1019.S'ensuivent plusieurs nouvelletés et divercités estant entre les bestes, en la terre du prestre Jehan, in appendice aLa nouvelle Fabrique des excellens traits de veritédiFilippo d'Alcripe, Parigi, 1853, p. 198: «...... et celles gens sont ceulx qui encloyrent le roy Alexandre dedans Macedoine et le mirent en prison, et leur eschappa». Qui furono a dirittura scambiate le parti, perchè non si dice poi in nessun modo che, a sua volta, Alessandro rinchiudesse Gog e Magog.1020.Ed. Michelant, p. 313.1021.Ibn Khordadbeh,Le livre des routes et des provincespubblicato da Barbier de Meynard,Journal asiatique, serie VIª, l. V, 1865, p. 490-6, dove sono indicate altre relazioni del viaggio.Edrisi,Géographie, ed. cit., v. II, p. 416-20.1022.Hammer,Rosenöl, Stoccarda e Tubinga, v. I, p. 287-91.1023.Nel poema dell'Intelligenzaattribuito a Dino Compagni, st. 226, si legge:Que' di Sithia non seppelliano i morti:Avanti coma bestie li mangiavano:Ecc.Ciò che segue riscontra assai bene col racconto dellaHistoria de proeliis, dove si dice che Alessandro «deambulans ultra Sithiam in partibus Orientis invenit gentem immundam, etc.».1024.Rabano Maurodice nel trattatoDe Universo, l. XII, c. 4: «Schythia sicut Gothia a Magog, filio Jafet, fertur cognominata». Armannino Giudice dice nellaFiorita: «De Magog discese Goti e quelli altri che si chiamano Gog e Magog». A tale identificazione assai probabilmente si deve se i nomi di Gog e Magog si scrissero anche spesso Got e Magot, o in altre forme molto prossime a queste. Il Joinville usa Got e Magoth; Gotz e Magotz, Got e Magot, si trova in parecchie versioni francesi della epistola del Prete Gianni; Goth e Magoth dice Francesco Rinuccini nellaInvettiva contro a cierti caluniatori di Dante e di messer Francesco Petrarca e di messer Giovanni Boccacci,Wesselowsky,Paradiso degli Alberti, Bologna, 1867, v. I, parte 2ª, p. 304. Altri esempii sono assai numerosi.1025.Abbiamo veduto che cosa, a proposito dell'irruzione degli Unni, dicesse San Gerolamo. Cf.Gervasio di Tilbury,Otia imperialia, dec. II, c. 16. Nella versione siriaca dello Pseudo-Callistene si dice che Alessandro costrusse il muro e la porta di ferro per trattenere gli Unni. V. ancheDesguigne,Histoire générale des Tartares, Parigi, 1756-8, t. I, parte 2ª, p. 368.1026.V.Johannes de Thwrocz,Chronica Ungarorum, c. I, ap.Schwandtner,Scriptores rerum hungaricarum, v. I, p. 42-3.1027.Ibn Khaldun fa Gog e Magog della razza dei Turchi. NelKyng Alisaunderi Turchi figurano tra le altre genti rinchiuse; ma nelRomans d'Alixandredi Lambert li Tors e Alexandre de Bernay, Gog e Magog, che prima d'essere rinchiusi combattono con Porro contro Alessandro, vengono dalla terra dei Turchi (ed. Michelant, p. 300). Fra i rabbini Isacco Abarbenel ammise la identità di Gog e Magog e dei Turchi: In alcune mappe, come per esempio nella cottoniana dell'XI secolo conservato nel Museo Britannico, i Turchi abitano una regione adiacente a quella di Gog e Magog (V.Santarem,Atlas composé de mappemondes, de portulans et de cartes hydrographiques et historiques depuis le VIejusqu'au XVIIesiècle).1028.Per le varie opinioni dei rabbini v.Eisenmenger,Entdecktes Judenthum, v. II, p. 732-42.1029.Re, II, XVII, 6;Cronache, I, V, 26. V.Wichelhaus,Das Exil der zehn Stämme Israël, in Zeitschrift d. deutsch. morgenländ. Gesellsch., v. V, p. 467-82. I Nestoriani di Ciulamerk, e gli Ebrei che vivono con essi nelle valli dello Zab superiore, in una regione pressochè inaccessibile, pretendono ancora oggigiorno di discendere dalle dieci tribù.1030.Sbaglia dunque di grosso ilLelewelquando dice (Géographie du moyen âge, Bruxelles, 1853, v. II, p. 87, n. 185): «Il est probable que la prononciation du nom arabe de Jadjoudj, suggéra l'idée d'y voir les juifs et leur dix tribus exilés»: e similmente sbaglia nel credere che lo scambio sia avvenuto solamente nel XV secolo (ibid., p. 62, n. 116).1031.St. 1938-52.1032.In parecchie mappe del medio evo il paese delle Amazzoni è limitrofo a quello di Gog e Magog. Giovanni di Hese dice nel suo Itinerario parlando della terra Amosona, cioè delle Amazzoni: «Et ibidem est regina sic vocata. Et dicitur, quod ibidem sunt Gog et Magog conclusi inter duos montes». V. l'Itinerario inserito dalloZarnckenel suoPriester Johannes, II Abh., p. 171.1033.Cf.Pietro Comestore,Historia scholastica, c. 197. Una valle, o gola infestata dai serpenti si ha nei Viaggi di Sindbad e in parecchi racconti occidentali del medio evo.1034.Ed. di K. A. Hahn, Quedlinburgo e Lipsia, 1842, et. 6057-60.1035.Polychron., l. II, c. 34.1036.V.Gotofredo da Viterbo,Pantheon, partic. XI. Guglielmo Rubruquis dice nella relazione della sua ambasceria al Gran Cane (1253), dopo aver ricordato la porta ferrea e le mura costrutte da Alessandro Magno per trattenere i pastori del deserto: «Alia sunt claustra in quibus sunt Judaei, de quibus nihil certum potui addiscere». In una mappa di un codice ginevrino di Sallustio (XV secolo) Gog e Magog e iJudaei inclusioccupano tre diverse ma contigue regioni (v.Lelewel,Atlas, tav. XXXV). Nella mappa metallica del museo Borgia (XV secolo) Gog e Magog stanno in due diverse province, separate da una giogaja di monti. Nell'una è scritto:Provincia gog, in qua fuerunt iudei inclusi tempore artaxersis regis persarum. Nell'altra:Magog in istis duabus sunt gentes magni et gigantes pleni omnium malorum morum. Quos iudeos artaxersex collexit de omnibus partibus persarum(v.Santarem,Atlas, tav. XXXVIII). Di Alessandro non è fatto cenno. IJudaei clausisi trovano ancora in mappe e globi del secolo XVI.1037.NelGuerin Meschinosi dice non esser vero che Alessandro chiudesse tra i monti le dieci tribù d'Israele,perchè Alessandro visse molte centinaia d'anni innanzi che i Giudei perdessero il regno di Gerusalemme(l. II, c. 51). Cf. ilGuerinodiTullia d'Aragona, c. X, st. 87 segg.1038.V.Heriger,Gesta episcoporum Leodiensum, c. XX; cf.Jean d'Outremeuse,Ly myreur des hystors, v. II, p. 17.1039.Per quanto concerne la leggenda del Prete Gianni, della quale io non mi debbo qui occupar di proposito, rimando il lettore agli scrittori che ne trattarono, e più particolarmente ai seguenti:Oppert,Der Presbyter Johannes in Sage und Geschichte, Berlino, 1864;Brunet,La légende du Prêtre Jean, Bordeaux, 1877;Zarncke,Der Priester Johannes, Abhandl. der philol. hist. Cl. d. k. sächs. Gesell. d. Wiss., Lipsia, 1876-9.1040.V. Zarncke, op. cit., I Abh., p. 892-3, 911.1041.Così nella epistola latina a Emanuele Comneno interpolata. La favola si trova poi nelle versioni. In Italia si ebbero tre versioni di epistole del Prete Gianni, l'una indirizzata all'imperatore Federico, l'altra indirizzata a Emanuele Comneno, la terza indirizzata a Carlo IV. La prima fu pubblicata dal Moutier nel v. VIII della sua edizione della Cronica di Giovanni Villani, p. XCI-XCIII; la seconda si trova inedita in moltissimi manoscritti; la terza fu pubblicata da Leone del Prete in Lucca nel 1875 (Lettera inedita del Presto Giovanni all'imperatore Carlo IV ed altra di Lentulo ai Senatori Romani sopra Gesù Cristo). Le prime due contengono la leggenda quale si ha nella redazione latina testè citata: se la contenga anche la terza, pubblicata a 75 copie e rarissima, ignoro. Avverto di passaggio che il Federico a cui si vuole indirizzata la prima epistola è, non Federico I, come opina il Moutier (p. XCV-XCVI), ma Federico II, il quale anche altrimenti fu posto in relazione col Prete Gianni. Una descrizione un po' variata dei popoli rinchiusi si ha in una versione provenzale della epistola all'imperatore Federico (v.Suchier,Denkmäler provenzalischer Literatur und Sprache, Halle, 1882, p. 344-5). — Altre notizie bibliografiche intorno alle versioni delle epistole del Prete Gianni possono trovarsi nel citato scritto del Brunet, p. 26-7.1042.V.Matteo Paris,Historia major, ad. a. 1240.1043.Histoire de Saint Louis, XCIII,Oeuvres, ed. di Natalis de Wailly, Parigi, 1867, p. 314-6. Cf.Pierre Bergeron,Traité des Tartares, c. IV, nella sua collezione intitolataVoyages faits principalement en Asie dans les XII, XIII, XIV et XV siècles, t. II.1044.Cap. XVI.1045.C. LXXIV del testo francese. Cf.Yule,The book of Ser Marco Polo, v. I, p. 259.1046.Cap. X, ap.Laurent,Peregrinatores medii aevi quatuor, Lipsia, 1864.1047.Cf.Richerius Senonensis,Chronicon, l. IV, c. 19, ap.D'Achery,Spicilegium. 2ª ed., t. II.1048.Ist. fior., l. V, c. 29. Così pure molti altri cronisti.1049.De Antichristo, l. V, c. 15. Ma questa opinione fu anche da molti respinta. In una mappa anglosassone dei tempi di Alfredo il Grande, pubblicata dal Santarem, i Tartari sono molto discosti dalla regione di Gog e Magog. In una delle copie della mappa di Marin Sanuto, a settentrione della Cina è la regione di Gog e Magog, e a settentrione di questa ve n'ha un'altra in cui è scritto:hic fuerunt inclusi tartari(V.Santarem,Atlas, tav. XVII;Lelewel,Atlas, tav. XXVII). Nella mappa del Palazzo Pitti (1447) di cui il Wuttke pubblicò primo la metà orientale (op. cit., p. XXXII) una gran giogaja di monti si stende parallelamente all'equatore dal Mar della Cina sino oltre la Porta Ferrea sul Caspio. Su questa giogaja sono figurate alcune torri che la leggenda annessa dice costruite dal Prete Gianni per impedire l'accesso ai rinchiusi. A mezzodì, verso oriente, sonoGogeProvincia Macina. La Porta Ferrea è accompagnata dalla leggenda:Porta ferrea ubi Alexander tartaros inclusit. Dalla Porta Ferrea, in direzione di nord-est, correYmaus mons, montes inacessibiles, e va a raggiungere l'Oceano settentrionale, presso al quale una leggenda distrutta in parte, dice:Hic adeo..... habitantur ex ebreorum generatione tribus decem..... Di rincontro, poco discosto dall'Oceano, sono altre due giogaje diMontes inacessibilese, in mezzo,Magog, e a occidente di questoScythia ultra Ymaum montem. A occidente del monte Ymaus un'altra leggenda dice:hac gente, hoc est ex tribu Dan nasciturus est antichristus, qui magica arte montes istos aperientes(sic)ad.. colas sibi irendas(?)accedet. Qui dunque abbiamo per lo meno tre diversi popoli rinchiusi.1050.V. Beer, scritto e luogo citati, p. 786.1051.Kohl,Reisen in Südrussland, Lipsia, 1841, v. 1, p. 292.1052.L. cit.1053.Gior. XX, nov. 1ª.1054.Dittamondo, l. II, c. 26:Gog e Magog che Alessandro rinchiuseCol suon che poi più tempo stette fresco,Uscir de' monti con diverse museE col fabbro Crustan, il qual fu tale,Che più paesi conquise e confuse.Fazio degli Uberti ricorda Gog e Magog anche al l. IV, c. 2, dove il Capello commenta (cod. di Torino N, I, 5, f. 131 r.): «Gog e Magog populi sono oltra il Caucaso de la parte di septentrione, i quali Alexandro incatenò, aço che non passassono a darli impaço di qua, in questo modo, che lui s'accampò per lo iugo di monti e fe levar tutti i passi, e poi conçegnò gran canoni di ramo per li luochi ove sempre era vento, e per força del vento quelli canoni sonavano, e quei populi credevano fossero le stremite del campo, e non s'attentavano movere, e molti anni poi sonono, fin che i griffi li struppono façandogli lor nidi». Crustan (intendi Gengiscan) leggono l'edizione milanese e la veneziana del 1825; il cod. torinese meno scorrettamente Cuschan.1055.Notices et extraits des manuscrits, t. XIV, parte 2ª.1056.Cap. XII.1057.Oltre alle opere più comunemente note del Santarem e del Lelewel, nelle quali a più riprese si parla delle immaginazioni dei geografi del medio evo circa il paese di Gog e Magog, vediVivien de Saint-Martin,Recherches sur les populations primitives et les plus anciennes traditions du Caucase, Parigi, 1847;Peschel,Der Ursprung und die Verbreitung einiger geographischen Mythen im Mittelalter, Die Länder Gog und Magog, Deutsche Vierteljahrschrift, v. II, 1854, p. 250-7.1058.V. in propositoBayer,Dissertatio de muro Caucaseo, nel v. I deiCommentarii Petropolitani;Rennell,The geographical system of Herodotus examined and explained, Londra, 1800, p. 112;Ritter,Erdkunde Asiens, t. II, p. 834.1059.Così il Rubruquis, Caterino Zeno, Ambrogio Contarini ed altri.1060.Per altri muri e ripari costruiti in Asia contro i popoli del Settentrione v.Baldelli,Storia delle relazioni vicendevoli dell'Europa e dell'Asia, Firenze, 1827, parte 2ª, p. 858-9; Dubois, op. cit., v. VI, p. 289-303.1061.Nell'Ural sembra che li ponessero alcuni scrittori siriaci, come Ebedieso Sobense, Elia Damasceno e Mares di Salomone, i quali narrano che Taddeo apostolo e Ageo suo discepolo giunsero predicando la fede, e dopo aver percorso l'Assiria, la Partia, la Persia, l'Armenia, l'Ircania, sino al paese di Gog e Magog, al di là del Mar Caspio. V.Assemani,Bibliotheca orientalis Clementino-Vaticana, t. III, parte 2ª, p. XV. Nell'anonimaHistoria ducum HungariaeGog e Magog si pongono a oriente della Scizia: «Ab orientali vero parte vicina Scythiae fuerunt gentes Gog et Magog, quos inclusit Magnus Alexander». Cap. I, ap.Schwandtner,Script. rer. hung., v. I, p. 3. Abulfeda pone il paese di Gog e Magog al di là del paese di Chipgiac e dice che la giogaja di monti ond'è rinchiuso è contigua alla giogaja della terra.Géogr., trad, di M. Reinaud, p. 294. Il traduttore nota a tale proposito che i Russi chiamano cintura della terra una diramazione dell'Ural. Abulfeda pone inoltre in prossimità dell'Ural, come pare, una Terra cava, il cui popolo non può uscir fuori, stante la profondità di essa, e nessuno vi può discendere.1062.IlD'Anvillecredette erroneamente che il paese di Gog e Magog, com'è situato da Alfargani, da Edrisi, e da altri scrittori orientali, venisse a trovarsi sul 47º di lat. circa e al di là del 90º di long, dal meridiano di Parigi. V.Histoire de l'Académie royale des Inscriptions et Belles-Lettres, t. XXXI[1768], p. 216.1063.Sia qui notato di passaggio che secondo un mito germanico i Rimtursi, o Frostietti, nemici degli uomini e degli dei, sono rinchiusi nell'estremo settentrione, dietro una grande muraglia che essi tentano costantemente di rompere.1064.V.Zurla,Il mappamondo di Fra Mauro Camaldolese descritto ed illustrato, Venezia, 1800, p. 32.1065.Otia imperialia, dec. II, c. 3. In un trattatello geografico del XIII secolo, in versi tedeschi, i monti Caspii sono similmente in India. V.Zingerle,Eine Geographie aus dem dreizehnten Jahrhundert, v. 172-5, inSitzungsb. d. phil.-hist. Cl. d. k. Akad. d. Wiss. in Wien, v. L; cf. p. 425. NellaImage du monde, parte 2ª, c. 4 (Des diversités d'Ynde) si dice (cod. della Nazionale di Torino L, IV, 5, f. 207 v):D'Ynde si naist vng grans monsQui est vue grans regionsC'ons appelle mont Capien,Illecques a vue gens sans bienQue Alixandres dedens enclost,Et sont la gent Goth e MagothQui char d'ome manient creueEt bestes comme gent mescreue.Il Mandeville pone i monti Caspii al di là del Catai e dice che alcuni del paese li chiamano Gog e Magog. Nella carta catalana del 1375, già ricordata, i Monts de Caspis corrispondono alla parte nord-est del sistema Altai-Himalaya. Cristina di Pizan parla ancora dei Monti Caspii:Vi les mons do Caspie, ou closSont Goz et Magoz bien enclos;De la sauldront, quant AntécristVendra contre la loy de Crist.Le livre du chemin de longue estude, v. 1467-70.1066.V.D'Herbelot,Bibl. orient., p. 795 e seg. Questa opinione appunto sembra seguire Ibn Batuta. V.The travels of Ibn Batuta; translated from the abriged arabic manuscript copies by Samuel Lee, Londra, 1829, p. 213.1067.Così in una mappa del XII secolo, opera di Enrico canonico di Magonza, ap.Santarem,Atlas, tav. XX, e nella mappa di Hereford del XIII, ap.Jomard,Monuments de la Géographie, n. 1-2.1068.V. nell'Atlante del Santarem, tav. XVI, la riproduzione di una mappa che accompagna leGrandes Chroniques de Saint Denisin un codice della Biblioteca di Santa Genoveffa in Parigi.
1019.S'ensuivent plusieurs nouvelletés et divercités estant entre les bestes, en la terre du prestre Jehan, in appendice aLa nouvelle Fabrique des excellens traits de veritédiFilippo d'Alcripe, Parigi, 1853, p. 198: «...... et celles gens sont ceulx qui encloyrent le roy Alexandre dedans Macedoine et le mirent en prison, et leur eschappa». Qui furono a dirittura scambiate le parti, perchè non si dice poi in nessun modo che, a sua volta, Alessandro rinchiudesse Gog e Magog.
1019.S'ensuivent plusieurs nouvelletés et divercités estant entre les bestes, en la terre du prestre Jehan, in appendice aLa nouvelle Fabrique des excellens traits de veritédiFilippo d'Alcripe, Parigi, 1853, p. 198: «...... et celles gens sont ceulx qui encloyrent le roy Alexandre dedans Macedoine et le mirent en prison, et leur eschappa». Qui furono a dirittura scambiate le parti, perchè non si dice poi in nessun modo che, a sua volta, Alessandro rinchiudesse Gog e Magog.
1020.Ed. Michelant, p. 313.
1020.Ed. Michelant, p. 313.
1021.Ibn Khordadbeh,Le livre des routes et des provincespubblicato da Barbier de Meynard,Journal asiatique, serie VIª, l. V, 1865, p. 490-6, dove sono indicate altre relazioni del viaggio.Edrisi,Géographie, ed. cit., v. II, p. 416-20.
1021.Ibn Khordadbeh,Le livre des routes et des provincespubblicato da Barbier de Meynard,Journal asiatique, serie VIª, l. V, 1865, p. 490-6, dove sono indicate altre relazioni del viaggio.Edrisi,Géographie, ed. cit., v. II, p. 416-20.
1022.Hammer,Rosenöl, Stoccarda e Tubinga, v. I, p. 287-91.
1022.Hammer,Rosenöl, Stoccarda e Tubinga, v. I, p. 287-91.
1023.Nel poema dell'Intelligenzaattribuito a Dino Compagni, st. 226, si legge:Que' di Sithia non seppelliano i morti:Avanti coma bestie li mangiavano:Ecc.Ciò che segue riscontra assai bene col racconto dellaHistoria de proeliis, dove si dice che Alessandro «deambulans ultra Sithiam in partibus Orientis invenit gentem immundam, etc.».
1023.Nel poema dell'Intelligenzaattribuito a Dino Compagni, st. 226, si legge:
Que' di Sithia non seppelliano i morti:Avanti coma bestie li mangiavano:Ecc.
Que' di Sithia non seppelliano i morti:Avanti coma bestie li mangiavano:Ecc.
Que' di Sithia non seppelliano i morti:
Avanti coma bestie li mangiavano:
Ecc.
Ciò che segue riscontra assai bene col racconto dellaHistoria de proeliis, dove si dice che Alessandro «deambulans ultra Sithiam in partibus Orientis invenit gentem immundam, etc.».
1024.Rabano Maurodice nel trattatoDe Universo, l. XII, c. 4: «Schythia sicut Gothia a Magog, filio Jafet, fertur cognominata». Armannino Giudice dice nellaFiorita: «De Magog discese Goti e quelli altri che si chiamano Gog e Magog». A tale identificazione assai probabilmente si deve se i nomi di Gog e Magog si scrissero anche spesso Got e Magot, o in altre forme molto prossime a queste. Il Joinville usa Got e Magoth; Gotz e Magotz, Got e Magot, si trova in parecchie versioni francesi della epistola del Prete Gianni; Goth e Magoth dice Francesco Rinuccini nellaInvettiva contro a cierti caluniatori di Dante e di messer Francesco Petrarca e di messer Giovanni Boccacci,Wesselowsky,Paradiso degli Alberti, Bologna, 1867, v. I, parte 2ª, p. 304. Altri esempii sono assai numerosi.
1024.Rabano Maurodice nel trattatoDe Universo, l. XII, c. 4: «Schythia sicut Gothia a Magog, filio Jafet, fertur cognominata». Armannino Giudice dice nellaFiorita: «De Magog discese Goti e quelli altri che si chiamano Gog e Magog». A tale identificazione assai probabilmente si deve se i nomi di Gog e Magog si scrissero anche spesso Got e Magot, o in altre forme molto prossime a queste. Il Joinville usa Got e Magoth; Gotz e Magotz, Got e Magot, si trova in parecchie versioni francesi della epistola del Prete Gianni; Goth e Magoth dice Francesco Rinuccini nellaInvettiva contro a cierti caluniatori di Dante e di messer Francesco Petrarca e di messer Giovanni Boccacci,Wesselowsky,Paradiso degli Alberti, Bologna, 1867, v. I, parte 2ª, p. 304. Altri esempii sono assai numerosi.
1025.Abbiamo veduto che cosa, a proposito dell'irruzione degli Unni, dicesse San Gerolamo. Cf.Gervasio di Tilbury,Otia imperialia, dec. II, c. 16. Nella versione siriaca dello Pseudo-Callistene si dice che Alessandro costrusse il muro e la porta di ferro per trattenere gli Unni. V. ancheDesguigne,Histoire générale des Tartares, Parigi, 1756-8, t. I, parte 2ª, p. 368.
1025.Abbiamo veduto che cosa, a proposito dell'irruzione degli Unni, dicesse San Gerolamo. Cf.Gervasio di Tilbury,Otia imperialia, dec. II, c. 16. Nella versione siriaca dello Pseudo-Callistene si dice che Alessandro costrusse il muro e la porta di ferro per trattenere gli Unni. V. ancheDesguigne,Histoire générale des Tartares, Parigi, 1756-8, t. I, parte 2ª, p. 368.
1026.V.Johannes de Thwrocz,Chronica Ungarorum, c. I, ap.Schwandtner,Scriptores rerum hungaricarum, v. I, p. 42-3.
1026.V.Johannes de Thwrocz,Chronica Ungarorum, c. I, ap.Schwandtner,Scriptores rerum hungaricarum, v. I, p. 42-3.
1027.Ibn Khaldun fa Gog e Magog della razza dei Turchi. NelKyng Alisaunderi Turchi figurano tra le altre genti rinchiuse; ma nelRomans d'Alixandredi Lambert li Tors e Alexandre de Bernay, Gog e Magog, che prima d'essere rinchiusi combattono con Porro contro Alessandro, vengono dalla terra dei Turchi (ed. Michelant, p. 300). Fra i rabbini Isacco Abarbenel ammise la identità di Gog e Magog e dei Turchi: In alcune mappe, come per esempio nella cottoniana dell'XI secolo conservato nel Museo Britannico, i Turchi abitano una regione adiacente a quella di Gog e Magog (V.Santarem,Atlas composé de mappemondes, de portulans et de cartes hydrographiques et historiques depuis le VIejusqu'au XVIIesiècle).
1027.Ibn Khaldun fa Gog e Magog della razza dei Turchi. NelKyng Alisaunderi Turchi figurano tra le altre genti rinchiuse; ma nelRomans d'Alixandredi Lambert li Tors e Alexandre de Bernay, Gog e Magog, che prima d'essere rinchiusi combattono con Porro contro Alessandro, vengono dalla terra dei Turchi (ed. Michelant, p. 300). Fra i rabbini Isacco Abarbenel ammise la identità di Gog e Magog e dei Turchi: In alcune mappe, come per esempio nella cottoniana dell'XI secolo conservato nel Museo Britannico, i Turchi abitano una regione adiacente a quella di Gog e Magog (V.Santarem,Atlas composé de mappemondes, de portulans et de cartes hydrographiques et historiques depuis le VIejusqu'au XVIIesiècle).
1028.Per le varie opinioni dei rabbini v.Eisenmenger,Entdecktes Judenthum, v. II, p. 732-42.
1028.Per le varie opinioni dei rabbini v.Eisenmenger,Entdecktes Judenthum, v. II, p. 732-42.
1029.Re, II, XVII, 6;Cronache, I, V, 26. V.Wichelhaus,Das Exil der zehn Stämme Israël, in Zeitschrift d. deutsch. morgenländ. Gesellsch., v. V, p. 467-82. I Nestoriani di Ciulamerk, e gli Ebrei che vivono con essi nelle valli dello Zab superiore, in una regione pressochè inaccessibile, pretendono ancora oggigiorno di discendere dalle dieci tribù.
1029.Re, II, XVII, 6;Cronache, I, V, 26. V.Wichelhaus,Das Exil der zehn Stämme Israël, in Zeitschrift d. deutsch. morgenländ. Gesellsch., v. V, p. 467-82. I Nestoriani di Ciulamerk, e gli Ebrei che vivono con essi nelle valli dello Zab superiore, in una regione pressochè inaccessibile, pretendono ancora oggigiorno di discendere dalle dieci tribù.
1030.Sbaglia dunque di grosso ilLelewelquando dice (Géographie du moyen âge, Bruxelles, 1853, v. II, p. 87, n. 185): «Il est probable que la prononciation du nom arabe de Jadjoudj, suggéra l'idée d'y voir les juifs et leur dix tribus exilés»: e similmente sbaglia nel credere che lo scambio sia avvenuto solamente nel XV secolo (ibid., p. 62, n. 116).
1030.Sbaglia dunque di grosso ilLelewelquando dice (Géographie du moyen âge, Bruxelles, 1853, v. II, p. 87, n. 185): «Il est probable que la prononciation du nom arabe de Jadjoudj, suggéra l'idée d'y voir les juifs et leur dix tribus exilés»: e similmente sbaglia nel credere che lo scambio sia avvenuto solamente nel XV secolo (ibid., p. 62, n. 116).
1031.St. 1938-52.
1031.St. 1938-52.
1032.In parecchie mappe del medio evo il paese delle Amazzoni è limitrofo a quello di Gog e Magog. Giovanni di Hese dice nel suo Itinerario parlando della terra Amosona, cioè delle Amazzoni: «Et ibidem est regina sic vocata. Et dicitur, quod ibidem sunt Gog et Magog conclusi inter duos montes». V. l'Itinerario inserito dalloZarnckenel suoPriester Johannes, II Abh., p. 171.
1032.In parecchie mappe del medio evo il paese delle Amazzoni è limitrofo a quello di Gog e Magog. Giovanni di Hese dice nel suo Itinerario parlando della terra Amosona, cioè delle Amazzoni: «Et ibidem est regina sic vocata. Et dicitur, quod ibidem sunt Gog et Magog conclusi inter duos montes». V. l'Itinerario inserito dalloZarnckenel suoPriester Johannes, II Abh., p. 171.
1033.Cf.Pietro Comestore,Historia scholastica, c. 197. Una valle, o gola infestata dai serpenti si ha nei Viaggi di Sindbad e in parecchi racconti occidentali del medio evo.
1033.Cf.Pietro Comestore,Historia scholastica, c. 197. Una valle, o gola infestata dai serpenti si ha nei Viaggi di Sindbad e in parecchi racconti occidentali del medio evo.
1034.Ed. di K. A. Hahn, Quedlinburgo e Lipsia, 1842, et. 6057-60.
1034.Ed. di K. A. Hahn, Quedlinburgo e Lipsia, 1842, et. 6057-60.
1035.Polychron., l. II, c. 34.
1035.Polychron., l. II, c. 34.
1036.V.Gotofredo da Viterbo,Pantheon, partic. XI. Guglielmo Rubruquis dice nella relazione della sua ambasceria al Gran Cane (1253), dopo aver ricordato la porta ferrea e le mura costrutte da Alessandro Magno per trattenere i pastori del deserto: «Alia sunt claustra in quibus sunt Judaei, de quibus nihil certum potui addiscere». In una mappa di un codice ginevrino di Sallustio (XV secolo) Gog e Magog e iJudaei inclusioccupano tre diverse ma contigue regioni (v.Lelewel,Atlas, tav. XXXV). Nella mappa metallica del museo Borgia (XV secolo) Gog e Magog stanno in due diverse province, separate da una giogaja di monti. Nell'una è scritto:Provincia gog, in qua fuerunt iudei inclusi tempore artaxersis regis persarum. Nell'altra:Magog in istis duabus sunt gentes magni et gigantes pleni omnium malorum morum. Quos iudeos artaxersex collexit de omnibus partibus persarum(v.Santarem,Atlas, tav. XXXVIII). Di Alessandro non è fatto cenno. IJudaei clausisi trovano ancora in mappe e globi del secolo XVI.
1036.V.Gotofredo da Viterbo,Pantheon, partic. XI. Guglielmo Rubruquis dice nella relazione della sua ambasceria al Gran Cane (1253), dopo aver ricordato la porta ferrea e le mura costrutte da Alessandro Magno per trattenere i pastori del deserto: «Alia sunt claustra in quibus sunt Judaei, de quibus nihil certum potui addiscere». In una mappa di un codice ginevrino di Sallustio (XV secolo) Gog e Magog e iJudaei inclusioccupano tre diverse ma contigue regioni (v.Lelewel,Atlas, tav. XXXV). Nella mappa metallica del museo Borgia (XV secolo) Gog e Magog stanno in due diverse province, separate da una giogaja di monti. Nell'una è scritto:Provincia gog, in qua fuerunt iudei inclusi tempore artaxersis regis persarum. Nell'altra:Magog in istis duabus sunt gentes magni et gigantes pleni omnium malorum morum. Quos iudeos artaxersex collexit de omnibus partibus persarum(v.Santarem,Atlas, tav. XXXVIII). Di Alessandro non è fatto cenno. IJudaei clausisi trovano ancora in mappe e globi del secolo XVI.
1037.NelGuerin Meschinosi dice non esser vero che Alessandro chiudesse tra i monti le dieci tribù d'Israele,perchè Alessandro visse molte centinaia d'anni innanzi che i Giudei perdessero il regno di Gerusalemme(l. II, c. 51). Cf. ilGuerinodiTullia d'Aragona, c. X, st. 87 segg.
1037.NelGuerin Meschinosi dice non esser vero che Alessandro chiudesse tra i monti le dieci tribù d'Israele,perchè Alessandro visse molte centinaia d'anni innanzi che i Giudei perdessero il regno di Gerusalemme(l. II, c. 51). Cf. ilGuerinodiTullia d'Aragona, c. X, st. 87 segg.
1038.V.Heriger,Gesta episcoporum Leodiensum, c. XX; cf.Jean d'Outremeuse,Ly myreur des hystors, v. II, p. 17.
1038.V.Heriger,Gesta episcoporum Leodiensum, c. XX; cf.Jean d'Outremeuse,Ly myreur des hystors, v. II, p. 17.
1039.Per quanto concerne la leggenda del Prete Gianni, della quale io non mi debbo qui occupar di proposito, rimando il lettore agli scrittori che ne trattarono, e più particolarmente ai seguenti:Oppert,Der Presbyter Johannes in Sage und Geschichte, Berlino, 1864;Brunet,La légende du Prêtre Jean, Bordeaux, 1877;Zarncke,Der Priester Johannes, Abhandl. der philol. hist. Cl. d. k. sächs. Gesell. d. Wiss., Lipsia, 1876-9.
1039.Per quanto concerne la leggenda del Prete Gianni, della quale io non mi debbo qui occupar di proposito, rimando il lettore agli scrittori che ne trattarono, e più particolarmente ai seguenti:Oppert,Der Presbyter Johannes in Sage und Geschichte, Berlino, 1864;Brunet,La légende du Prêtre Jean, Bordeaux, 1877;Zarncke,Der Priester Johannes, Abhandl. der philol. hist. Cl. d. k. sächs. Gesell. d. Wiss., Lipsia, 1876-9.
1040.V. Zarncke, op. cit., I Abh., p. 892-3, 911.
1040.V. Zarncke, op. cit., I Abh., p. 892-3, 911.
1041.Così nella epistola latina a Emanuele Comneno interpolata. La favola si trova poi nelle versioni. In Italia si ebbero tre versioni di epistole del Prete Gianni, l'una indirizzata all'imperatore Federico, l'altra indirizzata a Emanuele Comneno, la terza indirizzata a Carlo IV. La prima fu pubblicata dal Moutier nel v. VIII della sua edizione della Cronica di Giovanni Villani, p. XCI-XCIII; la seconda si trova inedita in moltissimi manoscritti; la terza fu pubblicata da Leone del Prete in Lucca nel 1875 (Lettera inedita del Presto Giovanni all'imperatore Carlo IV ed altra di Lentulo ai Senatori Romani sopra Gesù Cristo). Le prime due contengono la leggenda quale si ha nella redazione latina testè citata: se la contenga anche la terza, pubblicata a 75 copie e rarissima, ignoro. Avverto di passaggio che il Federico a cui si vuole indirizzata la prima epistola è, non Federico I, come opina il Moutier (p. XCV-XCVI), ma Federico II, il quale anche altrimenti fu posto in relazione col Prete Gianni. Una descrizione un po' variata dei popoli rinchiusi si ha in una versione provenzale della epistola all'imperatore Federico (v.Suchier,Denkmäler provenzalischer Literatur und Sprache, Halle, 1882, p. 344-5). — Altre notizie bibliografiche intorno alle versioni delle epistole del Prete Gianni possono trovarsi nel citato scritto del Brunet, p. 26-7.
1041.Così nella epistola latina a Emanuele Comneno interpolata. La favola si trova poi nelle versioni. In Italia si ebbero tre versioni di epistole del Prete Gianni, l'una indirizzata all'imperatore Federico, l'altra indirizzata a Emanuele Comneno, la terza indirizzata a Carlo IV. La prima fu pubblicata dal Moutier nel v. VIII della sua edizione della Cronica di Giovanni Villani, p. XCI-XCIII; la seconda si trova inedita in moltissimi manoscritti; la terza fu pubblicata da Leone del Prete in Lucca nel 1875 (Lettera inedita del Presto Giovanni all'imperatore Carlo IV ed altra di Lentulo ai Senatori Romani sopra Gesù Cristo). Le prime due contengono la leggenda quale si ha nella redazione latina testè citata: se la contenga anche la terza, pubblicata a 75 copie e rarissima, ignoro. Avverto di passaggio che il Federico a cui si vuole indirizzata la prima epistola è, non Federico I, come opina il Moutier (p. XCV-XCVI), ma Federico II, il quale anche altrimenti fu posto in relazione col Prete Gianni. Una descrizione un po' variata dei popoli rinchiusi si ha in una versione provenzale della epistola all'imperatore Federico (v.Suchier,Denkmäler provenzalischer Literatur und Sprache, Halle, 1882, p. 344-5). — Altre notizie bibliografiche intorno alle versioni delle epistole del Prete Gianni possono trovarsi nel citato scritto del Brunet, p. 26-7.
1042.V.Matteo Paris,Historia major, ad. a. 1240.
1042.V.Matteo Paris,Historia major, ad. a. 1240.
1043.Histoire de Saint Louis, XCIII,Oeuvres, ed. di Natalis de Wailly, Parigi, 1867, p. 314-6. Cf.Pierre Bergeron,Traité des Tartares, c. IV, nella sua collezione intitolataVoyages faits principalement en Asie dans les XII, XIII, XIV et XV siècles, t. II.
1043.Histoire de Saint Louis, XCIII,Oeuvres, ed. di Natalis de Wailly, Parigi, 1867, p. 314-6. Cf.Pierre Bergeron,Traité des Tartares, c. IV, nella sua collezione intitolataVoyages faits principalement en Asie dans les XII, XIII, XIV et XV siècles, t. II.
1044.Cap. XVI.
1044.Cap. XVI.
1045.C. LXXIV del testo francese. Cf.Yule,The book of Ser Marco Polo, v. I, p. 259.
1045.C. LXXIV del testo francese. Cf.Yule,The book of Ser Marco Polo, v. I, p. 259.
1046.Cap. X, ap.Laurent,Peregrinatores medii aevi quatuor, Lipsia, 1864.
1046.Cap. X, ap.Laurent,Peregrinatores medii aevi quatuor, Lipsia, 1864.
1047.Cf.Richerius Senonensis,Chronicon, l. IV, c. 19, ap.D'Achery,Spicilegium. 2ª ed., t. II.
1047.Cf.Richerius Senonensis,Chronicon, l. IV, c. 19, ap.D'Achery,Spicilegium. 2ª ed., t. II.
1048.Ist. fior., l. V, c. 29. Così pure molti altri cronisti.
1048.Ist. fior., l. V, c. 29. Così pure molti altri cronisti.
1049.De Antichristo, l. V, c. 15. Ma questa opinione fu anche da molti respinta. In una mappa anglosassone dei tempi di Alfredo il Grande, pubblicata dal Santarem, i Tartari sono molto discosti dalla regione di Gog e Magog. In una delle copie della mappa di Marin Sanuto, a settentrione della Cina è la regione di Gog e Magog, e a settentrione di questa ve n'ha un'altra in cui è scritto:hic fuerunt inclusi tartari(V.Santarem,Atlas, tav. XVII;Lelewel,Atlas, tav. XXVII). Nella mappa del Palazzo Pitti (1447) di cui il Wuttke pubblicò primo la metà orientale (op. cit., p. XXXII) una gran giogaja di monti si stende parallelamente all'equatore dal Mar della Cina sino oltre la Porta Ferrea sul Caspio. Su questa giogaja sono figurate alcune torri che la leggenda annessa dice costruite dal Prete Gianni per impedire l'accesso ai rinchiusi. A mezzodì, verso oriente, sonoGogeProvincia Macina. La Porta Ferrea è accompagnata dalla leggenda:Porta ferrea ubi Alexander tartaros inclusit. Dalla Porta Ferrea, in direzione di nord-est, correYmaus mons, montes inacessibiles, e va a raggiungere l'Oceano settentrionale, presso al quale una leggenda distrutta in parte, dice:Hic adeo..... habitantur ex ebreorum generatione tribus decem..... Di rincontro, poco discosto dall'Oceano, sono altre due giogaje diMontes inacessibilese, in mezzo,Magog, e a occidente di questoScythia ultra Ymaum montem. A occidente del monte Ymaus un'altra leggenda dice:hac gente, hoc est ex tribu Dan nasciturus est antichristus, qui magica arte montes istos aperientes(sic)ad.. colas sibi irendas(?)accedet. Qui dunque abbiamo per lo meno tre diversi popoli rinchiusi.
1049.De Antichristo, l. V, c. 15. Ma questa opinione fu anche da molti respinta. In una mappa anglosassone dei tempi di Alfredo il Grande, pubblicata dal Santarem, i Tartari sono molto discosti dalla regione di Gog e Magog. In una delle copie della mappa di Marin Sanuto, a settentrione della Cina è la regione di Gog e Magog, e a settentrione di questa ve n'ha un'altra in cui è scritto:hic fuerunt inclusi tartari(V.Santarem,Atlas, tav. XVII;Lelewel,Atlas, tav. XXVII). Nella mappa del Palazzo Pitti (1447) di cui il Wuttke pubblicò primo la metà orientale (op. cit., p. XXXII) una gran giogaja di monti si stende parallelamente all'equatore dal Mar della Cina sino oltre la Porta Ferrea sul Caspio. Su questa giogaja sono figurate alcune torri che la leggenda annessa dice costruite dal Prete Gianni per impedire l'accesso ai rinchiusi. A mezzodì, verso oriente, sonoGogeProvincia Macina. La Porta Ferrea è accompagnata dalla leggenda:Porta ferrea ubi Alexander tartaros inclusit. Dalla Porta Ferrea, in direzione di nord-est, correYmaus mons, montes inacessibiles, e va a raggiungere l'Oceano settentrionale, presso al quale una leggenda distrutta in parte, dice:Hic adeo..... habitantur ex ebreorum generatione tribus decem..... Di rincontro, poco discosto dall'Oceano, sono altre due giogaje diMontes inacessibilese, in mezzo,Magog, e a occidente di questoScythia ultra Ymaum montem. A occidente del monte Ymaus un'altra leggenda dice:hac gente, hoc est ex tribu Dan nasciturus est antichristus, qui magica arte montes istos aperientes(sic)ad.. colas sibi irendas(?)accedet. Qui dunque abbiamo per lo meno tre diversi popoli rinchiusi.
1050.V. Beer, scritto e luogo citati, p. 786.
1050.V. Beer, scritto e luogo citati, p. 786.
1051.Kohl,Reisen in Südrussland, Lipsia, 1841, v. 1, p. 292.
1051.Kohl,Reisen in Südrussland, Lipsia, 1841, v. 1, p. 292.
1052.L. cit.
1052.L. cit.
1053.Gior. XX, nov. 1ª.
1053.Gior. XX, nov. 1ª.
1054.Dittamondo, l. II, c. 26:Gog e Magog che Alessandro rinchiuseCol suon che poi più tempo stette fresco,Uscir de' monti con diverse museE col fabbro Crustan, il qual fu tale,Che più paesi conquise e confuse.Fazio degli Uberti ricorda Gog e Magog anche al l. IV, c. 2, dove il Capello commenta (cod. di Torino N, I, 5, f. 131 r.): «Gog e Magog populi sono oltra il Caucaso de la parte di septentrione, i quali Alexandro incatenò, aço che non passassono a darli impaço di qua, in questo modo, che lui s'accampò per lo iugo di monti e fe levar tutti i passi, e poi conçegnò gran canoni di ramo per li luochi ove sempre era vento, e per força del vento quelli canoni sonavano, e quei populi credevano fossero le stremite del campo, e non s'attentavano movere, e molti anni poi sonono, fin che i griffi li struppono façandogli lor nidi». Crustan (intendi Gengiscan) leggono l'edizione milanese e la veneziana del 1825; il cod. torinese meno scorrettamente Cuschan.
1054.Dittamondo, l. II, c. 26:
Gog e Magog che Alessandro rinchiuseCol suon che poi più tempo stette fresco,Uscir de' monti con diverse museE col fabbro Crustan, il qual fu tale,Che più paesi conquise e confuse.
Gog e Magog che Alessandro rinchiuseCol suon che poi più tempo stette fresco,Uscir de' monti con diverse museE col fabbro Crustan, il qual fu tale,Che più paesi conquise e confuse.
Gog e Magog che Alessandro rinchiuse
Col suon che poi più tempo stette fresco,
Uscir de' monti con diverse muse
E col fabbro Crustan, il qual fu tale,
Che più paesi conquise e confuse.
Fazio degli Uberti ricorda Gog e Magog anche al l. IV, c. 2, dove il Capello commenta (cod. di Torino N, I, 5, f. 131 r.): «Gog e Magog populi sono oltra il Caucaso de la parte di septentrione, i quali Alexandro incatenò, aço che non passassono a darli impaço di qua, in questo modo, che lui s'accampò per lo iugo di monti e fe levar tutti i passi, e poi conçegnò gran canoni di ramo per li luochi ove sempre era vento, e per força del vento quelli canoni sonavano, e quei populi credevano fossero le stremite del campo, e non s'attentavano movere, e molti anni poi sonono, fin che i griffi li struppono façandogli lor nidi». Crustan (intendi Gengiscan) leggono l'edizione milanese e la veneziana del 1825; il cod. torinese meno scorrettamente Cuschan.
1055.Notices et extraits des manuscrits, t. XIV, parte 2ª.
1055.Notices et extraits des manuscrits, t. XIV, parte 2ª.
1056.Cap. XII.
1056.Cap. XII.
1057.Oltre alle opere più comunemente note del Santarem e del Lelewel, nelle quali a più riprese si parla delle immaginazioni dei geografi del medio evo circa il paese di Gog e Magog, vediVivien de Saint-Martin,Recherches sur les populations primitives et les plus anciennes traditions du Caucase, Parigi, 1847;Peschel,Der Ursprung und die Verbreitung einiger geographischen Mythen im Mittelalter, Die Länder Gog und Magog, Deutsche Vierteljahrschrift, v. II, 1854, p. 250-7.
1057.Oltre alle opere più comunemente note del Santarem e del Lelewel, nelle quali a più riprese si parla delle immaginazioni dei geografi del medio evo circa il paese di Gog e Magog, vediVivien de Saint-Martin,Recherches sur les populations primitives et les plus anciennes traditions du Caucase, Parigi, 1847;Peschel,Der Ursprung und die Verbreitung einiger geographischen Mythen im Mittelalter, Die Länder Gog und Magog, Deutsche Vierteljahrschrift, v. II, 1854, p. 250-7.
1058.V. in propositoBayer,Dissertatio de muro Caucaseo, nel v. I deiCommentarii Petropolitani;Rennell,The geographical system of Herodotus examined and explained, Londra, 1800, p. 112;Ritter,Erdkunde Asiens, t. II, p. 834.
1058.V. in propositoBayer,Dissertatio de muro Caucaseo, nel v. I deiCommentarii Petropolitani;Rennell,The geographical system of Herodotus examined and explained, Londra, 1800, p. 112;Ritter,Erdkunde Asiens, t. II, p. 834.
1059.Così il Rubruquis, Caterino Zeno, Ambrogio Contarini ed altri.
1059.Così il Rubruquis, Caterino Zeno, Ambrogio Contarini ed altri.
1060.Per altri muri e ripari costruiti in Asia contro i popoli del Settentrione v.Baldelli,Storia delle relazioni vicendevoli dell'Europa e dell'Asia, Firenze, 1827, parte 2ª, p. 858-9; Dubois, op. cit., v. VI, p. 289-303.
1060.Per altri muri e ripari costruiti in Asia contro i popoli del Settentrione v.Baldelli,Storia delle relazioni vicendevoli dell'Europa e dell'Asia, Firenze, 1827, parte 2ª, p. 858-9; Dubois, op. cit., v. VI, p. 289-303.
1061.Nell'Ural sembra che li ponessero alcuni scrittori siriaci, come Ebedieso Sobense, Elia Damasceno e Mares di Salomone, i quali narrano che Taddeo apostolo e Ageo suo discepolo giunsero predicando la fede, e dopo aver percorso l'Assiria, la Partia, la Persia, l'Armenia, l'Ircania, sino al paese di Gog e Magog, al di là del Mar Caspio. V.Assemani,Bibliotheca orientalis Clementino-Vaticana, t. III, parte 2ª, p. XV. Nell'anonimaHistoria ducum HungariaeGog e Magog si pongono a oriente della Scizia: «Ab orientali vero parte vicina Scythiae fuerunt gentes Gog et Magog, quos inclusit Magnus Alexander». Cap. I, ap.Schwandtner,Script. rer. hung., v. I, p. 3. Abulfeda pone il paese di Gog e Magog al di là del paese di Chipgiac e dice che la giogaja di monti ond'è rinchiuso è contigua alla giogaja della terra.Géogr., trad, di M. Reinaud, p. 294. Il traduttore nota a tale proposito che i Russi chiamano cintura della terra una diramazione dell'Ural. Abulfeda pone inoltre in prossimità dell'Ural, come pare, una Terra cava, il cui popolo non può uscir fuori, stante la profondità di essa, e nessuno vi può discendere.
1061.Nell'Ural sembra che li ponessero alcuni scrittori siriaci, come Ebedieso Sobense, Elia Damasceno e Mares di Salomone, i quali narrano che Taddeo apostolo e Ageo suo discepolo giunsero predicando la fede, e dopo aver percorso l'Assiria, la Partia, la Persia, l'Armenia, l'Ircania, sino al paese di Gog e Magog, al di là del Mar Caspio. V.Assemani,Bibliotheca orientalis Clementino-Vaticana, t. III, parte 2ª, p. XV. Nell'anonimaHistoria ducum HungariaeGog e Magog si pongono a oriente della Scizia: «Ab orientali vero parte vicina Scythiae fuerunt gentes Gog et Magog, quos inclusit Magnus Alexander». Cap. I, ap.Schwandtner,Script. rer. hung., v. I, p. 3. Abulfeda pone il paese di Gog e Magog al di là del paese di Chipgiac e dice che la giogaja di monti ond'è rinchiuso è contigua alla giogaja della terra.Géogr., trad, di M. Reinaud, p. 294. Il traduttore nota a tale proposito che i Russi chiamano cintura della terra una diramazione dell'Ural. Abulfeda pone inoltre in prossimità dell'Ural, come pare, una Terra cava, il cui popolo non può uscir fuori, stante la profondità di essa, e nessuno vi può discendere.
1062.IlD'Anvillecredette erroneamente che il paese di Gog e Magog, com'è situato da Alfargani, da Edrisi, e da altri scrittori orientali, venisse a trovarsi sul 47º di lat. circa e al di là del 90º di long, dal meridiano di Parigi. V.Histoire de l'Académie royale des Inscriptions et Belles-Lettres, t. XXXI[1768], p. 216.
1062.IlD'Anvillecredette erroneamente che il paese di Gog e Magog, com'è situato da Alfargani, da Edrisi, e da altri scrittori orientali, venisse a trovarsi sul 47º di lat. circa e al di là del 90º di long, dal meridiano di Parigi. V.Histoire de l'Académie royale des Inscriptions et Belles-Lettres, t. XXXI[1768], p. 216.
1063.Sia qui notato di passaggio che secondo un mito germanico i Rimtursi, o Frostietti, nemici degli uomini e degli dei, sono rinchiusi nell'estremo settentrione, dietro una grande muraglia che essi tentano costantemente di rompere.
1063.Sia qui notato di passaggio che secondo un mito germanico i Rimtursi, o Frostietti, nemici degli uomini e degli dei, sono rinchiusi nell'estremo settentrione, dietro una grande muraglia che essi tentano costantemente di rompere.
1064.V.Zurla,Il mappamondo di Fra Mauro Camaldolese descritto ed illustrato, Venezia, 1800, p. 32.
1064.V.Zurla,Il mappamondo di Fra Mauro Camaldolese descritto ed illustrato, Venezia, 1800, p. 32.
1065.Otia imperialia, dec. II, c. 3. In un trattatello geografico del XIII secolo, in versi tedeschi, i monti Caspii sono similmente in India. V.Zingerle,Eine Geographie aus dem dreizehnten Jahrhundert, v. 172-5, inSitzungsb. d. phil.-hist. Cl. d. k. Akad. d. Wiss. in Wien, v. L; cf. p. 425. NellaImage du monde, parte 2ª, c. 4 (Des diversités d'Ynde) si dice (cod. della Nazionale di Torino L, IV, 5, f. 207 v):D'Ynde si naist vng grans monsQui est vue grans regionsC'ons appelle mont Capien,Illecques a vue gens sans bienQue Alixandres dedens enclost,Et sont la gent Goth e MagothQui char d'ome manient creueEt bestes comme gent mescreue.Il Mandeville pone i monti Caspii al di là del Catai e dice che alcuni del paese li chiamano Gog e Magog. Nella carta catalana del 1375, già ricordata, i Monts de Caspis corrispondono alla parte nord-est del sistema Altai-Himalaya. Cristina di Pizan parla ancora dei Monti Caspii:Vi les mons do Caspie, ou closSont Goz et Magoz bien enclos;De la sauldront, quant AntécristVendra contre la loy de Crist.Le livre du chemin de longue estude, v. 1467-70.
1065.Otia imperialia, dec. II, c. 3. In un trattatello geografico del XIII secolo, in versi tedeschi, i monti Caspii sono similmente in India. V.Zingerle,Eine Geographie aus dem dreizehnten Jahrhundert, v. 172-5, inSitzungsb. d. phil.-hist. Cl. d. k. Akad. d. Wiss. in Wien, v. L; cf. p. 425. NellaImage du monde, parte 2ª, c. 4 (Des diversités d'Ynde) si dice (cod. della Nazionale di Torino L, IV, 5, f. 207 v):
D'Ynde si naist vng grans monsQui est vue grans regionsC'ons appelle mont Capien,Illecques a vue gens sans bienQue Alixandres dedens enclost,Et sont la gent Goth e MagothQui char d'ome manient creueEt bestes comme gent mescreue.
D'Ynde si naist vng grans monsQui est vue grans regionsC'ons appelle mont Capien,Illecques a vue gens sans bienQue Alixandres dedens enclost,Et sont la gent Goth e MagothQui char d'ome manient creueEt bestes comme gent mescreue.
D'Ynde si naist vng grans mons
Qui est vue grans regions
C'ons appelle mont Capien,
Illecques a vue gens sans bien
Que Alixandres dedens enclost,
Et sont la gent Goth e Magoth
Qui char d'ome manient creue
Et bestes comme gent mescreue.
Il Mandeville pone i monti Caspii al di là del Catai e dice che alcuni del paese li chiamano Gog e Magog. Nella carta catalana del 1375, già ricordata, i Monts de Caspis corrispondono alla parte nord-est del sistema Altai-Himalaya. Cristina di Pizan parla ancora dei Monti Caspii:
Vi les mons do Caspie, ou closSont Goz et Magoz bien enclos;De la sauldront, quant AntécristVendra contre la loy de Crist.
Vi les mons do Caspie, ou closSont Goz et Magoz bien enclos;De la sauldront, quant AntécristVendra contre la loy de Crist.
Vi les mons do Caspie, ou clos
Sont Goz et Magoz bien enclos;
De la sauldront, quant Antécrist
Vendra contre la loy de Crist.
Le livre du chemin de longue estude, v. 1467-70.
1066.V.D'Herbelot,Bibl. orient., p. 795 e seg. Questa opinione appunto sembra seguire Ibn Batuta. V.The travels of Ibn Batuta; translated from the abriged arabic manuscript copies by Samuel Lee, Londra, 1829, p. 213.
1066.V.D'Herbelot,Bibl. orient., p. 795 e seg. Questa opinione appunto sembra seguire Ibn Batuta. V.The travels of Ibn Batuta; translated from the abriged arabic manuscript copies by Samuel Lee, Londra, 1829, p. 213.
1067.Così in una mappa del XII secolo, opera di Enrico canonico di Magonza, ap.Santarem,Atlas, tav. XX, e nella mappa di Hereford del XIII, ap.Jomard,Monuments de la Géographie, n. 1-2.
1067.Così in una mappa del XII secolo, opera di Enrico canonico di Magonza, ap.Santarem,Atlas, tav. XX, e nella mappa di Hereford del XIII, ap.Jomard,Monuments de la Géographie, n. 1-2.
1068.V. nell'Atlante del Santarem, tav. XVI, la riproduzione di una mappa che accompagna leGrandes Chroniques de Saint Denisin un codice della Biblioteca di Santa Genoveffa in Parigi.
1068.V. nell'Atlante del Santarem, tav. XVI, la riproduzione di una mappa che accompagna leGrandes Chroniques de Saint Denisin un codice della Biblioteca di Santa Genoveffa in Parigi.