Chapter 3

dallo inferno u' non si riedeGiammai a buon voler, tornò all'ossa[66].

dallo inferno u' non si riedeGiammai a buon voler, tornò all'ossa[66].

dallo inferno u' non si riede

Giammai a buon voler, tornò all'ossa[66].

Questa opinione poteva essere confortata e confermata da molti esempii di casi simili narrati nei leggendarii. Fra i miracoli della Vergine figurano assai spesso storie di peccatori che, morti impenitenti, e dannati, furono per la intercessione di lei richiamati in vita, e, fatta debita penitenza, poterono salvarsi[67]. Gioverà finalmentericordare che San Gregorio, il quale, secondo un'altra leggenda famosa del medio evo, nacque di amori incestuosi e diventò marito della propria sua madre, ricomprato con asprissima penitenza e con l'esercizio di ogni virtù il suo involontario peccato, riuscì a salvare, oltre alla madre e a sè stesso, anche il padre dannato[68].

Altre leggende intorno a Trajano nell'occidente d'Europa non si sono formate; ma in Rumenia le gesta del conquistatore della Dacia diedero argomento, come anche quelle di Aureliano, a canti popolari epici, i quali, disgraziatamente, non furono insino ad ora da nessuno raccolti. Sia qui notato di passaggio che il noto apologo dell'animale senza cuore, apologo che risale insino adEsopo, e in varie forme si trova narrato in molte scritture del medio evo, è neiGesta Romanorumriferito a Trajano[69].

IMirabilia, descrivendo i monumenti principali del Foro di Trajano uniscono insieme i nomi di questo imperatore e di Adriano suo successore: «Palatium Traiani et Adriani pene totum lapidibus constructum et perornatum, diversis operibus laqueatum, ubi est columpna mirae altitudinis et pulchritudinis cum celaturis historiarum horum imperatorum, sicut columpna Antonini in palatio suo. Ex una parte fuit templum Traiani, ex alia divi Adriani». Abbiam veduto da altra banda, come la leggenda di Trajano si formasse a spese di Adriano: in grazia di questa connessione sia lecito di notare qui il poco che la leggenda venne immaginando intorno a questo secondo imperatore.

In una versione inglese deiGesta Romanorumsi racconta la seguente storiella, in più altri modi narrata altrove[70]. Adriano fa un editto che ogni uomo non più valido alle armi emigri dall'impero, e, se trovato nell'impero sia messo a morte. Un figliuolo nasconde il padre, de' cui ammaestramenti giovandosi diventa il più savioconsigliere dell'imperatore. Accusato da' suoi nemici riceve dall'imperatore l'ordine di venirsene il dì seguente insieme col suo maggiore amico, il suo maggior conforto, il suo maggior nemico. Per suggerimento del padre si presenta col cane, col figliuolo, colla moglie. Costei lo accusa d'aver trasgredita la legge; ma l'imperatore gli perdona.

Un'altra storia si legò al nome di Adriano, ed è quella del filosofo Secondo. Costui essendo ancora giovanetto, aveva udito dire in iscuola non trovarsi al mondo femmina onesta. Tornato dopo molti anni in patria, vuol provare l'onestà della madre. A mezzo di una fantesca la fa richiedere d'amore, e colei, che non lo riconosce, acconsente. Dorme con lei una notte, senza commettere peccato, e la mattina si scopre. La madre muore di vergogna, e Secondo, per espiare la propria imprudenza, risolve di serbare il silenzio per tutto il tempo che gli resta a vivere. Adriano venuto in Atene, ode parlare di lui, lo va a trovare, lo interroga; ma, nè per blandizie, nè per minacce, può indurlo a parlare. Ordina a un cavaliere di condurlo, per mostra, al patibolo, ma di troncargli veramente il capo se, vinto dal timore, rompa finalmente il silenzio. Secondo va al patibolo e non profferisce parola. Trajano allora, preso d'ammirazione, lo prega di rispondere per iscritto ad alcune sue domande, al che il filosofo accondiscende.

Questo racconto, di cui non si conosce l'origine, appare primamente in un testo greco[71], d'onde passa inversioni latine[72], francesi[73], italiane[74], spagnuole[75], ecc. Esso godette durante tutto il medio evo della più grande celebrità. Di Secondo, filosofo di Armenia, non altro si sa se non il poco che ne dice Filostrato nelleVitae Sophistarum: Suida lo confonde con Plinio Secondo il Giovine. Un dialogo fra Adriano ed Epitetto[76], somigliante al precedente, non passò ch'io sappia nelle letterature del medio evo. La letteratura inglese possiede, in verso e in prosa, un dialogo, indicato come opera di San Giovanni Evangelista, dove un fanciullo, per nome Ypotis, istruisce l'imperatore Adriano nelle verità della fede cristiana[77].


Back to IndexNext