Nota del Trascrittore

NOTE:[1]Il venerando Don Vincenzo Colonna è morto nell'ottobre del 1867 nel castello di Marino. Debbo a lui, se durante molti anni, senza restrizione alcuna, io ho potuto consultare gli archivi della sua casa; egli mi ha inoltre fornito molte preziose notizie sulla storia di Roma.[2]Il nomemalfamatodi Montefortino fu mutato nel 1870 in quello di Artena a ricordo dell'antica città esistente nei dintorni. (N. d. T.).[3]In nomine Domini Amen. Anno a nativitate ejusdem Domini MDXLVII. Pontificatus Sanctissimi in Christo Patris et Domini nostri Pauli divina providentia Pape III anno ejusdem XIII. Indictione V. mensis Februarii die Martis XV. In presentia mei notarii et testium infrascriptorum ad hoc specialiter vocatorum et rogatorum. Constituta personaliter Illustrissima et Excellentissima Domina Victoria Columna Marchionissa Pescarie infirma corporis, et in lecto jacens, sana tamen mente, et intellectu ac loquela...Actum Rome et in Palatio Illustrissimi Domini Juliani de Cesarinis vocato Argentina, et in stantiis, viridarii, et in quadam camera in qua ipsa Illustrissima Domina Testatrix infirma jacebat in lecto presentibus audientibus et intelligentibus his videlicet...Ita testavi ego Victoria Columna.[4]Fumone sta sulla sommità di un alto e nudo monte conico spesso avvolto pel contrasto dei venti tra le nubi, quasi come tra fiumi. Di qui quel detto poichè gli abitanti dei dintorni riguardano quelle nubi come sicuro pronostico di temporale. (N. d. T.).[5]La catena dei Volsci si distingue più precisamente in tre gruppi: quello dei Lepini da Velletri e Valmontone fino all'Amaseno; quello degli Ausoni tra questo fiume ed il lago di Fondi e quello degli Aurunci tra Fondi e il Garigliano. La regione descritta dal nostro Autore sta nel gruppo dei Lepini. (N. d. T.).[6]La famiglia di Innocenzo III si chiamava dei Conti di Segni, perchè uno dei suoi antenati era stato governatore della città; oggi è provato che questa famiglia possedette Segni solo dopo il 1353, cioè 137 anni dopo la morte di Innocenzo III. (N. d. T.).[7]Sul suo piedistallo si legge la seguente iscrizione:S. Brunoni Doctori Eucharistico Episcopo Signino Abbati Casinensi Qui Berengario Converso Haeresim Extinxit Henrico IV. Imp. Reducto Schisma Compressit Adulpho Expulso Tyrannidem Abrogavit P. H. M. Mylord Ellis Congr. Casin. Abbas Episc. Signin. S. Q. S. Protectori Exim. P. P. MDCCXII.[8]«Donationem in scriptis de duabus massis, quae Nymphas et Normias appellantur, juris existentis publici». Vedi laStoria di Roma nel Medio Evo, vol. 2º.[9]Nel 1881 il Demanio lo alienò ed oggi, dopo varî passaggi, appartiene al signor James Aguet.Il Circeo ha avuto il suo storico locale in Giuseppe Capponi che nel 1856 pubblicò a Velletri un volume dal titolo:Il Promontorio Circeo illustrato con la sua storia. (N. d. T.).[10]Oggi Cassino.[11]Il Liri assume il nome di Garigliano dopo la confluenza, alla sua sinistra, del Gari o Rapido proveniente da Cassino. (N. d. T.).[12]L'intiera linea da Roma a Napoli fu aperta all'esercizio nella primavera del 1862, e merita lode il governo papale di aver terminato la sua linea fino a Ceprano prima che il governo italiano terminasse il tratto da Capua al ponte del Liri.[13]La più antica menzione di Bracciano si ha in un laudo del 10 Gennaio 1234 fattoin castro Brachiani, in platea ante domum Arsuli de Porta, col quale alcuni personaggi della famiglia dei Prefetti di Vico nominarono gli arbitri per la divisione dei loro beni. Vedi: Calisse,I Prefetti di Vico, p. 23, Roma, 1888. (N. d. T.).[14]Livio I Odescalchi divenne proprietario di Bracciano in forza di verbale d'incanto 16 Agosto 1696 innanzi la Congregazione dei Baroni, per 386,300 scudi; l'istrumento d'acquisto fu stipulato con Monsignor Tesoriere il 1º Settembre successivo. (N. d. T.).[15]Il feudo fu venduto per 400,000 scudi al Marchese D. Giovanni Torlonia, per gli atti del notaro G. B. Sacchi in data 15 Marzo 1803; l'istrumento di riscatto fu stipulato tra il Duca D. Marino Torlonia ed il Principe D. Livio III Odescalchi per gli atti del Notaro Bartoli il 2 Decembre 1848, per uguale somma. (N. d. T.).[16]L'attuale proprietario Principe D. Baldassare Odescalchi ha fatto in questi ultimi anni eseguire, sotto la direzione dell'architetto R. Ojetti, molti lavori di ripristinamento, tra i quali quello dei portici. (N. d. T.).[17]Dall'archivio Orsini (fascicolo intitolato:Nomi delli ritratti che sono nella sala di Bracciano) si rileva che dalle pareti pendevano 151 ritratti di personaggi della casa Orsini. (N. d. T.).

NOTE:

[1]Il venerando Don Vincenzo Colonna è morto nell'ottobre del 1867 nel castello di Marino. Debbo a lui, se durante molti anni, senza restrizione alcuna, io ho potuto consultare gli archivi della sua casa; egli mi ha inoltre fornito molte preziose notizie sulla storia di Roma.

[1]Il venerando Don Vincenzo Colonna è morto nell'ottobre del 1867 nel castello di Marino. Debbo a lui, se durante molti anni, senza restrizione alcuna, io ho potuto consultare gli archivi della sua casa; egli mi ha inoltre fornito molte preziose notizie sulla storia di Roma.

[2]Il nomemalfamatodi Montefortino fu mutato nel 1870 in quello di Artena a ricordo dell'antica città esistente nei dintorni. (N. d. T.).

[2]Il nomemalfamatodi Montefortino fu mutato nel 1870 in quello di Artena a ricordo dell'antica città esistente nei dintorni. (N. d. T.).

[3]In nomine Domini Amen. Anno a nativitate ejusdem Domini MDXLVII. Pontificatus Sanctissimi in Christo Patris et Domini nostri Pauli divina providentia Pape III anno ejusdem XIII. Indictione V. mensis Februarii die Martis XV. In presentia mei notarii et testium infrascriptorum ad hoc specialiter vocatorum et rogatorum. Constituta personaliter Illustrissima et Excellentissima Domina Victoria Columna Marchionissa Pescarie infirma corporis, et in lecto jacens, sana tamen mente, et intellectu ac loquela...Actum Rome et in Palatio Illustrissimi Domini Juliani de Cesarinis vocato Argentina, et in stantiis, viridarii, et in quadam camera in qua ipsa Illustrissima Domina Testatrix infirma jacebat in lecto presentibus audientibus et intelligentibus his videlicet...Ita testavi ego Victoria Columna.

[3]In nomine Domini Amen. Anno a nativitate ejusdem Domini MDXLVII. Pontificatus Sanctissimi in Christo Patris et Domini nostri Pauli divina providentia Pape III anno ejusdem XIII. Indictione V. mensis Februarii die Martis XV. In presentia mei notarii et testium infrascriptorum ad hoc specialiter vocatorum et rogatorum. Constituta personaliter Illustrissima et Excellentissima Domina Victoria Columna Marchionissa Pescarie infirma corporis, et in lecto jacens, sana tamen mente, et intellectu ac loquela...

Actum Rome et in Palatio Illustrissimi Domini Juliani de Cesarinis vocato Argentina, et in stantiis, viridarii, et in quadam camera in qua ipsa Illustrissima Domina Testatrix infirma jacebat in lecto presentibus audientibus et intelligentibus his videlicet...

Ita testavi ego Victoria Columna.

[4]Fumone sta sulla sommità di un alto e nudo monte conico spesso avvolto pel contrasto dei venti tra le nubi, quasi come tra fiumi. Di qui quel detto poichè gli abitanti dei dintorni riguardano quelle nubi come sicuro pronostico di temporale. (N. d. T.).

[4]Fumone sta sulla sommità di un alto e nudo monte conico spesso avvolto pel contrasto dei venti tra le nubi, quasi come tra fiumi. Di qui quel detto poichè gli abitanti dei dintorni riguardano quelle nubi come sicuro pronostico di temporale. (N. d. T.).

[5]La catena dei Volsci si distingue più precisamente in tre gruppi: quello dei Lepini da Velletri e Valmontone fino all'Amaseno; quello degli Ausoni tra questo fiume ed il lago di Fondi e quello degli Aurunci tra Fondi e il Garigliano. La regione descritta dal nostro Autore sta nel gruppo dei Lepini. (N. d. T.).

[5]La catena dei Volsci si distingue più precisamente in tre gruppi: quello dei Lepini da Velletri e Valmontone fino all'Amaseno; quello degli Ausoni tra questo fiume ed il lago di Fondi e quello degli Aurunci tra Fondi e il Garigliano. La regione descritta dal nostro Autore sta nel gruppo dei Lepini. (N. d. T.).

[6]La famiglia di Innocenzo III si chiamava dei Conti di Segni, perchè uno dei suoi antenati era stato governatore della città; oggi è provato che questa famiglia possedette Segni solo dopo il 1353, cioè 137 anni dopo la morte di Innocenzo III. (N. d. T.).

[6]La famiglia di Innocenzo III si chiamava dei Conti di Segni, perchè uno dei suoi antenati era stato governatore della città; oggi è provato che questa famiglia possedette Segni solo dopo il 1353, cioè 137 anni dopo la morte di Innocenzo III. (N. d. T.).

[7]Sul suo piedistallo si legge la seguente iscrizione:S. Brunoni Doctori Eucharistico Episcopo Signino Abbati Casinensi Qui Berengario Converso Haeresim Extinxit Henrico IV. Imp. Reducto Schisma Compressit Adulpho Expulso Tyrannidem Abrogavit P. H. M. Mylord Ellis Congr. Casin. Abbas Episc. Signin. S. Q. S. Protectori Exim. P. P. MDCCXII.

[7]Sul suo piedistallo si legge la seguente iscrizione:S. Brunoni Doctori Eucharistico Episcopo Signino Abbati Casinensi Qui Berengario Converso Haeresim Extinxit Henrico IV. Imp. Reducto Schisma Compressit Adulpho Expulso Tyrannidem Abrogavit P. H. M. Mylord Ellis Congr. Casin. Abbas Episc. Signin. S. Q. S. Protectori Exim. P. P. MDCCXII.

[8]«Donationem in scriptis de duabus massis, quae Nymphas et Normias appellantur, juris existentis publici». Vedi laStoria di Roma nel Medio Evo, vol. 2º.

[8]«Donationem in scriptis de duabus massis, quae Nymphas et Normias appellantur, juris existentis publici». Vedi laStoria di Roma nel Medio Evo, vol. 2º.

[9]Nel 1881 il Demanio lo alienò ed oggi, dopo varî passaggi, appartiene al signor James Aguet.Il Circeo ha avuto il suo storico locale in Giuseppe Capponi che nel 1856 pubblicò a Velletri un volume dal titolo:Il Promontorio Circeo illustrato con la sua storia. (N. d. T.).

[9]Nel 1881 il Demanio lo alienò ed oggi, dopo varî passaggi, appartiene al signor James Aguet.

Il Circeo ha avuto il suo storico locale in Giuseppe Capponi che nel 1856 pubblicò a Velletri un volume dal titolo:Il Promontorio Circeo illustrato con la sua storia. (N. d. T.).

[10]Oggi Cassino.

[10]Oggi Cassino.

[11]Il Liri assume il nome di Garigliano dopo la confluenza, alla sua sinistra, del Gari o Rapido proveniente da Cassino. (N. d. T.).

[11]Il Liri assume il nome di Garigliano dopo la confluenza, alla sua sinistra, del Gari o Rapido proveniente da Cassino. (N. d. T.).

[12]L'intiera linea da Roma a Napoli fu aperta all'esercizio nella primavera del 1862, e merita lode il governo papale di aver terminato la sua linea fino a Ceprano prima che il governo italiano terminasse il tratto da Capua al ponte del Liri.

[12]L'intiera linea da Roma a Napoli fu aperta all'esercizio nella primavera del 1862, e merita lode il governo papale di aver terminato la sua linea fino a Ceprano prima che il governo italiano terminasse il tratto da Capua al ponte del Liri.

[13]La più antica menzione di Bracciano si ha in un laudo del 10 Gennaio 1234 fattoin castro Brachiani, in platea ante domum Arsuli de Porta, col quale alcuni personaggi della famiglia dei Prefetti di Vico nominarono gli arbitri per la divisione dei loro beni. Vedi: Calisse,I Prefetti di Vico, p. 23, Roma, 1888. (N. d. T.).

[13]La più antica menzione di Bracciano si ha in un laudo del 10 Gennaio 1234 fattoin castro Brachiani, in platea ante domum Arsuli de Porta, col quale alcuni personaggi della famiglia dei Prefetti di Vico nominarono gli arbitri per la divisione dei loro beni. Vedi: Calisse,I Prefetti di Vico, p. 23, Roma, 1888. (N. d. T.).

[14]Livio I Odescalchi divenne proprietario di Bracciano in forza di verbale d'incanto 16 Agosto 1696 innanzi la Congregazione dei Baroni, per 386,300 scudi; l'istrumento d'acquisto fu stipulato con Monsignor Tesoriere il 1º Settembre successivo. (N. d. T.).

[14]Livio I Odescalchi divenne proprietario di Bracciano in forza di verbale d'incanto 16 Agosto 1696 innanzi la Congregazione dei Baroni, per 386,300 scudi; l'istrumento d'acquisto fu stipulato con Monsignor Tesoriere il 1º Settembre successivo. (N. d. T.).

[15]Il feudo fu venduto per 400,000 scudi al Marchese D. Giovanni Torlonia, per gli atti del notaro G. B. Sacchi in data 15 Marzo 1803; l'istrumento di riscatto fu stipulato tra il Duca D. Marino Torlonia ed il Principe D. Livio III Odescalchi per gli atti del Notaro Bartoli il 2 Decembre 1848, per uguale somma. (N. d. T.).

[15]Il feudo fu venduto per 400,000 scudi al Marchese D. Giovanni Torlonia, per gli atti del notaro G. B. Sacchi in data 15 Marzo 1803; l'istrumento di riscatto fu stipulato tra il Duca D. Marino Torlonia ed il Principe D. Livio III Odescalchi per gli atti del Notaro Bartoli il 2 Decembre 1848, per uguale somma. (N. d. T.).

[16]L'attuale proprietario Principe D. Baldassare Odescalchi ha fatto in questi ultimi anni eseguire, sotto la direzione dell'architetto R. Ojetti, molti lavori di ripristinamento, tra i quali quello dei portici. (N. d. T.).

[16]L'attuale proprietario Principe D. Baldassare Odescalchi ha fatto in questi ultimi anni eseguire, sotto la direzione dell'architetto R. Ojetti, molti lavori di ripristinamento, tra i quali quello dei portici. (N. d. T.).

[17]Dall'archivio Orsini (fascicolo intitolato:Nomi delli ritratti che sono nella sala di Bracciano) si rileva che dalle pareti pendevano 151 ritratti di personaggi della casa Orsini. (N. d. T.).

[17]Dall'archivio Orsini (fascicolo intitolato:Nomi delli ritratti che sono nella sala di Bracciano) si rileva che dalle pareti pendevano 151 ritratti di personaggi della casa Orsini. (N. d. T.).

INDICE

Nota del TrascrittoreL'ortografia e la punteggiatura originali sono state mantenute, correggendo senza annotazione minimi errori tipografici. Tutte le occorrenze dell'abbreviazione N. d. T. (Nota del Traduttore) sono state normalizzate in (N. d. T.). Grafie alternative mantenute:char à banc / char-à-bancdanno / dànnoÈ / E'geni / genîmedio evo / medio-evometa / mètaopifici / opificîpendio / pendìopromontori / promontorîstudi / studîtempi / tempîvolta / vôltavolte / vôlte

L'ortografia e la punteggiatura originali sono state mantenute, correggendo senza annotazione minimi errori tipografici. Tutte le occorrenze dell'abbreviazione N. d. T. (Nota del Traduttore) sono state normalizzate in (N. d. T.). Grafie alternative mantenute:


Back to IndexNext