LA MORALE

LA MORALE

Sei fior del secoloSanta moraleSei fatta l’idoloUniversale,Ed il tuo fascinoTrascorre a voloCome l’elettricoDi polo in polo;Are t’innalzanoTutte le genti,E ti strombazzanoAi quattro venti.Tu sei l’immagineD’una speranzaBella ed etereaNella sembianza,Tutti ti guardanoSiccome un puntoInaccessibileNon mai raggiunto,Tutti t’ammirano,Ognun ti ha in bocca,Ma infin dell’operaNessun ti tocca.Il prete in pergamoTi canta lodi,E di te predicaIn mille modi;Ma spesso ipocritaMentre si piega,In fondo all’animaPoi ti rinnega,E lodi e predicheChe a josa insacca,Non son che il trespoloDella baracca.Dall’alte cattedreGravi retoriD’austere regoleSon banditori;Coll’arma facileDella parolaFan d’arzigogoliConfusa scuola,Ma infin gonfiandosiCon ciance vane,Fan nulla e gracchianoCome le rane.Tutti t’inneggianoMORALE Santa,Ognun discepoloDi te si vanta,Delle tue massimeSi fa gran smercioCome d’articoliMessi in commercio;E ti conservanoNella vetrinaLa dama rigidaE la sgualdrina.Severi giudiciE magistratiSempre si vantanoDa te guidati;Di te si diconoSpezzata lancia,Ma moralissimiSon per la pancia;Di Temi cingonoL’alma corona,E tengon moccoloAl Dio Mammona.T’han messa in musicaIn prosa e in rima,Ma il mondo sdrucciolaPeggio di prima;All’ombra placidaDi tua grandezza,Si cela un’intimaSpudoratezza,Tutti ti espongonoCon nobil garaSiccome il balsamoDi Dulcamara.Passi qual zeffiroChe lieve spiri,E ’l mondo visitiPer mille giri;Ascendi al culmineDi reggia aurata,E là rimaniMistificata;Trascorri rapida.Discendi all’are,Ma ti tradisconoTrono ed altare.Servi di mascheraA una genìaGrama per cinicaIpocrisia;Se badi a chiacchiere,Sei vocazioneD’ogni ridicoloD’ogni buffone;Tutti ti spaccianoA piene mani,Pseudo-filosofiE ciarlatani.Gente da trógoloSinistra e scura,Coscienze livideD’ogni lorduraDi te s’adornanoE vanno attorno,Alto acclamandotiE notte e giorno;Ma sotto all’egidaDella tua magliaIl marchio celanoDella canaglia.Quei contafrottoleLeccastivaliChe ti strascinanoSu pei giornali,Son gente equivocaChe fa negozioDi buone massimePer stare in ozio;Anime tenereFior di candoreChe ai loro comodiHanno il pudore.Codesti arcangeliDella grand’eraDiventan nottoleIn sulla sera;Deposto l’abitoDell’apparenza,Si fanno lecitaOgni impudenza,E poi risalgonoSulla bigonciaE ti contrattanoUn tanto all’oncia.Nuovi proselitiDe’ tuoi dettatiLenoni e proteiSon diventati;Di fede in pubblicoFan l’impresario,Trecconi ignobiliDietro il sipario,E da neofitiDi simil razzaPovera vittimaSei tratta in piazza.Oh! dalle nuvoleSublime DeaScendi terribileNuova Adrastea,E la tua colleraPiù non si stanchi,Sulla combricolaDei saltimbanchiChe del tuo nomeFan triste scempio,E ti profananoAltare e Tempio!

Sei fior del secoloSanta moraleSei fatta l’idoloUniversale,Ed il tuo fascinoTrascorre a voloCome l’elettricoDi polo in polo;Are t’innalzanoTutte le genti,E ti strombazzanoAi quattro venti.

Sei fior del secolo

Santa morale

Sei fatta l’idolo

Universale,

Ed il tuo fascino

Trascorre a volo

Come l’elettrico

Di polo in polo;

Are t’innalzano

Tutte le genti,

E ti strombazzano

Ai quattro venti.

Tu sei l’immagineD’una speranzaBella ed etereaNella sembianza,Tutti ti guardanoSiccome un puntoInaccessibileNon mai raggiunto,Tutti t’ammirano,Ognun ti ha in bocca,Ma infin dell’operaNessun ti tocca.

Tu sei l’immagine

D’una speranza

Bella ed eterea

Nella sembianza,

Tutti ti guardano

Siccome un punto

Inaccessibile

Non mai raggiunto,

Tutti t’ammirano,

Ognun ti ha in bocca,

Ma infin dell’opera

Nessun ti tocca.

Il prete in pergamoTi canta lodi,E di te predicaIn mille modi;Ma spesso ipocritaMentre si piega,In fondo all’animaPoi ti rinnega,E lodi e predicheChe a josa insacca,Non son che il trespoloDella baracca.

Il prete in pergamo

Ti canta lodi,

E di te predica

In mille modi;

Ma spesso ipocrita

Mentre si piega,

In fondo all’anima

Poi ti rinnega,

E lodi e prediche

Che a josa insacca,

Non son che il trespolo

Della baracca.

Dall’alte cattedreGravi retoriD’austere regoleSon banditori;Coll’arma facileDella parolaFan d’arzigogoliConfusa scuola,Ma infin gonfiandosiCon ciance vane,Fan nulla e gracchianoCome le rane.

Dall’alte cattedre

Gravi retori

D’austere regole

Son banditori;

Coll’arma facile

Della parola

Fan d’arzigogoli

Confusa scuola,

Ma infin gonfiandosi

Con ciance vane,

Fan nulla e gracchiano

Come le rane.

Tutti t’inneggianoMORALE Santa,Ognun discepoloDi te si vanta,Delle tue massimeSi fa gran smercioCome d’articoliMessi in commercio;E ti conservanoNella vetrinaLa dama rigidaE la sgualdrina.

Tutti t’inneggiano

MORALE Santa,

Ognun discepolo

Di te si vanta,

Delle tue massime

Si fa gran smercio

Come d’articoli

Messi in commercio;

E ti conservano

Nella vetrina

La dama rigida

E la sgualdrina.

Severi giudiciE magistratiSempre si vantanoDa te guidati;Di te si diconoSpezzata lancia,Ma moralissimiSon per la pancia;Di Temi cingonoL’alma corona,E tengon moccoloAl Dio Mammona.

Severi giudici

E magistrati

Sempre si vantano

Da te guidati;

Di te si dicono

Spezzata lancia,

Ma moralissimi

Son per la pancia;

Di Temi cingono

L’alma corona,

E tengon moccolo

Al Dio Mammona.

T’han messa in musicaIn prosa e in rima,Ma il mondo sdrucciolaPeggio di prima;All’ombra placidaDi tua grandezza,Si cela un’intimaSpudoratezza,Tutti ti espongonoCon nobil garaSiccome il balsamoDi Dulcamara.

T’han messa in musica

In prosa e in rima,

Ma il mondo sdrucciola

Peggio di prima;

All’ombra placida

Di tua grandezza,

Si cela un’intima

Spudoratezza,

Tutti ti espongono

Con nobil gara

Siccome il balsamo

Di Dulcamara.

Passi qual zeffiroChe lieve spiri,E ’l mondo visitiPer mille giri;Ascendi al culmineDi reggia aurata,E là rimaniMistificata;Trascorri rapida.Discendi all’are,Ma ti tradisconoTrono ed altare.

Passi qual zeffiro

Che lieve spiri,

E ’l mondo visiti

Per mille giri;

Ascendi al culmine

Di reggia aurata,

E là rimani

Mistificata;

Trascorri rapida.

Discendi all’are,

Ma ti tradiscono

Trono ed altare.

Servi di mascheraA una genìaGrama per cinicaIpocrisia;Se badi a chiacchiere,Sei vocazioneD’ogni ridicoloD’ogni buffone;Tutti ti spaccianoA piene mani,Pseudo-filosofiE ciarlatani.

Servi di maschera

A una genìa

Grama per cinica

Ipocrisia;

Se badi a chiacchiere,

Sei vocazione

D’ogni ridicolo

D’ogni buffone;

Tutti ti spacciano

A piene mani,

Pseudo-filosofi

E ciarlatani.

Gente da trógoloSinistra e scura,Coscienze livideD’ogni lorduraDi te s’adornanoE vanno attorno,Alto acclamandotiE notte e giorno;Ma sotto all’egidaDella tua magliaIl marchio celanoDella canaglia.

Gente da trógolo

Sinistra e scura,

Coscienze livide

D’ogni lordura

Di te s’adornano

E vanno attorno,

Alto acclamandoti

E notte e giorno;

Ma sotto all’egida

Della tua maglia

Il marchio celano

Della canaglia.

Quei contafrottoleLeccastivaliChe ti strascinanoSu pei giornali,Son gente equivocaChe fa negozioDi buone massimePer stare in ozio;Anime tenereFior di candoreChe ai loro comodiHanno il pudore.

Quei contafrottole

Leccastivali

Che ti strascinano

Su pei giornali,

Son gente equivoca

Che fa negozio

Di buone massime

Per stare in ozio;

Anime tenere

Fior di candore

Che ai loro comodi

Hanno il pudore.

Codesti arcangeliDella grand’eraDiventan nottoleIn sulla sera;Deposto l’abitoDell’apparenza,Si fanno lecitaOgni impudenza,E poi risalgonoSulla bigonciaE ti contrattanoUn tanto all’oncia.

Codesti arcangeli

Della grand’era

Diventan nottole

In sulla sera;

Deposto l’abito

Dell’apparenza,

Si fanno lecita

Ogni impudenza,

E poi risalgono

Sulla bigoncia

E ti contrattano

Un tanto all’oncia.

Nuovi proselitiDe’ tuoi dettatiLenoni e proteiSon diventati;Di fede in pubblicoFan l’impresario,Trecconi ignobiliDietro il sipario,E da neofitiDi simil razzaPovera vittimaSei tratta in piazza.

Nuovi proseliti

De’ tuoi dettati

Lenoni e protei

Son diventati;

Di fede in pubblico

Fan l’impresario,

Trecconi ignobili

Dietro il sipario,

E da neofiti

Di simil razza

Povera vittima

Sei tratta in piazza.

Oh! dalle nuvoleSublime DeaScendi terribileNuova Adrastea,E la tua colleraPiù non si stanchi,Sulla combricolaDei saltimbanchiChe del tuo nomeFan triste scempio,E ti profananoAltare e Tempio!

Oh! dalle nuvole

Sublime Dea

Scendi terribile

Nuova Adrastea,

E la tua collera

Più non si stanchi,

Sulla combricola

Dei saltimbanchi

Che del tuo nome

Fan triste scempio,

E ti profanano

Altare e Tempio!

FINE DEL SECONDO ED ULTIMO VOLUME

INDICEDEI DUE VOLUMIVOLUME PRIMOPrefazionePag. 5Un Soldo15Un’Avventura galante87VOLUME SECONDOUna Croce meritata5Sproloquio7Manifestazioni d’un genio!9Eureka15Nemo propheta in patria25La forza del Destino31Il sole entra in Capricorno43La dabbenaggine alla prova51Diplomazia dell’asino61Apoteosi71Lei, Voi e Tu75Versi alla buonaIl Cavaliere111La Morale119

NOTE:1.Badi l’attore che il sogno è una finzione... un colpo di malizia per dichiararsi. Tutto va detto leggiermente con scherzo.

1.Badi l’attore che il sogno è una finzione... un colpo di malizia per dichiararsi. Tutto va detto leggiermente con scherzo.

1.Badi l’attore che il sogno è una finzione... un colpo di malizia per dichiararsi. Tutto va detto leggiermente con scherzo.

Nota del TrascrittoreOrtografia e punteggiatura originali sono state mantenute, correggendo senza annotazione minimi errori tipografici.Copertina creata dal trascrittore e posta nel pubblico dominio.

Nota del Trascrittore

Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, correggendo senza annotazione minimi errori tipografici.

Copertina creata dal trascrittore e posta nel pubblico dominio.


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