Chapter 25

310.«Sentirà esistere in questa città una carcere, la quale vollero i maggiori nostri che fosse vendicatrice degli uomini malvagi e delle più aperte scelleratezze» c. 12.311.Juvenal. Sat. III:Tante son le maniere onde si foggiaPer ceppi il ferro, da temer che manchiAl vomere ed al sarchio ed alla marra.312.Vers. 312-314. Traduco:Ben felici puoi dir gli avi, beataPuoi appellar l’antica età, quand’eraDa’ suoi Re e dai Tribuni governataChe un carcer sol bastava a Roma intera.313.Così gli otto littor’ d’incude al pariMe infelice martellino.Atto I. Sc. I. 7.314.Comanda a quei che meco ho qui condottiPer essereal carneficeaffidatiChe a me dalla città vengano al portoIncontro; poi qua di ritorno, tienliBen custoditi.Atto III. Sc. VI. 18.315.«Io vo scrivendo come amor mi spira[316],E pera io pur, se di mutarmi in Dio,Senza di te, la volontà m’attira.»316.Dopo dell’Innamorato Pompejano, scrisse pur l’Allighieri in questo verso il medesimo concetto.

310.«Sentirà esistere in questa città una carcere, la quale vollero i maggiori nostri che fosse vendicatrice degli uomini malvagi e delle più aperte scelleratezze» c. 12.

310.«Sentirà esistere in questa città una carcere, la quale vollero i maggiori nostri che fosse vendicatrice degli uomini malvagi e delle più aperte scelleratezze» c. 12.

311.Juvenal. Sat. III:Tante son le maniere onde si foggiaPer ceppi il ferro, da temer che manchiAl vomere ed al sarchio ed alla marra.

311.Juvenal. Sat. III:

Tante son le maniere onde si foggiaPer ceppi il ferro, da temer che manchiAl vomere ed al sarchio ed alla marra.

Tante son le maniere onde si foggiaPer ceppi il ferro, da temer che manchiAl vomere ed al sarchio ed alla marra.

Tante son le maniere onde si foggia

Per ceppi il ferro, da temer che manchi

Al vomere ed al sarchio ed alla marra.

312.Vers. 312-314. Traduco:Ben felici puoi dir gli avi, beataPuoi appellar l’antica età, quand’eraDa’ suoi Re e dai Tribuni governataChe un carcer sol bastava a Roma intera.

312.Vers. 312-314. Traduco:

Ben felici puoi dir gli avi, beataPuoi appellar l’antica età, quand’eraDa’ suoi Re e dai Tribuni governataChe un carcer sol bastava a Roma intera.

Ben felici puoi dir gli avi, beataPuoi appellar l’antica età, quand’eraDa’ suoi Re e dai Tribuni governataChe un carcer sol bastava a Roma intera.

Ben felici puoi dir gli avi, beata

Puoi appellar l’antica età, quand’era

Da’ suoi Re e dai Tribuni governata

Che un carcer sol bastava a Roma intera.

313.Così gli otto littor’ d’incude al pariMe infelice martellino.Atto I. Sc. I. 7.

313.

Così gli otto littor’ d’incude al pariMe infelice martellino.Atto I. Sc. I. 7.

Così gli otto littor’ d’incude al pariMe infelice martellino.Atto I. Sc. I. 7.

Così gli otto littor’ d’incude al pari

Me infelice martellino.

Atto I. Sc. I. 7.

314.Comanda a quei che meco ho qui condottiPer essereal carneficeaffidatiChe a me dalla città vengano al portoIncontro; poi qua di ritorno, tienliBen custoditi.Atto III. Sc. VI. 18.

314.

Comanda a quei che meco ho qui condottiPer essereal carneficeaffidatiChe a me dalla città vengano al portoIncontro; poi qua di ritorno, tienliBen custoditi.Atto III. Sc. VI. 18.

Comanda a quei che meco ho qui condottiPer essereal carneficeaffidatiChe a me dalla città vengano al portoIncontro; poi qua di ritorno, tienliBen custoditi.Atto III. Sc. VI. 18.

Comanda a quei che meco ho qui condotti

Per essereal carneficeaffidati

Che a me dalla città vengano al porto

Incontro; poi qua di ritorno, tienli

Ben custoditi.

Atto III. Sc. VI. 18.

315.«Io vo scrivendo come amor mi spira[316],E pera io pur, se di mutarmi in Dio,Senza di te, la volontà m’attira.»

315.

«Io vo scrivendo come amor mi spira[316],E pera io pur, se di mutarmi in Dio,Senza di te, la volontà m’attira.»

«Io vo scrivendo come amor mi spira[316],E pera io pur, se di mutarmi in Dio,Senza di te, la volontà m’attira.»

«Io vo scrivendo come amor mi spira[316],

E pera io pur, se di mutarmi in Dio,

Senza di te, la volontà m’attira.»

316.Dopo dell’Innamorato Pompejano, scrisse pur l’Allighieri in questo verso il medesimo concetto.

316.Dopo dell’Innamorato Pompejano, scrisse pur l’Allighieri in questo verso il medesimo concetto.


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