Chapter 47

S'impallidisce e tutta cangia in viso,che tal sentenza udir poco le aggrada.Ma Bradamante con un saggio aviso,che per pietà non vuol che se ne vada,rispose: — A me non par che ben deciso,né che ben giusto alcun giudicio cada,ove prima non s'oda quanto nieghila parte o affermi, e sue ragioni alleghi.

S'impallidisce e tutta cangia in viso,che tal sentenza udir poco le aggrada.Ma Bradamante con un saggio aviso,che per pietà non vuol che se ne vada,rispose: — A me non par che ben deciso,né che ben giusto alcun giudicio cada,ove prima non s'oda quanto nieghila parte o affermi, e sue ragioni alleghi.

S'impallidisce e tutta cangia in viso,

che tal sentenza udir poco le aggrada.

Ma Bradamante con un saggio aviso,

che per pietà non vuol che se ne vada,

rispose: — A me non par che ben deciso,

né che ben giusto alcun giudicio cada,

ove prima non s'oda quanto nieghi

la parte o affermi, e sue ragioni alleghi.

102

Io ch'a difender questa causa toglio,dico: o più bella o men ch'io sia di lei,non venni come donna qui, né voglioche sian di donna ora i progressi miei.Ma chi dirà, se tutta non mi spoglio,s'io sono o s'io non son quel ch'è costei?E quel che non si sa non si de' dire,e tanto men, quando altri n'ha a patire.

Io ch'a difender questa causa toglio,dico: o più bella o men ch'io sia di lei,non venni come donna qui, né voglioche sian di donna ora i progressi miei.Ma chi dirà, se tutta non mi spoglio,s'io sono o s'io non son quel ch'è costei?E quel che non si sa non si de' dire,e tanto men, quando altri n'ha a patire.

Io ch'a difender questa causa toglio,

dico: o più bella o men ch'io sia di lei,

non venni come donna qui, né voglio

che sian di donna ora i progressi miei.

Ma chi dirà, se tutta non mi spoglio,

s'io sono o s'io non son quel ch'è costei?

E quel che non si sa non si de' dire,

e tanto men, quando altri n'ha a patire.

103

Ben son degli altri ancor, c'hanno le chiomelunghe, com'io, né donne son per questo.Se come cavallier la stanza, o comedonna acquistata m'abbia, è manifesto:perché dunque volete darmi nomedi donna, se di maschio è ogni mio gesto?La legge vostra vuol che ne sian spintedonne da donne, e non da guerrier vinte.

Ben son degli altri ancor, c'hanno le chiomelunghe, com'io, né donne son per questo.Se come cavallier la stanza, o comedonna acquistata m'abbia, è manifesto:perché dunque volete darmi nomedi donna, se di maschio è ogni mio gesto?La legge vostra vuol che ne sian spintedonne da donne, e non da guerrier vinte.

Ben son degli altri ancor, c'hanno le chiome

lunghe, com'io, né donne son per questo.

Se come cavallier la stanza, o come

donna acquistata m'abbia, è manifesto:

perché dunque volete darmi nome

di donna, se di maschio è ogni mio gesto?

La legge vostra vuol che ne sian spinte

donne da donne, e non da guerrier vinte.

104

Poniamo ancor, che, come a voi pur pare,io donna sia (che non però il concedo),ma che la mia beltà non fosse parea quella di costei; non però credoche mi vorreste la mercé levaredi mia virtù, se ben di viso io cedo.Perder per men beltà giusto non parmiquel c'ho acquistato per virtù con l'armi.

Poniamo ancor, che, come a voi pur pare,io donna sia (che non però il concedo),ma che la mia beltà non fosse parea quella di costei; non però credoche mi vorreste la mercé levaredi mia virtù, se ben di viso io cedo.Perder per men beltà giusto non parmiquel c'ho acquistato per virtù con l'armi.

Poniamo ancor, che, come a voi pur pare,

io donna sia (che non però il concedo),

ma che la mia beltà non fosse pare

a quella di costei; non però credo

che mi vorreste la mercé levare

di mia virtù, se ben di viso io cedo.

Perder per men beltà giusto non parmi

quel c'ho acquistato per virtù con l'armi.

105

E quando ancor fosse l'usanza tale,che chi perde in beltà ne dovesse ire,io ci vorrei restare, o bene o maleche la mia ostinazion dovesse uscire.Per questo, che contesa disegualeè tra me e questa donna, vo' inferireche, contendendo di beltà, può assaiperdere, e meco guadagnar non mai.

E quando ancor fosse l'usanza tale,che chi perde in beltà ne dovesse ire,io ci vorrei restare, o bene o maleche la mia ostinazion dovesse uscire.Per questo, che contesa disegualeè tra me e questa donna, vo' inferireche, contendendo di beltà, può assaiperdere, e meco guadagnar non mai.

E quando ancor fosse l'usanza tale,

che chi perde in beltà ne dovesse ire,

io ci vorrei restare, o bene o male

che la mia ostinazion dovesse uscire.

Per questo, che contesa diseguale

è tra me e questa donna, vo' inferire

che, contendendo di beltà, può assai

perdere, e meco guadagnar non mai.

106

E se guadagni e perdite non sonoin tutto pari, ingiusto è ogni partito:sì ch'a lei per ragion, sì ancor per donospezial, non sia l'albergo proibito.E s'alcuno di dir che non sia buonoe dritto il mio giudizio sarà ardito,sarò per sostenergli a suo piacere,che 'l mio sia vero, e falso il suo parere. —

E se guadagni e perdite non sonoin tutto pari, ingiusto è ogni partito:sì ch'a lei per ragion, sì ancor per donospezial, non sia l'albergo proibito.E s'alcuno di dir che non sia buonoe dritto il mio giudizio sarà ardito,sarò per sostenergli a suo piacere,che 'l mio sia vero, e falso il suo parere. —

E se guadagni e perdite non sono

in tutto pari, ingiusto è ogni partito:

sì ch'a lei per ragion, sì ancor per dono

spezial, non sia l'albergo proibito.

E s'alcuno di dir che non sia buono

e dritto il mio giudizio sarà ardito,

sarò per sostenergli a suo piacere,

che 'l mio sia vero, e falso il suo parere. —

107

La figliuola d'Amon, mossa a pietadeche questa gentil donna debba a tortoesser cacciata ove la pioggia cade,ove né tetto, ove né pure è un sporto,al signor de l'albergo persuadecon ragion molte e con parlare accorto,ma molto più con quel ch'al fin concluse,che resti cheto e accetti le sue scuse.

La figliuola d'Amon, mossa a pietadeche questa gentil donna debba a tortoesser cacciata ove la pioggia cade,ove né tetto, ove né pure è un sporto,al signor de l'albergo persuadecon ragion molte e con parlare accorto,ma molto più con quel ch'al fin concluse,che resti cheto e accetti le sue scuse.

La figliuola d'Amon, mossa a pietade

che questa gentil donna debba a torto

esser cacciata ove la pioggia cade,

ove né tetto, ove né pure è un sporto,

al signor de l'albergo persuade

con ragion molte e con parlare accorto,

ma molto più con quel ch'al fin concluse,

che resti cheto e accetti le sue scuse.

108

Qual sotto il più cocente ardore estivo,quando di ber più desiosa è l'erba,il fior ch'era vicino a restar privodi tutto quell'umor ch'in vita il serba,sente l'amata pioggia e si fa vivo;così, poi che difesa sì superbasi vide apparecchiar la messaggera,lieta e bella tornò come prim'era.

Qual sotto il più cocente ardore estivo,quando di ber più desiosa è l'erba,il fior ch'era vicino a restar privodi tutto quell'umor ch'in vita il serba,sente l'amata pioggia e si fa vivo;così, poi che difesa sì superbasi vide apparecchiar la messaggera,lieta e bella tornò come prim'era.

Qual sotto il più cocente ardore estivo,

quando di ber più desiosa è l'erba,

il fior ch'era vicino a restar privo

di tutto quell'umor ch'in vita il serba,

sente l'amata pioggia e si fa vivo;

così, poi che difesa sì superba

si vide apparecchiar la messaggera,

lieta e bella tornò come prim'era.

109

La cena, stata lor buon pezzo avante,né ancor pur tocca, al fin godersi in festa,senza che più di cavalliero errantenuova venuta fosse lor molesta.La goder gli altri, ma non Bradamante,pure all'usanza addolorata e mesta;che quel timor, che quel sospetto ingiustoche sempre avea nel cor, le tollea il gusto.

La cena, stata lor buon pezzo avante,né ancor pur tocca, al fin godersi in festa,senza che più di cavalliero errantenuova venuta fosse lor molesta.La goder gli altri, ma non Bradamante,pure all'usanza addolorata e mesta;che quel timor, che quel sospetto ingiustoche sempre avea nel cor, le tollea il gusto.

La cena, stata lor buon pezzo avante,

né ancor pur tocca, al fin godersi in festa,

senza che più di cavalliero errante

nuova venuta fosse lor molesta.

La goder gli altri, ma non Bradamante,

pure all'usanza addolorata e mesta;

che quel timor, che quel sospetto ingiusto

che sempre avea nel cor, le tollea il gusto.

110

Finita ch'ella fu (che saria forsestata più lunga, se 'l desir non eradi cibar gli occhi), Bradamante sorse,e sorse appresso a lei la messaggera.Accennò quel signore ad un che corsee prestamente allumò molta cera,che splender fe' la sala in ogni canto.Quel che seguì dirò ne l'altro canto.

Finita ch'ella fu (che saria forsestata più lunga, se 'l desir non eradi cibar gli occhi), Bradamante sorse,e sorse appresso a lei la messaggera.Accennò quel signore ad un che corsee prestamente allumò molta cera,che splender fe' la sala in ogni canto.Quel che seguì dirò ne l'altro canto.

Finita ch'ella fu (che saria forse

stata più lunga, se 'l desir non era

di cibar gli occhi), Bradamante sorse,

e sorse appresso a lei la messaggera.

Accennò quel signore ad un che corse

e prestamente allumò molta cera,

che splender fe' la sala in ogni canto.

Quel che seguì dirò ne l'altro canto.


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