Astolfo a torti l'Africa è venuto,

e ch'arsa ha la città che n'era capo;

e ch'Orlando è con lui, che diminuto

poco inanzi di senno aveva il capo;

mi pare al tutto un ottimo rimedio

aver pensato a farti uscir di tedio.

49

Io piglierò per amor tuo l'impresad'entrar col conte a singular certame.Contra me so che non avrà difesa,se tutto fosse di ferro o di rame.Morto lui, stimo la cristiana Chiesa,quel che l'agnelle il lupo ch'abbia fame.Ho poi pensato (e mi fia cosa lieve)di fare i Nubi uscir d'Africa in breve.

Io piglierò per amor tuo l'impresad'entrar col conte a singular certame.Contra me so che non avrà difesa,se tutto fosse di ferro o di rame.Morto lui, stimo la cristiana Chiesa,quel che l'agnelle il lupo ch'abbia fame.Ho poi pensato (e mi fia cosa lieve)di fare i Nubi uscir d'Africa in breve.

Io piglierò per amor tuo l'impresa

d'entrar col conte a singular certame.

Contra me so che non avrà difesa,

se tutto fosse di ferro o di rame.

Morto lui, stimo la cristiana Chiesa,

quel che l'agnelle il lupo ch'abbia fame.

Ho poi pensato (e mi fia cosa lieve)

di fare i Nubi uscir d'Africa in breve.

50

Farò che gli altri Nubi che da loroil Nilo parte e la diversa legge,e gli Arabi e i Macrobi, questi d'ororicchi e di gente, e quei d'equino gregge,Persi e Caldei (perché tutti costorocon altri molti il mio scettro corregge);farò ch'in Nubia lor faran tal guerra,che non si fermeran ne la tua terra. —

Farò che gli altri Nubi che da loroil Nilo parte e la diversa legge,e gli Arabi e i Macrobi, questi d'ororicchi e di gente, e quei d'equino gregge,Persi e Caldei (perché tutti costorocon altri molti il mio scettro corregge);farò ch'in Nubia lor faran tal guerra,che non si fermeran ne la tua terra. —

Farò che gli altri Nubi che da loro

il Nilo parte e la diversa legge,

e gli Arabi e i Macrobi, questi d'oro

ricchi e di gente, e quei d'equino gregge,

Persi e Caldei (perché tutti costoro

con altri molti il mio scettro corregge);

farò ch'in Nubia lor faran tal guerra,

che non si fermeran ne la tua terra. —

51

Al re Agramante assai parve oportunadel re Gradasso la seconda offerta;e si chiamò obligato alla Fortuna,che l'avea tratto all'isola deserta:ma non vuol torre a condizione alcuna,se racquistar credesse indi Biserta,che battaglia per lui Gradasso prenda;che 'n ciò gli par che l'onor troppo offenda.

Al re Agramante assai parve oportunadel re Gradasso la seconda offerta;e si chiamò obligato alla Fortuna,che l'avea tratto all'isola deserta:ma non vuol torre a condizione alcuna,se racquistar credesse indi Biserta,che battaglia per lui Gradasso prenda;che 'n ciò gli par che l'onor troppo offenda.

Al re Agramante assai parve oportuna

del re Gradasso la seconda offerta;

e si chiamò obligato alla Fortuna,

che l'avea tratto all'isola deserta:

ma non vuol torre a condizione alcuna,

se racquistar credesse indi Biserta,

che battaglia per lui Gradasso prenda;

che 'n ciò gli par che l'onor troppo offenda.

52

— S'a disfidar s'ha Orlando, son quell'io(rispose) a cui la pugna più conviene:e pronto vi sarò; poi faccia Diodi me, come gli pare, o male o bene. —— Facciàn (disse Gradasso) al modo mio,a un nuovo modo ch'in pensier mi viene:questa battaglia pigliamo ambeduiincontra Orlando, e un altro sia con lui. —

— S'a disfidar s'ha Orlando, son quell'io(rispose) a cui la pugna più conviene:e pronto vi sarò; poi faccia Diodi me, come gli pare, o male o bene. —— Facciàn (disse Gradasso) al modo mio,a un nuovo modo ch'in pensier mi viene:questa battaglia pigliamo ambeduiincontra Orlando, e un altro sia con lui. —

— S'a disfidar s'ha Orlando, son quell'io

(rispose) a cui la pugna più conviene:

e pronto vi sarò; poi faccia Dio

di me, come gli pare, o male o bene. —

— Facciàn (disse Gradasso) al modo mio,

a un nuovo modo ch'in pensier mi viene:

questa battaglia pigliamo ambedui

incontra Orlando, e un altro sia con lui. —

53

— Pur ch'io non resti fuor, non me ne lagno(disse Agramante), o sia primo o secondo:ben so ch'in arme ritrovar compagnodi te miglior non si può in tutto 'l mondo. —— Ed io (disse Sobrin) dove rimagno?E se vecchio vi paio, vi rispondoch'io debbo esser più esperto, e nel perigliopresso alla forza è buono aver consiglio. —

— Pur ch'io non resti fuor, non me ne lagno(disse Agramante), o sia primo o secondo:ben so ch'in arme ritrovar compagnodi te miglior non si può in tutto 'l mondo. —— Ed io (disse Sobrin) dove rimagno?E se vecchio vi paio, vi rispondoch'io debbo esser più esperto, e nel perigliopresso alla forza è buono aver consiglio. —

— Pur ch'io non resti fuor, non me ne lagno

(disse Agramante), o sia primo o secondo:

ben so ch'in arme ritrovar compagno

di te miglior non si può in tutto 'l mondo. —

— Ed io (disse Sobrin) dove rimagno?

E se vecchio vi paio, vi rispondo

ch'io debbo esser più esperto, e nel periglio

presso alla forza è buono aver consiglio. —

54

D'una vecchiezza valida e robustaera Sobrino, e di famosa prova;e dice ch'in vigor l'età vetustasi sente pari alla già verde e nuova.Stimata fu la sua domanda giusta;e senza indugio un messo si ritrova,il qual si mandi agli africani lidi,e da lor parte il conte Orlando sfidi;

D'una vecchiezza valida e robustaera Sobrino, e di famosa prova;e dice ch'in vigor l'età vetustasi sente pari alla già verde e nuova.Stimata fu la sua domanda giusta;e senza indugio un messo si ritrova,il qual si mandi agli africani lidi,e da lor parte il conte Orlando sfidi;

D'una vecchiezza valida e robusta

era Sobrino, e di famosa prova;

e dice ch'in vigor l'età vetusta

si sente pari alla già verde e nuova.

Stimata fu la sua domanda giusta;

e senza indugio un messo si ritrova,

il qual si mandi agli africani lidi,

e da lor parte il conte Orlando sfidi;

55

che s'abbia a ritrovar con numer paredi cavallieri armati in Lipadusa.Una isoletta è questa, che dal maremedesmo che li cinge, è circonfusa.Non cessa il messo a vela e a remi andare,come quel che prestezza al bisogno usa,che fu a Biserta; e trovò Orlando quivi,ch'a suoi le spoglie dividea e i captivi.

che s'abbia a ritrovar con numer paredi cavallieri armati in Lipadusa.Una isoletta è questa, che dal maremedesmo che li cinge, è circonfusa.Non cessa il messo a vela e a remi andare,come quel che prestezza al bisogno usa,che fu a Biserta; e trovò Orlando quivi,ch'a suoi le spoglie dividea e i captivi.

che s'abbia a ritrovar con numer pare

di cavallieri armati in Lipadusa.

Una isoletta è questa, che dal mare

medesmo che li cinge, è circonfusa.

Non cessa il messo a vela e a remi andare,

come quel che prestezza al bisogno usa,

che fu a Biserta; e trovò Orlando quivi,

ch'a suoi le spoglie dividea e i captivi.

56

Lo 'nvito di Gradasso e d'Agramantee di Sobrino in publico fu espresso,tanto giocondo al principe d'Anglante,che d'ampli doni onorar fece il messo.Avea dai suoi compagni udito inante,che Durindana al fianco s'avea messoil re Gradasso: onde egli, per desiredi racquistarla, in India volea gire,

Lo 'nvito di Gradasso e d'Agramantee di Sobrino in publico fu espresso,tanto giocondo al principe d'Anglante,che d'ampli doni onorar fece il messo.Avea dai suoi compagni udito inante,che Durindana al fianco s'avea messoil re Gradasso: onde egli, per desiredi racquistarla, in India volea gire,

Lo 'nvito di Gradasso e d'Agramante

e di Sobrino in publico fu espresso,

tanto giocondo al principe d'Anglante,

che d'ampli doni onorar fece il messo.

Avea dai suoi compagni udito inante,

che Durindana al fianco s'avea messo

il re Gradasso: onde egli, per desire

di racquistarla, in India volea gire,

57

stimando non aver Gradasso altrove,poi ch'udì che di Francia era partito.Or più vicin gli è offerto luogo, dovespera che 'l suo gli fia restituito.Il bel corno d'Almonte anco lo muovead accettar sì volentier lo 'nvito,e Brigliador non men; che sapea in manoesser venuti al figlio di Troiano.

stimando non aver Gradasso altrove,poi ch'udì che di Francia era partito.Or più vicin gli è offerto luogo, dovespera che 'l suo gli fia restituito.Il bel corno d'Almonte anco lo muovead accettar sì volentier lo 'nvito,e Brigliador non men; che sapea in manoesser venuti al figlio di Troiano.

stimando non aver Gradasso altrove,

poi ch'udì che di Francia era partito.

Or più vicin gli è offerto luogo, dove

spera che 'l suo gli fia restituito.

Il bel corno d'Almonte anco lo muove

ad accettar sì volentier lo 'nvito,

e Brigliador non men; che sapea in mano

esser venuti al figlio di Troiano.

58

Per compagno s'elegge alla battagliail fedel Brandimarte e 'l suo cognato.Provato ha quanto l'uno e l'altro vaglia;sa che da trambi è sommamente amato.Buon destrier, buona piastra e buona maglia,e spade cerca e lance in ogni latoa sé e a' compagni: che sappiate parme,che nessun d'essi avea le solite arme.

Per compagno s'elegge alla battagliail fedel Brandimarte e 'l suo cognato.Provato ha quanto l'uno e l'altro vaglia;sa che da trambi è sommamente amato.Buon destrier, buona piastra e buona maglia,e spade cerca e lance in ogni latoa sé e a' compagni: che sappiate parme,che nessun d'essi avea le solite arme.

Per compagno s'elegge alla battaglia

il fedel Brandimarte e 'l suo cognato.

Provato ha quanto l'uno e l'altro vaglia;

sa che da trambi è sommamente amato.

Buon destrier, buona piastra e buona maglia,

e spade cerca e lance in ogni lato

a sé e a' compagni: che sappiate parme,

che nessun d'essi avea le solite arme.

59

Orlando (come io v'ho detto più volte)de le sue sparse per furor la terra:agli altri ha Rodomonte le lor tolte,ch'or alta torre in ripa un fiume serra.Non se ne può per Africa aver molte;sì perché in Francia avea tratto alla guerrail re Agramante ciò ch'era di buono,sì perché poche in Africa ne sono.

Orlando (come io v'ho detto più volte)de le sue sparse per furor la terra:agli altri ha Rodomonte le lor tolte,ch'or alta torre in ripa un fiume serra.Non se ne può per Africa aver molte;sì perché in Francia avea tratto alla guerrail re Agramante ciò ch'era di buono,sì perché poche in Africa ne sono.

Orlando (come io v'ho detto più volte)

de le sue sparse per furor la terra:

agli altri ha Rodomonte le lor tolte,

ch'or alta torre in ripa un fiume serra.

Non se ne può per Africa aver molte;

sì perché in Francia avea tratto alla guerra

il re Agramante ciò ch'era di buono,

sì perché poche in Africa ne sono.

60

Ciò che di ruginoso e di brunitoaver si può, fa ragunare Orlando;e coi compagni intanto va pel litode la futura pugna ragionando.Gli avvien ch'essendo fuor del campo uscitopiù di tre miglia, e gli occhi al mare alzando,vide calar con le vele alte un legnoverso il lito african senza ritegno.

Ciò che di ruginoso e di brunitoaver si può, fa ragunare Orlando;e coi compagni intanto va pel litode la futura pugna ragionando.Gli avvien ch'essendo fuor del campo uscitopiù di tre miglia, e gli occhi al mare alzando,vide calar con le vele alte un legnoverso il lito african senza ritegno.

Ciò che di ruginoso e di brunito

aver si può, fa ragunare Orlando;

e coi compagni intanto va pel lito

de la futura pugna ragionando.

Gli avvien ch'essendo fuor del campo uscito

più di tre miglia, e gli occhi al mare alzando,

vide calar con le vele alte un legno

verso il lito african senza ritegno.

61

Senza nocchieri e senza naviganti,sol come il vento e sua fortuna il mena,venìa con le vele alte il legno avanti,tanto che se ritenne in su l'arena.Ma prima che di questo più vi canti,l'amor ch'a Ruggier porto mi rimenaalla sua istoria, e vuol ch'io vi raccontedi lui e del guerrier di Chiaramonte.

Senza nocchieri e senza naviganti,sol come il vento e sua fortuna il mena,venìa con le vele alte il legno avanti,tanto che se ritenne in su l'arena.Ma prima che di questo più vi canti,l'amor ch'a Ruggier porto mi rimenaalla sua istoria, e vuol ch'io vi raccontedi lui e del guerrier di Chiaramonte.

Senza nocchieri e senza naviganti,

sol come il vento e sua fortuna il mena,

venìa con le vele alte il legno avanti,

tanto che se ritenne in su l'arena.

Ma prima che di questo più vi canti,

l'amor ch'a Ruggier porto mi rimena

alla sua istoria, e vuol ch'io vi racconte

di lui e del guerrier di Chiaramonte.

62

Di questi duo guerrier dissi che trattis'erano fuor del marziale agone,viste convenzion rompere e patti,e turbarsi ogni squadra e legione.Chi prima i giuramenti abbia disfatti,e stato sia di tanto mal cagione,o l'imperator Carlo, o il re Agramante,studian saper da chi lor passa avante.

Di questi duo guerrier dissi che trattis'erano fuor del marziale agone,viste convenzion rompere e patti,e turbarsi ogni squadra e legione.Chi prima i giuramenti abbia disfatti,e stato sia di tanto mal cagione,o l'imperator Carlo, o il re Agramante,studian saper da chi lor passa avante.

Di questi duo guerrier dissi che tratti

s'erano fuor del marziale agone,

viste convenzion rompere e patti,

e turbarsi ogni squadra e legione.

Chi prima i giuramenti abbia disfatti,

e stato sia di tanto mal cagione,

o l'imperator Carlo, o il re Agramante,

studian saper da chi lor passa avante.

63

Un servitor intanto di Ruggiero,ch'era fedele e pratico ed astuto,né pel conflitto dei duo campi fieroavea di vista il patron mai perduto,venne a trovarlo, e la spada e 'l destrierogli diede, perché a' suoi fosse in aiuto.Montò Ruggiero e la sua spada tolse,ma ne la zuffa entrar non però volse.

Un servitor intanto di Ruggiero,ch'era fedele e pratico ed astuto,né pel conflitto dei duo campi fieroavea di vista il patron mai perduto,venne a trovarlo, e la spada e 'l destrierogli diede, perché a' suoi fosse in aiuto.Montò Ruggiero e la sua spada tolse,ma ne la zuffa entrar non però volse.

Un servitor intanto di Ruggiero,

ch'era fedele e pratico ed astuto,

né pel conflitto dei duo campi fiero

avea di vista il patron mai perduto,

venne a trovarlo, e la spada e 'l destriero

gli diede, perché a' suoi fosse in aiuto.

Montò Ruggiero e la sua spada tolse,

ma ne la zuffa entrar non però volse.

64

Quindi si parte; ma prima rinuovala convenzion che con Rinaldo avea;che se pergiuro il suo Agramante trova,lo lascierà con la sua setta rea.Per quel giorno Ruggier fare altra provad'arme non volse; ma solo attendeaa fermar questo e quello, e a domandarlochi prima roppe, o 'l re Agramante, o Carlo.

Quindi si parte; ma prima rinuovala convenzion che con Rinaldo avea;che se pergiuro il suo Agramante trova,lo lascierà con la sua setta rea.Per quel giorno Ruggier fare altra provad'arme non volse; ma solo attendeaa fermar questo e quello, e a domandarlochi prima roppe, o 'l re Agramante, o Carlo.

Quindi si parte; ma prima rinuova

la convenzion che con Rinaldo avea;

che se pergiuro il suo Agramante trova,

lo lascierà con la sua setta rea.

Per quel giorno Ruggier fare altra prova

d'arme non volse; ma solo attendea

a fermar questo e quello, e a domandarlo

chi prima roppe, o 'l re Agramante, o Carlo.

65

Ode da tutto 'l mondo, che la partedel re Agramante fu, che roppe prima.Ruggiero ama Agramante, e se si parteda lui per questo, error non lieve stima.Fur le gente africane e rotte e sparte(questo ho già detto inanzi), e da la cimade la volubil ruota tratte al fondo,come piacque a colei ch'aggira il mondo.

Ode da tutto 'l mondo, che la partedel re Agramante fu, che roppe prima.Ruggiero ama Agramante, e se si parteda lui per questo, error non lieve stima.Fur le gente africane e rotte e sparte(questo ho già detto inanzi), e da la cimade la volubil ruota tratte al fondo,come piacque a colei ch'aggira il mondo.

Ode da tutto 'l mondo, che la parte

del re Agramante fu, che roppe prima.

Ruggiero ama Agramante, e se si parte

da lui per questo, error non lieve stima.

Fur le gente africane e rotte e sparte

(questo ho già detto inanzi), e da la cima

de la volubil ruota tratte al fondo,

come piacque a colei ch'aggira il mondo.

66

Tra sé volve Ruggiero e fa discorso,se restar deve, o il suo signor seguire.Gli pon l'amor de la sua donna un morsoper non lasciarlo in Africa più gire:lo volta e gira, ed a contrario corsolo sprona, e lo minaccia di punire,se l' patto e 'l giuramento non tien saldo,che fatto avea col paladin Rinaldo.

Tra sé volve Ruggiero e fa discorso,se restar deve, o il suo signor seguire.Gli pon l'amor de la sua donna un morsoper non lasciarlo in Africa più gire:lo volta e gira, ed a contrario corsolo sprona, e lo minaccia di punire,se l' patto e 'l giuramento non tien saldo,che fatto avea col paladin Rinaldo.

Tra sé volve Ruggiero e fa discorso,

se restar deve, o il suo signor seguire.

Gli pon l'amor de la sua donna un morso

per non lasciarlo in Africa più gire:

lo volta e gira, ed a contrario corso

lo sprona, e lo minaccia di punire,

se l' patto e 'l giuramento non tien saldo,

che fatto avea col paladin Rinaldo.

67

Non men da l'altra parte sferza e spronala vigilante e stimulosa cura,che s'Agramante in quel caso abbandona,a viltà gli sia ascritto ed a paura.Se del restar la causa parrà buonaa molti, a molti ad accettar fia dura.Molti diran che non si de' osservarequel ch'era ingiusto e illicito a giurare.

Non men da l'altra parte sferza e spronala vigilante e stimulosa cura,che s'Agramante in quel caso abbandona,a viltà gli sia ascritto ed a paura.Se del restar la causa parrà buonaa molti, a molti ad accettar fia dura.Molti diran che non si de' osservarequel ch'era ingiusto e illicito a giurare.

Non men da l'altra parte sferza e sprona

la vigilante e stimulosa cura,

che s'Agramante in quel caso abbandona,

a viltà gli sia ascritto ed a paura.

Se del restar la causa parrà buona

a molti, a molti ad accettar fia dura.

Molti diran che non si de' osservare

quel ch'era ingiusto e illicito a giurare.

68

Tutto quel giorno e la notte seguentestette solingo, e così l'altro giorno,pur travagliando la dubbiosa mente,se partir deve o far quivi soggiorno.Pel signor suo conclude finalmentedi fargli dietro in Africa ritorno.Potea in lui molto il coniugale amore,ma vi potea più il debito e l'onore.

Tutto quel giorno e la notte seguentestette solingo, e così l'altro giorno,pur travagliando la dubbiosa mente,se partir deve o far quivi soggiorno.Pel signor suo conclude finalmentedi fargli dietro in Africa ritorno.Potea in lui molto il coniugale amore,ma vi potea più il debito e l'onore.

Tutto quel giorno e la notte seguente

stette solingo, e così l'altro giorno,

pur travagliando la dubbiosa mente,

se partir deve o far quivi soggiorno.

Pel signor suo conclude finalmente

di fargli dietro in Africa ritorno.

Potea in lui molto il coniugale amore,

ma vi potea più il debito e l'onore.

69

Torna verso Arli; che trovarvi speral'armata ancor, ch'in Africa il trasporti:né legno in mar né dentro alla rivera,né Saracini vede, se non morti.Seco al partire ogni legno che v'eratrasse Agramante, e 'l resto arse nei porti.Fallitogli il pensier, prese il caminoverso Marsilia pel lito marino.

Torna verso Arli; che trovarvi speral'armata ancor, ch'in Africa il trasporti:né legno in mar né dentro alla rivera,né Saracini vede, se non morti.Seco al partire ogni legno che v'eratrasse Agramante, e 'l resto arse nei porti.Fallitogli il pensier, prese il caminoverso Marsilia pel lito marino.

Torna verso Arli; che trovarvi spera

l'armata ancor, ch'in Africa il trasporti:

né legno in mar né dentro alla rivera,

né Saracini vede, se non morti.

Seco al partire ogni legno che v'era

trasse Agramante, e 'l resto arse nei porti.

Fallitogli il pensier, prese il camino

verso Marsilia pel lito marino.

70

A qualche legno pensa dar di piglio,ch'a prieghi o forza il porti all'altra riva.Già v'era giunto del Danese il figliocon l'armata de' barbari captiva.Non si avrebbe potuto un gran di migliogittar ne l'acqua: tanto la coprivala spessa moltitudine de navi,di vincitori e di prigioni, gravi.

A qualche legno pensa dar di piglio,ch'a prieghi o forza il porti all'altra riva.Già v'era giunto del Danese il figliocon l'armata de' barbari captiva.Non si avrebbe potuto un gran di migliogittar ne l'acqua: tanto la coprivala spessa moltitudine de navi,di vincitori e di prigioni, gravi.

A qualche legno pensa dar di piglio,

ch'a prieghi o forza il porti all'altra riva.

Già v'era giunto del Danese il figlio

con l'armata de' barbari captiva.

Non si avrebbe potuto un gran di miglio

gittar ne l'acqua: tanto la copriva

la spessa moltitudine de navi,

di vincitori e di prigioni, gravi.

71

Le navi de' pagani, ch'avanzarodal fuoco e dal naufragio quella notte,eccetto poche ch'in fuga n'andaro,tutte a Marsilia avea Dudon condotte.Sette di quei ch'in Africa regnaro,che, poi che le lor genti vider rotte,con sette legni lor s'eran renduti,stavan dolenti, lacrimosi e muti.

Le navi de' pagani, ch'avanzarodal fuoco e dal naufragio quella notte,eccetto poche ch'in fuga n'andaro,tutte a Marsilia avea Dudon condotte.Sette di quei ch'in Africa regnaro,che, poi che le lor genti vider rotte,con sette legni lor s'eran renduti,stavan dolenti, lacrimosi e muti.

Le navi de' pagani, ch'avanzaro

dal fuoco e dal naufragio quella notte,

eccetto poche ch'in fuga n'andaro,

tutte a Marsilia avea Dudon condotte.

Sette di quei ch'in Africa regnaro,

che, poi che le lor genti vider rotte,

con sette legni lor s'eran renduti,

stavan dolenti, lacrimosi e muti.

72

Era Dudon sopra la spiaggia uscito,ch'a trovar Carlo andar volea quel giorno;e de' captivi e de lor spoglie orditocon lunga pompa avea un trionfo adorno.Eran tutti i prigion stesi nel lito,e i Nubi vincitori allegri intorno,che faceano del nome di Dudoneintorno risonar la regione.

Era Dudon sopra la spiaggia uscito,ch'a trovar Carlo andar volea quel giorno;e de' captivi e de lor spoglie orditocon lunga pompa avea un trionfo adorno.Eran tutti i prigion stesi nel lito,e i Nubi vincitori allegri intorno,che faceano del nome di Dudoneintorno risonar la regione.

Era Dudon sopra la spiaggia uscito,

ch'a trovar Carlo andar volea quel giorno;

e de' captivi e de lor spoglie ordito

con lunga pompa avea un trionfo adorno.

Eran tutti i prigion stesi nel lito,

e i Nubi vincitori allegri intorno,

che faceano del nome di Dudone

intorno risonar la regione.

73

Venne in speranza di lontan Ruggiero,che questa fosse armata d'Agramante;e, per saperne il vero, urtò il destriero:ma riconobbe, come fu più inante,il re de Nasamona prigionero,Bambirago, Agricalte e Farurante,Manilardo e Balastro e Rimedonte,che piangendo tenean bassa la fronte.

Venne in speranza di lontan Ruggiero,che questa fosse armata d'Agramante;e, per saperne il vero, urtò il destriero:ma riconobbe, come fu più inante,il re de Nasamona prigionero,Bambirago, Agricalte e Farurante,Manilardo e Balastro e Rimedonte,che piangendo tenean bassa la fronte.

Venne in speranza di lontan Ruggiero,

che questa fosse armata d'Agramante;

e, per saperne il vero, urtò il destriero:

ma riconobbe, come fu più inante,

il re de Nasamona prigionero,

Bambirago, Agricalte e Farurante,

Manilardo e Balastro e Rimedonte,

che piangendo tenean bassa la fronte.

74

Ruggier che gli ama, sofferir non puoteche stian ne la miseria in che li trova.Quivi sa ch'a venir con le man vote,senza usar forza, il pregar poco giova.La lancia abbassa, e chi li tien percuote;e fa del suo valor l'usata prova;stringe la spada, e in un piccol momentone fa cadere intorno più di cento.

Ruggier che gli ama, sofferir non puoteche stian ne la miseria in che li trova.Quivi sa ch'a venir con le man vote,senza usar forza, il pregar poco giova.La lancia abbassa, e chi li tien percuote;e fa del suo valor l'usata prova;stringe la spada, e in un piccol momentone fa cadere intorno più di cento.

Ruggier che gli ama, sofferir non puote

che stian ne la miseria in che li trova.

Quivi sa ch'a venir con le man vote,

senza usar forza, il pregar poco giova.

La lancia abbassa, e chi li tien percuote;

e fa del suo valor l'usata prova;

stringe la spada, e in un piccol momento

ne fa cadere intorno più di cento.

75

Dudone ode il rumor, la strage vedeche fa Ruggier, ma chi sia non conosce.Vede i suoi c'hanno in fuga volto il piedecon gran timor, con pianto e con angosce.Presto il destrier, lo scudo e l'elmo chiede;che già avea armato e petto e braccia e cosce:salta a cavallo e si fa dar la lancia,e non oblia ch'è paladin di Francia.

Dudone ode il rumor, la strage vedeche fa Ruggier, ma chi sia non conosce.Vede i suoi c'hanno in fuga volto il piedecon gran timor, con pianto e con angosce.Presto il destrier, lo scudo e l'elmo chiede;che già avea armato e petto e braccia e cosce:salta a cavallo e si fa dar la lancia,e non oblia ch'è paladin di Francia.

Dudone ode il rumor, la strage vede

che fa Ruggier, ma chi sia non conosce.

Vede i suoi c'hanno in fuga volto il piede

con gran timor, con pianto e con angosce.

Presto il destrier, lo scudo e l'elmo chiede;

che già avea armato e petto e braccia e cosce:

salta a cavallo e si fa dar la lancia,

e non oblia ch'è paladin di Francia.

76

Grida che si ritiri ognun da canto,spinge il cavallo e fa sentir gli sproni.Ruggier cent'altri n'avea uccisi intanto,e gran speranza dato a quei prigioni:e come venir vide Dudon santosolo a cavallo, e gli altri esser pedoni,stimò che capo e che signor lor fosse;e contra lui con gran desir si mosse.

Grida che si ritiri ognun da canto,spinge il cavallo e fa sentir gli sproni.Ruggier cent'altri n'avea uccisi intanto,e gran speranza dato a quei prigioni:e come venir vide Dudon santosolo a cavallo, e gli altri esser pedoni,stimò che capo e che signor lor fosse;e contra lui con gran desir si mosse.

Grida che si ritiri ognun da canto,

spinge il cavallo e fa sentir gli sproni.

Ruggier cent'altri n'avea uccisi intanto,

e gran speranza dato a quei prigioni:

e come venir vide Dudon santo

solo a cavallo, e gli altri esser pedoni,

stimò che capo e che signor lor fosse;

e contra lui con gran desir si mosse.

77

Già mosso prima era Dudon; ma quandosenza lancia Ruggier vide venire,lunge da sé la sua gittò, sdegnandocon tal vantaggio il cavallier ferire.Ruggiero, al cortese atto riguardando,disse fra sé: — Costui non può mentire,ch'uno non sia di quei guerrier perfettiche paladin di Francia sono detti.

Già mosso prima era Dudon; ma quandosenza lancia Ruggier vide venire,lunge da sé la sua gittò, sdegnandocon tal vantaggio il cavallier ferire.Ruggiero, al cortese atto riguardando,disse fra sé: — Costui non può mentire,ch'uno non sia di quei guerrier perfettiche paladin di Francia sono detti.

Già mosso prima era Dudon; ma quando

senza lancia Ruggier vide venire,

lunge da sé la sua gittò, sdegnando

con tal vantaggio il cavallier ferire.

Ruggiero, al cortese atto riguardando,

disse fra sé: — Costui non può mentire,

ch'uno non sia di quei guerrier perfetti

che paladin di Francia sono detti.

78

S'impetrar lo potrò, vo' che 'l suo nome,inanzi che segua altro, mi palese; —e così domandollo: e seppe comeera Dudon figliuol d'Uggier danese.Dudon gravò Ruggier poi d'ugual some,e parimente lo trovò cortese.Poi che i nomi tra lor s'ebbono detti,si disfidaro, e vennero agli effetti.

S'impetrar lo potrò, vo' che 'l suo nome,inanzi che segua altro, mi palese; —e così domandollo: e seppe comeera Dudon figliuol d'Uggier danese.Dudon gravò Ruggier poi d'ugual some,e parimente lo trovò cortese.Poi che i nomi tra lor s'ebbono detti,si disfidaro, e vennero agli effetti.

S'impetrar lo potrò, vo' che 'l suo nome,

inanzi che segua altro, mi palese; —

e così domandollo: e seppe come

era Dudon figliuol d'Uggier danese.

Dudon gravò Ruggier poi d'ugual some,

e parimente lo trovò cortese.

Poi che i nomi tra lor s'ebbono detti,

si disfidaro, e vennero agli effetti.

79

Avea Dudon quella ferrata mazzach'in mille imprese gli diè eterno onore:con essa mostra ben ch'egli è di razzadi quel Danese pien d'alto valore.La spada ch'apre ogni elmo, ogni corazza,di che non era al mondo la migliore,trasse Ruggiero, e fece paragonedi sua virtude al paladin Dudone.

Avea Dudon quella ferrata mazzach'in mille imprese gli diè eterno onore:con essa mostra ben ch'egli è di razzadi quel Danese pien d'alto valore.La spada ch'apre ogni elmo, ogni corazza,di che non era al mondo la migliore,trasse Ruggiero, e fece paragonedi sua virtude al paladin Dudone.

Avea Dudon quella ferrata mazza

ch'in mille imprese gli diè eterno onore:

con essa mostra ben ch'egli è di razza

di quel Danese pien d'alto valore.

La spada ch'apre ogni elmo, ogni corazza,

di che non era al mondo la migliore,

trasse Ruggiero, e fece paragone

di sua virtude al paladin Dudone.

80

Ma perché in mente ognora avea di menooffender la sua donna, che potea;ed era certo, se spargea il terrenodel sangue di costui, che la offendea(de le case di Francia istrutto a pieno,la madre di Dudone esser sapeaArmelina sorella di Beatrice,ch'era di Bradamante genitrice):

Ma perché in mente ognora avea di menooffender la sua donna, che potea;ed era certo, se spargea il terrenodel sangue di costui, che la offendea(de le case di Francia istrutto a pieno,la madre di Dudone esser sapeaArmelina sorella di Beatrice,ch'era di Bradamante genitrice):

Ma perché in mente ognora avea di meno

offender la sua donna, che potea;

ed era certo, se spargea il terreno

del sangue di costui, che la offendea

(de le case di Francia istrutto a pieno,

la madre di Dudone esser sapea

Armelina sorella di Beatrice,

ch'era di Bradamante genitrice):

81

per questo mai di punta non gli trasse,e di taglio rarissimo ferìa.Schermiasi, ovunque la mazza calasse,or ribattendo, or dandole la via.Crede Turpin che per Ruggier restasse,che Dudon morto in pochi colpi avria:né mai, qualunque volta si scoperse,ferir, se non di piatto, lo sofferse.

per questo mai di punta non gli trasse,e di taglio rarissimo ferìa.Schermiasi, ovunque la mazza calasse,or ribattendo, or dandole la via.Crede Turpin che per Ruggier restasse,che Dudon morto in pochi colpi avria:né mai, qualunque volta si scoperse,ferir, se non di piatto, lo sofferse.

per questo mai di punta non gli trasse,

e di taglio rarissimo ferìa.

Schermiasi, ovunque la mazza calasse,

or ribattendo, or dandole la via.

Crede Turpin che per Ruggier restasse,

che Dudon morto in pochi colpi avria:

né mai, qualunque volta si scoperse,

ferir, se non di piatto, lo sofferse.

82

Di piatto usar potea, come di taglio,Ruggier la spada sua ch'avea gran schena;e quivi a strano giuoco di sonagliosopra Dudon con tanta forza mena,che spesso agli occhi gli pon tal barbaglio,che si ritien di non cadere a pena.Ma per esser più grato a chi mi ascolta,io differisco il canto a un'altra volta.

Di piatto usar potea, come di taglio,Ruggier la spada sua ch'avea gran schena;e quivi a strano giuoco di sonagliosopra Dudon con tanta forza mena,che spesso agli occhi gli pon tal barbaglio,che si ritien di non cadere a pena.Ma per esser più grato a chi mi ascolta,io differisco il canto a un'altra volta.

Di piatto usar potea, come di taglio,

Ruggier la spada sua ch'avea gran schena;

e quivi a strano giuoco di sonaglio

sopra Dudon con tanta forza mena,

che spesso agli occhi gli pon tal barbaglio,

che si ritien di non cadere a pena.

Ma per esser più grato a chi mi ascolta,

io differisco il canto a un'altra volta.


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