Vina rubens sudit non peregrina cadus[309].
Vina rubens sudit non peregrina cadus[309].
Vina rubens sudit non peregrina cadus[309].
In questi caratelli o bariletti si riponevano non i vini soltanto, ma olio pure e conserve di pomi, fichi secchi, fave; e Marziale ci dice anche miele, nel seguente pentametro:
Flavaque de rubro promere mella cado[310].
Flavaque de rubro promere mella cado[310].
Flavaque de rubro promere mella cado[310].
In quanto alle anfore, che risponderebbero ai moderni fiaschi, e se picciolette, alle bottiglie, servendo principalmente alla conservazione dei vini e degli olj, oltre l’esser fatte di ofite, o fittili, Petronio ci fa sapere che fossero anche di vetro, in quel passo che narra recate sulla mensaamphoras vitreas diligentergypsatas, quarum in cervicibus pittacia erant affixa cum titulo: Falernum Opimianum annorum centum[311].
Come poi si lavorassero, per quel che è della terra cotta, risponderò: nè più nè meno che fa oggidì il vasajo; e Orazio ce lo ha tramandato in quell’immagineDell’Arte Poetica:
amphora cœpitInstitui, currente rota, cur urceus exit?[312]
amphora cœpitInstitui, currente rota, cur urceus exit?[312]
amphora cœpit
Institui, currente rota, cur urceus exit?[312]
Nella storia militare di Roma si dirà poi come dei dolii si valessero come di stromenti guerreschi e massime negli assedj. Quando seguiva l’assalto delle città, gli assediati riempivano i dolii di sassi e con impeto gli scagliavano sugli assalitori. Altrettanto facevasi negli attacchi nemici, allor che essi seguivano su alcun declivio.
Qui ha fine il mio dire intorno alleTabernæ.
Chi sa che presto, dove si spinga più alacre lo sterramento in Pompei, non sia dato di poter strappare ai segreti del tempo qualche nozione di altre industrie, qualche utile congegno antico e non rivendichi al passato il vanto di certi trovati, che assaipiù tardi nepoti vollero avocare a sè stessi? L’esempio che ci ha fornito laCasa del Chirurgo, nella quale molti strumenti si videro che si ritenevano prima frutto di sapienza moderna, potrebbe ancora una volta, in altre taberne che si torneranno alla luce, rinnovare.
Discorso per tal guisa il commercio pompejano nella visita ed esame delle suetabernæ, ed essendoci così fornita la ragione della fama che si aveva questa città procacciata di speculativa e industriale, di leggieri allora si può rendersi conto della iscrizione, che pel musaico della soglia delprotyrumo vestibolo di sua casa, quel cittadino pompeiano volle esprimesse il benvenuto al guadagno:Salve Lucru. Era tutta una sintesi di quell’anima da mercante.