AL DOTT. PIER ANGELO FALDELLA

AL DOTT. PIER ANGELO FALDELLA

IN CASA.

Caro Pietro,

Tu sai, che da qualche anno ho preso l’usanza (dubito non troppo lodevole) di incomodare le nozze degli amici con una novelletta più o meno adatta all’occasione. Figurati, se volevo lasciare esente da questo disturbo te, che mi sei legato non solo della più tenera amicizia giovanile, ma da stretti, quanto soavi vincoli di parentela.

Mi rincresce soltanto che per una lunga dissuetudine letteraria, per le occupazioni forensi, per le recenti commozioni politiche elettorali, per la fretta e per tutte le ragioni delle cattive lavandaie, ti ho abboracciata una cosuccia assai scadente.

Non è però per nulla scadente l’affetto, con cui te l’offro, e ti prego di farla aggradire, anticipando, se ti è d’uopo, un imperioso sguardo maritale, alla gentile e colta cugina Clara, che domani assume il tuo nome e l’impresa della tua felicità nella vita.

Saluggia, 29 novembre 1876.

Tuo aff. cuginoGiovanni Faldella.


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