Chapter 6

(54)History of cristianyty from the birt of Christ to the extinction of paganism by Dan H.H. Milmann.

(54)History of cristianyty from the birt of Christ to the extinction of paganism by Dan H.H. Milmann.

(55)Lo stesso fatto si ripete per le tradizioni che servono di spiegazione al Zend-Avesta e che si fanno risalire allo stesso Zoroastro. (Cfr.Spiegel,Erân, pag. 365). Nella letteratura indiana i nomi degli autori dei principaliUpanishadssono del paro sconosciuti. “E deve essere così, nota l'illustre Max Müller, per questa sorta di opere; perocchè contengono trattati sulle più elevate questioni, i quali perderebbero ogni autorità se fossero presentati agli occhi del popolo come opera dell'immaginazione di un uomo.” (History of ancient sanskrit literature, ed. 2, pag. 327).

(55)Lo stesso fatto si ripete per le tradizioni che servono di spiegazione al Zend-Avesta e che si fanno risalire allo stesso Zoroastro. (Cfr.Spiegel,Erân, pag. 365). Nella letteratura indiana i nomi degli autori dei principaliUpanishadssono del paro sconosciuti. “E deve essere così, nota l'illustre Max Müller, per questa sorta di opere; perocchè contengono trattati sulle più elevate questioni, i quali perderebbero ogni autorità se fossero presentati agli occhi del popolo come opera dell'immaginazione di un uomo.” (History of ancient sanskrit literature, ed. 2, pag. 327).

(56)Avod, capo I, § 1.

(56)Avod, capo I, § 1.

(57)Questi, a nostro subordinato parere, dimenticano che il monopolio dello studio della legge non è, e non fu mai nell'indole della religione mosaica. Nei tempi biblici, sacerdoti e leviti non formarono mai una casta privilegiata —Lex major sacerdotio— ma costituivano la parte più dipendente e meno provveduta di tutta la nazione: “Tu non avrai alcuna eredità nella terra loro e non avrai parte fra loro” (Num.xviii, 20). Moltissimi profeti e dottori non appartenevano a caste sacerdotali o levitiche ma uscivano dalle infime classi del popolo. Nei tempi talmudici poi, la maggior parte dei più eminenti dottori non furono che umili artigiani: fabbricanti di tende o di sandali, tessitori, falegnami, conciatori, fornai, cuochi. Un presidente dell'accademia nominato in luogo di un altro, che era stato deposto per la sua insolenza, venne trovato da coloro che si recavano ad annunziargli la sua elezione, nero e sudicio fra i suoi mucchi di carbone; nè di ciò potrà meravigliarsi chi sappia essere scritto nel Talmud: “È bella la scienza religiosa accoppiata al lavoro; congiunti insieme salvano dal peccato. Scienza religiosa senza lavoro si perde e mena al male.”

(57)Questi, a nostro subordinato parere, dimenticano che il monopolio dello studio della legge non è, e non fu mai nell'indole della religione mosaica. Nei tempi biblici, sacerdoti e leviti non formarono mai una casta privilegiata —Lex major sacerdotio— ma costituivano la parte più dipendente e meno provveduta di tutta la nazione: “Tu non avrai alcuna eredità nella terra loro e non avrai parte fra loro” (Num.xviii, 20). Moltissimi profeti e dottori non appartenevano a caste sacerdotali o levitiche ma uscivano dalle infime classi del popolo. Nei tempi talmudici poi, la maggior parte dei più eminenti dottori non furono che umili artigiani: fabbricanti di tende o di sandali, tessitori, falegnami, conciatori, fornai, cuochi. Un presidente dell'accademia nominato in luogo di un altro, che era stato deposto per la sua insolenza, venne trovato da coloro che si recavano ad annunziargli la sua elezione, nero e sudicio fra i suoi mucchi di carbone; nè di ciò potrà meravigliarsi chi sappia essere scritto nel Talmud: “È bella la scienza religiosa accoppiata al lavoro; congiunti insieme salvano dal peccato. Scienza religiosa senza lavoro si perde e mena al male.”

(58)Gli Ebrei non sarebbero stati i soli fra i popoli orientali a diffidare dei commentatori. È notevolissimo su di essi, questo giudizio che ci vien proprio dalla terra classica dei commentatori: “Quello che è troppo oscuro lo tralasciano, e ti dicono: è cosa chiara; nelle cose chiare si perdono in infinite lungaggini, con gran paroloni, con molte chiacchiere che non fanno al caso, causano confusione a chi li sente: insomma tutti i commentatori imbrogliano le cose.” Così Bhojatâjâ nel commento al Pâtanjalam yogasutram (The yoga aphorisms, Calcutta, 1851, Bibl. Indica).

(58)Gli Ebrei non sarebbero stati i soli fra i popoli orientali a diffidare dei commentatori. È notevolissimo su di essi, questo giudizio che ci vien proprio dalla terra classica dei commentatori: “Quello che è troppo oscuro lo tralasciano, e ti dicono: è cosa chiara; nelle cose chiare si perdono in infinite lungaggini, con gran paroloni, con molte chiacchiere che non fanno al caso, causano confusione a chi li sente: insomma tutti i commentatori imbrogliano le cose.” Così Bhojatâjâ nel commento al Pâtanjalam yogasutram (The yoga aphorisms, Calcutta, 1851, Bibl. Indica).

(59)Israelitischen Annalendel dott.Jost, anno 3º, vol.i, pag. 143 etalibi.

(59)Israelitischen Annalendel dott.Jost, anno 3º, vol.i, pag. 143 etalibi.

(60)È un fatto costante l'antipatia degli Ebrei per le leggi codificate. Anche il Talmud, come vedremo, è ben lungi dall'aver forma di legge; è una raccolta di discussioni e non più, sicchè si può dire che il primo a dar forma di codice alla tradizione presso gli Ebrei, fosse il Maimonide, che del resto fu perciò aspramente criticato da molti ed anche ai nostri giorni da S. D. Luzzatto. (V.Israelitischen AnnalendiJost, Francoforte s. M. Annoiii, 1841, pag. 21 e 22). Se un giorno potrà stabilirsi che il divieto di scrivere la tradizione presso gli Ebrei, proveniva dal desiderio di lasciar aperta la porta a continue modificazioni della legge orale, senza scemarne il prestigio, sarà curioso trovare, in tanta differenza di tempi e di costumi, presso gli Ebrei, lo stesso sentimento che impedisce agli inglesi di codificare la loro costituzione, sicchè mantenendosi fedeli al loro vecchio adagioNolimus leges Angliae mutaricamminano pur sempre alla testa di ogniveroprogresso politico. Ed a questo proposito giovi, per completare il parallelo, far notare che l'assioma talmudico,la consuetudine sradica la legge, (Talmud Gerosol.,Bavà Mezià, capoviiin principio) è massima sempre viva in Inghilterra.

(60)È un fatto costante l'antipatia degli Ebrei per le leggi codificate. Anche il Talmud, come vedremo, è ben lungi dall'aver forma di legge; è una raccolta di discussioni e non più, sicchè si può dire che il primo a dar forma di codice alla tradizione presso gli Ebrei, fosse il Maimonide, che del resto fu perciò aspramente criticato da molti ed anche ai nostri giorni da S. D. Luzzatto. (V.Israelitischen AnnalendiJost, Francoforte s. M. Annoiii, 1841, pag. 21 e 22). Se un giorno potrà stabilirsi che il divieto di scrivere la tradizione presso gli Ebrei, proveniva dal desiderio di lasciar aperta la porta a continue modificazioni della legge orale, senza scemarne il prestigio, sarà curioso trovare, in tanta differenza di tempi e di costumi, presso gli Ebrei, lo stesso sentimento che impedisce agli inglesi di codificare la loro costituzione, sicchè mantenendosi fedeli al loro vecchio adagioNolimus leges Angliae mutaricamminano pur sempre alla testa di ogniveroprogresso politico. Ed a questo proposito giovi, per completare il parallelo, far notare che l'assioma talmudico,la consuetudine sradica la legge, (Talmud Gerosol.,Bavà Mezià, capoviiin principio) è massima sempre viva in Inghilterra.

(61)Lo stesso accade agli Indiani: una parte della loro letteratura non fu conservata che per tradizione orale: “Non si può farsi un'idea, dice Max Müller (Op. cit., pag. 501), delle potenti facoltà che acquista la memoria in un organismo sociale tanto differente dal nostro, quanto iParishadindiani lo sono dalle nostre Università. La forza della memoria, quale noi la vediamo e l'intendiamo, mostra come le nozioni che noi abbiamo dei limiti di questa facoltà siano del tutto arbitrarie. La nostra memoria fu da tempo remotissimo sistematicamente indebolita. Oggi ancora che i manoscritti non sono nè rari, nè cari, i giovani bramini non apprendono i canti dei Veda, i Brâhmana ed i Sutra se non per tradizione orale e mandandoli a memoria.” A queste osservazioni dell'illustre professore di Oxford aggiungeremo che oggi ancora nei paesi dove gli Ebrei studiano il Talmud non è difficile trovare giovanetti che lo sanno quasi intieramente a memoria, sicchè possono a prima vista trovare, in quella immensa e disordinata farraggine, il brano che da loro si richiede; sei o sette anni or sono tutti i giornali parlarono di un giovane ebreo di 25 anni, David Rosenfeld, di Minsk in Russia, che non soltanto sapeva tutto ilTalmuda memoria e poteva indicare in qual pagina si trovasse ogni frase che gli si accennava, ma aveva nello stesso modo presenti alla memoria i due vasti commentarii di quell'opera:RascìeTossafot. Ciò del resto non deve far meraviglia allorquando si pensa che nella Legge di Mosè sta scritto: “Tu li ripeterai ai tuoi figliuoli, e ne parlerai con essi, stando in casa, camminando per la via e coricandoti ed alzandoti.”

(61)Lo stesso accade agli Indiani: una parte della loro letteratura non fu conservata che per tradizione orale: “Non si può farsi un'idea, dice Max Müller (Op. cit., pag. 501), delle potenti facoltà che acquista la memoria in un organismo sociale tanto differente dal nostro, quanto iParishadindiani lo sono dalle nostre Università. La forza della memoria, quale noi la vediamo e l'intendiamo, mostra come le nozioni che noi abbiamo dei limiti di questa facoltà siano del tutto arbitrarie. La nostra memoria fu da tempo remotissimo sistematicamente indebolita. Oggi ancora che i manoscritti non sono nè rari, nè cari, i giovani bramini non apprendono i canti dei Veda, i Brâhmana ed i Sutra se non per tradizione orale e mandandoli a memoria.” A queste osservazioni dell'illustre professore di Oxford aggiungeremo che oggi ancora nei paesi dove gli Ebrei studiano il Talmud non è difficile trovare giovanetti che lo sanno quasi intieramente a memoria, sicchè possono a prima vista trovare, in quella immensa e disordinata farraggine, il brano che da loro si richiede; sei o sette anni or sono tutti i giornali parlarono di un giovane ebreo di 25 anni, David Rosenfeld, di Minsk in Russia, che non soltanto sapeva tutto ilTalmuda memoria e poteva indicare in qual pagina si trovasse ogni frase che gli si accennava, ma aveva nello stesso modo presenti alla memoria i due vasti commentarii di quell'opera:RascìeTossafot. Ciò del resto non deve far meraviglia allorquando si pensa che nella Legge di Mosè sta scritto: “Tu li ripeterai ai tuoi figliuoli, e ne parlerai con essi, stando in casa, camminando per la via e coricandoti ed alzandoti.”

(62)LaMischnàvenne pubblicata con una versione latina del testo e dei commentari di Maimonide e di Bartenora ed accompagnata da note di parecchi dotti, per opera del Surenusio in Amsterdam 1698–1703, volumi 6 in folio. Se ne ha pure cogli stessi commenti una versione spagnuola, Venezia, 1601, ed una tedesca ne pubblicò il Rabe in Anspach nel 1761.

(62)LaMischnàvenne pubblicata con una versione latina del testo e dei commentari di Maimonide e di Bartenora ed accompagnata da note di parecchi dotti, per opera del Surenusio in Amsterdam 1698–1703, volumi 6 in folio. Se ne ha pure cogli stessi commenti una versione spagnuola, Venezia, 1601, ed una tedesca ne pubblicò il Rabe in Anspach nel 1761.

(63)Tanàè verbo caldaico, corrispondente all'ebraicoScianàche valeinsegnare, sicchèTanaimvarrebbemaestricomeMischnàsignificainsegnamento.

(63)Tanàè verbo caldaico, corrispondente all'ebraicoScianàche valeinsegnare, sicchèTanaimvarrebbemaestricomeMischnàsignificainsegnamento.

(64)Voglia, signor lettore, notare che la legge orale di un popolo che vedremo più tardi accusato di disprezzare i lavori della campagna, si apre appunto con un trattato sull'agricoltura.

(64)Voglia, signor lettore, notare che la legge orale di un popolo che vedremo più tardi accusato di disprezzare i lavori della campagna, si apre appunto con un trattato sull'agricoltura.

(65)Nelle novelle di Giustiniano laMischnàè designata sotto il nome diδευτέρωσις(Cfr.Novella146, 1 eSant'Agostino,Contra adversar. legis et prophetarum,ii, 1). Questa parola greca che significaseconda legge, non traduce esattamente la parolamischnà. L'errore proviene dall'avere il verboscianàdue significati,insegnareeripetere, e dall'avere taluni creduto che in questo secondo significato anzichè nel primo si dovesse cercare l'origine della parolamischnà.

(65)Nelle novelle di Giustiniano laMischnàè designata sotto il nome diδευτέρωσις(Cfr.Novella146, 1 eSant'Agostino,Contra adversar. legis et prophetarum,ii, 1). Questa parola greca che significaseconda legge, non traduce esattamente la parolamischnà. L'errore proviene dall'avere il verboscianàdue significati,insegnareeripetere, e dall'avere taluni creduto che in questo secondo significato anzichè nel primo si dovesse cercare l'origine della parolamischnà.

(66)Abot, capoii.

(66)Abot, capoii.

(67)Bavà Metzià, 30, 6.

(67)Bavà Metzià, 30, 6.

(68)Peà, cap.i.

(68)Peà, cap.i.

(69)Chiduscim, 40, 6.

(69)Chiduscim, 40, 6.

(70)Ghittin, cap. 5, Mischnà, 8.

(70)Ghittin, cap. 5, Mischnà, 8.

(71)Il nome ditalmudderiva dal verbolamadapprendere, insegnare, quasi a dire: dottrina, insegnamento.

(71)Il nome ditalmudderiva dal verbolamadapprendere, insegnare, quasi a dire: dottrina, insegnamento.

(72)I professori S. D. Luzzatto e Graetz opinano, contro l'autorità del Maimonide, che tanto laGhemaràdi Gerusalemme, quanto l'altra di Babilonia non sieno state poste in iscritto che molti anni dopo la morte dei rispettivi compilatori. Come già osservammo a proposito dellaMischnàè questione controversa assai, ed a noi basti averla accennata.

(72)I professori S. D. Luzzatto e Graetz opinano, contro l'autorità del Maimonide, che tanto laGhemaràdi Gerusalemme, quanto l'altra di Babilonia non sieno state poste in iscritto che molti anni dopo la morte dei rispettivi compilatori. Come già osservammo a proposito dellaMischnàè questione controversa assai, ed a noi basti averla accennata.

(73)Sora, città della Mesopotamia, posta in una regione fertilissima, sui laghi formati dall'Eufrate, e di cui uno appunto era chiamato Sora. Rab, detto anche Abbà Areckha, vi stabilì una scuola importante, quella di Neardeà non potendo bastare per tutta la popolazione ebraica fra il Tigri e l'Eufrate. V.Neubauer,La Géographie et le Talmud, Parigi, 1868, p. 343.

(73)Sora, città della Mesopotamia, posta in una regione fertilissima, sui laghi formati dall'Eufrate, e di cui uno appunto era chiamato Sora. Rab, detto anche Abbà Areckha, vi stabilì una scuola importante, quella di Neardeà non potendo bastare per tutta la popolazione ebraica fra il Tigri e l'Eufrate. V.Neubauer,La Géographie et le Talmud, Parigi, 1868, p. 343.

(74)Heine giudicando, col suo istinto di poeta, il Talmud, che non aveva mai letto, definisce nelRomancero, l'Agadàun giardino, e l'Alachàuna sala di scherma.

(74)Heine giudicando, col suo istinto di poeta, il Talmud, che non aveva mai letto, definisce nelRomancero, l'Agadàun giardino, e l'Alachàuna sala di scherma.

(75)La lettura del Talmud, diceStern(Ueber den Talmud, Wurzbourg, 1875, p. 21), prova che i suoi compilatori sono a giorno della scienza contemporanea e che accolgono la verità dovunque si trovi. L'osteologia del corpo umano è spiegata nel Talmud in un modo quasi conforme ai portati della scienza attuale. Il Talmud spiega diverse asserzioni dellaMischnàmercè proposizioni geometriche che a quell'epoca dovevano essere note soltanto ad un piccolissimo numero di matematici. Il calendario elaborato da' dottori del Talmud può dirsi relativamente al tempo in cui venne compiuto, un vero capolavoro per l'abilità con cui seppero risolvere la duplice difficoltà che si parava loro dinanzi, evitare che alcune date feste non avessero a cadere in alcuni dati giorni della settimana, senza incorrere nell'altro gravissimo inconveniente di una soverchia disuguaglianza nella lunghezza degli anni. (Cfr.S. D. Luzzatto,Discorsi storico-religiosi, Padova, Crescini, 1870, pag. 16 e 17 in nota).

(75)La lettura del Talmud, diceStern(Ueber den Talmud, Wurzbourg, 1875, p. 21), prova che i suoi compilatori sono a giorno della scienza contemporanea e che accolgono la verità dovunque si trovi. L'osteologia del corpo umano è spiegata nel Talmud in un modo quasi conforme ai portati della scienza attuale. Il Talmud spiega diverse asserzioni dellaMischnàmercè proposizioni geometriche che a quell'epoca dovevano essere note soltanto ad un piccolissimo numero di matematici. Il calendario elaborato da' dottori del Talmud può dirsi relativamente al tempo in cui venne compiuto, un vero capolavoro per l'abilità con cui seppero risolvere la duplice difficoltà che si parava loro dinanzi, evitare che alcune date feste non avessero a cadere in alcuni dati giorni della settimana, senza incorrere nell'altro gravissimo inconveniente di una soverchia disuguaglianza nella lunghezza degli anni. (Cfr.S. D. Luzzatto,Discorsi storico-religiosi, Padova, Crescini, 1870, pag. 16 e 17 in nota).

(76)Jerusalem and Tiberias, Sora and Cordova, an Introduction to the study of Hebrew, Literature by J. W. Etheridge M. A. Ph. D.

(76)Jerusalem and Tiberias, Sora and Cordova, an Introduction to the study of Hebrew, Literature by J. W. Etheridge M. A. Ph. D.

(77)J. Salvador.Hist. des Institut. de Moise et du peuple Hebreu.Paris, Levy, 1862, tomeii, p. 311.

(77)J. Salvador.Hist. des Institut. de Moise et du peuple Hebreu.Paris, Levy, 1862, tomeii, p. 311.

(78)Blanqui,Hist. de l'Ec. Pol.Paris, 1860, vol.i, pagina 143.

(78)Blanqui,Hist. de l'Ec. Pol.Paris, 1860, vol.i, pagina 143.

(79)Imparziali sempre, non negheremo che vi siano nel Talmud sciocchezze puerili. Vi si discute quanti peli bianchi può avere una giovenca rossa, perchè si possa chiamar rossa; se il gran sacerdote doveva indossare prima una od altra parte dei suoi indumenti; se è lecito di sabato uccidere una pulce od un pidocchio; quando e come si possa mangiare un uovo fatto da una gallina in giorno festivo; ed altre simili insanità. Ma, di grazia, coloro che a siffatte questioni legarono il nome dibizantineerano ebrei? Passiam oltre dunque ridendo, perchè c'è di che ridere, ma ripetendo con Terenzio:Homo sum umani nihil a me alienum puto.

(79)Imparziali sempre, non negheremo che vi siano nel Talmud sciocchezze puerili. Vi si discute quanti peli bianchi può avere una giovenca rossa, perchè si possa chiamar rossa; se il gran sacerdote doveva indossare prima una od altra parte dei suoi indumenti; se è lecito di sabato uccidere una pulce od un pidocchio; quando e come si possa mangiare un uovo fatto da una gallina in giorno festivo; ed altre simili insanità. Ma, di grazia, coloro che a siffatte questioni legarono il nome dibizantineerano ebrei? Passiam oltre dunque ridendo, perchè c'è di che ridere, ma ripetendo con Terenzio:Homo sum umani nihil a me alienum puto.

(80)TrattatoSoferim.

(80)TrattatoSoferim.

(81)Franz Delitsch,Gesch. der jüd. Poesie, p.ix.

(81)Franz Delitsch,Gesch. der jüd. Poesie, p.ix.

(82)Revue Britannique, 1868, tomoi, pag. 424.

(82)Revue Britannique, 1868, tomoi, pag. 424.

(83)Op. cit., p. 451, nota n. 8 al cap.ii.

(83)Op. cit., p. 451, nota n. 8 al cap.ii.

(84)Cozri, discorsoiii.

(84)Cozri, discorsoiii.

(85)Non a caso, fra le stupide fole con cui si tentò, da fanatici imbecilli, disonorare la religione di Cristo, cito questa di Maria Lateau. Nel corso di questo lavoro dovremo occuparci di un tale professore dell'Università di Praga che colla stessa penna con cui sciolse anni sono un peana alla ciurmatrice belga va ora accatastando calunnie e menzogne contro gli Ebrei; ho nominato il famigerato prof. Rohling.

(85)Non a caso, fra le stupide fole con cui si tentò, da fanatici imbecilli, disonorare la religione di Cristo, cito questa di Maria Lateau. Nel corso di questo lavoro dovremo occuparci di un tale professore dell'Università di Praga che colla stessa penna con cui sciolse anni sono un peana alla ciurmatrice belga va ora accatastando calunnie e menzogne contro gli Ebrei; ho nominato il famigerato prof. Rohling.

(86)Maccot, cap.iii.

(86)Maccot, cap.iii.

(87)Saadia ben Josef, capo dell'Accademia di Sora, ed il più illustre fra gli ebrei delxsecolo, nella sua operaHaemunoth Vehadeothriconosce assieme alla scrittura ed alla tradizione l'autorità della ragione, proclama non soltanto il diritto, ma il dovere di esaminare la credenza religiosa, e dimostra come la religione, ben lungi dall'avere a temer la ragione, possa trovarvi un solido appoggio.MunkMelanges de phil. juive, p. 478.

(87)Saadia ben Josef, capo dell'Accademia di Sora, ed il più illustre fra gli ebrei delxsecolo, nella sua operaHaemunoth Vehadeothriconosce assieme alla scrittura ed alla tradizione l'autorità della ragione, proclama non soltanto il diritto, ma il dovere di esaminare la credenza religiosa, e dimostra come la religione, ben lungi dall'avere a temer la ragione, possa trovarvi un solido appoggio.MunkMelanges de phil. juive, p. 478.

(88)Nulla, più della storia del Talmud, giova a provare come la violenza sia impotente a combattere le idee. Il Talmud fu proibito in epoche nelle quali il divieto della Chiesa non si limitava, come ora, ad una platonica iscrizione nell'Index librorum prohibitorum. Giustiniano, nel 553 dell'êra nostra, lo proscrive, consacrandogli una intiera novella, lacxlvi. Il re di Francia, San Luigi, fece bruciare, nelle vie di Parigi, 24 carrettate di scritti talmudici. A Cremona, un monaco fanatico vantò di averne bruciato dodici mila esemplari. In un periodo di meno di cinquanta anni, durante la ultima metà del secoloxvi, il Talmud venne bruciato non meno di sei differenti volte e non ad esemplari isolati, ma in massa, a carra. Giulio III pronunciò il suo bando, contro quello che egli chiama erroneamente ilTalmud Gemaroth, nel 1553 e nel 1555; Paolo IV nel 1559; Pio V nel 1566; Clemente VIII nel 1592 e nel 1599. Pio IV autorizzandone una nuova edizione stipulava espressamente che sarebbe pubblicato col nome di Talmud.Si tamen prodierit sine nomine Talmud tolerari deberet.Ai tempi di Massimiliano imperatore, il dottissimo Reuchlin potè, soltanto dopo fierissima lotta, ottenere che non si assecondassero i voti di un Pfefferckorn, fanatico ebreo rinnegato, che eccitava l'imperatore a far bruciare tutti gli esemplari di questo libro. I particolari di questa strana contesa, che divise il mondo dotto di allora in due grandi partiti si possono leggere nelleEpistolae obscurorum virorum. Fino al principio del decimosettimo secolo la persecuzione verso i detentori di libri ebraici era spinta al punto che una famiglia di ebrei portoghesi stabilitasi a Londra, conserva tuttora preziosamente come una rarità ereditaria un esemplare della scrittura, stampato in caratteri romani anzichè in ebraici, perchè nei giorni oscuri della persecuzione bisognava ingannare i domestici cattolici sulla natura ed il contenuto del libro. Eppure malgrado tutto ciò le edizioni ed i manoscritti del Talmud ci pervennero in tanta copia, che una sola descrizione bibliografica di essi ci occuperebbe molte e molte pagine! È proprio il caso di esclamare, con Terenziano Mauro:Habent sua fata libelli.

(88)Nulla, più della storia del Talmud, giova a provare come la violenza sia impotente a combattere le idee. Il Talmud fu proibito in epoche nelle quali il divieto della Chiesa non si limitava, come ora, ad una platonica iscrizione nell'Index librorum prohibitorum. Giustiniano, nel 553 dell'êra nostra, lo proscrive, consacrandogli una intiera novella, lacxlvi. Il re di Francia, San Luigi, fece bruciare, nelle vie di Parigi, 24 carrettate di scritti talmudici. A Cremona, un monaco fanatico vantò di averne bruciato dodici mila esemplari. In un periodo di meno di cinquanta anni, durante la ultima metà del secoloxvi, il Talmud venne bruciato non meno di sei differenti volte e non ad esemplari isolati, ma in massa, a carra. Giulio III pronunciò il suo bando, contro quello che egli chiama erroneamente ilTalmud Gemaroth, nel 1553 e nel 1555; Paolo IV nel 1559; Pio V nel 1566; Clemente VIII nel 1592 e nel 1599. Pio IV autorizzandone una nuova edizione stipulava espressamente che sarebbe pubblicato col nome di Talmud.Si tamen prodierit sine nomine Talmud tolerari deberet.Ai tempi di Massimiliano imperatore, il dottissimo Reuchlin potè, soltanto dopo fierissima lotta, ottenere che non si assecondassero i voti di un Pfefferckorn, fanatico ebreo rinnegato, che eccitava l'imperatore a far bruciare tutti gli esemplari di questo libro. I particolari di questa strana contesa, che divise il mondo dotto di allora in due grandi partiti si possono leggere nelleEpistolae obscurorum virorum. Fino al principio del decimosettimo secolo la persecuzione verso i detentori di libri ebraici era spinta al punto che una famiglia di ebrei portoghesi stabilitasi a Londra, conserva tuttora preziosamente come una rarità ereditaria un esemplare della scrittura, stampato in caratteri romani anzichè in ebraici, perchè nei giorni oscuri della persecuzione bisognava ingannare i domestici cattolici sulla natura ed il contenuto del libro. Eppure malgrado tutto ciò le edizioni ed i manoscritti del Talmud ci pervennero in tanta copia, che una sola descrizione bibliografica di essi ci occuperebbe molte e molte pagine! È proprio il caso di esclamare, con Terenziano Mauro:Habent sua fata libelli.

(89)Gli Arabi, al tempo della loro dominazione in Ispagna non avevano del Talmud il triste concetto che ne hanno molti cristiani, e ciò per una buona ragione, che essi cioè lo conoscevano nella sua integrità, Rabi Joseph avendone, verso la fine delxsecolo, compiuta una traduzione in arabo per ordine del califo Haschem II. Fu forse per ciò che due secoli dopo molti fra gli Ebrei di Spagna avendo preteso negare ogni autorità al Talmud, e la questione essendo stata portata dinanzi al Re Alfonso VII, questi proscrisse quelli fra gli Ebrei che non volevano osservare le leggi talmudiche.Il Talmud era ancora troppo noto in Ispagna perchè lo si potesse calunniare impunemente! (Cfr.Basnage,Hist. des Juifs, librovii, cap.viii, t. 4, pag. 1611;Bartoloccius,Bibl. Rabb., t.iii;Davide,Ganz Tzemach David., p. 130;Jochassim, p. 126).

(89)Gli Arabi, al tempo della loro dominazione in Ispagna non avevano del Talmud il triste concetto che ne hanno molti cristiani, e ciò per una buona ragione, che essi cioè lo conoscevano nella sua integrità, Rabi Joseph avendone, verso la fine delxsecolo, compiuta una traduzione in arabo per ordine del califo Haschem II. Fu forse per ciò che due secoli dopo molti fra gli Ebrei di Spagna avendo preteso negare ogni autorità al Talmud, e la questione essendo stata portata dinanzi al Re Alfonso VII, questi proscrisse quelli fra gli Ebrei che non volevano osservare le leggi talmudiche.

Il Talmud era ancora troppo noto in Ispagna perchè lo si potesse calunniare impunemente! (Cfr.Basnage,Hist. des Juifs, librovii, cap.viii, t. 4, pag. 1611;Bartoloccius,Bibl. Rabb., t.iii;Davide,Ganz Tzemach David., p. 130;Jochassim, p. 126).

(90)Il celebre Alfonso de Candolle nella suaHistoire de la science et des savantscosì parla degli Ebrei: “Se l'Europa fosse abitata da soli Ebrei, avremmo uno spettacolo stupendo. Non più guerre, non più leso il sentimento morale, nè milioni d'uomini strappati alle industrie ed agli studi. I debiti degli Stati sarebbero minimi e quasi sconosciute le contribuzioni. Il culto fiorirebbe altamente. L'industria ed il commercio prenderebbero sviluppo assai maggiore. Pochi delitti. La forza non si impiegherebbe quasi mai. La ricchezza del popolo in generale si eleverebbe immensamente, mercè un intelligente e moderato lavoro congiunto a sana economia. Queste ricchezze servirebbero a spandere una carità senza limiti. La potestà religiosa, i ministri del culto non verrebbero mai a conflitto collo Stato.”

(90)Il celebre Alfonso de Candolle nella suaHistoire de la science et des savantscosì parla degli Ebrei: “Se l'Europa fosse abitata da soli Ebrei, avremmo uno spettacolo stupendo. Non più guerre, non più leso il sentimento morale, nè milioni d'uomini strappati alle industrie ed agli studi. I debiti degli Stati sarebbero minimi e quasi sconosciute le contribuzioni. Il culto fiorirebbe altamente. L'industria ed il commercio prenderebbero sviluppo assai maggiore. Pochi delitti. La forza non si impiegherebbe quasi mai. La ricchezza del popolo in generale si eleverebbe immensamente, mercè un intelligente e moderato lavoro congiunto a sana economia. Queste ricchezze servirebbero a spandere una carità senza limiti. La potestà religiosa, i ministri del culto non verrebbero mai a conflitto collo Stato.”

(91)Usiamo espressamente in questo caso la parola rinnegato anzichè quella di convertito, perocchè altrettanto ci sembrano degni di rispetto e di venerazione coloro che, mossi da profonda convinzione, abbandonano la fede avita per abbracciare quella che credono migliore, e si adoperan poi con mezzi di carità a procacciare ciò che essi reputano la salvezza morale dei loro antichi correligionari, altrettanto sentiamo disprezzo ed esecrazione per coloro che, da qualsivoglia sentimento mossi, scagliano calunnie contro la fede in cui sono nati ed in cui vissero i loro genitori. Ai convertiti come i Lehmann, i Ratisbonne, i Pasquali ogni onesto deve rispetto; ai rinnegati come il Medici, come il Padre Alfonso Spina, rettore dell'Università di Salamanca, il quale nelFortalitium fideiafferma — e niuno più di lui sapeva di mentire — che gli Ebrei perdono ogni mese una certa quantità di sangue, a tutti coloro infine dei quali il Talmud ha detto:Tal fiata si toglie dalla foresta un tronco per farlo manico a scure che ne abbatta tutti gli altri(Sanhedriniv), sia condegna mercede il fico di Giuda.

(91)Usiamo espressamente in questo caso la parola rinnegato anzichè quella di convertito, perocchè altrettanto ci sembrano degni di rispetto e di venerazione coloro che, mossi da profonda convinzione, abbandonano la fede avita per abbracciare quella che credono migliore, e si adoperan poi con mezzi di carità a procacciare ciò che essi reputano la salvezza morale dei loro antichi correligionari, altrettanto sentiamo disprezzo ed esecrazione per coloro che, da qualsivoglia sentimento mossi, scagliano calunnie contro la fede in cui sono nati ed in cui vissero i loro genitori. Ai convertiti come i Lehmann, i Ratisbonne, i Pasquali ogni onesto deve rispetto; ai rinnegati come il Medici, come il Padre Alfonso Spina, rettore dell'Università di Salamanca, il quale nelFortalitium fideiafferma — e niuno più di lui sapeva di mentire — che gli Ebrei perdono ogni mese una certa quantità di sangue, a tutti coloro infine dei quali il Talmud ha detto:Tal fiata si toglie dalla foresta un tronco per farlo manico a scure che ne abbatta tutti gli altri(Sanhedriniv), sia condegna mercede il fico di Giuda.

(92)Il dotto talmudista signor R. N. Rabinowitz di Monaco sta pubblicando un lungo lavoro intitolatoDikdukè soferimin cui riduce alla vera lezione i passi delTalmuddi cui si hanno varianti. Questo lavoro è il frutto del confronto da lui fatto non soltanto di infinite edizioni del Talmud, ma di quanti mss. gli fu dato confrontare nelle diverse biblioteche d'Europa. Il compimento di questa opera paziente è tanto più ardentemente atteso che il Talmud è ormai reso irriconoscibile dalle continue e spesso inintelligenti mutilazioni che vi introdussero i censori. La stessa edizione di Basilea 1578 che è fra le antiche la più nota e la più facile a trovarsi fu in siffatta guisa mutilata e snaturata per opera del censore Marco Marino da Brescia, da divenire in varii punti grottesca. Più integra, ma difficilissima a rinvenirsi, è l'edizione che ne diede il Bamberg a Venezia (1520–3) e che è la prima, dopo quella dei celebri Soncino, di cui non rimangono che pochi trattati. Chi volesse farsi un'idea di ciò che era negli scorsi secoli la censura dei libri ebraici, legga un articolo di Emanuele Deutsch, l'eminente conservatore delBritish Museum, nellaQuarterly Rewiewdi ottobre 1867, ed un altroUn curiosissimo incidente storicodel cav. Mortara a pag. 161 dell'Educatore Israelitadi Vercelli, anno 1862.

(92)Il dotto talmudista signor R. N. Rabinowitz di Monaco sta pubblicando un lungo lavoro intitolatoDikdukè soferimin cui riduce alla vera lezione i passi delTalmuddi cui si hanno varianti. Questo lavoro è il frutto del confronto da lui fatto non soltanto di infinite edizioni del Talmud, ma di quanti mss. gli fu dato confrontare nelle diverse biblioteche d'Europa. Il compimento di questa opera paziente è tanto più ardentemente atteso che il Talmud è ormai reso irriconoscibile dalle continue e spesso inintelligenti mutilazioni che vi introdussero i censori. La stessa edizione di Basilea 1578 che è fra le antiche la più nota e la più facile a trovarsi fu in siffatta guisa mutilata e snaturata per opera del censore Marco Marino da Brescia, da divenire in varii punti grottesca. Più integra, ma difficilissima a rinvenirsi, è l'edizione che ne diede il Bamberg a Venezia (1520–3) e che è la prima, dopo quella dei celebri Soncino, di cui non rimangono che pochi trattati. Chi volesse farsi un'idea di ciò che era negli scorsi secoli la censura dei libri ebraici, legga un articolo di Emanuele Deutsch, l'eminente conservatore delBritish Museum, nellaQuarterly Rewiewdi ottobre 1867, ed un altroUn curiosissimo incidente storicodel cav. Mortara a pag. 161 dell'Educatore Israelitadi Vercelli, anno 1862.

(93)Sanhedrin, fol. 38.

(93)Sanhedrin, fol. 38.

(94)Soferim, fol. 15, 10.

(94)Soferim, fol. 15, 10.

(95)Malgrado questo odio inesplicabile contro i medici il Talmud contiene nozioni preziose di medicina. (Cfr.Ginsburger,Medicina ex thalmudicis;Haller,Bibl. medica, lib. 2); questa scienza era da lungo tempo praticata dagli Ebrei. Oltre i precetti di igiene che occupano tanta parte nella legge di Mosè, l'Esodo pare accenni proprio in vari punti (xv, 26 —xxi, 19) all'esistenza di medici. Sotto i re, medicina e chirurgia fanno progressi. Salomone si occupa della ricerca delle virtù delle piante, e il libro dei Re ci mostra Isaia curare e guarire il re Ezecchia. L'uso del balsamo ed i medici son noti a Geremia (viii, 22): “Non vi è egli alcun balsamo in Galaad? non vi è egli alcun medico?” E ad Ezechiele (xxx, 21): “Figliuol d'uomo, io ho rotto il braccio di Faraone re d'Egitto; ed ecco non è stato curato applicandovi de' medicamenti, e ponendovi delle fascie per fasciarlo e per fortificarlo per poter tenere in mano la spada.” [Cfr.Prunelle,Discours sur l'influence de la médecine sur la renaissance des lettres(nota 3, p. 92);Salvador,Op. cit., p. 264;Pasqualigo,Della condizione delle mediche scienze presso il popolo Ebreo, Piacenza, Mancherotto, 1870]. Quanto poi gli Ebrei, malgrado lo strano anatema talmudico, coltivassero con profitto la medicina, è a tutti noto, come del paro è noto che nei primi secoli del Medio Evo, e prima che venissero in fiore le scuole di Salerno e di Montpellier, che del resto furono fondate principalmente da Ebrei, (cfr.Prunelle,Op. cit., p. 44 e 60, eAustruc,Hist. de la fac. de méd. de Montpellier, p. 14), essi furono quasi i soli ad esercitare l'arte salutare nel mondo allora conosciuto.

(95)Malgrado questo odio inesplicabile contro i medici il Talmud contiene nozioni preziose di medicina. (Cfr.Ginsburger,Medicina ex thalmudicis;Haller,Bibl. medica, lib. 2); questa scienza era da lungo tempo praticata dagli Ebrei. Oltre i precetti di igiene che occupano tanta parte nella legge di Mosè, l'Esodo pare accenni proprio in vari punti (xv, 26 —xxi, 19) all'esistenza di medici. Sotto i re, medicina e chirurgia fanno progressi. Salomone si occupa della ricerca delle virtù delle piante, e il libro dei Re ci mostra Isaia curare e guarire il re Ezecchia. L'uso del balsamo ed i medici son noti a Geremia (viii, 22): “Non vi è egli alcun balsamo in Galaad? non vi è egli alcun medico?” E ad Ezechiele (xxx, 21): “Figliuol d'uomo, io ho rotto il braccio di Faraone re d'Egitto; ed ecco non è stato curato applicandovi de' medicamenti, e ponendovi delle fascie per fasciarlo e per fortificarlo per poter tenere in mano la spada.” [Cfr.Prunelle,Discours sur l'influence de la médecine sur la renaissance des lettres(nota 3, p. 92);Salvador,Op. cit., p. 264;Pasqualigo,Della condizione delle mediche scienze presso il popolo Ebreo, Piacenza, Mancherotto, 1870]. Quanto poi gli Ebrei, malgrado lo strano anatema talmudico, coltivassero con profitto la medicina, è a tutti noto, come del paro è noto che nei primi secoli del Medio Evo, e prima che venissero in fiore le scuole di Salerno e di Montpellier, che del resto furono fondate principalmente da Ebrei, (cfr.Prunelle,Op. cit., p. 44 e 60, eAustruc,Hist. de la fac. de méd. de Montpellier, p. 14), essi furono quasi i soli ad esercitare l'arte salutare nel mondo allora conosciuto.

(96)Il Talmud stesso deplora talvolta queste discussioni interminabili che fanno considerare la legge come due leggi, ed altrove attribuisce queste controversie all'orgoglio dei dottori (Archives Israélites de France, annoi, 1840, pag. 586–587). A parer nostro queste controversie non sono che la conseguenza naturale dell'opinione che i rabbini esprimono con una delle solite iperboli, dicendo che la legge ha settanta faccie, ciò che vuol dire che ogni parola uscita dalla bocca di Dio è suscettibile di almeno settanta interpretazioni diverse; dottrina questa che il Santo Vescovo di Ippona accetta nelle sue confessioni; dove dice varii e numerosi essere i sensi della Scrittura. Se poniam mente oltre a ciò che i dottori del Talmud furono duemila e duecento otto, c'è da meravigliare che i trentasei trattati del Talmud che pervennero soli sino a noi, abbraccino soltanto (coi due commentarii più importanti; il Rascì e Tossafot) 2947 fogli, ripartiti in 12 vol. in foglio.

(96)Il Talmud stesso deplora talvolta queste discussioni interminabili che fanno considerare la legge come due leggi, ed altrove attribuisce queste controversie all'orgoglio dei dottori (Archives Israélites de France, annoi, 1840, pag. 586–587). A parer nostro queste controversie non sono che la conseguenza naturale dell'opinione che i rabbini esprimono con una delle solite iperboli, dicendo che la legge ha settanta faccie, ciò che vuol dire che ogni parola uscita dalla bocca di Dio è suscettibile di almeno settanta interpretazioni diverse; dottrina questa che il Santo Vescovo di Ippona accetta nelle sue confessioni; dove dice varii e numerosi essere i sensi della Scrittura. Se poniam mente oltre a ciò che i dottori del Talmud furono duemila e duecento otto, c'è da meravigliare che i trentasei trattati del Talmud che pervennero soli sino a noi, abbraccino soltanto (coi due commentarii più importanti; il Rascì e Tossafot) 2947 fogli, ripartiti in 12 vol. in foglio.

(97)Sanhedrin, fol. 58.

(97)Sanhedrin, fol. 58.

(98)Hiruvim, fol. 63.

(98)Hiruvim, fol. 63.

(99)Tomo 2, pag. 903.

(99)Tomo 2, pag. 903.

(100)Kamà, fol. 38.

(100)Kamà, fol. 38.

(101)Si allude qui al passo del Levitico (xviii, 5) dove è scritto: Osservate, dico, i miei statuti e le mie leggi, le quali chiunque metterà in opera vivrà per essi.

(101)Si allude qui al passo del Levitico (xviii, 5) dove è scritto: Osservate, dico, i miei statuti e le mie leggi, le quali chiunque metterà in opera vivrà per essi.

(102)Sifrà, sez.Acharè-Modverso la fine.

(102)Sifrà, sez.Acharè-Modverso la fine.

(103)Jevamot, 61 a.

(103)Jevamot, 61 a.

(104)Numerixix, 14.

(104)Numerixix, 14.

(105)VeggansiTossafod,Jevamod, fol. 61.Smemagheâgne l'opera del rabbinoMosè Kunchyed, intitolataBen Jochai, pag. 27.

(105)VeggansiTossafod,Jevamod, fol. 61.Smemagheâgne l'opera del rabbinoMosè Kunchyed, intitolataBen Jochai, pag. 27.

(106)Credo aver provato la falsità della accusa mossa al Talmud, ma se qualcuno riescisse proprio a convincermi, locchè non credo, che gli Ebrei consideravano gli altri popoli siccome bestie, risponderei che chi è senza peccato lanci la prima pietra, certo che non potrebbero lanciarla neppure i Cristiani. Trovo infatti nel dottissimo libro del signor Dumont:Justice criminelle des Duchés de Lorraine et de Bar, de Bassigny et des Trois Evêchés(Nancy, 1848, 2 vol. in 8º), questa curiosissima notizia. Dopo aver parlato delle leggi criminali contro coloro che si rendevano colpevoli di atti di libidine contro natura sulle bestie, soggiunge (p. 184, v.ii): “Ciò che si durerà fatica a credere è che a questa categoria di delitti venivano ascritti anche i rapporti naturali dei due sessi cogli infedeli, come per esempio Turchi ed Ebrei, per la ragione che la nostra santa religioneli considera come bestie, non per natura, ma per la loro durissima malizia, la Fede proibendo di conversare con loro ed a maggior ragione di giacere e di conversare carnalmente con essi loro.” Si noti che mentre la frase del Talmud rimaneva nella peggior ipotesitelum imbelle sine ictu, la disposizione benignissima che ho testè riferito conduceva a questa pratica applicazione. Siccome nel caso di bestialità, la bestia, strumento passivo, veniva bruciata assieme al colpevole, perchè, dicevano, bisognava annientare tutto quanto poteva rammentare un così orribile scandalo, così un'ebrea od una mussulmana anche se violentemente stuprata da un cristiano, doveva venir con esso bruciata! E dire che noi Europei, con questi esempi in casa nostra, osiamo tuttodì calunniare l'Islam e parlare di giustizia turca!

(106)Credo aver provato la falsità della accusa mossa al Talmud, ma se qualcuno riescisse proprio a convincermi, locchè non credo, che gli Ebrei consideravano gli altri popoli siccome bestie, risponderei che chi è senza peccato lanci la prima pietra, certo che non potrebbero lanciarla neppure i Cristiani. Trovo infatti nel dottissimo libro del signor Dumont:Justice criminelle des Duchés de Lorraine et de Bar, de Bassigny et des Trois Evêchés(Nancy, 1848, 2 vol. in 8º), questa curiosissima notizia. Dopo aver parlato delle leggi criminali contro coloro che si rendevano colpevoli di atti di libidine contro natura sulle bestie, soggiunge (p. 184, v.ii): “Ciò che si durerà fatica a credere è che a questa categoria di delitti venivano ascritti anche i rapporti naturali dei due sessi cogli infedeli, come per esempio Turchi ed Ebrei, per la ragione che la nostra santa religioneli considera come bestie, non per natura, ma per la loro durissima malizia, la Fede proibendo di conversare con loro ed a maggior ragione di giacere e di conversare carnalmente con essi loro.” Si noti che mentre la frase del Talmud rimaneva nella peggior ipotesitelum imbelle sine ictu, la disposizione benignissima che ho testè riferito conduceva a questa pratica applicazione. Siccome nel caso di bestialità, la bestia, strumento passivo, veniva bruciata assieme al colpevole, perchè, dicevano, bisognava annientare tutto quanto poteva rammentare un così orribile scandalo, così un'ebrea od una mussulmana anche se violentemente stuprata da un cristiano, doveva venir con esso bruciata! E dire che noi Europei, con questi esempi in casa nostra, osiamo tuttodì calunniare l'Islam e parlare di giustizia turca!

(107)Avod, 3, 19.

(107)Avod, 3, 19.

(108)N. 3 del 16 giugno 1883.

(108)N. 3 del 16 giugno 1883.

(109)Veggasi quanto su questo argomento scriveva tre secoli or sono il dottore Davide de Pomis (De Medico Ebreo,sectio septima): Cfr.Lampronti,Dizionario RitualeeBenedetto,Apologetica. Mantova, 1775.

(109)Veggasi quanto su questo argomento scriveva tre secoli or sono il dottore Davide de Pomis (De Medico Ebreo,sectio septima): Cfr.Lampronti,Dizionario RitualeeBenedetto,Apologetica. Mantova, 1775.

(110)Holin, fol. 13 b.

(110)Holin, fol. 13 b.

(111)Talmud Perck Helek, pag. 105. —Tossaftà, cap.xiii.

(111)Talmud Perck Helek, pag. 105. —Tossaftà, cap.xiii.

(112)Sanhedrin, 56 a.

(112)Sanhedrin, 56 a.

(113)Haghigà, 13, 1.

(113)Haghigà, 13, 1.

(114)Luzzatto,Teol. morale israelitica. Padova, Bianchi, pag. 27.

(114)Luzzatto,Teol. morale israelitica. Padova, Bianchi, pag. 27.

(115)Plantavitius,Florilegium rabbinicum, pag. 216, n. 1428.

(115)Plantavitius,Florilegium rabbinicum, pag. 216, n. 1428.

(116)Talmud,Tahanid, cap. 3. Chi ne avesse agio legga inParabole, leggende e pensieri raccolti dai libri talmudicidal prof. Giuseppe Levi, Firenze, Le Monnier, 1861, la novella di cui questa massima non è che la morale, e legga l'intiero libro chi vuol formarsi del Talmud un esatto concetto.

(116)Talmud,Tahanid, cap. 3. Chi ne avesse agio legga inParabole, leggende e pensieri raccolti dai libri talmudicidal prof. Giuseppe Levi, Firenze, Le Monnier, 1861, la novella di cui questa massima non è che la morale, e legga l'intiero libro chi vuol formarsi del Talmud un esatto concetto.

(117)Sabat,i.

(117)Sabat,i.

(118)Abotdi Rabbi Natan,xli.

(118)Abotdi Rabbi Natan,xli.

(119)Leggi Ripuarie, tit.xlvi;Montesquieu,Esprit des lois, libroxxx, cap. 20.

(119)Leggi Ripuarie, tit.xlvi;Montesquieu,Esprit des lois, libroxxx, cap. 20.

(120)Baraidà deribbi Ismael.

(120)Baraidà deribbi Ismael.

(121)Talmud Jerusalmì,Nedarim,ix.

(121)Talmud Jerusalmì,Nedarim,ix.

(122)Rabot, pag. 28, a.

(122)Rabot, pag. 28, a.

(123)Hillel fu, siccome è noto, illustre caposcuola del tempo di Erode.

(123)Hillel fu, siccome è noto, illustre caposcuola del tempo di Erode.

(124)Talmud,Trattato Sciabad, pag. 31. Cfr.Plantavitius,Flor., p. 261, n. 1393.

(124)Talmud,Trattato Sciabad, pag. 31. Cfr.Plantavitius,Flor., p. 261, n. 1393.

(125)Berescid Rabbà, cap. 24, Cfr.Genesi,v, 1.

(125)Berescid Rabbà, cap. 24, Cfr.Genesi,v, 1.

(126)Talmud,Jevamot, pag. 13.

(126)Talmud,Jevamot, pag. 13.

(127)Talmud,Hiruvim, fol. 41.

(127)Talmud,Hiruvim, fol. 41.

(128)Vedi fra i documenti.

(128)Vedi fra i documenti.

(129)Op. cit.

(129)Op. cit.

(130)Tanhumà, Sez.Scimini.

(130)Tanhumà, Sez.Scimini.

(131)Avod,ii. 5.

(131)Avod,ii. 5.

(132)Rabot, fol. 225, a.

(132)Rabot, fol. 225, a.

(133)Talmud,Berahot, fol. 2.

(133)Talmud,Berahot, fol. 2.

(134)Talmud,Sanhedrin, 98 b. Cfr., ib. 396 eMeguillà106.

(134)Talmud,Sanhedrin, 98 b. Cfr., ib. 396 eMeguillà106.

(135)Jalkut, pag. 20, 2.

(135)Jalkut, pag. 20, 2.

(136)Jalkut,Jeossua, fol. 9, 2.

(136)Jalkut,Jeossua, fol. 9, 2.

(137)Leon Modena,Rabiebreo da Venezia.Historia dei riti ebraici, Venetia,mdclxix. Appresso li Prodotti, p.ivexi, 109 e 110.

(137)Leon Modena,Rabiebreo da Venezia.Historia dei riti ebraici, Venetia,mdclxix. Appresso li Prodotti, p.ivexi, 109 e 110.

(138)Lettera inedita diS. D. Luzzatto, Padova, 26 dicembre 1836; inVessillo Israelitico, ottobre 1876, p. 325.

(138)Lettera inedita diS. D. Luzzatto, Padova, 26 dicembre 1836; inVessillo Israelitico, ottobre 1876, p. 325.

(139)Da una circolare con cui ordina le preghiere d'uso per l'inaugurazione dei lavori parlamentari nell'anno 1876.

(139)Da una circolare con cui ordina le preghiere d'uso per l'inaugurazione dei lavori parlamentari nell'anno 1876.

(140)Paolo Medici,Riti e costumi degli Ebrei confutati. Venezia, Bartoli,mdccxlvi.

(140)Paolo Medici,Riti e costumi degli Ebrei confutati. Venezia, Bartoli,mdccxlvi.

(141)Medici,op. cit., pag. 101–102.

(141)Medici,op. cit., pag. 101–102.

(142)Più esattamenteTahanid, 27, 2.

(142)Più esattamenteTahanid, 27, 2.

(143)Op. cit., pag. 129.

(143)Op. cit., pag. 129.


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