CAPITOLO TERZO
Ell'è brignacca, bacalar cignato:Disse colui ch'ebbe la moglie morta.E questo fatto è fatto, ed è spacciato.
Ell'è brignacca, bacalar cignato:Disse colui ch'ebbe la moglie morta.E questo fatto è fatto, ed è spacciato.
Ell'è brignacca, bacalar cignato:
Disse colui ch'ebbe la moglie morta.
E questo fatto è fatto, ed è spacciato.
Ell'è brignacca:secondo il Ridolfi è modo di dire, come sarebbe:Cappita! l'è una piccola bagattella, l'è una salignacca.Bacalar cignato:baccelliere coronato, laureato. Dicesi anche per ironia, com'il Berni d'un gigante:E fra se dice: sì gran bacalare Un piede e mezzo bisogna scortare.Orl. 2. 60. Onde seguiterebbe il senso: L'è una fava, l'è una cosa da nulla!
Ell'è brignacca:secondo il Ridolfi è modo di dire, come sarebbe:Cappita! l'è una piccola bagattella, l'è una salignacca.
Bacalar cignato:baccelliere coronato, laureato. Dicesi anche per ironia, com'il Berni d'un gigante:E fra se dice: sì gran bacalare Un piede e mezzo bisogna scortare.Orl. 2. 60. Onde seguiterebbe il senso: L'è una fava, l'è una cosa da nulla!
Levai la quaglia, e 'l tozzo la ne porta;E 'l Ghiucciole dall'aja no 'l farebbe:Sentenzia bornia fu assai bistorta.
Levai la quaglia, e 'l tozzo la ne porta;E 'l Ghiucciole dall'aja no 'l farebbe:Sentenzia bornia fu assai bistorta.
Levai la quaglia, e 'l tozzo la ne porta;
E 'l Ghiucciole dall'aja no 'l farebbe:
Sentenzia bornia fu assai bistorta.
'L tozzo la ne porta:invece di guadagnarci ci ho perduto; come avviene al cacciatore, quando non sol gli fugge la preda, ma gli porta via l'esca. Prov.Andar per la decima e lasciarvi il sacco.No 'l farebbe ec.nemmen messer Ghiucciole sarebbe stato tanto babbano e tanto gnocco.Dall'aja:suol dirsi a' più goffi villani; comeCecco dall'aja.Bornia:cieca. Risoluzione presa alla cieca non riesce che alla malora.Se tu e gli altri che le gatte in sacco andate comperando, spesse volte rimanete ingannati, niuno maravigliar se ne dee.Bocc. Lab. 264.
'L tozzo la ne porta:invece di guadagnarci ci ho perduto; come avviene al cacciatore, quando non sol gli fugge la preda, ma gli porta via l'esca. Prov.Andar per la decima e lasciarvi il sacco.
No 'l farebbe ec.nemmen messer Ghiucciole sarebbe stato tanto babbano e tanto gnocco.Dall'aja:suol dirsi a' più goffi villani; comeCecco dall'aja.
Bornia:cieca. Risoluzione presa alla cieca non riesce che alla malora.Se tu e gli altri che le gatte in sacco andate comperando, spesse volte rimanete ingannati, niuno maravigliar se ne dee.Bocc. Lab. 264.
E la camicia il cul non toccherebbe:Doh! ch'egli è un cotale uti nè puti;Un male schiaffo, e una ceffata ebbe.
E la camicia il cul non toccherebbe:Doh! ch'egli è un cotale uti nè puti;Un male schiaffo, e una ceffata ebbe.
E la camicia il cul non toccherebbe:
Doh! ch'egli è un cotale uti nè puti;
Un male schiaffo, e una ceffata ebbe.
La camicia ec.modo basso, che dicesi d'uno il quale esulta per contentezza.Ella rimase facendo sì gran galloria, che non le toccava il cul la camicia.Bocc. 32.Uti nè puti:ah! sì ch'egli è un baccellone, nè carne nè pesce; e perciò gli fu sonata.Male:per malo.
La camicia ec.modo basso, che dicesi d'uno il quale esulta per contentezza.Ella rimase facendo sì gran galloria, che non le toccava il cul la camicia.Bocc. 32.
Uti nè puti:ah! sì ch'egli è un baccellone, nè carne nè pesce; e perciò gli fu sonata.Male:per malo.
Rozza petarda, lapi, nuti, e ciuti:In india pastinaca m'impinzai;Non son minciolfi, perchè sien zembuti.
Rozza petarda, lapi, nuti, e ciuti:In india pastinaca m'impinzai;Non son minciolfi, perchè sien zembuti.
Rozza petarda, lapi, nuti, e ciuti:
In india pastinaca m'impinzai;
Non son minciolfi, perchè sien zembuti.
Rozza petarda:cavallaccia che spetezza. Dicesi a talun per disprezzo comecarogna. Segue il disprezzo inlapi, nuti, e ciuti, che son termini di niun senso, messi per dinotare lo sciocco parlare della persona di cui si tratta. Ridolf.India pastinaca:paese ideale come lacuccagna, che fingesi d'un grasso sbardellato.M'impinzai:m'empiei a crepapancia. Vuol dire: Io intanto me ne sto in guazzetto. Così il Bartoli:Intanto Cecco all'ombra d'un ontano Se la grogiola allegro a pancia piena; E parmi giusto il prete di Pacciano.Minciolfi:furbesco travestimento diminchioni.Zembuti:dazembo, che dice il Ridolfi suonargobboin alcune parti d'Italia. Non ti credere d'averla a fare con mammalucchi, benchè tu li vegga maltagliati e scontrafatti.
Rozza petarda:cavallaccia che spetezza. Dicesi a talun per disprezzo comecarogna. Segue il disprezzo inlapi, nuti, e ciuti, che son termini di niun senso, messi per dinotare lo sciocco parlare della persona di cui si tratta. Ridolf.
India pastinaca:paese ideale come lacuccagna, che fingesi d'un grasso sbardellato.M'impinzai:m'empiei a crepapancia. Vuol dire: Io intanto me ne sto in guazzetto. Così il Bartoli:Intanto Cecco all'ombra d'un ontano Se la grogiola allegro a pancia piena; E parmi giusto il prete di Pacciano.
Minciolfi:furbesco travestimento diminchioni.Zembuti:dazembo, che dice il Ridolfi suonargobboin alcune parti d'Italia. Non ti credere d'averla a fare con mammalucchi, benchè tu li vegga maltagliati e scontrafatti.
Al tuo pasqual servigio il culattai,Ruscella; deh fa 'l tomo schiavonesco;Sicchè noi siam da Bientina begnai.
Al tuo pasqual servigio il culattai,Ruscella; deh fa 'l tomo schiavonesco;Sicchè noi siam da Bientina begnai.
Al tuo pasqual servigio il culattai,
Ruscella; deh fa 'l tomo schiavonesco;
Sicchè noi siam da Bientina begnai.
Il culattai:s'usava in Firenze da' più anziani del negozio condur sulla piazza il giovine, che andava la prima volta alla bottega o al banco, e acculattarlo sopra un marmo; come se ciò fosse un iniziarlo al servizio della bottega. Ridolf.Pasqual:solenne, total servizio.Ruscella:soprannome di persona allor cognita. Confessa poi il Ridolfi non saper indovinare qual gergo si nasconda in questi due versi. Similmente ne' Cant. Carnasc. 34.Il tombol schiavonesco e faticoso, Donne sì ben facciamo, Che senz'alcun riposo Tre volte e quattro già fatto l'abbiamo.Bientina:lago tral Lucchese e il Fiorentino.Begnai:forsebagnai, al dir del Ridolfi, perbagnati.
Il culattai:s'usava in Firenze da' più anziani del negozio condur sulla piazza il giovine, che andava la prima volta alla bottega o al banco, e acculattarlo sopra un marmo; come se ciò fosse un iniziarlo al servizio della bottega. Ridolf.Pasqual:solenne, total servizio.
Ruscella:soprannome di persona allor cognita. Confessa poi il Ridolfi non saper indovinare qual gergo si nasconda in questi due versi. Similmente ne' Cant. Carnasc. 34.Il tombol schiavonesco e faticoso, Donne sì ben facciamo, Che senz'alcun riposo Tre volte e quattro già fatto l'abbiamo.
Bientina:lago tral Lucchese e il Fiorentino.Begnai:forsebagnai, al dir del Ridolfi, perbagnati.
E co' calzar del piombo sta in cagnesco;E mi venne un cicato per lo teri:Fatti un cristeo di foglie di pesco.
E co' calzar del piombo sta in cagnesco;E mi venne un cicato per lo teri:Fatti un cristeo di foglie di pesco.
E co' calzar del piombo sta in cagnesco;
E mi venne un cicato per lo teri:
Fatti un cristeo di foglie di pesco.
Co' calzar ec.con lenta gravità, con guardinga sostenutezza.Sta in cagnesco:sta burbero, fa il muso torto.Un cicato ec.un cieco per la limosina; gergo antico.Teri:oggi iltarìè moneta Napolitana, già dettaterì. Il Salvini che va sempre alle radiche di primissima origine, dubita siateriper tergo.Foglie di pesco:bisogna ch'esse siano solutive, com'in sommo grado lo sono i fiori del pesco. Ridolf. Se questa poi fu la limosina, fu molto squisita.
Co' calzar ec.con lenta gravità, con guardinga sostenutezza.Sta in cagnesco:sta burbero, fa il muso torto.
Un cicato ec.un cieco per la limosina; gergo antico.Teri:oggi iltarìè moneta Napolitana, già dettaterì. Il Salvini che va sempre alle radiche di primissima origine, dubita siateriper tergo.
Foglie di pesco:bisogna ch'esse siano solutive, com'in sommo grado lo sono i fiori del pesco. Ridolf. Se questa poi fu la limosina, fu molto squisita.
Ed in gazzurro stanno i ciabattieri;Bàccito ti darà bombar, Ciampugio:Dello smallato fanno i ciabattieri;
Ed in gazzurro stanno i ciabattieri;Bàccito ti darà bombar, Ciampugio:Dello smallato fanno i ciabattieri;
Ed in gazzurro stanno i ciabattieri;
Bàccito ti darà bombar, Ciampugio:
Dello smallato fanno i ciabattieri;
Gazzurro:zurro, allegria, galloria. Ondegazzarra, festoso sparo di mortaretti.Bàccito; crede il Ridolfi che sia un composto, comemàmmataper mamma tua, cosìBàccitoper Baccio tuo.Ciampugio:Ciapo di Puccio, o Giacopuccio. Sta tu pure allegramente, o Giacopuccio; che Baccio tuo ti darà del buon bevere. Dabombo, voce fanciullesca per vino.Smallato:spogliato della scorza. Far dello smallato è lo stesso chefare il dinoccolato, fare il cascante.
Gazzurro:zurro, allegria, galloria. Ondegazzarra, festoso sparo di mortaretti.
Bàccito; crede il Ridolfi che sia un composto, comemàmmataper mamma tua, cosìBàccitoper Baccio tuo.
Ciampugio:Ciapo di Puccio, o Giacopuccio. Sta tu pure allegramente, o Giacopuccio; che Baccio tuo ti darà del buon bevere. Dabombo, voce fanciullesca per vino.
Smallato:spogliato della scorza. Far dello smallato è lo stesso chefare il dinoccolato, fare il cascante.
A scornabecco la Ghisola, e Pugio.Non t'affannare a gerla, Misingrino;Mondagli l'orzo, ch'e' non è mattugio.
A scornabecco la Ghisola, e Pugio.Non t'affannare a gerla, Misingrino;Mondagli l'orzo, ch'e' non è mattugio.
A scornabecco la Ghisola, e Pugio.
Non t'affannare a gerla, Misingrino;
Mondagli l'orzo, ch'e' non è mattugio.
A scornabecco:si pongono scambievolmente in capo la corona, la corona del becco. LaGhisolaè pur presso Dante(Inf. 18.)una femmina, che fe crescer gli splendori in fronte a suo marito.Gerla:specie di corba per portare il pane. S'usa anche per significare una gran quantità.Dopo aver mille imbarazzi, Porta addosso una gerla di ragazzi.Malm. 12. 11.Mattugio:denominazione d'una specie di passere, che son le più avide del cibo. Il senso è dunque: Non gli avessi tu a portare una gerla di pane: che anzimondagli l'orzo, preparagli un piattin gentile; mentre non è egli un divoratore, ma ma boccuccia delicata.
A scornabecco:si pongono scambievolmente in capo la corona, la corona del becco. LaGhisolaè pur presso Dante(Inf. 18.)una femmina, che fe crescer gli splendori in fronte a suo marito.
Gerla:specie di corba per portare il pane. S'usa anche per significare una gran quantità.Dopo aver mille imbarazzi, Porta addosso una gerla di ragazzi.Malm. 12. 11.
Mattugio:denominazione d'una specie di passere, che son le più avide del cibo. Il senso è dunque: Non gli avessi tu a portare una gerla di pane: che anzimondagli l'orzo, preparagli un piattin gentile; mentre non è egli un divoratore, ma ma boccuccia delicata.
Gnaffe, tu se' un nuovo PagolinoA vederti i luccianti scerpellati;Se non ti vendichi, esci baldovino.
Gnaffe, tu se' un nuovo PagolinoA vederti i luccianti scerpellati;Se non ti vendichi, esci baldovino.
Gnaffe, tu se' un nuovo Pagolino
A vederti i luccianti scerpellati;
Se non ti vendichi, esci baldovino.
Pagolino:v'è stato un cieco, detto Pagolino, e famoso in compor canzonette.Luccianti scerpellati:occhi stravolti, che poco vedono.Egli avevano quegli occhi scerpellini, sicchè e' vedevan poco o niente.Firenz. As.Esci baldovino:ti fai vedere un asinaccio. Così d'un asino l'Angiolieri:Stando lo baldovino entro d'un' prato, Dell'erba fresca molto pasce e 'nforna.
Pagolino:v'è stato un cieco, detto Pagolino, e famoso in compor canzonette.
Luccianti scerpellati:occhi stravolti, che poco vedono.Egli avevano quegli occhi scerpellini, sicchè e' vedevan poco o niente.Firenz. As.
Esci baldovino:ti fai vedere un asinaccio. Così d'un asino l'Angiolieri:Stando lo baldovino entro d'un' prato, Dell'erba fresca molto pasce e 'nforna.
Non frottolar, che tu gli hai trabaldati:Quando l'asino ragghia, un Guelfo è nato:Sì dice. E gli ebbe netti, e scuccolati.
Non frottolar, che tu gli hai trabaldati:Quando l'asino ragghia, un Guelfo è nato:Sì dice. E gli ebbe netti, e scuccolati.
Non frottolar, che tu gli hai trabaldati:
Quando l'asino ragghia, un Guelfo è nato:
Sì dice. E gli ebbe netti, e scuccolati.
Non frottolar:non ci vender frottole.Gli hai trabaldati:li hai trafugati. Tu sei un fante lesto, e senza far mostra li hai rubati.Quando l'asino ec.M. Brunetto era Guelfo, Chi qui parla in disprezzo de' Guelfi è un furbo che vuol farsi merito presso i Ghibellini, e così trar da loro denari.Ebbe netti ec.ebbe i quattrini pronti e sgusciati; cioè li ebbe un sopra l'altro.
Non frottolar:non ci vender frottole.Gli hai trabaldati:li hai trafugati. Tu sei un fante lesto, e senza far mostra li hai rubati.
Quando l'asino ec.M. Brunetto era Guelfo, Chi qui parla in disprezzo de' Guelfi è un furbo che vuol farsi merito presso i Ghibellini, e così trar da loro denari.
Ebbe netti ec.ebbe i quattrini pronti e sgusciati; cioè li ebbe un sopra l'altro.
Per via s'acconcia soma a fare a fato:Egli è un cerbacone, e connofica:Coglier vuol questa tira, e scarcasciato.
Per via s'acconcia soma a fare a fato:Egli è un cerbacone, e connofica:Coglier vuol questa tira, e scarcasciato.
Per via s'acconcia soma a fare a fato:
Egli è un cerbacone, e connofica:
Coglier vuol questa tira, e scarcasciato.
Per via s'acconcia ec.anche operando(a fato)a sorte, va talvolta un affare a mettersi da se stesso in buon essere nel suo medesimo corso.Un cerbacone:uno scioccone, un buon da nulla; e vien forse dacerbonea, vin guasto e inservibile.Connofica:titolo ingiurioso formato da due sinonimi del latinocunnus. Così nell'8. dice ad uno:Viso di conno infermo e di marmotta.Coglier ec.vuol vincer questa gara; ed èscarcasciato, cioè malconcio; dascarcassato, rallentato com'arco non teso.
Per via s'acconcia ec.anche operando(a fato)a sorte, va talvolta un affare a mettersi da se stesso in buon essere nel suo medesimo corso.
Un cerbacone:uno scioccone, un buon da nulla; e vien forse dacerbonea, vin guasto e inservibile.Connofica:titolo ingiurioso formato da due sinonimi del latinocunnus. Così nell'8. dice ad uno:Viso di conno infermo e di marmotta.
Coglier ec.vuol vincer questa gara; ed èscarcasciato, cioè malconcio; dascarcassato, rallentato com'arco non teso.
E conoscoti, il cul disse all'ortica;Andar io posso a far dell'erba a' cani,Bontà di te, che se' muccia fatica.
E conoscoti, il cul disse all'ortica;Andar io posso a far dell'erba a' cani,Bontà di te, che se' muccia fatica.
E conoscoti, il cul disse all'ortica;
Andar io posso a far dell'erba a' cani,
Bontà di te, che se' muccia fatica.
Conoscoti ec.modo basso, con cui intendiamo d'esprimere, che non c'è punto ignota la maligna qualità di taluno. Altrimenti:Ti conosco mal'erba.Far erba a' cani:applicarsi ad un mestiere di niun profitto; perchè i cani non mangiando erba, tal fatica sarà perduta. Similmente:Fare il lava carboni. Addio miei negozj, in grazia tua(bontà di te)che sei un(muccia fatica)perditempo, uno scansafatica.
Conoscoti ec.modo basso, con cui intendiamo d'esprimere, che non c'è punto ignota la maligna qualità di taluno. Altrimenti:Ti conosco mal'erba.
Far erba a' cani:applicarsi ad un mestiere di niun profitto; perchè i cani non mangiando erba, tal fatica sarà perduta. Similmente:Fare il lava carboni. Addio miei negozj, in grazia tua(bontà di te)che sei un(muccia fatica)perditempo, uno scansafatica.
Ecco l'avanzo del grosso Cattani;Alle minonne perderei giucandoDecimole, peteri, e ani ani.
Ecco l'avanzo del grosso Cattani;Alle minonne perderei giucandoDecimole, peteri, e ani ani.
Ecco l'avanzo del grosso Cattani;
Alle minonne perderei giucando
Decimole, peteri, e ani ani.
L'avanzo del Cattani:s'intende quello scapito sofferto dove credeasi guadagno. Cosìl'avanzo del Cazzetta, che fecondo il Menagio bruciava gli olivi per far buona cenere.Alle minonne:giocare alle minonne oalle minonnoleè trattenersi in giuochi di niun interesse. Mi dice sì mal la sorte, che perderei anche dove non si può perdere.Decimole ec.tre termini significanti quelle più miserabili bazzecole, in cui può consister la perdita di uno, che nemmen ha che perdere. Decimole: da decimo, meschino.Peteri:dapeto, come crede il Ridolfi.Ani ani:voce delle contadine per chiamar l'anitre.
L'avanzo del Cattani:s'intende quello scapito sofferto dove credeasi guadagno. Cosìl'avanzo del Cazzetta, che fecondo il Menagio bruciava gli olivi per far buona cenere.
Alle minonne:giocare alle minonne oalle minonnoleè trattenersi in giuochi di niun interesse. Mi dice sì mal la sorte, che perderei anche dove non si può perdere.
Decimole ec.tre termini significanti quelle più miserabili bazzecole, in cui può consister la perdita di uno, che nemmen ha che perdere. Decimole: da decimo, meschino.Peteri:dapeto, come crede il Ridolfi.Ani ani:voce delle contadine per chiamar l'anitre.
Dicervellato vienlo mazzicando;E metterai Petruccolo in Quaracchi:E' tocca bomba, e va chicchirillando.
Dicervellato vienlo mazzicando;E metterai Petruccolo in Quaracchi:E' tocca bomba, e va chicchirillando.
Dicervellato vienlo mazzicando;
E metterai Petruccolo in Quaracchi:
E' tocca bomba, e va chicchirillando.
Dicervellato:ch'ha perduto il senno. Con una buona mazza vienlo(mazzicando)a sonare il pazzo maledetto.Quaracchi; villa vicina a Firenze, ove fa il peggior vino del paese. Perciò la plebe al vin cattivo grida:Quaracchi. Ridolf. Il senso: Lo metterai a mal partito.Tocca ec.egli però corre a mettersi in sicuro; e va(chicchirillando)prendendosi trastullo.Bombaè il luogo privilegiato in quel giuoco de' fanciulli i in cui uno corre dietro agli altri che gli scherzano intorno, e poi per non esser presi scappano a toccar bomba; donde presto ripartono per divertirsi del compagno.
Dicervellato:ch'ha perduto il senno. Con una buona mazza vienlo(mazzicando)a sonare il pazzo maledetto.
Quaracchi; villa vicina a Firenze, ove fa il peggior vino del paese. Perciò la plebe al vin cattivo grida:Quaracchi. Ridolf. Il senso: Lo metterai a mal partito.
Tocca ec.egli però corre a mettersi in sicuro; e va(chicchirillando)prendendosi trastullo.Bombaè il luogo privilegiato in quel giuoco de' fanciulli i in cui uno corre dietro agli altri che gli scherzano intorno, e poi per non esser presi scappano a toccar bomba; donde presto ripartono per divertirsi del compagno.
Per abbiata sai tu, che tanto gracchi:Un farsetto a Milano bianco io ho;Alla canna di Ciolo vo t'attacchi.
Per abbiata sai tu, che tanto gracchi:Un farsetto a Milano bianco io ho;Alla canna di Ciolo vo t'attacchi.
Per abbiata sai tu, che tanto gracchi:
Un farsetto a Milano bianco io ho;
Alla canna di Ciolo vo t'attacchi.
Per abbiata:per prova. Si vede che ne sei maestro a tue spese, dacchè tanto sfringuelli. Simile:La lingua batte dove il dente duole.Canna di Ciolo:è nota la favola di Celo o Cielo, padre di Saturno. E il Ferrari dice checiolosuona presso i Lombardivirilitatis argumentum. Perciò precede:Un farsetto a Milano ec.
Per abbiata:per prova. Si vede che ne sei maestro a tue spese, dacchè tanto sfringuelli. Simile:La lingua batte dove il dente duole.
Canna di Ciolo:è nota la favola di Celo o Cielo, padre di Saturno. E il Ferrari dice checiolosuona presso i Lombardivirilitatis argumentum. Perciò precede:Un farsetto a Milano ec.
Ma guarti coda del metal dondò:Egli 'l farebbe alla benifatta,Che fistol venga a chi 'n terra 'l cacò.
Ma guarti coda del metal dondò:Egli 'l farebbe alla benifatta,Che fistol venga a chi 'n terra 'l cacò.
Ma guarti coda del metal dondò:
Egli 'l farebbe alla benifatta,
Che fistol venga a chi 'n terra 'l cacò.
Ma guarti:ma guardati dallacoda del metal dondò, cioè della campana, che è una fune. Ma salvo ti sia un capestro.'L farebbe alla benifatta:modo esprimente un animo pronto, se gli venga bene, a far qualunque azion corta senza riguardo nè a benefizj nè ad amicizia. Rid.
Ma guarti:ma guardati dallacoda del metal dondò, cioè della campana, che è una fune. Ma salvo ti sia un capestro.
'L farebbe alla benifatta:modo esprimente un animo pronto, se gli venga bene, a far qualunque azion corta senza riguardo nè a benefizj nè ad amicizia. Rid.
A questo tratto tu pur hai la gatta,Che tonder non faretene a Capocchio.Molta schinci! egli ha più d'una natta.
A questo tratto tu pur hai la gatta,Che tonder non faretene a Capocchio.Molta schinci! egli ha più d'una natta.
A questo tratto tu pur hai la gatta,
Che tonder non faretene a Capocchio.
Molta schinci! egli ha più d'una natta.
A questo ec.secondo il Salvini noi diremmo:Hai tolta questa gatta a pelare. In sì intrigato affare ti sei impegnato, che non basterebbe a svilupparlo nemmenCapocchio; il quale pensa il Ridolfi esser soprannome d'un barbiere. Per verità ha da essere un gran nodo quello, che col rasojo non si può sciogliere.Molta schinci:il vocabolario alla vocenattacita contro il suo solito dimezzato questo verso: segno che non vuole autenticarne le due prime parole, che scorrette crede il Ridolfi. Egli però n'arguisce un senso ammirativo, comepoffare il mondo!
A questo ec.secondo il Salvini noi diremmo:Hai tolta questa gatta a pelare. In sì intrigato affare ti sei impegnato, che non basterebbe a svilupparlo nemmenCapocchio; il quale pensa il Ridolfi esser soprannome d'un barbiere. Per verità ha da essere un gran nodo quello, che col rasojo non si può sciogliere.
Molta schinci:il vocabolario alla vocenattacita contro il suo solito dimezzato questo verso: segno che non vuole autenticarne le due prime parole, che scorrette crede il Ridolfi. Egli però n'arguisce un senso ammirativo, comepoffare il mondo!
Non stare in penna muda: che se' crocchio?La treggia pur di Berta, e di Bernardo:Tu m'hai per cazzavela, e per ranocchio.
Non stare in penna muda: che se' crocchio?La treggia pur di Berta, e di Bernardo:Tu m'hai per cazzavela, e per ranocchio.
Non stare in penna muda: che se' crocchio?
La treggia pur di Berta, e di Bernardo:
Tu m'hai per cazzavela, e per ranocchio.
Penna muda:È quel cambiar di penne che fan gli uccelli; cosa che li rende chiocci e malaticci per la dissipazione de' cibi organici, com'insegna il Signor de Buffon. Non te ne star sì tapino: forsese' crocchio, stai poco bene?La treggia ec.detto, che usasi qualor siamo attediati di udire o di vedere sempre lo stesso; come dicessimo:E siam sempre lì. Ridolf. La treggia è una specie di traino senza rote, che si trascina da' bovi.Tu m'hai ec.tu m'hai preso per un facchino.Cazzavela:uccello di poco conto. Il Salvini crede che sia qui percazzuola, vile animaletto d'acqua.
Penna muda:È quel cambiar di penne che fan gli uccelli; cosa che li rende chiocci e malaticci per la dissipazione de' cibi organici, com'insegna il Signor de Buffon. Non te ne star sì tapino: forsese' crocchio, stai poco bene?
La treggia ec.detto, che usasi qualor siamo attediati di udire o di vedere sempre lo stesso; come dicessimo:E siam sempre lì. Ridolf. La treggia è una specie di traino senza rote, che si trascina da' bovi.
Tu m'hai ec.tu m'hai preso per un facchino.Cazzavela:uccello di poco conto. Il Salvini crede che sia qui percazzuola, vile animaletto d'acqua.
Suo clientolo egli è, perch'è Lombardo;Parole, che le son da cuocer acciaTra ugiole e barugiole con giardo.
Suo clientolo egli è, perch'è Lombardo;Parole, che le son da cuocer acciaTra ugiole e barugiole con giardo.
Suo clientolo egli è, perch'è Lombardo;
Parole, che le son da cuocer accia
Tra ugiole e barugiole con giardo.
Parole ec.ti buttan certe parole, che ti son come quel ranno bollente, con cui si cuoce l'accia.Fatte ho lo tal bischenche, Che chiamano i pajuoli e il ranno caldo. Buon. Fier. 4.Tra ugiole e barugiole:in tutto e per tutto.Con giardo:con baje; sebbengiardosia propriamente quel gonfiore che vien a' piè de' cavalli. Ridolf.
Parole ec.ti buttan certe parole, che ti son come quel ranno bollente, con cui si cuoce l'accia.Fatte ho lo tal bischenche, Che chiamano i pajuoli e il ranno caldo. Buon. Fier. 4.
Tra ugiole e barugiole:in tutto e per tutto.Con giardo:con baje; sebbengiardosia propriamente quel gonfiore che vien a' piè de' cavalli. Ridolf.
Non metton leppo, e l'uva sfarinaccia:I' son già palagiato, e non vuol litti;Ed a gambe rovescio fate a taccia.
Non metton leppo, e l'uva sfarinaccia:I' son già palagiato, e non vuol litti;Ed a gambe rovescio fate a taccia.
Non metton leppo, e l'uva sfarinaccia:
I' son già palagiato, e non vuol litti;
Ed a gambe rovescio fate a taccia.
Leppo:puzzo d'untume ch'abbrucia.L'uva sfarinaccia:s'infracida; detto di chi va in rovina senzachè paja. Non fan sentire il puzzo, non danno a divedere; ma intanto ti mandano in malora.Palagiato:da palagio, ov'è la corte del Potestà.Metter uno in palagiosignificava in Firenze attaccargli una lite. Ridolf. Si dice di non amar le liti; ma intanto io son citato al Potestà.A gambe ec.sebben colla testa rotta, pur si finisca una volta; si venga ad una tassa, ad una composizione.Veggiam di fare un taccio seco, e darli il manco che si può.Cecchi Serv. 4.
Leppo:puzzo d'untume ch'abbrucia.L'uva sfarinaccia:s'infracida; detto di chi va in rovina senzachè paja. Non fan sentire il puzzo, non danno a divedere; ma intanto ti mandano in malora.
Palagiato:da palagio, ov'è la corte del Potestà.Metter uno in palagiosignificava in Firenze attaccargli una lite. Ridolf. Si dice di non amar le liti; ma intanto io son citato al Potestà.
A gambe ec.sebben colla testa rotta, pur si finisca una volta; si venga ad una tassa, ad una composizione.Veggiam di fare un taccio seco, e darli il manco che si può.Cecchi Serv. 4.
Non ne fecion gran calamo, nè zittiTale, eh zi: chente trucci? scimunito,Infaonato, e maceron rifritti,
Non ne fecion gran calamo, nè zittiTale, eh zi: chente trucci? scimunito,Infaonato, e maceron rifritti,
Non ne fecion gran calamo, nè zitti
Tale, eh zi: chente trucci? scimunito,
Infaonato, e maceron rifritti,
Calamo:quasiclamo, cioè clamore, schiamazzo.Non farne zitto:non farne motto.Tale ec.modo di chiamar da lontano una persona, di cui non si sappia il nome; quasi sibilando:zi zi.Chente trucci?Che treschi, che fai?Truccisi dice agli asini. Rid.Infaonato:livido. Si dice di piaghe invecchiate e incancrenite.Macerone:erba poco buona, e pessima poi rifritta. Pensa il Ridolfi che qui si parli d'amicizie rattoppate, di cui poco è da fidarsi. O scimunito, sta pur sicuro che son piaghe vecchie, e maceron rifritti.
Calamo:quasiclamo, cioè clamore, schiamazzo.Non farne zitto:non farne motto.
Tale ec.modo di chiamar da lontano una persona, di cui non si sappia il nome; quasi sibilando:zi zi.Chente trucci?Che treschi, che fai?Truccisi dice agli asini. Rid.
Infaonato:livido. Si dice di piaghe invecchiate e incancrenite.Macerone:erba poco buona, e pessima poi rifritta. Pensa il Ridolfi che qui si parli d'amicizie rattoppate, di cui poco è da fidarsi. O scimunito, sta pur sicuro che son piaghe vecchie, e maceron rifritti.
Le calze egli ha tirate, ed è basito;Ed ha rotto il bifolco, e la celloria;E alla barba l'hai inuggiolito.
Le calze egli ha tirate, ed è basito;Ed ha rotto il bifolco, e la celloria;E alla barba l'hai inuggiolito.
Le calze egli ha tirate, ed è basito;
Ed ha rotto il bifolco, e la celloria;
E alla barba l'hai inuggiolito.
Le calze ec.tirar le calze, ebasirevalgon morire. Ha fatto il colpo.Ha rotto ec.egli è crepato.Bifolco:il ventre, per ischerzo, quasibiforco; cioè quella parte, ov'il corpo umano si divide in forca.Che sta nel lago dalla forca in giuso.Bern. Orl. 2. 4. 35.Celloria:la collottola.Inuggiolito:inuggiolire far venir l'appetito di checchessia, adescare. In sua malora(alla barba)l'hai posto in sugo, ce l'hai fatto cadere.
Le calze ec.tirar le calze, ebasirevalgon morire. Ha fatto il colpo.
Ha rotto ec.egli è crepato.Bifolco:il ventre, per ischerzo, quasibiforco; cioè quella parte, ov'il corpo umano si divide in forca.Che sta nel lago dalla forca in giuso.Bern. Orl. 2. 4. 35.Celloria:la collottola.
Inuggiolito:inuggiolire far venir l'appetito di checchessia, adescare. In sua malora(alla barba)l'hai posto in sugo, ce l'hai fatto cadere.
Ecco susorno di questa baldoria:Caccabaldole s'usa, e chicchirlò;Scacco alla capra, che sete in galloria.
Ecco susorno di questa baldoria:Caccabaldole s'usa, e chicchirlò;Scacco alla capra, che sete in galloria.
Ecco susorno di questa baldoria:
Caccabaldole s'usa, e chicchirlò;
Scacco alla capra, che sete in galloria.
Susorno:fumo.Baldoria:fuoco d'allegria.Caccabaldoleechicchirlò:parole e facezie lusinghevoli, ma vane e fallaci. Ecco dove la festa va a finire: in trappole ed inganni.Scacco ec.tratto insidioso per trarre alcuno in precipizio.Che sete in galloria:giacchè in tempo di bagordo è facile il coprir la cattiva intenzione, e far il colpo.
Susorno:fumo.Baldoria:fuoco d'allegria.Caccabaldoleechicchirlò:parole e facezie lusinghevoli, ma vane e fallaci. Ecco dove la festa va a finire: in trappole ed inganni.
Scacco ec.tratto insidioso per trarre alcuno in precipizio.Che sete in galloria:giacchè in tempo di bagordo è facile il coprir la cattiva intenzione, e far il colpo.
E valicato egli ha la merla il Po:E buon sarai allor che marzo in culoTi pioverà, o che Berta filò.
E valicato egli ha la merla il Po:E buon sarai allor che marzo in culoTi pioverà, o che Berta filò.
E valicato egli ha la merla il Po:
E buon sarai allor che marzo in culo
Ti pioverà, o che Berta filò.
Valicato ec.significa esser fuggita la favorevole occasione, come (dice il Tassoni) avviene al cacciatore, quando l'inseguito merlo gli va di là dal Po, ch'a lui è impossibil d'attraversare.Buon sarai ec.non t'aspettar più bene. Aspettalo quando marzo ti faccia fiorir le favein culo, o quando torni il tempoche Berta filava; tempi, che non verran mai. Vedi Paoli Mod. Tosc.
Valicato ec.significa esser fuggita la favorevole occasione, come (dice il Tassoni) avviene al cacciatore, quando l'inseguito merlo gli va di là dal Po, ch'a lui è impossibil d'attraversare.
Buon sarai ec.non t'aspettar più bene. Aspettalo quando marzo ti faccia fiorir le favein culo, o quando torni il tempoche Berta filava; tempi, che non verran mai. Vedi Paoli Mod. Tosc.
Ma cresci pure in quel che mostra il mulo,In unghie, ed in capelli; a diebus ille:Egli ha legato l'asino il cuculo.
Ma cresci pure in quel che mostra il mulo,In unghie, ed in capelli; a diebus ille:Egli ha legato l'asino il cuculo.
Ma cresci pure in quel che mostra il mulo,
In unghie, ed in capelli; a diebus ille:
Egli ha legato l'asino il cuculo.
Cresci pure ec.puoi pur crescere mulo grosso quanto tu vuoi; la fortuna non ti dirà mai più.Capelli:per peli.Muloval bastardo; e si suol dire:Egli è proprio bastardo, cioè gli van tutte le cose bene.Tu come mulo, traditor ribaldo, hai la protezion de' Saracini, Bern. Orl. 1. 28. 10.A diebus ille:uh! son cose degli antichi secoli fortunati; non è più da sperarci. Noi:Temporibus illis.Ha legato l'asino:ci ha preso sonno, non ci pensa più.E fatto un chiocciolin sull'altro lato, Le vien di nuovo l'asino legato.Malm. 1. 12. Detto dal costume del villano, che assicurato il giumento, si mette spensierato a dormire.
Cresci pure ec.puoi pur crescere mulo grosso quanto tu vuoi; la fortuna non ti dirà mai più.Capelli:per peli.Muloval bastardo; e si suol dire:Egli è proprio bastardo, cioè gli van tutte le cose bene.Tu come mulo, traditor ribaldo, hai la protezion de' Saracini, Bern. Orl. 1. 28. 10.
A diebus ille:uh! son cose degli antichi secoli fortunati; non è più da sperarci. Noi:Temporibus illis.
Ha legato l'asino:ci ha preso sonno, non ci pensa più.E fatto un chiocciolin sull'altro lato, Le vien di nuovo l'asino legato.Malm. 1. 12. Detto dal costume del villano, che assicurato il giumento, si mette spensierato a dormire.
Ucci col pepe! v'è di piè d'anguille,Il guadagno di Berto alla ciriegia;E teronti a ragion tre volte mille.
Ucci col pepe! v'è di piè d'anguille,Il guadagno di Berto alla ciriegia;E teronti a ragion tre volte mille.
Ucci col pepe! v'è di piè d'anguille,
Il guadagno di Berto alla ciriegia;
E teronti a ragion tre volte mille.
Ucci:accorciamento di cappucci. Suol dirsi per enfatica espressione di maraviglia:Cappucci!l'aggiuntocol pepenon è che un determinativo del tal cavolo; quello cioè ch'è buono a condirsi col pepe. Ridolf.Piè d'anguille:cosa che non esiste, come la materia prima degli Scolastici. V'è da sguazzar nel grasso; v'è copia di piè d'anguille, che non ne hanno.Il guadagno ec.oggi si dice:Avanzi di Berta Ciregia, che disfacea i muri per vendere i calcinacci. Paoli.Mille:si dicestar sul mille, e vale spiegar Una certa grandezza superiore al proprio stato. Ben a ragione puoi farla da grande, ricco di piè d'anguille, e de' guadagni di Berto.
Ucci:accorciamento di cappucci. Suol dirsi per enfatica espressione di maraviglia:Cappucci!l'aggiuntocol pepenon è che un determinativo del tal cavolo; quello cioè ch'è buono a condirsi col pepe. Ridolf.
Piè d'anguille:cosa che non esiste, come la materia prima degli Scolastici. V'è da sguazzar nel grasso; v'è copia di piè d'anguille, che non ne hanno.
Il guadagno ec.oggi si dice:Avanzi di Berta Ciregia, che disfacea i muri per vendere i calcinacci. Paoli.
Mille:si dicestar sul mille, e vale spiegar Una certa grandezza superiore al proprio stato. Ben a ragione puoi farla da grande, ricco di piè d'anguille, e de' guadagni di Berto.
Del Feo buffetto io ebbi da Vinegia,E vo, che voi empiate le bonette:Esch'io di questa cappa, ch'è di Liegia;
Del Feo buffetto io ebbi da Vinegia,E vo, che voi empiate le bonette:Esch'io di questa cappa, ch'è di Liegia;
Del Feo buffetto io ebbi da Vinegia,
E vo, che voi empiate le bonette:
Esch'io di questa cappa, ch'è di Liegia;
Feo:fello, cattivo. Salv. Dico doversi intenderebuffetto del Feo, ed esser nome di qualche famoso panattiere, comeFeo Belcarifragli antichi verseggiatori.Buffetto:aggiunto di pane; bianco, fino.Noi sappiam fare ancora il pan buffetto Più bianco che non è 'l vostro ciuffetto.Cant. Carn. 34.Vinegia:osteria di Firenze.Le bonette:le berrette, che s'usavano in que' tempi invece de' cappelli; dal Franc.bonet.Esch'io ec.si suol direcavarne cappa o mantello; e vale trarsi destramente fuora d'un intrigo meglio che si può.Di Liegia:di panno di Liegi. Il Ridolfi leggedileggia; e spiega che già rompendosi fa far trista figura a chi la porta.
Feo:fello, cattivo. Salv. Dico doversi intenderebuffetto del Feo, ed esser nome di qualche famoso panattiere, comeFeo Belcarifragli antichi verseggiatori.Buffetto:aggiunto di pane; bianco, fino.Noi sappiam fare ancora il pan buffetto Più bianco che non è 'l vostro ciuffetto.Cant. Carn. 34.Vinegia:osteria di Firenze.
Le bonette:le berrette, che s'usavano in que' tempi invece de' cappelli; dal Franc.bonet.
Esch'io ec.si suol direcavarne cappa o mantello; e vale trarsi destramente fuora d'un intrigo meglio che si può.Di Liegia:di panno di Liegi. Il Ridolfi leggedileggia; e spiega che già rompendosi fa far trista figura a chi la porta.
Perchè cacare, e otto fanno sette.S'i' scappo, in vita mia non vi rincappo.Scazzica, mozziconi, e le civette!
Perchè cacare, e otto fanno sette.S'i' scappo, in vita mia non vi rincappo.Scazzica, mozziconi, e le civette!
Perchè cacare, e otto fanno sette.
S'i' scappo, in vita mia non vi rincappo.
Scazzica, mozziconi, e le civette!
Perchè ec.troppo ci si scapita; com'al disotto si troverebbe ne' conti, chi bilanciar volesse l'introito della bocca coll'esito del ventre, che sempre meno restituisce di quello ch'introitò.Scazzica ec.tre enfatiche esclamazioni, esprimenti l'alterazione e lo sdegno dell'animo. Ridolf.
Perchè ec.troppo ci si scapita; com'al disotto si troverebbe ne' conti, chi bilanciar volesse l'introito della bocca coll'esito del ventre, che sempre meno restituisce di quello ch'introitò.
Scazzica ec.tre enfatiche esclamazioni, esprimenti l'alterazione e lo sdegno dell'animo. Ridolf.
Mogio mogio e' scendea, e sparadrappo;Col fuscellin caendo oggi t'andai:Tu mi fai castrafica per carappo.
Mogio mogio e' scendea, e sparadrappo;Col fuscellin caendo oggi t'andai:Tu mi fai castrafica per carappo.
Mogio mogio e' scendea, e sparadrappo;
Col fuscellin caendo oggi t'andai:
Tu mi fai castrafica per carappo.
Sparadrappo:stracciapanni; comesparapaneper uno che par voglia divorarti cogli occhi; e s'intende d'un bravazzo. Se ne veniva locco locco; ma gli giravan pel capo de' cattivi fumi, e disse: Te appunto volea.Caendo:cercando; che prima si dissechaendodal Lat. quærendo.Cercar una cosa col fuscellinoè cercarla colla più minuta diligenza.Tu mi fai ec.tu mi rendi mal per bene; essendocastraficaun atto ingiurioso, e intendendosicarappoper uno scherzo o una carezza amorosa. Rid.
Sparadrappo:stracciapanni; comesparapaneper uno che par voglia divorarti cogli occhi; e s'intende d'un bravazzo. Se ne veniva locco locco; ma gli giravan pel capo de' cattivi fumi, e disse: Te appunto volea.
Caendo:cercando; che prima si dissechaendodal Lat. quærendo.Cercar una cosa col fuscellinoè cercarla colla più minuta diligenza.
Tu mi fai ec.tu mi rendi mal per bene; essendocastraficaun atto ingiurioso, e intendendosicarappoper uno scherzo o una carezza amorosa. Rid.
Il niffol tu hai levato sempremai:Deh non ti paja puzza; o tu, o ioMancinocolo se'; l'epa pinza hai.
Il niffol tu hai levato sempremai:Deh non ti paja puzza; o tu, o ioMancinocolo se'; l'epa pinza hai.
Il niffol tu hai levato sempremai:
Deh non ti paja puzza; o tu, o io
Mancinocolo se'; l'epa pinza hai.
Il niffol ec.hai arricciato il niffo, il naso, come chi sente cosa che puzza. Dee esser la risposta della persona trovata.Mancinocolo:guercio dall'occhio mancino.Lumine læsus, Rem magnam præstas Zoile, si bonus es. Martial. 12. 54.L'epa pinza hai; hai piena la pancia, sei briaco.
Il niffol ec.hai arricciato il niffo, il naso, come chi sente cosa che puzza. Dee esser la risposta della persona trovata.
Mancinocolo:guercio dall'occhio mancino.Lumine læsus, Rem magnam præstas Zoile, si bonus es. Martial. 12. 54.L'epa pinza hai; hai piena la pancia, sei briaco.
Più che la pazza il figliuol va ratìo:Fatt'è il becco all'oca, e salda e bella;Vin da tre V fa pipita stantio.
Più che la pazza il figliuol va ratìo:Fatt'è il becco all'oca, e salda e bella;Vin da tre V fa pipita stantio.
Più che la pazza il figliuol va ratìo:
Fatt'è il becco all'oca, e salda e bella;
Vin da tre V fa pipita stantio.
Va ratìo:il bell'imbusto scappa via ratto e veloce piucchè un pazzo.Fatt'è il becco all'oca:il negozio è finito, la cosa è fatta.Non v'è rimedio; è fatto il becco all'oca. Lalli En. 3. 64. Diede origine al detto la novella d'un'oca artificiale, servita ad un giovine per introdursi ad una donzella. Minuc. Malm. 2. 13.Vin da tre Vec:vino di tre Vendemmie, cioè di tre anni, fa cattivi effetti; essendo appunto la pipita un male causato a' polli da bevanda stantia. Par che voglia dire, che non è mai utile il rimestar un antico affare già tranquillato.
Va ratìo:il bell'imbusto scappa via ratto e veloce piucchè un pazzo.
Fatt'è il becco all'oca:il negozio è finito, la cosa è fatta.Non v'è rimedio; è fatto il becco all'oca. Lalli En. 3. 64. Diede origine al detto la novella d'un'oca artificiale, servita ad un giovine per introdursi ad una donzella. Minuc. Malm. 2. 13.
Vin da tre Vec:vino di tre Vendemmie, cioè di tre anni, fa cattivi effetti; essendo appunto la pipita un male causato a' polli da bevanda stantia. Par che voglia dire, che non è mai utile il rimestar un antico affare già tranquillato.
Mala fistiggine è di chi rappella:Cambiato io ho per certo muschio a gallo.Ve' l'avola lassù, vedi la stella.
Mala fistiggine è di chi rappella:Cambiato io ho per certo muschio a gallo.Ve' l'avola lassù, vedi la stella.
Mala fistiggine è di chi rappella:
Cambiato io ho per certo muschio a gallo.
Ve' l'avola lassù, vedi la stella.
Fistiggine:dubita il Salvini che sia in luogo difastidiosaggine. Chi torna a riappellare s'aspetti i più molesti e penosi taccoli.Cambiato ec.in quanto a me non mi son curato di ricever galla per muschio, purchè non avessi ad entrar in liti.Ve' l'avola ec.teme qui il Ridolfi di qualche scorrezione. Il Salvini rimarcandocistellapertramontana, dettasidodal Burchiello; pago di sì interessante scoperta ci lascia al suo solito.
Fistiggine:dubita il Salvini che sia in luogo difastidiosaggine. Chi torna a riappellare s'aspetti i più molesti e penosi taccoli.
Cambiato ec.in quanto a me non mi son curato di ricever galla per muschio, purchè non avessi ad entrar in liti.
Ve' l'avola ec.teme qui il Ridolfi di qualche scorrezione. Il Salvini rimarcandocistellapertramontana, dettasidodal Burchiello; pago di sì interessante scoperta ci lascia al suo solito.
Del fango ha tratto 'l cul, ch'era vassallo.La gichera potresti ben sonare:Tu se' troppo ghignoso, orezzi al ballo.
Del fango ha tratto 'l cul, ch'era vassallo.La gichera potresti ben sonare:Tu se' troppo ghignoso, orezzi al ballo.
Del fango ha tratto 'l cul, ch'era vassallo.
La gichera potresti ben sonare:
Tu se' troppo ghignoso, orezzi al ballo.
Del fango ec.s'è tirato fuora dagl'imbarazzi, o dalla miseria.Era vassallo:ci stava sotto. Mi parrebbe che si potesse riferire allastella, e intendersi esser già sorta la stella mattutina; ed esser tempo di far con suoni e balli lemattinate, come segue appresso.La gichera:la giga, stromento musicale, molto usato da' giocolieri; dal Franc.giguer, danzare. Quindigicheroso, festevole.Se' troppo ghignoso:troppo ti piace lo stare in festa; daghigno, riso.Orezzi:aneli, sospiri; daorezzo, venticello. Qui scorgo un dialogo di due persone, una delle quali invita all'allegria, l'altra la riprende.
Del fango ec.s'è tirato fuora dagl'imbarazzi, o dalla miseria.Era vassallo:ci stava sotto. Mi parrebbe che si potesse riferire allastella, e intendersi esser già sorta la stella mattutina; ed esser tempo di far con suoni e balli lemattinate, come segue appresso.
La gichera:la giga, stromento musicale, molto usato da' giocolieri; dal Franc.giguer, danzare. Quindigicheroso, festevole.
Se' troppo ghignoso:troppo ti piace lo stare in festa; daghigno, riso.Orezzi:aneli, sospiri; daorezzo, venticello. Qui scorgo un dialogo di due persone, una delle quali invita all'allegria, l'altra la riprende.
Le zarle mi mostrò, non mugiolare;E fece una baruffa co' gagliuoli;Pascibietola se' col tuo belare.
Le zarle mi mostrò, non mugiolare;E fece una baruffa co' gagliuoli;Pascibietola se' col tuo belare.
Le zarle mi mostrò, non mugiolare;
E fece una baruffa co' gagliuoli;
Pascibietola se' col tuo belare.
Non mugiolare:lascia una volta di piagnuccolare; egli mi fece vedere quanto gli valga il dente.Zarle:zanne; a supposizion del Ridolfi.Gagliuoli:per interiori d'agnelli o simili; dagaglio, secondo il Ridolfi. Del restogagliuoloè baccello.Fece una baruffa:ne fece una mangiata; come direbbesi:S'è arruffato con un piatto di maccheroni.Pascibietola ec.e tu co' tuoi piagnistei(belare)sarai sempre un bietolone, un pappalardo.
Non mugiolare:lascia una volta di piagnuccolare; egli mi fece vedere quanto gli valga il dente.Zarle:zanne; a supposizion del Ridolfi.
Gagliuoli:per interiori d'agnelli o simili; dagaglio, secondo il Ridolfi. Del restogagliuoloè baccello.Fece una baruffa:ne fece una mangiata; come direbbesi:S'è arruffato con un piatto di maccheroni.
Pascibietola ec.e tu co' tuoi piagnistei(belare)sarai sempre un bietolone, un pappalardo.
Deh ghigna un poco, e mostrami i fagiuoli,Al tempo farò ben delle magliate,Quando le micce saran cavriuoli.
Deh ghigna un poco, e mostrami i fagiuoli,Al tempo farò ben delle magliate,Quando le micce saran cavriuoli.
Deh ghigna un poco, e mostrami i fagiuoli,
Al tempo farò ben delle magliate,
Quando le micce saran cavriuoli.
Fagiuoli:i denti, che si mostran ridendo.Magliate:azioni da bravo, smargiasserie; in lingua furbesca. Salvin. Anch'io, soggiugne l'altro, farò le mie; ma aspetta ec.Quando ec.aspetta che l'asine diventin capriuoli; cosa che non sarà mai.
Fagiuoli:i denti, che si mostran ridendo.Magliate:azioni da bravo, smargiasserie; in lingua furbesca. Salvin. Anch'io, soggiugne l'altro, farò le mie; ma aspetta ec.
Quando ec.aspetta che l'asine diventin capriuoli; cosa che non sarà mai.
E sonvi le madonne aggrovigliate;E le traveggole ha il più malemme;E culibando fanno mattinate.
E sonvi le madonne aggrovigliate;E le traveggole ha il più malemme;E culibando fanno mattinate.
E sonvi le madonne aggrovigliate;
E le traveggole ha il più malemme;
E culibando fanno mattinate.
Madonne aggrovigliate:i divoti del Salvini intendanomatasse arruffate; e tirino al proposito il prov.arruffar le matasseper fare il ruffiano. A me sembra che senza gergo possa intendersi di vere donne raccolte in lieto gruppo per le già dette feste.Le traveggole:allucinamento.Malemme:mal uomo.Chi nel viso degli uomini leggeOmo, Ben avria quivi conosciuto l'emme.Dant. Purg. 23. Il briccone in mezzo a tante madonnine perde il lume dagli occhi.Culibando:culettando, sculettando, che presso il volgo significaballando. Ridolf.Mattinate:quel sonare e cantare che gli amanti fanno o fanno fare sul mattino sotto la finestra dell'innamorata; siccomeserenata, quel della sera.
Madonne aggrovigliate:i divoti del Salvini intendanomatasse arruffate; e tirino al proposito il prov.arruffar le matasseper fare il ruffiano. A me sembra che senza gergo possa intendersi di vere donne raccolte in lieto gruppo per le già dette feste.
Le traveggole:allucinamento.Malemme:mal uomo.Chi nel viso degli uomini leggeOmo, Ben avria quivi conosciuto l'emme.Dant. Purg. 23. Il briccone in mezzo a tante madonnine perde il lume dagli occhi.
Culibando:culettando, sculettando, che presso il volgo significaballando. Ridolf.Mattinate:quel sonare e cantare che gli amanti fanno o fanno fare sul mattino sotto la finestra dell'innamorata; siccomeserenata, quel della sera.
Cavando sempre d'alfabeto l'emme,Non m'insegnar sott'ombra roder cece,Dicendo: i' son di que', ch'aman Buemmme.
Cavando sempre d'alfabeto l'emme,Non m'insegnar sott'ombra roder cece,Dicendo: i' son di que', ch'aman Buemmme.
Cavando sempre d'alfabeto l'emme,
Non m'insegnar sott'ombra roder cece,
Dicendo: i' son di que', ch'aman Buemmme.
Cavando ec.facendo il goffo, il semplice; mentre la gente grossolana suole nelle parole latine non far sentire in ultimo questa lettera, e dir per esempio:Pane nostru. Rid.Insegnare ec.voler copertamente far da maestro nell'atto stesso d'affettar ignoranza e sciocchezza.Dicendo ec.sempre con una studiata smorfia ripetendo tu d'essere un ignorante.Avere studiato in Buemme(in Boemia dal Franc. ant.) si dice in gergo per non saper niente; com'esser dotto in Buezio.
Cavando ec.facendo il goffo, il semplice; mentre la gente grossolana suole nelle parole latine non far sentire in ultimo questa lettera, e dir per esempio:Pane nostru. Rid.
Insegnare ec.voler copertamente far da maestro nell'atto stesso d'affettar ignoranza e sciocchezza.
Dicendo ec.sempre con una studiata smorfia ripetendo tu d'essere un ignorante.Avere studiato in Buemme(in Boemia dal Franc. ant.) si dice in gergo per non saper niente; com'esser dotto in Buezio.
Molte pollezze di queste non grece,Che fè già per tre oche il detto loro,Ma non a que' che l'uno e l'altro fece.
Molte pollezze di queste non grece,Che fè già per tre oche il detto loro,Ma non a que' che l'uno e l'altro fece.
Molte pollezze di queste non grece,
Che fè già per tre oche il detto loro,
Ma non a que' che l'uno e l'altro fece.
Pollezze ec.il senso e l'ordine della terzina è: Questo lor parlare, che(fè molte pollezze)fu capace d'ingarbugliar parecchi; non potè però mai burlare chi tutto vede.A me non ficcherann'eglino questa pollezzola dietro. Lasc. Gelos.Pollezzolason propriamente le tenere cime delle piante.Per tre oche:suppongo che valga per chi è tre volte babbocchio. Un cotale potea restarci minchionato. Così:Dar fieno a oche.Ma non a que' ec.il Petrarca disse:Che creò questo, e quell'altro emispero; cioè Dio.
Pollezze ec.il senso e l'ordine della terzina è: Questo lor parlare, che(fè molte pollezze)fu capace d'ingarbugliar parecchi; non potè però mai burlare chi tutto vede.A me non ficcherann'eglino questa pollezzola dietro. Lasc. Gelos.Pollezzolason propriamente le tenere cime delle piante.
Per tre oche:suppongo che valga per chi è tre volte babbocchio. Un cotale potea restarci minchionato. Così:Dar fieno a oche.
Ma non a que' ec.il Petrarca disse:Che creò questo, e quell'altro emispero; cioè Dio.
Porrebbe intervenir che 'l fiero toroPiù tosto caderìa, che 'l cicco agnello,Quando volesse quel che diè martoro
Porrebbe intervenir che 'l fiero toroPiù tosto caderìa, che 'l cicco agnello,Quando volesse quel che diè martoro
Porrebbe intervenir che 'l fiero toro
Più tosto caderìa, che 'l cicco agnello,
Quando volesse quel che diè martoro
Potrebbe ec.mentre chi sa? non mancherà un tempo, in cui chi vuol soverchiare resti al disotto: basta che lo voglia quel Dio, che sa punire i Caini. Contro i testi del Ridolfi e del Salvini che leggonocieco agnello, correggocicco agnello; essendociccovoce contadinesca, che s'usa co' fanciullini e vale piccolino.
Potrebbe ec.mentre chi sa? non mancherà un tempo, in cui chi vuol soverchiare resti al disotto: basta che lo voglia quel Dio, che sa punire i Caini. Contro i testi del Ridolfi e del Salvini che leggonocieco agnello, correggocicco agnello; essendociccovoce contadinesca, che s'usa co' fanciullini e vale piccolino.
A quel che sparse lo sangue d'Abello.
A quel che sparse lo sangue d'Abello.
A quel che sparse lo sangue d'Abello.