(14º)
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Qual contrattempo cotesta pioggia! Oggi farei inutilmente la gita, Miniuti deve essere rimasto in casa, ella certo non può uscire.
Ecco tre giorni trascorsi in Paradiso. Ora ci siamo di nuovo al dover scrivere per passare questo periodo di febbre.
Penserò a lei, a questi tre giorni di ebbrezza nei quali l’ho veduta e le ho parlato. Miniuti esce a caccia il mattino, non rientra che a sera.
Sono contento d’aver trovato modo d’evitar la strada, prendendo pel bosco di Vallombrosa, scendendo nella macchia, lungo ilRio caldo, arrivar così senza incontri fino al boschetto della Petriera e penetrarvi non veduto.
Possa quel boschetto restare eternamente in piedi, possano i suoi pioppi e le sue quercie, risparmiate dalla scure, dai fulmini, dai venti, crescere secolari ed altri amanti dell’avvenire, dopo aver attraversate sotto i raggi ardenti del sole, nel tremolio dell’aria brulicante di vapori, le terre lavorate che lo circondano, ondulanti lontano come il mare, trovar nella sua ombra deliziosa, come ho trovato io, il refrigerio del corpo e quello dell’animo.
I giorni di sofferenza, di amarezza, mi paiono lontani tanto... quasi impossibili nell’avvenire.
Come il primo giorno ella venne in fretta, pallida, ansante. Volevo prenderle la mano, parlare.
— Lo so,... mi disse, v’intendo,... se è così partite.
Tutte le forze del mio essere erano sospese, le cercavo il cuore negli occhi; le paroleche pronunziavano le labbra, non potevano aver importanza, il suo cuore volevo mi rispondesse.
Piangeva insistendo.
Non ricordo più quello ch’io dissi nè quello che poi mi rispose; so che ho parlato a lungo, detto tutto tutto quel che sentivo... siamo tornati indietro negli anni, abbiamo riandato insieme tante cose di quell’età in cui tutto era sorriso.
Poi l’ho riveduta il domani, e so di rivederla e di parlarle ancora.
E non è un sogno (perchè in certi momenti m’assale proprio il dubbio di aver sognato), così ieri ancora sono penetrato nel boschetto, ho appoggiato il fucile ad un tronco, mi sono curvato nell’erbe alte e selvatiche, fissato lo sguardo allo svolto del viale d’olmi, che dal suo giardino mette capo al boschetto, al nostro boschetto: all’ora consueta l’ho veduta comparire nella sua veste chiara a piccole rose, bella, elegante, coi piedi nelle margherite, spiccante sul fondo verde degli alberi, nella piena luce, nella pien’aria, talquale l’ho ancora negli occhi, come l’avrò sempre, campassi cento anni.
Ha promesso di ritornare. Non oggi, madomani la vedrò ancora apparire così: avanzare prima lenta lenta, poi studiare il passo, affrettarlo, e sul volto chino, disegnarsi un sorriso e diffondersi un rossore di soavissima allegrezza ed io come ieri, come ierl’altro, come il primo giorno, non oserò muovermi, respirare, batter le ciglia, trepidante di vederla dileguar come un sogno...