Chapter 54

Con Marfisa la giovane di Franciaspinge a un tempo il destrier, né Ruggier restama con tanto valor corre la lancia,che sei, senza levarsela di resta,n'uccide, uno ferito ne la pancia,duo nel petto, un nel collo, un ne la testa:nel sesto che fuggia l'asta si roppe,ch'entrò alle schene e riuscì alle poppe.

Con Marfisa la giovane di Franciaspinge a un tempo il destrier, né Ruggier restama con tanto valor corre la lancia,che sei, senza levarsela di resta,n'uccide, uno ferito ne la pancia,duo nel petto, un nel collo, un ne la testa:nel sesto che fuggia l'asta si roppe,ch'entrò alle schene e riuscì alle poppe.

Con Marfisa la giovane di Francia

spinge a un tempo il destrier, né Ruggier resta

ma con tanto valor corre la lancia,

che sei, senza levarsela di resta,

n'uccide, uno ferito ne la pancia,

duo nel petto, un nel collo, un ne la testa:

nel sesto che fuggia l'asta si roppe,

ch'entrò alle schene e riuscì alle poppe.

102

La figliuola d'Amon quanti ne toccacon la sua lancia d'or, tanti n'atterra:fulmine par, che 'l cielo ardendo scocca,che ciò ch'incontra, spezza e getta a terra.Il popul sgombra, chi verso la rocca,chi verso il piano; altri si chiude e serra,chi ne le chiese e chi ne le sue case;né, fuor che morti, in piazza uomo rimase.

La figliuola d'Amon quanti ne toccacon la sua lancia d'or, tanti n'atterra:fulmine par, che 'l cielo ardendo scocca,che ciò ch'incontra, spezza e getta a terra.Il popul sgombra, chi verso la rocca,chi verso il piano; altri si chiude e serra,chi ne le chiese e chi ne le sue case;né, fuor che morti, in piazza uomo rimase.

La figliuola d'Amon quanti ne tocca

con la sua lancia d'or, tanti n'atterra:

fulmine par, che 'l cielo ardendo scocca,

che ciò ch'incontra, spezza e getta a terra.

Il popul sgombra, chi verso la rocca,

chi verso il piano; altri si chiude e serra,

chi ne le chiese e chi ne le sue case;

né, fuor che morti, in piazza uomo rimase.

103

Marfisa Marganorre avea legatointanto con le man dietro alle rene,ed alla vecchia di Drusilla dato,ch'appagata e contenta se ne tiene.D'arder quel borgo poi fu ragionato,s'a penitenza del suo error non viene:levi la legge ria di Marganorre,e questa accetti, ch'essa vi vuol porre.

Marfisa Marganorre avea legatointanto con le man dietro alle rene,ed alla vecchia di Drusilla dato,ch'appagata e contenta se ne tiene.D'arder quel borgo poi fu ragionato,s'a penitenza del suo error non viene:levi la legge ria di Marganorre,e questa accetti, ch'essa vi vuol porre.

Marfisa Marganorre avea legato

intanto con le man dietro alle rene,

ed alla vecchia di Drusilla dato,

ch'appagata e contenta se ne tiene.

D'arder quel borgo poi fu ragionato,

s'a penitenza del suo error non viene:

levi la legge ria di Marganorre,

e questa accetti, ch'essa vi vuol porre.

104

Non fu già d'ottener questo fatica;con quella gente, oltre al timor ch'aveache più faccia Marfisa che non dica,ch'uccider tutti ed abbruciar volea,di Marganorre affatto era nimicae de la legge sua crudele e rea.Ma 'l populo facea come i più fanno,ch'ubbidiscon più a quei che più in odio hanno.

Non fu già d'ottener questo fatica;con quella gente, oltre al timor ch'aveache più faccia Marfisa che non dica,ch'uccider tutti ed abbruciar volea,di Marganorre affatto era nimicae de la legge sua crudele e rea.Ma 'l populo facea come i più fanno,ch'ubbidiscon più a quei che più in odio hanno.

Non fu già d'ottener questo fatica;

con quella gente, oltre al timor ch'avea

che più faccia Marfisa che non dica,

ch'uccider tutti ed abbruciar volea,

di Marganorre affatto era nimica

e de la legge sua crudele e rea.

Ma 'l populo facea come i più fanno,

ch'ubbidiscon più a quei che più in odio hanno.

105

Però che l'un de l'altro non si fida,e non ardisce conferir sua voglia,lo lascian ch'un bandisca, un altro uccida,a quel l'avere, a questo l'onor toglia.Ma il cor che tace qui, su nel ciel grida,fin che Dio e santi alla vendetta invoglia;la qual, se ben tarda a venir, compensal'indugio poi con punizione immensa.

Però che l'un de l'altro non si fida,e non ardisce conferir sua voglia,lo lascian ch'un bandisca, un altro uccida,a quel l'avere, a questo l'onor toglia.Ma il cor che tace qui, su nel ciel grida,fin che Dio e santi alla vendetta invoglia;la qual, se ben tarda a venir, compensal'indugio poi con punizione immensa.

Però che l'un de l'altro non si fida,

e non ardisce conferir sua voglia,

lo lascian ch'un bandisca, un altro uccida,

a quel l'avere, a questo l'onor toglia.

Ma il cor che tace qui, su nel ciel grida,

fin che Dio e santi alla vendetta invoglia;

la qual, se ben tarda a venir, compensa

l'indugio poi con punizione immensa.

106

Or quella turba d'ira e d'odio pregnacon fatti e con mal dir cerca vendetta:com'è in proverbio, ognun corre a far legnaall'arbore che 'l vento in terra getta.Sia Marganorre esempio di chi regna;che chi mal opra, male al fine aspetta.Di vederlo punir de' suoi nefandipeccati, avean piacer piccioli e grandi.

Or quella turba d'ira e d'odio pregnacon fatti e con mal dir cerca vendetta:com'è in proverbio, ognun corre a far legnaall'arbore che 'l vento in terra getta.Sia Marganorre esempio di chi regna;che chi mal opra, male al fine aspetta.Di vederlo punir de' suoi nefandipeccati, avean piacer piccioli e grandi.

Or quella turba d'ira e d'odio pregna

con fatti e con mal dir cerca vendetta:

com'è in proverbio, ognun corre a far legna

all'arbore che 'l vento in terra getta.

Sia Marganorre esempio di chi regna;

che chi mal opra, male al fine aspetta.

Di vederlo punir de' suoi nefandi

peccati, avean piacer piccioli e grandi.

107

Molti a chi fur le mogli o le sorelleo le figlie o le madri da lui morte,non più celando l'animo ribelle,correan per dargli di lor man la morte:e con fatica lo difeser quellemagnanime guerriere e Ruggier forte;che disegnato avean farlo morired'affanno, di disagio e di martire.

Molti a chi fur le mogli o le sorelleo le figlie o le madri da lui morte,non più celando l'animo ribelle,correan per dargli di lor man la morte:e con fatica lo difeser quellemagnanime guerriere e Ruggier forte;che disegnato avean farlo morired'affanno, di disagio e di martire.

Molti a chi fur le mogli o le sorelle

o le figlie o le madri da lui morte,

non più celando l'animo ribelle,

correan per dargli di lor man la morte:

e con fatica lo difeser quelle

magnanime guerriere e Ruggier forte;

che disegnato avean farlo morire

d'affanno, di disagio e di martire.

108

A quella vecchia che l'odiava quantofemina odiare alcun nimico possa,nudo in mano lo dier, legato tanto,che non si scioglierà per una scossa;ed ella, per vendetta del suo pianto,gli andò facendo la persona rossacon un stimulo aguzzo ch'un villano,che quivi si trovò, le pose in mano.

A quella vecchia che l'odiava quantofemina odiare alcun nimico possa,nudo in mano lo dier, legato tanto,che non si scioglierà per una scossa;ed ella, per vendetta del suo pianto,gli andò facendo la persona rossacon un stimulo aguzzo ch'un villano,che quivi si trovò, le pose in mano.

A quella vecchia che l'odiava quanto

femina odiare alcun nimico possa,

nudo in mano lo dier, legato tanto,

che non si scioglierà per una scossa;

ed ella, per vendetta del suo pianto,

gli andò facendo la persona rossa

con un stimulo aguzzo ch'un villano,

che quivi si trovò, le pose in mano.

109

La messaggera e le sue giovani anco,che quell'onta non son mai per scordarsi,non s'hanno più a tener le mani al fianco,né meno che la vecchia, a vendicarsi;ma sì è il desir d'offenderlo, che mancoviene il potere, e pur vorrian sfogarsi:chi con sassi il percuote, chi con l'unge;altra lo morde, altra cogli aghi il punge.

La messaggera e le sue giovani anco,che quell'onta non son mai per scordarsi,non s'hanno più a tener le mani al fianco,né meno che la vecchia, a vendicarsi;ma sì è il desir d'offenderlo, che mancoviene il potere, e pur vorrian sfogarsi:chi con sassi il percuote, chi con l'unge;altra lo morde, altra cogli aghi il punge.

La messaggera e le sue giovani anco,

che quell'onta non son mai per scordarsi,

non s'hanno più a tener le mani al fianco,

né meno che la vecchia, a vendicarsi;

ma sì è il desir d'offenderlo, che manco

viene il potere, e pur vorrian sfogarsi:

chi con sassi il percuote, chi con l'unge;

altra lo morde, altra cogli aghi il punge.

110

Come torrente che superbo faccialunga pioggia talvolta o nievi sciolte,va ruinoso, e giù da' monti cacciagli arbori e i sassi e i campi e le ricolte;vien tempo poi, che l'orgogliosa facciagli cade, e sì le forze gli son tolte,ch'un fanciullo, una femina per tuttopassar lo puote, e spesso a piede asciutto:

Come torrente che superbo faccialunga pioggia talvolta o nievi sciolte,va ruinoso, e giù da' monti cacciagli arbori e i sassi e i campi e le ricolte;vien tempo poi, che l'orgogliosa facciagli cade, e sì le forze gli son tolte,ch'un fanciullo, una femina per tuttopassar lo puote, e spesso a piede asciutto:

Come torrente che superbo faccia

lunga pioggia talvolta o nievi sciolte,

va ruinoso, e giù da' monti caccia

gli arbori e i sassi e i campi e le ricolte;

vien tempo poi, che l'orgogliosa faccia

gli cade, e sì le forze gli son tolte,

ch'un fanciullo, una femina per tutto

passar lo puote, e spesso a piede asciutto:

111

così già fu che Marganorre intornofece tremar, dovunque udiasi il nome;or venuto è chi gli ha spezzato il cornodi tanto orgoglio, e sì le forze dome,che gli puon far sin a' bambini scorno,chi pelargli la barba e chi le chiome.Quindi Ruggiero e le donzelle il passoalla rocca voltar, ch'era sul sasso.

così già fu che Marganorre intornofece tremar, dovunque udiasi il nome;or venuto è chi gli ha spezzato il cornodi tanto orgoglio, e sì le forze dome,che gli puon far sin a' bambini scorno,chi pelargli la barba e chi le chiome.Quindi Ruggiero e le donzelle il passoalla rocca voltar, ch'era sul sasso.

così già fu che Marganorre intorno

fece tremar, dovunque udiasi il nome;

or venuto è chi gli ha spezzato il corno

di tanto orgoglio, e sì le forze dome,

che gli puon far sin a' bambini scorno,

chi pelargli la barba e chi le chiome.

Quindi Ruggiero e le donzelle il passo

alla rocca voltar, ch'era sul sasso.

112

La diè senza contrasto in poter lorochi v'era dentro, e così i ricchi arnesi,ch'in parte messi a sacco, in parte forodati ad Ullania ed a' compagni offesi.Ricovrato vi fu lo scudo d'oro,e quei tre re ch'avea il tiranno presi,li quai venendo quivi, come parmid'avervi detto, erano a piè senz'armi;

La diè senza contrasto in poter lorochi v'era dentro, e così i ricchi arnesi,ch'in parte messi a sacco, in parte forodati ad Ullania ed a' compagni offesi.Ricovrato vi fu lo scudo d'oro,e quei tre re ch'avea il tiranno presi,li quai venendo quivi, come parmid'avervi detto, erano a piè senz'armi;

La diè senza contrasto in poter loro

chi v'era dentro, e così i ricchi arnesi,

ch'in parte messi a sacco, in parte foro

dati ad Ullania ed a' compagni offesi.

Ricovrato vi fu lo scudo d'oro,

e quei tre re ch'avea il tiranno presi,

li quai venendo quivi, come parmi

d'avervi detto, erano a piè senz'armi;

113

perché dal dì che fur tolti di sellada Bradamante, a piè sempre eran itisenz'arme, in compagnia de la donzellala qual venìa da sì lontani liti.Non so se meglio o peggio fu di quella,che di lor armi non fusson guerniti.Era ben meglio esser da lor difesa;ma peggio assai, se ne perdean l'impresa:

perché dal dì che fur tolti di sellada Bradamante, a piè sempre eran itisenz'arme, in compagnia de la donzellala qual venìa da sì lontani liti.Non so se meglio o peggio fu di quella,che di lor armi non fusson guerniti.Era ben meglio esser da lor difesa;ma peggio assai, se ne perdean l'impresa:

perché dal dì che fur tolti di sella

da Bradamante, a piè sempre eran iti

senz'arme, in compagnia de la donzella

la qual venìa da sì lontani liti.

Non so se meglio o peggio fu di quella,

che di lor armi non fusson guerniti.

Era ben meglio esser da lor difesa;

ma peggio assai, se ne perdean l'impresa:

114

perché stata saria, com'eran tuttequelle ch'armate avean seco le scorte,al cimitero misere conduttedei due fratelli, e in sacrificio morte.Gli è pur men che morir, mostrar le bruttee disoneste parti, duro e forte;e sempre questo e ogn'altro obbrobrio amorzail poter dir che le sia fatto a forza.

perché stata saria, com'eran tuttequelle ch'armate avean seco le scorte,al cimitero misere conduttedei due fratelli, e in sacrificio morte.Gli è pur men che morir, mostrar le bruttee disoneste parti, duro e forte;e sempre questo e ogn'altro obbrobrio amorzail poter dir che le sia fatto a forza.

perché stata saria, com'eran tutte

quelle ch'armate avean seco le scorte,

al cimitero misere condutte

dei due fratelli, e in sacrificio morte.

Gli è pur men che morir, mostrar le brutte

e disoneste parti, duro e forte;

e sempre questo e ogn'altro obbrobrio amorza

il poter dir che le sia fatto a forza.

115

Prima ch'indi si partan le guerriere,fan venir gli abitanti a giuramento,che daranno i mariti alle moglierede la terra e del tutto il reggimento;e castigato con pene severesarà chi contrastare abbia ardimento.In somma quel ch'altrove è del marito,che sia qui de la moglie è statuito.

Prima ch'indi si partan le guerriere,fan venir gli abitanti a giuramento,che daranno i mariti alle moglierede la terra e del tutto il reggimento;e castigato con pene severesarà chi contrastare abbia ardimento.In somma quel ch'altrove è del marito,che sia qui de la moglie è statuito.

Prima ch'indi si partan le guerriere,

fan venir gli abitanti a giuramento,

che daranno i mariti alle mogliere

de la terra e del tutto il reggimento;

e castigato con pene severe

sarà chi contrastare abbia ardimento.

In somma quel ch'altrove è del marito,

che sia qui de la moglie è statuito.

116

Poi si feccion promettere ch'a quantimai verrian quivi, non darian ricetto,o fosson cavallieri, o fosson fanti,né 'ntrar li lascerian pur sotto un tetto,se per Dio non giurassino e per santi,o s'altro giuramento v'è più stretto,che sarian sempre de le donne amici,e dei nimici lor sempre nimici;

Poi si feccion promettere ch'a quantimai verrian quivi, non darian ricetto,o fosson cavallieri, o fosson fanti,né 'ntrar li lascerian pur sotto un tetto,se per Dio non giurassino e per santi,o s'altro giuramento v'è più stretto,che sarian sempre de le donne amici,e dei nimici lor sempre nimici;

Poi si feccion promettere ch'a quanti

mai verrian quivi, non darian ricetto,

o fosson cavallieri, o fosson fanti,

né 'ntrar li lascerian pur sotto un tetto,

se per Dio non giurassino e per santi,

o s'altro giuramento v'è più stretto,

che sarian sempre de le donne amici,

e dei nimici lor sempre nimici;

117

e s'avranno in quel tempo, e se saranno,tardi o più tosto, mai per aver moglie,che sempre a quelle sudditi saranno,e ubbidienti a tutte le lor voglie.Tornar Marfisa, prima ch'esca l'anno,disse, e che perdan gli arbori le foglie;e se la legge in uso non trovasse,fuoco e ruina il borgo s'aspettasse.

e s'avranno in quel tempo, e se saranno,tardi o più tosto, mai per aver moglie,che sempre a quelle sudditi saranno,e ubbidienti a tutte le lor voglie.Tornar Marfisa, prima ch'esca l'anno,disse, e che perdan gli arbori le foglie;e se la legge in uso non trovasse,fuoco e ruina il borgo s'aspettasse.

e s'avranno in quel tempo, e se saranno,

tardi o più tosto, mai per aver moglie,

che sempre a quelle sudditi saranno,

e ubbidienti a tutte le lor voglie.

Tornar Marfisa, prima ch'esca l'anno,

disse, e che perdan gli arbori le foglie;

e se la legge in uso non trovasse,

fuoco e ruina il borgo s'aspettasse.

118

Né quindi si partir, che de l'immondoluogo dov'era, fer Drusilla torre,e col marito in uno avel, secondoch'ivi potean più riccamente porre.La vecchia facea intanto rubicondocon lo stimulo il dosso a Marganorre:sol si dolea di non aver tal lena,che potesse non dar triegua alla pena.

Né quindi si partir, che de l'immondoluogo dov'era, fer Drusilla torre,e col marito in uno avel, secondoch'ivi potean più riccamente porre.La vecchia facea intanto rubicondocon lo stimulo il dosso a Marganorre:sol si dolea di non aver tal lena,che potesse non dar triegua alla pena.

Né quindi si partir, che de l'immondo

luogo dov'era, fer Drusilla torre,

e col marito in uno avel, secondo

ch'ivi potean più riccamente porre.

La vecchia facea intanto rubicondo

con lo stimulo il dosso a Marganorre:

sol si dolea di non aver tal lena,

che potesse non dar triegua alla pena.

119

L'animose guerriere a lato un tempiovideno quivi una colonna in piazza,ne la qual fatt'avea quel tiranno empioscriver la legge sua crudele e pazza.Elle, imitando d'un trofeo l'esempio,lo scudo v'attaccaro e la corazzadi Marganorre e l'elmo; e scriver fennola legge appresso, ch'esse al loco denno.

L'animose guerriere a lato un tempiovideno quivi una colonna in piazza,ne la qual fatt'avea quel tiranno empioscriver la legge sua crudele e pazza.Elle, imitando d'un trofeo l'esempio,lo scudo v'attaccaro e la corazzadi Marganorre e l'elmo; e scriver fennola legge appresso, ch'esse al loco denno.

L'animose guerriere a lato un tempio

videno quivi una colonna in piazza,

ne la qual fatt'avea quel tiranno empio

scriver la legge sua crudele e pazza.

Elle, imitando d'un trofeo l'esempio,

lo scudo v'attaccaro e la corazza

di Marganorre e l'elmo; e scriver fenno

la legge appresso, ch'esse al loco denno.

120

Quivi s'indugiar tanto, che Marfisafe' por la legge sua ne la colonna,contraria a quella che già v'era incisaa morte ed ignominia d'ogni donna.Da questa compagnia restò divisaquella d'Islanda, per rifar la gonna;che comparire in corte obbrobrio stima,se non si veste ed orna come prima.

Quivi s'indugiar tanto, che Marfisafe' por la legge sua ne la colonna,contraria a quella che già v'era incisaa morte ed ignominia d'ogni donna.Da questa compagnia restò divisaquella d'Islanda, per rifar la gonna;che comparire in corte obbrobrio stima,se non si veste ed orna come prima.

Quivi s'indugiar tanto, che Marfisa

fe' por la legge sua ne la colonna,

contraria a quella che già v'era incisa

a morte ed ignominia d'ogni donna.

Da questa compagnia restò divisa

quella d'Islanda, per rifar la gonna;

che comparire in corte obbrobrio stima,

se non si veste ed orna come prima.

121

Quivi rimase Ullania; e Marganorredi lei restò in potere: ed essa poi,perché non s'abbia in qualche modo a sciorre,e le donzelle un'altra volta annoi,lo fe' un giorno saltar giù d'una torre,che non fe' il maggior salto a' giorni suoi.Non più di lei, né più dei suoi si parli,ma de la compagnia che va verso Arli.

Quivi rimase Ullania; e Marganorredi lei restò in potere: ed essa poi,perché non s'abbia in qualche modo a sciorre,e le donzelle un'altra volta annoi,lo fe' un giorno saltar giù d'una torre,che non fe' il maggior salto a' giorni suoi.Non più di lei, né più dei suoi si parli,ma de la compagnia che va verso Arli.

Quivi rimase Ullania; e Marganorre

di lei restò in potere: ed essa poi,

perché non s'abbia in qualche modo a sciorre,

e le donzelle un'altra volta annoi,

lo fe' un giorno saltar giù d'una torre,

che non fe' il maggior salto a' giorni suoi.

Non più di lei, né più dei suoi si parli,

ma de la compagnia che va verso Arli.

122

Tutto quel giorno, e l'altro fin appressol'ora di terza andaro; e poi che furogiunti dove in due strade è il camin fesso(l'una va al campo, e l'altra d'Arli al muro),tornar gli amanti ad abbracciarsi, e spessoa tor commiato, e sempre acerbo e duro.Al fin le donne in campo, e in Arli è gitoRuggiero; ed io il mio canto ho qui finito.

Tutto quel giorno, e l'altro fin appressol'ora di terza andaro; e poi che furogiunti dove in due strade è il camin fesso(l'una va al campo, e l'altra d'Arli al muro),tornar gli amanti ad abbracciarsi, e spessoa tor commiato, e sempre acerbo e duro.Al fin le donne in campo, e in Arli è gitoRuggiero; ed io il mio canto ho qui finito.

Tutto quel giorno, e l'altro fin appresso

l'ora di terza andaro; e poi che furo

giunti dove in due strade è il camin fesso

(l'una va al campo, e l'altra d'Arli al muro),

tornar gli amanti ad abbracciarsi, e spesso

a tor commiato, e sempre acerbo e duro.

Al fin le donne in campo, e in Arli è gito

Ruggiero; ed io il mio canto ho qui finito.


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