Altra volta a battaglia erano statiMandricardo e Ruggier solo per questo;e per che caso fosser distornati,io nol dirò, che già v'è manifesto.Dopo non s'eran mai più raccozzati,se non quivi ora; e Mandricardo presto,visto lo scudo alzò il superbo gridominacciando, e a Ruggier disse: — Io ti sfido.
Altra volta a battaglia erano statiMandricardo e Ruggier solo per questo;e per che caso fosser distornati,io nol dirò, che già v'è manifesto.Dopo non s'eran mai più raccozzati,se non quivi ora; e Mandricardo presto,visto lo scudo alzò il superbo gridominacciando, e a Ruggier disse: — Io ti sfido.
Altra volta a battaglia erano stati
Mandricardo e Ruggier solo per questo;
e per che caso fosser distornati,
io nol dirò, che già v'è manifesto.
Dopo non s'eran mai più raccozzati,
se non quivi ora; e Mandricardo presto,
visto lo scudo alzò il superbo grido
minacciando, e a Ruggier disse: — Io ti sfido.
102
Tu la mia insegna, temerario, porti;né questo è il primo dì ch'io te l'ho detto.E credi, pazzo, ancor ch'io tel comporti,per una volta ch'io t'ebbi rispetto?Ma poi che né minacce né confortiti pôn questa follia levar del petto,ti mostrerò quanto miglior partitot'era d'avermi subito ubbidito. —
Tu la mia insegna, temerario, porti;né questo è il primo dì ch'io te l'ho detto.E credi, pazzo, ancor ch'io tel comporti,per una volta ch'io t'ebbi rispetto?Ma poi che né minacce né confortiti pôn questa follia levar del petto,ti mostrerò quanto miglior partitot'era d'avermi subito ubbidito. —
Tu la mia insegna, temerario, porti;
né questo è il primo dì ch'io te l'ho detto.
E credi, pazzo, ancor ch'io tel comporti,
per una volta ch'io t'ebbi rispetto?
Ma poi che né minacce né conforti
ti pôn questa follia levar del petto,
ti mostrerò quanto miglior partito
t'era d'avermi subito ubbidito. —
103
Come ben riscaldato arrido legnoa piccol soffio subito s'accende,così s'avampa di Ruggier lo sdegnoal primo motto che di questo intende.— Ti pensi (disse) farmi stare al segno,perché quest'altro ancor meco contende?Ma mostrerotti ch'io son buon per torreFrontino a lui, lo scudo a te d'Ettorre.
Come ben riscaldato arrido legnoa piccol soffio subito s'accende,così s'avampa di Ruggier lo sdegnoal primo motto che di questo intende.— Ti pensi (disse) farmi stare al segno,perché quest'altro ancor meco contende?Ma mostrerotti ch'io son buon per torreFrontino a lui, lo scudo a te d'Ettorre.
Come ben riscaldato arrido legno
a piccol soffio subito s'accende,
così s'avampa di Ruggier lo sdegno
al primo motto che di questo intende.
— Ti pensi (disse) farmi stare al segno,
perché quest'altro ancor meco contende?
Ma mostrerotti ch'io son buon per torre
Frontino a lui, lo scudo a te d'Ettorre.
104
Un'altra volta pur per questo venniteco a battaglia, e non è gran tempo anco;ma d'ucciderti allora mi contenni,perché tu non avevi spada al fianco.Questi fatti saran, quelli fur cenni;e mal sarà per te quell'augel bianco,ch'antiqua insegna è stata di mia gente:tu te l'usurpi, io 'l porto giustamente. —
Un'altra volta pur per questo venniteco a battaglia, e non è gran tempo anco;ma d'ucciderti allora mi contenni,perché tu non avevi spada al fianco.Questi fatti saran, quelli fur cenni;e mal sarà per te quell'augel bianco,ch'antiqua insegna è stata di mia gente:tu te l'usurpi, io 'l porto giustamente. —
Un'altra volta pur per questo venni
teco a battaglia, e non è gran tempo anco;
ma d'ucciderti allora mi contenni,
perché tu non avevi spada al fianco.
Questi fatti saran, quelli fur cenni;
e mal sarà per te quell'augel bianco,
ch'antiqua insegna è stata di mia gente:
tu te l'usurpi, io 'l porto giustamente. —
105
— Anzi t'usurpi tu l'insegna mia! —rispose Mandricardo; e trasse il brando,quello che poco inanzi per folliaavea gittato alla foresta Orlando.Il buon Ruggier, che di sua cortesianon può non sempre ricordarsi, quandovide il Pagan ch'avea tratta la spada,lasciò cader la lancia ne la strada.
— Anzi t'usurpi tu l'insegna mia! —rispose Mandricardo; e trasse il brando,quello che poco inanzi per folliaavea gittato alla foresta Orlando.Il buon Ruggier, che di sua cortesianon può non sempre ricordarsi, quandovide il Pagan ch'avea tratta la spada,lasciò cader la lancia ne la strada.
— Anzi t'usurpi tu l'insegna mia! —
rispose Mandricardo; e trasse il brando,
quello che poco inanzi per follia
avea gittato alla foresta Orlando.
Il buon Ruggier, che di sua cortesia
non può non sempre ricordarsi, quando
vide il Pagan ch'avea tratta la spada,
lasciò cader la lancia ne la strada.
106
E tutto a un tempo Balisarda stringe,la buona spada, e me' lo scudo imbraccia:ma l'Africano in mezzo il destrier spinge,e Marfisa con lui presta si caccia;e l'uno questo, e l'altro quel respinge,e priegano amendui che non si faccia.Rodomonte si duol che rotto il pattodue volte ha Mandricardo, che fu fatto.
E tutto a un tempo Balisarda stringe,la buona spada, e me' lo scudo imbraccia:ma l'Africano in mezzo il destrier spinge,e Marfisa con lui presta si caccia;e l'uno questo, e l'altro quel respinge,e priegano amendui che non si faccia.Rodomonte si duol che rotto il pattodue volte ha Mandricardo, che fu fatto.
E tutto a un tempo Balisarda stringe,
la buona spada, e me' lo scudo imbraccia:
ma l'Africano in mezzo il destrier spinge,
e Marfisa con lui presta si caccia;
e l'uno questo, e l'altro quel respinge,
e priegano amendui che non si faccia.
Rodomonte si duol che rotto il patto
due volte ha Mandricardo, che fu fatto.
107
Prima, credendo d'acquistar Marfisa,fermato s'era a far più d'una giostra;or per privar Ruggier d'una divisa,di curar poco il re Agramante mostra.— Se pur (dicea) déi fare a questa guisa,finiàn prima tra noi la lite nostra,conveniente e più debita assai,ch'alcuna di quest'altre che prese hai.
Prima, credendo d'acquistar Marfisa,fermato s'era a far più d'una giostra;or per privar Ruggier d'una divisa,di curar poco il re Agramante mostra.— Se pur (dicea) déi fare a questa guisa,finiàn prima tra noi la lite nostra,conveniente e più debita assai,ch'alcuna di quest'altre che prese hai.
Prima, credendo d'acquistar Marfisa,
fermato s'era a far più d'una giostra;
or per privar Ruggier d'una divisa,
di curar poco il re Agramante mostra.
— Se pur (dicea) déi fare a questa guisa,
finiàn prima tra noi la lite nostra,
conveniente e più debita assai,
ch'alcuna di quest'altre che prese hai.
108
Con tal condizion fu stabilitala triegua e questo accordo ch'è fra nui.Come la pugna teco avrò finita,poi del destrier risponderò a costui.Tu del tuo scudo, rimanendo in vita,la lite avrai da terminar con lui;ma ti darò da far tanto, mi spero,che non n'avanzarà troppo a Ruggiero. —
Con tal condizion fu stabilitala triegua e questo accordo ch'è fra nui.Come la pugna teco avrò finita,poi del destrier risponderò a costui.Tu del tuo scudo, rimanendo in vita,la lite avrai da terminar con lui;ma ti darò da far tanto, mi spero,che non n'avanzarà troppo a Ruggiero. —
Con tal condizion fu stabilita
la triegua e questo accordo ch'è fra nui.
Come la pugna teco avrò finita,
poi del destrier risponderò a costui.
Tu del tuo scudo, rimanendo in vita,
la lite avrai da terminar con lui;
ma ti darò da far tanto, mi spero,
che non n'avanzarà troppo a Ruggiero. —
109
— La parte che ti pensi, non n'avrai(rispose Mandricardo a Rodomonte):io te ne darò più che non vorrai,e ti farò sudar dal piè alla fronte:e me ne rimarrà per darne assai(come non manca mai l'acqua del fonte)ed a Ruggiero ed a mill'altri seco,e a tutto il mondo che la voglia meco. —
— La parte che ti pensi, non n'avrai(rispose Mandricardo a Rodomonte):io te ne darò più che non vorrai,e ti farò sudar dal piè alla fronte:e me ne rimarrà per darne assai(come non manca mai l'acqua del fonte)ed a Ruggiero ed a mill'altri seco,e a tutto il mondo che la voglia meco. —
— La parte che ti pensi, non n'avrai
(rispose Mandricardo a Rodomonte):
io te ne darò più che non vorrai,
e ti farò sudar dal piè alla fronte:
e me ne rimarrà per darne assai
(come non manca mai l'acqua del fonte)
ed a Ruggiero ed a mill'altri seco,
e a tutto il mondo che la voglia meco. —
110
Moltiplicavan l'ire e le parolequando da questo e quando da quel lato:con Rodomonte e con Ruggier la vuoletutto in un tempo Mandricardo irato;Ruggier, ch'oltraggio sopportar non suole,non vuol più accordo, anzi litigio e piato.Marfisa or va da questo or da quel cantoper riparar, ma non può sola tanto.
Moltiplicavan l'ire e le parolequando da questo e quando da quel lato:con Rodomonte e con Ruggier la vuoletutto in un tempo Mandricardo irato;Ruggier, ch'oltraggio sopportar non suole,non vuol più accordo, anzi litigio e piato.Marfisa or va da questo or da quel cantoper riparar, ma non può sola tanto.
Moltiplicavan l'ire e le parole
quando da questo e quando da quel lato:
con Rodomonte e con Ruggier la vuole
tutto in un tempo Mandricardo irato;
Ruggier, ch'oltraggio sopportar non suole,
non vuol più accordo, anzi litigio e piato.
Marfisa or va da questo or da quel canto
per riparar, ma non può sola tanto.
111
Come il villan, se fuor per l'alte spondetrapela il fiume e cerca nuova strada,frettoloso a vietar che non affondei verdi paschi e la sperata biada,chiude una via ed un'altra, e si confonde;che se ripara quinci che non cada,quindi vede lassar gli argini molli,e fuor l'acqua spicciar con più rampolli:
Come il villan, se fuor per l'alte spondetrapela il fiume e cerca nuova strada,frettoloso a vietar che non affondei verdi paschi e la sperata biada,chiude una via ed un'altra, e si confonde;che se ripara quinci che non cada,quindi vede lassar gli argini molli,e fuor l'acqua spicciar con più rampolli:
Come il villan, se fuor per l'alte sponde
trapela il fiume e cerca nuova strada,
frettoloso a vietar che non affonde
i verdi paschi e la sperata biada,
chiude una via ed un'altra, e si confonde;
che se ripara quinci che non cada,
quindi vede lassar gli argini molli,
e fuor l'acqua spicciar con più rampolli:
112
così, mentre Ruggiero e Mandricardoe Rodomonte son tutti sozzopra,ch'ognun vuol dimostrarsi più gagliardo,ed ai compagni rimaner di sopra,Marfisa ad acchetarli have riguardo,e s'affatica, e perde il tempo e l'opra;che, come ne spicca uno e lo ritira,gli altri duo risalir vede con ira.
così, mentre Ruggiero e Mandricardoe Rodomonte son tutti sozzopra,ch'ognun vuol dimostrarsi più gagliardo,ed ai compagni rimaner di sopra,Marfisa ad acchetarli have riguardo,e s'affatica, e perde il tempo e l'opra;che, come ne spicca uno e lo ritira,gli altri duo risalir vede con ira.
così, mentre Ruggiero e Mandricardo
e Rodomonte son tutti sozzopra,
ch'ognun vuol dimostrarsi più gagliardo,
ed ai compagni rimaner di sopra,
Marfisa ad acchetarli have riguardo,
e s'affatica, e perde il tempo e l'opra;
che, come ne spicca uno e lo ritira,
gli altri duo risalir vede con ira.
113
Marfisa, che volea porgli d'accordo,dicea: — Signori, udite il mio consiglio:differire ogni lite è buon ricordofin ch'Agramante sia fuor di periglio.S'ognun vuole al suo fatto essere ingordo,anch'io con Mandricardo mi ripiglio;e vo' vedere al fin se guadagnarme,come egli ha detto, è buon per forza d'arme.
Marfisa, che volea porgli d'accordo,dicea: — Signori, udite il mio consiglio:differire ogni lite è buon ricordofin ch'Agramante sia fuor di periglio.S'ognun vuole al suo fatto essere ingordo,anch'io con Mandricardo mi ripiglio;e vo' vedere al fin se guadagnarme,come egli ha detto, è buon per forza d'arme.
Marfisa, che volea porgli d'accordo,
dicea: — Signori, udite il mio consiglio:
differire ogni lite è buon ricordo
fin ch'Agramante sia fuor di periglio.
S'ognun vuole al suo fatto essere ingordo,
anch'io con Mandricardo mi ripiglio;
e vo' vedere al fin se guadagnarme,
come egli ha detto, è buon per forza d'arme.
114
Ma se si de' soccorrere Agramante,soccorrasi, e tra noi non si contenda. —— Per me non si starà d'andare inante(disse Ruggier), pur che 'l destrier si renda.O che mi dia il cavallo, a far di tanteuna parola, o che da me il difenda:o che qui morto ho da restare, o ch'ioin campo ho da tornar sul destrier mio. —
Ma se si de' soccorrere Agramante,soccorrasi, e tra noi non si contenda. —— Per me non si starà d'andare inante(disse Ruggier), pur che 'l destrier si renda.O che mi dia il cavallo, a far di tanteuna parola, o che da me il difenda:o che qui morto ho da restare, o ch'ioin campo ho da tornar sul destrier mio. —
Ma se si de' soccorrere Agramante,
soccorrasi, e tra noi non si contenda. —
— Per me non si starà d'andare inante
(disse Ruggier), pur che 'l destrier si renda.
O che mi dia il cavallo, a far di tante
una parola, o che da me il difenda:
o che qui morto ho da restare, o ch'io
in campo ho da tornar sul destrier mio. —
115
Rispose Rodomonte: — Ottener questonon fia così, come quell'altro, lieve. —E seguitò dicendo: — Io ti protestoche, s'alcun danno il nostro re riceve,fia per tua colpa; ch'io per me non restodi fare a tempo quel che far si deve. —Ruggiero a quel protesto poco bada;ma stretto dal furor stringe la spada.
Rispose Rodomonte: — Ottener questonon fia così, come quell'altro, lieve. —E seguitò dicendo: — Io ti protestoche, s'alcun danno il nostro re riceve,fia per tua colpa; ch'io per me non restodi fare a tempo quel che far si deve. —Ruggiero a quel protesto poco bada;ma stretto dal furor stringe la spada.
Rispose Rodomonte: — Ottener questo
non fia così, come quell'altro, lieve. —
E seguitò dicendo: — Io ti protesto
che, s'alcun danno il nostro re riceve,
fia per tua colpa; ch'io per me non resto
di fare a tempo quel che far si deve. —
Ruggiero a quel protesto poco bada;
ma stretto dal furor stringe la spada.
116
Al re d'Algier come cingial si scaglia,e l'urta con lo scudo e con la spalla;e in modo lo disordina e sbarraglia,che fa che d'una staffa il piè gli falla.Mandricardo gli grida: — O la battagliadifferisci, Ruggiero, o meco falla; —e crudele e fellon più che mai fosse,Ruggier su l'elmo in questo dir percosse.
Al re d'Algier come cingial si scaglia,e l'urta con lo scudo e con la spalla;e in modo lo disordina e sbarraglia,che fa che d'una staffa il piè gli falla.Mandricardo gli grida: — O la battagliadifferisci, Ruggiero, o meco falla; —e crudele e fellon più che mai fosse,Ruggier su l'elmo in questo dir percosse.
Al re d'Algier come cingial si scaglia,
e l'urta con lo scudo e con la spalla;
e in modo lo disordina e sbarraglia,
che fa che d'una staffa il piè gli falla.
Mandricardo gli grida: — O la battaglia
differisci, Ruggiero, o meco falla; —
e crudele e fellon più che mai fosse,
Ruggier su l'elmo in questo dir percosse.
117
Fin sul collo al destrier Ruggier s'inchina,né, quando vuolsi rilevar, si puote;perché gli sopragiunge la ruinadel figlio d'Ulien che lo percuote.Se non era di tempra adamantina,fesso l'elmo gli avria fin tra le gote.Apre Ruggier le mani per l'ambascia,e l'una il fren, l'altra la spada lascia.
Fin sul collo al destrier Ruggier s'inchina,né, quando vuolsi rilevar, si puote;perché gli sopragiunge la ruinadel figlio d'Ulien che lo percuote.Se non era di tempra adamantina,fesso l'elmo gli avria fin tra le gote.Apre Ruggier le mani per l'ambascia,e l'una il fren, l'altra la spada lascia.
Fin sul collo al destrier Ruggier s'inchina,
né, quando vuolsi rilevar, si puote;
perché gli sopragiunge la ruina
del figlio d'Ulien che lo percuote.
Se non era di tempra adamantina,
fesso l'elmo gli avria fin tra le gote.
Apre Ruggier le mani per l'ambascia,
e l'una il fren, l'altra la spada lascia.
118
Se lo porta il destrier per la campagna:dietro gli resta in terra Balisarda.Marfisa che quel dì fatta compagnase gli era d'arme, par ch'avampi ed arda,che solo fra que' duo così rimagna:e come era magnanima e gagliarda,si drizza a Mandricardo, e col poterech'avea maggior, sopra la testa il fiere.
Se lo porta il destrier per la campagna:dietro gli resta in terra Balisarda.Marfisa che quel dì fatta compagnase gli era d'arme, par ch'avampi ed arda,che solo fra que' duo così rimagna:e come era magnanima e gagliarda,si drizza a Mandricardo, e col poterech'avea maggior, sopra la testa il fiere.
Se lo porta il destrier per la campagna:
dietro gli resta in terra Balisarda.
Marfisa che quel dì fatta compagna
se gli era d'arme, par ch'avampi ed arda,
che solo fra que' duo così rimagna:
e come era magnanima e gagliarda,
si drizza a Mandricardo, e col potere
ch'avea maggior, sopra la testa il fiere.
119
Rodomonte a Ruggier dietro si spinge:vinto è Frontin, s'un'altra gli n'appicca;ma Ricciardetto con Vivian si stringe,e tra Ruggiero e 'l Saracin si ficca.L'uno urta Rodomonte e lo rispinge,e da Ruggier per forza lo dispicca;l'altro la spada sua, che fu Viviano,pone a Ruggier, già risentito, in mano.
Rodomonte a Ruggier dietro si spinge:vinto è Frontin, s'un'altra gli n'appicca;ma Ricciardetto con Vivian si stringe,e tra Ruggiero e 'l Saracin si ficca.L'uno urta Rodomonte e lo rispinge,e da Ruggier per forza lo dispicca;l'altro la spada sua, che fu Viviano,pone a Ruggier, già risentito, in mano.
Rodomonte a Ruggier dietro si spinge:
vinto è Frontin, s'un'altra gli n'appicca;
ma Ricciardetto con Vivian si stringe,
e tra Ruggiero e 'l Saracin si ficca.
L'uno urta Rodomonte e lo rispinge,
e da Ruggier per forza lo dispicca;
l'altro la spada sua, che fu Viviano,
pone a Ruggier, già risentito, in mano.
120
Tosto che 'l buon Ruggiero in sé ritorna,e che Vivian la spada gli appresenta,a vendicar l'ingiuria non soggiorna,e verso il re d'Algier ratto s'aventa,come il leon che tolto su le cornadal bue sia stato, e che 'l dolor non senta:sì sdegno ed ira ed impeto l'affretta,stimula e sferza a far la sua vendetta.
Tosto che 'l buon Ruggiero in sé ritorna,e che Vivian la spada gli appresenta,a vendicar l'ingiuria non soggiorna,e verso il re d'Algier ratto s'aventa,come il leon che tolto su le cornadal bue sia stato, e che 'l dolor non senta:sì sdegno ed ira ed impeto l'affretta,stimula e sferza a far la sua vendetta.
Tosto che 'l buon Ruggiero in sé ritorna,
e che Vivian la spada gli appresenta,
a vendicar l'ingiuria non soggiorna,
e verso il re d'Algier ratto s'aventa,
come il leon che tolto su le corna
dal bue sia stato, e che 'l dolor non senta:
sì sdegno ed ira ed impeto l'affretta,
stimula e sferza a far la sua vendetta.
121
Ruggier sul capo al Saracin tempesta:e se la spada sua si ritrovasse,che, come ho detto, al comminciar di questapugna, di man gran fellonia gli trasse,mi credo ch'a difendere la testadi Rodomonte l'elmo non bastasse,l'elmo che fece il re far di Babellequando muover pensò guerra alle stelle.
Ruggier sul capo al Saracin tempesta:e se la spada sua si ritrovasse,che, come ho detto, al comminciar di questapugna, di man gran fellonia gli trasse,mi credo ch'a difendere la testadi Rodomonte l'elmo non bastasse,l'elmo che fece il re far di Babellequando muover pensò guerra alle stelle.
Ruggier sul capo al Saracin tempesta:
e se la spada sua si ritrovasse,
che, come ho detto, al comminciar di questa
pugna, di man gran fellonia gli trasse,
mi credo ch'a difendere la testa
di Rodomonte l'elmo non bastasse,
l'elmo che fece il re far di Babelle
quando muover pensò guerra alle stelle.
122
La Discordia, credendo non poterealtro esser quivi che contese e risse,né vi dovesse mai più luogo avereo pace o triegua, alla sorella dissech'omai sicuramente a rivederei monachetti suoi seco venisse.Lasciànle andare, e stiàn noi dove in fronteRuggiero avea ferito Rodomonte.
La Discordia, credendo non poterealtro esser quivi che contese e risse,né vi dovesse mai più luogo avereo pace o triegua, alla sorella dissech'omai sicuramente a rivederei monachetti suoi seco venisse.Lasciànle andare, e stiàn noi dove in fronteRuggiero avea ferito Rodomonte.
La Discordia, credendo non potere
altro esser quivi che contese e risse,
né vi dovesse mai più luogo avere
o pace o triegua, alla sorella disse
ch'omai sicuramente a rivedere
i monachetti suoi seco venisse.
Lasciànle andare, e stiàn noi dove in fronte
Ruggiero avea ferito Rodomonte.
123
Fu il colpo di Ruggier di sì gran forza,che fece in su la groppa di Frontinopercuoter l'elmo e quella dura scorzadi ch'avea armato il dosso il Saracino,e lui tre volte e quattro a poggia e ad orzapiegar per gire in terra a capo chino;e la spada egli ancora avria perduta,se legata alla man non fosse suta.
Fu il colpo di Ruggier di sì gran forza,che fece in su la groppa di Frontinopercuoter l'elmo e quella dura scorzadi ch'avea armato il dosso il Saracino,e lui tre volte e quattro a poggia e ad orzapiegar per gire in terra a capo chino;e la spada egli ancora avria perduta,se legata alla man non fosse suta.
Fu il colpo di Ruggier di sì gran forza,
che fece in su la groppa di Frontino
percuoter l'elmo e quella dura scorza
di ch'avea armato il dosso il Saracino,
e lui tre volte e quattro a poggia e ad orza
piegar per gire in terra a capo chino;
e la spada egli ancora avria perduta,
se legata alla man non fosse suta.
124
Avea Marfisa a Mandricardo intantofatto sudar la fronte, il viso e il petto,ed egli aveva a lei fatto altretanto;ma sì l'osbergo d'ambi era perfetto,che mai poter falsarlo in nessun canto,e stati eran sin qui pari in effetto:ma in un voltar che fece il suo destriero,bisogno ebbe Marfisa di Ruggiero.
Avea Marfisa a Mandricardo intantofatto sudar la fronte, il viso e il petto,ed egli aveva a lei fatto altretanto;ma sì l'osbergo d'ambi era perfetto,che mai poter falsarlo in nessun canto,e stati eran sin qui pari in effetto:ma in un voltar che fece il suo destriero,bisogno ebbe Marfisa di Ruggiero.
Avea Marfisa a Mandricardo intanto
fatto sudar la fronte, il viso e il petto,
ed egli aveva a lei fatto altretanto;
ma sì l'osbergo d'ambi era perfetto,
che mai poter falsarlo in nessun canto,
e stati eran sin qui pari in effetto:
ma in un voltar che fece il suo destriero,
bisogno ebbe Marfisa di Ruggiero.
125
Il destrier di Marfisa in un voltarsiche fece stretto, ov'era molle il prato,sdrucciolò in guisa, che non poté aitarsidi non tutto cader sul destro lato;e nel volere in fretta rilevarsi,da Brigliador fu pel traverso urtato,con che il pagan poco cortese venne;sì che cader di nuovo gli convenne.
Il destrier di Marfisa in un voltarsiche fece stretto, ov'era molle il prato,sdrucciolò in guisa, che non poté aitarsidi non tutto cader sul destro lato;e nel volere in fretta rilevarsi,da Brigliador fu pel traverso urtato,con che il pagan poco cortese venne;sì che cader di nuovo gli convenne.
Il destrier di Marfisa in un voltarsi
che fece stretto, ov'era molle il prato,
sdrucciolò in guisa, che non poté aitarsi
di non tutto cader sul destro lato;
e nel volere in fretta rilevarsi,
da Brigliador fu pel traverso urtato,
con che il pagan poco cortese venne;
sì che cader di nuovo gli convenne.
126
Ruggier che la donzella a mal partitovide giacer, non differì il soccorso,or che l'agio n'avea, poi che storditoda sé lontan quell'altro era trascorso:ferì su l'elmo il Tartaro; e partitoquel colpo gli avria il capo, come un torso,se Ruggier Balisarda avesse avuta,o Mandricardo in capo altra barbuta.
Ruggier che la donzella a mal partitovide giacer, non differì il soccorso,or che l'agio n'avea, poi che storditoda sé lontan quell'altro era trascorso:ferì su l'elmo il Tartaro; e partitoquel colpo gli avria il capo, come un torso,se Ruggier Balisarda avesse avuta,o Mandricardo in capo altra barbuta.
Ruggier che la donzella a mal partito
vide giacer, non differì il soccorso,
or che l'agio n'avea, poi che stordito
da sé lontan quell'altro era trascorso:
ferì su l'elmo il Tartaro; e partito
quel colpo gli avria il capo, come un torso,
se Ruggier Balisarda avesse avuta,
o Mandricardo in capo altra barbuta.
127
Il re d'Algier che si risente in questo,si volge intorno, e Ricciardetto vede;e si ricorda che gli fu molestodianzi, quando soccorso a Ruggier diede.A lui si drizza, e saria stato prestoa darli del ben fare aspra mercede,se con grande arte e nuovo incanto tostonon se gli fosse Malagigi opposto.
Il re d'Algier che si risente in questo,si volge intorno, e Ricciardetto vede;e si ricorda che gli fu molestodianzi, quando soccorso a Ruggier diede.A lui si drizza, e saria stato prestoa darli del ben fare aspra mercede,se con grande arte e nuovo incanto tostonon se gli fosse Malagigi opposto.
Il re d'Algier che si risente in questo,
si volge intorno, e Ricciardetto vede;
e si ricorda che gli fu molesto
dianzi, quando soccorso a Ruggier diede.
A lui si drizza, e saria stato presto
a darli del ben fare aspra mercede,
se con grande arte e nuovo incanto tosto
non se gli fosse Malagigi opposto.
128
Malagigi, che sa d'ogni maliaquel che ne sappia alcun mago eccellente,ancor che 'l libro suo seco non sia,con che fermare il sole era possente,pur la scongiurazione onde soliacommandare ai demoni aveva a mente:tosto in corpo al ronzino un ne costringedi Doralice, ed in furor lo spinge.
Malagigi, che sa d'ogni maliaquel che ne sappia alcun mago eccellente,ancor che 'l libro suo seco non sia,con che fermare il sole era possente,pur la scongiurazione onde soliacommandare ai demoni aveva a mente:tosto in corpo al ronzino un ne costringedi Doralice, ed in furor lo spinge.
Malagigi, che sa d'ogni malia
quel che ne sappia alcun mago eccellente,
ancor che 'l libro suo seco non sia,
con che fermare il sole era possente,
pur la scongiurazione onde solia
commandare ai demoni aveva a mente:
tosto in corpo al ronzino un ne costringe
di Doralice, ed in furor lo spinge.
129
Nel mansueto ubino che sul dossoavea la figlia del re Stordilano,fece entrar un degli angel di Minossosol con parole il frate di Viviano:e quel che dianzi mai non s'era mosso,se non quanto ubidito avea alla mano,or d'improviso spiccò in aria un salto,che trenta piè fu lungo e sedeci alto.
Nel mansueto ubino che sul dossoavea la figlia del re Stordilano,fece entrar un degli angel di Minossosol con parole il frate di Viviano:e quel che dianzi mai non s'era mosso,se non quanto ubidito avea alla mano,or d'improviso spiccò in aria un salto,che trenta piè fu lungo e sedeci alto.
Nel mansueto ubino che sul dosso
avea la figlia del re Stordilano,
fece entrar un degli angel di Minosso
sol con parole il frate di Viviano:
e quel che dianzi mai non s'era mosso,
se non quanto ubidito avea alla mano,
or d'improviso spiccò in aria un salto,
che trenta piè fu lungo e sedeci alto.
130
Fu grande il salto, non però di sorteche ne dovesse alcun perder la sella.Quando si vide in alto, gridò forte(che si tenne per morta) la donzella.Quel ronzin, come il diavol se lo porte,dopo un gran salto se ne va con quella,che pur grida soccorso, in tanta fretta,che non l'avrebbe giunto una saetta.
Fu grande il salto, non però di sorteche ne dovesse alcun perder la sella.Quando si vide in alto, gridò forte(che si tenne per morta) la donzella.Quel ronzin, come il diavol se lo porte,dopo un gran salto se ne va con quella,che pur grida soccorso, in tanta fretta,che non l'avrebbe giunto una saetta.
Fu grande il salto, non però di sorte
che ne dovesse alcun perder la sella.
Quando si vide in alto, gridò forte
(che si tenne per morta) la donzella.
Quel ronzin, come il diavol se lo porte,
dopo un gran salto se ne va con quella,
che pur grida soccorso, in tanta fretta,
che non l'avrebbe giunto una saetta.
131
Da la battaglia il figlio d'Ulienosi levò al primo suon di quella voce;e dove furiava il palafreno,per la donna aiutar n'andò veloce.Mandricardo di lui non fece meno,né più a Ruggier, né più a Marfisa nòce;ma, senza chieder loro o paci o tregue,e Rodomonte e Doralice segue.
Da la battaglia il figlio d'Ulienosi levò al primo suon di quella voce;e dove furiava il palafreno,per la donna aiutar n'andò veloce.Mandricardo di lui non fece meno,né più a Ruggier, né più a Marfisa nòce;ma, senza chieder loro o paci o tregue,e Rodomonte e Doralice segue.
Da la battaglia il figlio d'Ulieno
si levò al primo suon di quella voce;
e dove furiava il palafreno,
per la donna aiutar n'andò veloce.
Mandricardo di lui non fece meno,
né più a Ruggier, né più a Marfisa nòce;
ma, senza chieder loro o paci o tregue,
e Rodomonte e Doralice segue.
132
Marfisa intanto si levò di terra,e tutta ardendo di disdegno e d'ira,credesi far la sua vendetta, ed erra;che troppo lungi il suo nimico mira.Ruggier, ch'aver tal fin vede la guerra,rugge come un leon, non che sospira.Ben sanno che Frontino e Brigliadorogiunger non ponno coi cavalli loro.
Marfisa intanto si levò di terra,e tutta ardendo di disdegno e d'ira,credesi far la sua vendetta, ed erra;che troppo lungi il suo nimico mira.Ruggier, ch'aver tal fin vede la guerra,rugge come un leon, non che sospira.Ben sanno che Frontino e Brigliadorogiunger non ponno coi cavalli loro.
Marfisa intanto si levò di terra,
e tutta ardendo di disdegno e d'ira,
credesi far la sua vendetta, ed erra;
che troppo lungi il suo nimico mira.
Ruggier, ch'aver tal fin vede la guerra,
rugge come un leon, non che sospira.
Ben sanno che Frontino e Brigliadoro
giunger non ponno coi cavalli loro.
133
Ruggier non vuol cessar fin che decisacol re d'Algier non l'abbia del cavallo:non vuol quietar il Tartaro Marfisa,che provato a suo senno anco non hallo.Lasciar la sua querela a questa guisaparrebbe all'uno e all'altro troppo fallo.Di commune parer disegno fassidi chi offesi gli avea seguire i passi.
Ruggier non vuol cessar fin che decisacol re d'Algier non l'abbia del cavallo:non vuol quietar il Tartaro Marfisa,che provato a suo senno anco non hallo.Lasciar la sua querela a questa guisaparrebbe all'uno e all'altro troppo fallo.Di commune parer disegno fassidi chi offesi gli avea seguire i passi.
Ruggier non vuol cessar fin che decisa
col re d'Algier non l'abbia del cavallo:
non vuol quietar il Tartaro Marfisa,
che provato a suo senno anco non hallo.
Lasciar la sua querela a questa guisa
parrebbe all'uno e all'altro troppo fallo.
Di commune parer disegno fassi
di chi offesi gli avea seguire i passi.
134
Nel campo saracin li troveranno,quando non possan ritrovarli prima;che per levar l'assedio iti seranno,prima che 'l re di Francia il tutto opprima.Così dirittamente se ne vannodove averli a man salva fanno stima.Già non andò Ruggier così di botto,che non facesse ai suoi compagni motto.
Nel campo saracin li troveranno,quando non possan ritrovarli prima;che per levar l'assedio iti seranno,prima che 'l re di Francia il tutto opprima.Così dirittamente se ne vannodove averli a man salva fanno stima.Già non andò Ruggier così di botto,che non facesse ai suoi compagni motto.
Nel campo saracin li troveranno,
quando non possan ritrovarli prima;
che per levar l'assedio iti seranno,
prima che 'l re di Francia il tutto opprima.
Così dirittamente se ne vanno
dove averli a man salva fanno stima.
Già non andò Ruggier così di botto,
che non facesse ai suoi compagni motto.
135
Ruggier se ne ritorna ove in disparteera il fratel de la sua donna bella,e se gli proferisce in ogni parteamico, per fortuna e buona e fella:indi lo priega (e lo fa con bella arte)che saluti in suo nome la sorella;e questo così ben gli venne detto,che né a lui diè né agli altri alcun sospetto.
Ruggier se ne ritorna ove in disparteera il fratel de la sua donna bella,e se gli proferisce in ogni parteamico, per fortuna e buona e fella:indi lo priega (e lo fa con bella arte)che saluti in suo nome la sorella;e questo così ben gli venne detto,che né a lui diè né agli altri alcun sospetto.
Ruggier se ne ritorna ove in disparte
era il fratel de la sua donna bella,
e se gli proferisce in ogni parte
amico, per fortuna e buona e fella:
indi lo priega (e lo fa con bella arte)
che saluti in suo nome la sorella;
e questo così ben gli venne detto,
che né a lui diè né agli altri alcun sospetto.
136
E da lui, da Vivian, da Malagigi,dal ferito Aldigier tolse commiato.Si proferiro anch'essi alli servigidi lui, debitor sempre in ogni lato.Marfisa avea sì il cor d'ire a Parigi,che 'l salutar gli amici avea scordato;ma Malagigi andò tanto e Viviano,che pur la salutaron di lontano;
E da lui, da Vivian, da Malagigi,dal ferito Aldigier tolse commiato.Si proferiro anch'essi alli servigidi lui, debitor sempre in ogni lato.Marfisa avea sì il cor d'ire a Parigi,che 'l salutar gli amici avea scordato;ma Malagigi andò tanto e Viviano,che pur la salutaron di lontano;
E da lui, da Vivian, da Malagigi,
dal ferito Aldigier tolse commiato.
Si proferiro anch'essi alli servigi
di lui, debitor sempre in ogni lato.
Marfisa avea sì il cor d'ire a Parigi,
che 'l salutar gli amici avea scordato;
ma Malagigi andò tanto e Viviano,
che pur la salutaron di lontano;
137
e così Ricciardetto; ma Aldigierogiace, e convien che suo malgrado resti.Verso Parigi avean preso il sentieroquelli duo prima, ed or lo piglian questi.Dirvi, Signor, ne l'altro canto speromiracolosi e sopraumani gesti,che con danno degli uomini di Carloambe le coppie fer, di ch'io vi parlo.
e così Ricciardetto; ma Aldigierogiace, e convien che suo malgrado resti.Verso Parigi avean preso il sentieroquelli duo prima, ed or lo piglian questi.Dirvi, Signor, ne l'altro canto speromiracolosi e sopraumani gesti,che con danno degli uomini di Carloambe le coppie fer, di ch'io vi parlo.
e così Ricciardetto; ma Aldigiero
giace, e convien che suo malgrado resti.
Verso Parigi avean preso il sentiero
quelli duo prima, ed or lo piglian questi.
Dirvi, Signor, ne l'altro canto spero
miracolosi e sopraumani gesti,
che con danno degli uomini di Carlo
ambe le coppie fer, di ch'io vi parlo.