ATTO TERZO.Salotto come nell'atto II.

ATTO TERZO.Salotto come nell'atto II.

All'alzar della tela,Amaliaè sola in iscena, seduta accanto a una tavola, con un lavoro donnesco in mano: — è triste e si asciuga gli occhi. — All'entrar diGaudenzi, cerca di nascondere le lagrime e riprende il lavoro.

All'alzar della tela,Amaliaè sola in iscena, seduta accanto a una tavola, con un lavoro donnesco in mano: — è triste e si asciuga gli occhi. — All'entrar diGaudenzi, cerca di nascondere le lagrime e riprende il lavoro.

Gaudenzi

(entra leggendo il «Giorno»: — è molto agitato: — getta via il cappello e il bastone: termina la lettura; poi, getta il giornale, sopra la tavola, esclamando) — Tutti contro di noi!... (a Amalia, con sollecitudine) Ci sono lettere?

Amalia

No.

Gaudenzi

E quel cretino non risponde nemmeno!

Amalia

Chi?

Gaudenzi

Il principe di Castrovetero.

Amalia

Il Presidente delComitato?

Gaudenzi

Già!... Si direbbe che tutto quello che scrivono... non lo riguarda... l'imbecille!

Amalia

(inquieta, indicando il giornale) — Parlano ancora dei vostri conti?

Gaudenzi

E come!... IlGiornochiede a dirittura l'intervento del Prefetto.

Amalia

(alzandosi, spaventata) — Oh, Dio!... C'è qualche pericolo per te?

Gaudenzi

Sta tranquilla!... Tutte le carte sono in regola... ma queste polemiche ci rovinano... perchè fanno andar all'aria le recite combinate... Bisognava evitare i pettegolezzi!... L'ho tanto detto a Naldini: «non faccia veder conti... guadagni tempo... con qualche pretesto»... Ma da che s'è messo con Bice... ha perduto la testa!

Amalia

L'hanno perduta tutti e due!

Gaudenzi

Di lei... poco m'importa!... Mi rincresce per Naldini... È un giovanotto d'ingegno... e con lui si poteva far molto... ma è cascato proprio male... Ah, quella Bice!... E dire ch'è l'amica intima di Rina!... Bell'amica!... È lei che ha scaldato la fantasia a nostra figlia!... Dov'è adesso?

Amalia

(quasi piangendo) — In giro, a salutare le amiche.

Gaudenzi

(con sorpresa e con dolore) — Ma è, dunque, cosa stabilita?

Amalia

Pur troppo!

Gaudenzi

(con calore) — Ma è una pazzia!... Dovevi dimostrarglielo, persuaderla...

Amalia

Ho detto tutto quello che potevo dire... Ho pianto... pregato... tutto inutile!... È ostinata... come lo sei tu... quando ti cacci in testa una cosa.

Gaudenzi

Ma che dice per giustificare una risoluzione così grave?

Amalia

Che non vuol più restare a Roma.

Gaudenzi

E nient'altro?

Amalia

Nient'altro!... Non mi risponde nemmeno più!... (piangendo) Questa mattina, mentre cercavo di commuoverla... lei faceva tranquillamente i bauli... e, quasi canzonandomi, mi disse: «Mamma, che gioja avrai al mio ritorno!... Ma, capisci, per darti questa gioja, è necessario che io vada via»... Il suo ritorno!.... (con ischianto) Oh, io non la vedrò... perchè sarò morta!

Gaudenzi

Lascia fare!... Non è ancora partita... Prima di prendere il treno, deve fare i conti con me!

Amalia

(agitata) — Per carità, non prenderla con le cattive!... È così nervosa!

Gaudenzi

(con forza) — È pazza... e, con la sua pazzia, ha reso impossibile un matrimonio che si sarebbe sempre potuto combinare... perchè Silvio è innamorato... E, ora, medita una pazzia ancora più grande... Credi ch'io voglia permetterla?

Amalia

Ah, se tu potessi impedirla!

Gaudenzi

(risoluto) — Vedrai!

Naldini

(sulla soglia, entrando) — Notizie?

Gaudenzi

Nessuna!

Naldini

Il Principe non ha risposto?

Gaudenzi

No!

Naldini

Dev'esser fuori della grazia di Dio!... Io non oso più farmi vedere.

Gaudenzi

Eppure, bisogna andarlo a trovare subito... prima che faccia qualche nuova bestialità.

Naldini

(squadrandolo) — E devo andarci proprio io?

Gaudenzi

Sicuro!... Prima di tutto, perchè lei... è il segretario delComitato... e, poi, perchè è stata la sua imprudenza che ha sollevato tutto questo chiasso.

Naldini

(vivace). — Io non ho parlato con nessuno!... Ho dato solamente i conti al Principe, che li voleva...

Gaudenzi

Già... per darli alla stampa!

Naldini

(c. s.) — Potevo immaginare che fosse così stupido!... E ora che devo dirgli?

Gaudenzi

Tenere ben fissa in mente la mia lettera... 1.º: le spese sono tutte giustificate... 2.º: con le recite si avrà un benefizio di sette od ottomila lire... 3.º: l'insuccesso si deve... in gran parte... a lui... perchè non s'è occupato affatto della sottoscrizione... 4.º: il solo responsabile delle spese... è lui, che ha firmato i mandati...

Naldini

(ingenuamente) — Senza leggerli...

Gaudenzi

Peggio per lui!... Caro Naldini, ci accusano: dobbiamo difenderci!... È il Principe che ha rotto le uova nel paniere... Paghi lui!... Vuole che, per salvare quell'asino d'oro, prendiamo la cosa sopra di noi?

Naldini

(con vivacità) — Questo, no!

Gaudenzi

Dunque, parli alto!... Il Principe, se vuole, può far mutar linguaggio ai giornali... e riparare lo scandalo... Lo faccia nel suo interesse morale... Già... per il nostro... non moverà foglia!

Naldini

Ha ragione!... Oh!, Commendatore, lei trova sempre la nota giusta... Stia tranquillo!... Gli metterò indosso tale paura che dovrà fare quello che vogliamo! (via, di corsa).

Gaudenzi

(si ritira in disparte, leggendo delle carte).

Amalia

Purchè si accomodi almeno questa faccenda delComitato!

Gaudenzi

Oh, non c'è dubbio!

Ida

(entra in iscena agitatissima) — Buon giorno...

Amalia

(sorpresa e contenta) — Oh, Ida!... Ti fai vedere finalmente!

Ida

Alfredo... vi ha scritto?

Amalia

No... (guardando Gaudenzi) ch'io sappia.

Gaudenzi

(indifferente) — Da Milano... otto giorni fa!

Ida

E, poi, più nulla?

Gaudenzi

Nulla.

Ida

(con amara ironia) — Ha voluto, dunque, riserbare a me... la primizia della buona nuova.

Amalia

(con vivo interessamento) — Ti ha scritto?

Ida

Una letteraraccomandata... Bellissima!... Viene da Nizza... (cava la lettera dal portafazzoletto e la dà a Gaudenzi) È molto interessante... Legga... legga!

Gaudenzi

(prende la lettera e principia a leggere di mala voglia; poi, s'interessa e leggendo approva col capo).

Amalia

Che ti dice?

Ida

Oh, tante... tante belle cose!... Prima di tutto, mi annuncia... quello che sapevo... cioè, che era partito da Roma... per seguire miss Stower!

Gaudenzi

(interrompendo la lettura) — Per seguirla, no: per trattare una sua causa a Milano.

Ida

(sempre con ironia e sarcasmo) — Già... che discutono insieme... a Nizza!

Amalia

(con rimprovero) — Ida!... Miss Emma è una donna onesta...

Ida

Oh, sì!... (c. s.) — All'americana!... (a Gaudenzi) Legga... legga!... Altro che causa... altro che avvocato!... (a Amalia) Le occorre un marito... il mio!

Amalia

(con istupore) — Che dici?

Ida

Oh, il suo caro figlio... lo confessa candidamente... Si amano... e aspettano il permesso di sposarsi.

Amalia

(c. s.) — Sposarsi?... Non capisco!

Ida

È ben facile capire!... Alfredo ha scaldato la testa all'Americana.

Amalia

(con vivacità) — Ma che!... Egli non l'ama!

Ida

Amante?... No!... Amica... che diavolo!...Leiè una donna onesta... che si guarderà bene di far un passo... falso!... Elui... come amico... e consulente... per ora... se non il cuore, terrà la cassa... È questa che gli preme!

Amalia

Ma tu impazzisci!

Ida

Già!... La pazza... sono sempre io!... Ma leggete, dunque!... Alfredo vuol cambiare nazionalità... Mi propone il divorzio... E, se accetto,miss Stower è pronta a... (fa il segno di chi spende) senza lesinare!

Gaudenzi

(chiudendo la lettera) — «Senza lesinare»... È vero!... Dice proprio così!

Amalia

(al colmo dello stupore) — Possibile!

Gaudenzi

(calmo, persuaso: — a Ida) — E tu che cosa dici?

Ida

(risoluta) — Che rifiuto!

Gaudenzi

(a bocca aperta) — Ri... fiu... ti...!?

Ida

(c. s.) — Sì... rifiuto!

Gaudenzi

Eh, via!... Cambierai d'idea quando ti avrò fatto riflettere... È vero che gl'innamorati non riflettono così facilmente.

Ida

Ma che!... Credete, forse, che io sia innamorata ancora di... vostro figlio?

Gaudenzi

Qui, ti volevo!... Non lo ami più... e rifiuti!... Andiamo, non c'è senso comune!... Sei convinta ch'egli non ti vuol bene...

Ida

Non me ne ha mai voluto!

Gaudenzi

Vivi separata da lui... Non isperi, certo, ch'egli ritorni a te.

Ida

In ogni caso, io non tornerei a lui...

Gaudenzi

Dunque, lascialo al suo destino!

Ida

Sì... se questo destino fosse il suo castigo!... Ma, dal momento che sarebbe tutt'altro... impari a far i conti con me.

Gaudenzi

Lascia correre... e pensa che, accettando l'offerta di miss Stower, assicuri l'avvenire di tuo figlio.

Ida

A mio figlio... ci penso io!

Gaudenzi

So che tu sei una brava donna... ma anche le brave donne... possono ammalarsi... Lo hanno accettato... per i figli... delle mogli più ricche... più innamorate... di te!

Ida

Io non accetterò mai!

Gaudenzi

Il tuo... è un puntiglio... che nuoce a te sola... Se si amano... anche senza il tuo permesso...

Ida

(convinta, interrompendo) — No!... Miss Stower non cede!... Oh, si capisce benissimo dall'intonazione supplichevole della lettera!... O moglie... o nulla!

Gaudenzi

Parole!... A lungo andare, cederà!

Ida

Faccia pure!... Si degradi lei... se le piace!.. Io no!... Così, a suo tempo, oltre il dolore d'aver creduto a un uomo come Alfredo... avrà anche la vergogna d'essere l'amante... di un uomo ammogliato!

Amalia

(con commozione sincera) — Hai ragione!... Ciò che Alfredo ti chiede è indegno!... Tu, però, rispondi con dolcezza... Gli scriverò anch'io... Egli si persuaderà... e, forse, ritornerà...

Ida

(ugualmente commossa) — Oh, lei è buona!... (le dà un bacio) Ma io non lo spero... nè lo desiderò più! (via, senza salutare Gaudenzi).

Gaudenzi

(mettendosi in faccia a Amalia). Altro che buona!... Tu sei pazza come lei!

Amalia

(severa, addolorata) — Tu approvi Alfredo?

Gaudenzi

No!... Ma la soluzione che propone... è logica... Sono separati... amichevolmente, sì... ma irrevocabilmente... perchè non vanno d'accordo... Capita a lui una buona fortuna... che lo è anche per sua moglie e per suo figlio... ciò che più importa!... E dovrà perderla?... Non dico che il divorzio... nelle condizioni in cui si trova Alfreda... non presenti molte difficoltà... ma lui è avvocato... Miss Stower èricca... e... con l'ingegno e col danaro... si riesce a tutto.

Amalia

Eh!... Se Ida non vuole, non potranno riuscire... avessero.... lui l'ingegno di non so chi... e lei il danaro di Rothschild!

Gaudenzi

E allora tanto peggio per Ida!... Mio figlio non è uomo da perdere una fortuna... per vendetta della moglie... Se non potrà essere il marito di Emma... sarà il suo avvocato!.... E le apparenze saranno salve... perchè il mondo non chiede di più a quelli che hanno... ingegno... quattrini... o, magari, a quelli che hanno... quattrini soltanto!

Amalia

(sincera) — Oh, Dio... come parli!

Gaudenzi

Mia cara, la vita è fatta così!... Puoi tu cambiarla?

Rina

(dalla comune, in elegante «toilette» da passeggio. — Entra ilare, gaja, contenta) — Oh, tutto è fatto!

Gaudenzi

(di cattivo umore) — Fatto... che?

Rina

Le visite di congedo... Ora, eccomi libera come l'aria!... ASanta Ceciliasono tutti entusiasti della mia risoluzione... Sgambati m'ha dato delle lettere di presentazione per Vienna e per Berlino... Le ho mostrate alle mie compagne... (ridendo) Ohe faccia hanno fatto!... È un colpo che non si aspettavano.

Gaudenzi

(severo) — Eh, aspetta a ridere alle loro spalle... perchè non sei ancora sicura di partire!

Rina

Oh, bella!... Chi me lo impedirà?

Gaudenzi

Io!

Rina

(ridendo) — Tu!... Ah, ah!

Gaudenzi

(incominciando a perdere la pazienza) — Io, sì!... Tuo padre... che ha il diritto di comandare.

Rina

(scherzosa) — E vuoi proprio cominciare oggi.... e con me... a esercitare questo diritto?

Gaudenzi

Sì, signora!.. Questo tuo desiderio romantico di girar il mondo... dando deiconcerticon Oswaigiaski... non piace a tua madre... e non piace nemmeno a me... perchè è una pazzia... e devi rinunziarvi.

Rina

Rinunziarvi?... So bene che scherzi!

Gaudenzi

(in collera) — Non sono di umore da scherzare!

Rina

Lo vedo!... Mi dispiace... povero babbo... ma questo non cambierà le mie risoluzioni.

Gaudenzi

(c. s.) — Te le farò cambiare per forza!

Rina

(sorpresa; ma sempre con aria canzonatrice) — Vuoi farmi arrestare alla stazione dai carabinieri?... (ridendo). Bada!... Sarebbe un arresto arbitrario, perchè sono maggiorenne.

Gaudenzi

(con viva irritazione) — Voglio che tu smetta quel tono irriverente... e che tu parli seriamente... Hai capito?

Rina

(mutando tono e diventando seriissima) Ah!...Volete una spiegazione seria?... (con amarezza) Io cercavo di evitarla, perchè lo credevo meglio per tutti; ma, una volta che lo esigete, parliamo pure sul serio... (prende una sedia nel mezzo della scena tra Gaudenzi e Amalia). Io, dunque, non devo partire... Vojaltri volete che resti a Roma... Ma che cosa ci resterò a fare... a Roma?... Vediamo!... A continuare lo studio del pianoforte... e... fra qualche mese... prendere il diploma di professoressa... E poi?... Dar lezioni...

Gaudenzi

Sicuro!

Rina

E dove le troverò?... Ci sono oramai più maestre che scolare... e... poverette le ultime arrivate!... Sarà un miracolo se, correndo tutto il giorno, da un punto all'altro della città, raggranellerò cinquanta lire al mese.... Bell'avvenire!

Amalia

(con dolcezza) — Tu esageri!

Rina

No, non esagero!... Il babbo... lo sa!... (a Gaudenzi) Era il tuo argomento favorito quando volevi decidermi a sposare Silvio!... (Gaudenzi fa una smorfia). E me lo hai ripetuto tante volte, che, alla fine, io n'ero rimasta convinta e m'ero detto: — piuttosto che morire d'inedia a Roma, andiamo a seppellirci, provvisoriamente, nella campagna viterbese!... Mi annojerò a morte; ma avrò conquistato il benessere materiale... (a Gaudenzi) Buona tavola... e buona cucina... mi hai insegnato tu... fanno buon sangue!... A suo tempo, poi... se la noja non m'ammazza... avrò la ricchezza... la libertà... il piacere di far saltare gli scudi del vecchio Labani... e di tornare a Roma per brillare fra le antiche compagne... povere e infelici... Ma questo sogno lo avete distrutto vojaltri!

AmaliaeGaudenzi

(insieme protestando) — Noi!?

Rina

Sicuro!... (a Amalia) Tu... con la tua ingenuità... (a Gaudenzi) e tu... con quella maledetta clausola del contratto.

Gaudenzi

Ma tutto si sarebbe potuto aggiustare...

Rina

(pronta) — Se io avessi voluto?... Ti proverò che non è vero; ma, data l'ipotesi, bisognava che io fossi stata una bambola... un pezzo di legno... la più insensibile delle creature umane!... E, perdio!, ripugnerebbe anche a voi... che io fossi così... perchè sono vostro sangue!... Ma se anche avessi voluto... non avrei potuto... Sapete che cosa m'ha fatto sapere Silvio questa mattina?... Che... per alcuni giorni... doveva recarsi a Viterbo... dove suo padre lo chiamava... con l'ordine perentorio di troncare ogni relazione con me.

Gaudenzi

E lui?

Rina

E lui...doveva chinare il capo... Prometteva... s'intende... che il suo affetto...eccetera, eccetera... ma, in tanto...

Gaudenzi

Lo hai trattato così male!... Egli ti ha sempre scritto... e ha chiesto di vederti... Tu non gli hai mai risposto.

Rina

Perchè sapevo bene che avrebbe presto finito colchinare il capo!... Ah, ah!... (ride). Ma se lui... china il capo dinanzi a suo padre... non posso... non voglio... chinarlo io... dinanzi alle buone amiche... che, dopo quella rottura delle mie nozze... mi capisci!... Oh, dovessi andar non so dove... non voglio... non posso più vedermi a Roma... dove, adesso, dopo quello scandalo, non troverei più certamente un cane che mi sposasse!

Amalia

Oh, per questo!

Rina

Già... aspettando chissà fin quando!... E sposandomi a un uomo che mi sarebbe indifferente, dopo aver dato ignobilmente la caccia a cento altri!... (con crescente esaltazione). E vorreste obbligarmi a vivere in un Inferno simile...mentre... con l'arte che mi avete dato... posso andar lontano... e guadagnarmi la vita onoratamente!

Amalia

(con calore) — Onoratamente... girare il mondo con un uomo?

Rina

(esaltata) — Sì... con un uomo!... Ma sta bene attenta alle mie parole, perchè non sono più una bambina!... Con un uomo... col quale correrò soltanto i pericoli che vorrò correre!

Amalia

(con ischianto). Sia pure... ma la gente!

Rina

(con ironia) — Oh, la gente!... Credi che... se resto... mi rispetteranno di più?... E che in Roma... oggi... siano in molti pronti a metter la mano sul fuoco per la mia onestà?

Amalia

(con calore). Ma la tua coscienza...

Rina

(sempre esaltata: — con cinismo e con ironia) — La mia coscienza... me la porto in giro con me!... Mi servirà sempre... se vorrò servirmene!

Amalia

(protestando, scandalizzata) — Oh, Rina!

Gaudenzi

(intervenendo) — Sicchè... la conclusione?

Rina

La conclusione è semplice: Oswaigiaski... uno dei più illustri artisti del mondo... m'offre di fare una grande... «tournée» artistica: assume lui tutte le spese di viaggio... alberghi,eccetera... e dividerà con me gli utili deiconcerti... Non rischio nulla... e ciò mi assicura due o tre anni, forse, di vita deliziosa... Vedrò le principali città d'Europa... avrò una parte degli applausi dati a lui... e tornerò, spero, con un nome celebre... e con un po' di danaro in tasca... È possibile esitare... discutere?... (a Gaudenzi). Rispondi come se si trattasse diun'altra... L'affare è buono... sì o no?

Gaudenzi

(convinto) — Non posso negarlo: è buono... Ma come possiamo lasciarti partire... così sola?

Rina

È questo soltanto che ti spiace?

Gaudenzi

(cominciando a tradire il proprio pensiero) — Ecco...

Rina

(penetrando nell'anima del padre) — Ebbene... vieni anche tu!

Gaudenzi

(fingendo grande maraviglia) — Io!?

Rina

(c. s.) — Sì... Farai da segretario della «tournée».

Gaudenzi

(c. s.) — E la mamma?

Rina

(pronta) — La mamma... andrà a stare con Ida... Si occuperà del bambino... che adora... (a Amalia). Non è vero?

Amalia

(quasi sedotta anche lei dalla proposta; ma esitante) — Se tuo padre ti accompagna...

Rina

(gaja) — Ma sì: è deciso!... (a Gaudenzi) Prepara anche tu i bauli.

Gaudenzi

(fingendo resistenza) — Non è deciso nulla!... Perchè... se anche cedessi... per farti piacere... e per evitare la cattiva impressione di vederti partir sola... che direbbe Oswaigiaski... di questo aumento di spesa?

Rina

Oswaigiaski, sinora, non s'è mostrato difficile... Del resto, lo sapremo subito.

Gaudenzi

(agitato, tra la speranza di partire e il timore di un rifiuto). In che modo?

Rina

Deve venire per fissar la partenza.... Gli farò la proposta.

Gaudenzi

(c. s.) — E se rifiuta?

Rina

Allora, non parto neppur io!

Gaudenzi

(con moto di gioja, che non riesce a frenare) — Davvero?

Rina

(sorridendo, come chi è sicura del fatto suo) — Te lo prometto.

Gaudenzi

(esultante) — Ecco come risponde una figlia di cuore!

Gaudenzi

(a Naldini, che entra ansioso) — E così?

Naldini

E così... non avrei mai creduto che quella mummia incartapecorita avesse tanta energia nella collera!... Quante me ne ha dette!

Gaudenzi

E la conclusione?

Naldini

Il suoultimatumè questo: pagherà lui le spese... dirò così... di amministrazione... per diminuire il passivo di duemila lire...

Gaudenzi

(sorpreso) — Oh, davvero!?... Non lo credevo tanto splendido!

Naldini

(esitante, imbarazzato) — Ma a una condizione...

Gaudenzi

Quale?

Naldini

(c. s.) — Vuole le nostre dimissioni...

Gaudenzi

(con collera) — Cacciáti... noi... dalComitatoche abbiamo creato?!

Naldini

Dimessi... caro Commendatore... dimessi soltanto... e volontariamente.

Gaudenzi

Fa lo stesso!... È un insulto che respingo... Dimettersi oggi... dopo gli attacchi dei giornali... sarebbe lo stesso che confessarsi colpevoli... (con forza) No... no!

Naldini

(con comica allegria, perchè sa che Gaudenzi non è uomo da accettare una simile soluzione) — Dunque, il Principe si tenga le duemila lire... (per andarsene).

Gaudenzi

(subito, fermandolo) — Un momento!... Mi lasci riflettere... Capirà che con duemila lire non si scherza!

Marianna

(dalla comune, annunziando) — Il signor... il signor... (cercando il nome). Quel signore che suona il violino.

Rina

Avanti... avanti! (gaja: — tutti ridono).

Oswaigiaski

(entrando dalla comune: — solenne, ma cordiale) — Signor Commendatore... Signora... (dà lorola mano). Lieto di vedere tutta la famiglia... Ebbene, la signorina... (guardando Rina) è decisa?... Si fa questa grande «tournée»?... Quando si parte?

Rina

Tutto dipende da lei!

Oswaigiaski

Ma io ho già detto il grande piacere di dareconcertiin sua compagnia... e anche stabilito le condizioni.

Rina

Ma ce n'è una... della quale non si è mai parlato.

Oswaigiaski

Dica liberamente...

Rina

Io non posso girare il mondo sola!

Oswaigiaski

Oh, capisco!... La mamma viene con lei... Questo si usa molto... Farà piacere avere la signora Amalia con noi.

Rina

No... La mamma non si muove da Roma.

Oswaigiaski

Una cameriera?... Questo... è meno piacevole... (rassegnato) Pazienza!

Rina

(sorridendo) — No... niente cameriera!

Oswaigiaski

(non capisce: — guardando, sospettoso, Naldini) — Allora...

Rina

(ridendo) — No... neppure Naldini!... Il babbo!

Gaudenzi

(non potendo frenarsi) —Io!

Oswaigiaski

(sorpreso) — Il signor Commendatore può lasciar Roma?

Rina

Sì... se lei lo prende per segretario!

Oswaigiaski

(quasi non credendo) — Oh!, il signor Commendatore... segretario?

Rina

Sì... se lei lo vuole.

Oswaigiaski

(a Gaudenzi) Questo impiego... troppo piccolo... per lei!

Gaudenzi

(enfatico) — Senza dubbio!... Sono stato artista e impresario... ma, per non lasciar partire sola mia figlia... per star vicino alla mia creatura...

Oswaigiaski

(imbarazzato) — E, poi, io ho già un segretario... (pensando).

Rina

(gaja) — Ne avrà due!... Se accetta... domani si parte.

Oswaigiaski

Domani?... (colpito da un'idea). Allora... non segretario... cioè... (con intenzione) non peso amministrazione... (a Rina, lieto della sua trovata) Impresario... Questo fa più granderéclame!... Tutta parte morale affare suo!... (tutti ridono: — Rina abbraccia Amalia e si congratula con Oswaigiaski, che è lieto e superbo della sua trovata).

Gaudenzi

(a Naldini, con piglio napoleonico, indicando la tavola). — Si metta là... e scriva... (dettando) «Il commendator Gaudenzi riprende la sua carriera trionfale d'Impresario, guidando la «tournée» artistica del celebre Oswaigiaski. Dovendo, perciò, abbandonare Roma domani stesso, ha l'onore di presentare le proprie dimissioni, in un con quelle del cavalier Naldini,da membro delComitato, ecc... ecc.» (raggiante) Così le dimissioni non lasciano luogo a sospetti...

Naldini

(spaventato) — Per lei... ma per me?

Gaudenzi

Lei non si faccia vedere per qualche giorno... Lasci detto che è partito con me: poi, torni... col pretesto di trattare la formazione di una granCompagnia lirica... per l'America.

Naldini

(c. s., comicamente) Ho capito: mi abbandona!... Mi lascia solo!

Gaudenzi

(con intenzione) — Solo... a Roma?... Non lo sarà mai!... Si guardi d'attorno...

Naldini

(abbassando la voce) — È vero: troverò quanti Gaudenzi voglio!

CALA LA TELA.

FINE.


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