Cap. VIII.

Cap. VIII.L'Intolleranza di alcune Leggi, e la superstizione di certi popoli, hanno entrambe fin qui sempre delusi gli sforzi della filosofia ad un tale riguardo.È cosa ormai troppo generalmente esperimentata che l'ignoranza, e la schiavitù sono fatte per rendere gli uomini ad un tempo medesimo perversi, e disgraziati; siccome l'esperienza concorre parimenti a dimostrarci, che le scienze, la ragione, e l'amplia libertà delle Coscienze possono sole emendare i loro errori, e renderli felici. Ma quando si troncano loro i mezzi di avanzarsi nell'una, di usare dell'altra, di profittare dell'ultima, a che servono mai le risorse de' talenti i più elevati, nè lo stimolo ancora il più pressante di qualunque perspicace disposizione, sia per correggere i propri travviamenti, sia per aspirare al solido possesso di una felicità imperturbabile? Noi fin quì, per reiterate volte riprovammo, èvero, la depravata educazione dell'ebreo Italiano specialmente, la sua ripugnanza per le scienze, e la torpida pigrizia che desso apparve sempre dimostrare per lo sviluppo delle sue proprie facoltà intellettuali; ma dicasi di grazia francamente la genuina colpa che gli fa essere tali, è dessa forse tutta di questi? E quando ancora l'individuo Israelita mostrato avesse qualunque forte declivio per coltivare i suoi talenti, e illuminare il suo spirito, i quale maniera avrebb'esso potuto effettuarlo giammai con ottimo successo? Ogni specie di scuola di scienze, o di arti liberali era chiusa per esso lui, qualunque Letteraria Instituzione gli era vietata, per tutto ei non trovava che ostacoli tenaci e ineluttabili tendenti ad abrutirlo, ed a farlo allontanare dall'acquisto di quelle utili, e necessarie cognizioni che ogni ente dotato di ragione ha diritto di pretendervi. E se anche qualche ebreo dovizioso avido di fare instruire i propri figli avesse tentato in parte superarli, provvedendosi di un abile maestro nella propria sua casa, quanti altri disordini non gli restavano a riparare, quanti funesti argini a vincere? O il metodo delle sue lezioni era inesatto o esso procurava malignamente di tenere allo scuro l'infelice scolare delle cognizioni le più urgenti ad acquisire, e le più proficue a ritenere; o egli usava di ogni artifizio proditorio per indurlo, o colla persuasione, o colla violenza, o coll'inganno ad abjurare la religione de' suoi avi, ed attirarlo quindi alla sua fede(61); aveano un bel declamared'accordo la filosofia, e la natura contro questi abusi tirannici, esecrabili, antisociali; essi erano frattanto autorizzati, e protetti dalle barbare leggi che gli facevano, con violenza ovunque valere: si sa bene, d'altronde, che il sovrano forma il popolo, e le leggi fanno i suoi Costumi(62).E quale meraviglia dunque se gli ebrei a' quali un barbaro destino avea dato per patria il Piemonte, Modena, la Romagna, il Parmigiano, o qualche altro angolo tenebroso dell'Italia, erano sì alieni dallo studio delle scienze, si poco inerenti alla coltura dello spirito, ma tutti dediti, al contrario, al lucro, al Commercio, e sovente forse anche all'usura. E come potevano quelli mai non essere tali, soggetti quali gli erano agl'infamanti statuti de' superstiziosi regnanti di Savoia, alle condizioni antisociali della sede apostolica romana, ed alle insensate Leggi degradanti di vari altri regoluzzi dell'Italia? Perche mai gli ebrei, non dirò già i Francesi, gl'Inglesi, i Tedeschi, i Prussiani, e gli Olandesi i quali hanno la felicità di vivere sotto que' limpidi Cieli dove non alligna giammai quella densa caligine da cui mirasi adombrato fatalmente l'orizzonte dell'Italia; ma gli ebrei abitatori della Toscana contano fra essi anche a' nostri giorni de' medici periti, degli abili chirurgi, degli energici poeti, degli ottimi Letterati che inutilmente si cercherebbero fra gli altri? Ciò avviene per che questi avevano per loro sovrano un Leopoldo il quale conoscendo perfettamente l'intimo prezzo dell'umana ragione, e convinto che unicamente sullo sviluppo di essa è basata la vera gloria del Regnante, e la felicità del vassallo, ricusare non le potea i suoi diritti qualunque ne fosse il possessore sia che si nomasse Giovanni, opure Abramo; quando gli altri all'opposto,ignorandone il valore, o prendendo la demenza per ragione, o la riguardando come superflua nell'ebreo, ovvero come affatto incapace di averne, chiunque fosse alieno, o separato dalla loro Comunione(63); e di ciò.Inoltre sotto quel Principe Filosofo, più dedito ad accrescere di proseliti alla virtù, che premuroso di reclutare anime per la fede(64), gli ebrei cheavevano la sorte di essergli sudditi potevano chiamarsi Cittadini, quando, all'opposto, altro non erano che miseri abitanti tollerati sotto l'impotente regime degli altri zelanti devoti della vergine, e nemici accaniti del genere umano; sempre intenti ad usare di ogni mezzo che la violenza, e l'inganno potevano fornire affine di svellere l'individuo Israelita dalla credenza de' suoi progenitori, e da' ten[eri] amplessi dell'innocente sua famiglia di cui esso era la guida, ed il sostegno per farne un Catecumeno (vedi l'annot. 61.) E quale impressione dovevano mai fare gli esempi si funesti, e si ributtanti nell'animo de' popoli? Questi seguitavano certamente con macchinale sommissione le infami traccie medesime de' lorocristianissimipadroni. E allora che lo stendardo criminoso della superstizione, dell'Intolleranza, si spiegò impunemente contro quelli sventurati che gemere si facevano sotto le vessazioni le più crudeli, dopo di avere per infinite volte futilmente tentato di cancellarli dalla categoria di esseri umani, per renderli abrutiti come ci riuscirono, pur troppo in molte parti, ed in tante guise differenti(65).Or in seguito delle innegabili verità esposte, quale fondata risorsa, domando, potrà dunque restare ad un orda sciagurata profuga, e dispersa quà, e là sulla superficie della terra, senza patria, senza amici, di cui l'industria era di continuo in lotta colle più acerrime calamitose peripezie, la virtù screditata, cambiati i costumi, ed i talenti sospetti(66)? E vi saràegli ancora che osi ricercare di proposito, perche sì alieno apparisse l'ebreo Italiano fino ad oggi allo sviluppo delle sue proprie facoltà intellettuali, sì straniere cogli altri popoli, e sì poco merente al fasto, ed alla gloria? Se alcuno per accidente ve n'ha, rivolgere si potrebbe a tutte le differenti nazioni che abitano la terra presso le quali esso ritroverebbe agevolmente la positiva soluzione di simile problema, per tante replicate volte agitato, e tutta via oscuro, e impercettibile per l'uomo. D'altronde, troppo evidente, che l'intolleranza e la superstizione vi ebbero gran parte(67)se non nefurono almeno la sola, e l'immediata cagione(67).Ma senza più oltre divagare col pensiere fra le ipotesi, e le congetture, che non tutte le volte ci conducono al vero; si può in ultimo conchiudere, col soccorso dell'esperienza, che rare volte inganna, che lospirito di setta, per l'ordinario, non si alimenta che di oppressioni, e finisce coll'eccesso diesaltarsi in un trasporto di maniaco entusiasmo, e di pericoloso fanatismo, il quale sovente gli fa perdere infine in un istante tutti que' proseliti che lo snaturato suo zelo attirati avea nel suo grembo in dieci secoli. In prova convincente di questa verità io ne attesto le terribili dissenzioni scismatiche suscitate già ne' secoli decorsi daNestorio, daGiuliano, daArrio, daHus, daWiclef, daLutero, daCalvino, e da pochi altri denominatiapostativolgarmente, come in chiari sensi ho altrove dimostrato(A), i quali benchè altro non facessero a fondo che opporre assurdi nuovi a' vecchi assurdi, ridussero frattanto l'intero cattolicismo quasi all'estremo periodo di una totale irreparabile dissoluzione; questi scismi, dico, sarebbero essi mai forse accaduti, se i fautori del cristianesimo in vece di allarmarsi contro di essi, e le loro differenti opinioni, avessero tentato di persuadere gli uni colla ragione, convincere le altre con quello spirito dicarità, e d'indulgenza, che sempre vollero esclusivamente attribuirsi, e che vantano sovente fino alla nausea,ne saprei per veritàsopra quale base(68)?E l'Israelismo se predominato esso pure non fosse stato un tempo dalla smania esecrabile di persecuzione quanti scismi avrebbe un tal popolo soffocati ancora, quante dissenzioni prevenute che accelerarono infine la sua caduta estrema, e resero sì lungo tempo durabile nel mondo il suo triste avvilimento, e la sua penosa dispersione? Prescindendo da tanti scismi de' quali abbiamo diffusamente ragionato altrove (T. 1.) suscitati nell'antica sinagoga, la moderna potrebbe oggi annoverare unBen Israel, unBen Eliahu, unUriel Accostacon tutta la vastissima Setta del Caraismo per la qualesi dichiararono, e sovra di ogni altro essa vanterebbe attualmente il possesso di uno Spinosa che al pari de' Maimonidi, de' Chimhi, degli Abenesdra, degli Abravanel, e de' Menasse Ben Israel avrebbe consolidato il decoro di questo Popolo che l'ortodossa persecuzione dell'età dell'ignoranza faceva penuriare di uomini scienziati; ma le furibonde oppressioni degli stessi zelanti connazionali, alimentate dall'intolleranza rabbinica fecero perdere a quella nazione, unitamente a tanti celebri Letterati, il più insigne filosofo che avesse potuto giammai forse vantare dal secolo dell'EgregioRambamfino al presente.Dal che può illativamente dedursi quanto l'intolleranza resti delusa nelle insensate mire che si prefigge, e come avvenga ch'ella stessa inghiotta la massima parte della sua letale preparazione, poichè l'insana fierezza che la trascina ciecamente a violentare le opinioni degli uomini per renderli fautori del suo partito, gli allontana intieramente, non solo, ma gli trasforma sovente in atei, e gli fa presso che sempre miscredenti alla rinfusa di tutto, cioè, non meno di quello che abominare si dovrebbe, come pregiudicevole, o assurdo, che di ciò che ammettere ci è duopo come necessario, e salutare(69); nè dee recarci stupore che di tantosia capace quell'orrida produzione dell'umana demenza, se ci faremo a riflettere anche di slancio che le opinioni fra gli uomini tanto più divengono forti, e dilatate, quanto sono più tenaci le persecuzioni che si esercitano per costringerli a rinunziarvi. Quale infame vittoria! Quali odiosi trofei(70)!Ma se la religione (mi si permetta d'interrogarvi entrambi) come ciascuno di voi con tutta forza insiste, e come il filosofo stesso ne conviene di buon grado, non fu accordata agli uomini che ad oggetto solo di riunirli, donde dunque procede che dalla Religione medesima, veggiamo sorgere appunto quelle acerrime dissenzioni, e que' furibondi partiti che inaspriscono i cuori, che abrutiscono l'uomo, rendendolo sì sovente il manigoldo crudele del proprio suo simile, ed eternizzano fra i popoli lo spirito irascibili di astio, e di vendetta inconciliabili(71)? Inoltre oserei anche soggiugnereammettendo, come dobbiamo, che una si fatta religione sia un dono assoluto dell'Autore della natura, per che dunque violentare uno straniere adottarla, mentre tale per se medesima essendo, impossibile gli riesce di sentirne la possanza, di apprezzarne l'intimo valore, di gustarne i vantaggi, senza l'immediata predilezione del donatore? A quale oggetto dunque sempre turbolenti e inquieti empiere il mondo di furori, e di eccessi per tormentare chi non vi nuoce, e per erigere l'edifizio di una setta sulle calamità di un altra, che se della vostra il caso la renderà forse più debole per ispignervi ella sarà senza dubbio, più forte per l'attaccamento a' suoi principj, per commiserarvi, e per soffrire con decisa inalterabile fermezza le vostre ingiurie?Non est religionis cogere religionem, quæ sponte suscipit debet, non vi: scrivea Tertulliano a Scapola governatore di Africa, il quale ferocemente perseguitava i Cristiani(72).E quante altre ricerche di tale fatta non si potrebbero qui avanzare ad un simile proposito in eterna confusione de' perturbatori delle coscienze, e delle religiose opinioni? Se io mi proponessi di abbandonare il soggetto interessante di cui mi occupo attualmente ed in sua vece mi prefiggessi di rediggere quì l'Istoria spaventevole delle tante inumane persecuzioni che lo zelo irrazionale di un apparente religione ha fatto in ogni secolo suscitare nelle quattro parti dell'universo, vi si vedrebbe ora gli uni, ora gli altri, quando superbi, e quando vili, ma sempre feroci per sostenere la propria causa, perseguitati, e persecutori alternativamente(73): tantifilosofi distinti aveano un bel declamare contro questa massima detestabile, ad ogni riguardo, che fa fremere la natura; essi non erano ascoltati, e frattanto il cruento furore di persecuzione profondevasi ovunque, divenuto già era l'arbitro dominatore della terra, al di cui cenno solo illaqueato restava il cuore di ogni mortale; l'uso sterminatore infine, s'introdusse così generalmente in sistema, sul quale tutte le nazioni pretesero in seguito fondare i loro particolari diritti di dovere non solo sterminare i così detti da quelli apostati, cioè gli uomini che conoscono l'intima estimazione della ragione e che ne sono guidati, ma quelli altresì che osavano giustificarli, o che tentavano di risparmiarli alla falce crudele de' devoti che ne erano in agguato per mietere la preda, e quindi a braccio armato distruggersi l'una l'altra mutuamente senza idea di pietà, nè di riserva(74).Mi si condoni, di grazia, una soverchia digressione, che la verità, e la giustizia mi eccitarono quì a dovere fare in loro tributo, onde rendere meglio contestato il grave torto che ad esse fanno sconsigliatamente i popoli della terra aggravando gli ebrei di que' difetti de' quali la minima colpa forse è la loro, altro questi non essendo realmente che l'opera dell'Intolleranza, e del fanatismo, che tutti gli spiega, e gli comprende:nous avons le pouvoir en mains, dice l'eloquenteMirabeau,nous l'avons toujours eu, c'etait donc, & c'est encore à nous à guerir le Juif de ses préjujés, qui sont notre ouvrage, en nous dégouillant des nôtres(Reflex. Polit. des Juifs. p. 71.). verità che infiniti esempi concorrono a provarci d'accordo, e che io propongo di rendere con evidenza più sensibile dimostrata ne' capitoli che debbono immediatamente seguitare.(61)Fra le tante pratiche detestabili conosciute e autorizzate ne' secoli di barbarie, e d'ignoranza dal Cattolico romano specialmente sotto il Cielo dell'Italia, una si era quella di abilitare qualunque siasi persona di questa Setta a conferire a' non cattolici l'immersione batezzimale fin anche a' bambini entro la Culla. Infatti quante volte si vide in questacristianissimaregione i più oscuri individui dell'uno, ed altro sesso della feccia del popolo, ed anche i più ignoranti non solo, ma i più infami, e lordati di esecrabili delitti introdursi furtivamente nelle case degli ebrei con un ampollina di acqua mistica preparata per tale oggetto, e quindi battezzarvi a nome della Trinità i bambini anche nelle fascie: avevano un bel declamare Giovanni, Bernardo, Tertulliano, Lattanzio, ed il Gesuita Mariana, cheNihil tam est voluntarium quam religionem profiteri in qua, si animus adversus est, jam sublata, jam nulla est: volendo con ciò tutti d'accordo probabilmente inferire che la violenza forma i falsi devoti, non i veri credenti. Ma frattanto le pie istituzioni cristiane autorizzavano senza riserva si fatte violenze brutali, di cui cercherebbero invano le tracce presso que' popoli ancora che l'Istoria ci rappresenta i più feroci, ed i più insensati.(62)Non v'ha che l'Istoria la quale possa dare a questo sentimento il grado di certezza che gli conviene; essa ci dimostra in mille foggie come il destino delle nazioni dal solo Carattere omogeneo del sovrano che le governa unicamente dipende, nella guisa che i costumi delle medesime saranno sempre ciò che vogliono le leggi alle quali sono quelle sottommesse. Perche mai i popoli della Spagna, e del Portogallo furono sempre, e si conservano tuttavia sì feroci, sì fanatici, e ignoranti? Ciò è per che tali erano appunto coloro da' quali erano essi quattr'anni avanti governati, e per che lo spirito delle loro antiche Leggi non era in massima rivolto che a confermarli viemaggiormente nello stato deplorabile medesimo in cui oggi si scorgono. Perche mai gl'Inglesi, ed i francesi sono attualmente le due nazioni le più civilizzate, e le più colte dell'universo? Quest'è per che i primi sono diretti da Leggi le quali non inspirano che lumi, tolleranza, e disinganno, e perchè gli altri sono felicemente governati da un monarca filosofo, che sarà sempre mai il modello de' Regnanti della terra, ed il più prezioso monumento de' secoli avvenire.(63)Questo è un difetto che da uomo illuminato non può assolutamente compatirsi agl'Italiani senza indignazione; quando loro si parla di alcuni uomini scienziati, i quali si sono distinti superiormente in qualche ramo di coltura nell'una, od altra Città di Europa, essi non esitano tosto di ricercare se sono buoni apostolici romani, se sono pii, e zelanti ortodossi; ma se per avventura loro si dice, che questi sono Giansenisti, Riformati, arabi, o ebrei, allora presso di essiLe Clerkpassa per uno stupido,Bayleun forsennato,Elvezioun mentitore,Averoeun visionario, e il rabbinoLeon di Modenaun ignorante; la loro fantasia sovvertita dall'illusione dal fanatismo gli trascina miseramente fino all'eccesso deplorabile di opinare che non solo non debbasi essere dotti, ed instruiti di sorte alcuna, non appartenendo alla loro setta, ma che non si possa avere senso comune da quando uno è straniere a' loro dogmi, e separato dalla loro Comunione. Quale orribile infamia!(64)Tutta la Casa Medici di Toscana che precedette di circa mezzo secolo nella sovranità di quel Ducato Leopoldo di cui parliamo, non occupavasi di altro che di fare carpire de' bambini ebrei per battezzarli, ed in mancanza di questi essa non lasciava mezzo intentato, affine di attirare al medesimo partito non solo gli adulti, ed i provetti, ma ancora i più spregevoli individui di questa nazione i quali scevri affatto sovente di ogni mezzo di risorsa adescati dalle moltiplici lusinghe, promesse di lucro d'impieghi, o di onori che loro non mancavano di far sedotti da qualche tenue moneta che aveasi l'accortezza di offrire loro anticipatamente, cadevano finalmente a ricevere l'immersione battezimale: ma siccome non conosceva questa per base, che lo stimolo pressante del bisogno, o l'eccesso della disperazione, ovvero la remota speranza di un vantaggio futuro, così cessato il primo, instigata la seconda, e svanita la fiducia nell'ultimo, essi vi rinunziavano interamente, riassumendo il pubblico esercizio della loro credenza natia. E gl'innumerabili catecumeni che lo zelo fanatico di Ferdinando di Parma ha reclutati così p[ure] per la gregge apostolica romana non ebberocertamenteun successo migliore.(65)Prescindendo dal tirannico Decreto con cui il Re Sigebut obbligò gli ebrei domiciliati in Ispagna a farsi Cristiani sotto pena d'uscire dallo stato (Isid. HispalensChronpag. 396. 402. Concil. Tolet. IV. Can. 37. Quæst. 1.); e dall'altro non meno spietato di Dagobert 1. il quale risolvette di estirpare il Giudaismo dalla Francia, e comandò conpubblicoeditto che gli ebrei venissero battezzati, in difetto banditi con pena di morte, sepiùrientravano nel paese, e da tanti altri feroci Decreti simili, che non attentavano a meno che a distruggere onninamente dalla Categoria de' viventi il nome d'Israel, leggasi ilCap. IX.susseguente con tutte le annotazioni che vi si contengono e noi avremo sufficienti motivi di raccapricciare osservandoci a quale eccesso la barbarie degli uomini si lascia trucemente trasportare a tale riguardo.(66)Non abbiamo che richiamare tutto ciò che a questo riguardo fu già da noi di proposito ragionato nella nostraIntroduzione Preliminareper restarne quanto è duopo ampliamente convinti che gli ebrei in generale avranno in ogni epoca, e per tutto una giustificazione valida, e molto bene fondata della loro Condotta infaccia della società, in quella delle Leggi alle quali sono i medesimi soggetti, e nelle moltiplici barbare maniere differenti di procedere verso di loro di que' popoli fra i quali essi vivono.(67)L'Intolleranza non va quasi mai disgiunta dalla superstizione; l'una forma la base della tirannia, l'alimento dell'altra è l'ignoranza; queste sono entrambe fra d'esse concordi, e inseparabili, per cospirare insieme la depravazione de' popoli, e lo sterminio della specie umana. Il popolo ebreo ha per lungo tempo risentiti sopra la terra gli orrori dell'una, e le calamità dell'altra; lo spirito persecutore che deriva da questa, non si vide mai allignare presso un popolo umano, colto, e sviluppato; siccome i sentimenti feroci che inspirati vengono da quella non furono mai l'appannaggio d'un monarca giusto, e illuminato. Federigo Secondo era filosofo, e per ciò il più tollerante de' sovrani: gli Spagnuoli, e i Portoghesi sono superstiziosi, e ignoranti e quindi nemici persecutori inesorabili di tutti coloro che non pensano com'essi, e per conseguenza i più intolleranti di tutti i popoli. In Prussia, in Batavia la prosapia d'Israel ritrovò protezioni, umanità, giustizia: in Ispagna, e in Portogallo, roghi, confische, proscrizioni, massacri. Io lascio a' sensati fautori della ragione il trarre le giuste induzioni da sì odioso confronto.(A)ved. L.annot. 88.dlT. II.delleNot. Campe.(68)La Religione degli ebrei Talmudisti de' nostri tempi è appunto ciò che era la Cattolica nel suo nascere. Allorchè i Cristiani erano in ristretto numero, ignoranti, poveri, e soggetti agli stati stranieri, non parlavano che d'umiltà, e di pazienza, non ispiravano che la tolleranza, ed il candore; ma dal momento che il loro numero si accrebbe, essi predicarono ferocemente ovunque l'intolleranza, divennero sanguinarj, ambiziosi, e inesorabili, come diverebbero precisamente gli ebrei, se ne avessero il necessario potere per eseguirlo: chi potrebbe in simile caso trattenere il loro accanito furore, e la loro religiosa intolleranza? Se gli ebrei potessero fare risorgere dalle tombe i lorounti teocraticiantichi di quali eccessi religiosi non sarebbero essi mai capaci, specialmente contro i loro stessi connazionali, se alcuno fra questi vi fosse il quale dotato di lumi sufficienti tentasse di svellerli all'inganno e di rischiarare la loro abbacinata ragione? Si vedrebbero a mano armata combattere tutto ciò che potesse fare contrasto a' venefici progressi della loro superstizione nel modo appunto che i cattolici fecero al primo cambiamento propizio di loro Crise, allorchè col ferro, e coll'intrigo tentarono la distruzione universale del Paganesimo, e costrinsero i frisoni, i sassoni e quasi tutto il nord ad abbracciare il loro vangelo quindi allora si vedrebbe l'ipocrito zelo di taluni farisei moderni rinnovare sopra la terra que' feroci supplizi medesimi già in uso presso gli antichi contro di coloro ch'essi distinguevano coll'odioso attributo di (Kofferim)eretici. In una parola finalmente se i cristiani, solea direBelarmino, non detronizzarono iNeroni, iDiocleziani, e tanti altri simili Principi che non favoreggiavano troppo lo stabilimento della loro setta, non è già per che non ne fossero avidamente disposti, ma per la sola cagione della deficenza di forze opportune ad effettuarlo; quindi l'esperienza ci contesta in mille incontri, che non hanno i medesimi esitato lungamente a farne uso da quando essi hanno potuto.(69)L'esempio percuotente dello stesso Spinosa n'è una prova certa, e irrefragabile; questo filosofo ebreo mentre vivea fra i di lui connazionali in Amsterdam sua patria ebbe a lottare colle più barbare vessazioni per parte de' medesimi, per che la mente peregrina di questo genio sublime non potea contenersi dal reprimere gl'innumerabili abusi riguardati da essi come sacri, e le tante superstizioni delle quali mirava orribilmente aggravata la credenza della posterità di Jacob; ma in ricompensa del suo filantropo zelo dopo di farsi una sera sentito vibrare di repente intorno d'esso un fiero colpo di coltello, che l'accidente resi fallito al braccio proditorio del devoto Aggressore, si vide scomunicato juridicamente dal RabbinoAbuab, capo della sinagoga di Amsterdam, senza speranza di riconciliazione ed ecco infatti la vera, e sola cagione che fare determinare Spinosa a rinunziare al giudaismo, bench'ei non si determinasse per niun altra setta, ma bensì contro tutte (vie de Spin.parColer.p. 21. e seg.)(70)Si vuole che una fazione qualunque prenda radicalmente possanza, e vigore fra gli uomini? Non v'ha, per riuscirvi, altro mezzo che perseguitarla. Senza i massacri della S. Bartolomeo, e de' vespri Siciliani le riforme di Lutero, e di Calvino conterebbero a' nostri giorni pochi proseliti nel mondo; e gli scritti diVoltaire, di Elvezio, diMontesquieu, e di tanti altri, avrebbero trovati uno scarso numero di acquirenti, sarebbero stati letti da pochi, se non fossero stati proibiti, condannati e abbruciati da tribunali, da parlamenti, da Inquisizioni. Tale è il destino delle cose umane; la privazione fomenta il desiderio, siccome la pienezza genera l'indifferenza, e sovente l'avversione. Questo non è già il solo de' mali che le prosecuzioni cagionano alla specie umana; esse producono sempre, o l'ipocrisia o il fanatismo, o per meglio dire l'uno, e l'altro nel tempo medesimo: come l'uomo sarebb'esso mai in sicurezza, circondato da tali orribili mostri? Oltre a ciò essa porta la tristezza ne' Cuori la quale si converte poscia in una malincolia epidemica; malattia più pericolosa in un clima che in un altro ma che lo è per tutto. Alcuna specie di persecuzione non irrita questo male come la persecuzione religiosa che lo fa degenerare in mania, e in fanatismo, per che nè la miseria, nè l'oscurità, nè la virtù nè i talenti possono garantirci da si fatta persecuzione, e le Leggi, (come lo riflette dottamenteMontesquieu) il rifugio dell'innocenza sono ciò che l'innocenza ha sovente il più da temere:Il n'y a point de plus cruelle tirannie que celle que l'on exerce à l'ombre des Lois, & avec les couleurs de la Justice, lorsqu'on va, pour ainsi dire, noyer des malheureux sur la planche même sur la quelle ils s’étaient sauvés.Montesq. Grand des Rom. Chap. 14.)(71)Se i popoli della terra si fossero consecrati per tempo con un animo integro alla ricerca della pura, e vera religione per esercitarla qual essa è, questa avrebbe in ogni tempo formata la loro più sicura, e perenne felicità; ma indifferenti per il loro proprio giovamento: essi hanno d'accordo follemente supposto di ritrovarlo nella pratica delle più insensate superstizioni, che ne rappresentarono il carattere, e tenere ne fecero le veci, e la condizione dell'uomo frattanto si si rese così di giorno in giorno peggioreon peut dire(ci lasciò scritto un pensatore illustre)que le genre humain s'est fait plus de maux par sa superstition, que tous les déluges, & tous les embrassemens de la terre n'ont été capable de lui en faire; questa è una verità che l'esperienza ci dimostra pur troppo ad ogn'istante; la natura si è riparata, ma lo spirito umano non lo è mai stato, per ch'esso ha da se medesimo alimentata una piaga della quale ha renduta la guarigione incurabile.(72)Ben lungi, diceLattanzio, dal marcare i riguardi che sono dovuti alla religione con uno zelo snaturato con cui si è per tante volte ferocemente tentato di costringere alcuno ad abbracciare la credenza di un altro popolo, non si fa che trasgredirla, imbrattarla, e disonorarla enormemente:si sanguine, si tormentis, si malo religionem deffendere velis, jam non deffendetur illa, sed polluetur, & violabitur.Latt. Lib. X. Justit. C. 20.E presso di noi si vide per tante volte porre in sistema la violenza, la crudeltà, e l'inganno, come fu già da noi diffusamente rimarcato, per accrescere de' proseliti a quella medesima comunione, di cui lo stesso Lattanzio sforzavasi di correggere le massime, e i costumi.(73)Non avvi devoto il quale seguendo il suo detestabile temperamento o non abomini, o non oltraggi, o non riguardi con occhio d'insultante commiserazione i fautori d'una setta differente dalla sua. La Religione così dettadominante(la quale non è infatti che quella del sovrano, e delle armate) quante volte ne' secoli barbari specialmente, ha fatto ella sentire la di lei assoluta superiorità di un modo non meno crudele che ingiurioso alle sette più avvilite, e le più deboli? Ed oggi ancora ogni nazione, qualunque popolo della terra, non si reputa esso il solo amico, il solo protetto, e favorito del Dio dell'universo ad esclusione di tutti gli altri? E per fare valere questo preteso favore, si allarmano ferocemente tutti d'accordo; perseguitano, e sono perseguitati; il Cattolico romano inferisce trucemente contro tutti coloro che tali non lo sono, mentre che questi è sotto il Cielo musulmano oppresso, e trattato da giumento, la stessa sorte può aspettarsi un calvinista in Roma, siccome di un papista in paese protestante.(74)Ciò che dee sembrare molto straordinario si è riconoscere per isperienza che queste orribili scene non si videro suscitare giammai fra i filosofi, che il mondo volgarmente denominaDeisti; ma esse si mirano altresì rinnovare bene di frequente fra coloro che baldanzosi arrogansi l'esimio attributo di veri credenti per eccellenza: Ma quale diversità enorme fra la truce maniera di credere degli uni, ed il sacro ponderato sistema di osservanza degli altri! un filosofo è quello che dice a Dio: io vi adoro, io seguito la vostra volontà eterna, e che non cessa di ripetere al Russo, al Chinese, al musulmano: io vi amo come esseri simili a me: un settario poi è quello che crede non potere altrimenti servire l'Essere Supremo, e adorarlo che massacrando i suoi simili, e che arrogante dice ad un altr'uomo, o pensa come io penso, o che io ti uccido. Da questa rimarcabile opposizione di sentimenti agevole ci riuscirà il decidere quale di entrambi questi individui sia il più pernicioso alla società, il più degno dell'abominio e dell'esecrazione universale.

L'Intolleranza di alcune Leggi, e la superstizione di certi popoli, hanno entrambe fin qui sempre delusi gli sforzi della filosofia ad un tale riguardo.

È cosa ormai troppo generalmente esperimentata che l'ignoranza, e la schiavitù sono fatte per rendere gli uomini ad un tempo medesimo perversi, e disgraziati; siccome l'esperienza concorre parimenti a dimostrarci, che le scienze, la ragione, e l'amplia libertà delle Coscienze possono sole emendare i loro errori, e renderli felici. Ma quando si troncano loro i mezzi di avanzarsi nell'una, di usare dell'altra, di profittare dell'ultima, a che servono mai le risorse de' talenti i più elevati, nè lo stimolo ancora il più pressante di qualunque perspicace disposizione, sia per correggere i propri travviamenti, sia per aspirare al solido possesso di una felicità imperturbabile? Noi fin quì, per reiterate volte riprovammo, èvero, la depravata educazione dell'ebreo Italiano specialmente, la sua ripugnanza per le scienze, e la torpida pigrizia che desso apparve sempre dimostrare per lo sviluppo delle sue proprie facoltà intellettuali; ma dicasi di grazia francamente la genuina colpa che gli fa essere tali, è dessa forse tutta di questi? E quando ancora l'individuo Israelita mostrato avesse qualunque forte declivio per coltivare i suoi talenti, e illuminare il suo spirito, i quale maniera avrebb'esso potuto effettuarlo giammai con ottimo successo? Ogni specie di scuola di scienze, o di arti liberali era chiusa per esso lui, qualunque Letteraria Instituzione gli era vietata, per tutto ei non trovava che ostacoli tenaci e ineluttabili tendenti ad abrutirlo, ed a farlo allontanare dall'acquisto di quelle utili, e necessarie cognizioni che ogni ente dotato di ragione ha diritto di pretendervi. E se anche qualche ebreo dovizioso avido di fare instruire i propri figli avesse tentato in parte superarli, provvedendosi di un abile maestro nella propria sua casa, quanti altri disordini non gli restavano a riparare, quanti funesti argini a vincere? O il metodo delle sue lezioni era inesatto o esso procurava malignamente di tenere allo scuro l'infelice scolare delle cognizioni le più urgenti ad acquisire, e le più proficue a ritenere; o egli usava di ogni artifizio proditorio per indurlo, o colla persuasione, o colla violenza, o coll'inganno ad abjurare la religione de' suoi avi, ed attirarlo quindi alla sua fede(61); aveano un bel declamared'accordo la filosofia, e la natura contro questi abusi tirannici, esecrabili, antisociali; essi erano frattanto autorizzati, e protetti dalle barbare leggi che gli facevano, con violenza ovunque valere: si sa bene, d'altronde, che il sovrano forma il popolo, e le leggi fanno i suoi Costumi(62).

E quale meraviglia dunque se gli ebrei a' quali un barbaro destino avea dato per patria il Piemonte, Modena, la Romagna, il Parmigiano, o qualche altro angolo tenebroso dell'Italia, erano sì alieni dallo studio delle scienze, si poco inerenti alla coltura dello spirito, ma tutti dediti, al contrario, al lucro, al Commercio, e sovente forse anche all'usura. E come potevano quelli mai non essere tali, soggetti quali gli erano agl'infamanti statuti de' superstiziosi regnanti di Savoia, alle condizioni antisociali della sede apostolica romana, ed alle insensate Leggi degradanti di vari altri regoluzzi dell'Italia? Perche mai gli ebrei, non dirò già i Francesi, gl'Inglesi, i Tedeschi, i Prussiani, e gli Olandesi i quali hanno la felicità di vivere sotto que' limpidi Cieli dove non alligna giammai quella densa caligine da cui mirasi adombrato fatalmente l'orizzonte dell'Italia; ma gli ebrei abitatori della Toscana contano fra essi anche a' nostri giorni de' medici periti, degli abili chirurgi, degli energici poeti, degli ottimi Letterati che inutilmente si cercherebbero fra gli altri? Ciò avviene per che questi avevano per loro sovrano un Leopoldo il quale conoscendo perfettamente l'intimo prezzo dell'umana ragione, e convinto che unicamente sullo sviluppo di essa è basata la vera gloria del Regnante, e la felicità del vassallo, ricusare non le potea i suoi diritti qualunque ne fosse il possessore sia che si nomasse Giovanni, opure Abramo; quando gli altri all'opposto,ignorandone il valore, o prendendo la demenza per ragione, o la riguardando come superflua nell'ebreo, ovvero come affatto incapace di averne, chiunque fosse alieno, o separato dalla loro Comunione(63); e di ciò.Inoltre sotto quel Principe Filosofo, più dedito ad accrescere di proseliti alla virtù, che premuroso di reclutare anime per la fede(64), gli ebrei cheavevano la sorte di essergli sudditi potevano chiamarsi Cittadini, quando, all'opposto, altro non erano che miseri abitanti tollerati sotto l'impotente regime degli altri zelanti devoti della vergine, e nemici accaniti del genere umano; sempre intenti ad usare di ogni mezzo che la violenza, e l'inganno potevano fornire affine di svellere l'individuo Israelita dalla credenza de' suoi progenitori, e da' ten[eri] amplessi dell'innocente sua famiglia di cui esso era la guida, ed il sostegno per farne un Catecumeno (vedi l'annot. 61.) E quale impressione dovevano mai fare gli esempi si funesti, e si ributtanti nell'animo de' popoli? Questi seguitavano certamente con macchinale sommissione le infami traccie medesime de' lorocristianissimipadroni. E allora che lo stendardo criminoso della superstizione, dell'Intolleranza, si spiegò impunemente contro quelli sventurati che gemere si facevano sotto le vessazioni le più crudeli, dopo di avere per infinite volte futilmente tentato di cancellarli dalla categoria di esseri umani, per renderli abrutiti come ci riuscirono, pur troppo in molte parti, ed in tante guise differenti(65).

Or in seguito delle innegabili verità esposte, quale fondata risorsa, domando, potrà dunque restare ad un orda sciagurata profuga, e dispersa quà, e là sulla superficie della terra, senza patria, senza amici, di cui l'industria era di continuo in lotta colle più acerrime calamitose peripezie, la virtù screditata, cambiati i costumi, ed i talenti sospetti(66)? E vi saràegli ancora che osi ricercare di proposito, perche sì alieno apparisse l'ebreo Italiano fino ad oggi allo sviluppo delle sue proprie facoltà intellettuali, sì straniere cogli altri popoli, e sì poco merente al fasto, ed alla gloria? Se alcuno per accidente ve n'ha, rivolgere si potrebbe a tutte le differenti nazioni che abitano la terra presso le quali esso ritroverebbe agevolmente la positiva soluzione di simile problema, per tante replicate volte agitato, e tutta via oscuro, e impercettibile per l'uomo. D'altronde, troppo evidente, che l'intolleranza e la superstizione vi ebbero gran parte(67)se non nefurono almeno la sola, e l'immediata cagione(67).

Ma senza più oltre divagare col pensiere fra le ipotesi, e le congetture, che non tutte le volte ci conducono al vero; si può in ultimo conchiudere, col soccorso dell'esperienza, che rare volte inganna, che lospirito di setta, per l'ordinario, non si alimenta che di oppressioni, e finisce coll'eccesso diesaltarsi in un trasporto di maniaco entusiasmo, e di pericoloso fanatismo, il quale sovente gli fa perdere infine in un istante tutti que' proseliti che lo snaturato suo zelo attirati avea nel suo grembo in dieci secoli. In prova convincente di questa verità io ne attesto le terribili dissenzioni scismatiche suscitate già ne' secoli decorsi daNestorio, daGiuliano, daArrio, daHus, daWiclef, daLutero, daCalvino, e da pochi altri denominatiapostativolgarmente, come in chiari sensi ho altrove dimostrato(A), i quali benchè altro non facessero a fondo che opporre assurdi nuovi a' vecchi assurdi, ridussero frattanto l'intero cattolicismo quasi all'estremo periodo di una totale irreparabile dissoluzione; questi scismi, dico, sarebbero essi mai forse accaduti, se i fautori del cristianesimo in vece di allarmarsi contro di essi, e le loro differenti opinioni, avessero tentato di persuadere gli uni colla ragione, convincere le altre con quello spirito dicarità, e d'indulgenza, che sempre vollero esclusivamente attribuirsi, e che vantano sovente fino alla nausea,ne saprei per veritàsopra quale base(68)?E l'Israelismo se predominato esso pure non fosse stato un tempo dalla smania esecrabile di persecuzione quanti scismi avrebbe un tal popolo soffocati ancora, quante dissenzioni prevenute che accelerarono infine la sua caduta estrema, e resero sì lungo tempo durabile nel mondo il suo triste avvilimento, e la sua penosa dispersione? Prescindendo da tanti scismi de' quali abbiamo diffusamente ragionato altrove (T. 1.) suscitati nell'antica sinagoga, la moderna potrebbe oggi annoverare unBen Israel, unBen Eliahu, unUriel Accostacon tutta la vastissima Setta del Caraismo per la qualesi dichiararono, e sovra di ogni altro essa vanterebbe attualmente il possesso di uno Spinosa che al pari de' Maimonidi, de' Chimhi, degli Abenesdra, degli Abravanel, e de' Menasse Ben Israel avrebbe consolidato il decoro di questo Popolo che l'ortodossa persecuzione dell'età dell'ignoranza faceva penuriare di uomini scienziati; ma le furibonde oppressioni degli stessi zelanti connazionali, alimentate dall'intolleranza rabbinica fecero perdere a quella nazione, unitamente a tanti celebri Letterati, il più insigne filosofo che avesse potuto giammai forse vantare dal secolo dell'EgregioRambamfino al presente.

Dal che può illativamente dedursi quanto l'intolleranza resti delusa nelle insensate mire che si prefigge, e come avvenga ch'ella stessa inghiotta la massima parte della sua letale preparazione, poichè l'insana fierezza che la trascina ciecamente a violentare le opinioni degli uomini per renderli fautori del suo partito, gli allontana intieramente, non solo, ma gli trasforma sovente in atei, e gli fa presso che sempre miscredenti alla rinfusa di tutto, cioè, non meno di quello che abominare si dovrebbe, come pregiudicevole, o assurdo, che di ciò che ammettere ci è duopo come necessario, e salutare(69); nè dee recarci stupore che di tantosia capace quell'orrida produzione dell'umana demenza, se ci faremo a riflettere anche di slancio che le opinioni fra gli uomini tanto più divengono forti, e dilatate, quanto sono più tenaci le persecuzioni che si esercitano per costringerli a rinunziarvi. Quale infame vittoria! Quali odiosi trofei(70)!

Ma se la religione (mi si permetta d'interrogarvi entrambi) come ciascuno di voi con tutta forza insiste, e come il filosofo stesso ne conviene di buon grado, non fu accordata agli uomini che ad oggetto solo di riunirli, donde dunque procede che dalla Religione medesima, veggiamo sorgere appunto quelle acerrime dissenzioni, e que' furibondi partiti che inaspriscono i cuori, che abrutiscono l'uomo, rendendolo sì sovente il manigoldo crudele del proprio suo simile, ed eternizzano fra i popoli lo spirito irascibili di astio, e di vendetta inconciliabili(71)? Inoltre oserei anche soggiugnereammettendo, come dobbiamo, che una si fatta religione sia un dono assoluto dell'Autore della natura, per che dunque violentare uno straniere adottarla, mentre tale per se medesima essendo, impossibile gli riesce di sentirne la possanza, di apprezzarne l'intimo valore, di gustarne i vantaggi, senza l'immediata predilezione del donatore? A quale oggetto dunque sempre turbolenti e inquieti empiere il mondo di furori, e di eccessi per tormentare chi non vi nuoce, e per erigere l'edifizio di una setta sulle calamità di un altra, che se della vostra il caso la renderà forse più debole per ispignervi ella sarà senza dubbio, più forte per l'attaccamento a' suoi principj, per commiserarvi, e per soffrire con decisa inalterabile fermezza le vostre ingiurie?Non est religionis cogere religionem, quæ sponte suscipit debet, non vi: scrivea Tertulliano a Scapola governatore di Africa, il quale ferocemente perseguitava i Cristiani(72).

E quante altre ricerche di tale fatta non si potrebbero qui avanzare ad un simile proposito in eterna confusione de' perturbatori delle coscienze, e delle religiose opinioni? Se io mi proponessi di abbandonare il soggetto interessante di cui mi occupo attualmente ed in sua vece mi prefiggessi di rediggere quì l'Istoria spaventevole delle tante inumane persecuzioni che lo zelo irrazionale di un apparente religione ha fatto in ogni secolo suscitare nelle quattro parti dell'universo, vi si vedrebbe ora gli uni, ora gli altri, quando superbi, e quando vili, ma sempre feroci per sostenere la propria causa, perseguitati, e persecutori alternativamente(73): tantifilosofi distinti aveano un bel declamare contro questa massima detestabile, ad ogni riguardo, che fa fremere la natura; essi non erano ascoltati, e frattanto il cruento furore di persecuzione profondevasi ovunque, divenuto già era l'arbitro dominatore della terra, al di cui cenno solo illaqueato restava il cuore di ogni mortale; l'uso sterminatore infine, s'introdusse così generalmente in sistema, sul quale tutte le nazioni pretesero in seguito fondare i loro particolari diritti di dovere non solo sterminare i così detti da quelli apostati, cioè gli uomini che conoscono l'intima estimazione della ragione e che ne sono guidati, ma quelli altresì che osavano giustificarli, o che tentavano di risparmiarli alla falce crudele de' devoti che ne erano in agguato per mietere la preda, e quindi a braccio armato distruggersi l'una l'altra mutuamente senza idea di pietà, nè di riserva(74).

Mi si condoni, di grazia, una soverchia digressione, che la verità, e la giustizia mi eccitarono quì a dovere fare in loro tributo, onde rendere meglio contestato il grave torto che ad esse fanno sconsigliatamente i popoli della terra aggravando gli ebrei di que' difetti de' quali la minima colpa forse è la loro, altro questi non essendo realmente che l'opera dell'Intolleranza, e del fanatismo, che tutti gli spiega, e gli comprende:nous avons le pouvoir en mains, dice l'eloquenteMirabeau,nous l'avons toujours eu, c'etait donc, & c'est encore à nous à guerir le Juif de ses préjujés, qui sont notre ouvrage, en nous dégouillant des nôtres(Reflex. Polit. des Juifs. p. 71.). verità che infiniti esempi concorrono a provarci d'accordo, e che io propongo di rendere con evidenza più sensibile dimostrata ne' capitoli che debbono immediatamente seguitare.

(61)Fra le tante pratiche detestabili conosciute e autorizzate ne' secoli di barbarie, e d'ignoranza dal Cattolico romano specialmente sotto il Cielo dell'Italia, una si era quella di abilitare qualunque siasi persona di questa Setta a conferire a' non cattolici l'immersione batezzimale fin anche a' bambini entro la Culla. Infatti quante volte si vide in questacristianissimaregione i più oscuri individui dell'uno, ed altro sesso della feccia del popolo, ed anche i più ignoranti non solo, ma i più infami, e lordati di esecrabili delitti introdursi furtivamente nelle case degli ebrei con un ampollina di acqua mistica preparata per tale oggetto, e quindi battezzarvi a nome della Trinità i bambini anche nelle fascie: avevano un bel declamare Giovanni, Bernardo, Tertulliano, Lattanzio, ed il Gesuita Mariana, cheNihil tam est voluntarium quam religionem profiteri in qua, si animus adversus est, jam sublata, jam nulla est: volendo con ciò tutti d'accordo probabilmente inferire che la violenza forma i falsi devoti, non i veri credenti. Ma frattanto le pie istituzioni cristiane autorizzavano senza riserva si fatte violenze brutali, di cui cercherebbero invano le tracce presso que' popoli ancora che l'Istoria ci rappresenta i più feroci, ed i più insensati.

(61)Fra le tante pratiche detestabili conosciute e autorizzate ne' secoli di barbarie, e d'ignoranza dal Cattolico romano specialmente sotto il Cielo dell'Italia, una si era quella di abilitare qualunque siasi persona di questa Setta a conferire a' non cattolici l'immersione batezzimale fin anche a' bambini entro la Culla. Infatti quante volte si vide in questacristianissimaregione i più oscuri individui dell'uno, ed altro sesso della feccia del popolo, ed anche i più ignoranti non solo, ma i più infami, e lordati di esecrabili delitti introdursi furtivamente nelle case degli ebrei con un ampollina di acqua mistica preparata per tale oggetto, e quindi battezzarvi a nome della Trinità i bambini anche nelle fascie: avevano un bel declamare Giovanni, Bernardo, Tertulliano, Lattanzio, ed il Gesuita Mariana, cheNihil tam est voluntarium quam religionem profiteri in qua, si animus adversus est, jam sublata, jam nulla est: volendo con ciò tutti d'accordo probabilmente inferire che la violenza forma i falsi devoti, non i veri credenti. Ma frattanto le pie istituzioni cristiane autorizzavano senza riserva si fatte violenze brutali, di cui cercherebbero invano le tracce presso que' popoli ancora che l'Istoria ci rappresenta i più feroci, ed i più insensati.

(62)Non v'ha che l'Istoria la quale possa dare a questo sentimento il grado di certezza che gli conviene; essa ci dimostra in mille foggie come il destino delle nazioni dal solo Carattere omogeneo del sovrano che le governa unicamente dipende, nella guisa che i costumi delle medesime saranno sempre ciò che vogliono le leggi alle quali sono quelle sottommesse. Perche mai i popoli della Spagna, e del Portogallo furono sempre, e si conservano tuttavia sì feroci, sì fanatici, e ignoranti? Ciò è per che tali erano appunto coloro da' quali erano essi quattr'anni avanti governati, e per che lo spirito delle loro antiche Leggi non era in massima rivolto che a confermarli viemaggiormente nello stato deplorabile medesimo in cui oggi si scorgono. Perche mai gl'Inglesi, ed i francesi sono attualmente le due nazioni le più civilizzate, e le più colte dell'universo? Quest'è per che i primi sono diretti da Leggi le quali non inspirano che lumi, tolleranza, e disinganno, e perchè gli altri sono felicemente governati da un monarca filosofo, che sarà sempre mai il modello de' Regnanti della terra, ed il più prezioso monumento de' secoli avvenire.

(62)Non v'ha che l'Istoria la quale possa dare a questo sentimento il grado di certezza che gli conviene; essa ci dimostra in mille foggie come il destino delle nazioni dal solo Carattere omogeneo del sovrano che le governa unicamente dipende, nella guisa che i costumi delle medesime saranno sempre ciò che vogliono le leggi alle quali sono quelle sottommesse. Perche mai i popoli della Spagna, e del Portogallo furono sempre, e si conservano tuttavia sì feroci, sì fanatici, e ignoranti? Ciò è per che tali erano appunto coloro da' quali erano essi quattr'anni avanti governati, e per che lo spirito delle loro antiche Leggi non era in massima rivolto che a confermarli viemaggiormente nello stato deplorabile medesimo in cui oggi si scorgono. Perche mai gl'Inglesi, ed i francesi sono attualmente le due nazioni le più civilizzate, e le più colte dell'universo? Quest'è per che i primi sono diretti da Leggi le quali non inspirano che lumi, tolleranza, e disinganno, e perchè gli altri sono felicemente governati da un monarca filosofo, che sarà sempre mai il modello de' Regnanti della terra, ed il più prezioso monumento de' secoli avvenire.

(63)Questo è un difetto che da uomo illuminato non può assolutamente compatirsi agl'Italiani senza indignazione; quando loro si parla di alcuni uomini scienziati, i quali si sono distinti superiormente in qualche ramo di coltura nell'una, od altra Città di Europa, essi non esitano tosto di ricercare se sono buoni apostolici romani, se sono pii, e zelanti ortodossi; ma se per avventura loro si dice, che questi sono Giansenisti, Riformati, arabi, o ebrei, allora presso di essiLe Clerkpassa per uno stupido,Bayleun forsennato,Elvezioun mentitore,Averoeun visionario, e il rabbinoLeon di Modenaun ignorante; la loro fantasia sovvertita dall'illusione dal fanatismo gli trascina miseramente fino all'eccesso deplorabile di opinare che non solo non debbasi essere dotti, ed instruiti di sorte alcuna, non appartenendo alla loro setta, ma che non si possa avere senso comune da quando uno è straniere a' loro dogmi, e separato dalla loro Comunione. Quale orribile infamia!

(63)Questo è un difetto che da uomo illuminato non può assolutamente compatirsi agl'Italiani senza indignazione; quando loro si parla di alcuni uomini scienziati, i quali si sono distinti superiormente in qualche ramo di coltura nell'una, od altra Città di Europa, essi non esitano tosto di ricercare se sono buoni apostolici romani, se sono pii, e zelanti ortodossi; ma se per avventura loro si dice, che questi sono Giansenisti, Riformati, arabi, o ebrei, allora presso di essiLe Clerkpassa per uno stupido,Bayleun forsennato,Elvezioun mentitore,Averoeun visionario, e il rabbinoLeon di Modenaun ignorante; la loro fantasia sovvertita dall'illusione dal fanatismo gli trascina miseramente fino all'eccesso deplorabile di opinare che non solo non debbasi essere dotti, ed instruiti di sorte alcuna, non appartenendo alla loro setta, ma che non si possa avere senso comune da quando uno è straniere a' loro dogmi, e separato dalla loro Comunione. Quale orribile infamia!

(64)Tutta la Casa Medici di Toscana che precedette di circa mezzo secolo nella sovranità di quel Ducato Leopoldo di cui parliamo, non occupavasi di altro che di fare carpire de' bambini ebrei per battezzarli, ed in mancanza di questi essa non lasciava mezzo intentato, affine di attirare al medesimo partito non solo gli adulti, ed i provetti, ma ancora i più spregevoli individui di questa nazione i quali scevri affatto sovente di ogni mezzo di risorsa adescati dalle moltiplici lusinghe, promesse di lucro d'impieghi, o di onori che loro non mancavano di far sedotti da qualche tenue moneta che aveasi l'accortezza di offrire loro anticipatamente, cadevano finalmente a ricevere l'immersione battezimale: ma siccome non conosceva questa per base, che lo stimolo pressante del bisogno, o l'eccesso della disperazione, ovvero la remota speranza di un vantaggio futuro, così cessato il primo, instigata la seconda, e svanita la fiducia nell'ultimo, essi vi rinunziavano interamente, riassumendo il pubblico esercizio della loro credenza natia. E gl'innumerabili catecumeni che lo zelo fanatico di Ferdinando di Parma ha reclutati così p[ure] per la gregge apostolica romana non ebberocertamenteun successo migliore.

(64)Tutta la Casa Medici di Toscana che precedette di circa mezzo secolo nella sovranità di quel Ducato Leopoldo di cui parliamo, non occupavasi di altro che di fare carpire de' bambini ebrei per battezzarli, ed in mancanza di questi essa non lasciava mezzo intentato, affine di attirare al medesimo partito non solo gli adulti, ed i provetti, ma ancora i più spregevoli individui di questa nazione i quali scevri affatto sovente di ogni mezzo di risorsa adescati dalle moltiplici lusinghe, promesse di lucro d'impieghi, o di onori che loro non mancavano di far sedotti da qualche tenue moneta che aveasi l'accortezza di offrire loro anticipatamente, cadevano finalmente a ricevere l'immersione battezimale: ma siccome non conosceva questa per base, che lo stimolo pressante del bisogno, o l'eccesso della disperazione, ovvero la remota speranza di un vantaggio futuro, così cessato il primo, instigata la seconda, e svanita la fiducia nell'ultimo, essi vi rinunziavano interamente, riassumendo il pubblico esercizio della loro credenza natia. E gl'innumerabili catecumeni che lo zelo fanatico di Ferdinando di Parma ha reclutati così p[ure] per la gregge apostolica romana non ebberocertamenteun successo migliore.

(65)Prescindendo dal tirannico Decreto con cui il Re Sigebut obbligò gli ebrei domiciliati in Ispagna a farsi Cristiani sotto pena d'uscire dallo stato (Isid. HispalensChronpag. 396. 402. Concil. Tolet. IV. Can. 37. Quæst. 1.); e dall'altro non meno spietato di Dagobert 1. il quale risolvette di estirpare il Giudaismo dalla Francia, e comandò conpubblicoeditto che gli ebrei venissero battezzati, in difetto banditi con pena di morte, sepiùrientravano nel paese, e da tanti altri feroci Decreti simili, che non attentavano a meno che a distruggere onninamente dalla Categoria de' viventi il nome d'Israel, leggasi ilCap. IX.susseguente con tutte le annotazioni che vi si contengono e noi avremo sufficienti motivi di raccapricciare osservandoci a quale eccesso la barbarie degli uomini si lascia trucemente trasportare a tale riguardo.

(65)Prescindendo dal tirannico Decreto con cui il Re Sigebut obbligò gli ebrei domiciliati in Ispagna a farsi Cristiani sotto pena d'uscire dallo stato (Isid. HispalensChronpag. 396. 402. Concil. Tolet. IV. Can. 37. Quæst. 1.); e dall'altro non meno spietato di Dagobert 1. il quale risolvette di estirpare il Giudaismo dalla Francia, e comandò conpubblicoeditto che gli ebrei venissero battezzati, in difetto banditi con pena di morte, sepiùrientravano nel paese, e da tanti altri feroci Decreti simili, che non attentavano a meno che a distruggere onninamente dalla Categoria de' viventi il nome d'Israel, leggasi ilCap. IX.susseguente con tutte le annotazioni che vi si contengono e noi avremo sufficienti motivi di raccapricciare osservandoci a quale eccesso la barbarie degli uomini si lascia trucemente trasportare a tale riguardo.

(66)Non abbiamo che richiamare tutto ciò che a questo riguardo fu già da noi di proposito ragionato nella nostraIntroduzione Preliminareper restarne quanto è duopo ampliamente convinti che gli ebrei in generale avranno in ogni epoca, e per tutto una giustificazione valida, e molto bene fondata della loro Condotta infaccia della società, in quella delle Leggi alle quali sono i medesimi soggetti, e nelle moltiplici barbare maniere differenti di procedere verso di loro di que' popoli fra i quali essi vivono.

(66)Non abbiamo che richiamare tutto ciò che a questo riguardo fu già da noi di proposito ragionato nella nostraIntroduzione Preliminareper restarne quanto è duopo ampliamente convinti che gli ebrei in generale avranno in ogni epoca, e per tutto una giustificazione valida, e molto bene fondata della loro Condotta infaccia della società, in quella delle Leggi alle quali sono i medesimi soggetti, e nelle moltiplici barbare maniere differenti di procedere verso di loro di que' popoli fra i quali essi vivono.

(67)L'Intolleranza non va quasi mai disgiunta dalla superstizione; l'una forma la base della tirannia, l'alimento dell'altra è l'ignoranza; queste sono entrambe fra d'esse concordi, e inseparabili, per cospirare insieme la depravazione de' popoli, e lo sterminio della specie umana. Il popolo ebreo ha per lungo tempo risentiti sopra la terra gli orrori dell'una, e le calamità dell'altra; lo spirito persecutore che deriva da questa, non si vide mai allignare presso un popolo umano, colto, e sviluppato; siccome i sentimenti feroci che inspirati vengono da quella non furono mai l'appannaggio d'un monarca giusto, e illuminato. Federigo Secondo era filosofo, e per ciò il più tollerante de' sovrani: gli Spagnuoli, e i Portoghesi sono superstiziosi, e ignoranti e quindi nemici persecutori inesorabili di tutti coloro che non pensano com'essi, e per conseguenza i più intolleranti di tutti i popoli. In Prussia, in Batavia la prosapia d'Israel ritrovò protezioni, umanità, giustizia: in Ispagna, e in Portogallo, roghi, confische, proscrizioni, massacri. Io lascio a' sensati fautori della ragione il trarre le giuste induzioni da sì odioso confronto.

(67)L'Intolleranza non va quasi mai disgiunta dalla superstizione; l'una forma la base della tirannia, l'alimento dell'altra è l'ignoranza; queste sono entrambe fra d'esse concordi, e inseparabili, per cospirare insieme la depravazione de' popoli, e lo sterminio della specie umana. Il popolo ebreo ha per lungo tempo risentiti sopra la terra gli orrori dell'una, e le calamità dell'altra; lo spirito persecutore che deriva da questa, non si vide mai allignare presso un popolo umano, colto, e sviluppato; siccome i sentimenti feroci che inspirati vengono da quella non furono mai l'appannaggio d'un monarca giusto, e illuminato. Federigo Secondo era filosofo, e per ciò il più tollerante de' sovrani: gli Spagnuoli, e i Portoghesi sono superstiziosi, e ignoranti e quindi nemici persecutori inesorabili di tutti coloro che non pensano com'essi, e per conseguenza i più intolleranti di tutti i popoli. In Prussia, in Batavia la prosapia d'Israel ritrovò protezioni, umanità, giustizia: in Ispagna, e in Portogallo, roghi, confische, proscrizioni, massacri. Io lascio a' sensati fautori della ragione il trarre le giuste induzioni da sì odioso confronto.

(A)ved. L.annot. 88.dlT. II.delleNot. Campe.

(A)ved. L.annot. 88.dlT. II.delleNot. Campe.

(68)La Religione degli ebrei Talmudisti de' nostri tempi è appunto ciò che era la Cattolica nel suo nascere. Allorchè i Cristiani erano in ristretto numero, ignoranti, poveri, e soggetti agli stati stranieri, non parlavano che d'umiltà, e di pazienza, non ispiravano che la tolleranza, ed il candore; ma dal momento che il loro numero si accrebbe, essi predicarono ferocemente ovunque l'intolleranza, divennero sanguinarj, ambiziosi, e inesorabili, come diverebbero precisamente gli ebrei, se ne avessero il necessario potere per eseguirlo: chi potrebbe in simile caso trattenere il loro accanito furore, e la loro religiosa intolleranza? Se gli ebrei potessero fare risorgere dalle tombe i lorounti teocraticiantichi di quali eccessi religiosi non sarebbero essi mai capaci, specialmente contro i loro stessi connazionali, se alcuno fra questi vi fosse il quale dotato di lumi sufficienti tentasse di svellerli all'inganno e di rischiarare la loro abbacinata ragione? Si vedrebbero a mano armata combattere tutto ciò che potesse fare contrasto a' venefici progressi della loro superstizione nel modo appunto che i cattolici fecero al primo cambiamento propizio di loro Crise, allorchè col ferro, e coll'intrigo tentarono la distruzione universale del Paganesimo, e costrinsero i frisoni, i sassoni e quasi tutto il nord ad abbracciare il loro vangelo quindi allora si vedrebbe l'ipocrito zelo di taluni farisei moderni rinnovare sopra la terra que' feroci supplizi medesimi già in uso presso gli antichi contro di coloro ch'essi distinguevano coll'odioso attributo di (Kofferim)eretici. In una parola finalmente se i cristiani, solea direBelarmino, non detronizzarono iNeroni, iDiocleziani, e tanti altri simili Principi che non favoreggiavano troppo lo stabilimento della loro setta, non è già per che non ne fossero avidamente disposti, ma per la sola cagione della deficenza di forze opportune ad effettuarlo; quindi l'esperienza ci contesta in mille incontri, che non hanno i medesimi esitato lungamente a farne uso da quando essi hanno potuto.

(68)La Religione degli ebrei Talmudisti de' nostri tempi è appunto ciò che era la Cattolica nel suo nascere. Allorchè i Cristiani erano in ristretto numero, ignoranti, poveri, e soggetti agli stati stranieri, non parlavano che d'umiltà, e di pazienza, non ispiravano che la tolleranza, ed il candore; ma dal momento che il loro numero si accrebbe, essi predicarono ferocemente ovunque l'intolleranza, divennero sanguinarj, ambiziosi, e inesorabili, come diverebbero precisamente gli ebrei, se ne avessero il necessario potere per eseguirlo: chi potrebbe in simile caso trattenere il loro accanito furore, e la loro religiosa intolleranza? Se gli ebrei potessero fare risorgere dalle tombe i lorounti teocraticiantichi di quali eccessi religiosi non sarebbero essi mai capaci, specialmente contro i loro stessi connazionali, se alcuno fra questi vi fosse il quale dotato di lumi sufficienti tentasse di svellerli all'inganno e di rischiarare la loro abbacinata ragione? Si vedrebbero a mano armata combattere tutto ciò che potesse fare contrasto a' venefici progressi della loro superstizione nel modo appunto che i cattolici fecero al primo cambiamento propizio di loro Crise, allorchè col ferro, e coll'intrigo tentarono la distruzione universale del Paganesimo, e costrinsero i frisoni, i sassoni e quasi tutto il nord ad abbracciare il loro vangelo quindi allora si vedrebbe l'ipocrito zelo di taluni farisei moderni rinnovare sopra la terra que' feroci supplizi medesimi già in uso presso gli antichi contro di coloro ch'essi distinguevano coll'odioso attributo di (Kofferim)eretici. In una parola finalmente se i cristiani, solea direBelarmino, non detronizzarono iNeroni, iDiocleziani, e tanti altri simili Principi che non favoreggiavano troppo lo stabilimento della loro setta, non è già per che non ne fossero avidamente disposti, ma per la sola cagione della deficenza di forze opportune ad effettuarlo; quindi l'esperienza ci contesta in mille incontri, che non hanno i medesimi esitato lungamente a farne uso da quando essi hanno potuto.

(69)L'esempio percuotente dello stesso Spinosa n'è una prova certa, e irrefragabile; questo filosofo ebreo mentre vivea fra i di lui connazionali in Amsterdam sua patria ebbe a lottare colle più barbare vessazioni per parte de' medesimi, per che la mente peregrina di questo genio sublime non potea contenersi dal reprimere gl'innumerabili abusi riguardati da essi come sacri, e le tante superstizioni delle quali mirava orribilmente aggravata la credenza della posterità di Jacob; ma in ricompensa del suo filantropo zelo dopo di farsi una sera sentito vibrare di repente intorno d'esso un fiero colpo di coltello, che l'accidente resi fallito al braccio proditorio del devoto Aggressore, si vide scomunicato juridicamente dal RabbinoAbuab, capo della sinagoga di Amsterdam, senza speranza di riconciliazione ed ecco infatti la vera, e sola cagione che fare determinare Spinosa a rinunziare al giudaismo, bench'ei non si determinasse per niun altra setta, ma bensì contro tutte (vie de Spin.parColer.p. 21. e seg.)

(69)L'esempio percuotente dello stesso Spinosa n'è una prova certa, e irrefragabile; questo filosofo ebreo mentre vivea fra i di lui connazionali in Amsterdam sua patria ebbe a lottare colle più barbare vessazioni per parte de' medesimi, per che la mente peregrina di questo genio sublime non potea contenersi dal reprimere gl'innumerabili abusi riguardati da essi come sacri, e le tante superstizioni delle quali mirava orribilmente aggravata la credenza della posterità di Jacob; ma in ricompensa del suo filantropo zelo dopo di farsi una sera sentito vibrare di repente intorno d'esso un fiero colpo di coltello, che l'accidente resi fallito al braccio proditorio del devoto Aggressore, si vide scomunicato juridicamente dal RabbinoAbuab, capo della sinagoga di Amsterdam, senza speranza di riconciliazione ed ecco infatti la vera, e sola cagione che fare determinare Spinosa a rinunziare al giudaismo, bench'ei non si determinasse per niun altra setta, ma bensì contro tutte (vie de Spin.parColer.p. 21. e seg.)

(70)Si vuole che una fazione qualunque prenda radicalmente possanza, e vigore fra gli uomini? Non v'ha, per riuscirvi, altro mezzo che perseguitarla. Senza i massacri della S. Bartolomeo, e de' vespri Siciliani le riforme di Lutero, e di Calvino conterebbero a' nostri giorni pochi proseliti nel mondo; e gli scritti diVoltaire, di Elvezio, diMontesquieu, e di tanti altri, avrebbero trovati uno scarso numero di acquirenti, sarebbero stati letti da pochi, se non fossero stati proibiti, condannati e abbruciati da tribunali, da parlamenti, da Inquisizioni. Tale è il destino delle cose umane; la privazione fomenta il desiderio, siccome la pienezza genera l'indifferenza, e sovente l'avversione. Questo non è già il solo de' mali che le prosecuzioni cagionano alla specie umana; esse producono sempre, o l'ipocrisia o il fanatismo, o per meglio dire l'uno, e l'altro nel tempo medesimo: come l'uomo sarebb'esso mai in sicurezza, circondato da tali orribili mostri? Oltre a ciò essa porta la tristezza ne' Cuori la quale si converte poscia in una malincolia epidemica; malattia più pericolosa in un clima che in un altro ma che lo è per tutto. Alcuna specie di persecuzione non irrita questo male come la persecuzione religiosa che lo fa degenerare in mania, e in fanatismo, per che nè la miseria, nè l'oscurità, nè la virtù nè i talenti possono garantirci da si fatta persecuzione, e le Leggi, (come lo riflette dottamenteMontesquieu) il rifugio dell'innocenza sono ciò che l'innocenza ha sovente il più da temere:Il n'y a point de plus cruelle tirannie que celle que l'on exerce à l'ombre des Lois, & avec les couleurs de la Justice, lorsqu'on va, pour ainsi dire, noyer des malheureux sur la planche même sur la quelle ils s’étaient sauvés.Montesq. Grand des Rom. Chap. 14.)

(70)Si vuole che una fazione qualunque prenda radicalmente possanza, e vigore fra gli uomini? Non v'ha, per riuscirvi, altro mezzo che perseguitarla. Senza i massacri della S. Bartolomeo, e de' vespri Siciliani le riforme di Lutero, e di Calvino conterebbero a' nostri giorni pochi proseliti nel mondo; e gli scritti diVoltaire, di Elvezio, diMontesquieu, e di tanti altri, avrebbero trovati uno scarso numero di acquirenti, sarebbero stati letti da pochi, se non fossero stati proibiti, condannati e abbruciati da tribunali, da parlamenti, da Inquisizioni. Tale è il destino delle cose umane; la privazione fomenta il desiderio, siccome la pienezza genera l'indifferenza, e sovente l'avversione. Questo non è già il solo de' mali che le prosecuzioni cagionano alla specie umana; esse producono sempre, o l'ipocrisia o il fanatismo, o per meglio dire l'uno, e l'altro nel tempo medesimo: come l'uomo sarebb'esso mai in sicurezza, circondato da tali orribili mostri? Oltre a ciò essa porta la tristezza ne' Cuori la quale si converte poscia in una malincolia epidemica; malattia più pericolosa in un clima che in un altro ma che lo è per tutto. Alcuna specie di persecuzione non irrita questo male come la persecuzione religiosa che lo fa degenerare in mania, e in fanatismo, per che nè la miseria, nè l'oscurità, nè la virtù nè i talenti possono garantirci da si fatta persecuzione, e le Leggi, (come lo riflette dottamenteMontesquieu) il rifugio dell'innocenza sono ciò che l'innocenza ha sovente il più da temere:Il n'y a point de plus cruelle tirannie que celle que l'on exerce à l'ombre des Lois, & avec les couleurs de la Justice, lorsqu'on va, pour ainsi dire, noyer des malheureux sur la planche même sur la quelle ils s’étaient sauvés.Montesq. Grand des Rom. Chap. 14.)

(71)Se i popoli della terra si fossero consecrati per tempo con un animo integro alla ricerca della pura, e vera religione per esercitarla qual essa è, questa avrebbe in ogni tempo formata la loro più sicura, e perenne felicità; ma indifferenti per il loro proprio giovamento: essi hanno d'accordo follemente supposto di ritrovarlo nella pratica delle più insensate superstizioni, che ne rappresentarono il carattere, e tenere ne fecero le veci, e la condizione dell'uomo frattanto si si rese così di giorno in giorno peggioreon peut dire(ci lasciò scritto un pensatore illustre)que le genre humain s'est fait plus de maux par sa superstition, que tous les déluges, & tous les embrassemens de la terre n'ont été capable de lui en faire; questa è una verità che l'esperienza ci dimostra pur troppo ad ogn'istante; la natura si è riparata, ma lo spirito umano non lo è mai stato, per ch'esso ha da se medesimo alimentata una piaga della quale ha renduta la guarigione incurabile.

(71)Se i popoli della terra si fossero consecrati per tempo con un animo integro alla ricerca della pura, e vera religione per esercitarla qual essa è, questa avrebbe in ogni tempo formata la loro più sicura, e perenne felicità; ma indifferenti per il loro proprio giovamento: essi hanno d'accordo follemente supposto di ritrovarlo nella pratica delle più insensate superstizioni, che ne rappresentarono il carattere, e tenere ne fecero le veci, e la condizione dell'uomo frattanto si si rese così di giorno in giorno peggioreon peut dire(ci lasciò scritto un pensatore illustre)que le genre humain s'est fait plus de maux par sa superstition, que tous les déluges, & tous les embrassemens de la terre n'ont été capable de lui en faire; questa è una verità che l'esperienza ci dimostra pur troppo ad ogn'istante; la natura si è riparata, ma lo spirito umano non lo è mai stato, per ch'esso ha da se medesimo alimentata una piaga della quale ha renduta la guarigione incurabile.

(72)Ben lungi, diceLattanzio, dal marcare i riguardi che sono dovuti alla religione con uno zelo snaturato con cui si è per tante volte ferocemente tentato di costringere alcuno ad abbracciare la credenza di un altro popolo, non si fa che trasgredirla, imbrattarla, e disonorarla enormemente:si sanguine, si tormentis, si malo religionem deffendere velis, jam non deffendetur illa, sed polluetur, & violabitur.Latt. Lib. X. Justit. C. 20.E presso di noi si vide per tante volte porre in sistema la violenza, la crudeltà, e l'inganno, come fu già da noi diffusamente rimarcato, per accrescere de' proseliti a quella medesima comunione, di cui lo stesso Lattanzio sforzavasi di correggere le massime, e i costumi.

(72)Ben lungi, diceLattanzio, dal marcare i riguardi che sono dovuti alla religione con uno zelo snaturato con cui si è per tante volte ferocemente tentato di costringere alcuno ad abbracciare la credenza di un altro popolo, non si fa che trasgredirla, imbrattarla, e disonorarla enormemente:si sanguine, si tormentis, si malo religionem deffendere velis, jam non deffendetur illa, sed polluetur, & violabitur.Latt. Lib. X. Justit. C. 20.E presso di noi si vide per tante volte porre in sistema la violenza, la crudeltà, e l'inganno, come fu già da noi diffusamente rimarcato, per accrescere de' proseliti a quella medesima comunione, di cui lo stesso Lattanzio sforzavasi di correggere le massime, e i costumi.

(73)Non avvi devoto il quale seguendo il suo detestabile temperamento o non abomini, o non oltraggi, o non riguardi con occhio d'insultante commiserazione i fautori d'una setta differente dalla sua. La Religione così dettadominante(la quale non è infatti che quella del sovrano, e delle armate) quante volte ne' secoli barbari specialmente, ha fatto ella sentire la di lei assoluta superiorità di un modo non meno crudele che ingiurioso alle sette più avvilite, e le più deboli? Ed oggi ancora ogni nazione, qualunque popolo della terra, non si reputa esso il solo amico, il solo protetto, e favorito del Dio dell'universo ad esclusione di tutti gli altri? E per fare valere questo preteso favore, si allarmano ferocemente tutti d'accordo; perseguitano, e sono perseguitati; il Cattolico romano inferisce trucemente contro tutti coloro che tali non lo sono, mentre che questi è sotto il Cielo musulmano oppresso, e trattato da giumento, la stessa sorte può aspettarsi un calvinista in Roma, siccome di un papista in paese protestante.

(73)Non avvi devoto il quale seguendo il suo detestabile temperamento o non abomini, o non oltraggi, o non riguardi con occhio d'insultante commiserazione i fautori d'una setta differente dalla sua. La Religione così dettadominante(la quale non è infatti che quella del sovrano, e delle armate) quante volte ne' secoli barbari specialmente, ha fatto ella sentire la di lei assoluta superiorità di un modo non meno crudele che ingiurioso alle sette più avvilite, e le più deboli? Ed oggi ancora ogni nazione, qualunque popolo della terra, non si reputa esso il solo amico, il solo protetto, e favorito del Dio dell'universo ad esclusione di tutti gli altri? E per fare valere questo preteso favore, si allarmano ferocemente tutti d'accordo; perseguitano, e sono perseguitati; il Cattolico romano inferisce trucemente contro tutti coloro che tali non lo sono, mentre che questi è sotto il Cielo musulmano oppresso, e trattato da giumento, la stessa sorte può aspettarsi un calvinista in Roma, siccome di un papista in paese protestante.

(74)Ciò che dee sembrare molto straordinario si è riconoscere per isperienza che queste orribili scene non si videro suscitare giammai fra i filosofi, che il mondo volgarmente denominaDeisti; ma esse si mirano altresì rinnovare bene di frequente fra coloro che baldanzosi arrogansi l'esimio attributo di veri credenti per eccellenza: Ma quale diversità enorme fra la truce maniera di credere degli uni, ed il sacro ponderato sistema di osservanza degli altri! un filosofo è quello che dice a Dio: io vi adoro, io seguito la vostra volontà eterna, e che non cessa di ripetere al Russo, al Chinese, al musulmano: io vi amo come esseri simili a me: un settario poi è quello che crede non potere altrimenti servire l'Essere Supremo, e adorarlo che massacrando i suoi simili, e che arrogante dice ad un altr'uomo, o pensa come io penso, o che io ti uccido. Da questa rimarcabile opposizione di sentimenti agevole ci riuscirà il decidere quale di entrambi questi individui sia il più pernicioso alla società, il più degno dell'abominio e dell'esecrazione universale.

(74)Ciò che dee sembrare molto straordinario si è riconoscere per isperienza che queste orribili scene non si videro suscitare giammai fra i filosofi, che il mondo volgarmente denominaDeisti; ma esse si mirano altresì rinnovare bene di frequente fra coloro che baldanzosi arrogansi l'esimio attributo di veri credenti per eccellenza: Ma quale diversità enorme fra la truce maniera di credere degli uni, ed il sacro ponderato sistema di osservanza degli altri! un filosofo è quello che dice a Dio: io vi adoro, io seguito la vostra volontà eterna, e che non cessa di ripetere al Russo, al Chinese, al musulmano: io vi amo come esseri simili a me: un settario poi è quello che crede non potere altrimenti servire l'Essere Supremo, e adorarlo che massacrando i suoi simili, e che arrogante dice ad un altr'uomo, o pensa come io penso, o che io ti uccido. Da questa rimarcabile opposizione di sentimenti agevole ci riuscirà il decidere quale di entrambi questi individui sia il più pernicioso alla società, il più degno dell'abominio e dell'esecrazione universale.

Cap. IX.L'Avvilimento a cui soggiacque il Popolo d'Israel per tanti secoli nel mondo non deesi ripetere che da due sole cagioni: 1º. dalla sua soverchia compiacenzanella di lui cattività: 2º. dalle ingiuste Leggi che l'opprimevano in mille guise differenti, affine di prendere un barbaro pretesto di depravarlo.Deux obstacles(dice un erudito anonimo)presqu'également invincibles s'opposent au bonheur de l'homme; son ignorance qui le place où il n'est pas; sa faiblesse qui l'empêche de l'aller trouver où il est.Infatti non è egli appunto questo lo stato dell'Israelita gemente sotto la soma aggravantede' pregiudizj suoi, e de' suoi ceppi, non li abbraccia esso entrambi? Lo spirito del giudaismo infetto miseramente da fantasmi spaventevoli, e diretto da uomini interessati a perpetuare la sua ignoranza, le sue debolezze, i suoi timori, come in tale infelice situazione avrebb'egli giammai potuto fare qualche progresso, come aspirare, con fondamento, a divenire più saggio, più libero e migliore? Costretto a vegetare nella sua stupidità primitiva di cui lo stesso David, e i Profeti lo rimproverano sovente;quale meraviglia,quale meraviglia, se l'ebreo fu, e restò sempre un fanciullo senza esperienza, uno schiavo senza coraggio, uno stupido che paventa di contrarre l'abitudine del raziocinio, e che sottrarsi giammai egli non seppe dall'orrido labirinto in cui lo avevano fatto smarrire gl'ingannati suoi predecessori? Egli è creduto astretto a gemere in perpetuo sotto il giogo ferale de' suoi Talmudisti che per altro canale ei non conobbe che per l'influenza de' suoi rabbini; questi dopo averlo, per così dire, manettato co' lacci indissolubili dell'opinione si sono renduti i suoi arbitri dominatori, che fecero in seguito, quale automata macchinale, gestire, risolvere, e pensare a loro capriccio. Quindi è che l'ebreo miseramente infatuato delle più bizzarre opinioni, più non riconobbe se stesso, dubitò delle sue proprie facoltà intellettuali, si diffidò dell'esperienza, paventò la verità, sdegnò la sua ragione, e l'abbandonò per seguire ciecamente le visioni tradizionali da esso lui riguardate come altrettante intenzioni discese prodigiosamente dalle impenetrabili regioni della Divinità. In tale guisa dunque l'ebreo condotto sempre da schiavo delle stravagantiopinioni altrui, non dee recare dunque sorpresa se in ogni tempo, e ovunque desso ne portò sempre i vizi, ed il Carattere. Ecco propriamente la vera, e l'unica sorgente fatale della prima causa assegnata all'avvilimento, ed alla corruzione de' Costumi del popolo d'Israel(75).Or tutto cospirando pertinacemente fino ad ora a rendere l'individuo Israelita sempre più indifferente nella sua cecità, a perpetuare il suo infortunio, ed a confermarlo nel tumulto de' suoi propri smarrimenti, illuso da' suoi rabbini, pervertito da' suoi simili, soggiogato dalle infamanti catene dell'Intolleranza de' suoi tiranni, come mai la depravazione de' suoi costumi potea non essere la conseguenza immediata, fino a rendere le sue laceranti calamità ognora più abituali, e quasi ancora necessarie, e indispensabili(76)?E dunque così che a tale orribile stato ridotto in vece di condurre lo sguardo sulle cause naturali, e visibili della proprie sue miserie, questo popolo attribuiva unicamente il loro concorso alla conseguenza immediata della sua Cattività, esso offriva al Cielo i fervidi suoi voti per impetrarne l'estremo termine senza potere accorgersi giammai, che quelli non erano realmente dovuti che alla sua propria smodata credulità, alla superstizione de' suoi venerati conduttori, alla alla follia di una gran parte delle sue instituzioni, alla stravaganza de' suoi usi, agl'insensati prestigj de' quali era ogn'individuo Israelita radicalmente imbevuto fino dalle fascie, alla confidenza cieca ch'essariponeva interamente ne' prodigj, tutto aspettando da' medesimi colla massima freddezza, anche in mezzo a più pronti, e rovinosi pericoli, e nulla dalle sue facoltà, dal suo valore che reputava un delitto d'averne, o dalle sue cognizioni, e da' suoi lumi, che non curavasi mai di acquistare(77). Se l'ebreo avesse riempito di buon ora lo spirito di vere, giuste, e metodiche idee; se cultivata si avesse per tempo la sua ragione, se foss'egli stato diretto da uomini interessati di stirpare i suoi pregiudizj, e d'illuminarlo, esso gionto sarebbe omai a conoscere la cagione primaria de' suoi mali senza avere avuto bisogno d'opporre al torrente de' medesimi la barriera impotente della sua cattività. Chi non riconoscerebbe da tutto ciò la causa positiva, e incontrastabile dell'avvilimento d'Israel, nel modo che aggiugnendo que' barbari trattamenti che alcune spietate leggi facevano esercitare contro d'esso in tutto il mondo, chi non rileverebbe gli altri genuini motivi della triste degradazione alla quale il medesimo soggiacque dopo una sì lunga, ed una sì complicata rivoluzione di secoli? Per quante parti, non si è da quelle tentatomille volte di combatterlo, di umiliarlo, se non di sradicare onninamente dalla terra finanche il nome, e la reminiscenza di questo popolo? Vi fu egli mai strage, o tormento di cui fatta ei non ne fosse la vittima, delitto di cui non foss'egli imputato, o disonoranti mancanze che non gli venissero malignamente attribuite(78)? Prescindendo dalle feroci costituzioni alle quali resero gli ebrei soggetti la Spagna, e il Portogallo, ed i terribili roghi che la truce Inquisizione di tali stati avea eretti per distruggerli senza commiserazione, senza ritegno, le tiranniche leggi de' Visigoti non tendevano esse parimenti allo sterminio universale di questo popolo ed all'annientamento radicale della sua religione, nella guisa medesima che quella di tanti stati altri avevanoper solo scopo di ridurlo agli estremi della miseria ed alla più spregevole abbiezione(79).Che diremo noi di quelle Leggi, non saprei se dettate da mente umana, oppure se da spirito diabolico create, le quali garantivano l'assoluta impunità a chiunque si fosse fatto l'assassino, o l'aggressore d'un ebreo(80)? Sono questi forse i principj salutari che insinua la Legge di grazia? Per quanto a me sia noto, G. Cristo non gli ha mai consecrati; si ha un bel ripeterci cheEcclesia nescit sanguinem, mentre oltre che tutto ciò resta smentito da infiniti monumenti che ci fanno raccapricciare[;] non è ella in ogni senso un illusione condannabile di sostenere, che la chiesa non ha temperato per tante volte le proprie sue mani nel sangue di coloro specialmente che ne erano separati(81), quandoessa fece armare in mille incontri il braccio secolare per la severa punizione di coloro che avea già essa crudelmente condannati(82)? E allora quando questi fieri tormentinon so per quale rara sconosciuta clemenza loro erano risparmiati, non si faceva supplire la lingua nelle pubbliche tribune? E là che colle diatribe le più mordaci e co' più insultanti sermoni udivasi rappresentare l'ebreo, come la più spregevole delle creature terrigene, degna del vilipendio universale, astrignendolo ancora ad intervenirvi con sua stessa presenza, udire freddamente, acquiescerle, e confermarle(83): è la che l'eco tramandava la massima perniciosa, e antisociale del Vescovo d'Hippona, che spoliare si debbono gli eretici de' loro beni, giacchè tutto ciò ch'essi hanno nonnon è che illegittimamente posseduto. È sopra que' pergami finalmente dove miravasi Crisostomo spignere ad un eccesso tale il suo livore contro la sinagoga ebrea, fino a proferire che desse erano case di dissolutezze, altrettanti ricetti di bestie feroci, e il domicilio de' demonj (Chrysost. Adv. Jud. Homel. 1. pag. 391. Homel. 3. p. 439). È questi forse il linguaggio edificante che dee tenere un Dottore della Chiesa, un pastore de' popoli? Quale forsennato potrebbe mai agitare un proposito di questo più stravagante, nè più insano?In seguito di un quadro sì affliggente vi sarà egli chi ricerchi la seconda cagione dell'avvilimento d'Israel, ovvero chi si sorprenda di vedere questo popolo persistere tutta via negli stessi travviamenti di spirito de' secoli barbari decorsi? E come avrebbe potuto mai non discendere l'ebreo alla più umiliante prostituzione, come poteva esso mai non dedicarsi al lucro anche illecito qualche volta, ed all'usura, s'era comunque considerato come non suscettibile di morale nè di virtù, se per tutto eragli interdetto qualunque mezzo d'onesta sussistenza? Ridotto sempre ad errare quale forsennato da una in altra provincia, ovvero a battere l'uno, e l'altro mare ad oggetto di procacciarsela; riguardato per tutto incapace di possedere de' beni stabili, e di fruire di qualunque siasi pubblico impiego; esso era necessariamente costretto a disperdersi, profugo, e ramingo da regione in regione, da uno in altro Cielo, senzapotere fissare giammai in alcun paese un domicilio permanente per mancanza di potere, di lumi e d'appoggio; fu allora che l'arte del Commercio da qualche tempo negligentata, e vilipesa dalla massima parte dell'Europa, divenne per gli ebrei la più fondata, la più opima, e l'unica risorsa, ne' tempi specialmente in cui a tutt'altro pensavasi fuori che al Commercio ed essendo questi allora i soli a professarlo, essi si arricchirono considerabilmente senza gran pena; ed ecco il momento in cui l'invidia spiegò il suo recondito veleno contro questi sventurati, trattandoli da usuraj, da truffatori, da infami, senza considerare i moltiplici vantaggi rimarcabili ch'essi avevano procurati alle nazioni le quali avessero inclinato ad imitarli nell'esercizio di un arte sì onorifica, e sì lucrosa(84). I sovrani di que' barbari tempi non osando frugare nelle casse de' propri loro sudditi, sia che trattenuti venissero dal timore di allarmarli, o disgustarli, sia che arrestati fossero da qualche altro disegno, riserbato solo ad essi, non esitarono di mettere alla tortura gli ebrei ch'essi non riguardavano nè come sudditi, nè come Cittadini, or senza inoltrare di soverchiale nostre opprimenti ricerche ad un tale riguardo, è da credersi di proposito, che ciò che professarono gli ebrei nell'Inghilterra può somministrarci un idea presso che certa delle crudeli vessazioni che i medesimi provarono in altri stati(85): aggiungasi a tutto ciò gli stravaganti pregiudizj che concorsero per infinite volte nel mondo, colle Leggi atroci da noi testè riportate, tutte in massima tendenti a vieppiù aggravare la loro sorte, ed invece di recarci stupore l'avvilimento, e la desolazione del popolo ebreo, dovremo a più fondata ragione meravigliarci, come possa esistere ancora in sembianza umana un solo individuo di questo sventurato lignaggio sulla superficie della terra(86).Voltaireha rimarcato più voltesensatamente che l'espulsione fatta si sovente degli ebrei da quasi tutti gli stati del mondo, non è servito che a maggiormente diramarli per tutte le Città, e le province dell'universo.Tale è, senza ombra di dubbio, la vera, o piuttosto l'unica sorgente dell'umiliazione degradante del Popolo d'Israel, e della depravazione generale de' suoi costumi: ma siccome non meno l'una che l'altra non è che (nella guisa che fu da noi testè chiaramente dimostrato) l'opera o delle tiranniche insensate Leggi alle quali fu quel popolo molte volte soggetto, o del fanatismo brutale di certe nazioni fra le qualiei visse; così dalle prime sole dipende arrestarne il progresso fatale dell'una, riducendole più eque, più filosofiche, più sagge, identiche a quelle che servono di norma, di freno, e di sostegno agli altri sudditi dello stato, nella guisa medesima che alle ultime concerne unicamente il sanare l'ebreo dalla corruzione del suo spirito, spoliandosi elleno le prime di quegl'insani pregiudizj da' quali sono esse medesime orribilmente predominate; tanto è questa una verità senza eccezione, quanto che noi ci disponghiamo a renderla più evidentemente dimostrata cogli esempi memorabili di tanti uomini celebri che si fecero sempre distinguere in ogni ramo di coltura fra gli ebrei per tutto dove le Leggi provvide, ed umane loro accordarono una patria, e considerati furono da' popoli come Cittadini capaci di meritarla ad ogni riguardo, non meno per zelo, che per talenti e per saggi Costumi.(75)Non si può negare che la misera condizione a cui si vide soggetta la Nazione d'Israel da tanti secoli fino ad ora, non fosse tale per ogni ragione, da ridurla a quello stato di avvilimento dove soggiacque in tante guise differenti, e ovunque; ma ciò che ha molto contribuito a renderla sempre peggiore, si è lo stravagante sentimento che ha questo popolo insempreogni temponutrito, di riguardare le sue sofferenze come un tributo espiatorio in alleviamento di tutte quelle peripezie che la tradizione lo minaccia di dovere necessariamente soffrire, fino all'epoca memorabile da esso lui attesa colla più sommessa rassegnazione, nella quale per la via di segnalati prodigj esso confida di vedere finalmente trasformare la sua sorte, e porre l'estremo termine alle sue Calamitose peripezie, ed alle sue pene.(76)Un certo Rabbino fanatico, e visionario, capo di piccola Comunità di ebrei d'uno de' paesi del Piemonte dopo alcuni anni di servizio in tale qualità fece un giorno convocare i capi rappresentanti questo Corpo, ad oggetto di domandare loro il congedo, aducendo per motivo che i suoi principj religiosi non gli permettevano di abitare più a lungo in un paese dove l'individuo Israelita fosse risparmiato dalגלות(galuth), cioècattività, o persecuzione di altri Cittadini, rendendosi questa come necessaria, ed essenziale allo stato di esilio in cui ritrovasi questo popolo dal di lui vetusto suolo di promissione, e che sifatto galuth venivagli a mancare in quel paese soggetto alle sozze intolleranti Leggi della Francia. Quell'infelice gregge che soddisfatto mostravasi del servizio di simile pastore, e di cui avrebbe troppo rincresciuta la perdita, non seppe ritrovare altro mezzo per distoglierlo da sì strana risoluzione, che eccitare un incirconciso devoto, e folle al pari di esso, a proferire contro del medesimo delle ingiurie e delle villanie fino a farlo vergognosamente fuggire, e ritrarsi nel recinto della sua nazione. Ciò che essendo stato dal medesimo eseguito l'accennato rabbino se ne ritornò contento in grembo a' suoi, i quali lo posseggono anche attualmente a sì vilissimo prezzo. Si può spignere più oltre l'imbecillità, e il delirio umano!(77)Un popolo, dice sensatamente Mably, sarebbe per ogni parte soggiogato da quando esso più non cura di difendersi contro gli stranieri che vengono ad attaccarlo fino entro i suoi propri recinti, come seguì appunto al popolo ebreo il quale assalito fino entro le porte del tempio di Gerusalem da Pompeo, si lasciò massacrare piuttosto che difendersi, indotto dal ridicolo pregiudizio, che essendo quello giorno di sabato, non era permesso di fare la benchè minima operazione che alterasse il riposo consecrato ad un tale giorno; e così quegl'infelici preferirono di rimirare con indolenza il barbaro saccheggio del tempio, unitamente alla città, e così rendersi vittime del furore inesorabile di un possente nemico, alla difesa di essi medesimi de' propri diritti, e delle loro sostanze.(78)I nemici dell'ebraismo vanamente lusingati di palliare agli occhi del mondo illuminato le accanite persecuzioni, e gli oltraggi proditorj co' quali i medesimi procedevano incessantemente a danno di esso, s'immaginavano riuscirvi facendo tenere le veci di ragione alle calunnie più nere, e le più insultanti; ora imputandoli di negromanzia, ora d'immolare de' fanciulli cristiani; quì di avvelenare sorgenti, colà di calpestare le immagini, altrove di bestemmiare cristo, e la vergine, e per tutto miravasi fare di ogni sforzo per espellerli dalle Città, dalle provincie, non lasciandoli rientrare che mediante le più onerose imposizioni, e nel tempo medesimo che in qualche territorio erano essi tollerati a si fatte umilianti condizioni, si facevano distinguere dagli altri abitanti colle marche dell'infamia, e della prostituzione: tale era dunque, pur troppo, lo stato eccessivamente deplorabile a cui ridotti per lungo tratto di tempo si videro sopra la terra fra i popoli miseri avanzi della prosapia d'Israel.(79)Di tutte le leggi detestabili che si prefissero la totale perdizione del giudaismo, non ve n'a forse alcuna che con maggior sforzo tendesse a compiere questo perfido sanguinario disegno di quelle de'Visigoti(ved.Leg. Wisigoth. Lib. XII. T. 2.e3.e inGeorigis. Corp. Jur. Germ. aut. 2155.e seg.). Infatti quali trame restavano mai della religione degli ebrei, togliendo loro l'osservanza del sabato, e quella di tutte le altre feste; vietando loro di contrarre matrimonio secondo il rito mosaico, e di regolare il loro cibo, conforme lo spirito, e le prescrizioni di questo Culto, e sopprimendo loro ancora il rito essenziale della Circoncisione? Tali erano gli ordini comandati da queste Leggi esecrabili (Ibid. Lib. XII. Tit. 2. Lib VIII. Tit. 7.) e le pene ordinate contro i trasgressori di queste Leggi, erano o l'ultimo Capitale supplizio, il quale dovea essere inflitto da medesimi ebrei, o la lapidazione, o l'atroce condanna di essere abbruciato vivo. Quelle provocate da' Papi erano alla verità meno crudeli, ma spregevoli del pari, mentre desse gli dichiaravano del tutto incapaci di rendere testimonianza in giustizia, e di essere rivestiti d'impieghi pubblici (Can. X. De Judæis, & Heret.). Le altre varie Leggi che non gli tiranneggiavano a questo eccesso, gli riducevano all'orlo dell'indigenza, e della disperazione cogli aggravi enormi che loro erano imposti i quali di gran lunga eccedevano sovente l'ammontare delle loro stesse facoltà, e ritrovando qualche renitenza dalla parte dell'infelice Contribuente, passavasi allora, senza ritegno alle più inumane procedure, ad oggetto di sortirne più agevolmente il bramato detestabile intento. (ved. la seg. annot.)(80)Sotto Giovanni il Rosso duca di Bretagna si giunse fino alla truce inaudita barbarie di pubblicare una Legge, la quale dichiarava formalmente innocenti tutti coloro che ucciderebberocristianamentequalche ebreo, proibendo nel tempo medesimo a' giudici di qualunque siasi tribunale, sotto Comminatorie fulminanti di prenderne la benchè minima parte, o contezza in veruna maniera (ved.Cod. Theol. Lib. XVI. T. 1º.) E si oserà poscia sostenere che il cattolico papista non fu mai sempre sitibondo del sangue Israelita!(81)Niente è più adeguato ad autenticare la verità di tutto ciò che abbiamoquìesposto, quanto di richiamare colle istorie alla mano gli orribili eccessi de' quali si resero i cristiani per tante volte colpevoli sopra la terra: infatti, v'ha egli strage o persecuzione che non sia stata da medesimi commessa contro di coloro che non erano cristiani; v'ha forse azione criminosa della quale non si sieno i medesimi lordati per costringere i così dettiinfedelia seguitare le loro massime ad adottare i loro principj? Fra i moltiplici attentati che fanno vergogna all'umanità, si potrebbe quì citare i massacri delle valli del Piemonte, quelli della Valtellina a' tempi di Carlo Borromeo; le stragi contro gli anabatisti massacrati in Allemagna, lo scempio de' Luterani dal Reno fino agli estremi del Nord; le Carneficine d'Irlanda, e di Scozia al tempo di Carlo 1º. egli stesso massacrato; i flagelli ordinati dall'insensibile Maria ed approvati da Enrico VIII. di lei padre; il cruento Massacro della Vigilia di S. Bartolomeo in Francia decretato da Carlo IX. e fatto eseguire dalla mostruosa Caterina de' Medici sua madre; e 40. anni finalmente d'altri spietatimassacrimaccelliumani commessi i Parigi dall'epoca fatale di Francesco secondo fino all'ingresso di Enrico IV. in quella Capitale, senza menzionare quelle inaudite Carneficine fattedevotamenteeseguire dalla feroce Inquisizione, la quale sola ne sorpasserebbe il numero. Per verità, se inoltrare noi più vorremmo quest'affliggente pittura, vieppiù essa farebbe inorridire ogni anima sensibile. Io voglio credere, per altro, che questi orrori infernali, e tanti altri di tal guisa, siano unicamente l'abuso della religione cristiana, e non già lo spirito di questa; ma essi frattanto furono infinite volte commessi, e per quanto ci accorgiamo se non di ordine espresso, almeno d'intera quiescenza della chiesa medesima che lo stesso che dire de' sinodi, e de' Concilj, che ha essa in ogni tempo autorizzati di rappresentarla.(82)Quali calunnie, quali atroci persecuzioni non hanno i cattolici esercitati in ogni tempo contro tutti que' grandi uomini che non sono stati di loro sentimento, dopo Giuliano fino ad Enrico IV. e quali delitti ancora più enormi non ha la loro intolleranza autorizzati sovente, tutte le volte che hanno essi creduto di potere trarre impunemente un vantaggio considerabile per il loro partito? Io ne attesto le tre Lettere scritte da S. Gregorio, così nomato ilgrandeal tirannoPhocasil più detestabile di tutti i mostri della terra, felicitandolo del di lui avvenimento al Trono, da cui dopo di avere fatto deporre l'Imperatore Maurizio suo benefattore, fece scannare in sua presenza cinque suoi figli, ed in seguito commise il barbaro massacro del Genitore, per essersi questi dichiarato in favore del Patriarca di Costantinopoli.(83)In Roma non è che tre anni appena, erano gli ebrei astretti dalla forza ad intervenire nelle chiese de' Cristiani in certi giorni determinati dell'Anno per esservi uditori pazienti delle ingiurie, e degli oltraggi, che il predicatore vomitava a gran forza contro di essi, i loro riti, le loro cerimonie, i loro costumi, e durante questo disgustoso sermone, uno sgherrostaffilatorein abito di chiesacollo staffile alla mano, era destinato a fare de' ripetuti giri attorno di essa, percuotendo fieramente con una sferza tutti quegli ebrei che, o avesse ritrovati sorpresi dal sonno, o che avesse osservati poco attenti alle esecrabili bestemmie che udivano proferire dalla bocca dell'accennato predicatore contro la religione venerabili de' loro avi: ma gli ebrei più facoltosisisesineliberavano agevolmente da questa vessazione mediante una somma che contribuivano annualmente all'erario papale. E il Pontefice Gregorio XIII. non comandò egli che tutti gli ebrei maggiori di 12 anni, abitanti in tutta l'estensione della sede pontificia fossero entro la loro propria sinagoga istruiti da qualche cristiano de' principj fondamentali del Cattolicesimo?Bull. 52. apud Lorinum in act. apostol. Cap. 7. v. 52.(84)Anche nello stato di proscrizione, e di angoscia in cui trovavansi gli ebrei, essi rinvennero argutamente il mezzo certo di salvare le loro fortune, ad eludere in tale maniera la vigilanza de' loro domestici aggressori. Espulsi dalla Francia da Filippo il Lungo nel 1318, essi si rifugiarono in Lombardia, ivi dettero a' negozianti delle Lett. sopra coloro a' quali avevano essi confidate le loro sostanze allorchè vennero costretti di partire; e queste Lett. furono immediatamente accolte, indi a tempo debito estinte. Ecco dal seno della dispersione scaturire felicemente l'ammirabile invenzione delle Lett. di cambio da cui il Commercio ha successivamente risentiti tanti numerosi ragguardevoli vantaggi.(85)Il Re Giovanni d'Inghilterra trovandosi in estremo bisogno di denaro per supplire non so a quali spese urgenti, e non osando ricercarlo agli altri suoi vassalli, fece carcerare i più opulenti ebrei del suo regno; uno di essi, a cui si svelse sette denti l'uno dopo l'altro, affine di avere le di lui sostanze, dette mille marche d'argento quando erasi sul punto di sradicarli l'ottavo. Enrico III. trasse con eguale violenza daAaronricco ebreo di York 14,000. marche d'argento, e 10,000 per uso della regina: esso vendè gli altri ebrei del suo stato al di lui fratello Riccardo per il termine d'un Anno, ad oggetti che questo Conte sventrasse coloro di questa nazione, che il re di lui fratello avea già precedentemente scorticati, come diceMathieu Paris.(86)Ridotta una volta la persecuzione in sistema, si vide gli uomini modellare le loro azioni, ed i loro pensieri al grado del più mostruoso fanatismo, e del livore irrazionale che desso inspira; in mancanza di imputazioni solidamente fondate, o reali ricorrevasi alle calunnie le più nere, o alle più assurde congetture; allorchè, per esempio, l'ordine fisico delle Cose fosse stato alterato al segno di produrre qualche sventura, se ne riportava immediatamente l'origine a' soli ebrei: infatti non è forse ad essi che fu attribuita l'assoluta cagione della frenesia dalla quale fu attaccato Carlo VI. Re di Francia? E per ispiazione di tale sognato fallo, questi sventurati non sobirono l'esilio? (ved.Villar. Hist. de France l'an 1393.) Quando una penuria generale, o qualche epidemico malore angustiava uno stato, o carpiva da' viventi una parte de' suoi abitatori, non dicevasi essere gli ebrei la sola efficiente cagione di simile flagello avvelenando le sorgenti? Non è certamente da supporsi una persecuzione più forsennata nè più inumana di quella che videro gli ebrei suscitare in una quarta parte del mondo contro di essi l'anno 134[?] allorchè un Contagio presso che universale devastò in quell'epoca funesta quasi tutta l'Europa; in Francia, in Alemagna, in Italia, e nella Svizzera il popolo furibondo si lanciò sopra di essi, gli abbruciò, ne fece uno scempio crudele, persuaso di mitigare lo sdegno del Cielo, annientando dalla terra la stirpe d'Israel (ved.Bush. Hist. de la Rel. Juive); oltre a tutto ciò ogni tratto di cattiva fede, ogni soperchieria ed ogni frode, non furono esse in ogni tempo, e lo sono attualmente ancora, altrettante criminose invenzioni che, a senso de' nemici d'Israel, partono dagl'intrighi, e dalla cupidigia di questo Popolo. O perfidia inaudita, estr[ema] o malvagità senza esempio!

L'Avvilimento a cui soggiacque il Popolo d'Israel per tanti secoli nel mondo non deesi ripetere che da due sole cagioni: 1º. dalla sua soverchia compiacenzanella di lui cattività: 2º. dalle ingiuste Leggi che l'opprimevano in mille guise differenti, affine di prendere un barbaro pretesto di depravarlo.

Deux obstacles(dice un erudito anonimo)presqu'également invincibles s'opposent au bonheur de l'homme; son ignorance qui le place où il n'est pas; sa faiblesse qui l'empêche de l'aller trouver où il est.

Infatti non è egli appunto questo lo stato dell'Israelita gemente sotto la soma aggravantede' pregiudizj suoi, e de' suoi ceppi, non li abbraccia esso entrambi? Lo spirito del giudaismo infetto miseramente da fantasmi spaventevoli, e diretto da uomini interessati a perpetuare la sua ignoranza, le sue debolezze, i suoi timori, come in tale infelice situazione avrebb'egli giammai potuto fare qualche progresso, come aspirare, con fondamento, a divenire più saggio, più libero e migliore? Costretto a vegetare nella sua stupidità primitiva di cui lo stesso David, e i Profeti lo rimproverano sovente;quale meraviglia,quale meraviglia, se l'ebreo fu, e restò sempre un fanciullo senza esperienza, uno schiavo senza coraggio, uno stupido che paventa di contrarre l'abitudine del raziocinio, e che sottrarsi giammai egli non seppe dall'orrido labirinto in cui lo avevano fatto smarrire gl'ingannati suoi predecessori? Egli è creduto astretto a gemere in perpetuo sotto il giogo ferale de' suoi Talmudisti che per altro canale ei non conobbe che per l'influenza de' suoi rabbini; questi dopo averlo, per così dire, manettato co' lacci indissolubili dell'opinione si sono renduti i suoi arbitri dominatori, che fecero in seguito, quale automata macchinale, gestire, risolvere, e pensare a loro capriccio. Quindi è che l'ebreo miseramente infatuato delle più bizzarre opinioni, più non riconobbe se stesso, dubitò delle sue proprie facoltà intellettuali, si diffidò dell'esperienza, paventò la verità, sdegnò la sua ragione, e l'abbandonò per seguire ciecamente le visioni tradizionali da esso lui riguardate come altrettante intenzioni discese prodigiosamente dalle impenetrabili regioni della Divinità. In tale guisa dunque l'ebreo condotto sempre da schiavo delle stravagantiopinioni altrui, non dee recare dunque sorpresa se in ogni tempo, e ovunque desso ne portò sempre i vizi, ed il Carattere. Ecco propriamente la vera, e l'unica sorgente fatale della prima causa assegnata all'avvilimento, ed alla corruzione de' Costumi del popolo d'Israel(75).

Or tutto cospirando pertinacemente fino ad ora a rendere l'individuo Israelita sempre più indifferente nella sua cecità, a perpetuare il suo infortunio, ed a confermarlo nel tumulto de' suoi propri smarrimenti, illuso da' suoi rabbini, pervertito da' suoi simili, soggiogato dalle infamanti catene dell'Intolleranza de' suoi tiranni, come mai la depravazione de' suoi costumi potea non essere la conseguenza immediata, fino a rendere le sue laceranti calamità ognora più abituali, e quasi ancora necessarie, e indispensabili(76)?

E dunque così che a tale orribile stato ridotto in vece di condurre lo sguardo sulle cause naturali, e visibili della proprie sue miserie, questo popolo attribuiva unicamente il loro concorso alla conseguenza immediata della sua Cattività, esso offriva al Cielo i fervidi suoi voti per impetrarne l'estremo termine senza potere accorgersi giammai, che quelli non erano realmente dovuti che alla sua propria smodata credulità, alla superstizione de' suoi venerati conduttori, alla alla follia di una gran parte delle sue instituzioni, alla stravaganza de' suoi usi, agl'insensati prestigj de' quali era ogn'individuo Israelita radicalmente imbevuto fino dalle fascie, alla confidenza cieca ch'essariponeva interamente ne' prodigj, tutto aspettando da' medesimi colla massima freddezza, anche in mezzo a più pronti, e rovinosi pericoli, e nulla dalle sue facoltà, dal suo valore che reputava un delitto d'averne, o dalle sue cognizioni, e da' suoi lumi, che non curavasi mai di acquistare(77). Se l'ebreo avesse riempito di buon ora lo spirito di vere, giuste, e metodiche idee; se cultivata si avesse per tempo la sua ragione, se foss'egli stato diretto da uomini interessati di stirpare i suoi pregiudizj, e d'illuminarlo, esso gionto sarebbe omai a conoscere la cagione primaria de' suoi mali senza avere avuto bisogno d'opporre al torrente de' medesimi la barriera impotente della sua cattività. Chi non riconoscerebbe da tutto ciò la causa positiva, e incontrastabile dell'avvilimento d'Israel, nel modo che aggiugnendo que' barbari trattamenti che alcune spietate leggi facevano esercitare contro d'esso in tutto il mondo, chi non rileverebbe gli altri genuini motivi della triste degradazione alla quale il medesimo soggiacque dopo una sì lunga, ed una sì complicata rivoluzione di secoli? Per quante parti, non si è da quelle tentatomille volte di combatterlo, di umiliarlo, se non di sradicare onninamente dalla terra finanche il nome, e la reminiscenza di questo popolo? Vi fu egli mai strage, o tormento di cui fatta ei non ne fosse la vittima, delitto di cui non foss'egli imputato, o disonoranti mancanze che non gli venissero malignamente attribuite(78)? Prescindendo dalle feroci costituzioni alle quali resero gli ebrei soggetti la Spagna, e il Portogallo, ed i terribili roghi che la truce Inquisizione di tali stati avea eretti per distruggerli senza commiserazione, senza ritegno, le tiranniche leggi de' Visigoti non tendevano esse parimenti allo sterminio universale di questo popolo ed all'annientamento radicale della sua religione, nella guisa medesima che quella di tanti stati altri avevanoper solo scopo di ridurlo agli estremi della miseria ed alla più spregevole abbiezione(79).

Che diremo noi di quelle Leggi, non saprei se dettate da mente umana, oppure se da spirito diabolico create, le quali garantivano l'assoluta impunità a chiunque si fosse fatto l'assassino, o l'aggressore d'un ebreo(80)? Sono questi forse i principj salutari che insinua la Legge di grazia? Per quanto a me sia noto, G. Cristo non gli ha mai consecrati; si ha un bel ripeterci cheEcclesia nescit sanguinem, mentre oltre che tutto ciò resta smentito da infiniti monumenti che ci fanno raccapricciare[;] non è ella in ogni senso un illusione condannabile di sostenere, che la chiesa non ha temperato per tante volte le proprie sue mani nel sangue di coloro specialmente che ne erano separati(81), quandoessa fece armare in mille incontri il braccio secolare per la severa punizione di coloro che avea già essa crudelmente condannati(82)? E allora quando questi fieri tormentinon so per quale rara sconosciuta clemenza loro erano risparmiati, non si faceva supplire la lingua nelle pubbliche tribune? E là che colle diatribe le più mordaci e co' più insultanti sermoni udivasi rappresentare l'ebreo, come la più spregevole delle creature terrigene, degna del vilipendio universale, astrignendolo ancora ad intervenirvi con sua stessa presenza, udire freddamente, acquiescerle, e confermarle(83): è la che l'eco tramandava la massima perniciosa, e antisociale del Vescovo d'Hippona, che spoliare si debbono gli eretici de' loro beni, giacchè tutto ciò ch'essi hanno nonnon è che illegittimamente posseduto. È sopra que' pergami finalmente dove miravasi Crisostomo spignere ad un eccesso tale il suo livore contro la sinagoga ebrea, fino a proferire che desse erano case di dissolutezze, altrettanti ricetti di bestie feroci, e il domicilio de' demonj (Chrysost. Adv. Jud. Homel. 1. pag. 391. Homel. 3. p. 439). È questi forse il linguaggio edificante che dee tenere un Dottore della Chiesa, un pastore de' popoli? Quale forsennato potrebbe mai agitare un proposito di questo più stravagante, nè più insano?

In seguito di un quadro sì affliggente vi sarà egli chi ricerchi la seconda cagione dell'avvilimento d'Israel, ovvero chi si sorprenda di vedere questo popolo persistere tutta via negli stessi travviamenti di spirito de' secoli barbari decorsi? E come avrebbe potuto mai non discendere l'ebreo alla più umiliante prostituzione, come poteva esso mai non dedicarsi al lucro anche illecito qualche volta, ed all'usura, s'era comunque considerato come non suscettibile di morale nè di virtù, se per tutto eragli interdetto qualunque mezzo d'onesta sussistenza? Ridotto sempre ad errare quale forsennato da una in altra provincia, ovvero a battere l'uno, e l'altro mare ad oggetto di procacciarsela; riguardato per tutto incapace di possedere de' beni stabili, e di fruire di qualunque siasi pubblico impiego; esso era necessariamente costretto a disperdersi, profugo, e ramingo da regione in regione, da uno in altro Cielo, senzapotere fissare giammai in alcun paese un domicilio permanente per mancanza di potere, di lumi e d'appoggio; fu allora che l'arte del Commercio da qualche tempo negligentata, e vilipesa dalla massima parte dell'Europa, divenne per gli ebrei la più fondata, la più opima, e l'unica risorsa, ne' tempi specialmente in cui a tutt'altro pensavasi fuori che al Commercio ed essendo questi allora i soli a professarlo, essi si arricchirono considerabilmente senza gran pena; ed ecco il momento in cui l'invidia spiegò il suo recondito veleno contro questi sventurati, trattandoli da usuraj, da truffatori, da infami, senza considerare i moltiplici vantaggi rimarcabili ch'essi avevano procurati alle nazioni le quali avessero inclinato ad imitarli nell'esercizio di un arte sì onorifica, e sì lucrosa(84). I sovrani di que' barbari tempi non osando frugare nelle casse de' propri loro sudditi, sia che trattenuti venissero dal timore di allarmarli, o disgustarli, sia che arrestati fossero da qualche altro disegno, riserbato solo ad essi, non esitarono di mettere alla tortura gli ebrei ch'essi non riguardavano nè come sudditi, nè come Cittadini, or senza inoltrare di soverchiale nostre opprimenti ricerche ad un tale riguardo, è da credersi di proposito, che ciò che professarono gli ebrei nell'Inghilterra può somministrarci un idea presso che certa delle crudeli vessazioni che i medesimi provarono in altri stati(85): aggiungasi a tutto ciò gli stravaganti pregiudizj che concorsero per infinite volte nel mondo, colle Leggi atroci da noi testè riportate, tutte in massima tendenti a vieppiù aggravare la loro sorte, ed invece di recarci stupore l'avvilimento, e la desolazione del popolo ebreo, dovremo a più fondata ragione meravigliarci, come possa esistere ancora in sembianza umana un solo individuo di questo sventurato lignaggio sulla superficie della terra(86).Voltaireha rimarcato più voltesensatamente che l'espulsione fatta si sovente degli ebrei da quasi tutti gli stati del mondo, non è servito che a maggiormente diramarli per tutte le Città, e le province dell'universo.

Tale è, senza ombra di dubbio, la vera, o piuttosto l'unica sorgente dell'umiliazione degradante del Popolo d'Israel, e della depravazione generale de' suoi costumi: ma siccome non meno l'una che l'altra non è che (nella guisa che fu da noi testè chiaramente dimostrato) l'opera o delle tiranniche insensate Leggi alle quali fu quel popolo molte volte soggetto, o del fanatismo brutale di certe nazioni fra le qualiei visse; così dalle prime sole dipende arrestarne il progresso fatale dell'una, riducendole più eque, più filosofiche, più sagge, identiche a quelle che servono di norma, di freno, e di sostegno agli altri sudditi dello stato, nella guisa medesima che alle ultime concerne unicamente il sanare l'ebreo dalla corruzione del suo spirito, spoliandosi elleno le prime di quegl'insani pregiudizj da' quali sono esse medesime orribilmente predominate; tanto è questa una verità senza eccezione, quanto che noi ci disponghiamo a renderla più evidentemente dimostrata cogli esempi memorabili di tanti uomini celebri che si fecero sempre distinguere in ogni ramo di coltura fra gli ebrei per tutto dove le Leggi provvide, ed umane loro accordarono una patria, e considerati furono da' popoli come Cittadini capaci di meritarla ad ogni riguardo, non meno per zelo, che per talenti e per saggi Costumi.

(75)Non si può negare che la misera condizione a cui si vide soggetta la Nazione d'Israel da tanti secoli fino ad ora, non fosse tale per ogni ragione, da ridurla a quello stato di avvilimento dove soggiacque in tante guise differenti, e ovunque; ma ciò che ha molto contribuito a renderla sempre peggiore, si è lo stravagante sentimento che ha questo popolo insempreogni temponutrito, di riguardare le sue sofferenze come un tributo espiatorio in alleviamento di tutte quelle peripezie che la tradizione lo minaccia di dovere necessariamente soffrire, fino all'epoca memorabile da esso lui attesa colla più sommessa rassegnazione, nella quale per la via di segnalati prodigj esso confida di vedere finalmente trasformare la sua sorte, e porre l'estremo termine alle sue Calamitose peripezie, ed alle sue pene.

(75)Non si può negare che la misera condizione a cui si vide soggetta la Nazione d'Israel da tanti secoli fino ad ora, non fosse tale per ogni ragione, da ridurla a quello stato di avvilimento dove soggiacque in tante guise differenti, e ovunque; ma ciò che ha molto contribuito a renderla sempre peggiore, si è lo stravagante sentimento che ha questo popolo insempreogni temponutrito, di riguardare le sue sofferenze come un tributo espiatorio in alleviamento di tutte quelle peripezie che la tradizione lo minaccia di dovere necessariamente soffrire, fino all'epoca memorabile da esso lui attesa colla più sommessa rassegnazione, nella quale per la via di segnalati prodigj esso confida di vedere finalmente trasformare la sua sorte, e porre l'estremo termine alle sue Calamitose peripezie, ed alle sue pene.

(76)Un certo Rabbino fanatico, e visionario, capo di piccola Comunità di ebrei d'uno de' paesi del Piemonte dopo alcuni anni di servizio in tale qualità fece un giorno convocare i capi rappresentanti questo Corpo, ad oggetto di domandare loro il congedo, aducendo per motivo che i suoi principj religiosi non gli permettevano di abitare più a lungo in un paese dove l'individuo Israelita fosse risparmiato dalגלות(galuth), cioècattività, o persecuzione di altri Cittadini, rendendosi questa come necessaria, ed essenziale allo stato di esilio in cui ritrovasi questo popolo dal di lui vetusto suolo di promissione, e che sifatto galuth venivagli a mancare in quel paese soggetto alle sozze intolleranti Leggi della Francia. Quell'infelice gregge che soddisfatto mostravasi del servizio di simile pastore, e di cui avrebbe troppo rincresciuta la perdita, non seppe ritrovare altro mezzo per distoglierlo da sì strana risoluzione, che eccitare un incirconciso devoto, e folle al pari di esso, a proferire contro del medesimo delle ingiurie e delle villanie fino a farlo vergognosamente fuggire, e ritrarsi nel recinto della sua nazione. Ciò che essendo stato dal medesimo eseguito l'accennato rabbino se ne ritornò contento in grembo a' suoi, i quali lo posseggono anche attualmente a sì vilissimo prezzo. Si può spignere più oltre l'imbecillità, e il delirio umano!

(76)Un certo Rabbino fanatico, e visionario, capo di piccola Comunità di ebrei d'uno de' paesi del Piemonte dopo alcuni anni di servizio in tale qualità fece un giorno convocare i capi rappresentanti questo Corpo, ad oggetto di domandare loro il congedo, aducendo per motivo che i suoi principj religiosi non gli permettevano di abitare più a lungo in un paese dove l'individuo Israelita fosse risparmiato dalגלות(galuth), cioècattività, o persecuzione di altri Cittadini, rendendosi questa come necessaria, ed essenziale allo stato di esilio in cui ritrovasi questo popolo dal di lui vetusto suolo di promissione, e che sifatto galuth venivagli a mancare in quel paese soggetto alle sozze intolleranti Leggi della Francia. Quell'infelice gregge che soddisfatto mostravasi del servizio di simile pastore, e di cui avrebbe troppo rincresciuta la perdita, non seppe ritrovare altro mezzo per distoglierlo da sì strana risoluzione, che eccitare un incirconciso devoto, e folle al pari di esso, a proferire contro del medesimo delle ingiurie e delle villanie fino a farlo vergognosamente fuggire, e ritrarsi nel recinto della sua nazione. Ciò che essendo stato dal medesimo eseguito l'accennato rabbino se ne ritornò contento in grembo a' suoi, i quali lo posseggono anche attualmente a sì vilissimo prezzo. Si può spignere più oltre l'imbecillità, e il delirio umano!

(77)Un popolo, dice sensatamente Mably, sarebbe per ogni parte soggiogato da quando esso più non cura di difendersi contro gli stranieri che vengono ad attaccarlo fino entro i suoi propri recinti, come seguì appunto al popolo ebreo il quale assalito fino entro le porte del tempio di Gerusalem da Pompeo, si lasciò massacrare piuttosto che difendersi, indotto dal ridicolo pregiudizio, che essendo quello giorno di sabato, non era permesso di fare la benchè minima operazione che alterasse il riposo consecrato ad un tale giorno; e così quegl'infelici preferirono di rimirare con indolenza il barbaro saccheggio del tempio, unitamente alla città, e così rendersi vittime del furore inesorabile di un possente nemico, alla difesa di essi medesimi de' propri diritti, e delle loro sostanze.

(77)Un popolo, dice sensatamente Mably, sarebbe per ogni parte soggiogato da quando esso più non cura di difendersi contro gli stranieri che vengono ad attaccarlo fino entro i suoi propri recinti, come seguì appunto al popolo ebreo il quale assalito fino entro le porte del tempio di Gerusalem da Pompeo, si lasciò massacrare piuttosto che difendersi, indotto dal ridicolo pregiudizio, che essendo quello giorno di sabato, non era permesso di fare la benchè minima operazione che alterasse il riposo consecrato ad un tale giorno; e così quegl'infelici preferirono di rimirare con indolenza il barbaro saccheggio del tempio, unitamente alla città, e così rendersi vittime del furore inesorabile di un possente nemico, alla difesa di essi medesimi de' propri diritti, e delle loro sostanze.

(78)I nemici dell'ebraismo vanamente lusingati di palliare agli occhi del mondo illuminato le accanite persecuzioni, e gli oltraggi proditorj co' quali i medesimi procedevano incessantemente a danno di esso, s'immaginavano riuscirvi facendo tenere le veci di ragione alle calunnie più nere, e le più insultanti; ora imputandoli di negromanzia, ora d'immolare de' fanciulli cristiani; quì di avvelenare sorgenti, colà di calpestare le immagini, altrove di bestemmiare cristo, e la vergine, e per tutto miravasi fare di ogni sforzo per espellerli dalle Città, dalle provincie, non lasciandoli rientrare che mediante le più onerose imposizioni, e nel tempo medesimo che in qualche territorio erano essi tollerati a si fatte umilianti condizioni, si facevano distinguere dagli altri abitanti colle marche dell'infamia, e della prostituzione: tale era dunque, pur troppo, lo stato eccessivamente deplorabile a cui ridotti per lungo tratto di tempo si videro sopra la terra fra i popoli miseri avanzi della prosapia d'Israel.

(78)I nemici dell'ebraismo vanamente lusingati di palliare agli occhi del mondo illuminato le accanite persecuzioni, e gli oltraggi proditorj co' quali i medesimi procedevano incessantemente a danno di esso, s'immaginavano riuscirvi facendo tenere le veci di ragione alle calunnie più nere, e le più insultanti; ora imputandoli di negromanzia, ora d'immolare de' fanciulli cristiani; quì di avvelenare sorgenti, colà di calpestare le immagini, altrove di bestemmiare cristo, e la vergine, e per tutto miravasi fare di ogni sforzo per espellerli dalle Città, dalle provincie, non lasciandoli rientrare che mediante le più onerose imposizioni, e nel tempo medesimo che in qualche territorio erano essi tollerati a si fatte umilianti condizioni, si facevano distinguere dagli altri abitanti colle marche dell'infamia, e della prostituzione: tale era dunque, pur troppo, lo stato eccessivamente deplorabile a cui ridotti per lungo tratto di tempo si videro sopra la terra fra i popoli miseri avanzi della prosapia d'Israel.

(79)Di tutte le leggi detestabili che si prefissero la totale perdizione del giudaismo, non ve n'a forse alcuna che con maggior sforzo tendesse a compiere questo perfido sanguinario disegno di quelle de'Visigoti(ved.Leg. Wisigoth. Lib. XII. T. 2.e3.e inGeorigis. Corp. Jur. Germ. aut. 2155.e seg.). Infatti quali trame restavano mai della religione degli ebrei, togliendo loro l'osservanza del sabato, e quella di tutte le altre feste; vietando loro di contrarre matrimonio secondo il rito mosaico, e di regolare il loro cibo, conforme lo spirito, e le prescrizioni di questo Culto, e sopprimendo loro ancora il rito essenziale della Circoncisione? Tali erano gli ordini comandati da queste Leggi esecrabili (Ibid. Lib. XII. Tit. 2. Lib VIII. Tit. 7.) e le pene ordinate contro i trasgressori di queste Leggi, erano o l'ultimo Capitale supplizio, il quale dovea essere inflitto da medesimi ebrei, o la lapidazione, o l'atroce condanna di essere abbruciato vivo. Quelle provocate da' Papi erano alla verità meno crudeli, ma spregevoli del pari, mentre desse gli dichiaravano del tutto incapaci di rendere testimonianza in giustizia, e di essere rivestiti d'impieghi pubblici (Can. X. De Judæis, & Heret.). Le altre varie Leggi che non gli tiranneggiavano a questo eccesso, gli riducevano all'orlo dell'indigenza, e della disperazione cogli aggravi enormi che loro erano imposti i quali di gran lunga eccedevano sovente l'ammontare delle loro stesse facoltà, e ritrovando qualche renitenza dalla parte dell'infelice Contribuente, passavasi allora, senza ritegno alle più inumane procedure, ad oggetto di sortirne più agevolmente il bramato detestabile intento. (ved. la seg. annot.)

(79)Di tutte le leggi detestabili che si prefissero la totale perdizione del giudaismo, non ve n'a forse alcuna che con maggior sforzo tendesse a compiere questo perfido sanguinario disegno di quelle de'Visigoti(ved.Leg. Wisigoth. Lib. XII. T. 2.e3.e inGeorigis. Corp. Jur. Germ. aut. 2155.e seg.). Infatti quali trame restavano mai della religione degli ebrei, togliendo loro l'osservanza del sabato, e quella di tutte le altre feste; vietando loro di contrarre matrimonio secondo il rito mosaico, e di regolare il loro cibo, conforme lo spirito, e le prescrizioni di questo Culto, e sopprimendo loro ancora il rito essenziale della Circoncisione? Tali erano gli ordini comandati da queste Leggi esecrabili (Ibid. Lib. XII. Tit. 2. Lib VIII. Tit. 7.) e le pene ordinate contro i trasgressori di queste Leggi, erano o l'ultimo Capitale supplizio, il quale dovea essere inflitto da medesimi ebrei, o la lapidazione, o l'atroce condanna di essere abbruciato vivo. Quelle provocate da' Papi erano alla verità meno crudeli, ma spregevoli del pari, mentre desse gli dichiaravano del tutto incapaci di rendere testimonianza in giustizia, e di essere rivestiti d'impieghi pubblici (Can. X. De Judæis, & Heret.). Le altre varie Leggi che non gli tiranneggiavano a questo eccesso, gli riducevano all'orlo dell'indigenza, e della disperazione cogli aggravi enormi che loro erano imposti i quali di gran lunga eccedevano sovente l'ammontare delle loro stesse facoltà, e ritrovando qualche renitenza dalla parte dell'infelice Contribuente, passavasi allora, senza ritegno alle più inumane procedure, ad oggetto di sortirne più agevolmente il bramato detestabile intento. (ved. la seg. annot.)

(80)Sotto Giovanni il Rosso duca di Bretagna si giunse fino alla truce inaudita barbarie di pubblicare una Legge, la quale dichiarava formalmente innocenti tutti coloro che ucciderebberocristianamentequalche ebreo, proibendo nel tempo medesimo a' giudici di qualunque siasi tribunale, sotto Comminatorie fulminanti di prenderne la benchè minima parte, o contezza in veruna maniera (ved.Cod. Theol. Lib. XVI. T. 1º.) E si oserà poscia sostenere che il cattolico papista non fu mai sempre sitibondo del sangue Israelita!

(80)Sotto Giovanni il Rosso duca di Bretagna si giunse fino alla truce inaudita barbarie di pubblicare una Legge, la quale dichiarava formalmente innocenti tutti coloro che ucciderebberocristianamentequalche ebreo, proibendo nel tempo medesimo a' giudici di qualunque siasi tribunale, sotto Comminatorie fulminanti di prenderne la benchè minima parte, o contezza in veruna maniera (ved.Cod. Theol. Lib. XVI. T. 1º.) E si oserà poscia sostenere che il cattolico papista non fu mai sempre sitibondo del sangue Israelita!

(81)Niente è più adeguato ad autenticare la verità di tutto ciò che abbiamoquìesposto, quanto di richiamare colle istorie alla mano gli orribili eccessi de' quali si resero i cristiani per tante volte colpevoli sopra la terra: infatti, v'ha egli strage o persecuzione che non sia stata da medesimi commessa contro di coloro che non erano cristiani; v'ha forse azione criminosa della quale non si sieno i medesimi lordati per costringere i così dettiinfedelia seguitare le loro massime ad adottare i loro principj? Fra i moltiplici attentati che fanno vergogna all'umanità, si potrebbe quì citare i massacri delle valli del Piemonte, quelli della Valtellina a' tempi di Carlo Borromeo; le stragi contro gli anabatisti massacrati in Allemagna, lo scempio de' Luterani dal Reno fino agli estremi del Nord; le Carneficine d'Irlanda, e di Scozia al tempo di Carlo 1º. egli stesso massacrato; i flagelli ordinati dall'insensibile Maria ed approvati da Enrico VIII. di lei padre; il cruento Massacro della Vigilia di S. Bartolomeo in Francia decretato da Carlo IX. e fatto eseguire dalla mostruosa Caterina de' Medici sua madre; e 40. anni finalmente d'altri spietatimassacrimaccelliumani commessi i Parigi dall'epoca fatale di Francesco secondo fino all'ingresso di Enrico IV. in quella Capitale, senza menzionare quelle inaudite Carneficine fattedevotamenteeseguire dalla feroce Inquisizione, la quale sola ne sorpasserebbe il numero. Per verità, se inoltrare noi più vorremmo quest'affliggente pittura, vieppiù essa farebbe inorridire ogni anima sensibile. Io voglio credere, per altro, che questi orrori infernali, e tanti altri di tal guisa, siano unicamente l'abuso della religione cristiana, e non già lo spirito di questa; ma essi frattanto furono infinite volte commessi, e per quanto ci accorgiamo se non di ordine espresso, almeno d'intera quiescenza della chiesa medesima che lo stesso che dire de' sinodi, e de' Concilj, che ha essa in ogni tempo autorizzati di rappresentarla.

(81)Niente è più adeguato ad autenticare la verità di tutto ciò che abbiamoquìesposto, quanto di richiamare colle istorie alla mano gli orribili eccessi de' quali si resero i cristiani per tante volte colpevoli sopra la terra: infatti, v'ha egli strage o persecuzione che non sia stata da medesimi commessa contro di coloro che non erano cristiani; v'ha forse azione criminosa della quale non si sieno i medesimi lordati per costringere i così dettiinfedelia seguitare le loro massime ad adottare i loro principj? Fra i moltiplici attentati che fanno vergogna all'umanità, si potrebbe quì citare i massacri delle valli del Piemonte, quelli della Valtellina a' tempi di Carlo Borromeo; le stragi contro gli anabatisti massacrati in Allemagna, lo scempio de' Luterani dal Reno fino agli estremi del Nord; le Carneficine d'Irlanda, e di Scozia al tempo di Carlo 1º. egli stesso massacrato; i flagelli ordinati dall'insensibile Maria ed approvati da Enrico VIII. di lei padre; il cruento Massacro della Vigilia di S. Bartolomeo in Francia decretato da Carlo IX. e fatto eseguire dalla mostruosa Caterina de' Medici sua madre; e 40. anni finalmente d'altri spietatimassacrimaccelliumani commessi i Parigi dall'epoca fatale di Francesco secondo fino all'ingresso di Enrico IV. in quella Capitale, senza menzionare quelle inaudite Carneficine fattedevotamenteeseguire dalla feroce Inquisizione, la quale sola ne sorpasserebbe il numero. Per verità, se inoltrare noi più vorremmo quest'affliggente pittura, vieppiù essa farebbe inorridire ogni anima sensibile. Io voglio credere, per altro, che questi orrori infernali, e tanti altri di tal guisa, siano unicamente l'abuso della religione cristiana, e non già lo spirito di questa; ma essi frattanto furono infinite volte commessi, e per quanto ci accorgiamo se non di ordine espresso, almeno d'intera quiescenza della chiesa medesima che lo stesso che dire de' sinodi, e de' Concilj, che ha essa in ogni tempo autorizzati di rappresentarla.

(82)Quali calunnie, quali atroci persecuzioni non hanno i cattolici esercitati in ogni tempo contro tutti que' grandi uomini che non sono stati di loro sentimento, dopo Giuliano fino ad Enrico IV. e quali delitti ancora più enormi non ha la loro intolleranza autorizzati sovente, tutte le volte che hanno essi creduto di potere trarre impunemente un vantaggio considerabile per il loro partito? Io ne attesto le tre Lettere scritte da S. Gregorio, così nomato ilgrandeal tirannoPhocasil più detestabile di tutti i mostri della terra, felicitandolo del di lui avvenimento al Trono, da cui dopo di avere fatto deporre l'Imperatore Maurizio suo benefattore, fece scannare in sua presenza cinque suoi figli, ed in seguito commise il barbaro massacro del Genitore, per essersi questi dichiarato in favore del Patriarca di Costantinopoli.

(82)Quali calunnie, quali atroci persecuzioni non hanno i cattolici esercitati in ogni tempo contro tutti que' grandi uomini che non sono stati di loro sentimento, dopo Giuliano fino ad Enrico IV. e quali delitti ancora più enormi non ha la loro intolleranza autorizzati sovente, tutte le volte che hanno essi creduto di potere trarre impunemente un vantaggio considerabile per il loro partito? Io ne attesto le tre Lettere scritte da S. Gregorio, così nomato ilgrandeal tirannoPhocasil più detestabile di tutti i mostri della terra, felicitandolo del di lui avvenimento al Trono, da cui dopo di avere fatto deporre l'Imperatore Maurizio suo benefattore, fece scannare in sua presenza cinque suoi figli, ed in seguito commise il barbaro massacro del Genitore, per essersi questi dichiarato in favore del Patriarca di Costantinopoli.

(83)In Roma non è che tre anni appena, erano gli ebrei astretti dalla forza ad intervenire nelle chiese de' Cristiani in certi giorni determinati dell'Anno per esservi uditori pazienti delle ingiurie, e degli oltraggi, che il predicatore vomitava a gran forza contro di essi, i loro riti, le loro cerimonie, i loro costumi, e durante questo disgustoso sermone, uno sgherrostaffilatorein abito di chiesacollo staffile alla mano, era destinato a fare de' ripetuti giri attorno di essa, percuotendo fieramente con una sferza tutti quegli ebrei che, o avesse ritrovati sorpresi dal sonno, o che avesse osservati poco attenti alle esecrabili bestemmie che udivano proferire dalla bocca dell'accennato predicatore contro la religione venerabili de' loro avi: ma gli ebrei più facoltosisisesineliberavano agevolmente da questa vessazione mediante una somma che contribuivano annualmente all'erario papale. E il Pontefice Gregorio XIII. non comandò egli che tutti gli ebrei maggiori di 12 anni, abitanti in tutta l'estensione della sede pontificia fossero entro la loro propria sinagoga istruiti da qualche cristiano de' principj fondamentali del Cattolicesimo?Bull. 52. apud Lorinum in act. apostol. Cap. 7. v. 52.

(83)In Roma non è che tre anni appena, erano gli ebrei astretti dalla forza ad intervenire nelle chiese de' Cristiani in certi giorni determinati dell'Anno per esservi uditori pazienti delle ingiurie, e degli oltraggi, che il predicatore vomitava a gran forza contro di essi, i loro riti, le loro cerimonie, i loro costumi, e durante questo disgustoso sermone, uno sgherrostaffilatorein abito di chiesacollo staffile alla mano, era destinato a fare de' ripetuti giri attorno di essa, percuotendo fieramente con una sferza tutti quegli ebrei che, o avesse ritrovati sorpresi dal sonno, o che avesse osservati poco attenti alle esecrabili bestemmie che udivano proferire dalla bocca dell'accennato predicatore contro la religione venerabili de' loro avi: ma gli ebrei più facoltosisisesineliberavano agevolmente da questa vessazione mediante una somma che contribuivano annualmente all'erario papale. E il Pontefice Gregorio XIII. non comandò egli che tutti gli ebrei maggiori di 12 anni, abitanti in tutta l'estensione della sede pontificia fossero entro la loro propria sinagoga istruiti da qualche cristiano de' principj fondamentali del Cattolicesimo?Bull. 52. apud Lorinum in act. apostol. Cap. 7. v. 52.

(84)Anche nello stato di proscrizione, e di angoscia in cui trovavansi gli ebrei, essi rinvennero argutamente il mezzo certo di salvare le loro fortune, ad eludere in tale maniera la vigilanza de' loro domestici aggressori. Espulsi dalla Francia da Filippo il Lungo nel 1318, essi si rifugiarono in Lombardia, ivi dettero a' negozianti delle Lett. sopra coloro a' quali avevano essi confidate le loro sostanze allorchè vennero costretti di partire; e queste Lett. furono immediatamente accolte, indi a tempo debito estinte. Ecco dal seno della dispersione scaturire felicemente l'ammirabile invenzione delle Lett. di cambio da cui il Commercio ha successivamente risentiti tanti numerosi ragguardevoli vantaggi.

(84)Anche nello stato di proscrizione, e di angoscia in cui trovavansi gli ebrei, essi rinvennero argutamente il mezzo certo di salvare le loro fortune, ad eludere in tale maniera la vigilanza de' loro domestici aggressori. Espulsi dalla Francia da Filippo il Lungo nel 1318, essi si rifugiarono in Lombardia, ivi dettero a' negozianti delle Lett. sopra coloro a' quali avevano essi confidate le loro sostanze allorchè vennero costretti di partire; e queste Lett. furono immediatamente accolte, indi a tempo debito estinte. Ecco dal seno della dispersione scaturire felicemente l'ammirabile invenzione delle Lett. di cambio da cui il Commercio ha successivamente risentiti tanti numerosi ragguardevoli vantaggi.

(85)Il Re Giovanni d'Inghilterra trovandosi in estremo bisogno di denaro per supplire non so a quali spese urgenti, e non osando ricercarlo agli altri suoi vassalli, fece carcerare i più opulenti ebrei del suo regno; uno di essi, a cui si svelse sette denti l'uno dopo l'altro, affine di avere le di lui sostanze, dette mille marche d'argento quando erasi sul punto di sradicarli l'ottavo. Enrico III. trasse con eguale violenza daAaronricco ebreo di York 14,000. marche d'argento, e 10,000 per uso della regina: esso vendè gli altri ebrei del suo stato al di lui fratello Riccardo per il termine d'un Anno, ad oggetti che questo Conte sventrasse coloro di questa nazione, che il re di lui fratello avea già precedentemente scorticati, come diceMathieu Paris.

(85)Il Re Giovanni d'Inghilterra trovandosi in estremo bisogno di denaro per supplire non so a quali spese urgenti, e non osando ricercarlo agli altri suoi vassalli, fece carcerare i più opulenti ebrei del suo regno; uno di essi, a cui si svelse sette denti l'uno dopo l'altro, affine di avere le di lui sostanze, dette mille marche d'argento quando erasi sul punto di sradicarli l'ottavo. Enrico III. trasse con eguale violenza daAaronricco ebreo di York 14,000. marche d'argento, e 10,000 per uso della regina: esso vendè gli altri ebrei del suo stato al di lui fratello Riccardo per il termine d'un Anno, ad oggetti che questo Conte sventrasse coloro di questa nazione, che il re di lui fratello avea già precedentemente scorticati, come diceMathieu Paris.

(86)Ridotta una volta la persecuzione in sistema, si vide gli uomini modellare le loro azioni, ed i loro pensieri al grado del più mostruoso fanatismo, e del livore irrazionale che desso inspira; in mancanza di imputazioni solidamente fondate, o reali ricorrevasi alle calunnie le più nere, o alle più assurde congetture; allorchè, per esempio, l'ordine fisico delle Cose fosse stato alterato al segno di produrre qualche sventura, se ne riportava immediatamente l'origine a' soli ebrei: infatti non è forse ad essi che fu attribuita l'assoluta cagione della frenesia dalla quale fu attaccato Carlo VI. Re di Francia? E per ispiazione di tale sognato fallo, questi sventurati non sobirono l'esilio? (ved.Villar. Hist. de France l'an 1393.) Quando una penuria generale, o qualche epidemico malore angustiava uno stato, o carpiva da' viventi una parte de' suoi abitatori, non dicevasi essere gli ebrei la sola efficiente cagione di simile flagello avvelenando le sorgenti? Non è certamente da supporsi una persecuzione più forsennata nè più inumana di quella che videro gli ebrei suscitare in una quarta parte del mondo contro di essi l'anno 134[?] allorchè un Contagio presso che universale devastò in quell'epoca funesta quasi tutta l'Europa; in Francia, in Alemagna, in Italia, e nella Svizzera il popolo furibondo si lanciò sopra di essi, gli abbruciò, ne fece uno scempio crudele, persuaso di mitigare lo sdegno del Cielo, annientando dalla terra la stirpe d'Israel (ved.Bush. Hist. de la Rel. Juive); oltre a tutto ciò ogni tratto di cattiva fede, ogni soperchieria ed ogni frode, non furono esse in ogni tempo, e lo sono attualmente ancora, altrettante criminose invenzioni che, a senso de' nemici d'Israel, partono dagl'intrighi, e dalla cupidigia di questo Popolo. O perfidia inaudita, estr[ema] o malvagità senza esempio!

(86)Ridotta una volta la persecuzione in sistema, si vide gli uomini modellare le loro azioni, ed i loro pensieri al grado del più mostruoso fanatismo, e del livore irrazionale che desso inspira; in mancanza di imputazioni solidamente fondate, o reali ricorrevasi alle calunnie le più nere, o alle più assurde congetture; allorchè, per esempio, l'ordine fisico delle Cose fosse stato alterato al segno di produrre qualche sventura, se ne riportava immediatamente l'origine a' soli ebrei: infatti non è forse ad essi che fu attribuita l'assoluta cagione della frenesia dalla quale fu attaccato Carlo VI. Re di Francia? E per ispiazione di tale sognato fallo, questi sventurati non sobirono l'esilio? (ved.Villar. Hist. de France l'an 1393.) Quando una penuria generale, o qualche epidemico malore angustiava uno stato, o carpiva da' viventi una parte de' suoi abitatori, non dicevasi essere gli ebrei la sola efficiente cagione di simile flagello avvelenando le sorgenti? Non è certamente da supporsi una persecuzione più forsennata nè più inumana di quella che videro gli ebrei suscitare in una quarta parte del mondo contro di essi l'anno 134[?] allorchè un Contagio presso che universale devastò in quell'epoca funesta quasi tutta l'Europa; in Francia, in Alemagna, in Italia, e nella Svizzera il popolo furibondo si lanciò sopra di essi, gli abbruciò, ne fece uno scempio crudele, persuaso di mitigare lo sdegno del Cielo, annientando dalla terra la stirpe d'Israel (ved.Bush. Hist. de la Rel. Juive); oltre a tutto ciò ogni tratto di cattiva fede, ogni soperchieria ed ogni frode, non furono esse in ogni tempo, e lo sono attualmente ancora, altrettante criminose invenzioni che, a senso de' nemici d'Israel, partono dagl'intrighi, e dalla cupidigia di questo Popolo. O perfidia inaudita, estr[ema] o malvagità senza esempio!


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