CANTO VENTINOVESIMO

CANTO VENTINOVESIMO

1

O degli uomini inferma e instabil mente!come siàn presti a variar disegno!Tutti i pensier mutamo facilmente,più quei che nascon d'amoroso sdegno.Io vidi dianzi il Saracin sì ardentecontra le donne, e passar tanto il segno,che non che spegner l'odio, ma pensaiche non dovesse intiepidirlo mai.

O degli uomini inferma e instabil mente!come siàn presti a variar disegno!Tutti i pensier mutamo facilmente,più quei che nascon d'amoroso sdegno.Io vidi dianzi il Saracin sì ardentecontra le donne, e passar tanto il segno,che non che spegner l'odio, ma pensaiche non dovesse intiepidirlo mai.

O degli uomini inferma e instabil mente!

come siàn presti a variar disegno!

Tutti i pensier mutamo facilmente,

più quei che nascon d'amoroso sdegno.

Io vidi dianzi il Saracin sì ardente

contra le donne, e passar tanto il segno,

che non che spegner l'odio, ma pensai

che non dovesse intiepidirlo mai.

2

Donne gentil, per quel ch'a biasmo vostroparlò contra il dover, sì offeso sono,che sin che col suo mal non gli dimostroquanto abbia fatto error, non gli perdono.Io farò sì con penna e con inchiostro,ch'ognun vedrà che gli era utile e buonoaver taciuto, e mordersi anco poiprima la lingua, che dir mal di voi.

Donne gentil, per quel ch'a biasmo vostroparlò contra il dover, sì offeso sono,che sin che col suo mal non gli dimostroquanto abbia fatto error, non gli perdono.Io farò sì con penna e con inchiostro,ch'ognun vedrà che gli era utile e buonoaver taciuto, e mordersi anco poiprima la lingua, che dir mal di voi.

Donne gentil, per quel ch'a biasmo vostro

parlò contra il dover, sì offeso sono,

che sin che col suo mal non gli dimostro

quanto abbia fatto error, non gli perdono.

Io farò sì con penna e con inchiostro,

ch'ognun vedrà che gli era utile e buono

aver taciuto, e mordersi anco poi

prima la lingua, che dir mal di voi.

3

Ma che parlò come ignorante e sciocco,ve lo dimostra chiara esperienza.Incontra tutte trasse fuor lo stoccode l'ira, senza farvi differenza:poi d'Issabella un sguardo sì l'ha tocco,che subito gli fa mutar sentenza.Già in cambio di quell'altra la disia,l'ha vista a pena, e non sa ancor chi sia.

Ma che parlò come ignorante e sciocco,ve lo dimostra chiara esperienza.Incontra tutte trasse fuor lo stoccode l'ira, senza farvi differenza:poi d'Issabella un sguardo sì l'ha tocco,che subito gli fa mutar sentenza.Già in cambio di quell'altra la disia,l'ha vista a pena, e non sa ancor chi sia.

Ma che parlò come ignorante e sciocco,

ve lo dimostra chiara esperienza.

Incontra tutte trasse fuor lo stocco

de l'ira, senza farvi differenza:

poi d'Issabella un sguardo sì l'ha tocco,

che subito gli fa mutar sentenza.

Già in cambio di quell'altra la disia,

l'ha vista a pena, e non sa ancor chi sia.

4

E come il nuovo amor lo punge e scalda,muove alcune ragion di poco frutto,per romper quella mente intera e saldach'ella avea fissa al Creator del tutto.Ma l'eremita che l'è scudo e falda,perché il casto pensier non sia distrutto,con argumenti più validi e fermi,quanto più può, le fa ripari e schermi.

E come il nuovo amor lo punge e scalda,muove alcune ragion di poco frutto,per romper quella mente intera e saldach'ella avea fissa al Creator del tutto.Ma l'eremita che l'è scudo e falda,perché il casto pensier non sia distrutto,con argumenti più validi e fermi,quanto più può, le fa ripari e schermi.

E come il nuovo amor lo punge e scalda,

muove alcune ragion di poco frutto,

per romper quella mente intera e salda

ch'ella avea fissa al Creator del tutto.

Ma l'eremita che l'è scudo e falda,

perché il casto pensier non sia distrutto,

con argumenti più validi e fermi,

quanto più può, le fa ripari e schermi.

5

Poi che l'empio pagan molto ha soffertocon lunga noia quel monaco audace,e che gli ha detto invan ch'al suo desertosenza lei può tornar quando gli piace;e che nuocer si vede a viso aperto,e che seco non vuol triegua né pace:la mano al mento con furor gli stese,e tanto ne pelò, quanto ne prese.

Poi che l'empio pagan molto ha soffertocon lunga noia quel monaco audace,e che gli ha detto invan ch'al suo desertosenza lei può tornar quando gli piace;e che nuocer si vede a viso aperto,e che seco non vuol triegua né pace:la mano al mento con furor gli stese,e tanto ne pelò, quanto ne prese.

Poi che l'empio pagan molto ha sofferto

con lunga noia quel monaco audace,

e che gli ha detto invan ch'al suo deserto

senza lei può tornar quando gli piace;

e che nuocer si vede a viso aperto,

e che seco non vuol triegua né pace:

la mano al mento con furor gli stese,

e tanto ne pelò, quanto ne prese.

6

E sì crebbe la furia, che nel collocon man lo stringe a guisa di tanaglia;e poi ch'una e due volte raggirollo,da sé per l'aria e verso il mar lo scaglia.Che n'avenisse, né dico né sollo:varia fama è di lui, né si raguaglia.Dice alcun che sì rotto a un sasso resta,che 'l piè non si discerne da la testa;

E sì crebbe la furia, che nel collocon man lo stringe a guisa di tanaglia;e poi ch'una e due volte raggirollo,da sé per l'aria e verso il mar lo scaglia.Che n'avenisse, né dico né sollo:varia fama è di lui, né si raguaglia.Dice alcun che sì rotto a un sasso resta,che 'l piè non si discerne da la testa;

E sì crebbe la furia, che nel collo

con man lo stringe a guisa di tanaglia;

e poi ch'una e due volte raggirollo,

da sé per l'aria e verso il mar lo scaglia.

Che n'avenisse, né dico né sollo:

varia fama è di lui, né si raguaglia.

Dice alcun che sì rotto a un sasso resta,

che 'l piè non si discerne da la testa;

7

ed altri, ch'a cadere andò nel mare,ch'era più di tre miglia indi lontano,e che morì per non saper notare,fatti assai prieghi e orazioni invano;altri, ch'un santo lo venne aiutare,lo trasse al lito con visibil mano.Di queste, qual si vuol, la vera sia:di lui non parla più l'istoria mia.

ed altri, ch'a cadere andò nel mare,ch'era più di tre miglia indi lontano,e che morì per non saper notare,fatti assai prieghi e orazioni invano;altri, ch'un santo lo venne aiutare,lo trasse al lito con visibil mano.Di queste, qual si vuol, la vera sia:di lui non parla più l'istoria mia.

ed altri, ch'a cadere andò nel mare,

ch'era più di tre miglia indi lontano,

e che morì per non saper notare,

fatti assai prieghi e orazioni invano;

altri, ch'un santo lo venne aiutare,

lo trasse al lito con visibil mano.

Di queste, qual si vuol, la vera sia:

di lui non parla più l'istoria mia.

8

Rodomonte crudel, poi che levatos'ebbe da canto il garrulo eremita,si ritornò con viso men turbatoverso la donna mesta e sbigottita;e col parlar ch'è fra gli amanti usato,dicea ch'era il suo core e la sua vitae 'l suo conforto e la sua cara speme,ed altri nomi tai che vanno insieme.

Rodomonte crudel, poi che levatos'ebbe da canto il garrulo eremita,si ritornò con viso men turbatoverso la donna mesta e sbigottita;e col parlar ch'è fra gli amanti usato,dicea ch'era il suo core e la sua vitae 'l suo conforto e la sua cara speme,ed altri nomi tai che vanno insieme.

Rodomonte crudel, poi che levato

s'ebbe da canto il garrulo eremita,

si ritornò con viso men turbato

verso la donna mesta e sbigottita;

e col parlar ch'è fra gli amanti usato,

dicea ch'era il suo core e la sua vita

e 'l suo conforto e la sua cara speme,

ed altri nomi tai che vanno insieme.

9

E si mostrò sì costumato allora,che non le fece alcun segno di forza.Il sembiante gentil che l'innamora,l'usato orgoglio in lui spegne ed ammorza:e ben che 'l frutto trar ne possa fuora,passar non però vuole oltre a la scorza;che non gli par che potesse esser buono,quando da lei non lo accettasse in dono.

E si mostrò sì costumato allora,che non le fece alcun segno di forza.Il sembiante gentil che l'innamora,l'usato orgoglio in lui spegne ed ammorza:e ben che 'l frutto trar ne possa fuora,passar non però vuole oltre a la scorza;che non gli par che potesse esser buono,quando da lei non lo accettasse in dono.

E si mostrò sì costumato allora,

che non le fece alcun segno di forza.

Il sembiante gentil che l'innamora,

l'usato orgoglio in lui spegne ed ammorza:

e ben che 'l frutto trar ne possa fuora,

passar non però vuole oltre a la scorza;

che non gli par che potesse esser buono,

quando da lei non lo accettasse in dono.

10

E così di disporre a poco a pocoa' suoi piaceri Issabella credea.Ella, che in sì solingo e strano loco,qual topo in piede al gatto si vedea,vorria trovarsi inanzi in mezzo il fuoco;e seco tuttavolta rivolgeas'alcun partito, alcuna via fosse attaa trarla quindi immaculata e intatta.

E così di disporre a poco a pocoa' suoi piaceri Issabella credea.Ella, che in sì solingo e strano loco,qual topo in piede al gatto si vedea,vorria trovarsi inanzi in mezzo il fuoco;e seco tuttavolta rivolgeas'alcun partito, alcuna via fosse attaa trarla quindi immaculata e intatta.

E così di disporre a poco a poco

a' suoi piaceri Issabella credea.

Ella, che in sì solingo e strano loco,

qual topo in piede al gatto si vedea,

vorria trovarsi inanzi in mezzo il fuoco;

e seco tuttavolta rivolgea

s'alcun partito, alcuna via fosse atta

a trarla quindi immaculata e intatta.

11

Fa ne l'animo suo proponimentodi darsi con sua man prima la morte,che 'l barbaro crudel n'abbia il suo intento,e che le sia cagion d'errar sì fortecontra quel cavallier ch'in braccio spentol'avea crudele e dispietata sorte;a cui fatto have col pensier devotode la sua castità perpetuo voto.

Fa ne l'animo suo proponimentodi darsi con sua man prima la morte,che 'l barbaro crudel n'abbia il suo intento,e che le sia cagion d'errar sì fortecontra quel cavallier ch'in braccio spentol'avea crudele e dispietata sorte;a cui fatto have col pensier devotode la sua castità perpetuo voto.

Fa ne l'animo suo proponimento

di darsi con sua man prima la morte,

che 'l barbaro crudel n'abbia il suo intento,

e che le sia cagion d'errar sì forte

contra quel cavallier ch'in braccio spento

l'avea crudele e dispietata sorte;

a cui fatto have col pensier devoto

de la sua castità perpetuo voto.

12

Crescer più sempre l'appetito ciecovede del re pagan, né sa che farsi.Ben sa che vuol venire all'atto bieco,ove i contrasti suoi tutti fien scarsi.Pur discorrendo molte cose seco,il modo trovò al fin di ripararsi,e di salvar la castità sua, comeio vi dirò, con lungo e chiaro nome.

Crescer più sempre l'appetito ciecovede del re pagan, né sa che farsi.Ben sa che vuol venire all'atto bieco,ove i contrasti suoi tutti fien scarsi.Pur discorrendo molte cose seco,il modo trovò al fin di ripararsi,e di salvar la castità sua, comeio vi dirò, con lungo e chiaro nome.

Crescer più sempre l'appetito cieco

vede del re pagan, né sa che farsi.

Ben sa che vuol venire all'atto bieco,

ove i contrasti suoi tutti fien scarsi.

Pur discorrendo molte cose seco,

il modo trovò al fin di ripararsi,

e di salvar la castità sua, come

io vi dirò, con lungo e chiaro nome.

13

Al brutto Saracin, che le venìagià contra con parole e con effettiprivi di tutta quella cortesiache mostrata le avea ne' primi detti:— Se fate che con voi sicura io siadel mio onor (disse) e ch'io non ne sospetti,cosa all'incontro vi darò, che moltopiù vi varrà, ch'avermi l'onor tolto.

Al brutto Saracin, che le venìagià contra con parole e con effettiprivi di tutta quella cortesiache mostrata le avea ne' primi detti:— Se fate che con voi sicura io siadel mio onor (disse) e ch'io non ne sospetti,cosa all'incontro vi darò, che moltopiù vi varrà, ch'avermi l'onor tolto.

Al brutto Saracin, che le venìa

già contra con parole e con effetti

privi di tutta quella cortesia

che mostrata le avea ne' primi detti:

— Se fate che con voi sicura io sia

del mio onor (disse) e ch'io non ne sospetti,

cosa all'incontro vi darò, che molto

più vi varrà, ch'avermi l'onor tolto.

14

Per un piacer di sì poco momento,di che n'ha sì abondanza tutto 'l mondo,non disprezzate un perpetuo contento,un vero gaudio a nullo altro secondo.Potrete tuttavia ritrovar centoe mille donne di viso giocondo;ma chi vi possa dar questo mio dono,nessuno al mondo, o pochi altri ci sono.

Per un piacer di sì poco momento,di che n'ha sì abondanza tutto 'l mondo,non disprezzate un perpetuo contento,un vero gaudio a nullo altro secondo.Potrete tuttavia ritrovar centoe mille donne di viso giocondo;ma chi vi possa dar questo mio dono,nessuno al mondo, o pochi altri ci sono.

Per un piacer di sì poco momento,

di che n'ha sì abondanza tutto 'l mondo,

non disprezzate un perpetuo contento,

un vero gaudio a nullo altro secondo.

Potrete tuttavia ritrovar cento

e mille donne di viso giocondo;

ma chi vi possa dar questo mio dono,

nessuno al mondo, o pochi altri ci sono.

15

Ho notizia d'un'erba, e l'ho vedutavenendo, e so dove trovarne appresso,che bollita con elera e con rutaad un fuoco di legna di cipresso,e fra mano innocenti indi premuta,manda un liquor, che, chi si bagna d'essotre volte il corpo, in tal modo l'indura,che dal ferro e dal fuoco l'assicura.

Ho notizia d'un'erba, e l'ho vedutavenendo, e so dove trovarne appresso,che bollita con elera e con rutaad un fuoco di legna di cipresso,e fra mano innocenti indi premuta,manda un liquor, che, chi si bagna d'essotre volte il corpo, in tal modo l'indura,che dal ferro e dal fuoco l'assicura.

Ho notizia d'un'erba, e l'ho veduta

venendo, e so dove trovarne appresso,

che bollita con elera e con ruta

ad un fuoco di legna di cipresso,

e fra mano innocenti indi premuta,

manda un liquor, che, chi si bagna d'esso

tre volte il corpo, in tal modo l'indura,

che dal ferro e dal fuoco l'assicura.

16

Io dico, se tre volte se n'immolla,un mese invulnerabile si trova.Oprar conviensi ogni mese l'ampolla;che sua virtù più termine non giova.Io so far l'acqua, ed oggi ancor farolla,ed oggi ancor voi ne vedrete prova:e vi può, s'io non fallo, esser più grata,che d'aver tutta Europa oggi acquistata.

Io dico, se tre volte se n'immolla,un mese invulnerabile si trova.Oprar conviensi ogni mese l'ampolla;che sua virtù più termine non giova.Io so far l'acqua, ed oggi ancor farolla,ed oggi ancor voi ne vedrete prova:e vi può, s'io non fallo, esser più grata,che d'aver tutta Europa oggi acquistata.

Io dico, se tre volte se n'immolla,

un mese invulnerabile si trova.

Oprar conviensi ogni mese l'ampolla;

che sua virtù più termine non giova.

Io so far l'acqua, ed oggi ancor farolla,

ed oggi ancor voi ne vedrete prova:

e vi può, s'io non fallo, esser più grata,

che d'aver tutta Europa oggi acquistata.

17

Da voi domando in guiderdon di questo,che su la fede vostra mi giuriateche né in detto né in opera molestomai più sarete alla mia castitate. —Così dicendo, Rodomonte onestofe' ritornar; ch'in tanta voluntatevenne ch'inviolabil si facesse,che più ch'ella non disse, le promesse:

Da voi domando in guiderdon di questo,che su la fede vostra mi giuriateche né in detto né in opera molestomai più sarete alla mia castitate. —Così dicendo, Rodomonte onestofe' ritornar; ch'in tanta voluntatevenne ch'inviolabil si facesse,che più ch'ella non disse, le promesse:

Da voi domando in guiderdon di questo,

che su la fede vostra mi giuriate

che né in detto né in opera molesto

mai più sarete alla mia castitate. —

Così dicendo, Rodomonte onesto

fe' ritornar; ch'in tanta voluntate

venne ch'inviolabil si facesse,

che più ch'ella non disse, le promesse:

18

e servaralle fin che vegga fattode la mirabil acqua esperienza;e sforzerasse intanto a non fare atto,a non far segno alcun di violenza.Ma pensa poi di non tenere il patto,perché non ha timor né riverenzadi Dio o di santi; e nel mancar di fedetutta a lui la bugiarda Africa cede.

e servaralle fin che vegga fattode la mirabil acqua esperienza;e sforzerasse intanto a non fare atto,a non far segno alcun di violenza.Ma pensa poi di non tenere il patto,perché non ha timor né riverenzadi Dio o di santi; e nel mancar di fedetutta a lui la bugiarda Africa cede.

e servaralle fin che vegga fatto

de la mirabil acqua esperienza;

e sforzerasse intanto a non fare atto,

a non far segno alcun di violenza.

Ma pensa poi di non tenere il patto,

perché non ha timor né riverenza

di Dio o di santi; e nel mancar di fede

tutta a lui la bugiarda Africa cede.

19

Ad Issabella il re d'Algier scongiuridi non la molestar fe' più di mille,pur ch'essa lavorar l'acqua procuri,che far lo può qual fu già Cigno e Achille.Ella per balze e per valloni oscurida le città lontana e da le villericoglie di molte erbe; e il Saracinonon l'abandona, e l'è sempre vicino.

Ad Issabella il re d'Algier scongiuridi non la molestar fe' più di mille,pur ch'essa lavorar l'acqua procuri,che far lo può qual fu già Cigno e Achille.Ella per balze e per valloni oscurida le città lontana e da le villericoglie di molte erbe; e il Saracinonon l'abandona, e l'è sempre vicino.

Ad Issabella il re d'Algier scongiuri

di non la molestar fe' più di mille,

pur ch'essa lavorar l'acqua procuri,

che far lo può qual fu già Cigno e Achille.

Ella per balze e per valloni oscuri

da le città lontana e da le ville

ricoglie di molte erbe; e il Saracino

non l'abandona, e l'è sempre vicino.

20

Poi ch'in più parti quant'era a bastanzacolson de l'erbe e con radici e senza,tardi si ritornaro alla lor stanza;dove quel paragon di continenzatutta la notte spende, che l'avanza,a bollir erbe con molta avertenza:e a tutta l'opra e a tutti quei misterisi trova ognor presente il re d'Algieri.

Poi ch'in più parti quant'era a bastanzacolson de l'erbe e con radici e senza,tardi si ritornaro alla lor stanza;dove quel paragon di continenzatutta la notte spende, che l'avanza,a bollir erbe con molta avertenza:e a tutta l'opra e a tutti quei misterisi trova ognor presente il re d'Algieri.

Poi ch'in più parti quant'era a bastanza

colson de l'erbe e con radici e senza,

tardi si ritornaro alla lor stanza;

dove quel paragon di continenza

tutta la notte spende, che l'avanza,

a bollir erbe con molta avertenza:

e a tutta l'opra e a tutti quei misteri

si trova ognor presente il re d'Algieri.

21

Che producendo quella notte in giuococon quelli pochi servi ch'eran seco,sentia, per lo calor del vicin fuococh'era rinchiuso in quello angusto speco,tal sete, che bevendo or molto or poco,duo baril votar pieni di greco,ch'aveano tolto uno o duo giorni inantii suoi scudieri a certi viandanti.

Che producendo quella notte in giuococon quelli pochi servi ch'eran seco,sentia, per lo calor del vicin fuococh'era rinchiuso in quello angusto speco,tal sete, che bevendo or molto or poco,duo baril votar pieni di greco,ch'aveano tolto uno o duo giorni inantii suoi scudieri a certi viandanti.

Che producendo quella notte in giuoco

con quelli pochi servi ch'eran seco,

sentia, per lo calor del vicin fuoco

ch'era rinchiuso in quello angusto speco,

tal sete, che bevendo or molto or poco,

duo baril votar pieni di greco,

ch'aveano tolto uno o duo giorni inanti

i suoi scudieri a certi viandanti.

22

Non era Rodomonte usato al vino,perché la legge sua lo vieta e danna:e poi che lo gustò, liquor divinogli par, miglior che 'l nettare o la manna;e riprendendo il rito saracino,gran tazze e pieni fiaschi ne tracanna.Fece il buon vino, ch'andò spesso intorno,girare il capo a tutti come un torno.

Non era Rodomonte usato al vino,perché la legge sua lo vieta e danna:e poi che lo gustò, liquor divinogli par, miglior che 'l nettare o la manna;e riprendendo il rito saracino,gran tazze e pieni fiaschi ne tracanna.Fece il buon vino, ch'andò spesso intorno,girare il capo a tutti come un torno.

Non era Rodomonte usato al vino,

perché la legge sua lo vieta e danna:

e poi che lo gustò, liquor divino

gli par, miglior che 'l nettare o la manna;

e riprendendo il rito saracino,

gran tazze e pieni fiaschi ne tracanna.

Fece il buon vino, ch'andò spesso intorno,

girare il capo a tutti come un torno.

23

La donna in questo mezzo la caldaiadal fuoco tolse, ove quell'erbe cosse;e disse a Rodomonte: — Acciò che paiache mie parole al vento non ho mosse,quella che 'l ver da la bugia dispaia,e che può dotte far le genti grosse,te ne farò l'esperienza ancora,non ne l'altrui, ma nel mio corpo or ora.

La donna in questo mezzo la caldaiadal fuoco tolse, ove quell'erbe cosse;e disse a Rodomonte: — Acciò che paiache mie parole al vento non ho mosse,quella che 'l ver da la bugia dispaia,e che può dotte far le genti grosse,te ne farò l'esperienza ancora,non ne l'altrui, ma nel mio corpo or ora.

La donna in questo mezzo la caldaia

dal fuoco tolse, ove quell'erbe cosse;

e disse a Rodomonte: — Acciò che paia

che mie parole al vento non ho mosse,

quella che 'l ver da la bugia dispaia,

e che può dotte far le genti grosse,

te ne farò l'esperienza ancora,

non ne l'altrui, ma nel mio corpo or ora.

24

Io voglio a far il saggio esser la primadel felice liquor di virtù pieno,acciò tu forse non facessi stimache ci fosse mortifero veneno.Di questo bagnerommi da la cimadel capo giù pel collo e per lo seno:tu poi tua forza in me prova e tua spada,se questo abbia vigor, se quella rada. —

Io voglio a far il saggio esser la primadel felice liquor di virtù pieno,acciò tu forse non facessi stimache ci fosse mortifero veneno.Di questo bagnerommi da la cimadel capo giù pel collo e per lo seno:tu poi tua forza in me prova e tua spada,se questo abbia vigor, se quella rada. —

Io voglio a far il saggio esser la prima

del felice liquor di virtù pieno,

acciò tu forse non facessi stima

che ci fosse mortifero veneno.

Di questo bagnerommi da la cima

del capo giù pel collo e per lo seno:

tu poi tua forza in me prova e tua spada,

se questo abbia vigor, se quella rada. —

25

Bagnossi, come disse, e lieta porseall'incauto pagano il collo ignudo,incauto, e vinto anco dal vino forse,incontra a cui non vale elmo né scudo.Quel uom bestial le prestò fede, e scorsesì con la mano e sì col ferro crudo,che del bel capo, già d'Amore albergo,fe' tronco rimanere il petto e il tergo.

Bagnossi, come disse, e lieta porseall'incauto pagano il collo ignudo,incauto, e vinto anco dal vino forse,incontra a cui non vale elmo né scudo.Quel uom bestial le prestò fede, e scorsesì con la mano e sì col ferro crudo,che del bel capo, già d'Amore albergo,fe' tronco rimanere il petto e il tergo.

Bagnossi, come disse, e lieta porse

all'incauto pagano il collo ignudo,

incauto, e vinto anco dal vino forse,

incontra a cui non vale elmo né scudo.

Quel uom bestial le prestò fede, e scorse

sì con la mano e sì col ferro crudo,

che del bel capo, già d'Amore albergo,

fe' tronco rimanere il petto e il tergo.

26

Quel fe' tre balzi; e funne udita chiaravoce, ch'uscendo nominò Zerbino,per cui seguire ella trovò sì raravia di fuggir di man del Saracino.Alma, ch'avesti più la fede cara,e 'l nome quasi ignoto e peregrinoal tempo nostro, de la castitade,che la tua vita e la tua verde etade,

Quel fe' tre balzi; e funne udita chiaravoce, ch'uscendo nominò Zerbino,per cui seguire ella trovò sì raravia di fuggir di man del Saracino.Alma, ch'avesti più la fede cara,e 'l nome quasi ignoto e peregrinoal tempo nostro, de la castitade,che la tua vita e la tua verde etade,

Quel fe' tre balzi; e funne udita chiara

voce, ch'uscendo nominò Zerbino,

per cui seguire ella trovò sì rara

via di fuggir di man del Saracino.

Alma, ch'avesti più la fede cara,

e 'l nome quasi ignoto e peregrino

al tempo nostro, de la castitade,

che la tua vita e la tua verde etade,

27

vattene in pace, alma beata e bella!Così i miei versi avesson forza, comeben m'affaticherei con tutta quellaarte che tanto il parlar orna e come,perché mille e mill'anni e più, novellasentisse il mondo del tuo chiaro nome.Vattene in pace alla superna sede,e lascia all'altre esempio di tua fede.

vattene in pace, alma beata e bella!Così i miei versi avesson forza, comeben m'affaticherei con tutta quellaarte che tanto il parlar orna e come,perché mille e mill'anni e più, novellasentisse il mondo del tuo chiaro nome.Vattene in pace alla superna sede,e lascia all'altre esempio di tua fede.

vattene in pace, alma beata e bella!

Così i miei versi avesson forza, come

ben m'affaticherei con tutta quella

arte che tanto il parlar orna e come,

perché mille e mill'anni e più, novella

sentisse il mondo del tuo chiaro nome.

Vattene in pace alla superna sede,

e lascia all'altre esempio di tua fede.

28

All'atto incomparabile e stupendo,dal cielo il Creator giù gli occhi volse,e disse: — Più di quella ti commendo,la cui morte a Tarquinio il regno tolse;e per questo una legge fare intendotra quelle mie, che mai tempo non sciolse,la qual per le inviolabil'acque giuroche non muterà seculo futuro.

All'atto incomparabile e stupendo,dal cielo il Creator giù gli occhi volse,e disse: — Più di quella ti commendo,la cui morte a Tarquinio il regno tolse;e per questo una legge fare intendotra quelle mie, che mai tempo non sciolse,la qual per le inviolabil'acque giuroche non muterà seculo futuro.

All'atto incomparabile e stupendo,

dal cielo il Creator giù gli occhi volse,

e disse: — Più di quella ti commendo,

la cui morte a Tarquinio il regno tolse;

e per questo una legge fare intendo

tra quelle mie, che mai tempo non sciolse,

la qual per le inviolabil'acque giuro

che non muterà seculo futuro.

29

Per l'avvenir vo' che ciascuna ch'aggiail nome tuo, sia di sublime ingegno,e sia bella, gentil, cortese e saggia,e di vera onestade arrivi al segno:onde materia agli scrittori caggiadi celebrare il nome inclito e degno;tal che Parnasso, Pindo ed Eliconesempre Issabella, Issabella risuone. —

Per l'avvenir vo' che ciascuna ch'aggiail nome tuo, sia di sublime ingegno,e sia bella, gentil, cortese e saggia,e di vera onestade arrivi al segno:onde materia agli scrittori caggiadi celebrare il nome inclito e degno;tal che Parnasso, Pindo ed Eliconesempre Issabella, Issabella risuone. —

Per l'avvenir vo' che ciascuna ch'aggia

il nome tuo, sia di sublime ingegno,

e sia bella, gentil, cortese e saggia,

e di vera onestade arrivi al segno:

onde materia agli scrittori caggia

di celebrare il nome inclito e degno;

tal che Parnasso, Pindo ed Elicone

sempre Issabella, Issabella risuone. —

30

Dio così disse, e fe' serena intornol'aria, e tranquillo il mar più che mai fusse.Fe' l'alma casta al terzo ciel ritorno,e in braccio al suo Zerbin si ricondusse.Rimase in terra con vergogna e scornoquel fier senza pietà nuovo Breusse;che poi che 'l troppo vino ebbe digesto,biasmò il suo errore, e ne restò funesto.

Dio così disse, e fe' serena intornol'aria, e tranquillo il mar più che mai fusse.Fe' l'alma casta al terzo ciel ritorno,e in braccio al suo Zerbin si ricondusse.Rimase in terra con vergogna e scornoquel fier senza pietà nuovo Breusse;che poi che 'l troppo vino ebbe digesto,biasmò il suo errore, e ne restò funesto.

Dio così disse, e fe' serena intorno

l'aria, e tranquillo il mar più che mai fusse.

Fe' l'alma casta al terzo ciel ritorno,

e in braccio al suo Zerbin si ricondusse.

Rimase in terra con vergogna e scorno

quel fier senza pietà nuovo Breusse;

che poi che 'l troppo vino ebbe digesto,

biasmò il suo errore, e ne restò funesto.

31

Placare o in parte satisfar pensossea l'anima beata d'Issabella,se, poi ch'a morte il corpo le percosse,desse almen vita alla memoria d'ella.Trovò per mezzo, acciò che così fosse,di convertirle quella chiesa, quelladove abitava e dove ella fu uccisa,in un sepolcro; e vi dirò in che guisa.

Placare o in parte satisfar pensossea l'anima beata d'Issabella,se, poi ch'a morte il corpo le percosse,desse almen vita alla memoria d'ella.Trovò per mezzo, acciò che così fosse,di convertirle quella chiesa, quelladove abitava e dove ella fu uccisa,in un sepolcro; e vi dirò in che guisa.

Placare o in parte satisfar pensosse

a l'anima beata d'Issabella,

se, poi ch'a morte il corpo le percosse,

desse almen vita alla memoria d'ella.

Trovò per mezzo, acciò che così fosse,

di convertirle quella chiesa, quella

dove abitava e dove ella fu uccisa,

in un sepolcro; e vi dirò in che guisa.

32

Di tutti i lochi intorno fa veniremastri, chi per amore e chi per tema;e fatto ben seimila uomini unire,de' gravi sassi i vicin monti scema,e ne fa una gran massa stabilire,che da la cima era alla parte estremanovanta braccia; e vi rinchiude dentrola chiesa, che i duo amanti have nel centro.

Di tutti i lochi intorno fa veniremastri, chi per amore e chi per tema;e fatto ben seimila uomini unire,de' gravi sassi i vicin monti scema,e ne fa una gran massa stabilire,che da la cima era alla parte estremanovanta braccia; e vi rinchiude dentrola chiesa, che i duo amanti have nel centro.

Di tutti i lochi intorno fa venire

mastri, chi per amore e chi per tema;

e fatto ben seimila uomini unire,

de' gravi sassi i vicin monti scema,

e ne fa una gran massa stabilire,

che da la cima era alla parte estrema

novanta braccia; e vi rinchiude dentro

la chiesa, che i duo amanti have nel centro.

33

Imita quasi la superba moleche fe' Adriano all'onda tiberina.Presso al sepolcro una torre alta vuole;ch'abitarvi alcun tempo si destina.Un ponte stretto e di due braccia solefece su l'acqua che correa vicina.Lungo il ponte, ma largo era sì poco,che dava a pena a duo cavalli loco;

Imita quasi la superba moleche fe' Adriano all'onda tiberina.Presso al sepolcro una torre alta vuole;ch'abitarvi alcun tempo si destina.Un ponte stretto e di due braccia solefece su l'acqua che correa vicina.Lungo il ponte, ma largo era sì poco,che dava a pena a duo cavalli loco;

Imita quasi la superba mole

che fe' Adriano all'onda tiberina.

Presso al sepolcro una torre alta vuole;

ch'abitarvi alcun tempo si destina.

Un ponte stretto e di due braccia sole

fece su l'acqua che correa vicina.

Lungo il ponte, ma largo era sì poco,

che dava a pena a duo cavalli loco;

34

a duo cavalli che venuti a paro,o ch'insieme si fossero scontrati:e non avea né sponda né riparo,e si potea cader da tutti i lati.Il passar quindi vuol che costi caroa guerrieri o pagani o battezzati;che de le spoglie lor mille trofeipromette al cimiterio di costei.

a duo cavalli che venuti a paro,o ch'insieme si fossero scontrati:e non avea né sponda né riparo,e si potea cader da tutti i lati.Il passar quindi vuol che costi caroa guerrieri o pagani o battezzati;che de le spoglie lor mille trofeipromette al cimiterio di costei.

a duo cavalli che venuti a paro,

o ch'insieme si fossero scontrati:

e non avea né sponda né riparo,

e si potea cader da tutti i lati.

Il passar quindi vuol che costi caro

a guerrieri o pagani o battezzati;

che de le spoglie lor mille trofei

promette al cimiterio di costei.

35

In dieci giorni e in manco fu perfettal'opra del ponticel che passa il fiume;ma non fu già il sepolcro così in fretta,né la torre condutta al suo cacume:pur fu levata sì, ch'alla velettastarvi in cima una guardia avea costume,che d'ogni cavallier che venìa al ponte,col corno facea segno a Rodomonte.

In dieci giorni e in manco fu perfettal'opra del ponticel che passa il fiume;ma non fu già il sepolcro così in fretta,né la torre condutta al suo cacume:pur fu levata sì, ch'alla velettastarvi in cima una guardia avea costume,che d'ogni cavallier che venìa al ponte,col corno facea segno a Rodomonte.

In dieci giorni e in manco fu perfetta

l'opra del ponticel che passa il fiume;

ma non fu già il sepolcro così in fretta,

né la torre condutta al suo cacume:

pur fu levata sì, ch'alla veletta

starvi in cima una guardia avea costume,

che d'ogni cavallier che venìa al ponte,

col corno facea segno a Rodomonte.

36

E quel s'armava, e se gli venìa a opporreora su l'una, ora su l'altra riva;che se 'l guerrier venìa di vêr la torre,su l'altra proda il re d'Algier veniva.Il ponticello è il campo ove si corre;e se 'l destrier poco del segno usciva,cadea nel fiume, ch'alto era e profondo:ugual periglio a quel non avea il mondo.

E quel s'armava, e se gli venìa a opporreora su l'una, ora su l'altra riva;che se 'l guerrier venìa di vêr la torre,su l'altra proda il re d'Algier veniva.Il ponticello è il campo ove si corre;e se 'l destrier poco del segno usciva,cadea nel fiume, ch'alto era e profondo:ugual periglio a quel non avea il mondo.

E quel s'armava, e se gli venìa a opporre

ora su l'una, ora su l'altra riva;

che se 'l guerrier venìa di vêr la torre,

su l'altra proda il re d'Algier veniva.

Il ponticello è il campo ove si corre;

e se 'l destrier poco del segno usciva,

cadea nel fiume, ch'alto era e profondo:

ugual periglio a quel non avea il mondo.

37

Aveasi imaginato il Saracino,che, per gir spesso a rischio di caderedal ponticel nel fiume a capo chino,dove gli converria molt'acqua bere,del fallo a che l'indusse il troppo vino,dovesse netto e mondo rimanere;come l'acqua, non men che 'l vino, estingual'error che fa pel vino o mano o lingua.

Aveasi imaginato il Saracino,che, per gir spesso a rischio di caderedal ponticel nel fiume a capo chino,dove gli converria molt'acqua bere,del fallo a che l'indusse il troppo vino,dovesse netto e mondo rimanere;come l'acqua, non men che 'l vino, estingual'error che fa pel vino o mano o lingua.

Aveasi imaginato il Saracino,

che, per gir spesso a rischio di cadere

dal ponticel nel fiume a capo chino,

dove gli converria molt'acqua bere,

del fallo a che l'indusse il troppo vino,

dovesse netto e mondo rimanere;

come l'acqua, non men che 'l vino, estingua

l'error che fa pel vino o mano o lingua.

38

Molti fra pochi dì vi capitaro:alcuni la via dritta vi condusse,ch'a quei che verso Italia o Spagna andaroaltra non era che più trita fusse;altri l'ardire, e, più che vita caro,l'onore, a farvi di sé prova indusse.E tutti, ove acquistar credean la palma,lasciavan l'arme, e molti insieme l'alma.

Molti fra pochi dì vi capitaro:alcuni la via dritta vi condusse,ch'a quei che verso Italia o Spagna andaroaltra non era che più trita fusse;altri l'ardire, e, più che vita caro,l'onore, a farvi di sé prova indusse.E tutti, ove acquistar credean la palma,lasciavan l'arme, e molti insieme l'alma.

Molti fra pochi dì vi capitaro:

alcuni la via dritta vi condusse,

ch'a quei che verso Italia o Spagna andaro

altra non era che più trita fusse;

altri l'ardire, e, più che vita caro,

l'onore, a farvi di sé prova indusse.

E tutti, ove acquistar credean la palma,

lasciavan l'arme, e molti insieme l'alma.

39

Di quelli ch'abbattea, s'eran pagani,si contentava d'aver spoglie ed armi;e di chi prima furo, i nomi pianivi facea sopra, e sospendeale ai marmi:ma ritenea in prigion tutti i cristiani;e che in Algier poi li mandasse parmi.Finita ancor non era l'opra, quandovi venne a capitare il pazzo Orlando.

Di quelli ch'abbattea, s'eran pagani,si contentava d'aver spoglie ed armi;e di chi prima furo, i nomi pianivi facea sopra, e sospendeale ai marmi:ma ritenea in prigion tutti i cristiani;e che in Algier poi li mandasse parmi.Finita ancor non era l'opra, quandovi venne a capitare il pazzo Orlando.

Di quelli ch'abbattea, s'eran pagani,

si contentava d'aver spoglie ed armi;

e di chi prima furo, i nomi piani

vi facea sopra, e sospendeale ai marmi:

ma ritenea in prigion tutti i cristiani;

e che in Algier poi li mandasse parmi.

Finita ancor non era l'opra, quando

vi venne a capitare il pazzo Orlando.

40

A caso venne il furioso contea capitar su questa gran riviera,dove, come io vi dico, Rodomontefare in fretta facea, né finito erala torre né il sepolcro, e a pena il ponte:e di tutte arme, fuor che di visiera,a quell'ora il pagan si trovò in punto,ch'Orlando al fiume e al ponte è sopragiunto.

A caso venne il furioso contea capitar su questa gran riviera,dove, come io vi dico, Rodomontefare in fretta facea, né finito erala torre né il sepolcro, e a pena il ponte:e di tutte arme, fuor che di visiera,a quell'ora il pagan si trovò in punto,ch'Orlando al fiume e al ponte è sopragiunto.

A caso venne il furioso conte

a capitar su questa gran riviera,

dove, come io vi dico, Rodomonte

fare in fretta facea, né finito era

la torre né il sepolcro, e a pena il ponte:

e di tutte arme, fuor che di visiera,

a quell'ora il pagan si trovò in punto,

ch'Orlando al fiume e al ponte è sopragiunto.

41

Orlando (come il suo furor lo caccia)salta la sbarra e sopra il ponte corre.Ma Rodomonte con turbata faccia,a piè, com'era inanzi a la gran torre,gli grida di lontano e gli minaccia,né se gli degna con la spada opporre:— Indiscreto villan, ferma le piante,temerario, importuno ed arrogante!

Orlando (come il suo furor lo caccia)salta la sbarra e sopra il ponte corre.Ma Rodomonte con turbata faccia,a piè, com'era inanzi a la gran torre,gli grida di lontano e gli minaccia,né se gli degna con la spada opporre:— Indiscreto villan, ferma le piante,temerario, importuno ed arrogante!

Orlando (come il suo furor lo caccia)

salta la sbarra e sopra il ponte corre.

Ma Rodomonte con turbata faccia,

a piè, com'era inanzi a la gran torre,

gli grida di lontano e gli minaccia,

né se gli degna con la spada opporre:

— Indiscreto villan, ferma le piante,

temerario, importuno ed arrogante!

42

Sol per signori e cavallieri è fattoil ponte, non per te, bestia balorda. —Orlando, ch'era in gran pensier distratto,vien pur inanzi e fa l'orecchia sorda.— Bisogna ch'io castighi questo matto —disse il pagano; e con la voglia ingordavenìa per traboccarlo giù ne l'onda,non pensando trovar chi gli risponda.

Sol per signori e cavallieri è fattoil ponte, non per te, bestia balorda. —Orlando, ch'era in gran pensier distratto,vien pur inanzi e fa l'orecchia sorda.— Bisogna ch'io castighi questo matto —disse il pagano; e con la voglia ingordavenìa per traboccarlo giù ne l'onda,non pensando trovar chi gli risponda.

Sol per signori e cavallieri è fatto

il ponte, non per te, bestia balorda. —

Orlando, ch'era in gran pensier distratto,

vien pur inanzi e fa l'orecchia sorda.

— Bisogna ch'io castighi questo matto —

disse il pagano; e con la voglia ingorda

venìa per traboccarlo giù ne l'onda,

non pensando trovar chi gli risponda.

43

In questo tempo una gentil donzella,per passar sovra il ponte, al fiume arriva,leggiadramente ornata e in viso bella,e nei sembianti accortamente schiva.Era (se vi ricorda, Signor) quellache per ogni altra via cercando givadi Brandimarte, il suo amator, vestigi,fuor che, dove era, dentro da Parigi.

In questo tempo una gentil donzella,per passar sovra il ponte, al fiume arriva,leggiadramente ornata e in viso bella,e nei sembianti accortamente schiva.Era (se vi ricorda, Signor) quellache per ogni altra via cercando givadi Brandimarte, il suo amator, vestigi,fuor che, dove era, dentro da Parigi.

In questo tempo una gentil donzella,

per passar sovra il ponte, al fiume arriva,

leggiadramente ornata e in viso bella,

e nei sembianti accortamente schiva.

Era (se vi ricorda, Signor) quella

che per ogni altra via cercando giva

di Brandimarte, il suo amator, vestigi,

fuor che, dove era, dentro da Parigi.

44

Ne l'arrivar di Fiordiligi al ponte(che così la donzella nomata era),Orlando s'attaccò con Rodomonteche lo volea gittar ne la riviera.La donna, ch'avea pratica del conte,subito n'ebbe conoscenza vera:e restò d'alta maraviglia piena,de la follia che così nudo il mena.

Ne l'arrivar di Fiordiligi al ponte(che così la donzella nomata era),Orlando s'attaccò con Rodomonteche lo volea gittar ne la riviera.La donna, ch'avea pratica del conte,subito n'ebbe conoscenza vera:e restò d'alta maraviglia piena,de la follia che così nudo il mena.

Ne l'arrivar di Fiordiligi al ponte

(che così la donzella nomata era),

Orlando s'attaccò con Rodomonte

che lo volea gittar ne la riviera.

La donna, ch'avea pratica del conte,

subito n'ebbe conoscenza vera:

e restò d'alta maraviglia piena,

de la follia che così nudo il mena.

45

Fermasi a riguardar che fine averedebba il furor dei duo tanti possenti.Per far del ponte l'un l'altro caderea por tutta lor forza sono intenti.— Come è ch'un pazzo debba sì valere? —seco il fiero pagan dice tra' denti;e qua e là si volge e si raggira,pieno di sdegno e di superbia e d'ira.

Fermasi a riguardar che fine averedebba il furor dei duo tanti possenti.Per far del ponte l'un l'altro caderea por tutta lor forza sono intenti.— Come è ch'un pazzo debba sì valere? —seco il fiero pagan dice tra' denti;e qua e là si volge e si raggira,pieno di sdegno e di superbia e d'ira.

Fermasi a riguardar che fine avere

debba il furor dei duo tanti possenti.

Per far del ponte l'un l'altro cadere

a por tutta lor forza sono intenti.

— Come è ch'un pazzo debba sì valere? —

seco il fiero pagan dice tra' denti;

e qua e là si volge e si raggira,

pieno di sdegno e di superbia e d'ira.

46

Con l'una e l'altra man va ricercandofar nuova presa, ove il suo meglio vede;or tra le gambe, or fuor gli pone, quandocon arte il destro, e quando il manco piede.Simiglia Rodomonte intorno a Orlandolo stolido orso che sveller si credel'arbor onde è caduto; e come n'abbiaquello ogni colpa, odio gli porta e rabbia.

Con l'una e l'altra man va ricercandofar nuova presa, ove il suo meglio vede;or tra le gambe, or fuor gli pone, quandocon arte il destro, e quando il manco piede.Simiglia Rodomonte intorno a Orlandolo stolido orso che sveller si credel'arbor onde è caduto; e come n'abbiaquello ogni colpa, odio gli porta e rabbia.

Con l'una e l'altra man va ricercando

far nuova presa, ove il suo meglio vede;

or tra le gambe, or fuor gli pone, quando

con arte il destro, e quando il manco piede.

Simiglia Rodomonte intorno a Orlando

lo stolido orso che sveller si crede

l'arbor onde è caduto; e come n'abbia

quello ogni colpa, odio gli porta e rabbia.

47

Orlando, che l'ingegno avea sommerso,io non so dove, e sol la forza usava,l'estrema forza a cui per l'universonessuno o raro paragon si dava,cader del ponte si lasciò riversocol pagano abbracciato come stava.Cadon nel fiume e vanno al fondo insieme:ne salta in aria l'onda, e il lito geme.

Orlando, che l'ingegno avea sommerso,io non so dove, e sol la forza usava,l'estrema forza a cui per l'universonessuno o raro paragon si dava,cader del ponte si lasciò riversocol pagano abbracciato come stava.Cadon nel fiume e vanno al fondo insieme:ne salta in aria l'onda, e il lito geme.

Orlando, che l'ingegno avea sommerso,

io non so dove, e sol la forza usava,

l'estrema forza a cui per l'universo

nessuno o raro paragon si dava,

cader del ponte si lasciò riverso

col pagano abbracciato come stava.

Cadon nel fiume e vanno al fondo insieme:

ne salta in aria l'onda, e il lito geme.

48

L'acqua gli fece distaccare in fretta.Orlando è nudo, e nuota com'un pesce:di qua le braccia, e di là i piedi getta,e viene a proda; e come di fuor esce,correndo va, né per mirare aspetta,se in biasmo o in loda questo gli riesce.Ma il pagan, che da l'arme era impedito,tornò più tardo e con più affanno al lito.

L'acqua gli fece distaccare in fretta.Orlando è nudo, e nuota com'un pesce:di qua le braccia, e di là i piedi getta,e viene a proda; e come di fuor esce,correndo va, né per mirare aspetta,se in biasmo o in loda questo gli riesce.Ma il pagan, che da l'arme era impedito,tornò più tardo e con più affanno al lito.

L'acqua gli fece distaccare in fretta.

Orlando è nudo, e nuota com'un pesce:

di qua le braccia, e di là i piedi getta,

e viene a proda; e come di fuor esce,

correndo va, né per mirare aspetta,

se in biasmo o in loda questo gli riesce.

Ma il pagan, che da l'arme era impedito,

tornò più tardo e con più affanno al lito.

49

Sicuramente Fiordiligi intantoavea passato il ponte e la riviera;e guardato il sepolcro in ogni canto,se del suo Brandimarte insegna v'era,poi che né l'arme sue vede né il manto,di ritrovarlo in altra parte spera.Ma ritorniamo a ragionar del conte,che lascia a dietro e torre e fiume e ponte.

Sicuramente Fiordiligi intantoavea passato il ponte e la riviera;e guardato il sepolcro in ogni canto,se del suo Brandimarte insegna v'era,poi che né l'arme sue vede né il manto,di ritrovarlo in altra parte spera.Ma ritorniamo a ragionar del conte,che lascia a dietro e torre e fiume e ponte.

Sicuramente Fiordiligi intanto

avea passato il ponte e la riviera;

e guardato il sepolcro in ogni canto,

se del suo Brandimarte insegna v'era,

poi che né l'arme sue vede né il manto,

di ritrovarlo in altra parte spera.

Ma ritorniamo a ragionar del conte,

che lascia a dietro e torre e fiume e ponte.

50

Pazzia sarà, se le pazzie d'Orlandoprometto raccontarvi ad una ad una;che tante e tante fur, ch'io non so quandofinir: ma ve n'andrò scegliendo alcunasolenne ed atta da narrar cantando,e ch'all'istoria mi parrà oportuna;né quella tacerò miraculosa,che fu nei Pirenei sopra Tolosa.

Pazzia sarà, se le pazzie d'Orlandoprometto raccontarvi ad una ad una;che tante e tante fur, ch'io non so quandofinir: ma ve n'andrò scegliendo alcunasolenne ed atta da narrar cantando,e ch'all'istoria mi parrà oportuna;né quella tacerò miraculosa,che fu nei Pirenei sopra Tolosa.

Pazzia sarà, se le pazzie d'Orlando

prometto raccontarvi ad una ad una;

che tante e tante fur, ch'io non so quando

finir: ma ve n'andrò scegliendo alcuna

solenne ed atta da narrar cantando,

e ch'all'istoria mi parrà oportuna;

né quella tacerò miraculosa,

che fu nei Pirenei sopra Tolosa.

51

Trascorso avea molto paese il conte,come dal grave suo furor fu spinto;ed al fin capitò sopra quel monteper cui dal Franco è il Tarracon distinto;tenendo tuttavia volta la fronteverso là dove il sol ne viene estinto:e quivi giunse in uno angusto calle,che pendea sopra una profonda valle.

Trascorso avea molto paese il conte,come dal grave suo furor fu spinto;ed al fin capitò sopra quel monteper cui dal Franco è il Tarracon distinto;tenendo tuttavia volta la fronteverso là dove il sol ne viene estinto:e quivi giunse in uno angusto calle,che pendea sopra una profonda valle.

Trascorso avea molto paese il conte,

come dal grave suo furor fu spinto;

ed al fin capitò sopra quel monte

per cui dal Franco è il Tarracon distinto;

tenendo tuttavia volta la fronte

verso là dove il sol ne viene estinto:

e quivi giunse in uno angusto calle,

che pendea sopra una profonda valle.

52

Si vennero a incontrar con esso al varcoduo boscherecci gioveni, ch'inanteavean di legna un loro asino carco;e perché ben s'accorsero al sembiante,ch'avea di cervel sano il capo scarco,gli gridano con voce minacciante,o ch'a dietro o da parte se ne vada,e che si levi di mezzo la strada.

Si vennero a incontrar con esso al varcoduo boscherecci gioveni, ch'inanteavean di legna un loro asino carco;e perché ben s'accorsero al sembiante,ch'avea di cervel sano il capo scarco,gli gridano con voce minacciante,o ch'a dietro o da parte se ne vada,e che si levi di mezzo la strada.

Si vennero a incontrar con esso al varco

duo boscherecci gioveni, ch'inante

avean di legna un loro asino carco;

e perché ben s'accorsero al sembiante,

ch'avea di cervel sano il capo scarco,

gli gridano con voce minacciante,

o ch'a dietro o da parte se ne vada,

e che si levi di mezzo la strada.

53

Orlando non risponde altro a quel detto,se non che con furor tira d'un piede,e giunge a punto l'asino nel pettocon quella forza che tutte altre eccede;ed alto il leva, sì, ch'uno augellettoche voli in aria, sembra a chi lo vede.Quel va a cadere alla cima d'un colle,ch'un miglio oltre la valle il giogo estolle.

Orlando non risponde altro a quel detto,se non che con furor tira d'un piede,e giunge a punto l'asino nel pettocon quella forza che tutte altre eccede;ed alto il leva, sì, ch'uno augellettoche voli in aria, sembra a chi lo vede.Quel va a cadere alla cima d'un colle,ch'un miglio oltre la valle il giogo estolle.

Orlando non risponde altro a quel detto,

se non che con furor tira d'un piede,

e giunge a punto l'asino nel petto

con quella forza che tutte altre eccede;

ed alto il leva, sì, ch'uno augelletto

che voli in aria, sembra a chi lo vede.

Quel va a cadere alla cima d'un colle,

ch'un miglio oltre la valle il giogo estolle.

54

Indi verso i duo gioveni s'aventa,dei quali un, più che senno, ebbe aventura,che da la balza, che due volte trentabraccia cadea, si gittò per paura.A mezzo il tratto trovò molle e lentauna macchia di rubi e di verzura,a cui bastò graffiargli un poco il volto:del resto lo mandò libero e sciolto.

Indi verso i duo gioveni s'aventa,dei quali un, più che senno, ebbe aventura,che da la balza, che due volte trentabraccia cadea, si gittò per paura.A mezzo il tratto trovò molle e lentauna macchia di rubi e di verzura,a cui bastò graffiargli un poco il volto:del resto lo mandò libero e sciolto.

Indi verso i duo gioveni s'aventa,

dei quali un, più che senno, ebbe aventura,

che da la balza, che due volte trenta

braccia cadea, si gittò per paura.

A mezzo il tratto trovò molle e lenta

una macchia di rubi e di verzura,

a cui bastò graffiargli un poco il volto:

del resto lo mandò libero e sciolto.

55

L'altro s'attacca ad un scheggion ch'uscivafuor de la roccia, per salirvi sopra;perché si spera, s'alla cima arriva,di trovar via che dal pazzo lo cuopra.Ma quel nei piedi (che non vuol che viva)lo piglia, mentre di salir s'adopra:e quanto più sbarrar puote le braccia,le sbarra sì, ch'in duo pezzi lo straccia;

L'altro s'attacca ad un scheggion ch'uscivafuor de la roccia, per salirvi sopra;perché si spera, s'alla cima arriva,di trovar via che dal pazzo lo cuopra.Ma quel nei piedi (che non vuol che viva)lo piglia, mentre di salir s'adopra:e quanto più sbarrar puote le braccia,le sbarra sì, ch'in duo pezzi lo straccia;

L'altro s'attacca ad un scheggion ch'usciva

fuor de la roccia, per salirvi sopra;

perché si spera, s'alla cima arriva,

di trovar via che dal pazzo lo cuopra.

Ma quel nei piedi (che non vuol che viva)

lo piglia, mentre di salir s'adopra:

e quanto più sbarrar puote le braccia,

le sbarra sì, ch'in duo pezzi lo straccia;

56

a quella guisa che veggiàn talorafarsi d'uno aeron, farsi d'un pollo,quando si vuol de le calde interiorache falcone o ch'astor resti satollo.Quanto è bene accaduto che non muoraquel che fu a risco di fiaccarsi il collo!ch'ad altri poi questo miracol disse,sì che l'udì Turpino, e a noi lo scrisse.

a quella guisa che veggiàn talorafarsi d'uno aeron, farsi d'un pollo,quando si vuol de le calde interiorache falcone o ch'astor resti satollo.Quanto è bene accaduto che non muoraquel che fu a risco di fiaccarsi il collo!ch'ad altri poi questo miracol disse,sì che l'udì Turpino, e a noi lo scrisse.

a quella guisa che veggiàn talora

farsi d'uno aeron, farsi d'un pollo,

quando si vuol de le calde interiora

che falcone o ch'astor resti satollo.

Quanto è bene accaduto che non muora

quel che fu a risco di fiaccarsi il collo!

ch'ad altri poi questo miracol disse,

sì che l'udì Turpino, e a noi lo scrisse.

57

E queste ed altre assai cose stupendefece nel traversar de la montagna.Dopo molto cercare, al fin discendeverso meriggie alla terra di Spagna;e lungo la marina il camin prende,ch'intorno a Taracona il lito bagna:e come vuol la furia che lo mena,pensa farsi uno albergo in quella arena,

E queste ed altre assai cose stupendefece nel traversar de la montagna.Dopo molto cercare, al fin discendeverso meriggie alla terra di Spagna;e lungo la marina il camin prende,ch'intorno a Taracona il lito bagna:e come vuol la furia che lo mena,pensa farsi uno albergo in quella arena,

E queste ed altre assai cose stupende

fece nel traversar de la montagna.

Dopo molto cercare, al fin discende

verso meriggie alla terra di Spagna;

e lungo la marina il camin prende,

ch'intorno a Taracona il lito bagna:

e come vuol la furia che lo mena,

pensa farsi uno albergo in quella arena,

58

dove dal sole alquanto si ricuopra;e nel sabbion si caccia arrido e trito.Stando così, gli venne a caso sopraAngelica la bella e il suo marito,ch'eran (sì come io vi narrai di sopra)scesi dai monti in su l'ispano lito.A men d'un braccio ella gli giunse appresso,perché non s'era accorta ancora d'esso.

dove dal sole alquanto si ricuopra;e nel sabbion si caccia arrido e trito.Stando così, gli venne a caso sopraAngelica la bella e il suo marito,ch'eran (sì come io vi narrai di sopra)scesi dai monti in su l'ispano lito.A men d'un braccio ella gli giunse appresso,perché non s'era accorta ancora d'esso.

dove dal sole alquanto si ricuopra;

e nel sabbion si caccia arrido e trito.

Stando così, gli venne a caso sopra

Angelica la bella e il suo marito,

ch'eran (sì come io vi narrai di sopra)

scesi dai monti in su l'ispano lito.

A men d'un braccio ella gli giunse appresso,

perché non s'era accorta ancora d'esso.

59

Che fosse Orlando, nulla le soviene:troppo è diverso da quel ch'esser suole.Da indi in qua che quel furor lo tiene,è sempre andato nudo all'ombra e al sole:se fosse nato all'aprica Siene,o dove Ammone il Garamante cole,o presso ai monti onde il gran Nilo spiccia,non dovrebbe la carne aver più arsiccia.

Che fosse Orlando, nulla le soviene:troppo è diverso da quel ch'esser suole.Da indi in qua che quel furor lo tiene,è sempre andato nudo all'ombra e al sole:se fosse nato all'aprica Siene,o dove Ammone il Garamante cole,o presso ai monti onde il gran Nilo spiccia,non dovrebbe la carne aver più arsiccia.

Che fosse Orlando, nulla le soviene:

troppo è diverso da quel ch'esser suole.

Da indi in qua che quel furor lo tiene,

è sempre andato nudo all'ombra e al sole:

se fosse nato all'aprica Siene,

o dove Ammone il Garamante cole,

o presso ai monti onde il gran Nilo spiccia,

non dovrebbe la carne aver più arsiccia.

60

Quasi ascosi avea gli occhi ne la testa,la faccia macra, e come un osso asciutta,la chioma rabuffata, orrida e mesta,la barba folta, spaventosa e brutta.Non più a vederlo Angelica fu presta,che fosse a ritornar, tremando tutta:tutta tremando, e empiendo il ciel di grida,si volse per aiuto alla sua guida.

Quasi ascosi avea gli occhi ne la testa,la faccia macra, e come un osso asciutta,la chioma rabuffata, orrida e mesta,la barba folta, spaventosa e brutta.Non più a vederlo Angelica fu presta,che fosse a ritornar, tremando tutta:tutta tremando, e empiendo il ciel di grida,si volse per aiuto alla sua guida.

Quasi ascosi avea gli occhi ne la testa,

la faccia macra, e come un osso asciutta,

la chioma rabuffata, orrida e mesta,

la barba folta, spaventosa e brutta.

Non più a vederlo Angelica fu presta,

che fosse a ritornar, tremando tutta:

tutta tremando, e empiendo il ciel di grida,

si volse per aiuto alla sua guida.

61

Come di lei s'accorse Orlando stolto,per ritenerla si levò di botto:così gli piacque il delicato volto,così ne venne immantinente giotto.D'averla amata e riverita moltoogni ricordo era in lui guasto e rotto.Gli corre dietro, e tien quella manierache terria il cane a seguitar la fera.

Come di lei s'accorse Orlando stolto,per ritenerla si levò di botto:così gli piacque il delicato volto,così ne venne immantinente giotto.D'averla amata e riverita moltoogni ricordo era in lui guasto e rotto.Gli corre dietro, e tien quella manierache terria il cane a seguitar la fera.

Come di lei s'accorse Orlando stolto,

per ritenerla si levò di botto:

così gli piacque il delicato volto,

così ne venne immantinente giotto.

D'averla amata e riverita molto

ogni ricordo era in lui guasto e rotto.

Gli corre dietro, e tien quella maniera

che terria il cane a seguitar la fera.

62

Il giovine che 'l pazzo seguir vedela donna sua, gli urta il cavallo adosso,e tutto a un tempo lo percuote e fiede,come lo trova che gli volta il dosso.Spiccar dal busto il capo se gli crede:ma la pelle trovò dura come osso,anzi via più ch'acciar; ch'Orlando natoimpenetrabile era ed affatato.

Il giovine che 'l pazzo seguir vedela donna sua, gli urta il cavallo adosso,e tutto a un tempo lo percuote e fiede,come lo trova che gli volta il dosso.Spiccar dal busto il capo se gli crede:ma la pelle trovò dura come osso,anzi via più ch'acciar; ch'Orlando natoimpenetrabile era ed affatato.

Il giovine che 'l pazzo seguir vede

la donna sua, gli urta il cavallo adosso,

e tutto a un tempo lo percuote e fiede,

come lo trova che gli volta il dosso.

Spiccar dal busto il capo se gli crede:

ma la pelle trovò dura come osso,

anzi via più ch'acciar; ch'Orlando nato

impenetrabile era ed affatato.

63

Come Orlando sentì battersi dietro,girossi, e nel girare il pugno strinse,e con la forza che passa ogni metro,ferì il destrier che 'l Saracino spinse.Feril sul capo, e come fosse vetro,lo spezzò sì, che quel cavallo estinse:e rivoltosse in un medesmo istantedietro a colei che gli fuggiva inante.

Come Orlando sentì battersi dietro,girossi, e nel girare il pugno strinse,e con la forza che passa ogni metro,ferì il destrier che 'l Saracino spinse.Feril sul capo, e come fosse vetro,lo spezzò sì, che quel cavallo estinse:e rivoltosse in un medesmo istantedietro a colei che gli fuggiva inante.

Come Orlando sentì battersi dietro,

girossi, e nel girare il pugno strinse,

e con la forza che passa ogni metro,

ferì il destrier che 'l Saracino spinse.

Feril sul capo, e come fosse vetro,

lo spezzò sì, che quel cavallo estinse:

e rivoltosse in un medesmo istante

dietro a colei che gli fuggiva inante.

64

Caccia Angelica in fretta la giumenta,e con sferza e con spron tocca e ritocca;che le parrebbe a quel bisogno lenta,se ben volasse più che stral da cocca.De l'annel c'ha nel dito si ramenta,che può salvarla, e se lo getta in bocca:e l'annel, che non perde il suo costume,la fa sparir come ad un soffio il lume.

Caccia Angelica in fretta la giumenta,e con sferza e con spron tocca e ritocca;che le parrebbe a quel bisogno lenta,se ben volasse più che stral da cocca.De l'annel c'ha nel dito si ramenta,che può salvarla, e se lo getta in bocca:e l'annel, che non perde il suo costume,la fa sparir come ad un soffio il lume.

Caccia Angelica in fretta la giumenta,

e con sferza e con spron tocca e ritocca;

che le parrebbe a quel bisogno lenta,

se ben volasse più che stral da cocca.

De l'annel c'ha nel dito si ramenta,

che può salvarla, e se lo getta in bocca:

e l'annel, che non perde il suo costume,

la fa sparir come ad un soffio il lume.

65

O fosse la paura, o che pigliassetanto disconcio nel mutar l'annello,o pur, che la giumenta traboccasse,che non posso affermar questo né quello;nel medesmo momento che si trassel'annello in bocca e celò il viso bello,levò le gambe ed uscì de l'arcione,e si trovò riversa in sul sabbione.

O fosse la paura, o che pigliassetanto disconcio nel mutar l'annello,o pur, che la giumenta traboccasse,che non posso affermar questo né quello;nel medesmo momento che si trassel'annello in bocca e celò il viso bello,levò le gambe ed uscì de l'arcione,e si trovò riversa in sul sabbione.

O fosse la paura, o che pigliasse

tanto disconcio nel mutar l'annello,

o pur, che la giumenta traboccasse,

che non posso affermar questo né quello;

nel medesmo momento che si trasse

l'annello in bocca e celò il viso bello,

levò le gambe ed uscì de l'arcione,

e si trovò riversa in sul sabbione.

66

Più corto che quel salto era dua dita,aviluppata rimanea col matto,che con l'urto le avria tolta la vita;ma gran ventura l'aiutò a quel tratto.Cerchi pur, ch'altro furto le dia aitad'un'altra bestia, come prima ha fatto;che più non è per riaver mai questach'inanzi al paladin l'arena pesta.

Più corto che quel salto era dua dita,aviluppata rimanea col matto,che con l'urto le avria tolta la vita;ma gran ventura l'aiutò a quel tratto.Cerchi pur, ch'altro furto le dia aitad'un'altra bestia, come prima ha fatto;che più non è per riaver mai questach'inanzi al paladin l'arena pesta.

Più corto che quel salto era dua dita,

aviluppata rimanea col matto,

che con l'urto le avria tolta la vita;

ma gran ventura l'aiutò a quel tratto.

Cerchi pur, ch'altro furto le dia aita

d'un'altra bestia, come prima ha fatto;

che più non è per riaver mai questa

ch'inanzi al paladin l'arena pesta.

67

Non dubitate già ch'ella non s'abbiaa provedere; e seguitiamo Orlando,in cui non cessa l'impeto e la rabbiaperché si vada Angelica celando.Segue la bestia per la nuda sabbia,e se le vien più sempre approssimando:già già la tocca, ed ecco l'ha nel crine,indi nel freno, e la ritiene al fine.

Non dubitate già ch'ella non s'abbiaa provedere; e seguitiamo Orlando,in cui non cessa l'impeto e la rabbiaperché si vada Angelica celando.Segue la bestia per la nuda sabbia,e se le vien più sempre approssimando:già già la tocca, ed ecco l'ha nel crine,indi nel freno, e la ritiene al fine.

Non dubitate già ch'ella non s'abbia

a provedere; e seguitiamo Orlando,

in cui non cessa l'impeto e la rabbia

perché si vada Angelica celando.

Segue la bestia per la nuda sabbia,

e se le vien più sempre approssimando:

già già la tocca, ed ecco l'ha nel crine,

indi nel freno, e la ritiene al fine.

68

Con quella festa il paladin la piglia,ch'un altro avrebbe fatto una donzella:le rassetta le redine e la briglia,e spicca un salto ed entra ne la sella;e correndo la caccia molte miglia,senza riposo, in questa parte e in quella:mai non le leva né sella né freno,né le lascia gustare erba né fieno.

Con quella festa il paladin la piglia,ch'un altro avrebbe fatto una donzella:le rassetta le redine e la briglia,e spicca un salto ed entra ne la sella;e correndo la caccia molte miglia,senza riposo, in questa parte e in quella:mai non le leva né sella né freno,né le lascia gustare erba né fieno.

Con quella festa il paladin la piglia,

ch'un altro avrebbe fatto una donzella:

le rassetta le redine e la briglia,

e spicca un salto ed entra ne la sella;

e correndo la caccia molte miglia,

senza riposo, in questa parte e in quella:

mai non le leva né sella né freno,

né le lascia gustare erba né fieno.

69

Volendosi cacciare oltre una fossa,sozzopra se ne va con la cavalla.Non nocque a lui, né sentì la percossa;ma nel fondo la misera si spalla.Non vede Orlando come trar la possa;e finalmente se l'arreca in spalla,e su ritorna, e va con tutto il carco,quanto in tre volte non trarrebbe un arco.

Volendosi cacciare oltre una fossa,sozzopra se ne va con la cavalla.Non nocque a lui, né sentì la percossa;ma nel fondo la misera si spalla.Non vede Orlando come trar la possa;e finalmente se l'arreca in spalla,e su ritorna, e va con tutto il carco,quanto in tre volte non trarrebbe un arco.

Volendosi cacciare oltre una fossa,

sozzopra se ne va con la cavalla.

Non nocque a lui, né sentì la percossa;

ma nel fondo la misera si spalla.

Non vede Orlando come trar la possa;

e finalmente se l'arreca in spalla,

e su ritorna, e va con tutto il carco,

quanto in tre volte non trarrebbe un arco.

70

Sentendo poi che gli gravava troppo,la pose in terra, e volea trarla a mano.Ella il seguia con passo lento e zoppo;dicea Orlando: — Camina! — e dicea invano.Se l'avesse seguito di galoppo,assai non era al desiderio insano.Al fin dal capo le levò il capestro,e dietro la legò sopra il piè destro;

Sentendo poi che gli gravava troppo,la pose in terra, e volea trarla a mano.Ella il seguia con passo lento e zoppo;dicea Orlando: — Camina! — e dicea invano.Se l'avesse seguito di galoppo,assai non era al desiderio insano.Al fin dal capo le levò il capestro,e dietro la legò sopra il piè destro;

Sentendo poi che gli gravava troppo,

la pose in terra, e volea trarla a mano.

Ella il seguia con passo lento e zoppo;

dicea Orlando: — Camina! — e dicea invano.

Se l'avesse seguito di galoppo,

assai non era al desiderio insano.

Al fin dal capo le levò il capestro,

e dietro la legò sopra il piè destro;

71

e così la strascina, e la confortache lo potrà seguir con maggior agio.Qual leva il pelo, e quale il cuoio porta,dei sassi ch'eran nel camin malvagio.La mal condotta bestia restò mortafinalmente di strazio e di disagio.Orlando non le pensa e non la guarda,e via correndo il suo camin non tarda.

e così la strascina, e la confortache lo potrà seguir con maggior agio.Qual leva il pelo, e quale il cuoio porta,dei sassi ch'eran nel camin malvagio.La mal condotta bestia restò mortafinalmente di strazio e di disagio.Orlando non le pensa e non la guarda,e via correndo il suo camin non tarda.

e così la strascina, e la conforta

che lo potrà seguir con maggior agio.

Qual leva il pelo, e quale il cuoio porta,

dei sassi ch'eran nel camin malvagio.

La mal condotta bestia restò morta

finalmente di strazio e di disagio.

Orlando non le pensa e non la guarda,

e via correndo il suo camin non tarda.

72

Di trarla, anco che morta, non rimase,continoando il corso ad occidente;e tuttavia saccheggia ville e case,se bisogno di cibo aver si sente;e frutte e carne e pan, pur ch'egli invase,rapisce; ed usa forza ad ogni gente:qual lascia morto e qual storpiato lassa;poco si ferma, e sempre inanzi passa.

Di trarla, anco che morta, non rimase,continoando il corso ad occidente;e tuttavia saccheggia ville e case,se bisogno di cibo aver si sente;e frutte e carne e pan, pur ch'egli invase,rapisce; ed usa forza ad ogni gente:qual lascia morto e qual storpiato lassa;poco si ferma, e sempre inanzi passa.

Di trarla, anco che morta, non rimase,

continoando il corso ad occidente;

e tuttavia saccheggia ville e case,

se bisogno di cibo aver si sente;

e frutte e carne e pan, pur ch'egli invase,

rapisce; ed usa forza ad ogni gente:

qual lascia morto e qual storpiato lassa;

poco si ferma, e sempre inanzi passa.

73

Avrebbe così fatto, o poco manco,alla sua donna, se non s'ascondea;perché non discernea il nero dal bianco,e di giovar, nocendo si credea.Deh maledetto sia l'annello ed ancoil cavallier che dato le l'avea!che se non era, avrebbe Orlando fattodi sé vendetta e di mill'altri a un tratto.

Avrebbe così fatto, o poco manco,alla sua donna, se non s'ascondea;perché non discernea il nero dal bianco,e di giovar, nocendo si credea.Deh maledetto sia l'annello ed ancoil cavallier che dato le l'avea!che se non era, avrebbe Orlando fattodi sé vendetta e di mill'altri a un tratto.

Avrebbe così fatto, o poco manco,

alla sua donna, se non s'ascondea;

perché non discernea il nero dal bianco,

e di giovar, nocendo si credea.

Deh maledetto sia l'annello ed anco

il cavallier che dato le l'avea!

che se non era, avrebbe Orlando fatto

di sé vendetta e di mill'altri a un tratto.

74

Né questa sola, ma fosser pur statein man d'Orlando quante oggi ne sono;ch'ad ogni modo tutte sono ingrate,né si trova tra loro oncia di buono.Ma prima che le corde rallentateal canto disugual rendano il suono,fia meglio differirlo a un'altra volta,acciò men sia noioso a chi l'ascolta.

Né questa sola, ma fosser pur statein man d'Orlando quante oggi ne sono;ch'ad ogni modo tutte sono ingrate,né si trova tra loro oncia di buono.Ma prima che le corde rallentateal canto disugual rendano il suono,fia meglio differirlo a un'altra volta,acciò men sia noioso a chi l'ascolta.

Né questa sola, ma fosser pur state

in man d'Orlando quante oggi ne sono;

ch'ad ogni modo tutte sono ingrate,

né si trova tra loro oncia di buono.

Ma prima che le corde rallentate

al canto disugual rendano il suono,

fia meglio differirlo a un'altra volta,

acciò men sia noioso a chi l'ascolta.


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