Chapter 23

284.I Sepolcri, v. 101-103.285.Vv. 114-117; 124-125.286.Fu riprodotta la bella memoria del Carrara dalGiornale del Tribunali di Milano, Anno II, N. 225 e 226, ossia 20 e 21 settembre 1873.287.«Marco Cerrinio Restituto, Augustale, in terreno concesso da decreto de’ Decurioni.»288.«Ad Anio Vejo di Marco, Duumviro per la giustizia, quinqueviro per la seconda volta, tribuno de’ soldati eletto dal popolo; per decreto de’ Decurioni.»289.«A Mammia figlia di Publio (oppure di Porcio se il monumento vicino è di suo padre o d’alcuno della sua famiglia) sacerdotessa pubblica, luogo di sepoltura dato per decreto de’ Decurioni.»290.«Questo spazio di venticinque piedi quadrati fu accordato a Marco Porcio figlio di Marco per decreto de’ Decurioni.»291.«Mi sia il nuovo anno fausto e felice.»292.Ep.1, lib. 2. Vedi anche la lettera sua a Marco Mario,Epist.3, lib. 7.293.«Ad Aulo Umbricio Scauro Menenio figlio di Aulo, duumviro di giustizia, i Decurioni decretarono il collocamento d’un monumento, duemila sesterzi[294]pe’ suoi funerali e una statua equestre nel foro. Scauro padre al proprio figlio.» Taluni, in luogo di Umbricio, la incompleta parola ...RICIO, lessero perFabricio; altri perCastricio: io ho seguito chi lesseUmbricio.294.Appena questa somma, che corrisponderebbe a 400 lire, poteva bastare alla spesa del rogo e della cerimonia funebre. Certo le altre spese, come i ludi gladiatorj, sarannosi sopportati dalla famiglia.295.«Al genio protettore di Tiche venerea di Giulia figliuola d’Augusto.»296.Oggi, o Giunone, nel tuo dì nataleAccogli i santi dell’incenso onoriD’un’esperta fanciulla e genïale.Mia trad.297.Tab. 10, n. 1, e 2.298.Lib. XVI degliAnnali. Trad. Davanzati.299.«Servilia all’amico dell’anima.»300.«A Cajo Calvenzio Quieto Augustale, venne per la sua munificenza concesso da decreto dei Decurioni e per Consenso del popolo l’onor del bisellio.[301]»301.Questa munificenza non lascerebbe supporre che avesse comperato l’onor del bisellio? Stando a un’iscrizione edita da Grutero, un C. Titus Chresimus a Suessa l’avrebbe pur comperato col dono di mille sesterzi, pari a L. 200.302.«A N. Istacidio Eleno maestro del Borgo Augusto.» «A N. Istacidia figlia di Scapido.»303.«A N. Istacidio Eleno maestro del Borgo Augusto.» «A Istacidio Gennaro.» «A Mesonia Satulla. In profondità 15 piedi; di fronte 15 piedi.»304.Vol. I. Capit. IV, pag. 101.305.«Cajo Munazio Alimeto visse anni 57.»306.«A Marco Allejo Lucio Libella padre, edile, duumviro, prefetto quinquennale ed a Marco Allejo suo figlio, decurione che visse diciassett’anni. Il suolo pel monumento è stato loro publicamente concesso. Alleja Decimilla figlia di Marco, sacerdotessa publica di Cerere, lo fece erigere allo sposo ed al figlio.»307.«Se vuoi esserlo in Roma, otterrai: in Pompei è malagevole cosa.»308.«A Lucio Cejo figlio di Lucio, Menenio: a Lucio Labeone per la secondo volta duumviro di giustizia e quinquennale, Menonaco liberto.»309.Pompeja. Pag. 92.310.Pompei descrittada Carlo Bonucci.311.«M. Arrio Diomede liberto di ... Maestro del sobborgo Augusto Felice, alla sua memoria ed a quella de’ suoi.»312.ParadisoXVII: 130.313.Ho già ricordato e circondato di somma lode in questa mia opera il romanzo storico di Luigi Castellazzo, che si ascose sotto il pseudonimo di Anselmo Rivalta, dal titoloTito Vezio: ebbene qui m’occorre di rammentarlo ancora come quello che con tale suo magnifico lavoro pose in bella e appassionata azione la vita pubblica e privata de’ Romani. Coloro che si faranno a leggerlo — ed io auguro che meglio sia conosciuto dagli italiani senza abbadare alla irruente consorteria che tenta mettere lo spegnitoio sugli ingegni e sulle opere di chi non è di sua parte, poichè il Castellazzi è strenuo campione della italiana democrazia — oltre l’ognor crescente diletto, vi raccoglieranno messe di ottimo insegnamento.314.Gerusalemme Liberata.C. I, st. 3.315.Chateaubriand aveva già raccolto la censura da molti fatta al sistema di tutto quanto asportare e chiudere nei musei che si rinvenga d’interessante negli scavi. «Ce que l’on fait aujourd’hui me semble funeste, ravies à leurs places naturelles, les curiosités les plus rares s’ensevelissent dans des cabinets, ou elles se sont plus en rapport avec les objets environnants» (Voyage en Italievol. XIII pag. 88). Ma poi il medesimo autore, immemore di questa sua censura, sulla fine dello stesso volume, così mostra l’inconveniente dell’opposto sistema che sembrava aver egli suggerito nelle sue prime parole. «Quelques personnes n’avoient pensé qu’au lieu d’enlever de Pompei les diverses objets que l’on y a trouvés, et d’en former un museum a Portici, l’on auroit mieux fait des les laisser à leur place: ce qui auroit représenté une ville ancienne avec tout ce qu’elle contenoit. Cette idée est spécieuse et ceux qui la propoient n’ont pas réfléchi que beaucoup de choses se seroient gatées par le contact du l’air, et qu’indépendamment de cet inconvénient on aurait couru le risque de voir plusieurs objets dérobés par des voyageurs peu délicats: c’est qui n’arrive que trop souvent.» A tuttociò si cercò d’ovviare col mettere in Pompei talune opere in copia, trasportando nel Museo gli originali.316.I Sepolcri, v. 231.317.Ercolano e Pompei.318.Appendice al Capitolo XVIII.319.Così ne resero conto i Soprastanti agli Scavi nella loro Relazione ufficiale dei lavori eseguiti dal 1 novembre al 31 dicembre 1868.«19 (novembre). Proseguendosi tuttora lo scoprimento della su cennata località, nella penultima di esse, accosto al muro esterno, ed all’altezza di circa quattro metri dal pavimento, si è rinvenuta una testa virile in marmo di grandezza naturale, scheggiata al naso ed alle orecchie...«24. Nella stessa località indicata il giorno 19, all’altezza di circa tre metri dal suolo, si è rinvenuta un’altra testa virile in marmo, anche di grandezza naturale, un poco scheggiata al naso, e mancante della parte anteriore del collo, ov’era stata restaurata dagli antichi, osservandosi un pernetto di bronzo che sosteneva il pezzo che manca.»Giornale degli Scavi.Nuova serie, n. 5, p. 119.320.Plutarco.Vita degli uomini illustri, vol. 4.Vita di Pompeo. Versione italiana di Gerolamo Pompei.321.Vell. Paterc. Lib. II; Plin.Hist. Nat.lib. VII, cap. 10.322.Il Conte Cassi, parafrasando al solito, così rende questi versi del libro II. 728-730.Ma suo (della Fortuna) malgrado ancor se’ Magno. E mentreTe e la tua donna, e i figli tuoi percuoteUn bando indegno, in ogni cor dimoriCon pietosa memoria: e in quel che cerchiUn rifugio fra l’armi a’ tuoi penati.In sulla poppa stessa ove t’assidi,Esule glorioso, a te fan cerchioI Consoli, il Senato, Italia e Roma,E ovunque movi è a te seguace il mondo.323.Id.Vita di Marco Bruto; vol. 5.324.Id. ibid.325.Ad Atticum; lib. XIV, ep. I.326.Paris, Librairie Hachette, terza ediz. 1874.327.Nuova Serie n. 6, pag. 133.328.Appendice al Capitolo primo.329.Volume I, pag. 38.330.L’incendio vesuviano del 25 aprile 1872. Conferenza, ecc. — Napoli Stabilim. Tip. Partenopeo 1872.331.Il Piccolodi Napoli del 26 Aprile 1872.332.Incend. Vesuv.pag. 11.333.Napoli. Stamperia del Fibreno, 1873.

284.I Sepolcri, v. 101-103.

284.I Sepolcri, v. 101-103.

285.Vv. 114-117; 124-125.

285.Vv. 114-117; 124-125.

286.Fu riprodotta la bella memoria del Carrara dalGiornale del Tribunali di Milano, Anno II, N. 225 e 226, ossia 20 e 21 settembre 1873.

286.Fu riprodotta la bella memoria del Carrara dalGiornale del Tribunali di Milano, Anno II, N. 225 e 226, ossia 20 e 21 settembre 1873.

287.«Marco Cerrinio Restituto, Augustale, in terreno concesso da decreto de’ Decurioni.»

287.«Marco Cerrinio Restituto, Augustale, in terreno concesso da decreto de’ Decurioni.»

288.«Ad Anio Vejo di Marco, Duumviro per la giustizia, quinqueviro per la seconda volta, tribuno de’ soldati eletto dal popolo; per decreto de’ Decurioni.»

288.«Ad Anio Vejo di Marco, Duumviro per la giustizia, quinqueviro per la seconda volta, tribuno de’ soldati eletto dal popolo; per decreto de’ Decurioni.»

289.«A Mammia figlia di Publio (oppure di Porcio se il monumento vicino è di suo padre o d’alcuno della sua famiglia) sacerdotessa pubblica, luogo di sepoltura dato per decreto de’ Decurioni.»

289.«A Mammia figlia di Publio (oppure di Porcio se il monumento vicino è di suo padre o d’alcuno della sua famiglia) sacerdotessa pubblica, luogo di sepoltura dato per decreto de’ Decurioni.»

290.«Questo spazio di venticinque piedi quadrati fu accordato a Marco Porcio figlio di Marco per decreto de’ Decurioni.»

290.«Questo spazio di venticinque piedi quadrati fu accordato a Marco Porcio figlio di Marco per decreto de’ Decurioni.»

291.«Mi sia il nuovo anno fausto e felice.»

291.«Mi sia il nuovo anno fausto e felice.»

292.Ep.1, lib. 2. Vedi anche la lettera sua a Marco Mario,Epist.3, lib. 7.

292.Ep.1, lib. 2. Vedi anche la lettera sua a Marco Mario,Epist.3, lib. 7.

293.«Ad Aulo Umbricio Scauro Menenio figlio di Aulo, duumviro di giustizia, i Decurioni decretarono il collocamento d’un monumento, duemila sesterzi[294]pe’ suoi funerali e una statua equestre nel foro. Scauro padre al proprio figlio.» Taluni, in luogo di Umbricio, la incompleta parola ...RICIO, lessero perFabricio; altri perCastricio: io ho seguito chi lesseUmbricio.

293.«Ad Aulo Umbricio Scauro Menenio figlio di Aulo, duumviro di giustizia, i Decurioni decretarono il collocamento d’un monumento, duemila sesterzi[294]pe’ suoi funerali e una statua equestre nel foro. Scauro padre al proprio figlio.» Taluni, in luogo di Umbricio, la incompleta parola ...RICIO, lessero perFabricio; altri perCastricio: io ho seguito chi lesseUmbricio.

294.Appena questa somma, che corrisponderebbe a 400 lire, poteva bastare alla spesa del rogo e della cerimonia funebre. Certo le altre spese, come i ludi gladiatorj, sarannosi sopportati dalla famiglia.

294.Appena questa somma, che corrisponderebbe a 400 lire, poteva bastare alla spesa del rogo e della cerimonia funebre. Certo le altre spese, come i ludi gladiatorj, sarannosi sopportati dalla famiglia.

295.«Al genio protettore di Tiche venerea di Giulia figliuola d’Augusto.»

295.«Al genio protettore di Tiche venerea di Giulia figliuola d’Augusto.»

296.Oggi, o Giunone, nel tuo dì nataleAccogli i santi dell’incenso onoriD’un’esperta fanciulla e genïale.Mia trad.

296.

Oggi, o Giunone, nel tuo dì nataleAccogli i santi dell’incenso onoriD’un’esperta fanciulla e genïale.Mia trad.

Oggi, o Giunone, nel tuo dì nataleAccogli i santi dell’incenso onoriD’un’esperta fanciulla e genïale.Mia trad.

Oggi, o Giunone, nel tuo dì natale

Accogli i santi dell’incenso onori

D’un’esperta fanciulla e genïale.

Mia trad.

297.Tab. 10, n. 1, e 2.

297.Tab. 10, n. 1, e 2.

298.Lib. XVI degliAnnali. Trad. Davanzati.

298.Lib. XVI degliAnnali. Trad. Davanzati.

299.«Servilia all’amico dell’anima.»

299.«Servilia all’amico dell’anima.»

300.«A Cajo Calvenzio Quieto Augustale, venne per la sua munificenza concesso da decreto dei Decurioni e per Consenso del popolo l’onor del bisellio.[301]»

300.«A Cajo Calvenzio Quieto Augustale, venne per la sua munificenza concesso da decreto dei Decurioni e per Consenso del popolo l’onor del bisellio.[301]»

301.Questa munificenza non lascerebbe supporre che avesse comperato l’onor del bisellio? Stando a un’iscrizione edita da Grutero, un C. Titus Chresimus a Suessa l’avrebbe pur comperato col dono di mille sesterzi, pari a L. 200.

301.Questa munificenza non lascerebbe supporre che avesse comperato l’onor del bisellio? Stando a un’iscrizione edita da Grutero, un C. Titus Chresimus a Suessa l’avrebbe pur comperato col dono di mille sesterzi, pari a L. 200.

302.«A N. Istacidio Eleno maestro del Borgo Augusto.» «A N. Istacidia figlia di Scapido.»

302.«A N. Istacidio Eleno maestro del Borgo Augusto.» «A N. Istacidia figlia di Scapido.»

303.«A N. Istacidio Eleno maestro del Borgo Augusto.» «A Istacidio Gennaro.» «A Mesonia Satulla. In profondità 15 piedi; di fronte 15 piedi.»

303.«A N. Istacidio Eleno maestro del Borgo Augusto.» «A Istacidio Gennaro.» «A Mesonia Satulla. In profondità 15 piedi; di fronte 15 piedi.»

304.Vol. I. Capit. IV, pag. 101.

304.Vol. I. Capit. IV, pag. 101.

305.«Cajo Munazio Alimeto visse anni 57.»

305.«Cajo Munazio Alimeto visse anni 57.»

306.«A Marco Allejo Lucio Libella padre, edile, duumviro, prefetto quinquennale ed a Marco Allejo suo figlio, decurione che visse diciassett’anni. Il suolo pel monumento è stato loro publicamente concesso. Alleja Decimilla figlia di Marco, sacerdotessa publica di Cerere, lo fece erigere allo sposo ed al figlio.»

306.«A Marco Allejo Lucio Libella padre, edile, duumviro, prefetto quinquennale ed a Marco Allejo suo figlio, decurione che visse diciassett’anni. Il suolo pel monumento è stato loro publicamente concesso. Alleja Decimilla figlia di Marco, sacerdotessa publica di Cerere, lo fece erigere allo sposo ed al figlio.»

307.«Se vuoi esserlo in Roma, otterrai: in Pompei è malagevole cosa.»

307.«Se vuoi esserlo in Roma, otterrai: in Pompei è malagevole cosa.»

308.«A Lucio Cejo figlio di Lucio, Menenio: a Lucio Labeone per la secondo volta duumviro di giustizia e quinquennale, Menonaco liberto.»

308.«A Lucio Cejo figlio di Lucio, Menenio: a Lucio Labeone per la secondo volta duumviro di giustizia e quinquennale, Menonaco liberto.»

309.Pompeja. Pag. 92.

309.Pompeja. Pag. 92.

310.Pompei descrittada Carlo Bonucci.

310.Pompei descrittada Carlo Bonucci.

311.«M. Arrio Diomede liberto di ... Maestro del sobborgo Augusto Felice, alla sua memoria ed a quella de’ suoi.»

311.«M. Arrio Diomede liberto di ... Maestro del sobborgo Augusto Felice, alla sua memoria ed a quella de’ suoi.»

312.ParadisoXVII: 130.

312.ParadisoXVII: 130.

313.Ho già ricordato e circondato di somma lode in questa mia opera il romanzo storico di Luigi Castellazzo, che si ascose sotto il pseudonimo di Anselmo Rivalta, dal titoloTito Vezio: ebbene qui m’occorre di rammentarlo ancora come quello che con tale suo magnifico lavoro pose in bella e appassionata azione la vita pubblica e privata de’ Romani. Coloro che si faranno a leggerlo — ed io auguro che meglio sia conosciuto dagli italiani senza abbadare alla irruente consorteria che tenta mettere lo spegnitoio sugli ingegni e sulle opere di chi non è di sua parte, poichè il Castellazzi è strenuo campione della italiana democrazia — oltre l’ognor crescente diletto, vi raccoglieranno messe di ottimo insegnamento.

313.Ho già ricordato e circondato di somma lode in questa mia opera il romanzo storico di Luigi Castellazzo, che si ascose sotto il pseudonimo di Anselmo Rivalta, dal titoloTito Vezio: ebbene qui m’occorre di rammentarlo ancora come quello che con tale suo magnifico lavoro pose in bella e appassionata azione la vita pubblica e privata de’ Romani. Coloro che si faranno a leggerlo — ed io auguro che meglio sia conosciuto dagli italiani senza abbadare alla irruente consorteria che tenta mettere lo spegnitoio sugli ingegni e sulle opere di chi non è di sua parte, poichè il Castellazzi è strenuo campione della italiana democrazia — oltre l’ognor crescente diletto, vi raccoglieranno messe di ottimo insegnamento.

314.Gerusalemme Liberata.C. I, st. 3.

314.Gerusalemme Liberata.C. I, st. 3.

315.Chateaubriand aveva già raccolto la censura da molti fatta al sistema di tutto quanto asportare e chiudere nei musei che si rinvenga d’interessante negli scavi. «Ce que l’on fait aujourd’hui me semble funeste, ravies à leurs places naturelles, les curiosités les plus rares s’ensevelissent dans des cabinets, ou elles se sont plus en rapport avec les objets environnants» (Voyage en Italievol. XIII pag. 88). Ma poi il medesimo autore, immemore di questa sua censura, sulla fine dello stesso volume, così mostra l’inconveniente dell’opposto sistema che sembrava aver egli suggerito nelle sue prime parole. «Quelques personnes n’avoient pensé qu’au lieu d’enlever de Pompei les diverses objets que l’on y a trouvés, et d’en former un museum a Portici, l’on auroit mieux fait des les laisser à leur place: ce qui auroit représenté une ville ancienne avec tout ce qu’elle contenoit. Cette idée est spécieuse et ceux qui la propoient n’ont pas réfléchi que beaucoup de choses se seroient gatées par le contact du l’air, et qu’indépendamment de cet inconvénient on aurait couru le risque de voir plusieurs objets dérobés par des voyageurs peu délicats: c’est qui n’arrive que trop souvent.» A tuttociò si cercò d’ovviare col mettere in Pompei talune opere in copia, trasportando nel Museo gli originali.

315.Chateaubriand aveva già raccolto la censura da molti fatta al sistema di tutto quanto asportare e chiudere nei musei che si rinvenga d’interessante negli scavi. «Ce que l’on fait aujourd’hui me semble funeste, ravies à leurs places naturelles, les curiosités les plus rares s’ensevelissent dans des cabinets, ou elles se sont plus en rapport avec les objets environnants» (Voyage en Italievol. XIII pag. 88). Ma poi il medesimo autore, immemore di questa sua censura, sulla fine dello stesso volume, così mostra l’inconveniente dell’opposto sistema che sembrava aver egli suggerito nelle sue prime parole. «Quelques personnes n’avoient pensé qu’au lieu d’enlever de Pompei les diverses objets que l’on y a trouvés, et d’en former un museum a Portici, l’on auroit mieux fait des les laisser à leur place: ce qui auroit représenté une ville ancienne avec tout ce qu’elle contenoit. Cette idée est spécieuse et ceux qui la propoient n’ont pas réfléchi que beaucoup de choses se seroient gatées par le contact du l’air, et qu’indépendamment de cet inconvénient on aurait couru le risque de voir plusieurs objets dérobés par des voyageurs peu délicats: c’est qui n’arrive que trop souvent.» A tuttociò si cercò d’ovviare col mettere in Pompei talune opere in copia, trasportando nel Museo gli originali.

316.I Sepolcri, v. 231.

316.I Sepolcri, v. 231.

317.Ercolano e Pompei.

317.Ercolano e Pompei.

318.Appendice al Capitolo XVIII.

318.Appendice al Capitolo XVIII.

319.Così ne resero conto i Soprastanti agli Scavi nella loro Relazione ufficiale dei lavori eseguiti dal 1 novembre al 31 dicembre 1868.«19 (novembre). Proseguendosi tuttora lo scoprimento della su cennata località, nella penultima di esse, accosto al muro esterno, ed all’altezza di circa quattro metri dal pavimento, si è rinvenuta una testa virile in marmo di grandezza naturale, scheggiata al naso ed alle orecchie...«24. Nella stessa località indicata il giorno 19, all’altezza di circa tre metri dal suolo, si è rinvenuta un’altra testa virile in marmo, anche di grandezza naturale, un poco scheggiata al naso, e mancante della parte anteriore del collo, ov’era stata restaurata dagli antichi, osservandosi un pernetto di bronzo che sosteneva il pezzo che manca.»Giornale degli Scavi.Nuova serie, n. 5, p. 119.

319.Così ne resero conto i Soprastanti agli Scavi nella loro Relazione ufficiale dei lavori eseguiti dal 1 novembre al 31 dicembre 1868.

«19 (novembre). Proseguendosi tuttora lo scoprimento della su cennata località, nella penultima di esse, accosto al muro esterno, ed all’altezza di circa quattro metri dal pavimento, si è rinvenuta una testa virile in marmo di grandezza naturale, scheggiata al naso ed alle orecchie...

«24. Nella stessa località indicata il giorno 19, all’altezza di circa tre metri dal suolo, si è rinvenuta un’altra testa virile in marmo, anche di grandezza naturale, un poco scheggiata al naso, e mancante della parte anteriore del collo, ov’era stata restaurata dagli antichi, osservandosi un pernetto di bronzo che sosteneva il pezzo che manca.»Giornale degli Scavi.Nuova serie, n. 5, p. 119.

320.Plutarco.Vita degli uomini illustri, vol. 4.Vita di Pompeo. Versione italiana di Gerolamo Pompei.

320.Plutarco.Vita degli uomini illustri, vol. 4.Vita di Pompeo. Versione italiana di Gerolamo Pompei.

321.Vell. Paterc. Lib. II; Plin.Hist. Nat.lib. VII, cap. 10.

321.Vell. Paterc. Lib. II; Plin.Hist. Nat.lib. VII, cap. 10.

322.Il Conte Cassi, parafrasando al solito, così rende questi versi del libro II. 728-730.Ma suo (della Fortuna) malgrado ancor se’ Magno. E mentreTe e la tua donna, e i figli tuoi percuoteUn bando indegno, in ogni cor dimoriCon pietosa memoria: e in quel che cerchiUn rifugio fra l’armi a’ tuoi penati.In sulla poppa stessa ove t’assidi,Esule glorioso, a te fan cerchioI Consoli, il Senato, Italia e Roma,E ovunque movi è a te seguace il mondo.

322.Il Conte Cassi, parafrasando al solito, così rende questi versi del libro II. 728-730.

Ma suo (della Fortuna) malgrado ancor se’ Magno. E mentreTe e la tua donna, e i figli tuoi percuoteUn bando indegno, in ogni cor dimoriCon pietosa memoria: e in quel che cerchiUn rifugio fra l’armi a’ tuoi penati.In sulla poppa stessa ove t’assidi,Esule glorioso, a te fan cerchioI Consoli, il Senato, Italia e Roma,E ovunque movi è a te seguace il mondo.

Ma suo (della Fortuna) malgrado ancor se’ Magno. E mentreTe e la tua donna, e i figli tuoi percuoteUn bando indegno, in ogni cor dimoriCon pietosa memoria: e in quel che cerchiUn rifugio fra l’armi a’ tuoi penati.In sulla poppa stessa ove t’assidi,Esule glorioso, a te fan cerchioI Consoli, il Senato, Italia e Roma,E ovunque movi è a te seguace il mondo.

Ma suo (della Fortuna) malgrado ancor se’ Magno. E mentre

Te e la tua donna, e i figli tuoi percuote

Un bando indegno, in ogni cor dimori

Con pietosa memoria: e in quel che cerchi

Un rifugio fra l’armi a’ tuoi penati.

In sulla poppa stessa ove t’assidi,

Esule glorioso, a te fan cerchio

I Consoli, il Senato, Italia e Roma,

E ovunque movi è a te seguace il mondo.

323.Id.Vita di Marco Bruto; vol. 5.

323.Id.Vita di Marco Bruto; vol. 5.

324.Id. ibid.

324.Id. ibid.

325.Ad Atticum; lib. XIV, ep. I.

325.Ad Atticum; lib. XIV, ep. I.

326.Paris, Librairie Hachette, terza ediz. 1874.

326.Paris, Librairie Hachette, terza ediz. 1874.

327.Nuova Serie n. 6, pag. 133.

327.Nuova Serie n. 6, pag. 133.

328.Appendice al Capitolo primo.

328.Appendice al Capitolo primo.

329.Volume I, pag. 38.

329.Volume I, pag. 38.

330.L’incendio vesuviano del 25 aprile 1872. Conferenza, ecc. — Napoli Stabilim. Tip. Partenopeo 1872.

330.L’incendio vesuviano del 25 aprile 1872. Conferenza, ecc. — Napoli Stabilim. Tip. Partenopeo 1872.

331.Il Piccolodi Napoli del 26 Aprile 1872.

331.Il Piccolodi Napoli del 26 Aprile 1872.

332.Incend. Vesuv.pag. 11.

332.Incend. Vesuv.pag. 11.

333.Napoli. Stamperia del Fibreno, 1873.

333.Napoli. Stamperia del Fibreno, 1873.


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