6.ALFABETO CONTRO I VILLANI
È tratto dal codice I, 3, 32 della Biblioteca Bertoliana di Vicenza, fol. 15 e seg., sec. XVII[336]. DiAlfabeti contro i Villaniabbiamo già più volte avuto occasione di ricordare quello del secolo XVI contenuto nella Misc. Marc. 2213, 5 che sarà ripubblicato dal Novati; un altro, del nostro secolo, fu pubblicato dal Meyer[337], ed esiste pure, con varianti poco notevoli, in un codice del Museo Correr[338].
Alfabeto sopra li Villani.aA lavorar è sempre destinatoIl perfido villan, malvagio, ingrato,bBontà non regna in lui, nè cortesiaSol rabbia, invidia, odio, e rubbaria.cCattivi sono, e pieni d'ogni vitioCome si puol veder per ogni inditio.dDa Cain derivò questa nationeChe da Dio ebbe la maleditione.eEsorto ognun fuggir dalle sue mani,Che non se puol dir peggio, di Villani.fFali pur tu del ben quanto sai fareAlfin per Dio, chè ti vuol ingannare.gGiotti, e maligni sono a tutta bottaMa guardati da lor co' sono in frotta.iIngrati sono a chi li fa servitio,Questo è [sol] causa che vanno in precipitio.lLadri sono, golosi, e marioli,Insieme con la moglie e' lor figlioli.mMa ve' per caso tu ne trovi un bonDi' che è bastardo o fiolo del paron.nNon vi fidate mai di questa gente,Che resterete coglionati sempre.oOh! chi vedesse del Villano il core,Che per patron non vorrebbe il Signore!pPoltroni sono, e pieni di fetoreColmi di terra e pieni di sudore.qQuando per seminar non trova granoAllora vien con il capel in mano.rRamega come il Bue il Villan poltroneQuando mangia la robba del patrone.sSe vuoi tener il Villan con timoreDalli pur poca robba e manco onore.tTutta la festa salta, balla, e gioccaChe a cena poi si segnano la bocca.vVolgarmente si dice che il Villano,A spese d'altri vive tutto l'anno.xCristo non darà mai di gloria il RegnoAl Villan che dell'opre sue è indegno.zZello al culto divin niente non hannoVada dunque tal setta col malanno.
Alfabeto sopra li Villani.
Alfabeto sopra li Villani.
aA lavorar è sempre destinatoIl perfido villan, malvagio, ingrato,bBontà non regna in lui, nè cortesiaSol rabbia, invidia, odio, e rubbaria.cCattivi sono, e pieni d'ogni vitioCome si puol veder per ogni inditio.dDa Cain derivò questa nationeChe da Dio ebbe la maleditione.eEsorto ognun fuggir dalle sue mani,Che non se puol dir peggio, di Villani.fFali pur tu del ben quanto sai fareAlfin per Dio, chè ti vuol ingannare.gGiotti, e maligni sono a tutta bottaMa guardati da lor co' sono in frotta.iIngrati sono a chi li fa servitio,Questo è [sol] causa che vanno in precipitio.lLadri sono, golosi, e marioli,Insieme con la moglie e' lor figlioli.mMa ve' per caso tu ne trovi un bonDi' che è bastardo o fiolo del paron.nNon vi fidate mai di questa gente,Che resterete coglionati sempre.oOh! chi vedesse del Villano il core,Che per patron non vorrebbe il Signore!pPoltroni sono, e pieni di fetoreColmi di terra e pieni di sudore.qQuando per seminar non trova granoAllora vien con il capel in mano.rRamega come il Bue il Villan poltroneQuando mangia la robba del patrone.sSe vuoi tener il Villan con timoreDalli pur poca robba e manco onore.tTutta la festa salta, balla, e gioccaChe a cena poi si segnano la bocca.vVolgarmente si dice che il Villano,A spese d'altri vive tutto l'anno.xCristo non darà mai di gloria il RegnoAl Villan che dell'opre sue è indegno.zZello al culto divin niente non hannoVada dunque tal setta col malanno.
aA lavorar è sempre destinato
Il perfido villan, malvagio, ingrato,
bBontà non regna in lui, nè cortesia
Sol rabbia, invidia, odio, e rubbaria.
cCattivi sono, e pieni d'ogni vitio
Come si puol veder per ogni inditio.
dDa Cain derivò questa natione
Che da Dio ebbe la maleditione.
eEsorto ognun fuggir dalle sue mani,
Che non se puol dir peggio, di Villani.
fFali pur tu del ben quanto sai fare
Alfin per Dio, chè ti vuol ingannare.
gGiotti, e maligni sono a tutta botta
Ma guardati da lor co' sono in frotta.
iIngrati sono a chi li fa servitio,
Questo è [sol] causa che vanno in precipitio.
lLadri sono, golosi, e marioli,
Insieme con la moglie e' lor figlioli.
mMa ve' per caso tu ne trovi un bon
Di' che è bastardo o fiolo del paron.
nNon vi fidate mai di questa gente,
Che resterete coglionati sempre.
oOh! chi vedesse del Villano il core,
Che per patron non vorrebbe il Signore!
pPoltroni sono, e pieni di fetore
Colmi di terra e pieni di sudore.
qQuando per seminar non trova grano
Allora vien con il capel in mano.
rRamega come il Bue il Villan poltrone
Quando mangia la robba del patrone.
sSe vuoi tener il Villan con timore
Dalli pur poca robba e manco onore.
tTutta la festa salta, balla, e giocca
Che a cena poi si segnano la bocca.
vVolgarmente si dice che il Villano,
A spese d'altri vive tutto l'anno.
xCristo non darà mai di gloria il Regno
Al Villan che dell'opre sue è indegno.
zZello al culto divin niente non hanno
Vada dunque tal setta col malanno.
Questo Alfabeto satirico contro i Villani della Bertoliana di Vicenza non è che un raffazzonamento, con varianti di poco conto, di quell'Alfabeto contro i Villaniche si legge nel cod. H, XI, 5, fog. 202t-203 della Comunale di Siena, ricordato dal Mazzi[339], e di cui il gentile Bibliotecario diquella città, DrF. Donati, ci mandò una copia diligente. QuestoAlfabeto, opera di un anonimo della Congrega dei Rozzi della seconda metà del secolo XVII, ci prova come le composizioni di quella Congrega si diffondessero in tutta Italia; probabilmente esso deve considerarsi come fonte non solo dell'Alfabetovicentino, ma anche di quello esistente nel Museo Correr e di quello pubblicato dal Meyer. Crediamo opportuno riferirlo qui per intero:
Alfabeto contro i Villani.AA lavorare sempre è destinatoIl Villano maligno et ostinato.BBontà non regna in lor, nè cortesiaMa sol malignità, invidia e gelosia.CCattivi sono e pieni d'ogni vitio,E questo il può veder chi ha giuditio.DDeriva da Cain questa natione,Et hebben dal ciel la maladitione.EE se [tu] vuoi veder ben la profesia,Dal Villan deriva la scortesia.FFalli pur bene, assai se li sai fare,Che loro al fin ti vogliono ingannare.GGiotti, maligni sono, a tutta botta,Guardati dai Villan se son in frotta.HA lor non si vuol haver [altra] compassione,Se non come hanno loro [alla robba] del Padrone,IIngrati [sono] a quelli che li fan servitioE questo puol veder chi ha giuditio.KKarità fra Villan mai non si trova,Ma la superbia in lor sempre rinnova.LLa robba del Villan forza è [sforza] che cada,Perchè come la vien, convien che vada.MMille volte il dì fanno giuramento,Sol per haver un solo suo contento.NNon si vuole haver altra ragione,Se non la penna, l'inchiostro, e il bastone.OOh chi veder potesse il suo secreto!Volentieri tirar faria [a noi] il giogetto.PPerò come hanno bisogno [d'un sacco] di grano,Vengon da Voi con il cappello in mano.QQuando poi viene il tempo di pagare,Ne van fuggendo per non [voler] sodisfare.RRare volte il Villan paga il Padrone,Se non gli manda [a casa] la real segutione.SSe tu vuoi ch'il Villano stia in timore,Lassal pover di robba, e men d'onore.TTutte le [sante] feste passano a giocare,E poi al fin si vanno ad imbriacare,VVolendo [poi] far rumor con tutto il mondoE questo è causa che van nel profondo.XChristiani sono che non hanno fede,Mal va per quel che nulla gli concede.YFisa si trova nella vecchia scrittura,Che sempre sian bugiardi di natura.ZZeta si trova alli notar del malefitio,Che li fanno purgar tutto l'inditio.&Et se per sorte ne trovaste un buono,Cercha la fin, ch'è figliol del Padrone.Come vuoi tu conoscer un Villan deluscato,Miralo nella schena che glie scuadrato.Rimanete con Dio et l'autore,[Che] Dio vi guardi di man di traditore.
Alfabeto contro i Villani.
Alfabeto contro i Villani.
AA lavorare sempre è destinatoIl Villano maligno et ostinato.BBontà non regna in lor, nè cortesiaMa sol malignità, invidia e gelosia.CCattivi sono e pieni d'ogni vitio,E questo il può veder chi ha giuditio.DDeriva da Cain questa natione,Et hebben dal ciel la maladitione.EE se [tu] vuoi veder ben la profesia,Dal Villan deriva la scortesia.FFalli pur bene, assai se li sai fare,Che loro al fin ti vogliono ingannare.GGiotti, maligni sono, a tutta botta,Guardati dai Villan se son in frotta.HA lor non si vuol haver [altra] compassione,Se non come hanno loro [alla robba] del Padrone,IIngrati [sono] a quelli che li fan servitioE questo puol veder chi ha giuditio.KKarità fra Villan mai non si trova,Ma la superbia in lor sempre rinnova.LLa robba del Villan forza è [sforza] che cada,Perchè come la vien, convien che vada.MMille volte il dì fanno giuramento,Sol per haver un solo suo contento.NNon si vuole haver altra ragione,Se non la penna, l'inchiostro, e il bastone.OOh chi veder potesse il suo secreto!Volentieri tirar faria [a noi] il giogetto.PPerò come hanno bisogno [d'un sacco] di grano,Vengon da Voi con il cappello in mano.QQuando poi viene il tempo di pagare,Ne van fuggendo per non [voler] sodisfare.RRare volte il Villan paga il Padrone,Se non gli manda [a casa] la real segutione.SSe tu vuoi ch'il Villano stia in timore,Lassal pover di robba, e men d'onore.TTutte le [sante] feste passano a giocare,E poi al fin si vanno ad imbriacare,VVolendo [poi] far rumor con tutto il mondoE questo è causa che van nel profondo.XChristiani sono che non hanno fede,Mal va per quel che nulla gli concede.YFisa si trova nella vecchia scrittura,Che sempre sian bugiardi di natura.ZZeta si trova alli notar del malefitio,Che li fanno purgar tutto l'inditio.&Et se per sorte ne trovaste un buono,Cercha la fin, ch'è figliol del Padrone.Come vuoi tu conoscer un Villan deluscato,Miralo nella schena che glie scuadrato.Rimanete con Dio et l'autore,[Che] Dio vi guardi di man di traditore.
AA lavorare sempre è destinato
Il Villano maligno et ostinato.
BBontà non regna in lor, nè cortesia
Ma sol malignità, invidia e gelosia.
CCattivi sono e pieni d'ogni vitio,
E questo il può veder chi ha giuditio.
DDeriva da Cain questa natione,
Et hebben dal ciel la maladitione.
EE se [tu] vuoi veder ben la profesia,
Dal Villan deriva la scortesia.
FFalli pur bene, assai se li sai fare,
Che loro al fin ti vogliono ingannare.
GGiotti, maligni sono, a tutta botta,
Guardati dai Villan se son in frotta.
HA lor non si vuol haver [altra] compassione,
Se non come hanno loro [alla robba] del Padrone,
IIngrati [sono] a quelli che li fan servitio
E questo puol veder chi ha giuditio.
KKarità fra Villan mai non si trova,
Ma la superbia in lor sempre rinnova.
LLa robba del Villan forza è [sforza] che cada,
Perchè come la vien, convien che vada.
MMille volte il dì fanno giuramento,
Sol per haver un solo suo contento.
NNon si vuole haver altra ragione,
Se non la penna, l'inchiostro, e il bastone.
OOh chi veder potesse il suo secreto!
Volentieri tirar faria [a noi] il giogetto.
PPerò come hanno bisogno [d'un sacco] di grano,
Vengon da Voi con il cappello in mano.
QQuando poi viene il tempo di pagare,
Ne van fuggendo per non [voler] sodisfare.
RRare volte il Villan paga il Padrone,
Se non gli manda [a casa] la real segutione.
SSe tu vuoi ch'il Villano stia in timore,
Lassal pover di robba, e men d'onore.
TTutte le [sante] feste passano a giocare,
E poi al fin si vanno ad imbriacare,
VVolendo [poi] far rumor con tutto il mondo
E questo è causa che van nel profondo.
XChristiani sono che non hanno fede,
Mal va per quel che nulla gli concede.
YFisa si trova nella vecchia scrittura,
Che sempre sian bugiardi di natura.
ZZeta si trova alli notar del malefitio,
Che li fanno purgar tutto l'inditio.
&Et se per sorte ne trovaste un buono,
Cercha la fin, ch'è figliol del Padrone.
Come vuoi tu conoscer un Villan deluscato,
Miralo nella schena che glie scuadrato.
Rimanete con Dio et l'autore,
[Che] Dio vi guardi di man di traditore.
Abbiamo riprodotto questoAlfabetonella sua integrità, cercando di correggere, fin dove ci fu possibile, i versi ipermetri che vi si incontrano; essi costituiscono l'impronta più evidente del carattere popolare di queste produzioni. Per le tre lettere:Et, Con, Rumche seguivano alla Z negli antichiAlfabeti, si veda quanto dice il Novati nello studio più volte citato[340]. Per quanto riguarda la chiusa dell'Alfabetoricorderemo un raro opuscolo[341]del secolo XVI, in cui i villani sono annoverati tra i pericoli da cui un galantuomo deve guardarsi:
Seren de invernonembo de instàarchimista poveroe medico amalà.. . . . . . . . .Vecchio lussuriosoe signoria de vilan. . . . . . . . .Furia de canie furia de villani. . . . . . . . .Trotto de asinoe promesse de vilan. . . . . . . . .Da carezze de canie zanze de villani.
Seren de invernonembo de instàarchimista poveroe medico amalà.. . . . . . . . .Vecchio lussuriosoe signoria de vilan. . . . . . . . .Furia de canie furia de villani. . . . . . . . .Trotto de asinoe promesse de vilan. . . . . . . . .Da carezze de canie zanze de villani.
Seren de inverno
nembo de instà
archimista povero
e medico amalà.
. . . . . . . . .
Vecchio lussurioso
e signoria de vilan
. . . . . . . . .
Furia de cani
e furia de villani
. . . . . . . . .
Trotto de asino
e promesse de vilan
. . . . . . . . .
Da carezze de cani
e zanze de villani.
Il Piovano Arlotto[342], ad un tale che gli domandava quale fosse la migliore orazione da dirsi appena levato, rispondeva: «Quando tu ti rizzi su segnati e divotamente recita unpaternostroe un'avemaria, e poi aggiungi queste parole: Signor mio Gesù Cristo, guardami da furia e da mani di villani, coscienza di preti, guazzabuglio di medici, eccetere di notai, da chi ode due messe per mattina e da chi giura sulla coscienza propria.»