Chapter 34

Senza mai riposarsi o pigliar fiatodura fra quei duo re l'aspra battaglia,tentando ora da questo, or da quel latoaprir le piastre e penetrar la maglia.Né perde l'un, né l'altro acquista il prato,ma come intorno sian fosse o muraglia,o troppo costi ogn'oncia di quel loco,non si parton d'un cerchio angusto e poco.

Senza mai riposarsi o pigliar fiatodura fra quei duo re l'aspra battaglia,tentando ora da questo, or da quel latoaprir le piastre e penetrar la maglia.Né perde l'un, né l'altro acquista il prato,ma come intorno sian fosse o muraglia,o troppo costi ogn'oncia di quel loco,non si parton d'un cerchio angusto e poco.

Senza mai riposarsi o pigliar fiato

dura fra quei duo re l'aspra battaglia,

tentando ora da questo, or da quel lato

aprir le piastre e penetrar la maglia.

Né perde l'un, né l'altro acquista il prato,

ma come intorno sian fosse o muraglia,

o troppo costi ogn'oncia di quel loco,

non si parton d'un cerchio angusto e poco.

102

Fra mille colpi il Tartaro una voltacolse a duo mani in fronte il re d'Algiere;che gli fece veder girare in voltaquante mai furon fiacole e lumiere.Come ogni forza all'African sia tolta,le groppe del destrier col capo fere:perde la staffa, ed è, presente quellache cotant'ama, per uscir di sella.

Fra mille colpi il Tartaro una voltacolse a duo mani in fronte il re d'Algiere;che gli fece veder girare in voltaquante mai furon fiacole e lumiere.Come ogni forza all'African sia tolta,le groppe del destrier col capo fere:perde la staffa, ed è, presente quellache cotant'ama, per uscir di sella.

Fra mille colpi il Tartaro una volta

colse a duo mani in fronte il re d'Algiere;

che gli fece veder girare in volta

quante mai furon fiacole e lumiere.

Come ogni forza all'African sia tolta,

le groppe del destrier col capo fere:

perde la staffa, ed è, presente quella

che cotant'ama, per uscir di sella.

103

Ma come ben composto e valido arcodi fino acciaio in buona somma greve,quanto si china più, quanto è più carco,e più lo sforzan martinelli e lieve;con tanto più furor, quanto è poi scarco,ritorna, e fa più mal che non riceve:così quello African tosto risorge,e doppio il colpo all'inimico porge.

Ma come ben composto e valido arcodi fino acciaio in buona somma greve,quanto si china più, quanto è più carco,e più lo sforzan martinelli e lieve;con tanto più furor, quanto è poi scarco,ritorna, e fa più mal che non riceve:così quello African tosto risorge,e doppio il colpo all'inimico porge.

Ma come ben composto e valido arco

di fino acciaio in buona somma greve,

quanto si china più, quanto è più carco,

e più lo sforzan martinelli e lieve;

con tanto più furor, quanto è poi scarco,

ritorna, e fa più mal che non riceve:

così quello African tosto risorge,

e doppio il colpo all'inimico porge.

104

Rodomonte a quel segno ove fu colto,colse a punto il figliol del re Agricane.Per questo non poté nuocergli al volto,ch'in difesa trovò l'arme troiane;ma stordì in modo il Tartaro, che moltonon sapea s'era vespero o dimane.L'irato Rodomonte non s'arresta,che mena l'altro, e pur segna alla testa.

Rodomonte a quel segno ove fu colto,colse a punto il figliol del re Agricane.Per questo non poté nuocergli al volto,ch'in difesa trovò l'arme troiane;ma stordì in modo il Tartaro, che moltonon sapea s'era vespero o dimane.L'irato Rodomonte non s'arresta,che mena l'altro, e pur segna alla testa.

Rodomonte a quel segno ove fu colto,

colse a punto il figliol del re Agricane.

Per questo non poté nuocergli al volto,

ch'in difesa trovò l'arme troiane;

ma stordì in modo il Tartaro, che molto

non sapea s'era vespero o dimane.

L'irato Rodomonte non s'arresta,

che mena l'altro, e pur segna alla testa.

105

Il cavallo del Tartaro, ch'aborrela spada che fischiando cala d'alto,al suo signor con suo gran mal soccorre,perché s'arretra, per fuggir, d'un salto:il brando in mezzo il capo gli trascorre,ch'al signor, non a lui, movea l'assalto.Il miser non avea l'elmo di Troia,come il patrone; onde convien che muoia.

Il cavallo del Tartaro, ch'aborrela spada che fischiando cala d'alto,al suo signor con suo gran mal soccorre,perché s'arretra, per fuggir, d'un salto:il brando in mezzo il capo gli trascorre,ch'al signor, non a lui, movea l'assalto.Il miser non avea l'elmo di Troia,come il patrone; onde convien che muoia.

Il cavallo del Tartaro, ch'aborre

la spada che fischiando cala d'alto,

al suo signor con suo gran mal soccorre,

perché s'arretra, per fuggir, d'un salto:

il brando in mezzo il capo gli trascorre,

ch'al signor, non a lui, movea l'assalto.

Il miser non avea l'elmo di Troia,

come il patrone; onde convien che muoia.

106

Quel cade, e Mandricardo in piedi guizza,non più stordito, e Durindana aggira.Veder morto il cavallo entro gli adizza,e fuor divampa un grave incendio d'ira.L'African, per urtarlo, il destrier drizza;ma non più Mandricardo si ritira,che scoglio far soglia da l'onde: e avvenneche 'l destrier cadde, ed egli in piè si tenne.

Quel cade, e Mandricardo in piedi guizza,non più stordito, e Durindana aggira.Veder morto il cavallo entro gli adizza,e fuor divampa un grave incendio d'ira.L'African, per urtarlo, il destrier drizza;ma non più Mandricardo si ritira,che scoglio far soglia da l'onde: e avvenneche 'l destrier cadde, ed egli in piè si tenne.

Quel cade, e Mandricardo in piedi guizza,

non più stordito, e Durindana aggira.

Veder morto il cavallo entro gli adizza,

e fuor divampa un grave incendio d'ira.

L'African, per urtarlo, il destrier drizza;

ma non più Mandricardo si ritira,

che scoglio far soglia da l'onde: e avvenne

che 'l destrier cadde, ed egli in piè si tenne.

107

L'African che mancarsi il destrier sente,lascia le staffe e sugli arcion si ponta,e resta in piedi e sciolto agevolmente:così l'un l'altro poi di pari affronta.La pugna più che mai ribolle ardente,e l'odio e l'ira e la superbia monta:ed era per seguir; ma quivi giunsein fretta un messagger che gli disgiunse.

L'African che mancarsi il destrier sente,lascia le staffe e sugli arcion si ponta,e resta in piedi e sciolto agevolmente:così l'un l'altro poi di pari affronta.La pugna più che mai ribolle ardente,e l'odio e l'ira e la superbia monta:ed era per seguir; ma quivi giunsein fretta un messagger che gli disgiunse.

L'African che mancarsi il destrier sente,

lascia le staffe e sugli arcion si ponta,

e resta in piedi e sciolto agevolmente:

così l'un l'altro poi di pari affronta.

La pugna più che mai ribolle ardente,

e l'odio e l'ira e la superbia monta:

ed era per seguir; ma quivi giunse

in fretta un messagger che gli disgiunse.

108

Vi giunse un messagger del popul Moro,di molti che per Francia eran mandatia richiamare agli stendardi loroi capitani e i cavallier privati;perché l'imperator dai gigli d'orogli avea gli alloggiamenti già assediati;e se non è il soccorso a venir presto,l'eccidio suo conosce manifesto.

Vi giunse un messagger del popul Moro,di molti che per Francia eran mandatia richiamare agli stendardi loroi capitani e i cavallier privati;perché l'imperator dai gigli d'orogli avea gli alloggiamenti già assediati;e se non è il soccorso a venir presto,l'eccidio suo conosce manifesto.

Vi giunse un messagger del popul Moro,

di molti che per Francia eran mandati

a richiamare agli stendardi loro

i capitani e i cavallier privati;

perché l'imperator dai gigli d'oro

gli avea gli alloggiamenti già assediati;

e se non è il soccorso a venir presto,

l'eccidio suo conosce manifesto.

109

Riconobbe il messaggio i cavallieri,oltre all'insegne, oltre alle sopraveste,al girar de le spade, e ai colpi fierich'altre man non farebbeno che queste.Tra lor però non osa entrar, che speriche fra tant'ira sicurtà gli prestel'esser messo del re; né si confortaper dir ch'imbasciator pena non porta.

Riconobbe il messaggio i cavallieri,oltre all'insegne, oltre alle sopraveste,al girar de le spade, e ai colpi fierich'altre man non farebbeno che queste.Tra lor però non osa entrar, che speriche fra tant'ira sicurtà gli prestel'esser messo del re; né si confortaper dir ch'imbasciator pena non porta.

Riconobbe il messaggio i cavallieri,

oltre all'insegne, oltre alle sopraveste,

al girar de le spade, e ai colpi fieri

ch'altre man non farebbeno che queste.

Tra lor però non osa entrar, che speri

che fra tant'ira sicurtà gli preste

l'esser messo del re; né si conforta

per dir ch'imbasciator pena non porta.

110

Ma viene a Doralice, ed a lei narrach'Agramante, Marsilio e Stordilano,con pochi dentro a mal sicura sbarrasono assediati dal popul cristiano.Narrato il caso, con prieghi ne inarrache faccia il tutto ai duo guerrieri piano,e che gli accordi insieme, e per lo scampodel popul saracin li meni in campo.

Ma viene a Doralice, ed a lei narrach'Agramante, Marsilio e Stordilano,con pochi dentro a mal sicura sbarrasono assediati dal popul cristiano.Narrato il caso, con prieghi ne inarrache faccia il tutto ai duo guerrieri piano,e che gli accordi insieme, e per lo scampodel popul saracin li meni in campo.

Ma viene a Doralice, ed a lei narra

ch'Agramante, Marsilio e Stordilano,

con pochi dentro a mal sicura sbarra

sono assediati dal popul cristiano.

Narrato il caso, con prieghi ne inarra

che faccia il tutto ai duo guerrieri piano,

e che gli accordi insieme, e per lo scampo

del popul saracin li meni in campo.

111

Tra i cavallier la donna di gran coresi mette, e dice loro: — Io vi comando,per quanto so che mi portate amore,che riserbiate a miglior uso il brando,e ne vegnate subito in favoredel nostro campo saracino, quandosi trova ora assediato ne le tende,e presto aiuto, o gran ruina attende. —

Tra i cavallier la donna di gran coresi mette, e dice loro: — Io vi comando,per quanto so che mi portate amore,che riserbiate a miglior uso il brando,e ne vegnate subito in favoredel nostro campo saracino, quandosi trova ora assediato ne le tende,e presto aiuto, o gran ruina attende. —

Tra i cavallier la donna di gran core

si mette, e dice loro: — Io vi comando,

per quanto so che mi portate amore,

che riserbiate a miglior uso il brando,

e ne vegnate subito in favore

del nostro campo saracino, quando

si trova ora assediato ne le tende,

e presto aiuto, o gran ruina attende. —

112

Indi il messo soggiunse il gran perigliodei Saracini, e narrò il fatto a pieno;e diede insieme lettere del figliodel re Troiano al figlio d'Ulieno.Si piglia finalmente per consiglioche i duo guerrier, deposto ogni veneno,facciano insieme triegua fin al giornoche sia tolto l'assedio ai Mori intorno;

Indi il messo soggiunse il gran perigliodei Saracini, e narrò il fatto a pieno;e diede insieme lettere del figliodel re Troiano al figlio d'Ulieno.Si piglia finalmente per consiglioche i duo guerrier, deposto ogni veneno,facciano insieme triegua fin al giornoche sia tolto l'assedio ai Mori intorno;

Indi il messo soggiunse il gran periglio

dei Saracini, e narrò il fatto a pieno;

e diede insieme lettere del figlio

del re Troiano al figlio d'Ulieno.

Si piglia finalmente per consiglio

che i duo guerrier, deposto ogni veneno,

facciano insieme triegua fin al giorno

che sia tolto l'assedio ai Mori intorno;

113

e senza più dimora, come prialiberato d'assedio abbian lor gente,non s'intendano aver più compagnia,ma crudel guerra e inimicizia ardente,fin che con l'arme diffinito siachi la donna aver de' meritamente.Quella, ne le cui man giurato fue,fece la sicurtà per amendue.

e senza più dimora, come prialiberato d'assedio abbian lor gente,non s'intendano aver più compagnia,ma crudel guerra e inimicizia ardente,fin che con l'arme diffinito siachi la donna aver de' meritamente.Quella, ne le cui man giurato fue,fece la sicurtà per amendue.

e senza più dimora, come pria

liberato d'assedio abbian lor gente,

non s'intendano aver più compagnia,

ma crudel guerra e inimicizia ardente,

fin che con l'arme diffinito sia

chi la donna aver de' meritamente.

Quella, ne le cui man giurato fue,

fece la sicurtà per amendue.

114

Quivi era la Discordia impaziente,inimica di pace e d'ogni triegua;e la Superbia v'è, che non consentené vuol patir che tale accordo segua.Ma più di lor può Amor quivi presente,di cui l'alto valor nessuno adegua;e fe' ch'indietro, a colpi di saette,e la Discordia e la Superbia stette.

Quivi era la Discordia impaziente,inimica di pace e d'ogni triegua;e la Superbia v'è, che non consentené vuol patir che tale accordo segua.Ma più di lor può Amor quivi presente,di cui l'alto valor nessuno adegua;e fe' ch'indietro, a colpi di saette,e la Discordia e la Superbia stette.

Quivi era la Discordia impaziente,

inimica di pace e d'ogni triegua;

e la Superbia v'è, che non consente

né vuol patir che tale accordo segua.

Ma più di lor può Amor quivi presente,

di cui l'alto valor nessuno adegua;

e fe' ch'indietro, a colpi di saette,

e la Discordia e la Superbia stette.

115

Fu conclusa la triegua fra costorosì come piacque a chi di lor potea.Vi mancava uno dei cavalli loro,che morto quel del Tartaro giacea:però vi venne a tempo Brigliadoro,che le fresche erbe lungo il rio pascea.Ma al fin del canto io mi trovo esser giunto;sì ch'io farò, con vostra grazia, punto.

Fu conclusa la triegua fra costorosì come piacque a chi di lor potea.Vi mancava uno dei cavalli loro,che morto quel del Tartaro giacea:però vi venne a tempo Brigliadoro,che le fresche erbe lungo il rio pascea.Ma al fin del canto io mi trovo esser giunto;sì ch'io farò, con vostra grazia, punto.

Fu conclusa la triegua fra costoro

sì come piacque a chi di lor potea.

Vi mancava uno dei cavalli loro,

che morto quel del Tartaro giacea:

però vi venne a tempo Brigliadoro,

che le fresche erbe lungo il rio pascea.

Ma al fin del canto io mi trovo esser giunto;

sì ch'io farò, con vostra grazia, punto.


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