ATTO QUARTO.

ATTO QUARTO.

La stessa scena dell'atto terzo.

La stessa scena dell'atto terzo.

GiacominopoiAnna— poiFrancesco.

GiacominopoiAnna— poiFrancesco.

Giacominoseduto a un tavolino in giacchetta da camera e con un fazzoletto bianco al collo: sta facendo colazione.Annadi dentro: bussa ad un uscio di fianco.

Giacominoseduto a un tavolino in giacchetta da camera e con un fazzoletto bianco al collo: sta facendo colazione.

Annadi dentro: bussa ad un uscio di fianco.

Giacominocon indifferenza, continuando a mangiare.

Avanti!

Anna.

Posso entrare?

Giacominoalzandosi, correndole incontro.

Vieni! Vieni, zietta cara!

Annaentra facendo un lavoro di maglia: è pallida. Si sforza per dominare una grande tristezza e una grande inquietudine.

Oggi come va?

Giacominoallegramente.

Benone!... Benissimo!

Annasorridendo, ma sempre con un velo di mestizia.

Ero venuta per farti un po' di compagnia. Allora...

fa un passo per uscire.

fa un passo per uscire.

Giacomino.

Ahi!... Si riapre la ferita!

Annalo guarda a lungo: con un sospiro.

Beato te!

siede e ricomincia a lavorare, ma svogliatamente, soprappensiero e interrompendosi spesso.

siede e ricomincia a lavorare, ma svogliatamente, soprappensiero e interrompendosi spesso.

Giacominoridendo.

Eh!... Perchè la sciabolata

segna il petto.

segna il petto.

l'ho presa di traverso! Se era per così...

indica la punta.

indica la punta.

a quest'ora sarei fra i beati, davvero!

siede e continua a far colazione: beve un bicchiere di marsala.

siede e continua a far colazione: beve un bicchiere di marsala.

Eccellente!

Anna.

Non bere troppo, in questi primi giorni! E non mangiar troppo! Ricordati le raccomandazioni del dottore!

Giacomino.

Non parlarmi di quello sgherro della nonna!

Annasi fa sempre scura in viso, quando sente nominar Teresa.

Annasi fa sempre scura in viso, quando sente nominar Teresa.

Giacomino.

Dopo due giorni avrei potuto alzarmi e lui, a letto, per una settimana!Il mio stomaco invocava un bel pezzo di rosbiffe al sangue, e lui, brodetti e vermicelli!... Malizie della nonna per tenermi sottochiave, — qui, — nel suo appartamento! — Ma oggi, rivoluzione! Ho dichiarato a quel... Giulay che sarei uscito a cavallo e così, almeno, mi ha permesso di uscire in carrozza. — E sai,

indica danaro.

indica danaro.

più niente! Le... svanziche, moneta austriaca! — Io ho dichiarato di essere italiano! dunque... più nemmeno un kaiser! Tu l'hai vista, oggi, la nonna?

Annaseccamente.

No!

Giacomino.

Io non la vedo da tre giorni!

si ferma con la forchetta in mano, pensieroso.

si ferma con la forchetta in mano, pensieroso.

Accumula prediche e strapazzate!

con un'alzata di spalle.

con un'alzata di spalle.

Non ci penso, o perdo l'appetito!

ricomincia a mangiare allegramente.

ricomincia a mangiare allegramente.

Anna.

Tu sei sempre allegro... Tu ridi sempre! Proprio... beato te!

Giacomino.

Che vuoi? Per me la vita bisogna prenderla... e magari anche lasciarla ridendo!

guardandosi intorno, sottovoce.

guardandosi intorno, sottovoce.

Io l'ho detto anche a Vitaliano: — Perchèdobbiamo metterci a fare l'Italia con tanto di muso? Ma facciamola ridendo! Col cattivo umore non si farà poi niente di buono!

Annacon gli occhi fissi.

Beato te!... Beato te!... Perchè sei un uomo solo!

Giacomino.

No, se vuoi, beato per questo: perchè io so che tutte le cose, anche le più nere, hanno il loro lato roseo, ed io lo volto subito da questa parte! Da un po' di tempo, per esempio, avevo quasi perso l'appetito!... persino i tartufi non erano abbastanza profumati! — Adesso dopo una sciabolata e otto giorni di languidi brodetti!... Uhm! Queste patatine... hanno squisitezze inaudite! — Vuoi?

Annarifiutando con un cenno del capo.

Grazie.

Giacomino.

Ti ricordi, da ragazzi? Quante volte si rubava al cuoco le patate e le rape! — Si divoravano crude! ed eri tu, la più vecchia e la più golosa, che ci guidavi all'assalto!...

Annasorridendo.

Sì, sì... mi ricordo!

Francescoe detti.

Francescoe detti.

Francescoentra con un piatto coperto.

Francescoentra con un piatto coperto.

Giacominogoloso.

Che cos'è?...

Francesco.

Un quartino di pollo, bollito!

Giacomino.

Un quartino! Potevi portarne anche un quartone, gendarme!

Francesco.

Mah! Quando non si ha avuto giudizio... si fa penitenza!

Giacomino.

Giudizio? Devi dire fortuna. Non ho avuto fortuna! E sai perchè? Perchè ho avuti troppi maestri! — Teso quel braccio! Più lunga la spaccata!... Salto indietro! Passo avanti!... — E poi, tutti mi insegnavano a darle, e nessuno m'ha insegnato a non prenderle!

Francescoscrollando il capo con dolce rimprovero.

Marchesino!... Marchesino! Vale proprio la pena di battersi... per una ballerina!

Giacominosi alza con impeto: fissa Francesco fieramente e respinge il piatto.

Porta via!

Francescoinchinandosi, intimidito.

Signor marchese... Scusi... Io non credevo...

Giacomino.

Basta così. Ho detto di portar via!

Francescoraccoglie in fretta piatti e bicchieri sopra un vassoio e via.

Francescoraccoglie in fretta piatti e bicchieri sopra un vassoio e via.

AnnaeGiacomino.

AnnaeGiacomino.

Anna.

Che estro hai avuto? Perchè tanta furia?

Giacomino.

Quell'uomo rappresenta tutta l'Austria. L'Austria, che non vuol prendermi sul serio! Io mi sono battuto per una ballerina! È fissato, è convenuto; è la parola d'ordine. Scommetto che se io andassi a dire oggi al commissario di polizia: — Barone;io non mi sono battuto per la Pochini, ma perchè non voglio in questa terra feconda di aranci e di olivi i mangiatori di sego, — scommetto mi riderebbe sul muso!

Anna.

E ti disperi per ciò?

Giacomino.

Non mi dispero, ma capirai, averle prese e poi non essere nemmeno un po'... un po' martire!

avvicinandosi ad Anna.

avvicinandosi ad Anna.

C'è qualche cosa di grosso per aria!

Annatrasalisce interrogandolo con gli occhi.

Annatrasalisce interrogandolo con gli occhi.

Giacomino.

Non posso dirti niente! Non interrogarmi,non pregarmi, non supplicarmi! Tanto, non potrei rispondere! Ma che uomo, tuo marito! Che uomo quel Vitaliano!

Annasorridendo, raggiante.

Sì? È vero?

Giacomino.

Che cuore!... E che fegato!... Non è un orso, — no, no! — È un leone!... Un Dio!

con slancio, dando un bacio ad Anna.

con slancio, dando un bacio ad Anna.

Tò!... Prendi!

Annarisentita.

Giacomino!

Giacomino.

È per lui. Per tuo marito! — E questa volta... Altro che finte e salto indietro! Sempre avanti e per davvero fino alla fine!

vedendo Anna oscurarsi in viso.

vedendo Anna oscurarsi in viso.

Che hai?...

spaventato.

spaventato.

La nonna!

siede fingendosi sofferente.

siede fingendosi sofferente.

Annascrollando il capo.

Tutto il tuo coraggio...

Giacomino.

Sento anch'io il coraggio, come in quei versi, di guardare il patibolo in faccia; ma di guardare in faccia la nonna quando è in collera.... proprio no!

Teresae detti.

Teresae detti.

Teresaentra dall'uscio della biblioteca e si avvicina ad Anna senza mai guardare Giacomino.

Oh, brava! Ero stata a cercarti in biblioteca! Mando il fattore a Milano; vuoi qualche cosa?

Annafa cenno di no, col capo.

Grazie.

Teresarimane un po' sconcertata da tanta sostenutezza, poi, dopo aver lanciata un'occhiata, senza parere, a Giacomino,si avvicina ad Anna, cercando di rabbonirla.

Bella questa lana!... Un bel colore! Ne farò prendere anche per me! Si trova dal Guffanti, vero? Quello in via dei Borsinari?

Anna.

Sì.

Teresaad Anna sottovoce e chinandosi come per osservare la lana.

Quel... bel mobile, come va stamattina?

Anna.

Meglio.

Teresa.

Mi pare un po' giù. Ha mangiato?

Anna.

Sì!

Teresa.

Asino! Così debole... per crepare d'indigestione!

dopo un momento con voce affettuosa.

dopo un momento con voce affettuosa.

Anche tu, bada! sei pallida! Hai certi occhi...

Anna.

Capirai; per me, almeno, non è questo il momento di pensare alla mia salute!

Teresasente sul viso la stoccata, ma si domina.

Dovresti pensare a questo, per altro,che non sempre si può riuscire a moderare il proprio carattere, a frenare il proprio legittimo risentimento; e non dovresti conservare tanta... asprezza. Non sarò stata sempre molto espansiva con te, e la cosa, del resto, era abbastanza... reciproca. Ma ti ho sempre usato ogni riguardo, ho sempre avuto per te molta stima... e te l'ho provato anche ultimamente.

Anna.

Ed io pure ti ho provato di meritarla.

Teresa.

Hai, nondimeno un grave torto. I giovani dovrebbero sempre giudicare i vecchi con un po' di benevolenza e... giudicare dalle intenzioni, che sono sempre giuste e rette.

con un accento di verità e di passione, ma sempre molto dignitosa.

con un accento di verità e di passione, ma sempre molto dignitosa.

Apprezza... il passo che io fo in questo momento.

Annasi alza vivamente, vinta da un improvviso slancio del cuore.

Annasi alza vivamente, vinta da un improvviso slancio del cuore.

Teresasottovoce.

E non metterti sempre anche tu, contro di me... Ormai, sono detestata da tutti in casa mia!

Anna.

Detestata no.

Teresa.

Sì! Sì!... E perchè?

forte per essere udita anche da Giacomino.

forte per essere udita anche da Giacomino.

Per quella maledetta ubriacatura politica.

Giacomino.

Ma nonna, tu...

Teresa.

Non parlo con voi! — Voi, per me, siete morto, e ne provo grande sollievo! È un peso... che ho giù dallo stomaco!

ad Anna, con un altro tono di voce.

ad Anna, con un altro tono di voce.

Ma sopra di te, io avrei il diritto di poter contare come in un aiuto, come in un'alleata...

Anna.

Un'alleata? Tua?

Teresasottovoce.

Sì, per il bene, per la sicurezza di tuo marito.

Anna.

In questi momenti gli uomini come mio marito, non pensano alla propria sicurezza! — Hanno ben altro da pensare.

Teresa.

E sei tu? Una donna, una moglie, un essere del nostro stampo che parla così?... — I patriotti, i fratelli! — Tu,almeno questo, avresti dovuto aver imparato... a tue spese: a conoscere bene i fratelli!

Annatrasalisce.

Annatrasalisce.

Teresa.

È un vento, una furia, che penetra nelle case, nelle famiglie, e che spazza via tutto: ogni sentimento di rispetto, di amore, ogni spirito di religione, di concordia e, insieme, la tranquillità e la felicità!

pausa.

pausa.

Di vivo! di forte, di profondo, non c'è più che l'odio!

Giacominocon forza, ribellandosi.

Non è vero!

Teresameravigliata, furente.

Non è vero?!...

frenandosi con ironia.

frenandosi con ironia.

Ah, già, già! Sicuro! «Non è vero!» Di forte e di profondo c'è anche l'amore! L'amore... delle ballerine, per le quali un ragazzaccio scimunito come voi, provoca disordini e arrischia la vita!

Giacominosi alza di scatto e si abbottona la giacca nervosamente.

Giacominosi alza di scatto e si abbottona la giacca nervosamente.

Teresa.

Ah! Ah!... Vi sentite meglio? Siete guarito, interamente?... Ne ho molto piacere.

Giacominosi avvia per uscire.

Giacominosi avvia per uscire.

Teresacon forza.

Dove andate?

Giacominoduramente.

Di là!

Teresaha una scossa, poi si domina e torna ironica.

Andate! Andate pure!

richiamandolo.

richiamandolo.

Il dottore...

Giacominosi ferma.

Giacominosi ferma.

Teresa.

Il dottore vi ha concesso per oggi,una passeggiata in carrozza. Ve la permetto anch'io, ma verso mezzogiorno; col sole! Andate in camera vostra a vestirvi, e non uscite... finchè non vi manderò a chiamare!

Giacominosi avvia di nuovo, serio, sostenuto.

Giacominosi avvia di nuovo, serio, sostenuto.

Teresache si aspetta una parola di scusa: quando Giacomino è sull'uscio.

Andate così...

Giacominosi ferma.

Giacominosi ferma.

Teresasforzandosi di sorridere per vincere l'ira e il dolore.

Andate! Andate pure!... Meno vi vedo e più... sono contenta!

Giacominovia.

Giacominovia.

Teresacon le lagrime nella gola.

Anche lui... Ma a lui poi, — a lui! — Che cosa ho fatto?...

sfogandosi, gridando forte.

sfogandosi, gridando forte.

Francesco! Francesco!

va verso l'uscio di mezzo.

va verso l'uscio di mezzo.

Francesco!

il Lamberti entra.

il Lamberti entra.

Lambertie dette — poiFrancesco.

Lambertie dette — poiFrancesco.

Lamberti.

Che vuoi da Francesco?

Teresa.

Mandarlo da Giacomino!

Lambertiindicando Francesco che si presenta e si ferma sull'uscio.

Eccolo, Francesco!

Teresa.

Andate dal signor Marchese! Aspettate! Prendete questoplaid!

gli dà uno scialle.

gli dà uno scialle.

Che lo porti in carrozza, e si copra! Ordine mio!

Francescovia.

Francescovia.

Lambertiad Anna.

Vieni un momento di là? Ho da parlarti.

Teresa.

No, no! Rimani... Rimanete. Vado io!

con la solita calma signorile.

con la solita calma signorile.

Il fattore mi aspetta: devo mandarlo a Milano.

ad Anna.

ad Anna.

La lana dal Guffanti abbiamo detto?...

Anna.

Sì.

Teresavia, nella biblioteca.

Guffanti; via dei Borsinari!

LambertiedAnna, poi di nuovoFrancesco.

LambertiedAnna, poi di nuovoFrancesco.

Annaa Vitaliano.

Hai da parlarmi?

lo guarda fisso.

lo guarda fisso.

Che hai?

Lambertia sua volta, continua a fissare Anna con grande tristezza.

Lambertia sua volta, continua a fissare Anna con grande tristezza.

Annacon voce rotta dall'ansia.

Che hai? Che cosa vuoi dirmi?Sì, sì!... Fissami bene: che il tuo occhio possa penetrare in fondo all'anima mia; non ho nulla da nasconderti!

Lamberti.

Hai capito dunque, che io volevo parlarti... di lui, del Cézky?...

Annasostiene lo sguardo di Vitaliano: ferma, sicura.

Annasostiene lo sguardo di Vitaliano: ferma, sicura.

Lambertile prende una mano, gliela bacia.

No, Anna, Anna cara; io non ho mai dubitato di te!

Anna.

Posso essere stata leggera; certo sono stata imprudente! — Era, allora, così vuota e inerte la mia vita, così grigia...

con un brivido.

con un brivido.

così buia!

accarezzandogli i capegli con grazia affettuosa.

accarezzandogli i capegli con grazia affettuosa.

L'amore è come il sole; senza di lui, non c'è luce, nè calore!

Lambertistringe Anna al petto affettuosamente.

Lambertistringe Anna al petto affettuosamente.

Anna.

Per quel giovane... che non aveva una famiglia, solo, povero, io ho sentito, prima, un sentimento di compassione, di pietà... Poi anche di simpatia per il suo dolore così simile al mio. Cézky mi amava... lo capivo, lo vedevo, e non era amato. E anch'io cominciavo ad amare, ad amarti, e allora...non mi credevo amata! — Ecco; ti ho detto tutto! — Io poi, lo ritenevo nobile di animo, esaltato, ma onesto.

Lamberti.

Onesto?... Forse lo era. Non si può giudicare gli uomini nell'eccesso della passione; da un momento di disperazione! Bisogna, in ogni modo, essere indulgenti con chi...

lentamente e fissando Anna per farle indovinare il suicidio del Cézky.

lentamente e fissando Anna per farle indovinare il suicidio del Cézky.

sa condannarsi e punirsi da sè, con chi... sconta il delitto commesso... con la propria vita.

Annacon un grido.

Cézky?

Lambertiaccennando affermativamente col capo, si leva una lettera di tasca e gliela dà.

È una lettera da Milano. Chi scrive, è un amico.

Annalegge con un forte tremito: lascia cadere la lettera e siede con un gesto d'orrore, nascondendosi il capo fra le mani.

Annalegge con un forte tremito: lascia cadere la lettera e siede con un gesto d'orrore, nascondendosi il capo fra le mani.

Lambertiraccoglie la lettera e di nuovo la ripone in tasca.

Noi lo credevamo in Tirolo o a Vienna, sotto la protezione della polizia! Invece era a Milano, nascosto in una soffitta, vivendo nel dolore, e, forse, fra i rimorsi. In quell'ultimo istante la grande bontà di Dio ha certo fatto dimenticare a quell'uomo diessere una spia. Si è ucciso con una pugnalata come Jacopo Ortis... e col libro dell'Ortis, chiuso dinanzi.

cammina su e giù, poi torna ad avvicinarsi ad Anna.Annarimane sempre con il capo fra le braccia appoggiata al tavolino.

cammina su e giù, poi torna ad avvicinarsi ad Anna.

Annarimane sempre con il capo fra le braccia appoggiata al tavolino.

Lambertisi appoggia lui pure al tavolino: ad Anna, con grande dolcezza.

Perdonagli, Anna! Gli ho perdonato anch'io! Ed ora... ascoltami con coraggio. Forse... forse qualche giorno, forse domani, forse stasera io dovrò partire.

Anna, con un sussulto doloroso.

È il momento?

Lamberti.

Sì. Il Fratti e lo Strassér rimangono a Milano. Don Carlo Morelli, da Como, ci terrà in relazione con lui.

Anna.

Con Mazzini?...

Lamberti.

Sì. È a Lugano; pronto ad unirsi con noi. Io devo passare dal Carrarese, e per il giorno dell'insurrezione trovarmi a Sarzana.

Annabuttandogli le braccia al collo.

Vengo con te!

Lamberti.

Anna... Anna...

Anna.

Vengo con te!

Lamberti.

Mi raggiungerai!... Presto!

Anna.

Vengo con te! Vengo con te!

Lamberti.

È impossibile cara, e lo sai. Ascoltami, dunque; ascolta bene ciò che tu devi fare.

Annaabbassa il capo come vinta.

Annaabbassa il capo come vinta.

Lamberti.

Appena partito io tu anderai e ti fermerai a Milano, in casa tua. Sei ricca, della mia sostanza tu non ne hai bisogno.

si leva di tasca un'altra lettera chiusa in una busta.

si leva di tasca un'altra lettera chiusa in una busta.

Prendi...

turbamento di Anna.

turbamento di Anna.

Ma no!... Non impressionarti così! Bisogna tutto prevedere. Tornerò, o verrai tu!

indicando la lettera.

indicando la lettera.

Due righe sole. Sei tu la mia erede universale. Ma per aiutare i nostri.Devi spendere tutto ciò che è mio per la causa. Ed ora...

esitando.

esitando.

Un'altra preghiera. E pensa, — adesso sì, — pensa che può essere l'ultima. — È la mia felicità, è il coraggio stesso che io ti domando. Sono egoista, ingiusto, inumano, ma è più forte di me. Se io... Anche quando non ci sarò più...

abbracciandola stretta con un singhiozzo.

abbracciandola stretta con un singhiozzo.

Ti voglio sempre mia!

Annacoprendolo di baci.

Tua, tua, tua, tua! Ma io voglio venire con te! Ma io voglio morire con te! Con te che sei mio! Con te che mi hai fatto vivere! Con te che mi hai fatta buona! Tua! Tua! Tua! Tua!

Lambertidopo un momento di commozione, asciuga gli occhi ad Anna.

Che non ti vedano piangere!... Nessuno deve sospettare...

prende la lettera sul tavolino, gliela dà.

prende la lettera sul tavolino, gliela dà.

Prendi!

Anna, attonita, la tiene in mano.

Anna, attonita, la tiene in mano.

No! No!...

Annala nasconde in seno.

Annala nasconde in seno.

E la chiuderai subito nella tua scrivania. A Milano vedrò poi il mio notaio...

Francescodall'uscio di mezzo, tremante, sconvolto.

Signor conte! Sa?... Sa?

Lamberti.

Che c'è?

Francesco.

A Sonvico, hanno arrestato il dottor Fratti!

Lamberti.

Chi te l'ha detto?

Francesco.

Adesso! Il maestro di posta!

Lamberti.

Va!... Chiamalo!

Francesco via.

Francesco via.

Annatrattenendo Vitaliano che vuol seguire Francesco.

Il dottor Fratti? Arrestato?...

Lamberti.

Lasciami andare! Lasciami andare!

Teresae il ConteRienz.

Teresae il ConteRienz.

Teresa chiamando dalla biblioteca.

Teresa chiamando dalla biblioteca.

Vitaliano! Vitaliano!

Rienz.

Dov'è? Dov'è?...

seguito da Teresa entra in fretta dalla biblioteca, attraversa la scena, viene fin dietro di Vitaliano: sottovoce; rapidamente.

seguito da Teresa entra in fretta dalla biblioteca, attraversa la scena, viene fin dietro di Vitaliano: sottovoce; rapidamente.

Partite subito sul momento! Dietro il Molino vecchio troverete una carrozza chiusa. Passerete il confine a Maslianico.

forte ad Anna.

forte ad Anna.

Contessa Anna, scusate la mia fretta ma devo essere subito a Milano, al Comando Militare.

a Teresa.

a Teresa.

Anche voi! Perdonate!

fa un inchino alle signore, via.

fa un inchino alle signore, via.

Lamberti, Anna, Teresa.

Lamberti, Anna, Teresa.

Lamberti immobile, sorpreso.

Lamberti immobile, sorpreso.

Annacon disperazione.

Va! Va! Va!

Teresa.

Non un minuto! È la Provvidenza! L'aiuto della Provvidenza!

Lambertirisoluto.

Lambertirisoluto.

Alcune carte... Aspettatemi!

ad Anna che fa per seguirlo

ad Anna che fa per seguirlo

Aspettami!

va via per l'uscio dal quale è uscito Giacomino.

va via per l'uscio dal quale è uscito Giacomino.

Annaa Teresa, con grande ansia e terrore.

Tu sai?... Tu sai?...

Teresa.

Anna! Anna!

Anna.

Presto! Ho diritto di saper tutto. Sono sua moglie!

Teresasempre più tremante.

Dalla Spezia...

Anna.

Dalla Spezia?

Teresa.

Sì, è venuto l'ordine dalla Spezia!... Hanno sequestrata una tartana, — i doganieri Pontifici, — diretta alla punta di San Terenzo! Era carica di armi, di fucili! Il capitano, un levantino, arrestato, minacciato di morte, ha parlato!

Anna.

E Vitaliano?

Teresa.

Una grande insurrezione doveva scoppiare nello stesso giorno, in tutta l'Italia!

Anna.

E Vitaliano?... Vitaliano?...

Teresa.

È uno dei capi! Vengono per arrestarlo!

fuor di sè.

fuor di sè.

Ma cosa fa? Che cosa fa?

Anna.

Il conte?... Il conte di Rienz?

Teresa.

Ha tutto arrischiato per noi, ma non può nulla contro la polizia! — Il Commissario, i soldati, saranno qui fra mezz'ora! Sono forse già qui!

verso la biblioteca.

verso la biblioteca.

Che cosa fa adesso? Ma che cosa fa?!...

giungendo le mani supplichevoli verso la cappelletta.

giungendo le mani supplichevoli verso la cappelletta.

Dio! Dio! Dio! Buono! Santo!

Lambertie dette.

Lambertie dette.

Lamberti.

Eccomi. Ed ora... io sono pronto.

Teresa.

Va!... Dunque!... Va!


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