NOTE:

NOTE:[1]Così infatti avvenne. VediProemioal vol. IX delleOpere completedi G. Mazzini.[2]VediMazzini:Sulla politica internazionale dell'Inghilterra al tempo della guerra d'Oriente.[3]Mazzini:L'unica soluzione della guerra d'Oriente.[4]Mazzini:Indirizzo all'esercito piemontese.[5]Vedi ilSaffinelProemioal vol. IX, opera citata e laVita di G. Mazzini, dello stesso autore nelRisorgimento Italiano, pubblicato per cura di L. Carpi.—Vedi pureAnelli:Storia d'Italia, vol. III, cap. IV, pag. 131.[6]Vedi ilSaffinelProemiocitato.[7]Vedi:Vita di G. Mazzinidella signoraJ. W. Mario, pag. 365.[8]VediG. Pallavicino:Il Piemonte, ecc., pag. 8 e 9; i discorsi pronunziati da Nicotera e Zanardelli al Parlamento nella seduta del 21 marzo 1866 eAnelli:Storia d'Italia, vol. III, cap. IV, pag. 173.[9]Saffi:Proemioal vol. IX.[10]J. W. Mario, opera citata.—Luigi Settembrini scriveva dall'ergastolo di Santo Stefano in data 20 marzo 1855:Ad un'invasione straniera che volesse metterci sul collo un Murat, io mi opporrei sino a pigliare le armi pei Borboni.[11]Vedi nelRisorgimento Italiano: Giorgio Pallavicino, biografia diB. E. Maineri.[12]Vedi in questo volume a pag.120e seguenti e iRicordi su Carlo Pisacane, pag.140.[13]In difesa della tentata sollevazione di Genova leggasi il discorso di G. Nicotera pronunziato in Parlamento il 21 marzo 1866.[14]Vedi ilSaffi:Proemiocitato.[15]J. W. Mario, opera citata, pag. 382, eSaffi:Proemioal vol. IX.[16]Vedi nel vol. X delleOpere complete: La Monarchia piemontese e noi, pag. 160.[17]Vedi biografia del Mazzini nelRisorgimento Italiano.[18]Saffi:Proemio, vol. IX opera citata.[19]Un Francesco Crispi alquanto diverso da quello che, chiamato al governo del suo paese, ha rinnegato ogni insegnamento della fede che lo spinse alla generosa e nobile iniziativa.[20]VediRisorgimento italiano, opera citata.[21]Quel generoso moto di popolo che cercava la Patria—scrive il Saffi nel suoProemioal vol. X, opera citata—era colpevolmente osteggiato dal Governo, e, peggio ancora, dalla fazione che ne aveva l'appoggio. E i faccendieri del conte di Cavour tentarono fino all'ultim'ora ogni via per distorre Garibaldi dal suo generoso proposito.—Leggasi pure Anelli, opera citata, voi. IV, capo IV.[22]Leggasi il discorso di G. Nicotera alla Camera nella seduta del 21 marzo 1866.[23]Vedi lettere del Cavour al Persano e al Villamarina, ilProemioal vol. XI e ilResoconto di Bertani e Garibaldiquivi riportato.Che il Governo sardo non avesse creduto fin allora all'unità d'Italia, lo provano specialmente le pratiche fatte dal Cavour per indurre il Borbone e il duca di Toscana a confederarsi col re di Piemonte, il rifiuto della dittatura offerta dal Governo provvisorio della Toscana, e la vana ingiunzione fatta a Garibaldi di non varcare lo Stretto, mentre veniva chiesta con urtante insistenza l'annessione immediata della Sicilia. Vedi a questo proposito ilProemiodel Saffi al vol. XI, pag. 70.[24]VediJ. W. Mario, opera citata, pag. 414.Il Saffi nelProemioal vol. XIII dice: «I ministri sardi scioglievano l'esercito meridionale, disarmando come gladiatori ribelli i patrioti che avevano gloriosamente combattuto le battaglie dell'unità nazionale.»—E Giuseppe Sirtori esclamava dinanzi al Parlamento nella seduta del 23 marzo 1861: «Noi fummo trattati non da amici, non da patrioti, ma da nemici.»Leggasi pure il discorso di F. Crispi alla Camera nel 10 giugno 1862 ed ilRisorgimento Italianocitato, vol. IV. pag. 34.[25]VediNotadi G. Mazzini del 7 novembre 1861 ed altri scritti di quel tempo pubblicati nelProemioal vol. XIII. Vedi pure corrispondenza tra il Mazzini e Kossuth intorno allo stato morale dell'Ungheria.[26]Vedi nelRisorgimento Italianocitato, la biografia di G. Mazzini scritta dal Saffi.[27]Il Garibaldi, connivente il Governo, aveva raccolto uomini ed armi nel Trentino per muovere quindi alla liberazione del Veneto, quando improvvisamente, e potrebbe dirsi proditoriamente, i suoi volontarî vennero presi, disarmati e imprigionati, non senza spargimento di sangue.[28]Leggasi in proposito uno scritto di E. Pantano, riportato in gran parte dal Saffi nel suoProemioal vol. XIII delleOpere completedi Giuseppe Mazzini.[29]Saffi:Vita di G. Mazzini, pubblicata nelRisorgimento Italiano, opera citata.[30]Vedi proclami, indirizzi, ecc. del sedicenteComitato Nazionale, eSaffi,Proemioal vol. XV, pag. 26.—F. Crispi nella seduta del 9 dicembre 1867 asserì che coloro i quali volevanoRoma coi mezzi morali e col consenso della Francia, mentivano, ingannando il Paese.[31]Vedi vol. XV.[32]Vedi a pag.263.[33]VediSaffi:Proemioal vol. XV. opera citata, pag. 70.[34]VediProemioal vol. XV, pag. 94.[35]VediJ. W. Mario, opera citata, pag. 453-54;Saffi:Proemioal volume XV, pagine 95 e 96 eNarrazionediG. Castiglioni, riportata ivi a pag. 96.[36]Vedi pag.266.[37]Vedi a pag.273.[38]Vedi ilSaffinelProemioal vol. XIV, pag. 196.[39]VediG. Mazzini, del Saffi nelRisorgimento Italiano, pag. 115.[40]Vedi ilSaffinelProemioal vol. XVI opera citata, pag. 76.[41]Leggasi l'articolo critico:La réforme intellectuelle et morale de E. Renan, scritta dal Mazzini quindici giorni prima di morire.[42]Vedi a pag.286.[43]Vedi nelProemioal vol. XV, pag. 115 ed al vol. XVI, pag. 52 e seguenti, nonchè il discorso di G. Bovio riportato ivi in appendice.[44]Vedi nelRisorgimento Italianocitato, lo scritto del Saffi su Giuseppe Mazzini.[45]Vedi ilSaffi:Proemioal vol. XVI.[46]Vedi in questo volume, pag.232, lo scritto:Il socialismo e la democrazia, brano d'una lettera diretta dal Mazzini a Ferdinando Garrido, celebre scrittore spagnuolo.[47]Vedi pag.321.[48]VediJ. W. Mario, opera citata, pag. 492.[49]VediRisorgimento Italiano, opera citata.[50]Dell'insurrezione di Milano nel 1848 e della successiva guerra, memorie diCarlo Cattaneo, Lugano, 1849.[51]Correspondence respecting the affairs of Italy. Part II, from january to june 1848—presentata per comando di S. M. ad ambe le Camere il 31 luglio 1849.[52]«Squadre di cittadini scorrono la città armati di fucili da caccia, carabine, pistole e alabarde, portando bandiere tricolori con coccarde tricolori al cappello, gridando:Viva Pio nono! Viva l'Italia! Viva la repubblica!»—Dispaccio del 18-22 marzo da Milano a lord Palmerston del vice console Roberto Campbell.—Quanto alla condizione dei combattenti, vedi ilRegistro mortuario delle barricate, eCattaneo, pag. 309.[53]Vedi un documento nel libro di Cattaneo a pag. 99.[54]Cattaneo, pag. 60.[55]Ficquelmont a Dietrichstein, disp. del 5 aprile, pag. 325.[56]Corrispondenza, ecc., pag. 185. Dispaccio del marchese Pareto all'onorevole R. Abercromby.[57]Corrispondenza, ecc., pag. 184. Abercromby a lord Palmerston.[58]Idem, pag. 206-7. Normanby a Palmerston.[59]Idem, pag. 207-8. Dispaccio del 25.[60]Idem, pag. 292. Pareto a Ricci.[61]Idem, pag. 408. Abercromby a Palmerston.[62]I tristi effetti del concetto dinastico erano, col solito acume d'osservazione inglese, indicati, sin dal 31 marzo, in un dispaccio inviato a lord Palmerston da Roberto Campbell, vice-console in Milano: «Fino ad oggi, milord, la massima unione ha prevalso fra tutte la classi; ma dacchè il re di Sardegna è entrato in Lombardia, due partiti sono visibili; l'uno, quello dell'alta aristocrazia, voglioso che la Lombardia e il Piemonte si congiungano in uno sotto il re Carlo Alberto; l'altro,la classe media, nella quale io devo contrassegnare gli uomini di commercio ed i letterati, insieme a tutta la gioventù promettente, parteggiante per una repubblica.» VediDocumenti governativi pel 1848, pag. 294-95.[63]Qualche osservazione sulla relazione scritta dal general Bava della campagna di Lombardia nel 1848.È opuscolo prezioso di verità e gioverebbe ristamparlo.[64]Ai passi estratti daidocumenti, giova aggiungerne fra i molti altri due:«Il governo aveva oramai esaurito i suoi mezzi per contrastare al frenetico entusiasmo del popolo, e bisognava prestamente ottenere una soluzione alla lotta lombarda...«I ragguagli avuti stamane da Genova sono, che una dimostrazione popolare per costringere il governatore della città a mandar soccorsi alla Lombardia era stata sedata colla promessa di staccare parte della guarnigione a quell'intento». Abercromby a Palmerston, Torino, 24 marzo, pag. 205.«La prolungazione della lotta in Milano aumentava la determinazione del popolo e indeboliva i mezzi di resistenza del governo, finchè il pericolo della monarchia sarda si fece tanto evidente ai ministri, ch'essi furono costretti ad accedere....«L'attuale gabinetto sardo ha così dovuto adottare una linea politica... lontana dai suoi desiderî». Abercromby a Palmerston, 23 marzo, pag. 205.[65]Documenti, Campbell a Palmerston: da Milano, 3 aprile, pag. 295.[66]Idem, pag. 296.[67]Idem, pag. 337; dispacci di Radetzky al governo imperiale.[68]Idem, lord Napier a lord Palmerston, 27 marzo, da Napoli, pag. 283.[69]Idem, console generale Dawking a Palmerston, da Venezia il 28 marzo, pag. 286.[70]Idem, Ponsonby a Palmerston, 10 aprile, da Vienna, pag. 388.[71]Idem, Hamilton a Palmerston, 24 marzo, da Firenze, pag. 259.[72]«Tutte queste cagioni mantengono nella capitale e nelle provincie del gran ducato agitazione siffatta che può temersi da un momento all'altro il più grave commovimento, se il governo non s'affretti a seguire il voto generalmente espresso di vedere le nostre truppe e milizie partecipar nella lotta».—Neri Corsini al barone Schnitzer Meeran, Firenze, 29 marzo, pag. 314.[73]Idem, W. Petre a sir G. Hamilton, 22 marzo, da Roma, pag. 261-2.[74]Idem, Petre a Hamilton, 24 marzo, pag. 227[75]Documenti, Campbell a Palmerston, 31 marzo, da Milano, pag. 294-5.[76]Idem, Napier a Palmerston, 27 e 28 marzo, da Napoli, pag. 281-5.[77]«La maestà vostra... riceverà certamente il plauso e la riconoscenza di questo popolo.Noi vorremmo aggiungere di più, ma la nostra condizione di governo provvisorio non ci permette di precorrere i voti della nazioneche certo sono tutti per un maggiore riavvicinamento alla causa dell'unità italiana».—Indirizzo del 23 marzo comunicato il 3 aprile a lord Palmerston dal conte Revel,Documenti, pag. 264.[78]Proclama dell'8 aprile.[79]IlLombardo, diretto da un Romani, estraneo, anzi, non so se a torto o a ragione, sospetto ai repubblicani, mosse in un articolo guerra violenta al governo, e fu brutalmente soppresso.[80]Vedi il libro di Cattaneo, segnatamente ai cap.viieviii;—Relazione della spedizione militare in Tirolo, Italia, maggio 1848.—I volontarî in Lombardia e nel Tirolo, del generale Allemandi, Berna, 1849,—e iDocumenti.[81]Il maggiore Enrico Cialdini disse al Collegno «ch'ei non voleva aver viaggiato per nulla, e che prima di ripartir per la Spagna, sarebbe andato sul Veneto a cercarsi, come milite, una ferita italiana». Andò e fu ferito.[82]Non entro nei particolari, e rimando al libro di Cattaneo, ai documenti raccolti dal Montecchi e alla storia della campagna; ma parmi dover citare un documento ignoto fin qui:«Il sottoscritto... s'affretta a informare il signor Abercromby che l'ordine è dato ai comandanti le navi dello Stato di lasciare liberamente navigare i bastimenti mercantili naviganti sotto bandiera austriaca, che verrebbe loro fatto d'incontrare.«I comandanti le navi della marina regia hanno pure ricevuto l'ordine di non commettere atto alcuno d'ostilità contro le navi da guerra austriache, salvo il caso di provocazione.»—Torino, 29 marzo 1848.—Firmato:L. N. Pareto.Documenti, pag. 265.—Il dispaccio è confermato da un altro del 9 aprile, e dalle istruzioni date dall'ammiragliato sardo,Documenti, pag. 381.[83]«Io sono informato da una sorgente nella quale io posso porre ogni fede, che il papa ha mandato ordini positivi alle sue truppe di non attraversare il Po.«Monsignor Corboli-Bussi è passato per Firenze venendo da Roma, e sono informato ch'egli ha dal papa la missione di raccomandare al re di Sardegna di ritirarsi colle sue truppe dentro le proprie frontiere.»Documenti, sir G. Hamilton a Palmerston, da Firenze il 14 aprile.[84]Enrico Cernuschi fu minacciato, imprigionato: e così l'Agnelli, il Terzaghi, Perego e non so quanti altri. Un Fava esercitava arti di spionaggio degne dell'Austria intorno a Cattaneo e agli uomini che avevan diretto le giornate di marzo. A me inscrizioni sui muri e lettere anonime intimavano morte. Un Cerioli, non ricordo se prima o dopo il 12 maggio, appiccò per le cantonate una tiritera, la cui conchiusione affermava «che io aveva ricusato veder mia madre per diversità d'opinioni politiche». La povera mia madre viaggiava appunto allora verso Milano per abbracciarmi e benedire alle mie credenze. Non so d'un repubblicano che sia sceso sì basso da calunniare la vita privata de' suoi avversarî politici.[85]In tutta la serie delDocumenticitati non un solo dei ragguagli spediti frequentemente a lord Palmerston da Milano parla d'agitazione repubblicana.[86]Erano, fra Toscani e Napoletani, 5000; e durarono combattendo con miracoli di valore, una intera giornata contro 16 000 Austriaci. Il generale Bava, informato, il 28, della mossa nemica, avvertì Laugier che comandava quei nostri, promise soccorso, ed era a poche miglia dalla battaglia. Poi, quando appunto un uffiziale toscano accorse a descrivere la condizione degli assaliti, il re stimò prudente il rimanersi immobile a Volta.—V. la relazione di Bava.[87]Documenti, ecc. Lettera del 23 maggio, pag. 470.[88]Documenti, pag. 321.[89]Idem, pag. 396-8.[90]Documenti.Ficquelmont a Dietrichstein il 5 aprile, comunicato il 13 a Palmerston, pag. 321.[91]«È certo che il germe lungamente sotterrato della nazionalità italiana, risuscitato dagli sforzi dellaGiovine Italia, ajutato dagli scritti di Gioberti, di Balbo e d'altri, secondato dal moto del secolo, avrebbe rotto tutti gli ostacoli e avrebbe pur sempre prodotto gli avvenimenti che oggi vediamo, perchè il grido universale diMorte ai Tedeschinon escì primo dalla Lombardia e dal Veneto, ma dal fondo della Sicilia, dove l'Austria non aveva esercitato mai influenza d'oppressione, e ha traversato tutta la penisola per giungere sino al Tirolo italiano, che sembrava sinceramente affezionato alla monarchia». VediDocumenti(Plan pour la pacification de l'Italie), pag. 444.[92]Documenti, Ponsomby a Palmerston, pag. 453-4—Hummelauer a Palmerston, pag. 470 e 477—Ponsomby a Palmerston; da Innspruk, pagina 589-90.[93]Documenti, pag. 618.[94]Gli ultimi tristissimi fatti di Milano.[95]Le ostilità rinnovate fra l'Austria e il Piemonte.[96]L'uccisione di Rossi ebbe luogo il 15 novembre, negli ultimi tempi del dominio papale, più di tre mesi innanzi all'impianto della repubblica. Fu commesso tra grida acclamanti al ministero Mamiani e seguito da un gabinetto ch'ei presiedeva. È debito di giustizia ricordare com'esso ripudiasse ogni vizio d'origine da quel fatto. Mazzini era a quel tempo in Isvizzera e non giunse in Roma che quattro mesi dopo.[97]Furono riconsegnati—Monitoredel 20 maggio.[98]De-Gerando Leduc, Astier, ecc.[99]La guardia nazionale contava 13 000 uomini in circa; e in virtù dell'organizzazione, anteriore al governo repubblicano, ch'escludeva dal servizio attivo la classe più povera, rappresentava in Roma la classe media.[100]Capanna, Petralia.[101]Lettera del 1 giugno al generale Roselli: «Seulement.... je diffère l'attaque de la place jusqu'à lundi matin au moins.»[102]«Dopo il diritto assoluto per tutti gli Stati italiani di scegliere quella forma di governo che giudicano conveniente in tutta la pienezza della loro indipendenza e la dichiarazione formale della Francia ch'essa intende mantenere quell'indipendenza, esiste un'altra questione... il bisogno dell'indipendenza dell'Italia.»[103]«Al potere esecutivo attuale verrà sostituito un governo provvisorio, composto di cittadini romani, e scelto dall'Assemblea nazionale romana, fino al momento in cuile popolazioni, chiamate a manifestare i loro voti, avranno determinato la forma di governo che dovrà reggerlee le condizioni di sicurezza che dovranno darsi al cattolicesimo ed al papato.»—Art. 3 del progetto del 16 maggio.«Le popolazioni romane hanno il diritto di pronunziarsi liberamente sulla forma del loro governo.»—Art. 2 del progetto del 18 maggio.[104]«Tutto quello che prevenendo lo sviluppo dell'intervento esercitato da altre potenze, animate da sentimenti meno moderati, lascierà spazio maggiore alla nostra particolare influenza;tutto quello che affretterà la caduta d'un regime condannato a perire, ecc.» La frase in corsivo fu aggiunta nella copia.[105]Fu pubblicata nel numero 4 dell'Italia del Popolo, rivista ch'escì nel 1849-50 in Losanna.[106]Dichiaro... ch'io non ho potuto approvar col mio voto una dimostrazione militare(la spedizione preparata dal gen. Cavaignac)che mi sembrava pericolosa anche pei sacri interessi che si volevano proteggere, e per la pace d'Europa—2 dicembre 1848.Luigi Napoleone Bonaparte.[107]Autorità, daauctor, che produce, che accresce.[108]Luigi Blanc.[109]Questa protesta troverà luogo in un volume successivo, quando dovrò parlare del Comitato nazionale italiano instituito nel 1850. Inserisco qui la lettera a Luigi Napoleone perchè esaurisco gli scritti miei sulla questione romana.[110]Allude alla nota consegnata dai plenipotenziarî sardi Cavour e Villamarina, ai ministri di Francia e d'Inghilterra, il 27 marzo 1856, in occasione delle conferenze di Parigi.[111]Lord Palmerston, nella seduta del 6 maggio 1856, allorchè fu discussa dai Comuni della Gran Bretagna la questione italiana, dopo il risultato del Congresso di Parigi.[112]Vedi nota citata a pag.128, e l'altra del 16 aprile 1856.[113]Allude a uno scritto pubblicato il 15 ottobre 1856 da Giorgio Pallavicino col titolo:Non bandiera neutrainteso a combattere il programma di Mazzini e del vero Partito Nazionale. Vedi introduzione.[114]Esperodel 21.[115]Furono raccolti in volume iSaggi storici politici e militaridi Pisacane, Milano 1860; ma non ancora gli Scritti a cui qui allude Mazzini.[116]Cito un esempio. In un bel libro ch'ei scrisse col titolo diGuerra combattuta in Italia negli anni 1848-1849, Pisacane giudica severamente la condotta e il genio militare di Garibaldi. Prima di pubblicarlo, ei mi mandò il manoscritto. Biasimai, come inopportuna e dannosa più che giovevole, l'inserzione di quegli appunti, e notai qual divario corresse tra il mentire e il tacere; reo sempre l'uno, onesto sovente e prudente l'altro. Non assentì; l'amore al Vero era in lui più potente d'ogni altra considerazione; la discussione fra noi fu animata abbastanza perchè ne seguisse un lungo silenzio.[117]Il documento che segue, scritto da Mazzini in francese, e riprodotto in inglese nelMorning Advertiser, fu tradotto in italiano da A. Saffi pel giornale genoveseL'Italia del Popolo, ed ivi fatto segno, come i tempi portavano, a sequestro ed a processo.[118]Vedi il vaticinio delle streghe a Macbeth, nel dramma di Shakspeare.[119]Il signor de la Guerronière, supposto scrittore dell'opuscolo indirizzato all'Inghilterra dopo l'attentato Orsini, s'era rivolto nel 1848, disertando dal campo legittimista, al Comitato esecutivo della Repubblica, per essere autorizzato ad iniziare, insieme col signor Pelletan, un giornale repubblicano semi-ufficiale.[120]Allude alla esitanza degli ufficiali della guarnigione di Châlons, chiamati a reprimere un moto repubblicano ivi scoppiato in quei giorni.[121]Lettera al generale Sercognani, 28 febbrajo 1831.[122]Indirizzo agli esuli polacchi, 12 agosto 1833.[123]Processo di Strasburgo.[124]Lettera al Governo provvisorio, 28 febbrajo.[125]Lettera all'Assemblea Nazionale, 24 maggio.[126]Circolare agli elettori, 19 novembre.[127]24 dicembre.[128]2 dicembre 1848.[129]Proclama del 26 aprile.[130]Lettera a Edgardo Ney, 18 agosto 1849.[131]31 dicembre 1849.[132]12 novembre, Messaggio all'Assemblea.[133]9 novembre, agli uffiziali.[134]Proclama 2 dicembre 1851.[135]I numeri vennero accertati in una lista dellaPréfecture de la Seine. Lo scrittore dell'opuscolo imperialista parlava di 150 vittime, scordando che la prima lista data dal Governo di Luigi Napoleone ammontava a 191. Pochi giorni dopo, ilMoniteurdel 28 agosto ne numerava 383. Poi, il signor Garnier de Cassagnac dichiarava che solo suiboulevardsfurono uccisi 1200 individui. La fucilazione dei prigionieri si deduce dal rapporto del generale Magnan, del 2 dicembre.[136]Shakspeare,Amleto.[137]Shakspeare,Macbeth.[138]Vedi vol. IX delle Opere.[139]Vedi vol. III delle Opere, pag. 35 e seg.[140]Lettera ai Compilatori dellaGiovine Italia.[141]Per questo ed altri documenti in proposito, vedi laGazzetta officiale Piemontese, la collezione Parlamentare di Hansard in inglese, e ilRecueil de traitès, conventions, etc., rédigé, sur les Collections authentiques, Murhard e Pinhas, vol. XII.[142]Rendiconto del Ministero Sardo, 12 agosto.[143]L'autore allude alla fondazione dellaGiovine Italia.[144]Dall'Unità Italianadel 29 settembre 1860.[145]Il brano che segue, che noi qui inseriamo per la importanza che serba anche dinanzi ai rapporti odierni fra il partito repubblicano e le scuole socialiste, è tratto da una lettera di Mazzini a Ferdinando Garrido, egregio patriota e scrittore spagnuolo, che avea pubblicato a que' giorni un libro notevole sul moderno socialismo, e chiesto all'esule italiano di esaminarlo e dirgliene il suo parere.[146]Giorgio Pallavicino.[147]DalDoveredel 24 settembre 1864.[148]DalDovere, 28 gennajo 1865.[149]DalDoveredel 17 giugno 1865.[150]Tutte queste predizioni s'avverarono pur troppo; e io mi sento roventi di rossore le guancie, ricordando il cumulo di circostanze propizie che l'Italia lasciò sfuggire, e le promesse alla povera santa Polonia, che l'Italia tradì. (Nota di G. Mazzini alla presente lettera, nelDoveredel 17 giugno 1865.)[151]Dall'Unità Italianadel 16 dicembre 1866.[152]Dall'Unità Italianadel 13 maggio 1869.[153]Dall'Unità Italianadell'11, 17, 29 maggio 1870.[154]Inedita.[155]La Roma del Popolo, n. 2.[156]Parecchî fra i dipartimenti occupati dalle forze germaniche hanno dato la maggioranza dei voti ai candidati repubblicani.[157]Armand Carrel, G. Cavaignac, Michel de Bourges, Trelat, Raspail, ecc.[158]La Roma del Popolo, n. 4, 5, 6.[159]La Roma del Popolo, numeri 7, 8.[160]Alludiamo segnatamente a un articolo dellaPerseveranza, 26 marzo, non per importanza da darsi agli scrittori di quella gazzetta, ma perchè essi sono, nel difetto di meglio, accettati come espressione d'una setta governativa lombarda.[161]«Quella bordaglia che in Parigi, immemore d'ogni affetto di patria, pazza di furore, avida di lucri, insofferente di freni, invidiosa, pervertita dai vizî, dai bisogni e da unsentimento crudele che il godere sia il solo ed uguale diritto di tutti... non è nella sola Parigi.«L'Assy... è l'agente d'una setta che distende le sue fila per tutte le società d'Europa, e che lega dentro di esse, più o meno, leclassi operajedelle principali città industriali al di là eal di quadei monti.«In queste classi non mancano, certo, gli animi onesti e puri, eforse, in parecchie delle città italiane, questi abbondano ancora. Ma è certo che nel seno del maggior numero cova un lievito d'odio, di rancore, di sospetto, che niente è più adatto a calmare. La parte ch'esse prendono nella produzione della ricchezza—parte certo grandissima—le accieca sul valore e sul diritto proprio... Possiamo inorridire agli assassinî dei quali ci arriva l'eco; ma in ognuna delle città d'Europa vive pur troppo una perversa ed abjetta genìa, che sarebbe capace di riprodurne lo spettacolo... E nelleclassi operaje che sono pure il fomite di cotesto sobbollimento plebeo, si raccolgono le menti più sveglie ed istruite.» Art. citato, e conchiude: «quando l'idea del Governo si abbassa e l'influenza delle classiagiates'annulla, non mancano se non le occasioni perchè l'infima feccia delle città salga a galla, come ora fa in Parigi, con isgomento e nausea di tutti.»[162]La Roma del Popolo, numeri 15, 17, 18—15, 21, 28 giugno 1871.[163]Errore decisivo del sistema inaugurato dal Comune parigino era appunto diperpetuare, affidando aciascuncomune la propria educazione, lo squilibrio esistente.[164]La vita è l'assieme dei fenomeni che resistono alla morte.[165]La Roma del Popolo, n. 20—13 luglio 1871.[166]La Roma del Popolo, N. 28.[167]La Roma del Popolo, N. 32.[168]La Roma del Popolo, N. 33.[169]La Roma del Popolo, numeri 40, 41, 42.[170]La Roma del Popolo, N. 47.[171]G. Semenza, nelProgressodel 7 gennajo.[172]La Roma del Popolo, N. 48.

[1]Così infatti avvenne. VediProemioal vol. IX delleOpere completedi G. Mazzini.

[1]Così infatti avvenne. VediProemioal vol. IX delleOpere completedi G. Mazzini.

[2]VediMazzini:Sulla politica internazionale dell'Inghilterra al tempo della guerra d'Oriente.

[2]VediMazzini:Sulla politica internazionale dell'Inghilterra al tempo della guerra d'Oriente.

[3]Mazzini:L'unica soluzione della guerra d'Oriente.

[3]Mazzini:L'unica soluzione della guerra d'Oriente.

[4]Mazzini:Indirizzo all'esercito piemontese.

[4]Mazzini:Indirizzo all'esercito piemontese.

[5]Vedi ilSaffinelProemioal vol. IX, opera citata e laVita di G. Mazzini, dello stesso autore nelRisorgimento Italiano, pubblicato per cura di L. Carpi.—Vedi pureAnelli:Storia d'Italia, vol. III, cap. IV, pag. 131.

[5]Vedi ilSaffinelProemioal vol. IX, opera citata e laVita di G. Mazzini, dello stesso autore nelRisorgimento Italiano, pubblicato per cura di L. Carpi.—Vedi pureAnelli:Storia d'Italia, vol. III, cap. IV, pag. 131.

[6]Vedi ilSaffinelProemiocitato.

[6]Vedi ilSaffinelProemiocitato.

[7]Vedi:Vita di G. Mazzinidella signoraJ. W. Mario, pag. 365.

[7]Vedi:Vita di G. Mazzinidella signoraJ. W. Mario, pag. 365.

[8]VediG. Pallavicino:Il Piemonte, ecc., pag. 8 e 9; i discorsi pronunziati da Nicotera e Zanardelli al Parlamento nella seduta del 21 marzo 1866 eAnelli:Storia d'Italia, vol. III, cap. IV, pag. 173.

[8]VediG. Pallavicino:Il Piemonte, ecc., pag. 8 e 9; i discorsi pronunziati da Nicotera e Zanardelli al Parlamento nella seduta del 21 marzo 1866 eAnelli:Storia d'Italia, vol. III, cap. IV, pag. 173.

[9]Saffi:Proemioal vol. IX.

[9]Saffi:Proemioal vol. IX.

[10]J. W. Mario, opera citata.—Luigi Settembrini scriveva dall'ergastolo di Santo Stefano in data 20 marzo 1855:Ad un'invasione straniera che volesse metterci sul collo un Murat, io mi opporrei sino a pigliare le armi pei Borboni.

[10]J. W. Mario, opera citata.—Luigi Settembrini scriveva dall'ergastolo di Santo Stefano in data 20 marzo 1855:Ad un'invasione straniera che volesse metterci sul collo un Murat, io mi opporrei sino a pigliare le armi pei Borboni.

[11]Vedi nelRisorgimento Italiano: Giorgio Pallavicino, biografia diB. E. Maineri.

[11]Vedi nelRisorgimento Italiano: Giorgio Pallavicino, biografia diB. E. Maineri.

[12]Vedi in questo volume a pag.120e seguenti e iRicordi su Carlo Pisacane, pag.140.

[12]Vedi in questo volume a pag.120e seguenti e iRicordi su Carlo Pisacane, pag.140.

[13]In difesa della tentata sollevazione di Genova leggasi il discorso di G. Nicotera pronunziato in Parlamento il 21 marzo 1866.

[13]In difesa della tentata sollevazione di Genova leggasi il discorso di G. Nicotera pronunziato in Parlamento il 21 marzo 1866.

[14]Vedi ilSaffi:Proemiocitato.

[14]Vedi ilSaffi:Proemiocitato.

[15]J. W. Mario, opera citata, pag. 382, eSaffi:Proemioal vol. IX.

[15]J. W. Mario, opera citata, pag. 382, eSaffi:Proemioal vol. IX.

[16]Vedi nel vol. X delleOpere complete: La Monarchia piemontese e noi, pag. 160.

[16]Vedi nel vol. X delleOpere complete: La Monarchia piemontese e noi, pag. 160.

[17]Vedi biografia del Mazzini nelRisorgimento Italiano.

[17]Vedi biografia del Mazzini nelRisorgimento Italiano.

[18]Saffi:Proemio, vol. IX opera citata.

[18]Saffi:Proemio, vol. IX opera citata.

[19]Un Francesco Crispi alquanto diverso da quello che, chiamato al governo del suo paese, ha rinnegato ogni insegnamento della fede che lo spinse alla generosa e nobile iniziativa.

[19]Un Francesco Crispi alquanto diverso da quello che, chiamato al governo del suo paese, ha rinnegato ogni insegnamento della fede che lo spinse alla generosa e nobile iniziativa.

[20]VediRisorgimento italiano, opera citata.

[20]VediRisorgimento italiano, opera citata.

[21]Quel generoso moto di popolo che cercava la Patria—scrive il Saffi nel suoProemioal vol. X, opera citata—era colpevolmente osteggiato dal Governo, e, peggio ancora, dalla fazione che ne aveva l'appoggio. E i faccendieri del conte di Cavour tentarono fino all'ultim'ora ogni via per distorre Garibaldi dal suo generoso proposito.—Leggasi pure Anelli, opera citata, voi. IV, capo IV.

[21]Quel generoso moto di popolo che cercava la Patria—scrive il Saffi nel suoProemioal vol. X, opera citata—era colpevolmente osteggiato dal Governo, e, peggio ancora, dalla fazione che ne aveva l'appoggio. E i faccendieri del conte di Cavour tentarono fino all'ultim'ora ogni via per distorre Garibaldi dal suo generoso proposito.—Leggasi pure Anelli, opera citata, voi. IV, capo IV.

[22]Leggasi il discorso di G. Nicotera alla Camera nella seduta del 21 marzo 1866.

[22]Leggasi il discorso di G. Nicotera alla Camera nella seduta del 21 marzo 1866.

[23]Vedi lettere del Cavour al Persano e al Villamarina, ilProemioal vol. XI e ilResoconto di Bertani e Garibaldiquivi riportato.Che il Governo sardo non avesse creduto fin allora all'unità d'Italia, lo provano specialmente le pratiche fatte dal Cavour per indurre il Borbone e il duca di Toscana a confederarsi col re di Piemonte, il rifiuto della dittatura offerta dal Governo provvisorio della Toscana, e la vana ingiunzione fatta a Garibaldi di non varcare lo Stretto, mentre veniva chiesta con urtante insistenza l'annessione immediata della Sicilia. Vedi a questo proposito ilProemiodel Saffi al vol. XI, pag. 70.

[23]Vedi lettere del Cavour al Persano e al Villamarina, ilProemioal vol. XI e ilResoconto di Bertani e Garibaldiquivi riportato.

Che il Governo sardo non avesse creduto fin allora all'unità d'Italia, lo provano specialmente le pratiche fatte dal Cavour per indurre il Borbone e il duca di Toscana a confederarsi col re di Piemonte, il rifiuto della dittatura offerta dal Governo provvisorio della Toscana, e la vana ingiunzione fatta a Garibaldi di non varcare lo Stretto, mentre veniva chiesta con urtante insistenza l'annessione immediata della Sicilia. Vedi a questo proposito ilProemiodel Saffi al vol. XI, pag. 70.

[24]VediJ. W. Mario, opera citata, pag. 414.Il Saffi nelProemioal vol. XIII dice: «I ministri sardi scioglievano l'esercito meridionale, disarmando come gladiatori ribelli i patrioti che avevano gloriosamente combattuto le battaglie dell'unità nazionale.»—E Giuseppe Sirtori esclamava dinanzi al Parlamento nella seduta del 23 marzo 1861: «Noi fummo trattati non da amici, non da patrioti, ma da nemici.»Leggasi pure il discorso di F. Crispi alla Camera nel 10 giugno 1862 ed ilRisorgimento Italianocitato, vol. IV. pag. 34.

[24]VediJ. W. Mario, opera citata, pag. 414.

Il Saffi nelProemioal vol. XIII dice: «I ministri sardi scioglievano l'esercito meridionale, disarmando come gladiatori ribelli i patrioti che avevano gloriosamente combattuto le battaglie dell'unità nazionale.»—E Giuseppe Sirtori esclamava dinanzi al Parlamento nella seduta del 23 marzo 1861: «Noi fummo trattati non da amici, non da patrioti, ma da nemici.»

Leggasi pure il discorso di F. Crispi alla Camera nel 10 giugno 1862 ed ilRisorgimento Italianocitato, vol. IV. pag. 34.

[25]VediNotadi G. Mazzini del 7 novembre 1861 ed altri scritti di quel tempo pubblicati nelProemioal vol. XIII. Vedi pure corrispondenza tra il Mazzini e Kossuth intorno allo stato morale dell'Ungheria.

[25]VediNotadi G. Mazzini del 7 novembre 1861 ed altri scritti di quel tempo pubblicati nelProemioal vol. XIII. Vedi pure corrispondenza tra il Mazzini e Kossuth intorno allo stato morale dell'Ungheria.

[26]Vedi nelRisorgimento Italianocitato, la biografia di G. Mazzini scritta dal Saffi.

[26]Vedi nelRisorgimento Italianocitato, la biografia di G. Mazzini scritta dal Saffi.

[27]Il Garibaldi, connivente il Governo, aveva raccolto uomini ed armi nel Trentino per muovere quindi alla liberazione del Veneto, quando improvvisamente, e potrebbe dirsi proditoriamente, i suoi volontarî vennero presi, disarmati e imprigionati, non senza spargimento di sangue.

[27]Il Garibaldi, connivente il Governo, aveva raccolto uomini ed armi nel Trentino per muovere quindi alla liberazione del Veneto, quando improvvisamente, e potrebbe dirsi proditoriamente, i suoi volontarî vennero presi, disarmati e imprigionati, non senza spargimento di sangue.

[28]Leggasi in proposito uno scritto di E. Pantano, riportato in gran parte dal Saffi nel suoProemioal vol. XIII delleOpere completedi Giuseppe Mazzini.

[28]Leggasi in proposito uno scritto di E. Pantano, riportato in gran parte dal Saffi nel suoProemioal vol. XIII delleOpere completedi Giuseppe Mazzini.

[29]Saffi:Vita di G. Mazzini, pubblicata nelRisorgimento Italiano, opera citata.

[29]Saffi:Vita di G. Mazzini, pubblicata nelRisorgimento Italiano, opera citata.

[30]Vedi proclami, indirizzi, ecc. del sedicenteComitato Nazionale, eSaffi,Proemioal vol. XV, pag. 26.—F. Crispi nella seduta del 9 dicembre 1867 asserì che coloro i quali volevanoRoma coi mezzi morali e col consenso della Francia, mentivano, ingannando il Paese.

[30]Vedi proclami, indirizzi, ecc. del sedicenteComitato Nazionale, eSaffi,Proemioal vol. XV, pag. 26.—F. Crispi nella seduta del 9 dicembre 1867 asserì che coloro i quali volevanoRoma coi mezzi morali e col consenso della Francia, mentivano, ingannando il Paese.

[31]Vedi vol. XV.

[31]Vedi vol. XV.

[32]Vedi a pag.263.

[32]Vedi a pag.263.

[33]VediSaffi:Proemioal vol. XV. opera citata, pag. 70.

[33]VediSaffi:Proemioal vol. XV. opera citata, pag. 70.

[34]VediProemioal vol. XV, pag. 94.

[34]VediProemioal vol. XV, pag. 94.

[35]VediJ. W. Mario, opera citata, pag. 453-54;Saffi:Proemioal volume XV, pagine 95 e 96 eNarrazionediG. Castiglioni, riportata ivi a pag. 96.

[35]VediJ. W. Mario, opera citata, pag. 453-54;Saffi:Proemioal volume XV, pagine 95 e 96 eNarrazionediG. Castiglioni, riportata ivi a pag. 96.

[36]Vedi pag.266.

[36]Vedi pag.266.

[37]Vedi a pag.273.

[37]Vedi a pag.273.

[38]Vedi ilSaffinelProemioal vol. XIV, pag. 196.

[38]Vedi ilSaffinelProemioal vol. XIV, pag. 196.

[39]VediG. Mazzini, del Saffi nelRisorgimento Italiano, pag. 115.

[39]VediG. Mazzini, del Saffi nelRisorgimento Italiano, pag. 115.

[40]Vedi ilSaffinelProemioal vol. XVI opera citata, pag. 76.

[40]Vedi ilSaffinelProemioal vol. XVI opera citata, pag. 76.

[41]Leggasi l'articolo critico:La réforme intellectuelle et morale de E. Renan, scritta dal Mazzini quindici giorni prima di morire.

[41]Leggasi l'articolo critico:La réforme intellectuelle et morale de E. Renan, scritta dal Mazzini quindici giorni prima di morire.

[42]Vedi a pag.286.

[42]Vedi a pag.286.

[43]Vedi nelProemioal vol. XV, pag. 115 ed al vol. XVI, pag. 52 e seguenti, nonchè il discorso di G. Bovio riportato ivi in appendice.

[43]Vedi nelProemioal vol. XV, pag. 115 ed al vol. XVI, pag. 52 e seguenti, nonchè il discorso di G. Bovio riportato ivi in appendice.

[44]Vedi nelRisorgimento Italianocitato, lo scritto del Saffi su Giuseppe Mazzini.

[44]Vedi nelRisorgimento Italianocitato, lo scritto del Saffi su Giuseppe Mazzini.

[45]Vedi ilSaffi:Proemioal vol. XVI.

[45]Vedi ilSaffi:Proemioal vol. XVI.

[46]Vedi in questo volume, pag.232, lo scritto:Il socialismo e la democrazia, brano d'una lettera diretta dal Mazzini a Ferdinando Garrido, celebre scrittore spagnuolo.

[46]Vedi in questo volume, pag.232, lo scritto:Il socialismo e la democrazia, brano d'una lettera diretta dal Mazzini a Ferdinando Garrido, celebre scrittore spagnuolo.

[47]Vedi pag.321.

[47]Vedi pag.321.

[48]VediJ. W. Mario, opera citata, pag. 492.

[48]VediJ. W. Mario, opera citata, pag. 492.

[49]VediRisorgimento Italiano, opera citata.

[49]VediRisorgimento Italiano, opera citata.

[50]Dell'insurrezione di Milano nel 1848 e della successiva guerra, memorie diCarlo Cattaneo, Lugano, 1849.

[50]Dell'insurrezione di Milano nel 1848 e della successiva guerra, memorie diCarlo Cattaneo, Lugano, 1849.

[51]Correspondence respecting the affairs of Italy. Part II, from january to june 1848—presentata per comando di S. M. ad ambe le Camere il 31 luglio 1849.

[51]Correspondence respecting the affairs of Italy. Part II, from january to june 1848—presentata per comando di S. M. ad ambe le Camere il 31 luglio 1849.

[52]«Squadre di cittadini scorrono la città armati di fucili da caccia, carabine, pistole e alabarde, portando bandiere tricolori con coccarde tricolori al cappello, gridando:Viva Pio nono! Viva l'Italia! Viva la repubblica!»—Dispaccio del 18-22 marzo da Milano a lord Palmerston del vice console Roberto Campbell.—Quanto alla condizione dei combattenti, vedi ilRegistro mortuario delle barricate, eCattaneo, pag. 309.

[52]«Squadre di cittadini scorrono la città armati di fucili da caccia, carabine, pistole e alabarde, portando bandiere tricolori con coccarde tricolori al cappello, gridando:Viva Pio nono! Viva l'Italia! Viva la repubblica!»—Dispaccio del 18-22 marzo da Milano a lord Palmerston del vice console Roberto Campbell.—Quanto alla condizione dei combattenti, vedi ilRegistro mortuario delle barricate, eCattaneo, pag. 309.

[53]Vedi un documento nel libro di Cattaneo a pag. 99.

[53]Vedi un documento nel libro di Cattaneo a pag. 99.

[54]Cattaneo, pag. 60.

[54]Cattaneo, pag. 60.

[55]Ficquelmont a Dietrichstein, disp. del 5 aprile, pag. 325.

[55]Ficquelmont a Dietrichstein, disp. del 5 aprile, pag. 325.

[56]Corrispondenza, ecc., pag. 185. Dispaccio del marchese Pareto all'onorevole R. Abercromby.

[56]Corrispondenza, ecc., pag. 185. Dispaccio del marchese Pareto all'onorevole R. Abercromby.

[57]Corrispondenza, ecc., pag. 184. Abercromby a lord Palmerston.

[57]Corrispondenza, ecc., pag. 184. Abercromby a lord Palmerston.

[58]Idem, pag. 206-7. Normanby a Palmerston.

[58]Idem, pag. 206-7. Normanby a Palmerston.

[59]Idem, pag. 207-8. Dispaccio del 25.

[59]Idem, pag. 207-8. Dispaccio del 25.

[60]Idem, pag. 292. Pareto a Ricci.

[60]Idem, pag. 292. Pareto a Ricci.

[61]Idem, pag. 408. Abercromby a Palmerston.

[61]Idem, pag. 408. Abercromby a Palmerston.

[62]I tristi effetti del concetto dinastico erano, col solito acume d'osservazione inglese, indicati, sin dal 31 marzo, in un dispaccio inviato a lord Palmerston da Roberto Campbell, vice-console in Milano: «Fino ad oggi, milord, la massima unione ha prevalso fra tutte la classi; ma dacchè il re di Sardegna è entrato in Lombardia, due partiti sono visibili; l'uno, quello dell'alta aristocrazia, voglioso che la Lombardia e il Piemonte si congiungano in uno sotto il re Carlo Alberto; l'altro,la classe media, nella quale io devo contrassegnare gli uomini di commercio ed i letterati, insieme a tutta la gioventù promettente, parteggiante per una repubblica.» VediDocumenti governativi pel 1848, pag. 294-95.

[62]I tristi effetti del concetto dinastico erano, col solito acume d'osservazione inglese, indicati, sin dal 31 marzo, in un dispaccio inviato a lord Palmerston da Roberto Campbell, vice-console in Milano: «Fino ad oggi, milord, la massima unione ha prevalso fra tutte la classi; ma dacchè il re di Sardegna è entrato in Lombardia, due partiti sono visibili; l'uno, quello dell'alta aristocrazia, voglioso che la Lombardia e il Piemonte si congiungano in uno sotto il re Carlo Alberto; l'altro,la classe media, nella quale io devo contrassegnare gli uomini di commercio ed i letterati, insieme a tutta la gioventù promettente, parteggiante per una repubblica.» VediDocumenti governativi pel 1848, pag. 294-95.

[63]Qualche osservazione sulla relazione scritta dal general Bava della campagna di Lombardia nel 1848.È opuscolo prezioso di verità e gioverebbe ristamparlo.

[63]Qualche osservazione sulla relazione scritta dal general Bava della campagna di Lombardia nel 1848.È opuscolo prezioso di verità e gioverebbe ristamparlo.

[64]Ai passi estratti daidocumenti, giova aggiungerne fra i molti altri due:«Il governo aveva oramai esaurito i suoi mezzi per contrastare al frenetico entusiasmo del popolo, e bisognava prestamente ottenere una soluzione alla lotta lombarda...«I ragguagli avuti stamane da Genova sono, che una dimostrazione popolare per costringere il governatore della città a mandar soccorsi alla Lombardia era stata sedata colla promessa di staccare parte della guarnigione a quell'intento». Abercromby a Palmerston, Torino, 24 marzo, pag. 205.«La prolungazione della lotta in Milano aumentava la determinazione del popolo e indeboliva i mezzi di resistenza del governo, finchè il pericolo della monarchia sarda si fece tanto evidente ai ministri, ch'essi furono costretti ad accedere....«L'attuale gabinetto sardo ha così dovuto adottare una linea politica... lontana dai suoi desiderî». Abercromby a Palmerston, 23 marzo, pag. 205.

[64]Ai passi estratti daidocumenti, giova aggiungerne fra i molti altri due:

«Il governo aveva oramai esaurito i suoi mezzi per contrastare al frenetico entusiasmo del popolo, e bisognava prestamente ottenere una soluzione alla lotta lombarda...

«I ragguagli avuti stamane da Genova sono, che una dimostrazione popolare per costringere il governatore della città a mandar soccorsi alla Lombardia era stata sedata colla promessa di staccare parte della guarnigione a quell'intento». Abercromby a Palmerston, Torino, 24 marzo, pag. 205.

«La prolungazione della lotta in Milano aumentava la determinazione del popolo e indeboliva i mezzi di resistenza del governo, finchè il pericolo della monarchia sarda si fece tanto evidente ai ministri, ch'essi furono costretti ad accedere....

«L'attuale gabinetto sardo ha così dovuto adottare una linea politica... lontana dai suoi desiderî». Abercromby a Palmerston, 23 marzo, pag. 205.

[65]Documenti, Campbell a Palmerston: da Milano, 3 aprile, pag. 295.

[65]Documenti, Campbell a Palmerston: da Milano, 3 aprile, pag. 295.

[66]Idem, pag. 296.

[66]Idem, pag. 296.

[67]Idem, pag. 337; dispacci di Radetzky al governo imperiale.

[67]Idem, pag. 337; dispacci di Radetzky al governo imperiale.

[68]Idem, lord Napier a lord Palmerston, 27 marzo, da Napoli, pag. 283.

[68]Idem, lord Napier a lord Palmerston, 27 marzo, da Napoli, pag. 283.

[69]Idem, console generale Dawking a Palmerston, da Venezia il 28 marzo, pag. 286.

[69]Idem, console generale Dawking a Palmerston, da Venezia il 28 marzo, pag. 286.

[70]Idem, Ponsonby a Palmerston, 10 aprile, da Vienna, pag. 388.

[70]Idem, Ponsonby a Palmerston, 10 aprile, da Vienna, pag. 388.

[71]Idem, Hamilton a Palmerston, 24 marzo, da Firenze, pag. 259.

[71]Idem, Hamilton a Palmerston, 24 marzo, da Firenze, pag. 259.

[72]«Tutte queste cagioni mantengono nella capitale e nelle provincie del gran ducato agitazione siffatta che può temersi da un momento all'altro il più grave commovimento, se il governo non s'affretti a seguire il voto generalmente espresso di vedere le nostre truppe e milizie partecipar nella lotta».—Neri Corsini al barone Schnitzer Meeran, Firenze, 29 marzo, pag. 314.

[72]«Tutte queste cagioni mantengono nella capitale e nelle provincie del gran ducato agitazione siffatta che può temersi da un momento all'altro il più grave commovimento, se il governo non s'affretti a seguire il voto generalmente espresso di vedere le nostre truppe e milizie partecipar nella lotta».—Neri Corsini al barone Schnitzer Meeran, Firenze, 29 marzo, pag. 314.

[73]Idem, W. Petre a sir G. Hamilton, 22 marzo, da Roma, pag. 261-2.

[73]Idem, W. Petre a sir G. Hamilton, 22 marzo, da Roma, pag. 261-2.

[74]Idem, Petre a Hamilton, 24 marzo, pag. 227

[74]Idem, Petre a Hamilton, 24 marzo, pag. 227

[75]Documenti, Campbell a Palmerston, 31 marzo, da Milano, pag. 294-5.

[75]Documenti, Campbell a Palmerston, 31 marzo, da Milano, pag. 294-5.

[76]Idem, Napier a Palmerston, 27 e 28 marzo, da Napoli, pag. 281-5.

[76]Idem, Napier a Palmerston, 27 e 28 marzo, da Napoli, pag. 281-5.

[77]«La maestà vostra... riceverà certamente il plauso e la riconoscenza di questo popolo.Noi vorremmo aggiungere di più, ma la nostra condizione di governo provvisorio non ci permette di precorrere i voti della nazioneche certo sono tutti per un maggiore riavvicinamento alla causa dell'unità italiana».—Indirizzo del 23 marzo comunicato il 3 aprile a lord Palmerston dal conte Revel,Documenti, pag. 264.

[77]«La maestà vostra... riceverà certamente il plauso e la riconoscenza di questo popolo.Noi vorremmo aggiungere di più, ma la nostra condizione di governo provvisorio non ci permette di precorrere i voti della nazioneche certo sono tutti per un maggiore riavvicinamento alla causa dell'unità italiana».—Indirizzo del 23 marzo comunicato il 3 aprile a lord Palmerston dal conte Revel,Documenti, pag. 264.

[78]Proclama dell'8 aprile.

[78]Proclama dell'8 aprile.

[79]IlLombardo, diretto da un Romani, estraneo, anzi, non so se a torto o a ragione, sospetto ai repubblicani, mosse in un articolo guerra violenta al governo, e fu brutalmente soppresso.

[79]IlLombardo, diretto da un Romani, estraneo, anzi, non so se a torto o a ragione, sospetto ai repubblicani, mosse in un articolo guerra violenta al governo, e fu brutalmente soppresso.

[80]Vedi il libro di Cattaneo, segnatamente ai cap.viieviii;—Relazione della spedizione militare in Tirolo, Italia, maggio 1848.—I volontarî in Lombardia e nel Tirolo, del generale Allemandi, Berna, 1849,—e iDocumenti.

[80]Vedi il libro di Cattaneo, segnatamente ai cap.viieviii;—Relazione della spedizione militare in Tirolo, Italia, maggio 1848.—I volontarî in Lombardia e nel Tirolo, del generale Allemandi, Berna, 1849,—e iDocumenti.

[81]Il maggiore Enrico Cialdini disse al Collegno «ch'ei non voleva aver viaggiato per nulla, e che prima di ripartir per la Spagna, sarebbe andato sul Veneto a cercarsi, come milite, una ferita italiana». Andò e fu ferito.

[81]Il maggiore Enrico Cialdini disse al Collegno «ch'ei non voleva aver viaggiato per nulla, e che prima di ripartir per la Spagna, sarebbe andato sul Veneto a cercarsi, come milite, una ferita italiana». Andò e fu ferito.

[82]Non entro nei particolari, e rimando al libro di Cattaneo, ai documenti raccolti dal Montecchi e alla storia della campagna; ma parmi dover citare un documento ignoto fin qui:«Il sottoscritto... s'affretta a informare il signor Abercromby che l'ordine è dato ai comandanti le navi dello Stato di lasciare liberamente navigare i bastimenti mercantili naviganti sotto bandiera austriaca, che verrebbe loro fatto d'incontrare.«I comandanti le navi della marina regia hanno pure ricevuto l'ordine di non commettere atto alcuno d'ostilità contro le navi da guerra austriache, salvo il caso di provocazione.»—Torino, 29 marzo 1848.—Firmato:L. N. Pareto.Documenti, pag. 265.—Il dispaccio è confermato da un altro del 9 aprile, e dalle istruzioni date dall'ammiragliato sardo,Documenti, pag. 381.

[82]Non entro nei particolari, e rimando al libro di Cattaneo, ai documenti raccolti dal Montecchi e alla storia della campagna; ma parmi dover citare un documento ignoto fin qui:

«Il sottoscritto... s'affretta a informare il signor Abercromby che l'ordine è dato ai comandanti le navi dello Stato di lasciare liberamente navigare i bastimenti mercantili naviganti sotto bandiera austriaca, che verrebbe loro fatto d'incontrare.

«I comandanti le navi della marina regia hanno pure ricevuto l'ordine di non commettere atto alcuno d'ostilità contro le navi da guerra austriache, salvo il caso di provocazione.»—Torino, 29 marzo 1848.—Firmato:L. N. Pareto.Documenti, pag. 265.—Il dispaccio è confermato da un altro del 9 aprile, e dalle istruzioni date dall'ammiragliato sardo,Documenti, pag. 381.

[83]«Io sono informato da una sorgente nella quale io posso porre ogni fede, che il papa ha mandato ordini positivi alle sue truppe di non attraversare il Po.«Monsignor Corboli-Bussi è passato per Firenze venendo da Roma, e sono informato ch'egli ha dal papa la missione di raccomandare al re di Sardegna di ritirarsi colle sue truppe dentro le proprie frontiere.»Documenti, sir G. Hamilton a Palmerston, da Firenze il 14 aprile.

[83]«Io sono informato da una sorgente nella quale io posso porre ogni fede, che il papa ha mandato ordini positivi alle sue truppe di non attraversare il Po.

«Monsignor Corboli-Bussi è passato per Firenze venendo da Roma, e sono informato ch'egli ha dal papa la missione di raccomandare al re di Sardegna di ritirarsi colle sue truppe dentro le proprie frontiere.»Documenti, sir G. Hamilton a Palmerston, da Firenze il 14 aprile.

[84]Enrico Cernuschi fu minacciato, imprigionato: e così l'Agnelli, il Terzaghi, Perego e non so quanti altri. Un Fava esercitava arti di spionaggio degne dell'Austria intorno a Cattaneo e agli uomini che avevan diretto le giornate di marzo. A me inscrizioni sui muri e lettere anonime intimavano morte. Un Cerioli, non ricordo se prima o dopo il 12 maggio, appiccò per le cantonate una tiritera, la cui conchiusione affermava «che io aveva ricusato veder mia madre per diversità d'opinioni politiche». La povera mia madre viaggiava appunto allora verso Milano per abbracciarmi e benedire alle mie credenze. Non so d'un repubblicano che sia sceso sì basso da calunniare la vita privata de' suoi avversarî politici.

[84]Enrico Cernuschi fu minacciato, imprigionato: e così l'Agnelli, il Terzaghi, Perego e non so quanti altri. Un Fava esercitava arti di spionaggio degne dell'Austria intorno a Cattaneo e agli uomini che avevan diretto le giornate di marzo. A me inscrizioni sui muri e lettere anonime intimavano morte. Un Cerioli, non ricordo se prima o dopo il 12 maggio, appiccò per le cantonate una tiritera, la cui conchiusione affermava «che io aveva ricusato veder mia madre per diversità d'opinioni politiche». La povera mia madre viaggiava appunto allora verso Milano per abbracciarmi e benedire alle mie credenze. Non so d'un repubblicano che sia sceso sì basso da calunniare la vita privata de' suoi avversarî politici.

[85]In tutta la serie delDocumenticitati non un solo dei ragguagli spediti frequentemente a lord Palmerston da Milano parla d'agitazione repubblicana.

[85]In tutta la serie delDocumenticitati non un solo dei ragguagli spediti frequentemente a lord Palmerston da Milano parla d'agitazione repubblicana.

[86]Erano, fra Toscani e Napoletani, 5000; e durarono combattendo con miracoli di valore, una intera giornata contro 16 000 Austriaci. Il generale Bava, informato, il 28, della mossa nemica, avvertì Laugier che comandava quei nostri, promise soccorso, ed era a poche miglia dalla battaglia. Poi, quando appunto un uffiziale toscano accorse a descrivere la condizione degli assaliti, il re stimò prudente il rimanersi immobile a Volta.—V. la relazione di Bava.

[86]Erano, fra Toscani e Napoletani, 5000; e durarono combattendo con miracoli di valore, una intera giornata contro 16 000 Austriaci. Il generale Bava, informato, il 28, della mossa nemica, avvertì Laugier che comandava quei nostri, promise soccorso, ed era a poche miglia dalla battaglia. Poi, quando appunto un uffiziale toscano accorse a descrivere la condizione degli assaliti, il re stimò prudente il rimanersi immobile a Volta.—V. la relazione di Bava.

[87]Documenti, ecc. Lettera del 23 maggio, pag. 470.

[87]Documenti, ecc. Lettera del 23 maggio, pag. 470.

[88]Documenti, pag. 321.

[88]Documenti, pag. 321.

[89]Idem, pag. 396-8.

[89]Idem, pag. 396-8.

[90]Documenti.Ficquelmont a Dietrichstein il 5 aprile, comunicato il 13 a Palmerston, pag. 321.

[90]Documenti.Ficquelmont a Dietrichstein il 5 aprile, comunicato il 13 a Palmerston, pag. 321.

[91]«È certo che il germe lungamente sotterrato della nazionalità italiana, risuscitato dagli sforzi dellaGiovine Italia, ajutato dagli scritti di Gioberti, di Balbo e d'altri, secondato dal moto del secolo, avrebbe rotto tutti gli ostacoli e avrebbe pur sempre prodotto gli avvenimenti che oggi vediamo, perchè il grido universale diMorte ai Tedeschinon escì primo dalla Lombardia e dal Veneto, ma dal fondo della Sicilia, dove l'Austria non aveva esercitato mai influenza d'oppressione, e ha traversato tutta la penisola per giungere sino al Tirolo italiano, che sembrava sinceramente affezionato alla monarchia». VediDocumenti(Plan pour la pacification de l'Italie), pag. 444.

[91]«È certo che il germe lungamente sotterrato della nazionalità italiana, risuscitato dagli sforzi dellaGiovine Italia, ajutato dagli scritti di Gioberti, di Balbo e d'altri, secondato dal moto del secolo, avrebbe rotto tutti gli ostacoli e avrebbe pur sempre prodotto gli avvenimenti che oggi vediamo, perchè il grido universale diMorte ai Tedeschinon escì primo dalla Lombardia e dal Veneto, ma dal fondo della Sicilia, dove l'Austria non aveva esercitato mai influenza d'oppressione, e ha traversato tutta la penisola per giungere sino al Tirolo italiano, che sembrava sinceramente affezionato alla monarchia». VediDocumenti(Plan pour la pacification de l'Italie), pag. 444.

[92]Documenti, Ponsomby a Palmerston, pag. 453-4—Hummelauer a Palmerston, pag. 470 e 477—Ponsomby a Palmerston; da Innspruk, pagina 589-90.

[92]Documenti, Ponsomby a Palmerston, pag. 453-4—Hummelauer a Palmerston, pag. 470 e 477—Ponsomby a Palmerston; da Innspruk, pagina 589-90.

[93]Documenti, pag. 618.

[93]Documenti, pag. 618.

[94]Gli ultimi tristissimi fatti di Milano.

[94]Gli ultimi tristissimi fatti di Milano.

[95]Le ostilità rinnovate fra l'Austria e il Piemonte.

[95]Le ostilità rinnovate fra l'Austria e il Piemonte.

[96]L'uccisione di Rossi ebbe luogo il 15 novembre, negli ultimi tempi del dominio papale, più di tre mesi innanzi all'impianto della repubblica. Fu commesso tra grida acclamanti al ministero Mamiani e seguito da un gabinetto ch'ei presiedeva. È debito di giustizia ricordare com'esso ripudiasse ogni vizio d'origine da quel fatto. Mazzini era a quel tempo in Isvizzera e non giunse in Roma che quattro mesi dopo.

[96]L'uccisione di Rossi ebbe luogo il 15 novembre, negli ultimi tempi del dominio papale, più di tre mesi innanzi all'impianto della repubblica. Fu commesso tra grida acclamanti al ministero Mamiani e seguito da un gabinetto ch'ei presiedeva. È debito di giustizia ricordare com'esso ripudiasse ogni vizio d'origine da quel fatto. Mazzini era a quel tempo in Isvizzera e non giunse in Roma che quattro mesi dopo.

[97]Furono riconsegnati—Monitoredel 20 maggio.

[97]Furono riconsegnati—Monitoredel 20 maggio.

[98]De-Gerando Leduc, Astier, ecc.

[98]De-Gerando Leduc, Astier, ecc.

[99]La guardia nazionale contava 13 000 uomini in circa; e in virtù dell'organizzazione, anteriore al governo repubblicano, ch'escludeva dal servizio attivo la classe più povera, rappresentava in Roma la classe media.

[99]La guardia nazionale contava 13 000 uomini in circa; e in virtù dell'organizzazione, anteriore al governo repubblicano, ch'escludeva dal servizio attivo la classe più povera, rappresentava in Roma la classe media.

[100]Capanna, Petralia.

[100]Capanna, Petralia.

[101]Lettera del 1 giugno al generale Roselli: «Seulement.... je diffère l'attaque de la place jusqu'à lundi matin au moins.»

[101]Lettera del 1 giugno al generale Roselli: «Seulement.... je diffère l'attaque de la place jusqu'à lundi matin au moins.»

[102]«Dopo il diritto assoluto per tutti gli Stati italiani di scegliere quella forma di governo che giudicano conveniente in tutta la pienezza della loro indipendenza e la dichiarazione formale della Francia ch'essa intende mantenere quell'indipendenza, esiste un'altra questione... il bisogno dell'indipendenza dell'Italia.»

[102]«Dopo il diritto assoluto per tutti gli Stati italiani di scegliere quella forma di governo che giudicano conveniente in tutta la pienezza della loro indipendenza e la dichiarazione formale della Francia ch'essa intende mantenere quell'indipendenza, esiste un'altra questione... il bisogno dell'indipendenza dell'Italia.»

[103]«Al potere esecutivo attuale verrà sostituito un governo provvisorio, composto di cittadini romani, e scelto dall'Assemblea nazionale romana, fino al momento in cuile popolazioni, chiamate a manifestare i loro voti, avranno determinato la forma di governo che dovrà reggerlee le condizioni di sicurezza che dovranno darsi al cattolicesimo ed al papato.»—Art. 3 del progetto del 16 maggio.«Le popolazioni romane hanno il diritto di pronunziarsi liberamente sulla forma del loro governo.»—Art. 2 del progetto del 18 maggio.

[103]«Al potere esecutivo attuale verrà sostituito un governo provvisorio, composto di cittadini romani, e scelto dall'Assemblea nazionale romana, fino al momento in cuile popolazioni, chiamate a manifestare i loro voti, avranno determinato la forma di governo che dovrà reggerlee le condizioni di sicurezza che dovranno darsi al cattolicesimo ed al papato.»—Art. 3 del progetto del 16 maggio.

«Le popolazioni romane hanno il diritto di pronunziarsi liberamente sulla forma del loro governo.»—Art. 2 del progetto del 18 maggio.

[104]«Tutto quello che prevenendo lo sviluppo dell'intervento esercitato da altre potenze, animate da sentimenti meno moderati, lascierà spazio maggiore alla nostra particolare influenza;tutto quello che affretterà la caduta d'un regime condannato a perire, ecc.» La frase in corsivo fu aggiunta nella copia.

[104]«Tutto quello che prevenendo lo sviluppo dell'intervento esercitato da altre potenze, animate da sentimenti meno moderati, lascierà spazio maggiore alla nostra particolare influenza;tutto quello che affretterà la caduta d'un regime condannato a perire, ecc.» La frase in corsivo fu aggiunta nella copia.

[105]Fu pubblicata nel numero 4 dell'Italia del Popolo, rivista ch'escì nel 1849-50 in Losanna.

[105]Fu pubblicata nel numero 4 dell'Italia del Popolo, rivista ch'escì nel 1849-50 in Losanna.

[106]Dichiaro... ch'io non ho potuto approvar col mio voto una dimostrazione militare(la spedizione preparata dal gen. Cavaignac)che mi sembrava pericolosa anche pei sacri interessi che si volevano proteggere, e per la pace d'Europa—2 dicembre 1848.Luigi Napoleone Bonaparte.

[106]Dichiaro... ch'io non ho potuto approvar col mio voto una dimostrazione militare(la spedizione preparata dal gen. Cavaignac)che mi sembrava pericolosa anche pei sacri interessi che si volevano proteggere, e per la pace d'Europa—2 dicembre 1848.

Luigi Napoleone Bonaparte.

[107]Autorità, daauctor, che produce, che accresce.

[107]Autorità, daauctor, che produce, che accresce.

[108]Luigi Blanc.

[108]Luigi Blanc.

[109]Questa protesta troverà luogo in un volume successivo, quando dovrò parlare del Comitato nazionale italiano instituito nel 1850. Inserisco qui la lettera a Luigi Napoleone perchè esaurisco gli scritti miei sulla questione romana.

[109]Questa protesta troverà luogo in un volume successivo, quando dovrò parlare del Comitato nazionale italiano instituito nel 1850. Inserisco qui la lettera a Luigi Napoleone perchè esaurisco gli scritti miei sulla questione romana.

[110]Allude alla nota consegnata dai plenipotenziarî sardi Cavour e Villamarina, ai ministri di Francia e d'Inghilterra, il 27 marzo 1856, in occasione delle conferenze di Parigi.

[110]Allude alla nota consegnata dai plenipotenziarî sardi Cavour e Villamarina, ai ministri di Francia e d'Inghilterra, il 27 marzo 1856, in occasione delle conferenze di Parigi.

[111]Lord Palmerston, nella seduta del 6 maggio 1856, allorchè fu discussa dai Comuni della Gran Bretagna la questione italiana, dopo il risultato del Congresso di Parigi.

[111]Lord Palmerston, nella seduta del 6 maggio 1856, allorchè fu discussa dai Comuni della Gran Bretagna la questione italiana, dopo il risultato del Congresso di Parigi.

[112]Vedi nota citata a pag.128, e l'altra del 16 aprile 1856.

[112]Vedi nota citata a pag.128, e l'altra del 16 aprile 1856.

[113]Allude a uno scritto pubblicato il 15 ottobre 1856 da Giorgio Pallavicino col titolo:Non bandiera neutrainteso a combattere il programma di Mazzini e del vero Partito Nazionale. Vedi introduzione.

[113]Allude a uno scritto pubblicato il 15 ottobre 1856 da Giorgio Pallavicino col titolo:Non bandiera neutrainteso a combattere il programma di Mazzini e del vero Partito Nazionale. Vedi introduzione.

[114]Esperodel 21.

[114]Esperodel 21.

[115]Furono raccolti in volume iSaggi storici politici e militaridi Pisacane, Milano 1860; ma non ancora gli Scritti a cui qui allude Mazzini.

[115]Furono raccolti in volume iSaggi storici politici e militaridi Pisacane, Milano 1860; ma non ancora gli Scritti a cui qui allude Mazzini.

[116]Cito un esempio. In un bel libro ch'ei scrisse col titolo diGuerra combattuta in Italia negli anni 1848-1849, Pisacane giudica severamente la condotta e il genio militare di Garibaldi. Prima di pubblicarlo, ei mi mandò il manoscritto. Biasimai, come inopportuna e dannosa più che giovevole, l'inserzione di quegli appunti, e notai qual divario corresse tra il mentire e il tacere; reo sempre l'uno, onesto sovente e prudente l'altro. Non assentì; l'amore al Vero era in lui più potente d'ogni altra considerazione; la discussione fra noi fu animata abbastanza perchè ne seguisse un lungo silenzio.

[116]Cito un esempio. In un bel libro ch'ei scrisse col titolo diGuerra combattuta in Italia negli anni 1848-1849, Pisacane giudica severamente la condotta e il genio militare di Garibaldi. Prima di pubblicarlo, ei mi mandò il manoscritto. Biasimai, come inopportuna e dannosa più che giovevole, l'inserzione di quegli appunti, e notai qual divario corresse tra il mentire e il tacere; reo sempre l'uno, onesto sovente e prudente l'altro. Non assentì; l'amore al Vero era in lui più potente d'ogni altra considerazione; la discussione fra noi fu animata abbastanza perchè ne seguisse un lungo silenzio.

[117]Il documento che segue, scritto da Mazzini in francese, e riprodotto in inglese nelMorning Advertiser, fu tradotto in italiano da A. Saffi pel giornale genoveseL'Italia del Popolo, ed ivi fatto segno, come i tempi portavano, a sequestro ed a processo.

[117]Il documento che segue, scritto da Mazzini in francese, e riprodotto in inglese nelMorning Advertiser, fu tradotto in italiano da A. Saffi pel giornale genoveseL'Italia del Popolo, ed ivi fatto segno, come i tempi portavano, a sequestro ed a processo.

[118]Vedi il vaticinio delle streghe a Macbeth, nel dramma di Shakspeare.

[118]Vedi il vaticinio delle streghe a Macbeth, nel dramma di Shakspeare.

[119]Il signor de la Guerronière, supposto scrittore dell'opuscolo indirizzato all'Inghilterra dopo l'attentato Orsini, s'era rivolto nel 1848, disertando dal campo legittimista, al Comitato esecutivo della Repubblica, per essere autorizzato ad iniziare, insieme col signor Pelletan, un giornale repubblicano semi-ufficiale.

[119]Il signor de la Guerronière, supposto scrittore dell'opuscolo indirizzato all'Inghilterra dopo l'attentato Orsini, s'era rivolto nel 1848, disertando dal campo legittimista, al Comitato esecutivo della Repubblica, per essere autorizzato ad iniziare, insieme col signor Pelletan, un giornale repubblicano semi-ufficiale.

[120]Allude alla esitanza degli ufficiali della guarnigione di Châlons, chiamati a reprimere un moto repubblicano ivi scoppiato in quei giorni.

[120]Allude alla esitanza degli ufficiali della guarnigione di Châlons, chiamati a reprimere un moto repubblicano ivi scoppiato in quei giorni.

[121]Lettera al generale Sercognani, 28 febbrajo 1831.

[121]Lettera al generale Sercognani, 28 febbrajo 1831.

[122]Indirizzo agli esuli polacchi, 12 agosto 1833.

[122]Indirizzo agli esuli polacchi, 12 agosto 1833.

[123]Processo di Strasburgo.

[123]Processo di Strasburgo.

[124]Lettera al Governo provvisorio, 28 febbrajo.

[124]Lettera al Governo provvisorio, 28 febbrajo.

[125]Lettera all'Assemblea Nazionale, 24 maggio.

[125]Lettera all'Assemblea Nazionale, 24 maggio.

[126]Circolare agli elettori, 19 novembre.

[126]Circolare agli elettori, 19 novembre.

[127]24 dicembre.

[127]24 dicembre.

[128]2 dicembre 1848.

[128]2 dicembre 1848.

[129]Proclama del 26 aprile.

[129]Proclama del 26 aprile.

[130]Lettera a Edgardo Ney, 18 agosto 1849.

[130]Lettera a Edgardo Ney, 18 agosto 1849.

[131]31 dicembre 1849.

[131]31 dicembre 1849.

[132]12 novembre, Messaggio all'Assemblea.

[132]12 novembre, Messaggio all'Assemblea.

[133]9 novembre, agli uffiziali.

[133]9 novembre, agli uffiziali.

[134]Proclama 2 dicembre 1851.

[134]Proclama 2 dicembre 1851.

[135]I numeri vennero accertati in una lista dellaPréfecture de la Seine. Lo scrittore dell'opuscolo imperialista parlava di 150 vittime, scordando che la prima lista data dal Governo di Luigi Napoleone ammontava a 191. Pochi giorni dopo, ilMoniteurdel 28 agosto ne numerava 383. Poi, il signor Garnier de Cassagnac dichiarava che solo suiboulevardsfurono uccisi 1200 individui. La fucilazione dei prigionieri si deduce dal rapporto del generale Magnan, del 2 dicembre.

[135]I numeri vennero accertati in una lista dellaPréfecture de la Seine. Lo scrittore dell'opuscolo imperialista parlava di 150 vittime, scordando che la prima lista data dal Governo di Luigi Napoleone ammontava a 191. Pochi giorni dopo, ilMoniteurdel 28 agosto ne numerava 383. Poi, il signor Garnier de Cassagnac dichiarava che solo suiboulevardsfurono uccisi 1200 individui. La fucilazione dei prigionieri si deduce dal rapporto del generale Magnan, del 2 dicembre.

[136]Shakspeare,Amleto.

[136]Shakspeare,Amleto.

[137]Shakspeare,Macbeth.

[137]Shakspeare,Macbeth.

[138]Vedi vol. IX delle Opere.

[138]Vedi vol. IX delle Opere.

[139]Vedi vol. III delle Opere, pag. 35 e seg.

[139]Vedi vol. III delle Opere, pag. 35 e seg.

[140]Lettera ai Compilatori dellaGiovine Italia.

[140]Lettera ai Compilatori dellaGiovine Italia.

[141]Per questo ed altri documenti in proposito, vedi laGazzetta officiale Piemontese, la collezione Parlamentare di Hansard in inglese, e ilRecueil de traitès, conventions, etc., rédigé, sur les Collections authentiques, Murhard e Pinhas, vol. XII.

[141]Per questo ed altri documenti in proposito, vedi laGazzetta officiale Piemontese, la collezione Parlamentare di Hansard in inglese, e ilRecueil de traitès, conventions, etc., rédigé, sur les Collections authentiques, Murhard e Pinhas, vol. XII.

[142]Rendiconto del Ministero Sardo, 12 agosto.

[142]Rendiconto del Ministero Sardo, 12 agosto.

[143]L'autore allude alla fondazione dellaGiovine Italia.

[143]L'autore allude alla fondazione dellaGiovine Italia.

[144]Dall'Unità Italianadel 29 settembre 1860.

[144]Dall'Unità Italianadel 29 settembre 1860.

[145]Il brano che segue, che noi qui inseriamo per la importanza che serba anche dinanzi ai rapporti odierni fra il partito repubblicano e le scuole socialiste, è tratto da una lettera di Mazzini a Ferdinando Garrido, egregio patriota e scrittore spagnuolo, che avea pubblicato a que' giorni un libro notevole sul moderno socialismo, e chiesto all'esule italiano di esaminarlo e dirgliene il suo parere.

[145]Il brano che segue, che noi qui inseriamo per la importanza che serba anche dinanzi ai rapporti odierni fra il partito repubblicano e le scuole socialiste, è tratto da una lettera di Mazzini a Ferdinando Garrido, egregio patriota e scrittore spagnuolo, che avea pubblicato a que' giorni un libro notevole sul moderno socialismo, e chiesto all'esule italiano di esaminarlo e dirgliene il suo parere.

[146]Giorgio Pallavicino.

[146]Giorgio Pallavicino.

[147]DalDoveredel 24 settembre 1864.

[147]DalDoveredel 24 settembre 1864.

[148]DalDovere, 28 gennajo 1865.

[148]DalDovere, 28 gennajo 1865.

[149]DalDoveredel 17 giugno 1865.

[149]DalDoveredel 17 giugno 1865.

[150]Tutte queste predizioni s'avverarono pur troppo; e io mi sento roventi di rossore le guancie, ricordando il cumulo di circostanze propizie che l'Italia lasciò sfuggire, e le promesse alla povera santa Polonia, che l'Italia tradì. (Nota di G. Mazzini alla presente lettera, nelDoveredel 17 giugno 1865.)

[150]Tutte queste predizioni s'avverarono pur troppo; e io mi sento roventi di rossore le guancie, ricordando il cumulo di circostanze propizie che l'Italia lasciò sfuggire, e le promesse alla povera santa Polonia, che l'Italia tradì. (Nota di G. Mazzini alla presente lettera, nelDoveredel 17 giugno 1865.)

[151]Dall'Unità Italianadel 16 dicembre 1866.

[151]Dall'Unità Italianadel 16 dicembre 1866.

[152]Dall'Unità Italianadel 13 maggio 1869.

[152]Dall'Unità Italianadel 13 maggio 1869.

[153]Dall'Unità Italianadell'11, 17, 29 maggio 1870.

[153]Dall'Unità Italianadell'11, 17, 29 maggio 1870.

[154]Inedita.

[154]Inedita.

[155]La Roma del Popolo, n. 2.

[155]La Roma del Popolo, n. 2.

[156]Parecchî fra i dipartimenti occupati dalle forze germaniche hanno dato la maggioranza dei voti ai candidati repubblicani.

[156]Parecchî fra i dipartimenti occupati dalle forze germaniche hanno dato la maggioranza dei voti ai candidati repubblicani.

[157]Armand Carrel, G. Cavaignac, Michel de Bourges, Trelat, Raspail, ecc.

[157]Armand Carrel, G. Cavaignac, Michel de Bourges, Trelat, Raspail, ecc.

[158]La Roma del Popolo, n. 4, 5, 6.

[158]La Roma del Popolo, n. 4, 5, 6.

[159]La Roma del Popolo, numeri 7, 8.

[159]La Roma del Popolo, numeri 7, 8.

[160]Alludiamo segnatamente a un articolo dellaPerseveranza, 26 marzo, non per importanza da darsi agli scrittori di quella gazzetta, ma perchè essi sono, nel difetto di meglio, accettati come espressione d'una setta governativa lombarda.

[160]Alludiamo segnatamente a un articolo dellaPerseveranza, 26 marzo, non per importanza da darsi agli scrittori di quella gazzetta, ma perchè essi sono, nel difetto di meglio, accettati come espressione d'una setta governativa lombarda.

[161]«Quella bordaglia che in Parigi, immemore d'ogni affetto di patria, pazza di furore, avida di lucri, insofferente di freni, invidiosa, pervertita dai vizî, dai bisogni e da unsentimento crudele che il godere sia il solo ed uguale diritto di tutti... non è nella sola Parigi.«L'Assy... è l'agente d'una setta che distende le sue fila per tutte le società d'Europa, e che lega dentro di esse, più o meno, leclassi operajedelle principali città industriali al di là eal di quadei monti.«In queste classi non mancano, certo, gli animi onesti e puri, eforse, in parecchie delle città italiane, questi abbondano ancora. Ma è certo che nel seno del maggior numero cova un lievito d'odio, di rancore, di sospetto, che niente è più adatto a calmare. La parte ch'esse prendono nella produzione della ricchezza—parte certo grandissima—le accieca sul valore e sul diritto proprio... Possiamo inorridire agli assassinî dei quali ci arriva l'eco; ma in ognuna delle città d'Europa vive pur troppo una perversa ed abjetta genìa, che sarebbe capace di riprodurne lo spettacolo... E nelleclassi operaje che sono pure il fomite di cotesto sobbollimento plebeo, si raccolgono le menti più sveglie ed istruite.» Art. citato, e conchiude: «quando l'idea del Governo si abbassa e l'influenza delle classiagiates'annulla, non mancano se non le occasioni perchè l'infima feccia delle città salga a galla, come ora fa in Parigi, con isgomento e nausea di tutti.»

[161]«Quella bordaglia che in Parigi, immemore d'ogni affetto di patria, pazza di furore, avida di lucri, insofferente di freni, invidiosa, pervertita dai vizî, dai bisogni e da unsentimento crudele che il godere sia il solo ed uguale diritto di tutti... non è nella sola Parigi.

«L'Assy... è l'agente d'una setta che distende le sue fila per tutte le società d'Europa, e che lega dentro di esse, più o meno, leclassi operajedelle principali città industriali al di là eal di quadei monti.

«In queste classi non mancano, certo, gli animi onesti e puri, eforse, in parecchie delle città italiane, questi abbondano ancora. Ma è certo che nel seno del maggior numero cova un lievito d'odio, di rancore, di sospetto, che niente è più adatto a calmare. La parte ch'esse prendono nella produzione della ricchezza—parte certo grandissima—le accieca sul valore e sul diritto proprio... Possiamo inorridire agli assassinî dei quali ci arriva l'eco; ma in ognuna delle città d'Europa vive pur troppo una perversa ed abjetta genìa, che sarebbe capace di riprodurne lo spettacolo... E nelleclassi operaje che sono pure il fomite di cotesto sobbollimento plebeo, si raccolgono le menti più sveglie ed istruite.» Art. citato, e conchiude: «quando l'idea del Governo si abbassa e l'influenza delle classiagiates'annulla, non mancano se non le occasioni perchè l'infima feccia delle città salga a galla, come ora fa in Parigi, con isgomento e nausea di tutti.»

[162]La Roma del Popolo, numeri 15, 17, 18—15, 21, 28 giugno 1871.

[162]La Roma del Popolo, numeri 15, 17, 18—15, 21, 28 giugno 1871.

[163]Errore decisivo del sistema inaugurato dal Comune parigino era appunto diperpetuare, affidando aciascuncomune la propria educazione, lo squilibrio esistente.

[163]Errore decisivo del sistema inaugurato dal Comune parigino era appunto diperpetuare, affidando aciascuncomune la propria educazione, lo squilibrio esistente.

[164]La vita è l'assieme dei fenomeni che resistono alla morte.

[164]La vita è l'assieme dei fenomeni che resistono alla morte.

[165]La Roma del Popolo, n. 20—13 luglio 1871.

[165]La Roma del Popolo, n. 20—13 luglio 1871.

[166]La Roma del Popolo, N. 28.

[166]La Roma del Popolo, N. 28.

[167]La Roma del Popolo, N. 32.

[167]La Roma del Popolo, N. 32.

[168]La Roma del Popolo, N. 33.

[168]La Roma del Popolo, N. 33.

[169]La Roma del Popolo, numeri 40, 41, 42.

[169]La Roma del Popolo, numeri 40, 41, 42.

[170]La Roma del Popolo, N. 47.

[170]La Roma del Popolo, N. 47.

[171]G. Semenza, nelProgressodel 7 gennajo.

[171]G. Semenza, nelProgressodel 7 gennajo.

[172]La Roma del Popolo, N. 48.

[172]La Roma del Popolo, N. 48.

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