ATTO TERZO.

ATTO TERZO.

Salotto nell'appartamento della contessa Teresa: da un uscio a sinistra si entra nella sua camera da letto. — Nella parete di fondo, a destra, dall'uscio sempre aperto si vedrà una cappelletta con un ricco altarino e un inginocchiatoio. Un grande ritratto dell'imperatore Francesco Giuseppe. In faccia all'uscio della camera da letto, un altro uscio che mette nella biblioteca.

Salotto nell'appartamento della contessa Teresa: da un uscio a sinistra si entra nella sua camera da letto. — Nella parete di fondo, a destra, dall'uscio sempre aperto si vedrà una cappelletta con un ricco altarino e un inginocchiatoio. Un grande ritratto dell'imperatore Francesco Giuseppe. In faccia all'uscio della camera da letto, un altro uscio che mette nella biblioteca.

Carolina— la voce di Teresa, poi ilRienz.

Carolina— la voce di Teresa, poi ilRienz.

Carolinaentra e va a battere all'uscio della camera di Teresa.

Carolinaentra e va a battere all'uscio della camera di Teresa.

Teresadi dentro.

Chi è?

Carolina.

Sua Eccellenza!

Teresa.

Il Conte Stefano?

Carolina.

Sì! Faccia presto!

Rienzentra in fretta, ancora con il cappello il pastrano e il frustino.

Rienzentra in fretta, ancora con il cappello il pastrano e il frustino.

Teresasempre di dentro: a Carolina.

Vengo subito! Apri le finestre!

Carolinasi volta, vede il Rienz e fa per aiutarlo a levarsi il pastrano.

Carolinasi volta, vede il Rienz e fa per aiutarlo a levarsi il pastrano.

Rienz.

Andate, andate dalla contessa.

Carolinaentra da Teresa.Rienzsi leva da sè il pastrano, depone il cappello, tiene in mano il frustino che agita nervosamente camminando su e giù per il salotto.

Carolinaentra da Teresa.

Rienzsi leva da sè il pastrano, depone il cappello, tiene in mano il frustino che agita nervosamente camminando su e giù per il salotto.

Teresaancora di dentro.

Che c'è?... Una brutta notizia?

Rienz.

Forse!

Teresa.

Vitaliano?... Qualche nuova sciocchezza di Vitaliano?

Rienz.

Vi dirò... Fate presto!

Teresa.

Un momento!... sono pronta!

entra allacciandosi un nastro della veste da camera.

entra allacciandosi un nastro della veste da camera.

— Eccomi!

RienzeTeresa— poi di nuovo laCarolina.

RienzeTeresa— poi di nuovo laCarolina.

Rienzbacia la mano alla contessa.

Rienzbacia la mano alla contessa.

Teresa.

Mio Dio! Stefano?

Rienz.

Una lettera anonima! Una denuncia.

Teresa.

Una denuncia contro chi?

Rienz.

Contro Vitaliano; contro vostro figlio! Lo si accusa di cospirazione;di essere in rapporti con Mazzini e con quel... Garibaldi, quell'altro romantico filibustiere!

Teresa.

Datemi questa lettera!

Rienz.

Non fu mandata a me! Fu mandata...

Teresacon un grido represso.

Alla polizia?

Rienz.

Tranquillatevi. Fu aperta dal barone Wolf, — un buon austriaco, mio amico. — Per fortuna! — Se capitava fra le mani dell'altro commissario, l'italiano, a quest'ora sarebbero qui i gendarmi!

Teresavivamente, giungendo le palme verso la cappelletta.

Grazie! Grazie! Vi ringrazio!

coprendosi il viso con le mani.

coprendosi il viso con le mani.

Mio figlio? Il mio sangue? Un conte Lamberti?

Rienz.

C'è questo di più grave ancora:: la lettera anonima, la denunzia è partita da questa casa.

Teresa.

Come lo sapete?

Rienz.

Per un miracolo! Ai furfanti, manca sempre qualche cosa: quando sono perfetti, diventano... brava gente! A costui, manca il sangue freddo. Mentre compie la canagliata, gli tremano le mani e gli si oscura la vista.

Teresavivamente.

Chi è?

Rienz.

Cézky.

Teresa.

Quel polacco girovago, pitocco?

Rienz.

È innamorato di Anna.

Teresafissando Rienz.

Anna abbassarsi a... Non lo credo...

risoluta.

risoluta.

No!

Rienz.

Precisamente! Respinto, per vendicarsi!

Teresacon alzata di spalle.

Uno strimpellatore di versi! Un Werther, un Ortis, inconcludente!

Rienz.

Più concludente degli altri! Invece di ammazzarsi, costui, fa impiccare il marito!

Teresaimpallidendo: con voce rauca.

In qual modo avete scoperto?

Rienzsi avvicina alla scrivania di Teresa e prende un foglio di carta.

Questa è la lettera. — Va bene? — Qui, in prima pagina, la sua brava denunzia.

volta il foglio.

volta il foglio.

E in fondo da quest'altra parte, una parola, in lapis, sbiadita, — una sola parola — «promemoria». — Una nota si vede incominciata e subito interrotta.

Teresa.

Era il carattere del Cézky?

Rienzaffermando col capo.

Indubbiamente! Non vi ricordate, Teresa? Per quindici giorni, quando ho avuto ammalato il mio cancelliere? Chi lo ha sostituito? Il Cézky.

Teresasi lascia cadere sopra una sedia.

Ma... e allora?

Rienz.

Volete un'altra prova?... Schiacciante? Prima di parlare con voi, volevo parlare col Cézky

con piglio minaccioso.

con piglio minaccioso.

a quattr'occhi, io e lui... A villa Lamberta non c'è più. — Il letto... intatto. Fatto il colpo ha preso il largo.

Teresa.

Allora?... E allora?...

Rienz.

Chiamate vostro figlio.

Teresaesitante.

Qui?... Con voi?

Rienzcon un atto stizzoso.

Puntigli, riguardi, risentimenti... Non è l'ora! — Adesso bisogna tutto sapere, — la lista dei compagni, dei fratelli prima, — poi, se si tratta solo di sciocchezza, d'imprudenze, tutto in tacere, per quanto riguarda la vostra casa. — Ma vostro figlio, — il pazzo! — reso da noi impotente a nuocere e a nuocersi!

Teresacon gratitudine, stringendogli la mano.

Oh! Stefano!

Rienz.

Di simili scandali è piena Milano;è pieno il Lombardo-Veneto! Ci mancherebbe altro che ne scoppiasse uno anche nella casa... che... frequento io! — È necessario per tutti, per l'autorità stessa dell'Arciduca, che qui... e a Vienna, non si facciano confusioni fra il vostro nome e quello dei d'Adda, dei Durini, degli Arese... Fra la vostra, — la vera, — e tutta questa aristocrazia turbolenta, irrequieta, imborghesita dalle inframmettenze donnesche e dalle velleità demagogiche! — Chiamate vostro figlio!

Teresasuona il campanello sopra il tavolino: pausa.Carolinaentra: rimane presso l'uscio.

Teresasuona il campanello sopra il tavolino: pausa.

Carolinaentra: rimane presso l'uscio.

Teresa.

Mandate Francesco dal signor conte. A mio nome! Venga qui, subito.

Carolinavia.

Carolinavia.

Rienz.

Calma mi raccomando; calma.

Teresa.

È un gran dolore!... La mia devozione il mio affetto all'imperatore! I miei principî! Tutto l'orgoglio del mio nome...

Rienzle impone di tacere e le fa segno che qualcuno si avvicina.

Rienzle impone di tacere e le fa segno che qualcuno si avvicina.

Francescoe detti.

Francescoe detti.

Francescosta sulla soglia dell'uscio.

Il signor conte non c'è. Non è a villa Lamberta. È andato a Milano.

Rienzvivamente.

A Milano?

Teresa.

Quando?

Francesco.

Questa notte, tardi. Saranno state le tre, le quattro. Non potrei dire l'ora, precisamente perchè il signor conte si è alzato e si è vestito da solo: non mi ha fatto chiamare.

Teresacon esitazione.

Ed è... anche partito solo? In calessino?

Francesco.

No, no; con Giovanni, in carrozza chiusa. Ha fatto attaccare i due sauri.

Rienzinterrompendolo.

La contessa Anna...

rivolgendosi a Teresa.

rivolgendosi a Teresa.

Fate pregare la contessa Anna di venir qui subito.

TeresaaFrancesco.

Avete sentito?... Andate.

Francescos'inchina ed esce.

Francescos'inchina ed esce.

TeresaeRienz.

TeresaeRienz.

Teresa.

Questa notte?... Saranno state le tre, le quattro?

al Rienz: cercando di tranquillarsi.

al Rienz: cercando di tranquillarsi.

E d'altra parte in carrozza... a due cavalli... con Giovanni, il nostro primo cocchiere?...

Rienzriprendendo il foglio di carta, che gli è caduto di mano.

E per ciò? A commettere delle... bestialità, non si va soltanto a piedi o in diligenza.

Annae detti.

Annae detti.

Anna.

Eccomi mamma.

Teresacolpita: al Rienz sottovoce.

Mamma?... È la prima volta!

Rienzchiude tutti gli usci, — non a chiave — guardando prima se vi è qualcuno che possa ascoltare.Annalo osserva attentamente, corrugando gli occhi.

Rienzchiude tutti gli usci, — non a chiave — guardando prima se vi è qualcuno che possa ascoltare.

Annalo osserva attentamente, corrugando gli occhi.

Teresa.

Siedi, cara, siedi.

Rienzcon squisita, amabile galanteria.

E oggi vogliate essere buona anche con me, contessa Anna. Guardatemi, — se vi è possibile, — senza diffidenza, e sopratutto senza cattive prevenzioni. Lo dicevo, adesso, alla contessa Teresa: — è con dolore, è con vero dolore, che io sono costretto a notare la vostra freddezza. Certe volte dovrei dire, persino... antipatia.

Anna, maravigliata, interroga Teresa con uno sguardo.

Anna, maravigliata, interroga Teresa con uno sguardo.

Teresa.

Sì, cara. Proprio così.

Rienz.

Oggi, specialmente oggi, io ho bisogno, invece, di tutta la confidenza, di tutta la fiducia vostra e del conte Vitaliano.

Annatrasalisce, ma poi si domina subito, simulando una grande indifferenza e molta sicurezza.

Mio marito?

Teresacon impeto indicandole il Rienz.

Per lui! Per il nostro interesse! Per il nostro onore!

Rienzsorridendo, fa cenno a Teresa di contenersi: ad Anna.

Rassicuratevi! Non c'è finora da spaventarsi! La contessa Teresa è madre: si lascia vincere, forse, troppo presto dalle apprensioni.

Anna.

Spaventarmi? Di che?

rivolgendosi a Teresa.

rivolgendosi a Teresa.

Soltanto io non so spiegarmi le tue parole...

al Rienz con più forza.

al Rienz con più forza.

e tanto meno le vostre!

Teresa.

Anna, Anna, cerca di frenarti! Non è questo il momento di essere fiera, orgogliosa!

Anna.

Non lo sono mai stata, — con te, — mamma.

Rienzresta attentissimo, seguendo con ansia il dialogo fra Anna e Teresa.

Rienzresta attentissimo, seguendo con ansia il dialogo fra Anna e Teresa.

Teresacon irritazione.

E sopratutto, figliola mia, ricordati nella scelta degli amici non bisognalasciarsi guidare da antipatie e, peggio, da simpatie strane, ridicole. Gli amici veri, leali, si conoscono e si trovano vicini a noi nel momento del bisogno, del pericolo!

Annatrasalisce, ma è un lampo. Con molta calma:

Nel momento del pericolo? Quale pericolo?

Rienzfa un cenno di approvazione a Teresa, incitandola ad andare avanti.

Rienzfa un cenno di approvazione a Teresa, incitandola ad andare avanti.

Teresa.

Si tratta di Vitaliano, ti ripeto: di tuo marito!

Anna.

Vitaliano? Egli non ha nessun pericolo da temere.

Teresa.

Questo intanto, — tu, — come lo sai? Come lo puoi assicurare?

Rienzapprova sempre coi cenni del capo le domande di Teresa.

Rienzapprova sempre coi cenni del capo le domande di Teresa.

Annasforzandosi per sorridere.

Come lo so? Forse... non sono sua moglie?

appassionatamente.

appassionatamente.

Conosco la sua vita, il suo cuore, conosco i suoi pensieri...

Teresa.

Non tutto conosci! Voglio crederlo, almeno non tutto!

lentamente, sempre spinta dalle approvazioni del Rienz.

lentamente, sempre spinta dalle approvazioni del Rienz.

Ci sono azioni, intrighi, che unuomo nasconde anche alla propria moglie, anche alla donna più amata, più adorata...

Anna.

Ma non a me! Vitaliano non ha segreti per me!

Teresaosservandola con l'occhialino: ironica.

Sì?... Benissimo. Me ne compiaccio assai! Tanto più che non è sempre stato così. Oh, no! Anzi, è recente — recentissima, crederei, — questa unione così stetta, delle vostre anime?

Annarisentita.

Ciò, scusa, mamma, non ti riguarda! — Io ho da dirti questo soltanto

ironica a sua volta.

ironica a sua volta.

per tranquillarti. — Tuo figlio Vitaliano non ha proprio nulla da temere!

Rienznon veduto da Anna, mostra a Teresa il foglio di carta che tiene ancora fra le mani.

Rienznon veduto da Anna, mostra a Teresa il foglio di carta che tiene ancora fra le mani.

Teresa.

Nemmeno... da un qualche suo... nemico?

Anna.

È buono, non ha nemici.

Teresa.

Da un amico, allora; — da un suo fratello di fede, da un traditore, da un rivale, da una spia?...

Annacon un grido di spavento, alzandosi di scatto.

Cézky?! Ha fatto la spia?!

Rienzavanzandosi: vivamente.

Sì, Cézky! Ha denunziato il conte Lamberti! Ma voi come avete indovinato?

Annasmarrita, tremante.

Io?... Io no!... Io non ho detto niente non so niente!

Teresaad Anna, che ad ogni parola si smarrisce e trema sempre più.

Cézky! Cézky! Con un'anonima alla polizia! Lo ha denunziato alla polizia!

indicando a Rienz.

indicando a Rienz.

Lui ha scoperto tutto per fortunanostra! E lui solo può ancora salvare Vitaliano dall'infamia, dalla morte!

Annadisperata, si volta verso Rienz con gli occhi pieni di lacrime, tendendo verso di lui le mani giunte, supplichevoli.

Dio, Dio, Dio, Dio!

Rienz.

Lo salverò; a un patto: — la verità! voglio la verità!

Anna.

Ma io...

Rienz.

La verità! O vostro marito è arrestato e perduto!

Annabalbettando.

Sì!... Sì!... Ieri...

si arresta, esita impaurita davanti alla rivelazione che sta per fare.

si arresta, esita impaurita davanti alla rivelazione che sta per fare.

Io... non... non so...

Rienz.

Dovete parlare e bisogna parlare!

Anna.

Io... non...

scoppia in un pianto dirotto.

scoppia in un pianto dirotto.

Non so niente! Io non so niente, niente, niente!

Rienz.

Le lacrime! Sempre! Maledette le lacrime!

cammina su e giù furibondo.

cammina su e giù furibondo.

Teresaal Rienz, sottovoce.

Non così! La spaventate troppo!

Rienz.

L'ho osservata bene! Sa molte cose. Bisogna approfittare della paura!

Teresamettendosi una mano sul petto.

Io; io.

Rienza Teresa: sempre sottovoce.

Nomi, — sopratutto! — Nomi! I compagni!

Teresaavvicinandosi ad Anna dolcemente.

Coraggio! Coraggio, Anna!

l'accarezza, la bacia sui capelli.

l'accarezza, la bacia sui capelli.

Sono io stessa, che ti fo coraggio: suamadre. La mia presenza qui, la mia calma ti devono rassicurare. Mio figlio non mi ha mai amata. Ha torti gravi verso di me: ha commesso errori gravissimi, ma è sempre mio figlio, porta sempre il mio nome!

Annacontinua a singhiozzare.

Annacontinua a singhiozzare.

Teresa.

Ora si tratta di salvarlo; poi, tutti insieme, — noi tre, — cercheremo, di poter rimediare per il momento, e sapremo costringerlo anche ad aprire gli occhi davanti al precipizio. Non è vero?

Rienz.

Certamente!

Annaancora in lacrime, guarda ora l'uno ora l'altra, come trasognata.

Annaancora in lacrime, guarda ora l'uno ora l'altra, come trasognata.

Teresa.

Quel Cézky!

Annaha un brivido.

Annaha un brivido.

Teresa.

Che canaglia!... Tuo marito ti trascurava un po'; ti lasciava sola. Poi...

accarezzandola.

accarezzandola.

la testolina è poetica... I versi... la luna. — Romanticismo! — Non è vero, conte Stefano? — Ha sperato: — si è innamorato.

Annafa un atto di protesta.

Annafa un atto di protesta.

Teresa.

Non giustificarti! Non negare! — Sono donna... un istante di sconforto...la malinconia. È la sua stessa infamia che ti difende, che prova la tua innocenza! Tu lo hai respinto e lui si è vendicato! Tutta la colpa è di tuo marito.

Annafissa Teresa attentamente.

Annafissa Teresa attentamente.

Teresa.

Il primo venuto diventa subito suo amico, basta che sia un affamato e un declamatore! E così, come questo Cézky, tutti gli altri, i tristi, i settarî che gli hanno avvelenato il sangue!

Anna.

I settarî?... I tristi?...

Teresa.

Tu li conosci?... — Unisciti a noi per allontanarlo da costoro! Per salvarlo da costoro!

Annacominciando a capire.

Io non... conosco nessuno...

Rienzquasi brutalmente.

Con chi si trova vostro marito? Chi gli scrive? Chi ha rapporti palesi o segreti con lui?

Annaalzandosi, fissando prima Teresa, poi il Rienz.

E vorreste che io?... È questo che... — Ditemi, — ben chiaro, —ben chiaro, — che cosa volete, che cosa pretendete da me?

Rienz.

Contessa, vi prego. Nè... strepito... nè false sentimentalità!

Anna.

E nemmeno sottintesi!

Rienz.

E nemmeno sottintesi. Io qui, rappresento l'arciduca, — più ancora — il mio imperatore. Io sono stato un soldato e ora sono un servitore fedele di casa d'Austria, di questa vecchia e grande casa che ha profuso nel vostro paese, — paese di conquista, — sangue e milioni! — Io posso salvare vostro marito, ma lui solo! Tutti i nostri nemici no! — Voglio, devo sapere se si sta macchinando un altro sei febbraio, se — nell'ombra, — si stanno affilando nuovi pugnali! Questi emissarî, questi adepti, questi sicarî, voglio averli nelle mani, perchè io voglio,devo definire l'ordine e lo Stato. — Che cosa mi credete voi, un traditore o, — peggio, — un imbecille?!

Anna.

E voi signore?

a Teresa.

a Teresa.

E tu? Che cosa mi credete?... Anch'io... la spia? Anch'io... una spia?

Teresa.

Il tuo sangue t'impone di parlare! I tuoi interessi! I tuoi diritti!

Annacon orrore crescente.

Io la spia?... La spia?... Una spia?...

Teresa.

Vitaliano...

Rienz.

Col silenzio accusate lui solo!

Anna.

No! No! No! No!

Rienz.

Lo perderete!

Teresa.

Sarà arrestato!

Anna.

E allora uccidetemelo anche! Io morirò con lui! Ma la spia no! La spia mai!

Teresaspaventata.

Ssst. Sottovoce!

Rienzirritato, irrequieto.

Diventate pazza! Siete pazza!

Anna.

Pazza! Pazza! Ma anch'io della stessa pazzia di mio marito!

a Teresa.

a Teresa.

Lo amo! Adesso lo amo!... Lo amo!... Oh, se lo amo!

a Rienz.

a Rienz.

E con lui, amo, adoro ciò che egli adora! Questa sua patria, questa nostra patria, più grande della vostra, più bella della vostra e, per colpa vostra, tanto infelice!

a Teresa.

a Teresa.

Volete dei nomi?

a Rienz.

a Rienz.

I nomi? Prendetevi il suo e prendetevi il mio!

Teresa.

Il tuo?

Anna.

Sì; anche il mio! — È per lui! Per Vitaliano! È stato in questa forte e nuova poesia della sua vita, che io finalmente ho cominciato ad esser sua,sua! Che ho cominciato a conoscerlo a comprenderlo...

Rienzsente venir gente.

Ssst!...

Teresa.

Taci!

Annacontinuando.

A stimarlo!

Teresaafferrandole una mano; cercando di chiuderle la bocca, e ascoltando verso l'uscio.

Taci! Taci!

Anna.

Ad ammirarlo!...

Francescoe detti — poi ilLamberti.

Francescoe detti — poi ilLamberti.

Francescoaprendo l'uscio di mezzo.

Il signor conte...

Annacon un grido di gioia.

Vitaliano!

Francesco.

Torna adesso!

Rienza Francesco spingendolo fuori e richiudendo l'uscio.

Va bene! Andate!

ad Anna.

ad Anna.

E voi ricordatevi...

Annamentre Teresa vorrebbe allontanarla chiamando, con voce ancora soffocata

Vitaliano!

Teresa.

Che cosa gli dirai?

Anna.

Ciò che volete da me! Che pretendete da me!

Teresa.

Rifletti prima!

Rienz.

Per voi e per lui!

Annaforte.

Vitaliano! Vitaliano!

Lambertidi dentro.

Anna!

presentandosi sull'uscio.

presentandosi sull'uscio.

Anna!

Annacorre a gettarsi fra le braccia di Vitaliano.

Tu! Tu! Qui! Sei qui! Sei qui!

Lamberti,Anna,Teresa, ilRienz.

Lamberti,Anna,Teresa, ilRienz.

Lambertiad Anna.

Che cosa ti hanno fatto?...

fissando Teresa e il Rienz.

fissando Teresa e il Rienz.

Che cosa le avete fatto?...

Teresa.

Sei stato tradito!

Lambertitrasalisce corrugando le ciglia.

Lambertitrasalisce corrugando le ciglia.

Teresa.

Denunziato alla polizia!

Anna.

E vogliono i nomi! Tutti i nomi!

Teresa.

Per salvarti! Perchè vogliamo salvarti!

Lambertiad Anna, ansiosamente.

E tu?... Tu?...

Anna.

No! No! No! — Io e te! Noi due! Noi due! Ho detto soltanto noi due!

Lambertistringendosi Anna sul petto.

Soltanto noi due? — Perchè non dire la verità? — Sempre la verità!

al Rienz ironico.

al Rienz ironico.

I nomi?

Rienzrimane rigido, impassibile.

Rienzrimane rigido, impassibile.

Lambertia Teresa.

E anche tu sei qui con lui per avere dei nomi?

Teresaraggrotta la fronte, fiera, sdegnosa.

Teresaraggrotta la fronte, fiera, sdegnosa.

Lambertiprorompendo.

Ve li dirò! E ricordateli bene! — È il nome di quanti hanno cuore e intelligenza, di quanti ricordano e odiano!... Uscite nelle vie! Nelle piazze! Entrate nei teatri, nelle chiese, dovunque si finge di godere o di pregare,dovunque si soffre e si nasconde il tormento! Il nome? I nomi...

ridendo.

ridendo.

Ah! Ah! Prima allargate le vostre prigioni! Fatele grandi come le nostre città e prendetevi... il nome di tutti! È l'ora! È venuta l'ora! Siamo tutti congiurati e ribelli!

Rienzscrollando il capo con fierezza ironica.

Tutti!

Teresarivoltandosi sdegnata.

Tutti, no!

Lamberti.

Tutti! Tutti!... Anche in casa tua! Anche la parte più cara del tuo sangue, della tua anima...

Annacon un grido di angoscia.

Giacomino?... Giacomino?...

Teresaguarda Anna, attonita, poi fa un passo verso Vitaliano.

Teresaguarda Anna, attonita, poi fa un passo verso Vitaliano.

Lamberticontinuando.

Sì, lui, la creatura tua allevata da te, con le tue passioni, i tuoi pregiudizi! Anche lui! Anche lui, ha sentito il nostro fremito d'odio e di rivolta!


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