INDICE

L'ultimo dì, ne l'ora che 'l solenneconvito era a gran festa incominciato;che Carlo a man sinistra Ruggier tenne,e Bradamante avea dal destro lato;di verso la campagna in fretta vennecontra le mense un cavalliero armato,tutto coperto egli e 'l destrier di nero,di gran persona, e di sembiante altiero.

L'ultimo dì, ne l'ora che 'l solenneconvito era a gran festa incominciato;che Carlo a man sinistra Ruggier tenne,e Bradamante avea dal destro lato;di verso la campagna in fretta vennecontra le mense un cavalliero armato,tutto coperto egli e 'l destrier di nero,di gran persona, e di sembiante altiero.

L'ultimo dì, ne l'ora che 'l solenne

convito era a gran festa incominciato;

che Carlo a man sinistra Ruggier tenne,

e Bradamante avea dal destro lato;

di verso la campagna in fretta venne

contra le mense un cavalliero armato,

tutto coperto egli e 'l destrier di nero,

di gran persona, e di sembiante altiero.

102

Quest'era il re d'Algier, che per lo scornoche gli fe' sopra il ponte la donzella,giurato avea di non porsi arme intorno,né stringer spada, né montare in sella,fin che non fosse un anno, un mese e un giornostato, come eremita, entro una cella.Così a quel tempo solean per se stessipunirsi i cavallier di tali eccessi.

Quest'era il re d'Algier, che per lo scornoche gli fe' sopra il ponte la donzella,giurato avea di non porsi arme intorno,né stringer spada, né montare in sella,fin che non fosse un anno, un mese e un giornostato, come eremita, entro una cella.Così a quel tempo solean per se stessipunirsi i cavallier di tali eccessi.

Quest'era il re d'Algier, che per lo scorno

che gli fe' sopra il ponte la donzella,

giurato avea di non porsi arme intorno,

né stringer spada, né montare in sella,

fin che non fosse un anno, un mese e un giorno

stato, come eremita, entro una cella.

Così a quel tempo solean per se stessi

punirsi i cavallier di tali eccessi.

103

Se ben di Carlo in questo mezzo intesee del re suo signore ogni successo;per non disdirsi, non più l'arme prese,che se non pertenesse il fatto ad esso.Ma poi che tutto l'anno e tutto 'l mesevede finito, e tutto 'l giorno appressocon nuove arme e cavallo e spada e lanciaalla corte or ne vien quivi in Francia.

Se ben di Carlo in questo mezzo intesee del re suo signore ogni successo;per non disdirsi, non più l'arme prese,che se non pertenesse il fatto ad esso.Ma poi che tutto l'anno e tutto 'l mesevede finito, e tutto 'l giorno appressocon nuove arme e cavallo e spada e lanciaalla corte or ne vien quivi in Francia.

Se ben di Carlo in questo mezzo intese

e del re suo signore ogni successo;

per non disdirsi, non più l'arme prese,

che se non pertenesse il fatto ad esso.

Ma poi che tutto l'anno e tutto 'l mese

vede finito, e tutto 'l giorno appresso

con nuove arme e cavallo e spada e lancia

alla corte or ne vien quivi in Francia.

104

Senza smontar, senza chinar la testa,e senza segno alcun di riverenza,mostra Carlo sprezzar con la sua gesta,e de tanti signor l'alta presenza.Maraviglioso e attonito ognun resta,che si pigli costui tanta licenza.Lasciano i cibi e lascian le paroleper ascoltar ciò che 'l guerrier dir vuole.

Senza smontar, senza chinar la testa,e senza segno alcun di riverenza,mostra Carlo sprezzar con la sua gesta,e de tanti signor l'alta presenza.Maraviglioso e attonito ognun resta,che si pigli costui tanta licenza.Lasciano i cibi e lascian le paroleper ascoltar ciò che 'l guerrier dir vuole.

Senza smontar, senza chinar la testa,

e senza segno alcun di riverenza,

mostra Carlo sprezzar con la sua gesta,

e de tanti signor l'alta presenza.

Maraviglioso e attonito ognun resta,

che si pigli costui tanta licenza.

Lasciano i cibi e lascian le parole

per ascoltar ciò che 'l guerrier dir vuole.

105

Poi che fu a Carlo ed a Ruggiero a fronte,con alta voce ed orgoglioso grido:— Son (disse) il re di Sarza, Rodomonte,che te, Ruggiero, alla battaglia sfido;e qui ti vo', prima che 'l sol tramonte,provar ch'al tuo signor sei stato infido;e che non merti, che sei traditore,fra questi cavallieri alcun onore.

Poi che fu a Carlo ed a Ruggiero a fronte,con alta voce ed orgoglioso grido:— Son (disse) il re di Sarza, Rodomonte,che te, Ruggiero, alla battaglia sfido;e qui ti vo', prima che 'l sol tramonte,provar ch'al tuo signor sei stato infido;e che non merti, che sei traditore,fra questi cavallieri alcun onore.

Poi che fu a Carlo ed a Ruggiero a fronte,

con alta voce ed orgoglioso grido:

— Son (disse) il re di Sarza, Rodomonte,

che te, Ruggiero, alla battaglia sfido;

e qui ti vo', prima che 'l sol tramonte,

provar ch'al tuo signor sei stato infido;

e che non merti, che sei traditore,

fra questi cavallieri alcun onore.

106

Ben che tua fellonia si vegga aperta,perché essendo cristian non pòi negarla;pur per farla apparere anco più certa,in questo campo vengoti a provarla:e se persona hai qui che faccia offertadi combatter per te, voglio accettarla.Se non basta una, e quattro e sei n'accetto;e a tutte manterrò quel ch'io t'ho detto. —

Ben che tua fellonia si vegga aperta,perché essendo cristian non pòi negarla;pur per farla apparere anco più certa,in questo campo vengoti a provarla:e se persona hai qui che faccia offertadi combatter per te, voglio accettarla.Se non basta una, e quattro e sei n'accetto;e a tutte manterrò quel ch'io t'ho detto. —

Ben che tua fellonia si vegga aperta,

perché essendo cristian non pòi negarla;

pur per farla apparere anco più certa,

in questo campo vengoti a provarla:

e se persona hai qui che faccia offerta

di combatter per te, voglio accettarla.

Se non basta una, e quattro e sei n'accetto;

e a tutte manterrò quel ch'io t'ho detto. —

107

Ruggiero a quel parlar ritto levosse,e con licenza rispose di Carlo,che mentiva egli, e qualunqu'altro fosse,che traditor volesse nominarlo;che sempre col suo re così portosse,che giustamente alcun non può biasmarlo;e ch'era apparecchiato sostenereche verso lui fe' sempre il suo dovere:

Ruggiero a quel parlar ritto levosse,e con licenza rispose di Carlo,che mentiva egli, e qualunqu'altro fosse,che traditor volesse nominarlo;che sempre col suo re così portosse,che giustamente alcun non può biasmarlo;e ch'era apparecchiato sostenereche verso lui fe' sempre il suo dovere:

Ruggiero a quel parlar ritto levosse,

e con licenza rispose di Carlo,

che mentiva egli, e qualunqu'altro fosse,

che traditor volesse nominarlo;

che sempre col suo re così portosse,

che giustamente alcun non può biasmarlo;

e ch'era apparecchiato sostenere

che verso lui fe' sempre il suo dovere:

108

e ch'a difender la sua causa era atto,senza torre in aiuto suo veruno;e che sperava di mostrargli in fatto,ch'assai n'avrebbe e forse troppo d'uno.Quivi Rinaldo, quivi Orlando tratto,quivi il marchese, e 'l figlio bianco e 'l bruno,Dudon, Marfisa, contra il pagan fieros'eran per la difesa di Ruggiero;

e ch'a difender la sua causa era atto,senza torre in aiuto suo veruno;e che sperava di mostrargli in fatto,ch'assai n'avrebbe e forse troppo d'uno.Quivi Rinaldo, quivi Orlando tratto,quivi il marchese, e 'l figlio bianco e 'l bruno,Dudon, Marfisa, contra il pagan fieros'eran per la difesa di Ruggiero;

e ch'a difender la sua causa era atto,

senza torre in aiuto suo veruno;

e che sperava di mostrargli in fatto,

ch'assai n'avrebbe e forse troppo d'uno.

Quivi Rinaldo, quivi Orlando tratto,

quivi il marchese, e 'l figlio bianco e 'l bruno,

Dudon, Marfisa, contra il pagan fiero

s'eran per la difesa di Ruggiero;

109

mostrando ch'essendo egli nuovo sposo,non dovea conturbar le proprie nozze.Ruggier rispose lor: — State in riposo;che per me fôran queste scuse sozze. —L'arme che tolse al Tartaro famoso,vennero, e fur tutte le lunghe mozze.Gli sproni il conte Orlando a Ruggier strinse,e Carlo al fianco la spada gli cinse.

mostrando ch'essendo egli nuovo sposo,non dovea conturbar le proprie nozze.Ruggier rispose lor: — State in riposo;che per me fôran queste scuse sozze. —L'arme che tolse al Tartaro famoso,vennero, e fur tutte le lunghe mozze.Gli sproni il conte Orlando a Ruggier strinse,e Carlo al fianco la spada gli cinse.

mostrando ch'essendo egli nuovo sposo,

non dovea conturbar le proprie nozze.

Ruggier rispose lor: — State in riposo;

che per me fôran queste scuse sozze. —

L'arme che tolse al Tartaro famoso,

vennero, e fur tutte le lunghe mozze.

Gli sproni il conte Orlando a Ruggier strinse,

e Carlo al fianco la spada gli cinse.

110

Bradamante e Marfisa la corazzaposta gli aveano, e tutto l'altro arnese.Tenne Astolfo il destrier di buona razza,tenne la staffa il figlio del Danese.Feron d'intorno far subito piazzaRinaldo, Namo ed Olivier marchese:cacciaro in fretta ognun de lo steccatoa tal bisogni sempre apparecchiato.

Bradamante e Marfisa la corazzaposta gli aveano, e tutto l'altro arnese.Tenne Astolfo il destrier di buona razza,tenne la staffa il figlio del Danese.Feron d'intorno far subito piazzaRinaldo, Namo ed Olivier marchese:cacciaro in fretta ognun de lo steccatoa tal bisogni sempre apparecchiato.

Bradamante e Marfisa la corazza

posta gli aveano, e tutto l'altro arnese.

Tenne Astolfo il destrier di buona razza,

tenne la staffa il figlio del Danese.

Feron d'intorno far subito piazza

Rinaldo, Namo ed Olivier marchese:

cacciaro in fretta ognun de lo steccato

a tal bisogni sempre apparecchiato.

111

Donne e donzelle con pallida facciatimide a guisa di columbe stanno,che da' granosi paschi ai nidi cacciarabbia de' venti che fremendo vannocon tuoni e lampi, e 'l nero aer minacciagrandine e pioggia, e a' campi strage e danno:timide stanno per Ruggier; che malea quel fiero pagan lor parea uguale.

Donne e donzelle con pallida facciatimide a guisa di columbe stanno,che da' granosi paschi ai nidi cacciarabbia de' venti che fremendo vannocon tuoni e lampi, e 'l nero aer minacciagrandine e pioggia, e a' campi strage e danno:timide stanno per Ruggier; che malea quel fiero pagan lor parea uguale.

Donne e donzelle con pallida faccia

timide a guisa di columbe stanno,

che da' granosi paschi ai nidi caccia

rabbia de' venti che fremendo vanno

con tuoni e lampi, e 'l nero aer minaccia

grandine e pioggia, e a' campi strage e danno:

timide stanno per Ruggier; che male

a quel fiero pagan lor parea uguale.

112

Così a tutta la plebe e alla più partedei cavallieri e dei baron parea;che di memoria ancor lor non si partequel ch'in Parigi il pagan fatto avea;che, solo, a ferro e a fuoco una gran parten'avea distrutta, e ancor vi rimanea,e rimarrà per molti giorni il segno:né maggior danno altronde ebbe quel regno.

Così a tutta la plebe e alla più partedei cavallieri e dei baron parea;che di memoria ancor lor non si partequel ch'in Parigi il pagan fatto avea;che, solo, a ferro e a fuoco una gran parten'avea distrutta, e ancor vi rimanea,e rimarrà per molti giorni il segno:né maggior danno altronde ebbe quel regno.

Così a tutta la plebe e alla più parte

dei cavallieri e dei baron parea;

che di memoria ancor lor non si parte

quel ch'in Parigi il pagan fatto avea;

che, solo, a ferro e a fuoco una gran parte

n'avea distrutta, e ancor vi rimanea,

e rimarrà per molti giorni il segno:

né maggior danno altronde ebbe quel regno.

113

Tremava, più ch'a tutti gli altri, il corea Bradamante; non ch'ella credesseche 'l Saracin di forza, e del valoreche vien dal cor, più di Ruggier potesse;né che ragion, che spesso dà l'onorea chi l'ha seco, Rodomonte avesse:pur stare ella non può senza sospetto;che di temere, amando, ha degno effetto.

Tremava, più ch'a tutti gli altri, il corea Bradamante; non ch'ella credesseche 'l Saracin di forza, e del valoreche vien dal cor, più di Ruggier potesse;né che ragion, che spesso dà l'onorea chi l'ha seco, Rodomonte avesse:pur stare ella non può senza sospetto;che di temere, amando, ha degno effetto.

Tremava, più ch'a tutti gli altri, il core

a Bradamante; non ch'ella credesse

che 'l Saracin di forza, e del valore

che vien dal cor, più di Ruggier potesse;

né che ragion, che spesso dà l'onore

a chi l'ha seco, Rodomonte avesse:

pur stare ella non può senza sospetto;

che di temere, amando, ha degno effetto.

114

Oh quanto volentier sopra sé toltal'impresa avria di quella pugna incerta,ancor che rimaner di vita scioltaper quella fosse stata più che certa!Avria eletto a morir più d'una volta,se può più d'una morte esser sofferta,più tosto che patir che 'l suo consortesi ponesse a pericol de la morte.

Oh quanto volentier sopra sé toltal'impresa avria di quella pugna incerta,ancor che rimaner di vita scioltaper quella fosse stata più che certa!Avria eletto a morir più d'una volta,se può più d'una morte esser sofferta,più tosto che patir che 'l suo consortesi ponesse a pericol de la morte.

Oh quanto volentier sopra sé tolta

l'impresa avria di quella pugna incerta,

ancor che rimaner di vita sciolta

per quella fosse stata più che certa!

Avria eletto a morir più d'una volta,

se può più d'una morte esser sofferta,

più tosto che patir che 'l suo consorte

si ponesse a pericol de la morte.

115

Ma non sa ritrovar priego che vaglia,perché Ruggiero a lei l'impresa lassi.A riguardare adunque la battagliacon mesto viso e cor trepido stassi.Quinci Ruggier, quindi il pagan si scaglia,e vengonsi a trovar coi ferri bassi.Le lance all'incontrar parver di gielo;i tronchi, augelli a salir verso il cielo.

Ma non sa ritrovar priego che vaglia,perché Ruggiero a lei l'impresa lassi.A riguardare adunque la battagliacon mesto viso e cor trepido stassi.Quinci Ruggier, quindi il pagan si scaglia,e vengonsi a trovar coi ferri bassi.Le lance all'incontrar parver di gielo;i tronchi, augelli a salir verso il cielo.

Ma non sa ritrovar priego che vaglia,

perché Ruggiero a lei l'impresa lassi.

A riguardare adunque la battaglia

con mesto viso e cor trepido stassi.

Quinci Ruggier, quindi il pagan si scaglia,

e vengonsi a trovar coi ferri bassi.

Le lance all'incontrar parver di gielo;

i tronchi, augelli a salir verso il cielo.

116

La lancia del pagan, che venne a correlo scudo a mezzo, fe' debole effetto:tanto l'acciar, che pel famoso Ettorretemprato avea Vulcano, era perfetto.Ruggier la lancia parimente a porregli andò allo scudo, e gliele passò netto;tutto che fosse appresso un palmo grosso,dentro e di fuor d'acciaro, e in mezzo d'osso.

La lancia del pagan, che venne a correlo scudo a mezzo, fe' debole effetto:tanto l'acciar, che pel famoso Ettorretemprato avea Vulcano, era perfetto.Ruggier la lancia parimente a porregli andò allo scudo, e gliele passò netto;tutto che fosse appresso un palmo grosso,dentro e di fuor d'acciaro, e in mezzo d'osso.

La lancia del pagan, che venne a corre

lo scudo a mezzo, fe' debole effetto:

tanto l'acciar, che pel famoso Ettorre

temprato avea Vulcano, era perfetto.

Ruggier la lancia parimente a porre

gli andò allo scudo, e gliele passò netto;

tutto che fosse appresso un palmo grosso,

dentro e di fuor d'acciaro, e in mezzo d'osso.

117

E se non che la lancia non sostenneil grave scontro, e mancò al primo assalto,e rotta in schegge e in tronchi aver le penneparve per l'aria, tanto volò in alto;l'osbergo aprìa (si furiosa venne),se fosse stato adamantino smalto,e finìa la battaglia; ma si roppe:posero in terra ambi i destrier le groppe.

E se non che la lancia non sostenneil grave scontro, e mancò al primo assalto,e rotta in schegge e in tronchi aver le penneparve per l'aria, tanto volò in alto;l'osbergo aprìa (si furiosa venne),se fosse stato adamantino smalto,e finìa la battaglia; ma si roppe:posero in terra ambi i destrier le groppe.

E se non che la lancia non sostenne

il grave scontro, e mancò al primo assalto,

e rotta in schegge e in tronchi aver le penne

parve per l'aria, tanto volò in alto;

l'osbergo aprìa (si furiosa venne),

se fosse stato adamantino smalto,

e finìa la battaglia; ma si roppe:

posero in terra ambi i destrier le groppe.

118

Con briglia e sproni i cavallieri instando,risalir feron subito i destrieri;e donde gittar l'aste, preso il brando,si tornaro a ferir crudeli e fieri:di qua di là con maestria girandogli animosi cavalli atti e leggieri,con le pungenti spade incominciaroa tentar dove il ferro era più raro.

Con briglia e sproni i cavallieri instando,risalir feron subito i destrieri;e donde gittar l'aste, preso il brando,si tornaro a ferir crudeli e fieri:di qua di là con maestria girandogli animosi cavalli atti e leggieri,con le pungenti spade incominciaroa tentar dove il ferro era più raro.

Con briglia e sproni i cavallieri instando,

risalir feron subito i destrieri;

e donde gittar l'aste, preso il brando,

si tornaro a ferir crudeli e fieri:

di qua di là con maestria girando

gli animosi cavalli atti e leggieri,

con le pungenti spade incominciaro

a tentar dove il ferro era più raro.

119

Non si trovò lo scoglio del serpente,che fu sì duro, al petto Rodomonte,né di Nembrotte la spada tagliente,né 'l solito elmo ebbe quel dì alla fronte;che l'usate arme, quando fu perdentecontra la donna di Dordona al ponte,lasciato avea sospese ai sacri marmi,come di sopra avervi detto parmi.

Non si trovò lo scoglio del serpente,che fu sì duro, al petto Rodomonte,né di Nembrotte la spada tagliente,né 'l solito elmo ebbe quel dì alla fronte;che l'usate arme, quando fu perdentecontra la donna di Dordona al ponte,lasciato avea sospese ai sacri marmi,come di sopra avervi detto parmi.

Non si trovò lo scoglio del serpente,

che fu sì duro, al petto Rodomonte,

né di Nembrotte la spada tagliente,

né 'l solito elmo ebbe quel dì alla fronte;

che l'usate arme, quando fu perdente

contra la donna di Dordona al ponte,

lasciato avea sospese ai sacri marmi,

come di sopra avervi detto parmi.

120

Egli avea un'altra assai buona armatura,non come era la prima già perfetta:ma né questa né quella né più duraa Balisarda si sarebbe retta;a cui non osta incanto né fattura,né finezza d'acciar né tempra eletta.Ruggier di qua di là sì ben lavora,ch'al pagan l'arme in più d'un loco fora.

Egli avea un'altra assai buona armatura,non come era la prima già perfetta:ma né questa né quella né più duraa Balisarda si sarebbe retta;a cui non osta incanto né fattura,né finezza d'acciar né tempra eletta.Ruggier di qua di là sì ben lavora,ch'al pagan l'arme in più d'un loco fora.

Egli avea un'altra assai buona armatura,

non come era la prima già perfetta:

ma né questa né quella né più dura

a Balisarda si sarebbe retta;

a cui non osta incanto né fattura,

né finezza d'acciar né tempra eletta.

Ruggier di qua di là sì ben lavora,

ch'al pagan l'arme in più d'un loco fora.

121

Quando si vide in tante parti rosseil pagan l'arme, e non poter schivareche la più parte di quelle percossenon gli andasse la carne a ritrovare;a maggior rabbia, a più furor si mosse,ch'a mezzo il verno il tempestoso mare:getta lo scudo, e a tutto suo poteresu l'elmo di Ruggiero a due man fere.

Quando si vide in tante parti rosseil pagan l'arme, e non poter schivareche la più parte di quelle percossenon gli andasse la carne a ritrovare;a maggior rabbia, a più furor si mosse,ch'a mezzo il verno il tempestoso mare:getta lo scudo, e a tutto suo poteresu l'elmo di Ruggiero a due man fere.

Quando si vide in tante parti rosse

il pagan l'arme, e non poter schivare

che la più parte di quelle percosse

non gli andasse la carne a ritrovare;

a maggior rabbia, a più furor si mosse,

ch'a mezzo il verno il tempestoso mare:

getta lo scudo, e a tutto suo potere

su l'elmo di Ruggiero a due man fere.

122

Con quella estrema forza che percuotela machina ch'in Po sta su due navi,e levata con uomini e con ruotecader si lascia su le aguzze travi;fere il pagan Ruggier, quanto più puote,con ambe man sopra ogni peso gravi:giova l'elmo incantato; che senza esso,lui col cavallo avria in un colpo fesso.

Con quella estrema forza che percuotela machina ch'in Po sta su due navi,e levata con uomini e con ruotecader si lascia su le aguzze travi;fere il pagan Ruggier, quanto più puote,con ambe man sopra ogni peso gravi:giova l'elmo incantato; che senza esso,lui col cavallo avria in un colpo fesso.

Con quella estrema forza che percuote

la machina ch'in Po sta su due navi,

e levata con uomini e con ruote

cader si lascia su le aguzze travi;

fere il pagan Ruggier, quanto più puote,

con ambe man sopra ogni peso gravi:

giova l'elmo incantato; che senza esso,

lui col cavallo avria in un colpo fesso.

123

Ruggiero andò due volte a capo chino,e per cadere e braccia e gambe aperse.Raddoppia il fiero colpo il Saracino,che quel non abbia tempo a riaverse:poi vien col terzo ancor; ma il brando finosì lungo martellar più non sofferse;che volò in pezzi, ed al crudel paganodisarmata lasciò di sé la mano.

Ruggiero andò due volte a capo chino,e per cadere e braccia e gambe aperse.Raddoppia il fiero colpo il Saracino,che quel non abbia tempo a riaverse:poi vien col terzo ancor; ma il brando finosì lungo martellar più non sofferse;che volò in pezzi, ed al crudel paganodisarmata lasciò di sé la mano.

Ruggiero andò due volte a capo chino,

e per cadere e braccia e gambe aperse.

Raddoppia il fiero colpo il Saracino,

che quel non abbia tempo a riaverse:

poi vien col terzo ancor; ma il brando fino

sì lungo martellar più non sofferse;

che volò in pezzi, ed al crudel pagano

disarmata lasciò di sé la mano.

124

Rodomonte per questo non s'arresta,ma s'aventa a Ruggier che nulla sente;in tal modo intronata avea la testa,in tal modo offuscata avea la mente.Ma ben dal sonno il Saracin lo desta:gli cinge il collo col braccio possente;e con tal nodo e tanta forza afferra,che de l'arcion lo svelle, e caccia in terra.

Rodomonte per questo non s'arresta,ma s'aventa a Ruggier che nulla sente;in tal modo intronata avea la testa,in tal modo offuscata avea la mente.Ma ben dal sonno il Saracin lo desta:gli cinge il collo col braccio possente;e con tal nodo e tanta forza afferra,che de l'arcion lo svelle, e caccia in terra.

Rodomonte per questo non s'arresta,

ma s'aventa a Ruggier che nulla sente;

in tal modo intronata avea la testa,

in tal modo offuscata avea la mente.

Ma ben dal sonno il Saracin lo desta:

gli cinge il collo col braccio possente;

e con tal nodo e tanta forza afferra,

che de l'arcion lo svelle, e caccia in terra.

125

Non fu in terra sì tosto, che risorse,via più che d'ira, di vergogna pieno;però che a Bradamante gli occhi torse,e turbar vide il bel viso sereno.Ella al cader di lui rimase in forse,e fu la vita sua per venir meno.Ruggiero ad emendar presto quell'onta,stringe la spada, e col pagan s'affronta.

Non fu in terra sì tosto, che risorse,via più che d'ira, di vergogna pieno;però che a Bradamante gli occhi torse,e turbar vide il bel viso sereno.Ella al cader di lui rimase in forse,e fu la vita sua per venir meno.Ruggiero ad emendar presto quell'onta,stringe la spada, e col pagan s'affronta.

Non fu in terra sì tosto, che risorse,

via più che d'ira, di vergogna pieno;

però che a Bradamante gli occhi torse,

e turbar vide il bel viso sereno.

Ella al cader di lui rimase in forse,

e fu la vita sua per venir meno.

Ruggiero ad emendar presto quell'onta,

stringe la spada, e col pagan s'affronta.

126

Quel gli urta il destrier contra, ma Ruggierolo cansa accortamente, e si ritira,e nel passare, al fren piglia il destrierocon la man manca, e intorno lo raggira;e con la destra intanto al cavallieroferire il fianco o il ventre o il petto mira;e di due punte fe' sentirgli angoscia,l'una nel fianco, e l'altra ne la coscia.

Quel gli urta il destrier contra, ma Ruggierolo cansa accortamente, e si ritira,e nel passare, al fren piglia il destrierocon la man manca, e intorno lo raggira;e con la destra intanto al cavallieroferire il fianco o il ventre o il petto mira;e di due punte fe' sentirgli angoscia,l'una nel fianco, e l'altra ne la coscia.

Quel gli urta il destrier contra, ma Ruggiero

lo cansa accortamente, e si ritira,

e nel passare, al fren piglia il destriero

con la man manca, e intorno lo raggira;

e con la destra intanto al cavalliero

ferire il fianco o il ventre o il petto mira;

e di due punte fe' sentirgli angoscia,

l'una nel fianco, e l'altra ne la coscia.

127

Rodomonte, ch'in mano ancor teneail pome e l'elsa de la spada rotta,Ruggier su l'elmo in guisa percotea,che lo potea stordire all'altra botta.Ma Ruggier ch'a ragion vincer dovea,gli prese il braccio, e tirò tanto allotta,aggiungendo alla destra l'altra mano,che fuor di sella al fin trasse il pagano.

Rodomonte, ch'in mano ancor teneail pome e l'elsa de la spada rotta,Ruggier su l'elmo in guisa percotea,che lo potea stordire all'altra botta.Ma Ruggier ch'a ragion vincer dovea,gli prese il braccio, e tirò tanto allotta,aggiungendo alla destra l'altra mano,che fuor di sella al fin trasse il pagano.

Rodomonte, ch'in mano ancor tenea

il pome e l'elsa de la spada rotta,

Ruggier su l'elmo in guisa percotea,

che lo potea stordire all'altra botta.

Ma Ruggier ch'a ragion vincer dovea,

gli prese il braccio, e tirò tanto allotta,

aggiungendo alla destra l'altra mano,

che fuor di sella al fin trasse il pagano.

128

Sua forza o sua destrezza vuol che cadail pagan sì, ch'a Ruggier resti al paro:vo dir che cadde in piè; che per la spadaRuggiero averne il meglio giudicaro.Ruggier cerca il pagan tenere a badalungi da sé, né di accostarsi ha caro:per lui non fa lasciar venirsi adossoun corpo così grande e così grosso.

Sua forza o sua destrezza vuol che cadail pagan sì, ch'a Ruggier resti al paro:vo dir che cadde in piè; che per la spadaRuggiero averne il meglio giudicaro.Ruggier cerca il pagan tenere a badalungi da sé, né di accostarsi ha caro:per lui non fa lasciar venirsi adossoun corpo così grande e così grosso.

Sua forza o sua destrezza vuol che cada

il pagan sì, ch'a Ruggier resti al paro:

vo dir che cadde in piè; che per la spada

Ruggiero averne il meglio giudicaro.

Ruggier cerca il pagan tenere a bada

lungi da sé, né di accostarsi ha caro:

per lui non fa lasciar venirsi adosso

un corpo così grande e così grosso.

129

E insanguinargli pur tuttavia il fiancovede e la coscia e l'altre sue ferite.Spera che venga a poco a poco manco,sì che al fin gli abbia a dar vinta la lite.L'elsa e 'l pome avea in mano il pagan anco,e con tutte le forze insieme uniteda sé scagliolli, e sì Ruggier percosse,che stordito ne fu più che mai fosse.

E insanguinargli pur tuttavia il fiancovede e la coscia e l'altre sue ferite.Spera che venga a poco a poco manco,sì che al fin gli abbia a dar vinta la lite.L'elsa e 'l pome avea in mano il pagan anco,e con tutte le forze insieme uniteda sé scagliolli, e sì Ruggier percosse,che stordito ne fu più che mai fosse.

E insanguinargli pur tuttavia il fianco

vede e la coscia e l'altre sue ferite.

Spera che venga a poco a poco manco,

sì che al fin gli abbia a dar vinta la lite.

L'elsa e 'l pome avea in mano il pagan anco,

e con tutte le forze insieme unite

da sé scagliolli, e sì Ruggier percosse,

che stordito ne fu più che mai fosse.

130

Ne la guancia de l'elmo, e ne la spallafu Ruggier colto, e sì quel colpo sente,che tutto ne vacilla e ne traballa,e ritto se sostien difficilmente.Il pagan vuole entrar, ma il piè gli falla,che per la coscia offesa era impotente:e 'l volersi affrettar più del potere,con un ginocchio in terra il fa cadere.

Ne la guancia de l'elmo, e ne la spallafu Ruggier colto, e sì quel colpo sente,che tutto ne vacilla e ne traballa,e ritto se sostien difficilmente.Il pagan vuole entrar, ma il piè gli falla,che per la coscia offesa era impotente:e 'l volersi affrettar più del potere,con un ginocchio in terra il fa cadere.

Ne la guancia de l'elmo, e ne la spalla

fu Ruggier colto, e sì quel colpo sente,

che tutto ne vacilla e ne traballa,

e ritto se sostien difficilmente.

Il pagan vuole entrar, ma il piè gli falla,

che per la coscia offesa era impotente:

e 'l volersi affrettar più del potere,

con un ginocchio in terra il fa cadere.

131

Ruggier non perde il tempo, e di grande urtolo percuote nel petto e ne la faccia;e sopra gli martella, e tien sì curto,che con la mano in terra anco lo caccia.Ma tanto fa il pagan che gli è risurto;si stringe con Ruggier sì, che l'abbraccia:l'uno e l'altro s'aggira, e scuote e preme,arte aggiungendo alle sue forze estreme.

Ruggier non perde il tempo, e di grande urtolo percuote nel petto e ne la faccia;e sopra gli martella, e tien sì curto,che con la mano in terra anco lo caccia.Ma tanto fa il pagan che gli è risurto;si stringe con Ruggier sì, che l'abbraccia:l'uno e l'altro s'aggira, e scuote e preme,arte aggiungendo alle sue forze estreme.

Ruggier non perde il tempo, e di grande urto

lo percuote nel petto e ne la faccia;

e sopra gli martella, e tien sì curto,

che con la mano in terra anco lo caccia.

Ma tanto fa il pagan che gli è risurto;

si stringe con Ruggier sì, che l'abbraccia:

l'uno e l'altro s'aggira, e scuote e preme,

arte aggiungendo alle sue forze estreme.

132

Di forza a Rodomonte una gran partela coscia e 'l fianco aperto aveano tolto.Ruggiero avea destrezza, avea grande arte,era alla lotta esercitato molto:sente il vantaggio suo, né se ne parte;e donde il sangue uscir vede più sciolto,e dove più ferito il pagan vede,puon braccia e petto, e l'uno e l'altro piede.

Di forza a Rodomonte una gran partela coscia e 'l fianco aperto aveano tolto.Ruggiero avea destrezza, avea grande arte,era alla lotta esercitato molto:sente il vantaggio suo, né se ne parte;e donde il sangue uscir vede più sciolto,e dove più ferito il pagan vede,puon braccia e petto, e l'uno e l'altro piede.

Di forza a Rodomonte una gran parte

la coscia e 'l fianco aperto aveano tolto.

Ruggiero avea destrezza, avea grande arte,

era alla lotta esercitato molto:

sente il vantaggio suo, né se ne parte;

e donde il sangue uscir vede più sciolto,

e dove più ferito il pagan vede,

puon braccia e petto, e l'uno e l'altro piede.

133

Rodomonte pien d'ira e di dispettoRuggier nel collo e ne le spalle prende:or lo tira, or lo spinge, or sopra il pettosollevato da terra lo sospende,quinci e quindi lo ruota, e lo tien stretto,e per farlo cader molto contende.Ruggier sta in sé raccolto, e mette in oprasenno e valor, per rimaner di sopra.

Rodomonte pien d'ira e di dispettoRuggier nel collo e ne le spalle prende:or lo tira, or lo spinge, or sopra il pettosollevato da terra lo sospende,quinci e quindi lo ruota, e lo tien stretto,e per farlo cader molto contende.Ruggier sta in sé raccolto, e mette in oprasenno e valor, per rimaner di sopra.

Rodomonte pien d'ira e di dispetto

Ruggier nel collo e ne le spalle prende:

or lo tira, or lo spinge, or sopra il petto

sollevato da terra lo sospende,

quinci e quindi lo ruota, e lo tien stretto,

e per farlo cader molto contende.

Ruggier sta in sé raccolto, e mette in opra

senno e valor, per rimaner di sopra.

134

Tanto le prese andò mutando il francoe buon Ruggier, che Rodomonte cinse:calcogli il petto sul sinistro fianco,e con tutta sua forza ivi lo strinse.La gamba destra a un tempo inanzi al mancoginocchio e all'altro attraversogli e spinse;e da la terra in alto sollevollo,e con la testa in giù steso tornollo.

Tanto le prese andò mutando il francoe buon Ruggier, che Rodomonte cinse:calcogli il petto sul sinistro fianco,e con tutta sua forza ivi lo strinse.La gamba destra a un tempo inanzi al mancoginocchio e all'altro attraversogli e spinse;e da la terra in alto sollevollo,e con la testa in giù steso tornollo.

Tanto le prese andò mutando il franco

e buon Ruggier, che Rodomonte cinse:

calcogli il petto sul sinistro fianco,

e con tutta sua forza ivi lo strinse.

La gamba destra a un tempo inanzi al manco

ginocchio e all'altro attraversogli e spinse;

e da la terra in alto sollevollo,

e con la testa in giù steso tornollo.

135

Del capo e de le schene Rodomontela terra impresse; e tal fu la percossa,che da le piaghe sue, come da fonte,lungi andò il sangue a far la terra rossa.Ruggier, c'ha la Fortuna per la fronte,perché levarsi il Saracin non possa,l'una man col pugnal gli ha sopra gli occhi,l'altra alla gola, al ventre gli ha i ginocchi.

Del capo e de le schene Rodomontela terra impresse; e tal fu la percossa,che da le piaghe sue, come da fonte,lungi andò il sangue a far la terra rossa.Ruggier, c'ha la Fortuna per la fronte,perché levarsi il Saracin non possa,l'una man col pugnal gli ha sopra gli occhi,l'altra alla gola, al ventre gli ha i ginocchi.

Del capo e de le schene Rodomonte

la terra impresse; e tal fu la percossa,

che da le piaghe sue, come da fonte,

lungi andò il sangue a far la terra rossa.

Ruggier, c'ha la Fortuna per la fronte,

perché levarsi il Saracin non possa,

l'una man col pugnal gli ha sopra gli occhi,

l'altra alla gola, al ventre gli ha i ginocchi.

136

Come talvolta, ove si cava l'orolà tra' Pannoni o ne le mine ibere,se improvisa ruina su coloroche vi condusse empia avarizia, fere,ne restano sì oppressi, che può il lorospirto a pena, onde uscire, adito avere:così fu il Saracin non meno oppressodal vincitor, tosto ch'in terra messo.

Come talvolta, ove si cava l'orolà tra' Pannoni o ne le mine ibere,se improvisa ruina su coloroche vi condusse empia avarizia, fere,ne restano sì oppressi, che può il lorospirto a pena, onde uscire, adito avere:così fu il Saracin non meno oppressodal vincitor, tosto ch'in terra messo.

Come talvolta, ove si cava l'oro

là tra' Pannoni o ne le mine ibere,

se improvisa ruina su coloro

che vi condusse empia avarizia, fere,

ne restano sì oppressi, che può il loro

spirto a pena, onde uscire, adito avere:

così fu il Saracin non meno oppresso

dal vincitor, tosto ch'in terra messo.

137

Alla vista de l'elmo gli appresentala punta del pugnal ch'avea già tratto;e che si renda, minacciando, tenta,e di lasciarlo vivo gli fa patto.Ma quel, che di morir manco paventa,che di mostrar viltade a un minimo atto,si torce e scuote, e per por lui di sottomette ogni suo vigor, né gli fa motto.

Alla vista de l'elmo gli appresentala punta del pugnal ch'avea già tratto;e che si renda, minacciando, tenta,e di lasciarlo vivo gli fa patto.Ma quel, che di morir manco paventa,che di mostrar viltade a un minimo atto,si torce e scuote, e per por lui di sottomette ogni suo vigor, né gli fa motto.

Alla vista de l'elmo gli appresenta

la punta del pugnal ch'avea già tratto;

e che si renda, minacciando, tenta,

e di lasciarlo vivo gli fa patto.

Ma quel, che di morir manco paventa,

che di mostrar viltade a un minimo atto,

si torce e scuote, e per por lui di sotto

mette ogni suo vigor, né gli fa motto.

138

Come mastin sotto il feroce alanoche fissi i denti ne la gola gli abbia,molto s'affanna e si dibatte invanocon occhi ardenti e con spumose labbia,e non può uscire al predator di mano,che vince di vigor, non già di rabbia:così falla al pagano ogni pensierod'uscir di sotto al vincitor Ruggiero.

Come mastin sotto il feroce alanoche fissi i denti ne la gola gli abbia,molto s'affanna e si dibatte invanocon occhi ardenti e con spumose labbia,e non può uscire al predator di mano,che vince di vigor, non già di rabbia:così falla al pagano ogni pensierod'uscir di sotto al vincitor Ruggiero.

Come mastin sotto il feroce alano

che fissi i denti ne la gola gli abbia,

molto s'affanna e si dibatte invano

con occhi ardenti e con spumose labbia,

e non può uscire al predator di mano,

che vince di vigor, non già di rabbia:

così falla al pagano ogni pensiero

d'uscir di sotto al vincitor Ruggiero.

139

Pur si torce e dibatte sì, che vienead espedirsi col braccio migliore;e con la destra man che 'l pugnal tiene,che trasse anch'egli in quel contrasto fuore,tenta ferir Ruggier sotto le rene:ma il giovene s'accorse de l'errorein che potea cader, per differiredi far quel empio Saracin morire.

Pur si torce e dibatte sì, che vienead espedirsi col braccio migliore;e con la destra man che 'l pugnal tiene,che trasse anch'egli in quel contrasto fuore,tenta ferir Ruggier sotto le rene:ma il giovene s'accorse de l'errorein che potea cader, per differiredi far quel empio Saracin morire.

Pur si torce e dibatte sì, che viene

ad espedirsi col braccio migliore;

e con la destra man che 'l pugnal tiene,

che trasse anch'egli in quel contrasto fuore,

tenta ferir Ruggier sotto le rene:

ma il giovene s'accorse de l'errore

in che potea cader, per differire

di far quel empio Saracin morire.

140

E due e tre volte ne l'orribil fronte,alzando, più ch'alzar si possa, il braccio,il ferro del pugnale a Rodomontetutto nascose, e si levò d'impaccio.Alle squalide ripe d'Acheronte,sciolta dal corpo più freddo che giaccio,bestemmiando fuggì l'alma sdegnosa,che fu sì altiera al mondo e sì orgogliosa.

E due e tre volte ne l'orribil fronte,alzando, più ch'alzar si possa, il braccio,il ferro del pugnale a Rodomontetutto nascose, e si levò d'impaccio.Alle squalide ripe d'Acheronte,sciolta dal corpo più freddo che giaccio,bestemmiando fuggì l'alma sdegnosa,che fu sì altiera al mondo e sì orgogliosa.

E due e tre volte ne l'orribil fronte,

alzando, più ch'alzar si possa, il braccio,

il ferro del pugnale a Rodomonte

tutto nascose, e si levò d'impaccio.

Alle squalide ripe d'Acheronte,

sciolta dal corpo più freddo che giaccio,

bestemmiando fuggì l'alma sdegnosa,

che fu sì altiera al mondo e sì orgogliosa.

INDICECANTOPRIMOCANTOSECONDOCANTOTERZOCANTOQUARTOCANTOQUINTOCANTOSESTOCANTOSETTIMOCANTOOTTAVOCANTONONOCANTODECIMOCANTOUNDICESIMOCANTODODICESIMOCANTOTREDICESIMOCANTOQUATTORDICESIMOCANTOQUINDICESIMOCANTOSEDICESIMOCANTODICIASSETTESIMOCANTODICIOTTESIMOCANTODICIANNOVESIMOCANTOVENTESIMOCANTOVENTUNESIMOCANTOVENTIDUESIMOCANTOVENTITREESIMOCANTOVENTIQUATTRESIMOCANTOVENTICINQUESIMOCANTOVENTISEIESIMOCANTOVENTISETTESIMOCANTOVENTOTTESIMOCANTOVENTINOVESIMOCANTOTRENTESIMOCANTOTRENTUNESIMOCANTOTRENTADUESIMOCANTOTRENTATREESIMOCANTOTRENTAQUATTRESIMOCANTOTRENTACINQUESIMOCANTOTRENTASEIESIMOCANTOTRENTASETTESIMOCANTOTRENTOTTESIMOCANTOTRENTANOVESIMOCANTOQUARANTESIMOCANTOQUARANTUNESIMOCANTOQUARANTADUESIMOCANTOQUARANTATREESIMOCANTOQUARANTAQUATTRESIMOCANTOQUARANTACINQUESIMOCANTOQUARANTASEIESIMO

Nota del TrascrittoreCorretti senza annotazione minimi errori tipografici.Copertina creata dal trascrittore e posta nel pubblico dominio.

Nota del Trascrittore

Corretti senza annotazione minimi errori tipografici.

Copertina creata dal trascrittore e posta nel pubblico dominio.


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