SOPRA UNA CULLA
Sono tre giorni che ha 'l visetto biancoE gira l'occhio illanguidito e lento,E non cerca la madre, e leva a stentoLe braccia dimagrate e il capo stanco.Parla, dottore — dirami aperto e francoLa triste verità ch'io già presento;E tu fa core, amica; — ecco il momento;Dammi la mano — e sta stretta al mio fianco.E grave? — .... Assai? — .... C'è da temer la morte?Ebbene, amica — qui — qui sul cor mio,E opponiamo al dolor l'anima forte.Ma no! non posso! mi si spezza il core!Ho bisogno di piangere! Mio Dio,Pietà! M'uccido se il mio bimbo muore!
Sono tre giorni che ha 'l visetto bianco
E gira l'occhio illanguidito e lento,
E non cerca la madre, e leva a stento
Le braccia dimagrate e il capo stanco.
Parla, dottore — dirami aperto e franco
La triste verità ch'io già presento;
E tu fa core, amica; — ecco il momento;
Dammi la mano — e sta stretta al mio fianco.
E grave? — .... Assai? — .... C'è da temer la morte?
Ebbene, amica — qui — qui sul cor mio,
E opponiamo al dolor l'anima forte.
Ma no! non posso! mi si spezza il core!
Ho bisogno di piangere! Mio Dio,
Pietà! M'uccido se il mio bimbo muore!
Bambino mio, cos'hai? cosa ti senti?Sorridi — guarda — moviti — respira;Non vedi il padre tuo, qui, che delira?Non le senti le sue lacrime ardenti?Non lacerarmi il cor co' tuoi lamenti!Oh dottore — soccorrilo — egli spira;Vedi come già trema, e come giraGli sguardi tralunati e semispenti.Che aspetti dunque? Di parole vaneNon è più tempo! Salvalo, per Dio!Prova! Tenta! non hai viscere umane?No, no, perdona! io son pazzo, lo vedi;Ma salva dalla morte il bimbo mio,E bacierò l'impronta de' tuoi piedi!
Bambino mio, cos'hai? cosa ti senti?
Sorridi — guarda — moviti — respira;
Non vedi il padre tuo, qui, che delira?
Non le senti le sue lacrime ardenti?
Non lacerarmi il cor co' tuoi lamenti!
Oh dottore — soccorrilo — egli spira;
Vedi come già trema, e come gira
Gli sguardi tralunati e semispenti.
Che aspetti dunque? Di parole vane
Non è più tempo! Salvalo, per Dio!
Prova! Tenta! non hai viscere umane?
No, no, perdona! io son pazzo, lo vedi;
Ma salva dalla morte il bimbo mio,
E bacierò l'impronta de' tuoi piedi!
Come ha già il volto smorto ed affilato,Povero bimbo, povero angioletto!Ah per pietà, coprite quel visetto;Non lo posso veder così mutato.Appena appena gli si sente il fiatoEd un leggiero tremito nel petto;Sembra già morto — ha già mutato aspetto;Ha chiuso gli occhi — è immobile — è diacciato!Dottore! Amica mia! Ma dunque è vero!Egli morrà! Lo porteranno via!Porteranno il mio bimbo al cimitero!Il mio bimbo! il mio cor! Ma rispondete!Dite che è un sogno della mente mia,O mi spezzo la fronte alla parete!
Come ha già il volto smorto ed affilato,
Povero bimbo, povero angioletto!
Ah per pietà, coprite quel visetto;
Non lo posso veder così mutato.
Appena appena gli si sente il fiato
Ed un leggiero tremito nel petto;
Sembra già morto — ha già mutato aspetto;
Ha chiuso gli occhi — è immobile — è diacciato!
Dottore! Amica mia! Ma dunque è vero!
Egli morrà! Lo porteranno via!
Porteranno il mio bimbo al cimitero!
Il mio bimbo! il mio cor! Ma rispondete!
Dite che è un sogno della mente mia,
O mi spezzo la fronte alla parete!
Che? — C'è speranza ancor ch'egli non mora?Non è la tua pietà — dottor — che mente?È salvo se fra un'ora si risente?Se fra un'ora il suo volto si colora?Un'ora! Un'ora eterna! Un'ora ancoraPer vederlo morir più lentamente!Ma prima sarò anch'io morto — o demente,O invecchierò di trenta anni in quest'ora.Ebben — coraggio — starò qui prostrato,Muto — aspettando colle braccia in croceChe il mio povero bimbo sia spirato.Ed aspetta anche tu — cara — pregando;Non alzar contro Dio l'incauta voce....Inginocchiati qui.... te lo comando!
Che? — C'è speranza ancor ch'egli non mora?
Non è la tua pietà — dottor — che mente?
È salvo se fra un'ora si risente?
Se fra un'ora il suo volto si colora?
Un'ora! Un'ora eterna! Un'ora ancora
Per vederlo morir più lentamente!
Ma prima sarò anch'io morto — o demente,
O invecchierò di trenta anni in quest'ora.
Ebben — coraggio — starò qui prostrato,
Muto — aspettando colle braccia in croce
Che il mio povero bimbo sia spirato.
Ed aspetta anche tu — cara — pregando;
Non alzar contro Dio l'incauta voce....
Inginocchiati qui.... te lo comando!
Pietà, tremendo Iddio! Pietà, Signore!Nel santo nome della madre mia.Pietà del mio bambino in agonia,Non rapite quest'angelo al mio core.Io redento dal pianto e dal doloreVivrò una vita santa, umile e pia,E non avrò più senso che non siaBontà, dolcezza, pentimento, amore.E se è fermo nel Vostro alto consiglioCh'egli debba morir — ch'io non intendaLa voce che dirà: — non hai più figlio!Datemi, eterno Iddio, questo conforto;Ch'io non la senta la parola orrenda;Ch'io resti prima o forsennato o morto.
Pietà, tremendo Iddio! Pietà, Signore!
Nel santo nome della madre mia.
Pietà del mio bambino in agonia,
Non rapite quest'angelo al mio core.
Io redento dal pianto e dal dolore
Vivrò una vita santa, umile e pia,
E non avrò più senso che non sia
Bontà, dolcezza, pentimento, amore.
E se è fermo nel Vostro alto consiglio
Ch'egli debba morir — ch'io non intenda
La voce che dirà: — non hai più figlio!
Datemi, eterno Iddio, questo conforto;
Ch'io non la senta la parola orrenda;
Ch'io resti prima o forsennato o morto.
Povero core! Povero bambino!Era un angiolo d'anima e d'aspetto;Pareva un fiore — e qualche ricciolettoGli usciva già di sotto al cuffiettino.La notte, lo cullavo — e sul mattinoVenia — nudo e ridente — nel mio letto,E sgambettando mi puntava al pettoE contro il volto il suo rosso piedino.Ed ogni sera — in lui rapito — chinoTeneramente sul suo bianco nidoGli coprivo di baci il corpicino;E in mezzo ai baci mi fuggía dal coreUn gemito, un singhiozzo, un riso, un grido,E cadevo in ginocchio ebbro d'amore.
Povero core! Povero bambino!
Era un angiolo d'anima e d'aspetto;
Pareva un fiore — e qualche riccioletto
Gli usciva già di sotto al cuffiettino.
La notte, lo cullavo — e sul mattino
Venia — nudo e ridente — nel mio letto,
E sgambettando mi puntava al petto
E contro il volto il suo rosso piedino.
Ed ogni sera — in lui rapito — chino
Teneramente sul suo bianco nido
Gli coprivo di baci il corpicino;
E in mezzo ai baci mi fuggía dal core
Un gemito, un singhiozzo, un riso, un grido,
E cadevo in ginocchio ebbro d'amore.
Addio, mia bella visïon fuggita,Bel sogno mio svanito sull'aurora,Larva adorata che brillasti un'oraSul deserto cammin della mia vita!Non tutta ancor l'anima mia smarritaPuò intendere il dolor che la divora;Ancor vaneggio; — non lo sento ancoraTutto lo strazio della mia ferita.Avrò per sempre il mio bimbo morenteDinanzi agli occhi — ed il mio labbro mutoCercherà la sua fronte eternamente.Arte, fede, avvenir, gloria, fortuna,Speranze, gioventù — tutto è perduto;Tutto è morto e sepolto in questa cuna.
Addio, mia bella visïon fuggita,
Bel sogno mio svanito sull'aurora,
Larva adorata che brillasti un'ora
Sul deserto cammin della mia vita!
Non tutta ancor l'anima mia smarrita
Può intendere il dolor che la divora;
Ancor vaneggio; — non lo sento ancora
Tutto lo strazio della mia ferita.
Avrò per sempre il mio bimbo morente
Dinanzi agli occhi — ed il mio labbro muto
Cercherà la sua fronte eternamente.
Arte, fede, avvenir, gloria, fortuna,
Speranze, gioventù — tutto è perduto;
Tutto è morto e sepolto in questa cuna.
No! non lo credo! Tu m'inganni! GiuraChe dici il vero! Per pietà, dottore,Non lacerarmi un'altra volta il core,Non ti far gioco della mia sventura!È uno scherno crudel della natura!È un vano inganno! È un sogno mentitore!È salvo? Vive? Vive ancor? Non muore?Ah! la povera mia mente s'oscura!Indietro tutti — via da me — lasciateCh'io profonda sul mio santo angiolettoQuesta piena di lacrime infocate!Ride! Parla! Mi guarda! Eterno Iddio,Che il grande nome tuo sia benedetto!Mio figlio è salvo — l'universo è mio!
No! non lo credo! Tu m'inganni! Giura
Che dici il vero! Per pietà, dottore,
Non lacerarmi un'altra volta il core,
Non ti far gioco della mia sventura!
È uno scherno crudel della natura!
È un vano inganno! È un sogno mentitore!
È salvo? Vive? Vive ancor? Non muore?
Ah! la povera mia mente s'oscura!
Indietro tutti — via da me — lasciate
Ch'io profonda sul mio santo angioletto
Questa piena di lacrime infocate!
Ride! Parla! Mi guarda! Eterno Iddio,
Che il grande nome tuo sia benedetto!
Mio figlio è salvo — l'universo è mio!