NOTE:1.Era già quasi al termine questa ristampa, quando è stato pubblicato il dotto volume delloZuccante,Socrate, Fonti, ambiente, vita, dottrina (Torino, Bocca, 1909).2.Cfr.Rendiconto dell'Accademiaecc., anno X, quad. da gennaio a marzo, pp. 24-28, Napoli, 1871. L'Accademia ha accordato una parte del premio ad uno dei concorrenti, il prof. Brofferio di Milano; senza concedergli il dritto della stampa negli Atti.3.Il lavoro del Volkmann:Die Lehre des Sokrates, Prag, 1861, non c'è riuscito averlo, per quante ricerche ne avessimo fatte.4.Su la posizione di Socrate in Atene, cfr. sovrattutto Köchly:Sokrates und sein Volk, akademischer Vortrag, riprodotto negliAkademische Vorträgedello stesso autore, Zürich, vol. I, pp. 221-386; il quale scritto, quantunque metta a profitto alcuni particolari poco storici solo per colorire il quadro (e l'autore stesso non ignora questa circostanza, vedi p. 242, nota 2ª), è una riproduzione molto fedele delle condizioni del tempo.5.Per questa data, che risulta dalla combinazione critica di diversi ragguagli, confronta lo Zeller, op. cit., p. 39, nota 1ª. L'accusa riferita da Senofonte, Memor., I, 1, 1, è presso a poco autentica (τοιάδε τις ἧν) e non differisce che per l'espressione εἰσεγούμενος, invece di εἰσφέρων, dalla forma nella quale la riporta Favorino presso Laerzio (II, 40). Platone la riferisce con altra disposizione, Apol. 24 B; ma la fa precedere dall'ἒχει δέ πως ὧδε; vedi Stallbaun ad locum, ed. IV, e Cron:Einleitung in die platonische Apologie, ed. 3ª, § 31 e 54.6.Vedi le parole del Fedone in fine: Ἣδε ἡ τελευτὴ, ὦ Ἐχέκρατες, τοῦ ἐταίρου ἡμῖν ἐγένετο, ἀνδρὸς, ὡς ἡμεῖς φαῖμεν ἂν, τῶν τότε, ὦν ἐπειράθημεν, ἀρίστου, καὶ ἄλλως φρονιμωτάτου καὶ δικαιοτάτου.7.Apol. p. 36 A-38 B. La contraria testimonianza dell'apologia, falsamente attribuita a Senofonte (§ 23), non ha alcun valore. Sul carattere apocrifo di quello scritto cfr. la dissertazione di Arnold Hug:Die Unächtheit der dem Xenophon zugeschriebenen Apologie des Sokrates, riportata in fine del succitato libro del Köchly, p. 430 e seg.8.Crit. p. 44 B-D, e 44 E-46 A.9.Mem. IV, 8, 2; e Phaed. 58 A e seg.10.Vedi la bella discussione del Critone p. 46 C, 48 B, e segnatamente p. 47 C. καὶ περὶ τῶν δικαίον — ἣ ουδέν ἐστὶ τοῦτο; e p. 48 A, nel quale luogo bisogna sempre fare astrazione della differenza troppo accentuata che v'è posta fra l'opinione ed il sapere, ch'è di carattere platonico.11.Cfr. le formule: εἰ ταύτῃ τοῖς θεοῖς φίλον, ταύτῃ ἔστο Crit. 43 D; τοῦτο μεν ἲτο ὅπῃ το θεῶ φίλον, Apol. 19 A, ἁναγκαῖον ἑδόκει εἶναι τό τοῦ θεοῦ περὶ πλείστου ποιεῖσθαι, ibid. 21 E. Quanto al Grate, che attribuisce a Socrate, op. cit., p. 654 e seg., un proposito troppo dichiarato di affrontare la morte nell'interesse dei suoi principi, ed a conferma delle sue opinioni, vedi le giustissime osservazioni in contrario dello Zeller, op. cit., p. 133.12.Intorno a questo periodo molto oscuro e complicato della storia ateniese, cfr. Curtius, op. cit., vol. III, pp. 53-118.13.Sul carattere di questa reazione religiosa, cfr. specialmente il Roscher:Leben des Thukydides, p. 215 e seg.14.È inutile accennare tutti i giudizi, più o meno patetici, degli antichi retori e degli umanitari moderni, perchè nè gli uni, nè gli altri sono stati in grado d'intendere le ragioni storiche di quel complicato avvenimento.15.Il Fréret è stato il primo che nelle sue:Observations sur les causes et sur quelques circostances de la condamnation de Socrate, ved.Mém, de l'Académie des Inscriptions, vol. 47, p. 217 e seg., abbia cercato di indagare, dal punto di vista storico e giuridico, le ragioni e lo sviluppo di quel processo.16.Vedi su molte di queste opinioni, riprodotte anche in libri recenti, lo Zeller, op. cit., p. 140, n. 5ª.17.Questo contrasto è stato per la prima volta rilevato dall'Hegel:Geschichte der Philosophie, vol. II, pp. 81-105, con vivacità di colorito e con una certa precisione storica; ma è stato poi tanto esagerato dal Rötscher:Aristophanes und sein Zeitalter, pp. 247-271, che, guadagnando molto in estetica efficacia, ha perduto interamente il carattere di una determinazione storica.18.Questa giustificazione è l'intento del libro del Forchhammer:Die Athener und Sokrates, Die Gesetzlichen und der Revolutionär, Berlin, 1837, nel quale non sai se hai più ad ammirare l'ostinazione fanatica in un falso concetto, o la derisione d'ogni criterio storico. Delle molte monografie, cui ha dato occasione lo scritto del Forchhammer, non c'è riuscito di procurarcene alcuna. Quella dell'olandese Limburg Brouwer;Apologia Socratis contra Meleti redivivi calumniam, Groning, 1838, tanto lodata dallo Stallbaun, v. proleg. ad Apol. Plat. ediz. IV, è considerata dallo Zeller, op. cit., p. 152, n. 2ª, come un lavoro superficiale.19.Per sobrietà di giudizi ed accorgimento critico l'esposizione che fa lo Zeller, op. cit., pp. 138-165, dei motivi dell'accusa, e della relativa giustizia della condanna, non lascia a desiderare di meglio. In generale, il Köchly, op. cit. passim, fa troppo avvertire, che egli era preoccupato dal pensiero di giustificare gli Ateniesi.20.Cfr. Curtius, op. cit. e segnatamente pp. 90-92 e 114-118.21.Vedi Mem. I, 2, 32-38.22.Vedi Mem. I, 2, 48; Plat. Apol. 20 E e seg.23.L'aneddoto, riferito da Val. Mass. VI, 4, 2, da Cic. de orat. I, 54, da Quint. Instit. II, 15, 30. XI, I, II, e da Stobeo Floril. 7, 56, che Lisia avesse offerto a Socrate una orazione apologetica, non ci pare possa essere affatto sfornita di fondamento.24.La caratteristica, che Platone mette in bocca ad Alcibiade in fine del Symp. p. 215 e seg., ritrae al vivo questa situazione psicologica.25.Τὸ δὲ μεδενὶ ἀνθρώπον ὅμοιον εἶναι μήτε τῶν παλαιῶν μήτε τῶν νῦν ὄντων, τοῦτο ἄξιον παντὸς θαύματος, Sym. Plat. p. 221 C.26.Curtius, op. cit., vol. III, p. 90.27.A proposito del processo contro i capitani vincitori della battaglia alle Arginuse, cfr. Sen. Mem. I, I, 18, 2, 31 e seg. e IV, 4, 2; id. Hist. Graeca I, 7, 15; Platone Apol. p. 32 A. Su quell'importante avvenimento cfr. Grote, vol. VIII, p. 238-285.28.Cfr. Plat. Symp. 219 E. e seg.; Apol. 28 E; Lach., 181 A.29.Sen. Mem. IV, 6, 10, e cfr. I, I, 16. Il concetto del coraggio costituisce l'argomento del Lachete, il quale, se anche non appartenesse a Platone come vuole lo Schaarschmidt:Die Sammlung der platonischen Schriften, p. 406 e seg., contiene ad ogni modo lo sviluppo dialettico di un pensiero socratico.30.Plat. Apol. 33 A: ἐγὼ δὲ διδάσκαλος μὲν οὐδενὸσ πώποτ' ἐγενόμην.31.Platone, Symp. p. 215 A e seg.32.Platone, Prolog. 335 D-326 C, e le note dei commentatori. Alleghiamo questo luogo solo come testimonianza storica, prescindendo dai giudizii che Platone fa pronunziare a Protagora. Cfr. Schoemann:Griechische Altertümer, vol. I, p. 518 e seg., ed. 2ª, ed Herdmann:Griechische Privatalterthümer, 2ª ed., § 34 e seg. con le autorità ivi addotte; e vedi le note dei commentatori d'Aristofane Nub. v. 963-72 ed Equit. v. 188 e 992, e specialmente Th. Kock, nell'ed. di Weidmann, Berlino, 1862-67.33.Vedi Curtius, op. cit., vol. II, p. 137.34.Vedi il discorso che Tucidide fa pronunziare a Pericle, lib. II, § 37, e cfr. i luoghi addotti dallo Schoemann, op. cit., vol. I, p. 515-17.35.P. e Mem. I, 2, 56, 57. 58; III, I, 4; IV, 6, 15, ecc. ecc. Nella citazione di Simonide presso Platone nel Protagora 339 A può anche ammettersi una reminiscenza socratica; cfr. Strümpell,Geschichte der praktischen Philosophie der Griechen, p. 52.36.Potrebbe veramente addursi come testimonianza il Critone, p. 50 B; cfr. Alberti, op. cit, p. 45.37.Questa impossibilità, già indistintamente accennata da questo o quello scrittore, è stata per la prima volta messa in chiaro dall'Hermann:De Socratis magistris et juvenili disciplina,Marburgi, 1837; e cfr dello stesso autore:Geschichte uad System der platonischen Philosophie, Heidelberg, 1839, lib. I, p. 50 e note 94-98; lib. II, p. 233 e seg.38.Vedi queste false tradizioni raccolte dallo Zeller, op. cit., p. 41 e seg., e specialmente la succitata dissertazione dell'Hermann.39.Vedi a questo proposito il succitato Zeller, p. 53 e seg. Il Lasaulx ripete senza scrupoli tutti i vecchi errori, op. cit., p. 6 e seg. Nè il Volquardson:Die Genesis des Sokrates, inRhein. Museum, vol. XIX, p. 514 e seg., nè l'Alberti, op. cit., p. 41-55. son riusciti ad invalidare il risultato critico dell'Hermann, con tutti gli sforzi che hanno fatti per ristabilire la genesi della coscienza socratica.40.La data della rappresentazione delle Nuvole risulta dall'ipotesi 5ª; ved. Kock:Einleitung in die Wolken, Berlin, 1862, § 24.41.Socrate fu argomento di satira per molti comediografi, p. e. Ameipsia nel Conno, vedi Meineke:Frag. Com., I, p. 403 e seg.; Eupoli nei Bapti, vedi Fritzsche:Quaestiones Aristophaneae, e notatamente:De Socrate veterum Comicorum, pp. 99-297; e aggiungi la recentissima dissertazione del Peters:De Socrate qui est in Atticorum Antiqua Comoedia, Lipsiae, 1869. La stessa Apologia di Platone considera Aristofane come organo di una opinione più generale, perchè oltre a parlare sempre di πρῶτοι κατήγοροι come di quelli che avevano educato il popolo (παραλαμβάνοντεσ) ad una falsa opinione intorno a Socrate, quando passa a riassumere in forma di un'accusa le opinioni correnti, p. 19 C, soggiunge: τοιαύτη τίς ἐστι (ἡ γραφή) ταῦτα γὰρ ἑωρᾶτε καὶ αὐτοὶ ἐν τῇ Ἀριστοφάνους κωμωδιᾳ cfr. pag. 18 B.42.Lo Zeller, op. cit., p. 143 e seg., ha raccolta e criticata una gran parte dei recenti giudizi su le Nuvole di Aristofane; ed il Köchly, op. cit., p. 233 e seg., ne ha, a nostro parere, meglio di qualunque altro critico, esposti i motivi e lo sviluppo. Di tutte le false opinioni, cui ha dato luogo la commedia di Aristofane, nessuna è tanto nociva allo spirito del Socratismo, quanto quella che fa supporre Socrate inteso nella sua prima età agli studi della filosofia naturale. E ci par strano veder ricomparire questa infondata opinione nell'ultimo libro del Brandis:Die Entwickelungen der griechischen Philosophie, Berlin, 1862, vol. I, p. 236.43.L'opinione comune, che riporta la nascita di Senofonte all'anno 445 a. C. (o fino al 450 secondo la notizia di Stesiclide presso Laerzio, II, 56) è stata su le tracce del Cobet;Novae Lectiones(*) p. 535 dimostrata falsa dal Bergk:Philologus, vol. XVIII, p. 247, che fa discendere la data al 429 a. C. Questa opinione, che ha in suo favore l'esatta interpetrazione dell'Anabasi III, 1, 25, è stata seguita anche dal Curtius, op. cit., vol. III, p. 496, e nota alla p. 772; e dall'Alberti, op. cit., p. 8.44.Zeller, op. cit., p. 46.45.Metaph. XIII, 4: Σωκράτους δὲ περὶ τὰς ἠθικὰς ἀρετὰς πραγματευομένου, καὶ περὶ τούτων ὁρίζεσθαι καθόλου ζητοῦντος πρώτου.... εὐλόγως, ἑζήτει, τὸ τί ἐστι. Δύο γάρ ἐστιν ἅ τις ἄν ἀποδοίη Σωκράτει δικαίως, τούς τ'ἐπακτικοὺς λόγους καὶ τὸ ὁριζεσθαι καθόλου.46.Mem. I, 1, 2 e 14; IV, 7, 6 ecc.47.È l'Alberti, op. cit., p. 37 e seg., che principalmente ha insistito sul fondo storico del dialogo platonico, e che s'è tanto lambiccato il cervello per rimettere in onore l'antica opinione, che Socrate fosse stato discepolo di Archelao, senza venire a capo di provare qualche cosa.48.Vedi la citata dissertazione dell'Hermann, p. 49; e dello stesso autore:Geschichteecc., lib. II, p. 230.49.Il lavoro dello Schneidewin:Ethische Gedanken der Vorsokratiker, nellePhilosophische Monatsheftedi Bergmann, vol. II, pp. 429-457, non ci ha punto convinti, che, contro l'autorità di Aristotele, possa farsi risalire l'origine della scienza etica ad un'epoca anteriore a Socrate. Lo Schneidewin riesce tutto al più a dimostrare: che nei principî dei vari filosofi, che precedettero l'epoca sofistica, c'è una tendenza etica sempre crescente; ma da questo alla ricerca ci corre molto. E del pari sono poco convincenti i due precedenti articoli dello stesso autore su lo sviluppo della teoria della conoscenza prima di Socrate, ibid., pp. 257-271 e 345-368.50.Abbiamo stimato inutile addurre i luoghi di Senofonte e Platone, perchè di lodi a Socrate sono ripieni tutti i loro scritti.51.Nel metter mano a questo lavoro scrivemmo dal bel principio una lunga dissertazione su le fonti della dottrina socratica, che poi per mancanza di tempo non potemmo trascrivere nella copia sottoposta all'esame dell'Accademia. E di ciò non siamo ora dolenti perchè i risultati della nostra indagine critica si trovano già in gran parte rifusi qua e là in tutto il lavoro, e il difetto di un capitolo speciale su le fonti non nuoce alla nostra esposizione, anzi ci fa sfuggire la taccia di una inutile ripetizione.52.Il Dronke (v.Die religiösen und sittlichen Vorstellungen von Aesckylos und Sophokles, Leipzig, 1861) lamentava ancora pochi anni addietro questo difetto della letteratura filologica: ed osservava che, malgrado l'impulso dato dal Welcker e dal Bernhardy, non si era fatto un solo passo in questa sorta d'indagini (ibid. pp. 4-5). Della:Nachhomerische Theologiedel Nägelsbach, Nürnberg, 1857, che pure è il solo libro che tratti estesamente lo sviluppo della coscienza religiosa dei Greci, non può dirsi che sia un lavoro molto atto a ridestare il gusto per simili ricerche, perchè ha più l'aria di una teologia cristiana, che la fisonomia di un'indagine storica. Fra i recenti lavori speciali merita somma lode il libro del Buchholtz:Sittliche Weltanschauung des Aeschylos und Pindaros, Leipzig, 1869, che alla squisitezza del senso critico accoppia un gusto perfetto di esposizione plastica.53.Questa esigenza è stata specialmente avvertita dai recenti interpreti di Sofocle, p. es. Schneidewin, Nauck, Ritter.54.Questo lato della sua coscienza non è stato studiato soddisfacentemente da nessuno; e lo stesso Strümpell, op. cit., p. 117, che pure ha accordato tanta importanza alle convinzioni religiose di Socrate, parla con una certa circospezione di quello che potrebbe nella sua persona chiamarsi religione.55.Mem. I, 4, 16 ...... τοὺς θεοὺς τοῖς ανθρώποις δόξαν ἐμφῦσαι ὡς ἱκανοὶ εισιν εὗ καὶ κακῶς ποιεῖν.....56.Nei Mem. I, 1, 6 e seg. questa duplice limitazione è espressa con somma evidenza.57.Conf. su questo argomento lo Zeller:Die Entwickelung des Monotheismus bei den Griechen, ristamp. neiVorträge und Abhandlungenecc. dello stesso autore, Leipzig, 1865, pp. 1-30.58.Mem. I, 1, 19: οὖτοι (parlando del volgo) μὲν γὰρ οἴονται τούς θεοὺς τὰ μὲν εἰδέναι, τα δ'οὐκ εἰδέναι. Σωκράτεσ δ'ἑγεῖτο πάντα μὲν θεοὺς εἰδέναι, τά τε λεγόμενα καὶ πραττόμενα καὶ τὰ σιγῆ βουλευόμενα, πανταχοῦ δὲ παρεῖναι, καὶ σημαίνειν τοῖς ανθρώποις περὶ τῶν ἀνθροπείων πάντων.59.Mem. I, 3, 2 e seg., e IV, 3, 17.60.Mem. I, 1, 3.61.Specialmente il Forchhammer nel citato libro ha cercato di mostrare, che i giudizi di Senofonte fossero parziali ed infondati.62.Vedi più innanzi il cap. X, dove sono raccolti i luoghi a conferma di questa nostra opinione.63.Zeller, che ha molto felicemente criticata questa falsa opinione, op. cit., pp. 73-75, non è poi riuscito a fuggire l'opposto errore.64.Qui intendiamo parlare, tanto della missione che Socrate credea di dover adempiere, quanto della sua fede speciale nel δαιμόνιον. Intorno a questo secondo punto vedi lo Zeller, op. cit., pp. 61-70.65.Quanto ad Eschilo, Pindaro e Sofocle vedi i citati libri del Buchholtz e del Dronke; più il Lübker:Die Sophokleische Theologie und Ethik, Kiel, 1853-55.66.Questo speciale carattere della religione greca è stato molto vivamente rilevato dal Köchly nello scritto:Ueber Aeschylos' Prometheus, ristamp. neiVorträgeecc., pp. 3-46.67.In questo modo lo considera il Cousin:Fragments de philosophie ancienne, 2ª ediz., pp. 137-138, e cfr. dello stesso autore:Traduct. de Platon, vol. I, p. 55.68.Questa opinione è del Roscher, op. cit., p. 273, nota 3; ma è stata contrastata: vedi specialmente Pfander:Euripides' Bakchen, Berlin, 1870, fasc. 1º, pp. 13 e 27.69.Su la coltura ateniese dell'epoca socratica vedi il Curtius, op. cit., vol. II, pp. 221-280, e vol. III, pp. 53-89.70.Vedi Curtius, op. cit., v. III, p. 65-78, e Steinhart:Euripides' Charakteristik und Motivierung im Zusammenhang mit der Culturentwikelung des Alterthums, nell'Archiv für Litteraturgeschichtedel Gosche, fasc. 1º, pp. 1-47.71.Questa tendenza non aveva niente di comune con la interpetrazione razionalistica della mitologia rappresentata da Metrodoto, sul quale vedi Zeller, op. cit., vol. I, 3ª ed., p. 831.72.Tucidide, libro III, § 83.73.Vedi sul significato generale dei Sofisti nella storia della coltura greca Hermann:Geschichte und System ecc., pp. 217-231, e Zeller, op. cit. vol. I, 3ª ed., pp. 938-953.74.Intorno al predominio del culto apollineo vedi Göttling:Die delphischen SprüchenelleGesammelte Abhandlungen, München, 1857, p. 245 e seg.75.Noi non intendiamo di dar ragione con ciò a Cicerone:Quaest. Tuscul., V, 37, il quale considera Socrate come un cosmopolita; perchè il cosmopolitismo cominciò appena nell'epoca macedonica, vedi Curtius, op. cit., III, p. 540.76.Schleiermacher:Ueber den Werth des Sokrates als Philosophen. Questa dissertazione letta all'Accademia di Berlino il 1818 è stata poi riprodotta nelle opere complete dell'autore, sez. III, vol. II, p. 293 e seg. La determinazione del valore filosofico di Socrate ha raggiunto un certo grado di consistenza scientifica solo per opera di Hegel, op. cit., vol. II, pp. 39-44 e 51-81, e di Hermann:Geschichteecc., libro II, pp. 231-263. La più gran parte delle monografie posteriori rivelano l'influenza di Schleiermacher, di Hegel o di Brandis, che solo in certi punti modificò le opinioni del primo; mentre le vedute dell'Hermann, che risultavano da una profonda conoscenza di tutta la coltura greca, sono rimaste o trascurate o fraintese. Il lavoro più originale su la dottrina di Socrate è, a nostro parere, quello dello Strümpell, ii quale, mentre nella:Geschichte der theoretischen Philosophie der Griechen, p. 103, era rimasto indeciso su quello che dovesse pensare del nostro filosofo, ha poi nellaGeschichte der prakt. Philosophieecc., pp. scritti, esposta in tutta la pienezza dei suoi motivi, e in tutta la larghezza del suo svolgimento la dottrina socratica. Noteremo qui che, oltre ai libri già citati, abbiamo avuti presenti Hurndall:De Philosophia morali Socratis, Heidelbergiae, 1852; Böringer:Der philosophische Slandpunkt des Sokrates, Carlsruhe, 1860; Ditges:Die epagogische Methode des Sokrates, Köln, 1864; Kittel:Die Lehre des Sokrates, Eger, 1860; Rossel:De Socratis philosophia, Göttingae, 1837; il lavoro di Brandis:Ueber die Lehre des Sokrates, nelRhein. Museum, I, p. 122 e seg.; le due storie generali della filosofia greca del Brandis stesso, e quelle di Schwegler, e di Ueberweg, ed altre piccole monografie che citeremo ove cada in acconcio. Nel giro di questa esposizione ci asterremo, quanto più ci riuscirà possibile, da ogni polemica.77.Per tacere dei citati libri dell'Alberti e del Lasaulx, osserveremo qui che il recentissimo lavoro del Montée:La philosophie de Socrate, Paris, 1869, che ha ottenuto lamention honorable de l'Institut, è quanto ci possa essere di più barocco, di più antiquato, e al tempo stesso di più pretensioso. L'autore, che ha avuto tempo di raccogliere citazioni di Holbach, Pascal, Huet, S. Teresa, S. Bonaventura e via dicendo, non s'è presa punto la briga di vedere che cosa si fosse detto dai critici intorno a Socrate, e senza scrupolo di sorta ha raccolto da Platone tutto quello che gli andava ai versi, e l'ha messo insieme come dottrina socratica.78.La quistione è cominciata col Dissen:De philosophia morali in Xenophontis de Socrate commentariis tradita, dissertazione ristampata nelleKleine Schriftendello stesso autore, pp. 57-88, Göttingen, 1839. Il Brandis è stato quello, che in virtù di certe preoccupazioni dottrinali, ha più di ogni altro frainteso i concetti fondamentali del socratismo.79.Per tacere degli altri noteremo, che questo difetto è principalmente notevole nel Brandis, il quale anche nel suo ultimo lavoro:Die Entwickelungenecc. prende le mosse dal concetto astratto del sapere, per determinare il valore filosofico di Socrate, vedi ibid., p. 232 e seg.80.Sen. Mem. IV, 4, 6. Plat. Gorg. p. 490 E.81.Lo Strümpell fa rilevare molto vivamente la differenza che correa fra i Sofisti e Socrate, nell'uso del ragionamento formale; vedi in generale op. cit., cap. II, pp. 72-115.82.Lo Zeller ha molto bene criticata l'opinione ordinaria, che fa di Socrate un moralista popolare, op. cit., vol. II, p. 73; ma noi non ci accordiamo con lui nella determinazione del valore filosofico del dialogo socratico; la qual cosa abbiamo voluto dire qui recisamente, per evitare ogni ulteriore polemica.83.Vedi su questo punto Hermann:Geschichteecc., p. 257 e seg.; e lo stesso autoreProf. Ritter's Darstellung der sokratischen Systeme, Heidelberg, 1833. Hegel è stato uno dei primi a riconoscere l'importanza delle scuole socratiche per la determinazione del principio filosofico di Socrate, op. cit., vol. II, p. 105 e seg., e cfr. Biese:Die Philosophie des Aristoteles, vol. I, p. 28 e seg.84.Indem die Philosophie des Sokrates kein Zurückziehen aus dem Dasein und der Gegenwart in die freien reinen Regionen des Gedankens, sondern aus einem Stücke mit seinem Leben ist, so schreitet sie nicht zu einem Systeme fort etc. Hegel, op. cit., p. 51. Da questo e da altri luoghi può scorgersi, come Hegel avesse un concetto più schietto della filosofia socratica, di quello che hanno formulato molti scrittori posteriori, non escluso lo Zeller; il quale, sebbene dica di non volerlo, parla sempre in una maniera troppo astratta del principio del sapere, e ricade nell'errore di Schleiermacher e di Brandis.85.Per es. Schleiermacher, op. cit., p. 300.86.La forma più esagerata è quella del Rötscher, il quale parla di Socrate come d'un filosofo moderno, op. cit., passim.87.Vedi specialmente il Böhringer, op. cit., p. 2 e seg.88.L'Alberti specialmente fa di Socrate un filosofo dotato di una piena coscienza del proprio valore storico; e non potea evitare un simile errore, dal momento che s'era proposto di seguire il dialogo platonico come un documento biografico; vedi op. cit., p. 13 e seg.89.Plat. Apol. p. 23 B, e cfr. Sen. Mem. IV, 6, 7. Vedi Hermann:Geschichteecc., II, p. 238, e nota 295-97, il quale mostra come Schleiermacher, Rötscher, Brandis e Ritter non abbiano inteso il valore di questa massima; e cfr. dello stesso autore:Prof. Ritter's Darstellungecc., p. 24 e seg.90.L'Hoffmann, in uno scritto che ha per titolo:Die Gottesidee des Anaxagoras, des Sokrates und des Platon, Würzburg, 1860, ha voluto attribuire un tale carattere teosofico e mistico alle idee teologiche di Anassagora e di Socrate da far loro perdere tutta la primitiva ingenuità, che le distingue da ogni posteriore svolgimento delle idee religiose. Per quello che concerne Anassagora specialmente, l'Hoffmann non s'è fatto scrupolo di considerarlo come un teista bello e compiuto. La teologia socratica di quello scritto non corrisponde per niente ai modesti principi, espressi da Senofonte, e dall'Apologia platonica.91.Vedi in generale Hegel, op. cit., p. 40 e seg.; e molto più Rötscher:Aristophanes und sein Zeitalter, p. 245 e seg.92.Specialmente dal Rötscher, loc. cit., e molto più nella sua critica del Brandis, loc. cit., p. 388. È difficile trovare un altro scrittore, che sia capace quanto il Rötscher di perder di vista l'oggetto proprio della quistione, per abuso di frasario filosofico.93.Vedi Brandis:Rhein. Museum, II, p. 85 e seg. in una violenta critica del libro del Rötscher. Lo stesso Brandis nel libro già citato:Entwickelungenecc., p. 232, pretende nientemeno trovare in Senofonte, Mem. III, 8, 3, una pruova esplicita, che il concetto socratico supponga il reale come suo termine obbiettivo.94.Vedi su la natura del sapere socratico l'esatta e scrupolosa indagine dello Strümpell, op. cit., pp. 152-159.95.Vedi Zeller, op. cit., vol. II, p. 82.96.Per tacere di molti scrittori dei secoli passati, citerò l'Hamann, e specialmente op. compl., vol. II, p. 42, ed il Volquardson:Das Dämonium des Sokrates, Kiel, 1862, e spec. p. 71.97.Vedi il succitato luogo Metaph., XIII, 4; e cfr. ibid., I, 6; e XIII, 9; e De part. ani. I, 1.98.Nessuno prima dello Strümpell avea tentato di spiegarein concretolo sviluppo dell'induzione socratica; e noi stimiamo inutile rilevare qui gli errori o le inesattezze delle precedenti esposizioni.99.Questo difetto è sommamente notevole nel lavoro del Ditges:Die epagogische Methode des Sokrates, Köln, 1864. Quell'autore trova confermata l'induzione socratica dall'autorità dei moderni scrittori di logica; vedi p. 13.100.Come hanno fatto molti fra gli espositori.101.In questa domanda è riposto l'interesse logico di Socrate.102.L'autore di questo scritto raccoglie da molto tempo i materiali per una storia dell'Etica greca, che sarà esposta dal punto di vista della tradizione letteraria e dello svolgimento generale della coltura.103.Vedi in generale Strümpell, op. cit., pp. 72-115, le cui opinioni, del resto, non sono per noi tutte accettabili.104.L'autore di questo scritto ha cercato di mettere sott'occhi l'immagine completa del dialogo socratico, e s'è valso dei Memorabili di Senofonte e di alcuni degli scritti di Platone, facendo in questi astrazione dalla teoria delle idee; e non addurrà i passaggi perchè, se volesse farlo, dovrebbe copiare gl'interi libri. Anche molte delle cose dette innanzi su lo sviluppo storico della definizione, sebbene abbiano un colorito moderno, sono ricavate da Platone.105.Vedi Steinthal:Geschichte der Sprachwissenschaft bei Griechen una Römern, p. 118.106.Vedi questo pensiero espresso nel Phaedr., p. 263 A: Οταν τις ὄνομα εἴπῃ σιδήρου ᾔ ἀργύρου, ἆρ᾽ oὐ τὸ αὐτὸ πάντες διενοήθημεν; — Τί δ'ὅταν δικαίου ἤ ἀγαθου; οὐκ ἄλλος ἄλλῃ φέρεται, καὶ ἀμϕιοβητουμεν ἀλλήλοις τε καὶ ἡμιν αὐτοις.107.Vedi questo pensiero espresso nell'Euthyphr., p. 7 C da περὶ τίνος — D πάντες nel qual luogo sono principalmente notevoli le parole: οὐ δυνάμενοι (gli uomini) ἐπὶ ίκανὴν κρίσιν αὐτων (cioè dei predicati etici) ἐλθειν ἐχθροι αλλήλοις γιγνόμεθα.108.Noi risentiamo tuttora nella lettura di Senofonte e di Platone quello stato di incertezza, e rimaniamo sospesi fino alla fine del dialogo; se pure, come in molti casi avviene, la conclusione stessa del dialogo non è equivoca e dubbia. Fra tutte le esposizioni dei dialoghi platonici quelle del Bonitz riproducono, a nostro parere, con la maggiore lucidezza ed efficacia possibile, l'impaccio, le difficoltà, ed il travaglio dell'indagine socratica; vediPlatonische Studien, 1º e 2º fasc., Wien, 1858-60.109.Lo Zeller, op, cit., p. 89, col quale in gran parte ci accordiamo nel concetto dell'ironia, ha riportato i vari giudizi profferiti da altri scrittori su quella forma, o momento che voglia dirsi, della conversazione socratica. Il citato libro del Lasaulx (pubblicato dopo il lavoro dello Zeller) contiene una determinazione del concetto dell'ironia, ch'è veramente speciosa. Secondo quell'autore (vedi p. 23), Socrate aveva una doppia coscienza: la comune ed ordinaria, che hanno tutti gli altri uomini, e quella tutta sua speciale, che era riposta nella ispirazione religiosa; sicchè, ogni volta che gli avvenisse di conversare o di disputare, dal confronto delle due coscienze veniva fuori il sentimento dell'ironia (!?).110.Vedi il notevole luogo dei Memor., IV, 5, 12: ἔφη δὲ καὶ τὸ διαλέγεσθαι ὀνομασθῆναι εκ τοῦ συνιόντας κοινῇ βουλεύσθαι διαλέγοντας κατὰ γένε τὰ πράγματα.111.Noi intendiamo dire, che il concetto socratico ha il carattere dell'identità; non che Socrate avesse avuto coscienza del principio d'identità. Vedi in séguito.112.Aristot. Metaph., XII, 4: ἀλλ'ὁ μὲν Σωκράτης τὰ καθόλου οὐ χοριστὰ ἐποίει οὐδὲ τοὺς ὁρισμούς.113.L'Hermann osserva giustamente:Geschichteecc., p. 326, nota 305, che la differenza del concetto socratico dall'idea platonica non è riposta nel carattere logico del processo.114.Opinione del Brandis.115.Mem., IV, a, 26: οἱ μὲν εἰδότες ἑαυτοὺς τά τε ἑπιτήδεια ἑαυτοῖς ἴσασι καὶ διαγιγνώσκουσιν ἃ τε δύνανται καὶ ἃ μή· καὶ ἅ μὲν ἐπίστανται πράττοντες πορίζονταί τε ὧν δέονται καὶ εὖ πράττουσιν.116.Zeller, op. cit., p. 83.117.Mem., IV, 6, 15: ὁπότε δὲ αὐτός τι τῷ λὁγῳ διεξίοι, διὰ τῶν μάλιστα δμολογουμένων ἐπορεύετο, νομίζων ταύτην τὴν ἀσφάλειαν εἶναι λόγου, la quale opinione Socrate cercava di rifermare con l'autorità di Omero, Od., VIII, v. 171. Cfr. Sen. Oecono., XIX, 15, e Dionys. Halic. de arte reth., XI, 8.118.Cfr. Metaph., XIII, 4, con Metaph., I, 6, e XIII, 9.119.Mem., II, 2, 1 e seg.; e III, 3, 2. Lo Strümpell ha troppo insistito su la precisione logica del Socratismo, e specialmente su la dimostrazione analogica: la quale non sarebbe, a parer nostro, difficile di ridurre alla forma generica dell'appercezione, perchè non vi sappiamo scorgere il carattere della sussunzione sillogistica.120.Specialmente Mem., IV, 2, 33. Vedi Brandis:Geschichte der griech, romisch, Philosoph., II, p. 36, e la critica dello Zeller, op. cit., p. 77, alla quale ha risposto Brandis rimanendo nella sua prima opinione:Entwickelungenecc., p. 235.121.Per es. Men., p. 98 B.122.Questa è l'opinione dello Strümpell.123.In questa determinazione è dato il limite della ricerca socratica.124.Per es. Platone.125.È inutile entrare in polemica coi sostenitori della contraria opinione.126.La storia dell'ellenismo non è stata ancora approfondita in questo lato, che pure è uno dei più ricchi e dei più attraenti; cfr. quanto abbiamo detto nel cap. II.127.Il solo libro completo su questa quistione è il già citato del Nägelsbach:Nachhomerische Theologie, Nürnberg, 1857.128.Mem., III, 9, 4; IV, 6, 6.129.Molte massime di questo genere sono state raccolte dallo Zeller, op. cit., p. 121.130.Sen. Mem., I, 1, 2; IV, 7, 6. Aristot. Metaph., I, 6. Σωκρὰτους δὲ περὶ μὲν τὰ ἠθικὰ πραγματευομένου, περὶ δὲ τῆς ὅλης φύσεως οὐθέν — e de part. ani. I, 1, τὸ δὲ ζητεῖν τὰ περὶ φύσεως ἒλεξε. Quanto all'opinione contraria dello Schleiermacher, del Brandis, del Ritter, del Süvern, e del Krische (*), vedi Zeller, op. cit., p. 93 e seg.131.̉Αμαθια, vedi Mem., I, 2, 49-50, II, 3, 18, IV, 2, 22, ovvero μανια, che una volta è considerata come opposta alla σοφια id., III, 9, 6, 7, ed un'altra come diversa dall'ἀμαθια, I, 2, 50.132.Mem., IV, 2, 19 e seg.133.Mem., IV, 6, 7: ὅ ἄρα ἐπίσταται ἓκαστος τοῦτο καὶ σοφὸς ἐστιν.134.Mem., IV, I, 2.135.Vedi su questa massima il Göttling nella citata dissertazione:Die delphischen Sprüche.136.Sen. Mem., IV, 2, 24, III, 9, 6. Plat. Charmid., p. 164 D. Alcib., I, p. 124 B.137.Stimiamo inutile discutere le opinioni di Schleiermacher, Brandis, Hegel e Rötscher. L'Hermann:Geschichteecc., p. 240, è molto indeterminato nell'analisi di questo concetto.138.Lo Strümpell, vedi op. cit., p. 136 e seg.139.Vedi in generale il bel dialogo con Eutidemo, Mem., IV, 2.140.Vedi specialmente p. 20 C-24 A.141.Plat. Theaet., p. 150 C. In questo luogo la più gran parte dei critici ammette una diretta reminiscenza storica; ma ciò non cambia per niente la nostra affermazione.142.Schleiermacher, op. cit., p. 295, ha trovato superficiale il dialogo senofonteo, o lo ha stimato incapace di produrre quell'effetto, che Platone fa da Alcibiade attribuire al discorso di Socrate Symp., p. 215 E e seg., perchè non ha saputo ravvisarvi il carattere concreto e positivo delle cause che lo determinavano.143.Aristoph. Av., v. 1555. Vedi, sul valore della parola ψυχαγωγιαRhein. Museum, vol. XVIII, p. 473.144.Strümpell, op. cit., p. 137 e 142.145.Lo Strümpell crede in fatti, op. cit., p. 36, necessario valersi principalmente dell'autorità di Platone, come di colui che più ha inteso il valore riformatorio di Socrate; ma non è forse questo un circolo vizioso?146.Mem., III, 6, e IV, 2. Cfr. Apol. Plat., p. 21 C e 29 E.147.Mem. IV, 6, 7: ὃ ἂρα ἐπιοταται ἓχαστος τοῦτο καὶ σοφός ἐστιν.148.Mem., I, 5, 4.149.Mem., I, 5, 3, id. 6, 5; II, i, II, ecc.150.Mem. IV, 5, 6.151.Cfr. Dronke, op. cit., p. 42;. Pfander, op. cit., p. 28; e vedi Steinthal nellaZeitschrift für Völkerpsychologie, vol. II, p. 303.152.Per es. Zeller, op. cit., p. 108.153.Sen. Symp., 2, 9.154.Mem., II, 2, 4.155.Vedi Strümpell, op. cit., p. 145, il quale a nostro parere è stato il primo, che abbia messo in piena luce l'elemento filosofico e socratico degli scritti di Senofonte, op. cit., pp. 482-509.156.Mem., I, 2, pp. 49-55.157.Nub., dal v. 1320 in poi.158.Questo difetto c'è nel Köchly, op. cit, passim.159.Hermann,Privatalterthümer, § 33, 2ª ed.160.Mem., II, 2.161.Vedi il citato Hermann, § 29.162.Sen. Symp, 8, 12 e seg. e cfr. Mem., I, 2, 29 e seg. 3, 8 e II, 6, 31.163.Questa è anche l'opinione dello Zeller, op. cit., p. 58.164.Mem., II, 4, 6 e seg.; id., 6, 21-29.165.Vedi il Jacobs,Vermischte Schriften, vol. II, p. 251: Jene Sitte enthält eben so, wie die Liebe zum andern Geschlechte, alle Elèmente des Edelsten und des Nichtswürdigsten, des Lasters, des Besten und des Schlechtesten in sich.166.Mem., III, 5. 21 e 9, 10; e cfr. ibid., I, 2, 9; e Plat. Apol., 31, E.167.Mem., III, 6; e IV, 2, 6 e seg.168.Mem., IV, 6, 6.169.Mem., III, 7. 9.170.Mem., IV, 4, 4: Plat. Apol., 34 D e seg.; e cfr. Phaed., 98 C e seg.171.Come vuole l'Hermann.172.Come vuole il Baur. Vedi su questa quistione lo Zeller,Der Platonische Staat, in seiner Bedeutung für die Folgezeit, nei citatiVorträgeecc., pp. 62-82.173.Mem., III, cap. 11.174.Come fa lo Zeller, op. cit., p. 75, nota 2ª.175.Questa è l'opinione di Brandis:Entwickelungenecc., p. 236, nota 49.176.Vedi su questo argomento l'Hermann:Privatalterthümer, § 29, con tutte le autorità ivi addotte, e specialmente John:The Hellenes, the history of the manners of the ancient Greeks, Londra, 1844, vol. II, p. 42.177.Vedi Jacobs:Vermischte Schriften, IV, p. 379 e seg.178.Mem., II, 6, 35 e cfr. III, 9, 8.179.Crit., 49 A e seg. e cfr. Rep., I, 334 B e seg.180.Questa è anche l'opinione dello Zeller, op. cit., p. 114.181.Il Mainers:Geschichte der Wissenschaften, II, P. 456 (*), pone una distinzione arbitraria fra il male arrecato sensibilmente all'inimico, e quella che può toccare il suo benessere interno, negando che quest'ultimo sia incluso nel χαχῶς ποιεῖν di Senofonte. Nè meno infondata è la supposizione del Brandis, secondo la quale Senofonte non avrebbe espresso interamente il pensiero di Socrate. Cfr. lo Strümpell, op. cit., p. 179, che ha tentato supplire Senofonte col Gorgia, p. 481.182.Vedi Döderlein:Lexicon Homericum, n. 536: e per l'etimologia il Curtius:Griechische Etymologie, p. 317.183.Così anche presso gli scrittori posteriori a Socrate, per es. Platone, vedi Ast:Lexicon Platonicums. v. ἀρετή, e segnatamente Crito, p. 117 B, Rep. I, p. 335 B. id. p. 353 B; Gorg. p. 506 D, ecc.184.Il Göttling, nella citata dissertazione:Die delphischen Spräche, ha cercato di mostrare, come i sette famosi proverbi, che erano scritti alla porta del tempio delfico, formassero già un insieme di vedute etiche, una specie di catechismo delle virtù cardinali, un eptalogo insomma dell'ellenismo. Cfr. in generale il Nägelsbach:Nachhomerische Theologie, p. 289 e seg.185.Cfr. specialmente Wigand:Das religiöse Element in der geschichtlichen Darstellung des Thukydides, Berlin, 1829.186.Cfr. le parole caratteristiche di Platone, Rep. X, p. 600 E, e risc. Prot., 118 E, e Gorg., 520 E. Quanto all'opinione contraria dello Schneidewin, loc. cit., non stimiamo opportuno farne qui argomento di polemica.187.Plat. Men. 91 B, 95 B; Gorg. 519 C; Soph. 223 A.188.Su la dottrina delle virtù secondo i Sofisti vedi Zeller, op. cit., vol. I, 3ª ed., p. 910 e seg.; e Schanz:Die Sophisten nach Plato, Göttingen, 1867, pp. 118.122.189.Cfr. Mem., IV, I, 2 e seg.190.La dissertazione del Dittrich:De Socratis sententia «Virtutem esse Scientiam», Brunsbergae, 1858, contiene una larga raccolta di luoghi di Platone e di Aristotele; ma le illazioni di quello scritto hanno poco a fare col Socrate della storia.191.Sen. Mem., III, 9, 5: ἔψη δὲ καὶ τὴν δικαιοσύνην καὶ τὴν ἄλλην πᾶσαν ἀροτην σοψιαν εἶναι e seg., ibid., II, 6, 39.192.Plut. Lach. 194 D: ἔκαστος... ἃ δε ἀμαδης ταῦτα δὲ κακός. La definizione ch'è presso Diogene Laerzio raccoglie in una forma più concisa il pensiero socratico, vedi II, 31: ἔλεγε δε και ἔν μόνον ἀγαδὸν εἶναι, τἡν ἐπιστἠμην, καὶ εν μόνον κακόν, τἡν ἀμαδίαν. Non crediamo nè opportuno nè necessario imprendere una polemica contro coloro, che, mettendo da banda la testimonianza di Senofonte e di Aristotele (Eth. ad Nicom. VI, 13, 3; id. VII, 13, 5; Eud. I, 5; cfr. Nicom. III, 8, 6), si sono sforzati di mostrare che Socrate riponesse in una istintiva e divina ispirazione il fondamento della virtù. Vedi specialmente il Mehring, il quale nel suo articolo:Sokrates als Philosoph, che è una recensione del libro di Lasaulx, nella:Zeitschrift für Philosophie und philosophische Kritik, vol. 36º, fasc. 1º, pp. 81-119, fondandosi sopra una falsa interpetrazione del Protagora e sopra un luogo molto equivoco del Menone, nega che Socrate tenesse la virtù per cosa che possa apprendersi; cfr. ibid., p. 100 e seg.193.Mem., IV, 6, 6.194.Mem., IV, 6, 4, 6.195.Sul concetto della σωοφροσύνη, vedi Mem., III, 9. 4; IV, 3, 1. Cfr. Zeller, op. cit., p. 99.196.Per es. Kühner:Proleg. ad Xenoph. Memor., 2ª ed., Gothae, 1857, pp. 4-10; Hurndall, op. cit., p. 29 e seg., ecc.197.Vedi il citato Buchholtz, pp. 84-94.198.Vedi Strümpell, op. cit., p. 93 e seg.199.Mem., I, 5, 5; II, I, 19; IV, 5. 9.200.Mem., IV, 6, 10-11; III, 9, 2.201.Mem., IV, 4, 16.202.L'Allihn:Die Grundlehren der Ethik, p. 277, vuol trovare i primi germi della valutazione incondizionata nella dottrina socratica. Noi non sappiamo seguire la sua opinione, la quale del resto è espressa con molta sobrietà.203.Aristot. Eth. Nicom., VI, 13, 5: Σωκράτης μὲν οὖν λόγους τὰς ἀρετὰς ᾤετο εἶναι ἐπιστήμας γὰρ εἶναι πάσας ήμεῖς δὲ μετὰ λόγου; cfr. Eth. Eud., I, 5: διόπερ εζήτει τί ἐστιν ἀρετή, ἀλλ'οῦ πῶς γίνεται και ἐκ τίνων.204.Mem., II, 6, 39: ὃσαι δ'εν ανθρώπις ἀρεται λέγονται, σκοπούμενος εύρήσεις πάσας μαθήαει τε καὶ μελέτη αυξανομένας.205.Mem., III, 9, I. E in un altro luogo le convinzioni religiose sono considerate come eccitamento alla virtù, I, 4, 19.206.Vedi Hartenstein:De psychologiae vulgaris origine ab Aristotele repetenda; e lo stesso:Ueber den wissenschaftlichen Werth der Ethik des Aristoteles, ristampato nelleHistorisch-philosophische Abhandlungendello stesso autore, Leipzig, 1870, pp. 107-127, 240-305.207.Specialmente il Dissen nel citato scritto, p. 59-88.208.Questa opinione è stata indirettamente favorita dallo Schleiermacher o. c. 290 e seg. e poi messa tanto in onore dal Brandis, che per molti anni ha esercitato la critica dei filosofi e dei filologi. Il Brandis dal suo primo lavoro (Rhein, Museum, 1837) fino all'ultima storia che ha scritto della Filosofia greca (Die Entwickelungenecc., 1862) non si è potuto mai liberare da una falsa valutazione della testimonianza di Senofonte. Uno dei più dichiarati avversari del Socrate senofonteo è il Ribbing, vedi:Genetische Darstellung der platonischen Ideenlehre, Leipzig, 1863, p. 40 e seg., dove l'autore si sforza di redarguire d'inconseguenza tutti gli altri espositori del Socratismo. Noi qui osserviamo che la critica storica non si può fare coi postulati alla mano, e che non sappiamo vedere col Ribbing nel Socrate senofonteo l'espressione sistematica dell'immoralità. Cfr. dello stesso autore:Om Sokrates. Upsala, 1846, e spec. p. 43 e seg. il quale libro non abbiamo potuto bene esaminare, per esserci arrivato troppo tardi.209.Lo Zeller ha raccolto tutti i luoghi che mettono in chiaro questo concetto, op. cit., p. 101-106, ma ha poi sacrificato al suo proprio criterio soggettivo la ragione storica della posizione socratica; su la quale ha finito per pronunziare giudizi in gran parte sfavorevoli.210.Argomento sul quale molti critici sono tornati da Schleiermacher in poi.211.Stimiamo inutile addurre i molti luoghi dei Memorabili dai quali risulta questa determinazione; basti ricordare il concetto dell'εὐπραξία III, 9, 14, il quale manifestamente rivela come la indeterminata rappresentazione del benessere, del ben vivere, del buon esito, che era espressa dall'eὖ fosse determinata dalla costanza della πρᾶξις, in quanto diversa dall'εὐτυχία.212.Mem., III, 8, I e seg.213.Il Brandis ed il Dissen hanno ammessa questa confusione nel Socrate senofonteo, contro la esplicita testimonianza di Sen. Mem. IV, 5, 10; ibid. 6; e 8, 11. Cfr. Hermann:Geschichteecc., p. 335, nota 348; e Hurndall, op. cit., p. 37.214.Mem., IV, 6, 8 e seg.215.L'Alberti, op. cit., p. 100 e seg., parla del concetto della perfezione morale, della educazione completa dell'uomo al principio assoluto della moralità, dell'idea sostanziale del bene, e di altre cose simili, che sono tutte estranee al Socrate della storia.216.Vedi specialmente Mem., IV, 1, 2.217.In questo concetto ci accordiamo interamente con lo Strümpell, op. cit., p. 134.218.Non è questo il luogo per sviluppare un concetto tanto complicato, qual'è quello dell'εὐδαιμονία nella storia della cultura greca; e ci limiteremo ad osservare, che ci pare affatto infondato il giudizio dello Zeller, il quale, op. cit., p. 103 nota 4ª, parla del concetto della felicità come di quello che nella sua generalità costituiva l'ideale di tutti gli antichi filosofi. Quanta diversità non corre solo fra Socrate e Platone? e molto più fra questo ed Aristotele?219.Eth. Nicom., III, 8, 6. Δοκεῖ δε καὶ ἡ ἐμπειρια ἡ περὶ ἕκαστα ἀνδρία τις εἶναι ὂθεν δ Σωκράτης ᾠήθη ἐπιστήμην εἶναι τὴν ἀνδρίαν. In questo luogo è chiaro che la parola ἐμπειρία appartiene al testo di Aristotele, e non alla sentenza socratica che v'è riferita. È l'Hurndall, op. cit., p. 28, che principalmente ha insistito a voler provare, che il sapere socratico sia empirico.220.Specialmente il citato Brandis, la cui opinione è stata recisamente rigettata come arbitraria dall'Hermann:Geschichteecc., p. 251.221.Vedi su la falsa interpretazione di Aristotele fatta dall'Hurndall, loc. cit., Strümpell, op. cit., p. 159.222.Mem., IV, 2, 19 e seg.223.Mem., III, 9.224.In questa determinazione abbiamo seguito la facile e naturale interpretazione dello Strümpell, op. cit., p. 138, ch'è pure quella dell'Hermann:Geschichteecc., p. 253 e nota 340, senza impacciarci in una quistione astrusa sollevata dal Brindis:Rhem. Museum, I, p. 136; cfr.Entwickelungenecc., p. 237 e seg. ed Hurndall, op. cit., p. 39.225.Mem., I, 4, 2-19. In questo luogo è notevole che Socrate sia spinto dall'incredulità di Aristodemo a tentare una pruova dell'esistenza della divinità (καταμαθὼν γὰρ αὐτὸν οὔτε θύοντα τοῖς θεοῖς οὔτε μαντικῇ χρώμενον, ἀλλὰ και τῶν ποιούτων ταῦτα καταγελῶντα); la qual cosa mostra chiaramente quanto sia fondata la nostra opinione, che egli non si fosse punto proposto di allontanarsi dal concetto tradizionale della religiosità positiva, perchè era alla conferma delle pratiche del culto che mirava la dimostrazione. Cfr. Sext. Emp. adv. Math. IX, 92 e seg. Tutti i luoghi dei Memorabili, che concernono la teologia di Socrate, sono stati raccolti dall'Hummel:De Theologia Socratis in Xenoph. Comment. tradita, Gottingae, 1839; col quale autore noi non ci accordiamo quanto all'interpretazione.226.La difficoltà di Aristodemo è formulata nelle parole: εἴπερ γε μὴ τύχῃ τινί, ἀλλὰ ύπὸ γνώμης ταῦτα (ossia le cose naturali) γίγνεται, I, 4, 4.227.La dimostrazione socratica dal bel principio formula il suo risultato nelle parole: Πρέπει μν τέἀ ἐπ' ὠφελείᾳ γιγνόμενα γνώμες ἔργα εἶναι I, 4, 5.228.Questo nostro concetto apparisce chiaro sì dalla varietà degli elementi intuitivi, che fanno parte della dimostrazione nel suo largo sviluppo, come dall'intento pratico di rettificare una falsa rappresentazione della santità e del culto religioso.229.Mem., I, 1, 19..... ἡγεῖτο πάντα μὲν θεοὺς εὶδέναι..... I, 3, 3. οὔτε τοῖς δεοῖς ἔφη καλῶς ἔχειν I, 4, 11 e seg. ove si discute della provvidenza delta divinità (οἱ δεοί); e IV, 3, 3. In altri luoghi, è adoperato semplicemente δεός I, 4, 13, 17; IV, 3, 6; e δεοἶν I, 4, 18.230.Mem., I, 1, 2 e seguenti e conf. IV, 3, 16.231.Mem., I, 4, 5: ὁ ἐξ ἀρχῆς ποιῶν. id. 17: ἔοικε ταῦτα (le cose naturali) σοποῦ τινος δημιουργοῦ καὶ φιλοζὡου τεχνἡματι (γἱγνεσθαι) id. 17 τὴν τοῦ δεοῦ φρὁνησιν..... τὸν τοῦ δεου ὁφθαλμον; IV, 3, 13: ὁ τὸν ὃλον κόσμον συντἁττων καὶ αυνέχων.232.Mem., IV, 3, 13. Quanto al Krische;Forschungen etc.p. 220 (*), che considera apocrifo il luogo, vedi Zeller, op. c., p. 118 n. 2. Il Dindorf nell'edizione di Oxford, 1862, e nella 3ª ed. di Lipsia, Teubner, 1865, ha rigettato come apocrifo l'intero capitolo; ma le sue ragioni sono state bene ribattute dal Breitenbach nella 3ª ed. dei Memorabili, Berlino 1863. Introd. p. 8-10.233.Zeller, op. c., p. 116-120.234.Zeller, op. cit. p. 117 e 110.235.Vedi tutto il citato luogo Mem., I, 4, 2 e seg.236.Quelli che non hanno intesa l'importanza di questa posizione storica sono stati costretti ad ammettere, che Socrate seguisse una doppia maniera di esposizione, adattandosi per convenienza alle forme politeistiche, per es. Hummel, op. cit., p. 10, e Denis:Histoire des idées morales dans l'antiquité(*) I, p. 79. Cfr. Zeller, op. cit., p. 120, che rigetta questa falsa interpretazione.237.Hummel, op. cit., p. 14 e seg., ha voluto condursi con troppo spirito di conseguenza nel mettere insieme i predicati della divinità, che si trovano qua e là nei Memorabili.238.Mem., I, 4, 8, 17 e seg e IV, 3, 12 e seg.239.Mem., I, 1, 6; 3, 4; 4, 14; 7, 6; II, 2, 14; IV, 3, 12-14 ecc.240.Vedi, per es., su la psicologia di Pindaro e di Eschilo il citato libro del Buchholtz, pp. 17-39, e pp. 131-146.241.Mem., IV, 3, 14: ἡ φυχἡ, ἤ, εἴπερ καὶ αλλο τῶν ὰνθρωπίνων, τοῦ θείον μετέχει.242.Apol., p. 40 e seg.243.Cirop., VIII, 7, 19 e seg.244.Ammenochè non si affermi così apoditticamente come fa il Brandis:Entwickelungenecc., p. 244.245.Gorgia, p. 523 e seg. Lo Strümpell, op. cit., p. 181, ha voluto con troppa sicurezza inferire da questo luogo, che la convinzione dell'immortalità fosse a quel tempo qualcosa di tanto nuovo, da dover eccitare la maraviglia.
1.Era già quasi al termine questa ristampa, quando è stato pubblicato il dotto volume delloZuccante,Socrate, Fonti, ambiente, vita, dottrina (Torino, Bocca, 1909).
1.Era già quasi al termine questa ristampa, quando è stato pubblicato il dotto volume delloZuccante,Socrate, Fonti, ambiente, vita, dottrina (Torino, Bocca, 1909).
2.Cfr.Rendiconto dell'Accademiaecc., anno X, quad. da gennaio a marzo, pp. 24-28, Napoli, 1871. L'Accademia ha accordato una parte del premio ad uno dei concorrenti, il prof. Brofferio di Milano; senza concedergli il dritto della stampa negli Atti.
2.Cfr.Rendiconto dell'Accademiaecc., anno X, quad. da gennaio a marzo, pp. 24-28, Napoli, 1871. L'Accademia ha accordato una parte del premio ad uno dei concorrenti, il prof. Brofferio di Milano; senza concedergli il dritto della stampa negli Atti.
3.Il lavoro del Volkmann:Die Lehre des Sokrates, Prag, 1861, non c'è riuscito averlo, per quante ricerche ne avessimo fatte.
3.Il lavoro del Volkmann:Die Lehre des Sokrates, Prag, 1861, non c'è riuscito averlo, per quante ricerche ne avessimo fatte.
4.Su la posizione di Socrate in Atene, cfr. sovrattutto Köchly:Sokrates und sein Volk, akademischer Vortrag, riprodotto negliAkademische Vorträgedello stesso autore, Zürich, vol. I, pp. 221-386; il quale scritto, quantunque metta a profitto alcuni particolari poco storici solo per colorire il quadro (e l'autore stesso non ignora questa circostanza, vedi p. 242, nota 2ª), è una riproduzione molto fedele delle condizioni del tempo.
4.Su la posizione di Socrate in Atene, cfr. sovrattutto Köchly:Sokrates und sein Volk, akademischer Vortrag, riprodotto negliAkademische Vorträgedello stesso autore, Zürich, vol. I, pp. 221-386; il quale scritto, quantunque metta a profitto alcuni particolari poco storici solo per colorire il quadro (e l'autore stesso non ignora questa circostanza, vedi p. 242, nota 2ª), è una riproduzione molto fedele delle condizioni del tempo.
5.Per questa data, che risulta dalla combinazione critica di diversi ragguagli, confronta lo Zeller, op. cit., p. 39, nota 1ª. L'accusa riferita da Senofonte, Memor., I, 1, 1, è presso a poco autentica (τοιάδε τις ἧν) e non differisce che per l'espressione εἰσεγούμενος, invece di εἰσφέρων, dalla forma nella quale la riporta Favorino presso Laerzio (II, 40). Platone la riferisce con altra disposizione, Apol. 24 B; ma la fa precedere dall'ἒχει δέ πως ὧδε; vedi Stallbaun ad locum, ed. IV, e Cron:Einleitung in die platonische Apologie, ed. 3ª, § 31 e 54.
5.Per questa data, che risulta dalla combinazione critica di diversi ragguagli, confronta lo Zeller, op. cit., p. 39, nota 1ª. L'accusa riferita da Senofonte, Memor., I, 1, 1, è presso a poco autentica (τοιάδε τις ἧν) e non differisce che per l'espressione εἰσεγούμενος, invece di εἰσφέρων, dalla forma nella quale la riporta Favorino presso Laerzio (II, 40). Platone la riferisce con altra disposizione, Apol. 24 B; ma la fa precedere dall'ἒχει δέ πως ὧδε; vedi Stallbaun ad locum, ed. IV, e Cron:Einleitung in die platonische Apologie, ed. 3ª, § 31 e 54.
6.Vedi le parole del Fedone in fine: Ἣδε ἡ τελευτὴ, ὦ Ἐχέκρατες, τοῦ ἐταίρου ἡμῖν ἐγένετο, ἀνδρὸς, ὡς ἡμεῖς φαῖμεν ἂν, τῶν τότε, ὦν ἐπειράθημεν, ἀρίστου, καὶ ἄλλως φρονιμωτάτου καὶ δικαιοτάτου.
6.Vedi le parole del Fedone in fine: Ἣδε ἡ τελευτὴ, ὦ Ἐχέκρατες, τοῦ ἐταίρου ἡμῖν ἐγένετο, ἀνδρὸς, ὡς ἡμεῖς φαῖμεν ἂν, τῶν τότε, ὦν ἐπειράθημεν, ἀρίστου, καὶ ἄλλως φρονιμωτάτου καὶ δικαιοτάτου.
7.Apol. p. 36 A-38 B. La contraria testimonianza dell'apologia, falsamente attribuita a Senofonte (§ 23), non ha alcun valore. Sul carattere apocrifo di quello scritto cfr. la dissertazione di Arnold Hug:Die Unächtheit der dem Xenophon zugeschriebenen Apologie des Sokrates, riportata in fine del succitato libro del Köchly, p. 430 e seg.
7.Apol. p. 36 A-38 B. La contraria testimonianza dell'apologia, falsamente attribuita a Senofonte (§ 23), non ha alcun valore. Sul carattere apocrifo di quello scritto cfr. la dissertazione di Arnold Hug:Die Unächtheit der dem Xenophon zugeschriebenen Apologie des Sokrates, riportata in fine del succitato libro del Köchly, p. 430 e seg.
8.Crit. p. 44 B-D, e 44 E-46 A.
8.Crit. p. 44 B-D, e 44 E-46 A.
9.Mem. IV, 8, 2; e Phaed. 58 A e seg.
9.Mem. IV, 8, 2; e Phaed. 58 A e seg.
10.Vedi la bella discussione del Critone p. 46 C, 48 B, e segnatamente p. 47 C. καὶ περὶ τῶν δικαίον — ἣ ουδέν ἐστὶ τοῦτο; e p. 48 A, nel quale luogo bisogna sempre fare astrazione della differenza troppo accentuata che v'è posta fra l'opinione ed il sapere, ch'è di carattere platonico.
10.Vedi la bella discussione del Critone p. 46 C, 48 B, e segnatamente p. 47 C. καὶ περὶ τῶν δικαίον — ἣ ουδέν ἐστὶ τοῦτο; e p. 48 A, nel quale luogo bisogna sempre fare astrazione della differenza troppo accentuata che v'è posta fra l'opinione ed il sapere, ch'è di carattere platonico.
11.Cfr. le formule: εἰ ταύτῃ τοῖς θεοῖς φίλον, ταύτῃ ἔστο Crit. 43 D; τοῦτο μεν ἲτο ὅπῃ το θεῶ φίλον, Apol. 19 A, ἁναγκαῖον ἑδόκει εἶναι τό τοῦ θεοῦ περὶ πλείστου ποιεῖσθαι, ibid. 21 E. Quanto al Grate, che attribuisce a Socrate, op. cit., p. 654 e seg., un proposito troppo dichiarato di affrontare la morte nell'interesse dei suoi principi, ed a conferma delle sue opinioni, vedi le giustissime osservazioni in contrario dello Zeller, op. cit., p. 133.
11.Cfr. le formule: εἰ ταύτῃ τοῖς θεοῖς φίλον, ταύτῃ ἔστο Crit. 43 D; τοῦτο μεν ἲτο ὅπῃ το θεῶ φίλον, Apol. 19 A, ἁναγκαῖον ἑδόκει εἶναι τό τοῦ θεοῦ περὶ πλείστου ποιεῖσθαι, ibid. 21 E. Quanto al Grate, che attribuisce a Socrate, op. cit., p. 654 e seg., un proposito troppo dichiarato di affrontare la morte nell'interesse dei suoi principi, ed a conferma delle sue opinioni, vedi le giustissime osservazioni in contrario dello Zeller, op. cit., p. 133.
12.Intorno a questo periodo molto oscuro e complicato della storia ateniese, cfr. Curtius, op. cit., vol. III, pp. 53-118.
12.Intorno a questo periodo molto oscuro e complicato della storia ateniese, cfr. Curtius, op. cit., vol. III, pp. 53-118.
13.Sul carattere di questa reazione religiosa, cfr. specialmente il Roscher:Leben des Thukydides, p. 215 e seg.
13.Sul carattere di questa reazione religiosa, cfr. specialmente il Roscher:Leben des Thukydides, p. 215 e seg.
14.È inutile accennare tutti i giudizi, più o meno patetici, degli antichi retori e degli umanitari moderni, perchè nè gli uni, nè gli altri sono stati in grado d'intendere le ragioni storiche di quel complicato avvenimento.
14.È inutile accennare tutti i giudizi, più o meno patetici, degli antichi retori e degli umanitari moderni, perchè nè gli uni, nè gli altri sono stati in grado d'intendere le ragioni storiche di quel complicato avvenimento.
15.Il Fréret è stato il primo che nelle sue:Observations sur les causes et sur quelques circostances de la condamnation de Socrate, ved.Mém, de l'Académie des Inscriptions, vol. 47, p. 217 e seg., abbia cercato di indagare, dal punto di vista storico e giuridico, le ragioni e lo sviluppo di quel processo.
15.Il Fréret è stato il primo che nelle sue:Observations sur les causes et sur quelques circostances de la condamnation de Socrate, ved.Mém, de l'Académie des Inscriptions, vol. 47, p. 217 e seg., abbia cercato di indagare, dal punto di vista storico e giuridico, le ragioni e lo sviluppo di quel processo.
16.Vedi su molte di queste opinioni, riprodotte anche in libri recenti, lo Zeller, op. cit., p. 140, n. 5ª.
16.Vedi su molte di queste opinioni, riprodotte anche in libri recenti, lo Zeller, op. cit., p. 140, n. 5ª.
17.Questo contrasto è stato per la prima volta rilevato dall'Hegel:Geschichte der Philosophie, vol. II, pp. 81-105, con vivacità di colorito e con una certa precisione storica; ma è stato poi tanto esagerato dal Rötscher:Aristophanes und sein Zeitalter, pp. 247-271, che, guadagnando molto in estetica efficacia, ha perduto interamente il carattere di una determinazione storica.
17.Questo contrasto è stato per la prima volta rilevato dall'Hegel:Geschichte der Philosophie, vol. II, pp. 81-105, con vivacità di colorito e con una certa precisione storica; ma è stato poi tanto esagerato dal Rötscher:Aristophanes und sein Zeitalter, pp. 247-271, che, guadagnando molto in estetica efficacia, ha perduto interamente il carattere di una determinazione storica.
18.Questa giustificazione è l'intento del libro del Forchhammer:Die Athener und Sokrates, Die Gesetzlichen und der Revolutionär, Berlin, 1837, nel quale non sai se hai più ad ammirare l'ostinazione fanatica in un falso concetto, o la derisione d'ogni criterio storico. Delle molte monografie, cui ha dato occasione lo scritto del Forchhammer, non c'è riuscito di procurarcene alcuna. Quella dell'olandese Limburg Brouwer;Apologia Socratis contra Meleti redivivi calumniam, Groning, 1838, tanto lodata dallo Stallbaun, v. proleg. ad Apol. Plat. ediz. IV, è considerata dallo Zeller, op. cit., p. 152, n. 2ª, come un lavoro superficiale.
18.Questa giustificazione è l'intento del libro del Forchhammer:Die Athener und Sokrates, Die Gesetzlichen und der Revolutionär, Berlin, 1837, nel quale non sai se hai più ad ammirare l'ostinazione fanatica in un falso concetto, o la derisione d'ogni criterio storico. Delle molte monografie, cui ha dato occasione lo scritto del Forchhammer, non c'è riuscito di procurarcene alcuna. Quella dell'olandese Limburg Brouwer;Apologia Socratis contra Meleti redivivi calumniam, Groning, 1838, tanto lodata dallo Stallbaun, v. proleg. ad Apol. Plat. ediz. IV, è considerata dallo Zeller, op. cit., p. 152, n. 2ª, come un lavoro superficiale.
19.Per sobrietà di giudizi ed accorgimento critico l'esposizione che fa lo Zeller, op. cit., pp. 138-165, dei motivi dell'accusa, e della relativa giustizia della condanna, non lascia a desiderare di meglio. In generale, il Köchly, op. cit. passim, fa troppo avvertire, che egli era preoccupato dal pensiero di giustificare gli Ateniesi.
19.Per sobrietà di giudizi ed accorgimento critico l'esposizione che fa lo Zeller, op. cit., pp. 138-165, dei motivi dell'accusa, e della relativa giustizia della condanna, non lascia a desiderare di meglio. In generale, il Köchly, op. cit. passim, fa troppo avvertire, che egli era preoccupato dal pensiero di giustificare gli Ateniesi.
20.Cfr. Curtius, op. cit. e segnatamente pp. 90-92 e 114-118.
20.Cfr. Curtius, op. cit. e segnatamente pp. 90-92 e 114-118.
21.Vedi Mem. I, 2, 32-38.
21.Vedi Mem. I, 2, 32-38.
22.Vedi Mem. I, 2, 48; Plat. Apol. 20 E e seg.
22.Vedi Mem. I, 2, 48; Plat. Apol. 20 E e seg.
23.L'aneddoto, riferito da Val. Mass. VI, 4, 2, da Cic. de orat. I, 54, da Quint. Instit. II, 15, 30. XI, I, II, e da Stobeo Floril. 7, 56, che Lisia avesse offerto a Socrate una orazione apologetica, non ci pare possa essere affatto sfornita di fondamento.
23.L'aneddoto, riferito da Val. Mass. VI, 4, 2, da Cic. de orat. I, 54, da Quint. Instit. II, 15, 30. XI, I, II, e da Stobeo Floril. 7, 56, che Lisia avesse offerto a Socrate una orazione apologetica, non ci pare possa essere affatto sfornita di fondamento.
24.La caratteristica, che Platone mette in bocca ad Alcibiade in fine del Symp. p. 215 e seg., ritrae al vivo questa situazione psicologica.
24.La caratteristica, che Platone mette in bocca ad Alcibiade in fine del Symp. p. 215 e seg., ritrae al vivo questa situazione psicologica.
25.Τὸ δὲ μεδενὶ ἀνθρώπον ὅμοιον εἶναι μήτε τῶν παλαιῶν μήτε τῶν νῦν ὄντων, τοῦτο ἄξιον παντὸς θαύματος, Sym. Plat. p. 221 C.
25.Τὸ δὲ μεδενὶ ἀνθρώπον ὅμοιον εἶναι μήτε τῶν παλαιῶν μήτε τῶν νῦν ὄντων, τοῦτο ἄξιον παντὸς θαύματος, Sym. Plat. p. 221 C.
26.Curtius, op. cit., vol. III, p. 90.
26.Curtius, op. cit., vol. III, p. 90.
27.A proposito del processo contro i capitani vincitori della battaglia alle Arginuse, cfr. Sen. Mem. I, I, 18, 2, 31 e seg. e IV, 4, 2; id. Hist. Graeca I, 7, 15; Platone Apol. p. 32 A. Su quell'importante avvenimento cfr. Grote, vol. VIII, p. 238-285.
27.A proposito del processo contro i capitani vincitori della battaglia alle Arginuse, cfr. Sen. Mem. I, I, 18, 2, 31 e seg. e IV, 4, 2; id. Hist. Graeca I, 7, 15; Platone Apol. p. 32 A. Su quell'importante avvenimento cfr. Grote, vol. VIII, p. 238-285.
28.Cfr. Plat. Symp. 219 E. e seg.; Apol. 28 E; Lach., 181 A.
28.Cfr. Plat. Symp. 219 E. e seg.; Apol. 28 E; Lach., 181 A.
29.Sen. Mem. IV, 6, 10, e cfr. I, I, 16. Il concetto del coraggio costituisce l'argomento del Lachete, il quale, se anche non appartenesse a Platone come vuole lo Schaarschmidt:Die Sammlung der platonischen Schriften, p. 406 e seg., contiene ad ogni modo lo sviluppo dialettico di un pensiero socratico.
29.Sen. Mem. IV, 6, 10, e cfr. I, I, 16. Il concetto del coraggio costituisce l'argomento del Lachete, il quale, se anche non appartenesse a Platone come vuole lo Schaarschmidt:Die Sammlung der platonischen Schriften, p. 406 e seg., contiene ad ogni modo lo sviluppo dialettico di un pensiero socratico.
30.Plat. Apol. 33 A: ἐγὼ δὲ διδάσκαλος μὲν οὐδενὸσ πώποτ' ἐγενόμην.
30.Plat. Apol. 33 A: ἐγὼ δὲ διδάσκαλος μὲν οὐδενὸσ πώποτ' ἐγενόμην.
31.Platone, Symp. p. 215 A e seg.
31.Platone, Symp. p. 215 A e seg.
32.Platone, Prolog. 335 D-326 C, e le note dei commentatori. Alleghiamo questo luogo solo come testimonianza storica, prescindendo dai giudizii che Platone fa pronunziare a Protagora. Cfr. Schoemann:Griechische Altertümer, vol. I, p. 518 e seg., ed. 2ª, ed Herdmann:Griechische Privatalterthümer, 2ª ed., § 34 e seg. con le autorità ivi addotte; e vedi le note dei commentatori d'Aristofane Nub. v. 963-72 ed Equit. v. 188 e 992, e specialmente Th. Kock, nell'ed. di Weidmann, Berlino, 1862-67.
32.Platone, Prolog. 335 D-326 C, e le note dei commentatori. Alleghiamo questo luogo solo come testimonianza storica, prescindendo dai giudizii che Platone fa pronunziare a Protagora. Cfr. Schoemann:Griechische Altertümer, vol. I, p. 518 e seg., ed. 2ª, ed Herdmann:Griechische Privatalterthümer, 2ª ed., § 34 e seg. con le autorità ivi addotte; e vedi le note dei commentatori d'Aristofane Nub. v. 963-72 ed Equit. v. 188 e 992, e specialmente Th. Kock, nell'ed. di Weidmann, Berlino, 1862-67.
33.Vedi Curtius, op. cit., vol. II, p. 137.
33.Vedi Curtius, op. cit., vol. II, p. 137.
34.Vedi il discorso che Tucidide fa pronunziare a Pericle, lib. II, § 37, e cfr. i luoghi addotti dallo Schoemann, op. cit., vol. I, p. 515-17.
34.Vedi il discorso che Tucidide fa pronunziare a Pericle, lib. II, § 37, e cfr. i luoghi addotti dallo Schoemann, op. cit., vol. I, p. 515-17.
35.P. e Mem. I, 2, 56, 57. 58; III, I, 4; IV, 6, 15, ecc. ecc. Nella citazione di Simonide presso Platone nel Protagora 339 A può anche ammettersi una reminiscenza socratica; cfr. Strümpell,Geschichte der praktischen Philosophie der Griechen, p. 52.
35.P. e Mem. I, 2, 56, 57. 58; III, I, 4; IV, 6, 15, ecc. ecc. Nella citazione di Simonide presso Platone nel Protagora 339 A può anche ammettersi una reminiscenza socratica; cfr. Strümpell,Geschichte der praktischen Philosophie der Griechen, p. 52.
36.Potrebbe veramente addursi come testimonianza il Critone, p. 50 B; cfr. Alberti, op. cit, p. 45.
36.Potrebbe veramente addursi come testimonianza il Critone, p. 50 B; cfr. Alberti, op. cit, p. 45.
37.Questa impossibilità, già indistintamente accennata da questo o quello scrittore, è stata per la prima volta messa in chiaro dall'Hermann:De Socratis magistris et juvenili disciplina,Marburgi, 1837; e cfr dello stesso autore:Geschichte uad System der platonischen Philosophie, Heidelberg, 1839, lib. I, p. 50 e note 94-98; lib. II, p. 233 e seg.
37.Questa impossibilità, già indistintamente accennata da questo o quello scrittore, è stata per la prima volta messa in chiaro dall'Hermann:De Socratis magistris et juvenili disciplina,Marburgi, 1837; e cfr dello stesso autore:Geschichte uad System der platonischen Philosophie, Heidelberg, 1839, lib. I, p. 50 e note 94-98; lib. II, p. 233 e seg.
38.Vedi queste false tradizioni raccolte dallo Zeller, op. cit., p. 41 e seg., e specialmente la succitata dissertazione dell'Hermann.
38.Vedi queste false tradizioni raccolte dallo Zeller, op. cit., p. 41 e seg., e specialmente la succitata dissertazione dell'Hermann.
39.Vedi a questo proposito il succitato Zeller, p. 53 e seg. Il Lasaulx ripete senza scrupoli tutti i vecchi errori, op. cit., p. 6 e seg. Nè il Volquardson:Die Genesis des Sokrates, inRhein. Museum, vol. XIX, p. 514 e seg., nè l'Alberti, op. cit., p. 41-55. son riusciti ad invalidare il risultato critico dell'Hermann, con tutti gli sforzi che hanno fatti per ristabilire la genesi della coscienza socratica.
39.Vedi a questo proposito il succitato Zeller, p. 53 e seg. Il Lasaulx ripete senza scrupoli tutti i vecchi errori, op. cit., p. 6 e seg. Nè il Volquardson:Die Genesis des Sokrates, inRhein. Museum, vol. XIX, p. 514 e seg., nè l'Alberti, op. cit., p. 41-55. son riusciti ad invalidare il risultato critico dell'Hermann, con tutti gli sforzi che hanno fatti per ristabilire la genesi della coscienza socratica.
40.La data della rappresentazione delle Nuvole risulta dall'ipotesi 5ª; ved. Kock:Einleitung in die Wolken, Berlin, 1862, § 24.
40.La data della rappresentazione delle Nuvole risulta dall'ipotesi 5ª; ved. Kock:Einleitung in die Wolken, Berlin, 1862, § 24.
41.Socrate fu argomento di satira per molti comediografi, p. e. Ameipsia nel Conno, vedi Meineke:Frag. Com., I, p. 403 e seg.; Eupoli nei Bapti, vedi Fritzsche:Quaestiones Aristophaneae, e notatamente:De Socrate veterum Comicorum, pp. 99-297; e aggiungi la recentissima dissertazione del Peters:De Socrate qui est in Atticorum Antiqua Comoedia, Lipsiae, 1869. La stessa Apologia di Platone considera Aristofane come organo di una opinione più generale, perchè oltre a parlare sempre di πρῶτοι κατήγοροι come di quelli che avevano educato il popolo (παραλαμβάνοντεσ) ad una falsa opinione intorno a Socrate, quando passa a riassumere in forma di un'accusa le opinioni correnti, p. 19 C, soggiunge: τοιαύτη τίς ἐστι (ἡ γραφή) ταῦτα γὰρ ἑωρᾶτε καὶ αὐτοὶ ἐν τῇ Ἀριστοφάνους κωμωδιᾳ cfr. pag. 18 B.
41.Socrate fu argomento di satira per molti comediografi, p. e. Ameipsia nel Conno, vedi Meineke:Frag. Com., I, p. 403 e seg.; Eupoli nei Bapti, vedi Fritzsche:Quaestiones Aristophaneae, e notatamente:De Socrate veterum Comicorum, pp. 99-297; e aggiungi la recentissima dissertazione del Peters:De Socrate qui est in Atticorum Antiqua Comoedia, Lipsiae, 1869. La stessa Apologia di Platone considera Aristofane come organo di una opinione più generale, perchè oltre a parlare sempre di πρῶτοι κατήγοροι come di quelli che avevano educato il popolo (παραλαμβάνοντεσ) ad una falsa opinione intorno a Socrate, quando passa a riassumere in forma di un'accusa le opinioni correnti, p. 19 C, soggiunge: τοιαύτη τίς ἐστι (ἡ γραφή) ταῦτα γὰρ ἑωρᾶτε καὶ αὐτοὶ ἐν τῇ Ἀριστοφάνους κωμωδιᾳ cfr. pag. 18 B.
42.Lo Zeller, op. cit., p. 143 e seg., ha raccolta e criticata una gran parte dei recenti giudizi su le Nuvole di Aristofane; ed il Köchly, op. cit., p. 233 e seg., ne ha, a nostro parere, meglio di qualunque altro critico, esposti i motivi e lo sviluppo. Di tutte le false opinioni, cui ha dato luogo la commedia di Aristofane, nessuna è tanto nociva allo spirito del Socratismo, quanto quella che fa supporre Socrate inteso nella sua prima età agli studi della filosofia naturale. E ci par strano veder ricomparire questa infondata opinione nell'ultimo libro del Brandis:Die Entwickelungen der griechischen Philosophie, Berlin, 1862, vol. I, p. 236.
42.Lo Zeller, op. cit., p. 143 e seg., ha raccolta e criticata una gran parte dei recenti giudizi su le Nuvole di Aristofane; ed il Köchly, op. cit., p. 233 e seg., ne ha, a nostro parere, meglio di qualunque altro critico, esposti i motivi e lo sviluppo. Di tutte le false opinioni, cui ha dato luogo la commedia di Aristofane, nessuna è tanto nociva allo spirito del Socratismo, quanto quella che fa supporre Socrate inteso nella sua prima età agli studi della filosofia naturale. E ci par strano veder ricomparire questa infondata opinione nell'ultimo libro del Brandis:Die Entwickelungen der griechischen Philosophie, Berlin, 1862, vol. I, p. 236.
43.L'opinione comune, che riporta la nascita di Senofonte all'anno 445 a. C. (o fino al 450 secondo la notizia di Stesiclide presso Laerzio, II, 56) è stata su le tracce del Cobet;Novae Lectiones(*) p. 535 dimostrata falsa dal Bergk:Philologus, vol. XVIII, p. 247, che fa discendere la data al 429 a. C. Questa opinione, che ha in suo favore l'esatta interpetrazione dell'Anabasi III, 1, 25, è stata seguita anche dal Curtius, op. cit., vol. III, p. 496, e nota alla p. 772; e dall'Alberti, op. cit., p. 8.
43.L'opinione comune, che riporta la nascita di Senofonte all'anno 445 a. C. (o fino al 450 secondo la notizia di Stesiclide presso Laerzio, II, 56) è stata su le tracce del Cobet;Novae Lectiones(*) p. 535 dimostrata falsa dal Bergk:Philologus, vol. XVIII, p. 247, che fa discendere la data al 429 a. C. Questa opinione, che ha in suo favore l'esatta interpetrazione dell'Anabasi III, 1, 25, è stata seguita anche dal Curtius, op. cit., vol. III, p. 496, e nota alla p. 772; e dall'Alberti, op. cit., p. 8.
44.Zeller, op. cit., p. 46.
44.Zeller, op. cit., p. 46.
45.Metaph. XIII, 4: Σωκράτους δὲ περὶ τὰς ἠθικὰς ἀρετὰς πραγματευομένου, καὶ περὶ τούτων ὁρίζεσθαι καθόλου ζητοῦντος πρώτου.... εὐλόγως, ἑζήτει, τὸ τί ἐστι. Δύο γάρ ἐστιν ἅ τις ἄν ἀποδοίη Σωκράτει δικαίως, τούς τ'ἐπακτικοὺς λόγους καὶ τὸ ὁριζεσθαι καθόλου.
45.Metaph. XIII, 4: Σωκράτους δὲ περὶ τὰς ἠθικὰς ἀρετὰς πραγματευομένου, καὶ περὶ τούτων ὁρίζεσθαι καθόλου ζητοῦντος πρώτου.... εὐλόγως, ἑζήτει, τὸ τί ἐστι. Δύο γάρ ἐστιν ἅ τις ἄν ἀποδοίη Σωκράτει δικαίως, τούς τ'ἐπακτικοὺς λόγους καὶ τὸ ὁριζεσθαι καθόλου.
46.Mem. I, 1, 2 e 14; IV, 7, 6 ecc.
46.Mem. I, 1, 2 e 14; IV, 7, 6 ecc.
47.È l'Alberti, op. cit., p. 37 e seg., che principalmente ha insistito sul fondo storico del dialogo platonico, e che s'è tanto lambiccato il cervello per rimettere in onore l'antica opinione, che Socrate fosse stato discepolo di Archelao, senza venire a capo di provare qualche cosa.
47.È l'Alberti, op. cit., p. 37 e seg., che principalmente ha insistito sul fondo storico del dialogo platonico, e che s'è tanto lambiccato il cervello per rimettere in onore l'antica opinione, che Socrate fosse stato discepolo di Archelao, senza venire a capo di provare qualche cosa.
48.Vedi la citata dissertazione dell'Hermann, p. 49; e dello stesso autore:Geschichteecc., lib. II, p. 230.
48.Vedi la citata dissertazione dell'Hermann, p. 49; e dello stesso autore:Geschichteecc., lib. II, p. 230.
49.Il lavoro dello Schneidewin:Ethische Gedanken der Vorsokratiker, nellePhilosophische Monatsheftedi Bergmann, vol. II, pp. 429-457, non ci ha punto convinti, che, contro l'autorità di Aristotele, possa farsi risalire l'origine della scienza etica ad un'epoca anteriore a Socrate. Lo Schneidewin riesce tutto al più a dimostrare: che nei principî dei vari filosofi, che precedettero l'epoca sofistica, c'è una tendenza etica sempre crescente; ma da questo alla ricerca ci corre molto. E del pari sono poco convincenti i due precedenti articoli dello stesso autore su lo sviluppo della teoria della conoscenza prima di Socrate, ibid., pp. 257-271 e 345-368.
49.Il lavoro dello Schneidewin:Ethische Gedanken der Vorsokratiker, nellePhilosophische Monatsheftedi Bergmann, vol. II, pp. 429-457, non ci ha punto convinti, che, contro l'autorità di Aristotele, possa farsi risalire l'origine della scienza etica ad un'epoca anteriore a Socrate. Lo Schneidewin riesce tutto al più a dimostrare: che nei principî dei vari filosofi, che precedettero l'epoca sofistica, c'è una tendenza etica sempre crescente; ma da questo alla ricerca ci corre molto. E del pari sono poco convincenti i due precedenti articoli dello stesso autore su lo sviluppo della teoria della conoscenza prima di Socrate, ibid., pp. 257-271 e 345-368.
50.Abbiamo stimato inutile addurre i luoghi di Senofonte e Platone, perchè di lodi a Socrate sono ripieni tutti i loro scritti.
50.Abbiamo stimato inutile addurre i luoghi di Senofonte e Platone, perchè di lodi a Socrate sono ripieni tutti i loro scritti.
51.Nel metter mano a questo lavoro scrivemmo dal bel principio una lunga dissertazione su le fonti della dottrina socratica, che poi per mancanza di tempo non potemmo trascrivere nella copia sottoposta all'esame dell'Accademia. E di ciò non siamo ora dolenti perchè i risultati della nostra indagine critica si trovano già in gran parte rifusi qua e là in tutto il lavoro, e il difetto di un capitolo speciale su le fonti non nuoce alla nostra esposizione, anzi ci fa sfuggire la taccia di una inutile ripetizione.
51.Nel metter mano a questo lavoro scrivemmo dal bel principio una lunga dissertazione su le fonti della dottrina socratica, che poi per mancanza di tempo non potemmo trascrivere nella copia sottoposta all'esame dell'Accademia. E di ciò non siamo ora dolenti perchè i risultati della nostra indagine critica si trovano già in gran parte rifusi qua e là in tutto il lavoro, e il difetto di un capitolo speciale su le fonti non nuoce alla nostra esposizione, anzi ci fa sfuggire la taccia di una inutile ripetizione.
52.Il Dronke (v.Die religiösen und sittlichen Vorstellungen von Aesckylos und Sophokles, Leipzig, 1861) lamentava ancora pochi anni addietro questo difetto della letteratura filologica: ed osservava che, malgrado l'impulso dato dal Welcker e dal Bernhardy, non si era fatto un solo passo in questa sorta d'indagini (ibid. pp. 4-5). Della:Nachhomerische Theologiedel Nägelsbach, Nürnberg, 1857, che pure è il solo libro che tratti estesamente lo sviluppo della coscienza religiosa dei Greci, non può dirsi che sia un lavoro molto atto a ridestare il gusto per simili ricerche, perchè ha più l'aria di una teologia cristiana, che la fisonomia di un'indagine storica. Fra i recenti lavori speciali merita somma lode il libro del Buchholtz:Sittliche Weltanschauung des Aeschylos und Pindaros, Leipzig, 1869, che alla squisitezza del senso critico accoppia un gusto perfetto di esposizione plastica.
52.Il Dronke (v.Die religiösen und sittlichen Vorstellungen von Aesckylos und Sophokles, Leipzig, 1861) lamentava ancora pochi anni addietro questo difetto della letteratura filologica: ed osservava che, malgrado l'impulso dato dal Welcker e dal Bernhardy, non si era fatto un solo passo in questa sorta d'indagini (ibid. pp. 4-5). Della:Nachhomerische Theologiedel Nägelsbach, Nürnberg, 1857, che pure è il solo libro che tratti estesamente lo sviluppo della coscienza religiosa dei Greci, non può dirsi che sia un lavoro molto atto a ridestare il gusto per simili ricerche, perchè ha più l'aria di una teologia cristiana, che la fisonomia di un'indagine storica. Fra i recenti lavori speciali merita somma lode il libro del Buchholtz:Sittliche Weltanschauung des Aeschylos und Pindaros, Leipzig, 1869, che alla squisitezza del senso critico accoppia un gusto perfetto di esposizione plastica.
53.Questa esigenza è stata specialmente avvertita dai recenti interpreti di Sofocle, p. es. Schneidewin, Nauck, Ritter.
53.Questa esigenza è stata specialmente avvertita dai recenti interpreti di Sofocle, p. es. Schneidewin, Nauck, Ritter.
54.Questo lato della sua coscienza non è stato studiato soddisfacentemente da nessuno; e lo stesso Strümpell, op. cit., p. 117, che pure ha accordato tanta importanza alle convinzioni religiose di Socrate, parla con una certa circospezione di quello che potrebbe nella sua persona chiamarsi religione.
54.Questo lato della sua coscienza non è stato studiato soddisfacentemente da nessuno; e lo stesso Strümpell, op. cit., p. 117, che pure ha accordato tanta importanza alle convinzioni religiose di Socrate, parla con una certa circospezione di quello che potrebbe nella sua persona chiamarsi religione.
55.Mem. I, 4, 16 ...... τοὺς θεοὺς τοῖς ανθρώποις δόξαν ἐμφῦσαι ὡς ἱκανοὶ εισιν εὗ καὶ κακῶς ποιεῖν.....
55.Mem. I, 4, 16 ...... τοὺς θεοὺς τοῖς ανθρώποις δόξαν ἐμφῦσαι ὡς ἱκανοὶ εισιν εὗ καὶ κακῶς ποιεῖν.....
56.Nei Mem. I, 1, 6 e seg. questa duplice limitazione è espressa con somma evidenza.
56.Nei Mem. I, 1, 6 e seg. questa duplice limitazione è espressa con somma evidenza.
57.Conf. su questo argomento lo Zeller:Die Entwickelung des Monotheismus bei den Griechen, ristamp. neiVorträge und Abhandlungenecc. dello stesso autore, Leipzig, 1865, pp. 1-30.
57.Conf. su questo argomento lo Zeller:Die Entwickelung des Monotheismus bei den Griechen, ristamp. neiVorträge und Abhandlungenecc. dello stesso autore, Leipzig, 1865, pp. 1-30.
58.Mem. I, 1, 19: οὖτοι (parlando del volgo) μὲν γὰρ οἴονται τούς θεοὺς τὰ μὲν εἰδέναι, τα δ'οὐκ εἰδέναι. Σωκράτεσ δ'ἑγεῖτο πάντα μὲν θεοὺς εἰδέναι, τά τε λεγόμενα καὶ πραττόμενα καὶ τὰ σιγῆ βουλευόμενα, πανταχοῦ δὲ παρεῖναι, καὶ σημαίνειν τοῖς ανθρώποις περὶ τῶν ἀνθροπείων πάντων.
58.Mem. I, 1, 19: οὖτοι (parlando del volgo) μὲν γὰρ οἴονται τούς θεοὺς τὰ μὲν εἰδέναι, τα δ'οὐκ εἰδέναι. Σωκράτεσ δ'ἑγεῖτο πάντα μὲν θεοὺς εἰδέναι, τά τε λεγόμενα καὶ πραττόμενα καὶ τὰ σιγῆ βουλευόμενα, πανταχοῦ δὲ παρεῖναι, καὶ σημαίνειν τοῖς ανθρώποις περὶ τῶν ἀνθροπείων πάντων.
59.Mem. I, 3, 2 e seg., e IV, 3, 17.
59.Mem. I, 3, 2 e seg., e IV, 3, 17.
60.Mem. I, 1, 3.
60.Mem. I, 1, 3.
61.Specialmente il Forchhammer nel citato libro ha cercato di mostrare, che i giudizi di Senofonte fossero parziali ed infondati.
61.Specialmente il Forchhammer nel citato libro ha cercato di mostrare, che i giudizi di Senofonte fossero parziali ed infondati.
62.Vedi più innanzi il cap. X, dove sono raccolti i luoghi a conferma di questa nostra opinione.
62.Vedi più innanzi il cap. X, dove sono raccolti i luoghi a conferma di questa nostra opinione.
63.Zeller, che ha molto felicemente criticata questa falsa opinione, op. cit., pp. 73-75, non è poi riuscito a fuggire l'opposto errore.
63.Zeller, che ha molto felicemente criticata questa falsa opinione, op. cit., pp. 73-75, non è poi riuscito a fuggire l'opposto errore.
64.Qui intendiamo parlare, tanto della missione che Socrate credea di dover adempiere, quanto della sua fede speciale nel δαιμόνιον. Intorno a questo secondo punto vedi lo Zeller, op. cit., pp. 61-70.
64.Qui intendiamo parlare, tanto della missione che Socrate credea di dover adempiere, quanto della sua fede speciale nel δαιμόνιον. Intorno a questo secondo punto vedi lo Zeller, op. cit., pp. 61-70.
65.Quanto ad Eschilo, Pindaro e Sofocle vedi i citati libri del Buchholtz e del Dronke; più il Lübker:Die Sophokleische Theologie und Ethik, Kiel, 1853-55.
65.Quanto ad Eschilo, Pindaro e Sofocle vedi i citati libri del Buchholtz e del Dronke; più il Lübker:Die Sophokleische Theologie und Ethik, Kiel, 1853-55.
66.Questo speciale carattere della religione greca è stato molto vivamente rilevato dal Köchly nello scritto:Ueber Aeschylos' Prometheus, ristamp. neiVorträgeecc., pp. 3-46.
66.Questo speciale carattere della religione greca è stato molto vivamente rilevato dal Köchly nello scritto:Ueber Aeschylos' Prometheus, ristamp. neiVorträgeecc., pp. 3-46.
67.In questo modo lo considera il Cousin:Fragments de philosophie ancienne, 2ª ediz., pp. 137-138, e cfr. dello stesso autore:Traduct. de Platon, vol. I, p. 55.
67.In questo modo lo considera il Cousin:Fragments de philosophie ancienne, 2ª ediz., pp. 137-138, e cfr. dello stesso autore:Traduct. de Platon, vol. I, p. 55.
68.Questa opinione è del Roscher, op. cit., p. 273, nota 3; ma è stata contrastata: vedi specialmente Pfander:Euripides' Bakchen, Berlin, 1870, fasc. 1º, pp. 13 e 27.
68.Questa opinione è del Roscher, op. cit., p. 273, nota 3; ma è stata contrastata: vedi specialmente Pfander:Euripides' Bakchen, Berlin, 1870, fasc. 1º, pp. 13 e 27.
69.Su la coltura ateniese dell'epoca socratica vedi il Curtius, op. cit., vol. II, pp. 221-280, e vol. III, pp. 53-89.
69.Su la coltura ateniese dell'epoca socratica vedi il Curtius, op. cit., vol. II, pp. 221-280, e vol. III, pp. 53-89.
70.Vedi Curtius, op. cit., v. III, p. 65-78, e Steinhart:Euripides' Charakteristik und Motivierung im Zusammenhang mit der Culturentwikelung des Alterthums, nell'Archiv für Litteraturgeschichtedel Gosche, fasc. 1º, pp. 1-47.
70.Vedi Curtius, op. cit., v. III, p. 65-78, e Steinhart:Euripides' Charakteristik und Motivierung im Zusammenhang mit der Culturentwikelung des Alterthums, nell'Archiv für Litteraturgeschichtedel Gosche, fasc. 1º, pp. 1-47.
71.Questa tendenza non aveva niente di comune con la interpetrazione razionalistica della mitologia rappresentata da Metrodoto, sul quale vedi Zeller, op. cit., vol. I, 3ª ed., p. 831.
71.Questa tendenza non aveva niente di comune con la interpetrazione razionalistica della mitologia rappresentata da Metrodoto, sul quale vedi Zeller, op. cit., vol. I, 3ª ed., p. 831.
72.Tucidide, libro III, § 83.
72.Tucidide, libro III, § 83.
73.Vedi sul significato generale dei Sofisti nella storia della coltura greca Hermann:Geschichte und System ecc., pp. 217-231, e Zeller, op. cit. vol. I, 3ª ed., pp. 938-953.
73.Vedi sul significato generale dei Sofisti nella storia della coltura greca Hermann:Geschichte und System ecc., pp. 217-231, e Zeller, op. cit. vol. I, 3ª ed., pp. 938-953.
74.Intorno al predominio del culto apollineo vedi Göttling:Die delphischen SprüchenelleGesammelte Abhandlungen, München, 1857, p. 245 e seg.
74.Intorno al predominio del culto apollineo vedi Göttling:Die delphischen SprüchenelleGesammelte Abhandlungen, München, 1857, p. 245 e seg.
75.Noi non intendiamo di dar ragione con ciò a Cicerone:Quaest. Tuscul., V, 37, il quale considera Socrate come un cosmopolita; perchè il cosmopolitismo cominciò appena nell'epoca macedonica, vedi Curtius, op. cit., III, p. 540.
75.Noi non intendiamo di dar ragione con ciò a Cicerone:Quaest. Tuscul., V, 37, il quale considera Socrate come un cosmopolita; perchè il cosmopolitismo cominciò appena nell'epoca macedonica, vedi Curtius, op. cit., III, p. 540.
76.Schleiermacher:Ueber den Werth des Sokrates als Philosophen. Questa dissertazione letta all'Accademia di Berlino il 1818 è stata poi riprodotta nelle opere complete dell'autore, sez. III, vol. II, p. 293 e seg. La determinazione del valore filosofico di Socrate ha raggiunto un certo grado di consistenza scientifica solo per opera di Hegel, op. cit., vol. II, pp. 39-44 e 51-81, e di Hermann:Geschichteecc., libro II, pp. 231-263. La più gran parte delle monografie posteriori rivelano l'influenza di Schleiermacher, di Hegel o di Brandis, che solo in certi punti modificò le opinioni del primo; mentre le vedute dell'Hermann, che risultavano da una profonda conoscenza di tutta la coltura greca, sono rimaste o trascurate o fraintese. Il lavoro più originale su la dottrina di Socrate è, a nostro parere, quello dello Strümpell, ii quale, mentre nella:Geschichte der theoretischen Philosophie der Griechen, p. 103, era rimasto indeciso su quello che dovesse pensare del nostro filosofo, ha poi nellaGeschichte der prakt. Philosophieecc., pp. scritti, esposta in tutta la pienezza dei suoi motivi, e in tutta la larghezza del suo svolgimento la dottrina socratica. Noteremo qui che, oltre ai libri già citati, abbiamo avuti presenti Hurndall:De Philosophia morali Socratis, Heidelbergiae, 1852; Böringer:Der philosophische Slandpunkt des Sokrates, Carlsruhe, 1860; Ditges:Die epagogische Methode des Sokrates, Köln, 1864; Kittel:Die Lehre des Sokrates, Eger, 1860; Rossel:De Socratis philosophia, Göttingae, 1837; il lavoro di Brandis:Ueber die Lehre des Sokrates, nelRhein. Museum, I, p. 122 e seg.; le due storie generali della filosofia greca del Brandis stesso, e quelle di Schwegler, e di Ueberweg, ed altre piccole monografie che citeremo ove cada in acconcio. Nel giro di questa esposizione ci asterremo, quanto più ci riuscirà possibile, da ogni polemica.
76.Schleiermacher:Ueber den Werth des Sokrates als Philosophen. Questa dissertazione letta all'Accademia di Berlino il 1818 è stata poi riprodotta nelle opere complete dell'autore, sez. III, vol. II, p. 293 e seg. La determinazione del valore filosofico di Socrate ha raggiunto un certo grado di consistenza scientifica solo per opera di Hegel, op. cit., vol. II, pp. 39-44 e 51-81, e di Hermann:Geschichteecc., libro II, pp. 231-263. La più gran parte delle monografie posteriori rivelano l'influenza di Schleiermacher, di Hegel o di Brandis, che solo in certi punti modificò le opinioni del primo; mentre le vedute dell'Hermann, che risultavano da una profonda conoscenza di tutta la coltura greca, sono rimaste o trascurate o fraintese. Il lavoro più originale su la dottrina di Socrate è, a nostro parere, quello dello Strümpell, ii quale, mentre nella:Geschichte der theoretischen Philosophie der Griechen, p. 103, era rimasto indeciso su quello che dovesse pensare del nostro filosofo, ha poi nellaGeschichte der prakt. Philosophieecc., pp. scritti, esposta in tutta la pienezza dei suoi motivi, e in tutta la larghezza del suo svolgimento la dottrina socratica. Noteremo qui che, oltre ai libri già citati, abbiamo avuti presenti Hurndall:De Philosophia morali Socratis, Heidelbergiae, 1852; Böringer:Der philosophische Slandpunkt des Sokrates, Carlsruhe, 1860; Ditges:Die epagogische Methode des Sokrates, Köln, 1864; Kittel:Die Lehre des Sokrates, Eger, 1860; Rossel:De Socratis philosophia, Göttingae, 1837; il lavoro di Brandis:Ueber die Lehre des Sokrates, nelRhein. Museum, I, p. 122 e seg.; le due storie generali della filosofia greca del Brandis stesso, e quelle di Schwegler, e di Ueberweg, ed altre piccole monografie che citeremo ove cada in acconcio. Nel giro di questa esposizione ci asterremo, quanto più ci riuscirà possibile, da ogni polemica.
77.Per tacere dei citati libri dell'Alberti e del Lasaulx, osserveremo qui che il recentissimo lavoro del Montée:La philosophie de Socrate, Paris, 1869, che ha ottenuto lamention honorable de l'Institut, è quanto ci possa essere di più barocco, di più antiquato, e al tempo stesso di più pretensioso. L'autore, che ha avuto tempo di raccogliere citazioni di Holbach, Pascal, Huet, S. Teresa, S. Bonaventura e via dicendo, non s'è presa punto la briga di vedere che cosa si fosse detto dai critici intorno a Socrate, e senza scrupolo di sorta ha raccolto da Platone tutto quello che gli andava ai versi, e l'ha messo insieme come dottrina socratica.
77.Per tacere dei citati libri dell'Alberti e del Lasaulx, osserveremo qui che il recentissimo lavoro del Montée:La philosophie de Socrate, Paris, 1869, che ha ottenuto lamention honorable de l'Institut, è quanto ci possa essere di più barocco, di più antiquato, e al tempo stesso di più pretensioso. L'autore, che ha avuto tempo di raccogliere citazioni di Holbach, Pascal, Huet, S. Teresa, S. Bonaventura e via dicendo, non s'è presa punto la briga di vedere che cosa si fosse detto dai critici intorno a Socrate, e senza scrupolo di sorta ha raccolto da Platone tutto quello che gli andava ai versi, e l'ha messo insieme come dottrina socratica.
78.La quistione è cominciata col Dissen:De philosophia morali in Xenophontis de Socrate commentariis tradita, dissertazione ristampata nelleKleine Schriftendello stesso autore, pp. 57-88, Göttingen, 1839. Il Brandis è stato quello, che in virtù di certe preoccupazioni dottrinali, ha più di ogni altro frainteso i concetti fondamentali del socratismo.
78.La quistione è cominciata col Dissen:De philosophia morali in Xenophontis de Socrate commentariis tradita, dissertazione ristampata nelleKleine Schriftendello stesso autore, pp. 57-88, Göttingen, 1839. Il Brandis è stato quello, che in virtù di certe preoccupazioni dottrinali, ha più di ogni altro frainteso i concetti fondamentali del socratismo.
79.Per tacere degli altri noteremo, che questo difetto è principalmente notevole nel Brandis, il quale anche nel suo ultimo lavoro:Die Entwickelungenecc. prende le mosse dal concetto astratto del sapere, per determinare il valore filosofico di Socrate, vedi ibid., p. 232 e seg.
79.Per tacere degli altri noteremo, che questo difetto è principalmente notevole nel Brandis, il quale anche nel suo ultimo lavoro:Die Entwickelungenecc. prende le mosse dal concetto astratto del sapere, per determinare il valore filosofico di Socrate, vedi ibid., p. 232 e seg.
80.Sen. Mem. IV, 4, 6. Plat. Gorg. p. 490 E.
80.Sen. Mem. IV, 4, 6. Plat. Gorg. p. 490 E.
81.Lo Strümpell fa rilevare molto vivamente la differenza che correa fra i Sofisti e Socrate, nell'uso del ragionamento formale; vedi in generale op. cit., cap. II, pp. 72-115.
81.Lo Strümpell fa rilevare molto vivamente la differenza che correa fra i Sofisti e Socrate, nell'uso del ragionamento formale; vedi in generale op. cit., cap. II, pp. 72-115.
82.Lo Zeller ha molto bene criticata l'opinione ordinaria, che fa di Socrate un moralista popolare, op. cit., vol. II, p. 73; ma noi non ci accordiamo con lui nella determinazione del valore filosofico del dialogo socratico; la qual cosa abbiamo voluto dire qui recisamente, per evitare ogni ulteriore polemica.
82.Lo Zeller ha molto bene criticata l'opinione ordinaria, che fa di Socrate un moralista popolare, op. cit., vol. II, p. 73; ma noi non ci accordiamo con lui nella determinazione del valore filosofico del dialogo socratico; la qual cosa abbiamo voluto dire qui recisamente, per evitare ogni ulteriore polemica.
83.Vedi su questo punto Hermann:Geschichteecc., p. 257 e seg.; e lo stesso autoreProf. Ritter's Darstellung der sokratischen Systeme, Heidelberg, 1833. Hegel è stato uno dei primi a riconoscere l'importanza delle scuole socratiche per la determinazione del principio filosofico di Socrate, op. cit., vol. II, p. 105 e seg., e cfr. Biese:Die Philosophie des Aristoteles, vol. I, p. 28 e seg.
83.Vedi su questo punto Hermann:Geschichteecc., p. 257 e seg.; e lo stesso autoreProf. Ritter's Darstellung der sokratischen Systeme, Heidelberg, 1833. Hegel è stato uno dei primi a riconoscere l'importanza delle scuole socratiche per la determinazione del principio filosofico di Socrate, op. cit., vol. II, p. 105 e seg., e cfr. Biese:Die Philosophie des Aristoteles, vol. I, p. 28 e seg.
84.Indem die Philosophie des Sokrates kein Zurückziehen aus dem Dasein und der Gegenwart in die freien reinen Regionen des Gedankens, sondern aus einem Stücke mit seinem Leben ist, so schreitet sie nicht zu einem Systeme fort etc. Hegel, op. cit., p. 51. Da questo e da altri luoghi può scorgersi, come Hegel avesse un concetto più schietto della filosofia socratica, di quello che hanno formulato molti scrittori posteriori, non escluso lo Zeller; il quale, sebbene dica di non volerlo, parla sempre in una maniera troppo astratta del principio del sapere, e ricade nell'errore di Schleiermacher e di Brandis.
84.Indem die Philosophie des Sokrates kein Zurückziehen aus dem Dasein und der Gegenwart in die freien reinen Regionen des Gedankens, sondern aus einem Stücke mit seinem Leben ist, so schreitet sie nicht zu einem Systeme fort etc. Hegel, op. cit., p. 51. Da questo e da altri luoghi può scorgersi, come Hegel avesse un concetto più schietto della filosofia socratica, di quello che hanno formulato molti scrittori posteriori, non escluso lo Zeller; il quale, sebbene dica di non volerlo, parla sempre in una maniera troppo astratta del principio del sapere, e ricade nell'errore di Schleiermacher e di Brandis.
85.Per es. Schleiermacher, op. cit., p. 300.
85.Per es. Schleiermacher, op. cit., p. 300.
86.La forma più esagerata è quella del Rötscher, il quale parla di Socrate come d'un filosofo moderno, op. cit., passim.
86.La forma più esagerata è quella del Rötscher, il quale parla di Socrate come d'un filosofo moderno, op. cit., passim.
87.Vedi specialmente il Böhringer, op. cit., p. 2 e seg.
87.Vedi specialmente il Böhringer, op. cit., p. 2 e seg.
88.L'Alberti specialmente fa di Socrate un filosofo dotato di una piena coscienza del proprio valore storico; e non potea evitare un simile errore, dal momento che s'era proposto di seguire il dialogo platonico come un documento biografico; vedi op. cit., p. 13 e seg.
88.L'Alberti specialmente fa di Socrate un filosofo dotato di una piena coscienza del proprio valore storico; e non potea evitare un simile errore, dal momento che s'era proposto di seguire il dialogo platonico come un documento biografico; vedi op. cit., p. 13 e seg.
89.Plat. Apol. p. 23 B, e cfr. Sen. Mem. IV, 6, 7. Vedi Hermann:Geschichteecc., II, p. 238, e nota 295-97, il quale mostra come Schleiermacher, Rötscher, Brandis e Ritter non abbiano inteso il valore di questa massima; e cfr. dello stesso autore:Prof. Ritter's Darstellungecc., p. 24 e seg.
89.Plat. Apol. p. 23 B, e cfr. Sen. Mem. IV, 6, 7. Vedi Hermann:Geschichteecc., II, p. 238, e nota 295-97, il quale mostra come Schleiermacher, Rötscher, Brandis e Ritter non abbiano inteso il valore di questa massima; e cfr. dello stesso autore:Prof. Ritter's Darstellungecc., p. 24 e seg.
90.L'Hoffmann, in uno scritto che ha per titolo:Die Gottesidee des Anaxagoras, des Sokrates und des Platon, Würzburg, 1860, ha voluto attribuire un tale carattere teosofico e mistico alle idee teologiche di Anassagora e di Socrate da far loro perdere tutta la primitiva ingenuità, che le distingue da ogni posteriore svolgimento delle idee religiose. Per quello che concerne Anassagora specialmente, l'Hoffmann non s'è fatto scrupolo di considerarlo come un teista bello e compiuto. La teologia socratica di quello scritto non corrisponde per niente ai modesti principi, espressi da Senofonte, e dall'Apologia platonica.
90.L'Hoffmann, in uno scritto che ha per titolo:Die Gottesidee des Anaxagoras, des Sokrates und des Platon, Würzburg, 1860, ha voluto attribuire un tale carattere teosofico e mistico alle idee teologiche di Anassagora e di Socrate da far loro perdere tutta la primitiva ingenuità, che le distingue da ogni posteriore svolgimento delle idee religiose. Per quello che concerne Anassagora specialmente, l'Hoffmann non s'è fatto scrupolo di considerarlo come un teista bello e compiuto. La teologia socratica di quello scritto non corrisponde per niente ai modesti principi, espressi da Senofonte, e dall'Apologia platonica.
91.Vedi in generale Hegel, op. cit., p. 40 e seg.; e molto più Rötscher:Aristophanes und sein Zeitalter, p. 245 e seg.
91.Vedi in generale Hegel, op. cit., p. 40 e seg.; e molto più Rötscher:Aristophanes und sein Zeitalter, p. 245 e seg.
92.Specialmente dal Rötscher, loc. cit., e molto più nella sua critica del Brandis, loc. cit., p. 388. È difficile trovare un altro scrittore, che sia capace quanto il Rötscher di perder di vista l'oggetto proprio della quistione, per abuso di frasario filosofico.
92.Specialmente dal Rötscher, loc. cit., e molto più nella sua critica del Brandis, loc. cit., p. 388. È difficile trovare un altro scrittore, che sia capace quanto il Rötscher di perder di vista l'oggetto proprio della quistione, per abuso di frasario filosofico.
93.Vedi Brandis:Rhein. Museum, II, p. 85 e seg. in una violenta critica del libro del Rötscher. Lo stesso Brandis nel libro già citato:Entwickelungenecc., p. 232, pretende nientemeno trovare in Senofonte, Mem. III, 8, 3, una pruova esplicita, che il concetto socratico supponga il reale come suo termine obbiettivo.
93.Vedi Brandis:Rhein. Museum, II, p. 85 e seg. in una violenta critica del libro del Rötscher. Lo stesso Brandis nel libro già citato:Entwickelungenecc., p. 232, pretende nientemeno trovare in Senofonte, Mem. III, 8, 3, una pruova esplicita, che il concetto socratico supponga il reale come suo termine obbiettivo.
94.Vedi su la natura del sapere socratico l'esatta e scrupolosa indagine dello Strümpell, op. cit., pp. 152-159.
94.Vedi su la natura del sapere socratico l'esatta e scrupolosa indagine dello Strümpell, op. cit., pp. 152-159.
95.Vedi Zeller, op. cit., vol. II, p. 82.
95.Vedi Zeller, op. cit., vol. II, p. 82.
96.Per tacere di molti scrittori dei secoli passati, citerò l'Hamann, e specialmente op. compl., vol. II, p. 42, ed il Volquardson:Das Dämonium des Sokrates, Kiel, 1862, e spec. p. 71.
96.Per tacere di molti scrittori dei secoli passati, citerò l'Hamann, e specialmente op. compl., vol. II, p. 42, ed il Volquardson:Das Dämonium des Sokrates, Kiel, 1862, e spec. p. 71.
97.Vedi il succitato luogo Metaph., XIII, 4; e cfr. ibid., I, 6; e XIII, 9; e De part. ani. I, 1.
97.Vedi il succitato luogo Metaph., XIII, 4; e cfr. ibid., I, 6; e XIII, 9; e De part. ani. I, 1.
98.Nessuno prima dello Strümpell avea tentato di spiegarein concretolo sviluppo dell'induzione socratica; e noi stimiamo inutile rilevare qui gli errori o le inesattezze delle precedenti esposizioni.
98.Nessuno prima dello Strümpell avea tentato di spiegarein concretolo sviluppo dell'induzione socratica; e noi stimiamo inutile rilevare qui gli errori o le inesattezze delle precedenti esposizioni.
99.Questo difetto è sommamente notevole nel lavoro del Ditges:Die epagogische Methode des Sokrates, Köln, 1864. Quell'autore trova confermata l'induzione socratica dall'autorità dei moderni scrittori di logica; vedi p. 13.
99.Questo difetto è sommamente notevole nel lavoro del Ditges:Die epagogische Methode des Sokrates, Köln, 1864. Quell'autore trova confermata l'induzione socratica dall'autorità dei moderni scrittori di logica; vedi p. 13.
100.Come hanno fatto molti fra gli espositori.
100.Come hanno fatto molti fra gli espositori.
101.In questa domanda è riposto l'interesse logico di Socrate.
101.In questa domanda è riposto l'interesse logico di Socrate.
102.L'autore di questo scritto raccoglie da molto tempo i materiali per una storia dell'Etica greca, che sarà esposta dal punto di vista della tradizione letteraria e dello svolgimento generale della coltura.
102.L'autore di questo scritto raccoglie da molto tempo i materiali per una storia dell'Etica greca, che sarà esposta dal punto di vista della tradizione letteraria e dello svolgimento generale della coltura.
103.Vedi in generale Strümpell, op. cit., pp. 72-115, le cui opinioni, del resto, non sono per noi tutte accettabili.
103.Vedi in generale Strümpell, op. cit., pp. 72-115, le cui opinioni, del resto, non sono per noi tutte accettabili.
104.L'autore di questo scritto ha cercato di mettere sott'occhi l'immagine completa del dialogo socratico, e s'è valso dei Memorabili di Senofonte e di alcuni degli scritti di Platone, facendo in questi astrazione dalla teoria delle idee; e non addurrà i passaggi perchè, se volesse farlo, dovrebbe copiare gl'interi libri. Anche molte delle cose dette innanzi su lo sviluppo storico della definizione, sebbene abbiano un colorito moderno, sono ricavate da Platone.
104.L'autore di questo scritto ha cercato di mettere sott'occhi l'immagine completa del dialogo socratico, e s'è valso dei Memorabili di Senofonte e di alcuni degli scritti di Platone, facendo in questi astrazione dalla teoria delle idee; e non addurrà i passaggi perchè, se volesse farlo, dovrebbe copiare gl'interi libri. Anche molte delle cose dette innanzi su lo sviluppo storico della definizione, sebbene abbiano un colorito moderno, sono ricavate da Platone.
105.Vedi Steinthal:Geschichte der Sprachwissenschaft bei Griechen una Römern, p. 118.
105.Vedi Steinthal:Geschichte der Sprachwissenschaft bei Griechen una Römern, p. 118.
106.Vedi questo pensiero espresso nel Phaedr., p. 263 A: Οταν τις ὄνομα εἴπῃ σιδήρου ᾔ ἀργύρου, ἆρ᾽ oὐ τὸ αὐτὸ πάντες διενοήθημεν; — Τί δ'ὅταν δικαίου ἤ ἀγαθου; οὐκ ἄλλος ἄλλῃ φέρεται, καὶ ἀμϕιοβητουμεν ἀλλήλοις τε καὶ ἡμιν αὐτοις.
106.Vedi questo pensiero espresso nel Phaedr., p. 263 A: Οταν τις ὄνομα εἴπῃ σιδήρου ᾔ ἀργύρου, ἆρ᾽ oὐ τὸ αὐτὸ πάντες διενοήθημεν; — Τί δ'ὅταν δικαίου ἤ ἀγαθου; οὐκ ἄλλος ἄλλῃ φέρεται, καὶ ἀμϕιοβητουμεν ἀλλήλοις τε καὶ ἡμιν αὐτοις.
107.Vedi questo pensiero espresso nell'Euthyphr., p. 7 C da περὶ τίνος — D πάντες nel qual luogo sono principalmente notevoli le parole: οὐ δυνάμενοι (gli uomini) ἐπὶ ίκανὴν κρίσιν αὐτων (cioè dei predicati etici) ἐλθειν ἐχθροι αλλήλοις γιγνόμεθα.
107.Vedi questo pensiero espresso nell'Euthyphr., p. 7 C da περὶ τίνος — D πάντες nel qual luogo sono principalmente notevoli le parole: οὐ δυνάμενοι (gli uomini) ἐπὶ ίκανὴν κρίσιν αὐτων (cioè dei predicati etici) ἐλθειν ἐχθροι αλλήλοις γιγνόμεθα.
108.Noi risentiamo tuttora nella lettura di Senofonte e di Platone quello stato di incertezza, e rimaniamo sospesi fino alla fine del dialogo; se pure, come in molti casi avviene, la conclusione stessa del dialogo non è equivoca e dubbia. Fra tutte le esposizioni dei dialoghi platonici quelle del Bonitz riproducono, a nostro parere, con la maggiore lucidezza ed efficacia possibile, l'impaccio, le difficoltà, ed il travaglio dell'indagine socratica; vediPlatonische Studien, 1º e 2º fasc., Wien, 1858-60.
108.Noi risentiamo tuttora nella lettura di Senofonte e di Platone quello stato di incertezza, e rimaniamo sospesi fino alla fine del dialogo; se pure, come in molti casi avviene, la conclusione stessa del dialogo non è equivoca e dubbia. Fra tutte le esposizioni dei dialoghi platonici quelle del Bonitz riproducono, a nostro parere, con la maggiore lucidezza ed efficacia possibile, l'impaccio, le difficoltà, ed il travaglio dell'indagine socratica; vediPlatonische Studien, 1º e 2º fasc., Wien, 1858-60.
109.Lo Zeller, op, cit., p. 89, col quale in gran parte ci accordiamo nel concetto dell'ironia, ha riportato i vari giudizi profferiti da altri scrittori su quella forma, o momento che voglia dirsi, della conversazione socratica. Il citato libro del Lasaulx (pubblicato dopo il lavoro dello Zeller) contiene una determinazione del concetto dell'ironia, ch'è veramente speciosa. Secondo quell'autore (vedi p. 23), Socrate aveva una doppia coscienza: la comune ed ordinaria, che hanno tutti gli altri uomini, e quella tutta sua speciale, che era riposta nella ispirazione religiosa; sicchè, ogni volta che gli avvenisse di conversare o di disputare, dal confronto delle due coscienze veniva fuori il sentimento dell'ironia (!?).
109.Lo Zeller, op, cit., p. 89, col quale in gran parte ci accordiamo nel concetto dell'ironia, ha riportato i vari giudizi profferiti da altri scrittori su quella forma, o momento che voglia dirsi, della conversazione socratica. Il citato libro del Lasaulx (pubblicato dopo il lavoro dello Zeller) contiene una determinazione del concetto dell'ironia, ch'è veramente speciosa. Secondo quell'autore (vedi p. 23), Socrate aveva una doppia coscienza: la comune ed ordinaria, che hanno tutti gli altri uomini, e quella tutta sua speciale, che era riposta nella ispirazione religiosa; sicchè, ogni volta che gli avvenisse di conversare o di disputare, dal confronto delle due coscienze veniva fuori il sentimento dell'ironia (!?).
110.Vedi il notevole luogo dei Memor., IV, 5, 12: ἔφη δὲ καὶ τὸ διαλέγεσθαι ὀνομασθῆναι εκ τοῦ συνιόντας κοινῇ βουλεύσθαι διαλέγοντας κατὰ γένε τὰ πράγματα.
110.Vedi il notevole luogo dei Memor., IV, 5, 12: ἔφη δὲ καὶ τὸ διαλέγεσθαι ὀνομασθῆναι εκ τοῦ συνιόντας κοινῇ βουλεύσθαι διαλέγοντας κατὰ γένε τὰ πράγματα.
111.Noi intendiamo dire, che il concetto socratico ha il carattere dell'identità; non che Socrate avesse avuto coscienza del principio d'identità. Vedi in séguito.
111.Noi intendiamo dire, che il concetto socratico ha il carattere dell'identità; non che Socrate avesse avuto coscienza del principio d'identità. Vedi in séguito.
112.Aristot. Metaph., XII, 4: ἀλλ'ὁ μὲν Σωκράτης τὰ καθόλου οὐ χοριστὰ ἐποίει οὐδὲ τοὺς ὁρισμούς.
112.Aristot. Metaph., XII, 4: ἀλλ'ὁ μὲν Σωκράτης τὰ καθόλου οὐ χοριστὰ ἐποίει οὐδὲ τοὺς ὁρισμούς.
113.L'Hermann osserva giustamente:Geschichteecc., p. 326, nota 305, che la differenza del concetto socratico dall'idea platonica non è riposta nel carattere logico del processo.
113.L'Hermann osserva giustamente:Geschichteecc., p. 326, nota 305, che la differenza del concetto socratico dall'idea platonica non è riposta nel carattere logico del processo.
114.Opinione del Brandis.
114.Opinione del Brandis.
115.Mem., IV, a, 26: οἱ μὲν εἰδότες ἑαυτοὺς τά τε ἑπιτήδεια ἑαυτοῖς ἴσασι καὶ διαγιγνώσκουσιν ἃ τε δύνανται καὶ ἃ μή· καὶ ἅ μὲν ἐπίστανται πράττοντες πορίζονταί τε ὧν δέονται καὶ εὖ πράττουσιν.
115.Mem., IV, a, 26: οἱ μὲν εἰδότες ἑαυτοὺς τά τε ἑπιτήδεια ἑαυτοῖς ἴσασι καὶ διαγιγνώσκουσιν ἃ τε δύνανται καὶ ἃ μή· καὶ ἅ μὲν ἐπίστανται πράττοντες πορίζονταί τε ὧν δέονται καὶ εὖ πράττουσιν.
116.Zeller, op. cit., p. 83.
116.Zeller, op. cit., p. 83.
117.Mem., IV, 6, 15: ὁπότε δὲ αὐτός τι τῷ λὁγῳ διεξίοι, διὰ τῶν μάλιστα δμολογουμένων ἐπορεύετο, νομίζων ταύτην τὴν ἀσφάλειαν εἶναι λόγου, la quale opinione Socrate cercava di rifermare con l'autorità di Omero, Od., VIII, v. 171. Cfr. Sen. Oecono., XIX, 15, e Dionys. Halic. de arte reth., XI, 8.
117.Mem., IV, 6, 15: ὁπότε δὲ αὐτός τι τῷ λὁγῳ διεξίοι, διὰ τῶν μάλιστα δμολογουμένων ἐπορεύετο, νομίζων ταύτην τὴν ἀσφάλειαν εἶναι λόγου, la quale opinione Socrate cercava di rifermare con l'autorità di Omero, Od., VIII, v. 171. Cfr. Sen. Oecono., XIX, 15, e Dionys. Halic. de arte reth., XI, 8.
118.Cfr. Metaph., XIII, 4, con Metaph., I, 6, e XIII, 9.
118.Cfr. Metaph., XIII, 4, con Metaph., I, 6, e XIII, 9.
119.Mem., II, 2, 1 e seg.; e III, 3, 2. Lo Strümpell ha troppo insistito su la precisione logica del Socratismo, e specialmente su la dimostrazione analogica: la quale non sarebbe, a parer nostro, difficile di ridurre alla forma generica dell'appercezione, perchè non vi sappiamo scorgere il carattere della sussunzione sillogistica.
119.Mem., II, 2, 1 e seg.; e III, 3, 2. Lo Strümpell ha troppo insistito su la precisione logica del Socratismo, e specialmente su la dimostrazione analogica: la quale non sarebbe, a parer nostro, difficile di ridurre alla forma generica dell'appercezione, perchè non vi sappiamo scorgere il carattere della sussunzione sillogistica.
120.Specialmente Mem., IV, 2, 33. Vedi Brandis:Geschichte der griech, romisch, Philosoph., II, p. 36, e la critica dello Zeller, op. cit., p. 77, alla quale ha risposto Brandis rimanendo nella sua prima opinione:Entwickelungenecc., p. 235.
120.Specialmente Mem., IV, 2, 33. Vedi Brandis:Geschichte der griech, romisch, Philosoph., II, p. 36, e la critica dello Zeller, op. cit., p. 77, alla quale ha risposto Brandis rimanendo nella sua prima opinione:Entwickelungenecc., p. 235.
121.Per es. Men., p. 98 B.
121.Per es. Men., p. 98 B.
122.Questa è l'opinione dello Strümpell.
122.Questa è l'opinione dello Strümpell.
123.In questa determinazione è dato il limite della ricerca socratica.
123.In questa determinazione è dato il limite della ricerca socratica.
124.Per es. Platone.
124.Per es. Platone.
125.È inutile entrare in polemica coi sostenitori della contraria opinione.
125.È inutile entrare in polemica coi sostenitori della contraria opinione.
126.La storia dell'ellenismo non è stata ancora approfondita in questo lato, che pure è uno dei più ricchi e dei più attraenti; cfr. quanto abbiamo detto nel cap. II.
126.La storia dell'ellenismo non è stata ancora approfondita in questo lato, che pure è uno dei più ricchi e dei più attraenti; cfr. quanto abbiamo detto nel cap. II.
127.Il solo libro completo su questa quistione è il già citato del Nägelsbach:Nachhomerische Theologie, Nürnberg, 1857.
127.Il solo libro completo su questa quistione è il già citato del Nägelsbach:Nachhomerische Theologie, Nürnberg, 1857.
128.Mem., III, 9, 4; IV, 6, 6.
128.Mem., III, 9, 4; IV, 6, 6.
129.Molte massime di questo genere sono state raccolte dallo Zeller, op. cit., p. 121.
129.Molte massime di questo genere sono state raccolte dallo Zeller, op. cit., p. 121.
130.Sen. Mem., I, 1, 2; IV, 7, 6. Aristot. Metaph., I, 6. Σωκρὰτους δὲ περὶ μὲν τὰ ἠθικὰ πραγματευομένου, περὶ δὲ τῆς ὅλης φύσεως οὐθέν — e de part. ani. I, 1, τὸ δὲ ζητεῖν τὰ περὶ φύσεως ἒλεξε. Quanto all'opinione contraria dello Schleiermacher, del Brandis, del Ritter, del Süvern, e del Krische (*), vedi Zeller, op. cit., p. 93 e seg.
130.Sen. Mem., I, 1, 2; IV, 7, 6. Aristot. Metaph., I, 6. Σωκρὰτους δὲ περὶ μὲν τὰ ἠθικὰ πραγματευομένου, περὶ δὲ τῆς ὅλης φύσεως οὐθέν — e de part. ani. I, 1, τὸ δὲ ζητεῖν τὰ περὶ φύσεως ἒλεξε. Quanto all'opinione contraria dello Schleiermacher, del Brandis, del Ritter, del Süvern, e del Krische (*), vedi Zeller, op. cit., p. 93 e seg.
131.̉Αμαθια, vedi Mem., I, 2, 49-50, II, 3, 18, IV, 2, 22, ovvero μανια, che una volta è considerata come opposta alla σοφια id., III, 9, 6, 7, ed un'altra come diversa dall'ἀμαθια, I, 2, 50.
131.̉Αμαθια, vedi Mem., I, 2, 49-50, II, 3, 18, IV, 2, 22, ovvero μανια, che una volta è considerata come opposta alla σοφια id., III, 9, 6, 7, ed un'altra come diversa dall'ἀμαθια, I, 2, 50.
132.Mem., IV, 2, 19 e seg.
132.Mem., IV, 2, 19 e seg.
133.Mem., IV, 6, 7: ὅ ἄρα ἐπίσταται ἓκαστος τοῦτο καὶ σοφὸς ἐστιν.
133.Mem., IV, 6, 7: ὅ ἄρα ἐπίσταται ἓκαστος τοῦτο καὶ σοφὸς ἐστιν.
134.Mem., IV, I, 2.
134.Mem., IV, I, 2.
135.Vedi su questa massima il Göttling nella citata dissertazione:Die delphischen Sprüche.
135.Vedi su questa massima il Göttling nella citata dissertazione:Die delphischen Sprüche.
136.Sen. Mem., IV, 2, 24, III, 9, 6. Plat. Charmid., p. 164 D. Alcib., I, p. 124 B.
136.Sen. Mem., IV, 2, 24, III, 9, 6. Plat. Charmid., p. 164 D. Alcib., I, p. 124 B.
137.Stimiamo inutile discutere le opinioni di Schleiermacher, Brandis, Hegel e Rötscher. L'Hermann:Geschichteecc., p. 240, è molto indeterminato nell'analisi di questo concetto.
137.Stimiamo inutile discutere le opinioni di Schleiermacher, Brandis, Hegel e Rötscher. L'Hermann:Geschichteecc., p. 240, è molto indeterminato nell'analisi di questo concetto.
138.Lo Strümpell, vedi op. cit., p. 136 e seg.
138.Lo Strümpell, vedi op. cit., p. 136 e seg.
139.Vedi in generale il bel dialogo con Eutidemo, Mem., IV, 2.
139.Vedi in generale il bel dialogo con Eutidemo, Mem., IV, 2.
140.Vedi specialmente p. 20 C-24 A.
140.Vedi specialmente p. 20 C-24 A.
141.Plat. Theaet., p. 150 C. In questo luogo la più gran parte dei critici ammette una diretta reminiscenza storica; ma ciò non cambia per niente la nostra affermazione.
141.Plat. Theaet., p. 150 C. In questo luogo la più gran parte dei critici ammette una diretta reminiscenza storica; ma ciò non cambia per niente la nostra affermazione.
142.Schleiermacher, op. cit., p. 295, ha trovato superficiale il dialogo senofonteo, o lo ha stimato incapace di produrre quell'effetto, che Platone fa da Alcibiade attribuire al discorso di Socrate Symp., p. 215 E e seg., perchè non ha saputo ravvisarvi il carattere concreto e positivo delle cause che lo determinavano.
142.Schleiermacher, op. cit., p. 295, ha trovato superficiale il dialogo senofonteo, o lo ha stimato incapace di produrre quell'effetto, che Platone fa da Alcibiade attribuire al discorso di Socrate Symp., p. 215 E e seg., perchè non ha saputo ravvisarvi il carattere concreto e positivo delle cause che lo determinavano.
143.Aristoph. Av., v. 1555. Vedi, sul valore della parola ψυχαγωγιαRhein. Museum, vol. XVIII, p. 473.
143.Aristoph. Av., v. 1555. Vedi, sul valore della parola ψυχαγωγιαRhein. Museum, vol. XVIII, p. 473.
144.Strümpell, op. cit., p. 137 e 142.
144.Strümpell, op. cit., p. 137 e 142.
145.Lo Strümpell crede in fatti, op. cit., p. 36, necessario valersi principalmente dell'autorità di Platone, come di colui che più ha inteso il valore riformatorio di Socrate; ma non è forse questo un circolo vizioso?
145.Lo Strümpell crede in fatti, op. cit., p. 36, necessario valersi principalmente dell'autorità di Platone, come di colui che più ha inteso il valore riformatorio di Socrate; ma non è forse questo un circolo vizioso?
146.Mem., III, 6, e IV, 2. Cfr. Apol. Plat., p. 21 C e 29 E.
146.Mem., III, 6, e IV, 2. Cfr. Apol. Plat., p. 21 C e 29 E.
147.Mem. IV, 6, 7: ὃ ἂρα ἐπιοταται ἓχαστος τοῦτο καὶ σοφός ἐστιν.
147.Mem. IV, 6, 7: ὃ ἂρα ἐπιοταται ἓχαστος τοῦτο καὶ σοφός ἐστιν.
148.Mem., I, 5, 4.
148.Mem., I, 5, 4.
149.Mem., I, 5, 3, id. 6, 5; II, i, II, ecc.
149.Mem., I, 5, 3, id. 6, 5; II, i, II, ecc.
150.Mem. IV, 5, 6.
150.Mem. IV, 5, 6.
151.Cfr. Dronke, op. cit., p. 42;. Pfander, op. cit., p. 28; e vedi Steinthal nellaZeitschrift für Völkerpsychologie, vol. II, p. 303.
151.Cfr. Dronke, op. cit., p. 42;. Pfander, op. cit., p. 28; e vedi Steinthal nellaZeitschrift für Völkerpsychologie, vol. II, p. 303.
152.Per es. Zeller, op. cit., p. 108.
152.Per es. Zeller, op. cit., p. 108.
153.Sen. Symp., 2, 9.
153.Sen. Symp., 2, 9.
154.Mem., II, 2, 4.
154.Mem., II, 2, 4.
155.Vedi Strümpell, op. cit., p. 145, il quale a nostro parere è stato il primo, che abbia messo in piena luce l'elemento filosofico e socratico degli scritti di Senofonte, op. cit., pp. 482-509.
155.Vedi Strümpell, op. cit., p. 145, il quale a nostro parere è stato il primo, che abbia messo in piena luce l'elemento filosofico e socratico degli scritti di Senofonte, op. cit., pp. 482-509.
156.Mem., I, 2, pp. 49-55.
156.Mem., I, 2, pp. 49-55.
157.Nub., dal v. 1320 in poi.
157.Nub., dal v. 1320 in poi.
158.Questo difetto c'è nel Köchly, op. cit, passim.
158.Questo difetto c'è nel Köchly, op. cit, passim.
159.Hermann,Privatalterthümer, § 33, 2ª ed.
159.Hermann,Privatalterthümer, § 33, 2ª ed.
160.Mem., II, 2.
160.Mem., II, 2.
161.Vedi il citato Hermann, § 29.
161.Vedi il citato Hermann, § 29.
162.Sen. Symp, 8, 12 e seg. e cfr. Mem., I, 2, 29 e seg. 3, 8 e II, 6, 31.
162.Sen. Symp, 8, 12 e seg. e cfr. Mem., I, 2, 29 e seg. 3, 8 e II, 6, 31.
163.Questa è anche l'opinione dello Zeller, op. cit., p. 58.
163.Questa è anche l'opinione dello Zeller, op. cit., p. 58.
164.Mem., II, 4, 6 e seg.; id., 6, 21-29.
164.Mem., II, 4, 6 e seg.; id., 6, 21-29.
165.Vedi il Jacobs,Vermischte Schriften, vol. II, p. 251: Jene Sitte enthält eben so, wie die Liebe zum andern Geschlechte, alle Elèmente des Edelsten und des Nichtswürdigsten, des Lasters, des Besten und des Schlechtesten in sich.
165.Vedi il Jacobs,Vermischte Schriften, vol. II, p. 251: Jene Sitte enthält eben so, wie die Liebe zum andern Geschlechte, alle Elèmente des Edelsten und des Nichtswürdigsten, des Lasters, des Besten und des Schlechtesten in sich.
166.Mem., III, 5. 21 e 9, 10; e cfr. ibid., I, 2, 9; e Plat. Apol., 31, E.
166.Mem., III, 5. 21 e 9, 10; e cfr. ibid., I, 2, 9; e Plat. Apol., 31, E.
167.Mem., III, 6; e IV, 2, 6 e seg.
167.Mem., III, 6; e IV, 2, 6 e seg.
168.Mem., IV, 6, 6.
168.Mem., IV, 6, 6.
169.Mem., III, 7. 9.
169.Mem., III, 7. 9.
170.Mem., IV, 4, 4: Plat. Apol., 34 D e seg.; e cfr. Phaed., 98 C e seg.
170.Mem., IV, 4, 4: Plat. Apol., 34 D e seg.; e cfr. Phaed., 98 C e seg.
171.Come vuole l'Hermann.
171.Come vuole l'Hermann.
172.Come vuole il Baur. Vedi su questa quistione lo Zeller,Der Platonische Staat, in seiner Bedeutung für die Folgezeit, nei citatiVorträgeecc., pp. 62-82.
172.Come vuole il Baur. Vedi su questa quistione lo Zeller,Der Platonische Staat, in seiner Bedeutung für die Folgezeit, nei citatiVorträgeecc., pp. 62-82.
173.Mem., III, cap. 11.
173.Mem., III, cap. 11.
174.Come fa lo Zeller, op. cit., p. 75, nota 2ª.
174.Come fa lo Zeller, op. cit., p. 75, nota 2ª.
175.Questa è l'opinione di Brandis:Entwickelungenecc., p. 236, nota 49.
175.Questa è l'opinione di Brandis:Entwickelungenecc., p. 236, nota 49.
176.Vedi su questo argomento l'Hermann:Privatalterthümer, § 29, con tutte le autorità ivi addotte, e specialmente John:The Hellenes, the history of the manners of the ancient Greeks, Londra, 1844, vol. II, p. 42.
176.Vedi su questo argomento l'Hermann:Privatalterthümer, § 29, con tutte le autorità ivi addotte, e specialmente John:The Hellenes, the history of the manners of the ancient Greeks, Londra, 1844, vol. II, p. 42.
177.Vedi Jacobs:Vermischte Schriften, IV, p. 379 e seg.
177.Vedi Jacobs:Vermischte Schriften, IV, p. 379 e seg.
178.Mem., II, 6, 35 e cfr. III, 9, 8.
178.Mem., II, 6, 35 e cfr. III, 9, 8.
179.Crit., 49 A e seg. e cfr. Rep., I, 334 B e seg.
179.Crit., 49 A e seg. e cfr. Rep., I, 334 B e seg.
180.Questa è anche l'opinione dello Zeller, op. cit., p. 114.
180.Questa è anche l'opinione dello Zeller, op. cit., p. 114.
181.Il Mainers:Geschichte der Wissenschaften, II, P. 456 (*), pone una distinzione arbitraria fra il male arrecato sensibilmente all'inimico, e quella che può toccare il suo benessere interno, negando che quest'ultimo sia incluso nel χαχῶς ποιεῖν di Senofonte. Nè meno infondata è la supposizione del Brandis, secondo la quale Senofonte non avrebbe espresso interamente il pensiero di Socrate. Cfr. lo Strümpell, op. cit., p. 179, che ha tentato supplire Senofonte col Gorgia, p. 481.
181.Il Mainers:Geschichte der Wissenschaften, II, P. 456 (*), pone una distinzione arbitraria fra il male arrecato sensibilmente all'inimico, e quella che può toccare il suo benessere interno, negando che quest'ultimo sia incluso nel χαχῶς ποιεῖν di Senofonte. Nè meno infondata è la supposizione del Brandis, secondo la quale Senofonte non avrebbe espresso interamente il pensiero di Socrate. Cfr. lo Strümpell, op. cit., p. 179, che ha tentato supplire Senofonte col Gorgia, p. 481.
182.Vedi Döderlein:Lexicon Homericum, n. 536: e per l'etimologia il Curtius:Griechische Etymologie, p. 317.
182.Vedi Döderlein:Lexicon Homericum, n. 536: e per l'etimologia il Curtius:Griechische Etymologie, p. 317.
183.Così anche presso gli scrittori posteriori a Socrate, per es. Platone, vedi Ast:Lexicon Platonicums. v. ἀρετή, e segnatamente Crito, p. 117 B, Rep. I, p. 335 B. id. p. 353 B; Gorg. p. 506 D, ecc.
183.Così anche presso gli scrittori posteriori a Socrate, per es. Platone, vedi Ast:Lexicon Platonicums. v. ἀρετή, e segnatamente Crito, p. 117 B, Rep. I, p. 335 B. id. p. 353 B; Gorg. p. 506 D, ecc.
184.Il Göttling, nella citata dissertazione:Die delphischen Spräche, ha cercato di mostrare, come i sette famosi proverbi, che erano scritti alla porta del tempio delfico, formassero già un insieme di vedute etiche, una specie di catechismo delle virtù cardinali, un eptalogo insomma dell'ellenismo. Cfr. in generale il Nägelsbach:Nachhomerische Theologie, p. 289 e seg.
184.Il Göttling, nella citata dissertazione:Die delphischen Spräche, ha cercato di mostrare, come i sette famosi proverbi, che erano scritti alla porta del tempio delfico, formassero già un insieme di vedute etiche, una specie di catechismo delle virtù cardinali, un eptalogo insomma dell'ellenismo. Cfr. in generale il Nägelsbach:Nachhomerische Theologie, p. 289 e seg.
185.Cfr. specialmente Wigand:Das religiöse Element in der geschichtlichen Darstellung des Thukydides, Berlin, 1829.
185.Cfr. specialmente Wigand:Das religiöse Element in der geschichtlichen Darstellung des Thukydides, Berlin, 1829.
186.Cfr. le parole caratteristiche di Platone, Rep. X, p. 600 E, e risc. Prot., 118 E, e Gorg., 520 E. Quanto all'opinione contraria dello Schneidewin, loc. cit., non stimiamo opportuno farne qui argomento di polemica.
186.Cfr. le parole caratteristiche di Platone, Rep. X, p. 600 E, e risc. Prot., 118 E, e Gorg., 520 E. Quanto all'opinione contraria dello Schneidewin, loc. cit., non stimiamo opportuno farne qui argomento di polemica.
187.Plat. Men. 91 B, 95 B; Gorg. 519 C; Soph. 223 A.
187.Plat. Men. 91 B, 95 B; Gorg. 519 C; Soph. 223 A.
188.Su la dottrina delle virtù secondo i Sofisti vedi Zeller, op. cit., vol. I, 3ª ed., p. 910 e seg.; e Schanz:Die Sophisten nach Plato, Göttingen, 1867, pp. 118.122.
188.Su la dottrina delle virtù secondo i Sofisti vedi Zeller, op. cit., vol. I, 3ª ed., p. 910 e seg.; e Schanz:Die Sophisten nach Plato, Göttingen, 1867, pp. 118.122.
189.Cfr. Mem., IV, I, 2 e seg.
189.Cfr. Mem., IV, I, 2 e seg.
190.La dissertazione del Dittrich:De Socratis sententia «Virtutem esse Scientiam», Brunsbergae, 1858, contiene una larga raccolta di luoghi di Platone e di Aristotele; ma le illazioni di quello scritto hanno poco a fare col Socrate della storia.
190.La dissertazione del Dittrich:De Socratis sententia «Virtutem esse Scientiam», Brunsbergae, 1858, contiene una larga raccolta di luoghi di Platone e di Aristotele; ma le illazioni di quello scritto hanno poco a fare col Socrate della storia.
191.Sen. Mem., III, 9, 5: ἔψη δὲ καὶ τὴν δικαιοσύνην καὶ τὴν ἄλλην πᾶσαν ἀροτην σοψιαν εἶναι e seg., ibid., II, 6, 39.
191.Sen. Mem., III, 9, 5: ἔψη δὲ καὶ τὴν δικαιοσύνην καὶ τὴν ἄλλην πᾶσαν ἀροτην σοψιαν εἶναι e seg., ibid., II, 6, 39.
192.Plut. Lach. 194 D: ἔκαστος... ἃ δε ἀμαδης ταῦτα δὲ κακός. La definizione ch'è presso Diogene Laerzio raccoglie in una forma più concisa il pensiero socratico, vedi II, 31: ἔλεγε δε και ἔν μόνον ἀγαδὸν εἶναι, τἡν ἐπιστἠμην, καὶ εν μόνον κακόν, τἡν ἀμαδίαν. Non crediamo nè opportuno nè necessario imprendere una polemica contro coloro, che, mettendo da banda la testimonianza di Senofonte e di Aristotele (Eth. ad Nicom. VI, 13, 3; id. VII, 13, 5; Eud. I, 5; cfr. Nicom. III, 8, 6), si sono sforzati di mostrare che Socrate riponesse in una istintiva e divina ispirazione il fondamento della virtù. Vedi specialmente il Mehring, il quale nel suo articolo:Sokrates als Philosoph, che è una recensione del libro di Lasaulx, nella:Zeitschrift für Philosophie und philosophische Kritik, vol. 36º, fasc. 1º, pp. 81-119, fondandosi sopra una falsa interpetrazione del Protagora e sopra un luogo molto equivoco del Menone, nega che Socrate tenesse la virtù per cosa che possa apprendersi; cfr. ibid., p. 100 e seg.
192.Plut. Lach. 194 D: ἔκαστος... ἃ δε ἀμαδης ταῦτα δὲ κακός. La definizione ch'è presso Diogene Laerzio raccoglie in una forma più concisa il pensiero socratico, vedi II, 31: ἔλεγε δε και ἔν μόνον ἀγαδὸν εἶναι, τἡν ἐπιστἠμην, καὶ εν μόνον κακόν, τἡν ἀμαδίαν. Non crediamo nè opportuno nè necessario imprendere una polemica contro coloro, che, mettendo da banda la testimonianza di Senofonte e di Aristotele (Eth. ad Nicom. VI, 13, 3; id. VII, 13, 5; Eud. I, 5; cfr. Nicom. III, 8, 6), si sono sforzati di mostrare che Socrate riponesse in una istintiva e divina ispirazione il fondamento della virtù. Vedi specialmente il Mehring, il quale nel suo articolo:Sokrates als Philosoph, che è una recensione del libro di Lasaulx, nella:Zeitschrift für Philosophie und philosophische Kritik, vol. 36º, fasc. 1º, pp. 81-119, fondandosi sopra una falsa interpetrazione del Protagora e sopra un luogo molto equivoco del Menone, nega che Socrate tenesse la virtù per cosa che possa apprendersi; cfr. ibid., p. 100 e seg.
193.Mem., IV, 6, 6.
193.Mem., IV, 6, 6.
194.Mem., IV, 6, 4, 6.
194.Mem., IV, 6, 4, 6.
195.Sul concetto della σωοφροσύνη, vedi Mem., III, 9. 4; IV, 3, 1. Cfr. Zeller, op. cit., p. 99.
195.Sul concetto della σωοφροσύνη, vedi Mem., III, 9. 4; IV, 3, 1. Cfr. Zeller, op. cit., p. 99.
196.Per es. Kühner:Proleg. ad Xenoph. Memor., 2ª ed., Gothae, 1857, pp. 4-10; Hurndall, op. cit., p. 29 e seg., ecc.
196.Per es. Kühner:Proleg. ad Xenoph. Memor., 2ª ed., Gothae, 1857, pp. 4-10; Hurndall, op. cit., p. 29 e seg., ecc.
197.Vedi il citato Buchholtz, pp. 84-94.
197.Vedi il citato Buchholtz, pp. 84-94.
198.Vedi Strümpell, op. cit., p. 93 e seg.
198.Vedi Strümpell, op. cit., p. 93 e seg.
199.Mem., I, 5, 5; II, I, 19; IV, 5. 9.
199.Mem., I, 5, 5; II, I, 19; IV, 5. 9.
200.Mem., IV, 6, 10-11; III, 9, 2.
200.Mem., IV, 6, 10-11; III, 9, 2.
201.Mem., IV, 4, 16.
201.Mem., IV, 4, 16.
202.L'Allihn:Die Grundlehren der Ethik, p. 277, vuol trovare i primi germi della valutazione incondizionata nella dottrina socratica. Noi non sappiamo seguire la sua opinione, la quale del resto è espressa con molta sobrietà.
202.L'Allihn:Die Grundlehren der Ethik, p. 277, vuol trovare i primi germi della valutazione incondizionata nella dottrina socratica. Noi non sappiamo seguire la sua opinione, la quale del resto è espressa con molta sobrietà.
203.Aristot. Eth. Nicom., VI, 13, 5: Σωκράτης μὲν οὖν λόγους τὰς ἀρετὰς ᾤετο εἶναι ἐπιστήμας γὰρ εἶναι πάσας ήμεῖς δὲ μετὰ λόγου; cfr. Eth. Eud., I, 5: διόπερ εζήτει τί ἐστιν ἀρετή, ἀλλ'οῦ πῶς γίνεται και ἐκ τίνων.
203.Aristot. Eth. Nicom., VI, 13, 5: Σωκράτης μὲν οὖν λόγους τὰς ἀρετὰς ᾤετο εἶναι ἐπιστήμας γὰρ εἶναι πάσας ήμεῖς δὲ μετὰ λόγου; cfr. Eth. Eud., I, 5: διόπερ εζήτει τί ἐστιν ἀρετή, ἀλλ'οῦ πῶς γίνεται και ἐκ τίνων.
204.Mem., II, 6, 39: ὃσαι δ'εν ανθρώπις ἀρεται λέγονται, σκοπούμενος εύρήσεις πάσας μαθήαει τε καὶ μελέτη αυξανομένας.
204.Mem., II, 6, 39: ὃσαι δ'εν ανθρώπις ἀρεται λέγονται, σκοπούμενος εύρήσεις πάσας μαθήαει τε καὶ μελέτη αυξανομένας.
205.Mem., III, 9, I. E in un altro luogo le convinzioni religiose sono considerate come eccitamento alla virtù, I, 4, 19.
205.Mem., III, 9, I. E in un altro luogo le convinzioni religiose sono considerate come eccitamento alla virtù, I, 4, 19.
206.Vedi Hartenstein:De psychologiae vulgaris origine ab Aristotele repetenda; e lo stesso:Ueber den wissenschaftlichen Werth der Ethik des Aristoteles, ristampato nelleHistorisch-philosophische Abhandlungendello stesso autore, Leipzig, 1870, pp. 107-127, 240-305.
206.Vedi Hartenstein:De psychologiae vulgaris origine ab Aristotele repetenda; e lo stesso:Ueber den wissenschaftlichen Werth der Ethik des Aristoteles, ristampato nelleHistorisch-philosophische Abhandlungendello stesso autore, Leipzig, 1870, pp. 107-127, 240-305.
207.Specialmente il Dissen nel citato scritto, p. 59-88.
207.Specialmente il Dissen nel citato scritto, p. 59-88.
208.Questa opinione è stata indirettamente favorita dallo Schleiermacher o. c. 290 e seg. e poi messa tanto in onore dal Brandis, che per molti anni ha esercitato la critica dei filosofi e dei filologi. Il Brandis dal suo primo lavoro (Rhein, Museum, 1837) fino all'ultima storia che ha scritto della Filosofia greca (Die Entwickelungenecc., 1862) non si è potuto mai liberare da una falsa valutazione della testimonianza di Senofonte. Uno dei più dichiarati avversari del Socrate senofonteo è il Ribbing, vedi:Genetische Darstellung der platonischen Ideenlehre, Leipzig, 1863, p. 40 e seg., dove l'autore si sforza di redarguire d'inconseguenza tutti gli altri espositori del Socratismo. Noi qui osserviamo che la critica storica non si può fare coi postulati alla mano, e che non sappiamo vedere col Ribbing nel Socrate senofonteo l'espressione sistematica dell'immoralità. Cfr. dello stesso autore:Om Sokrates. Upsala, 1846, e spec. p. 43 e seg. il quale libro non abbiamo potuto bene esaminare, per esserci arrivato troppo tardi.
208.Questa opinione è stata indirettamente favorita dallo Schleiermacher o. c. 290 e seg. e poi messa tanto in onore dal Brandis, che per molti anni ha esercitato la critica dei filosofi e dei filologi. Il Brandis dal suo primo lavoro (Rhein, Museum, 1837) fino all'ultima storia che ha scritto della Filosofia greca (Die Entwickelungenecc., 1862) non si è potuto mai liberare da una falsa valutazione della testimonianza di Senofonte. Uno dei più dichiarati avversari del Socrate senofonteo è il Ribbing, vedi:Genetische Darstellung der platonischen Ideenlehre, Leipzig, 1863, p. 40 e seg., dove l'autore si sforza di redarguire d'inconseguenza tutti gli altri espositori del Socratismo. Noi qui osserviamo che la critica storica non si può fare coi postulati alla mano, e che non sappiamo vedere col Ribbing nel Socrate senofonteo l'espressione sistematica dell'immoralità. Cfr. dello stesso autore:Om Sokrates. Upsala, 1846, e spec. p. 43 e seg. il quale libro non abbiamo potuto bene esaminare, per esserci arrivato troppo tardi.
209.Lo Zeller ha raccolto tutti i luoghi che mettono in chiaro questo concetto, op. cit., p. 101-106, ma ha poi sacrificato al suo proprio criterio soggettivo la ragione storica della posizione socratica; su la quale ha finito per pronunziare giudizi in gran parte sfavorevoli.
209.Lo Zeller ha raccolto tutti i luoghi che mettono in chiaro questo concetto, op. cit., p. 101-106, ma ha poi sacrificato al suo proprio criterio soggettivo la ragione storica della posizione socratica; su la quale ha finito per pronunziare giudizi in gran parte sfavorevoli.
210.Argomento sul quale molti critici sono tornati da Schleiermacher in poi.
210.Argomento sul quale molti critici sono tornati da Schleiermacher in poi.
211.Stimiamo inutile addurre i molti luoghi dei Memorabili dai quali risulta questa determinazione; basti ricordare il concetto dell'εὐπραξία III, 9, 14, il quale manifestamente rivela come la indeterminata rappresentazione del benessere, del ben vivere, del buon esito, che era espressa dall'eὖ fosse determinata dalla costanza della πρᾶξις, in quanto diversa dall'εὐτυχία.
211.Stimiamo inutile addurre i molti luoghi dei Memorabili dai quali risulta questa determinazione; basti ricordare il concetto dell'εὐπραξία III, 9, 14, il quale manifestamente rivela come la indeterminata rappresentazione del benessere, del ben vivere, del buon esito, che era espressa dall'eὖ fosse determinata dalla costanza della πρᾶξις, in quanto diversa dall'εὐτυχία.
212.Mem., III, 8, I e seg.
212.Mem., III, 8, I e seg.
213.Il Brandis ed il Dissen hanno ammessa questa confusione nel Socrate senofonteo, contro la esplicita testimonianza di Sen. Mem. IV, 5, 10; ibid. 6; e 8, 11. Cfr. Hermann:Geschichteecc., p. 335, nota 348; e Hurndall, op. cit., p. 37.
213.Il Brandis ed il Dissen hanno ammessa questa confusione nel Socrate senofonteo, contro la esplicita testimonianza di Sen. Mem. IV, 5, 10; ibid. 6; e 8, 11. Cfr. Hermann:Geschichteecc., p. 335, nota 348; e Hurndall, op. cit., p. 37.
214.Mem., IV, 6, 8 e seg.
214.Mem., IV, 6, 8 e seg.
215.L'Alberti, op. cit., p. 100 e seg., parla del concetto della perfezione morale, della educazione completa dell'uomo al principio assoluto della moralità, dell'idea sostanziale del bene, e di altre cose simili, che sono tutte estranee al Socrate della storia.
215.L'Alberti, op. cit., p. 100 e seg., parla del concetto della perfezione morale, della educazione completa dell'uomo al principio assoluto della moralità, dell'idea sostanziale del bene, e di altre cose simili, che sono tutte estranee al Socrate della storia.
216.Vedi specialmente Mem., IV, 1, 2.
216.Vedi specialmente Mem., IV, 1, 2.
217.In questo concetto ci accordiamo interamente con lo Strümpell, op. cit., p. 134.
217.In questo concetto ci accordiamo interamente con lo Strümpell, op. cit., p. 134.
218.Non è questo il luogo per sviluppare un concetto tanto complicato, qual'è quello dell'εὐδαιμονία nella storia della cultura greca; e ci limiteremo ad osservare, che ci pare affatto infondato il giudizio dello Zeller, il quale, op. cit., p. 103 nota 4ª, parla del concetto della felicità come di quello che nella sua generalità costituiva l'ideale di tutti gli antichi filosofi. Quanta diversità non corre solo fra Socrate e Platone? e molto più fra questo ed Aristotele?
218.Non è questo il luogo per sviluppare un concetto tanto complicato, qual'è quello dell'εὐδαιμονία nella storia della cultura greca; e ci limiteremo ad osservare, che ci pare affatto infondato il giudizio dello Zeller, il quale, op. cit., p. 103 nota 4ª, parla del concetto della felicità come di quello che nella sua generalità costituiva l'ideale di tutti gli antichi filosofi. Quanta diversità non corre solo fra Socrate e Platone? e molto più fra questo ed Aristotele?
219.Eth. Nicom., III, 8, 6. Δοκεῖ δε καὶ ἡ ἐμπειρια ἡ περὶ ἕκαστα ἀνδρία τις εἶναι ὂθεν δ Σωκράτης ᾠήθη ἐπιστήμην εἶναι τὴν ἀνδρίαν. In questo luogo è chiaro che la parola ἐμπειρία appartiene al testo di Aristotele, e non alla sentenza socratica che v'è riferita. È l'Hurndall, op. cit., p. 28, che principalmente ha insistito a voler provare, che il sapere socratico sia empirico.
219.Eth. Nicom., III, 8, 6. Δοκεῖ δε καὶ ἡ ἐμπειρια ἡ περὶ ἕκαστα ἀνδρία τις εἶναι ὂθεν δ Σωκράτης ᾠήθη ἐπιστήμην εἶναι τὴν ἀνδρίαν. In questo luogo è chiaro che la parola ἐμπειρία appartiene al testo di Aristotele, e non alla sentenza socratica che v'è riferita. È l'Hurndall, op. cit., p. 28, che principalmente ha insistito a voler provare, che il sapere socratico sia empirico.
220.Specialmente il citato Brandis, la cui opinione è stata recisamente rigettata come arbitraria dall'Hermann:Geschichteecc., p. 251.
220.Specialmente il citato Brandis, la cui opinione è stata recisamente rigettata come arbitraria dall'Hermann:Geschichteecc., p. 251.
221.Vedi su la falsa interpretazione di Aristotele fatta dall'Hurndall, loc. cit., Strümpell, op. cit., p. 159.
221.Vedi su la falsa interpretazione di Aristotele fatta dall'Hurndall, loc. cit., Strümpell, op. cit., p. 159.
222.Mem., IV, 2, 19 e seg.
222.Mem., IV, 2, 19 e seg.
223.Mem., III, 9.
223.Mem., III, 9.
224.In questa determinazione abbiamo seguito la facile e naturale interpretazione dello Strümpell, op. cit., p. 138, ch'è pure quella dell'Hermann:Geschichteecc., p. 253 e nota 340, senza impacciarci in una quistione astrusa sollevata dal Brindis:Rhem. Museum, I, p. 136; cfr.Entwickelungenecc., p. 237 e seg. ed Hurndall, op. cit., p. 39.
224.In questa determinazione abbiamo seguito la facile e naturale interpretazione dello Strümpell, op. cit., p. 138, ch'è pure quella dell'Hermann:Geschichteecc., p. 253 e nota 340, senza impacciarci in una quistione astrusa sollevata dal Brindis:Rhem. Museum, I, p. 136; cfr.Entwickelungenecc., p. 237 e seg. ed Hurndall, op. cit., p. 39.
225.Mem., I, 4, 2-19. In questo luogo è notevole che Socrate sia spinto dall'incredulità di Aristodemo a tentare una pruova dell'esistenza della divinità (καταμαθὼν γὰρ αὐτὸν οὔτε θύοντα τοῖς θεοῖς οὔτε μαντικῇ χρώμενον, ἀλλὰ και τῶν ποιούτων ταῦτα καταγελῶντα); la qual cosa mostra chiaramente quanto sia fondata la nostra opinione, che egli non si fosse punto proposto di allontanarsi dal concetto tradizionale della religiosità positiva, perchè era alla conferma delle pratiche del culto che mirava la dimostrazione. Cfr. Sext. Emp. adv. Math. IX, 92 e seg. Tutti i luoghi dei Memorabili, che concernono la teologia di Socrate, sono stati raccolti dall'Hummel:De Theologia Socratis in Xenoph. Comment. tradita, Gottingae, 1839; col quale autore noi non ci accordiamo quanto all'interpretazione.
225.Mem., I, 4, 2-19. In questo luogo è notevole che Socrate sia spinto dall'incredulità di Aristodemo a tentare una pruova dell'esistenza della divinità (καταμαθὼν γὰρ αὐτὸν οὔτε θύοντα τοῖς θεοῖς οὔτε μαντικῇ χρώμενον, ἀλλὰ και τῶν ποιούτων ταῦτα καταγελῶντα); la qual cosa mostra chiaramente quanto sia fondata la nostra opinione, che egli non si fosse punto proposto di allontanarsi dal concetto tradizionale della religiosità positiva, perchè era alla conferma delle pratiche del culto che mirava la dimostrazione. Cfr. Sext. Emp. adv. Math. IX, 92 e seg. Tutti i luoghi dei Memorabili, che concernono la teologia di Socrate, sono stati raccolti dall'Hummel:De Theologia Socratis in Xenoph. Comment. tradita, Gottingae, 1839; col quale autore noi non ci accordiamo quanto all'interpretazione.
226.La difficoltà di Aristodemo è formulata nelle parole: εἴπερ γε μὴ τύχῃ τινί, ἀλλὰ ύπὸ γνώμης ταῦτα (ossia le cose naturali) γίγνεται, I, 4, 4.
226.La difficoltà di Aristodemo è formulata nelle parole: εἴπερ γε μὴ τύχῃ τινί, ἀλλὰ ύπὸ γνώμης ταῦτα (ossia le cose naturali) γίγνεται, I, 4, 4.
227.La dimostrazione socratica dal bel principio formula il suo risultato nelle parole: Πρέπει μν τέἀ ἐπ' ὠφελείᾳ γιγνόμενα γνώμες ἔργα εἶναι I, 4, 5.
227.La dimostrazione socratica dal bel principio formula il suo risultato nelle parole: Πρέπει μν τέἀ ἐπ' ὠφελείᾳ γιγνόμενα γνώμες ἔργα εἶναι I, 4, 5.
228.Questo nostro concetto apparisce chiaro sì dalla varietà degli elementi intuitivi, che fanno parte della dimostrazione nel suo largo sviluppo, come dall'intento pratico di rettificare una falsa rappresentazione della santità e del culto religioso.
228.Questo nostro concetto apparisce chiaro sì dalla varietà degli elementi intuitivi, che fanno parte della dimostrazione nel suo largo sviluppo, come dall'intento pratico di rettificare una falsa rappresentazione della santità e del culto religioso.
229.Mem., I, 1, 19..... ἡγεῖτο πάντα μὲν θεοὺς εὶδέναι..... I, 3, 3. οὔτε τοῖς δεοῖς ἔφη καλῶς ἔχειν I, 4, 11 e seg. ove si discute della provvidenza delta divinità (οἱ δεοί); e IV, 3, 3. In altri luoghi, è adoperato semplicemente δεός I, 4, 13, 17; IV, 3, 6; e δεοἶν I, 4, 18.
229.Mem., I, 1, 19..... ἡγεῖτο πάντα μὲν θεοὺς εὶδέναι..... I, 3, 3. οὔτε τοῖς δεοῖς ἔφη καλῶς ἔχειν I, 4, 11 e seg. ove si discute della provvidenza delta divinità (οἱ δεοί); e IV, 3, 3. In altri luoghi, è adoperato semplicemente δεός I, 4, 13, 17; IV, 3, 6; e δεοἶν I, 4, 18.
230.Mem., I, 1, 2 e seguenti e conf. IV, 3, 16.
230.Mem., I, 1, 2 e seguenti e conf. IV, 3, 16.
231.Mem., I, 4, 5: ὁ ἐξ ἀρχῆς ποιῶν. id. 17: ἔοικε ταῦτα (le cose naturali) σοποῦ τινος δημιουργοῦ καὶ φιλοζὡου τεχνἡματι (γἱγνεσθαι) id. 17 τὴν τοῦ δεοῦ φρὁνησιν..... τὸν τοῦ δεου ὁφθαλμον; IV, 3, 13: ὁ τὸν ὃλον κόσμον συντἁττων καὶ αυνέχων.
231.Mem., I, 4, 5: ὁ ἐξ ἀρχῆς ποιῶν. id. 17: ἔοικε ταῦτα (le cose naturali) σοποῦ τινος δημιουργοῦ καὶ φιλοζὡου τεχνἡματι (γἱγνεσθαι) id. 17 τὴν τοῦ δεοῦ φρὁνησιν..... τὸν τοῦ δεου ὁφθαλμον; IV, 3, 13: ὁ τὸν ὃλον κόσμον συντἁττων καὶ αυνέχων.
232.Mem., IV, 3, 13. Quanto al Krische;Forschungen etc.p. 220 (*), che considera apocrifo il luogo, vedi Zeller, op. c., p. 118 n. 2. Il Dindorf nell'edizione di Oxford, 1862, e nella 3ª ed. di Lipsia, Teubner, 1865, ha rigettato come apocrifo l'intero capitolo; ma le sue ragioni sono state bene ribattute dal Breitenbach nella 3ª ed. dei Memorabili, Berlino 1863. Introd. p. 8-10.
232.Mem., IV, 3, 13. Quanto al Krische;Forschungen etc.p. 220 (*), che considera apocrifo il luogo, vedi Zeller, op. c., p. 118 n. 2. Il Dindorf nell'edizione di Oxford, 1862, e nella 3ª ed. di Lipsia, Teubner, 1865, ha rigettato come apocrifo l'intero capitolo; ma le sue ragioni sono state bene ribattute dal Breitenbach nella 3ª ed. dei Memorabili, Berlino 1863. Introd. p. 8-10.
233.Zeller, op. c., p. 116-120.
233.Zeller, op. c., p. 116-120.
234.Zeller, op. cit. p. 117 e 110.
234.Zeller, op. cit. p. 117 e 110.
235.Vedi tutto il citato luogo Mem., I, 4, 2 e seg.
235.Vedi tutto il citato luogo Mem., I, 4, 2 e seg.
236.Quelli che non hanno intesa l'importanza di questa posizione storica sono stati costretti ad ammettere, che Socrate seguisse una doppia maniera di esposizione, adattandosi per convenienza alle forme politeistiche, per es. Hummel, op. cit., p. 10, e Denis:Histoire des idées morales dans l'antiquité(*) I, p. 79. Cfr. Zeller, op. cit., p. 120, che rigetta questa falsa interpretazione.
236.Quelli che non hanno intesa l'importanza di questa posizione storica sono stati costretti ad ammettere, che Socrate seguisse una doppia maniera di esposizione, adattandosi per convenienza alle forme politeistiche, per es. Hummel, op. cit., p. 10, e Denis:Histoire des idées morales dans l'antiquité(*) I, p. 79. Cfr. Zeller, op. cit., p. 120, che rigetta questa falsa interpretazione.
237.Hummel, op. cit., p. 14 e seg., ha voluto condursi con troppo spirito di conseguenza nel mettere insieme i predicati della divinità, che si trovano qua e là nei Memorabili.
237.Hummel, op. cit., p. 14 e seg., ha voluto condursi con troppo spirito di conseguenza nel mettere insieme i predicati della divinità, che si trovano qua e là nei Memorabili.
238.Mem., I, 4, 8, 17 e seg e IV, 3, 12 e seg.
238.Mem., I, 4, 8, 17 e seg e IV, 3, 12 e seg.
239.Mem., I, 1, 6; 3, 4; 4, 14; 7, 6; II, 2, 14; IV, 3, 12-14 ecc.
239.Mem., I, 1, 6; 3, 4; 4, 14; 7, 6; II, 2, 14; IV, 3, 12-14 ecc.
240.Vedi, per es., su la psicologia di Pindaro e di Eschilo il citato libro del Buchholtz, pp. 17-39, e pp. 131-146.
240.Vedi, per es., su la psicologia di Pindaro e di Eschilo il citato libro del Buchholtz, pp. 17-39, e pp. 131-146.
241.Mem., IV, 3, 14: ἡ φυχἡ, ἤ, εἴπερ καὶ αλλο τῶν ὰνθρωπίνων, τοῦ θείον μετέχει.
241.Mem., IV, 3, 14: ἡ φυχἡ, ἤ, εἴπερ καὶ αλλο τῶν ὰνθρωπίνων, τοῦ θείον μετέχει.
242.Apol., p. 40 e seg.
242.Apol., p. 40 e seg.
243.Cirop., VIII, 7, 19 e seg.
243.Cirop., VIII, 7, 19 e seg.
244.Ammenochè non si affermi così apoditticamente come fa il Brandis:Entwickelungenecc., p. 244.
244.Ammenochè non si affermi così apoditticamente come fa il Brandis:Entwickelungenecc., p. 244.
245.Gorgia, p. 523 e seg. Lo Strümpell, op. cit., p. 181, ha voluto con troppa sicurezza inferire da questo luogo, che la convinzione dell'immortalità fosse a quel tempo qualcosa di tanto nuovo, da dover eccitare la maraviglia.
245.Gorgia, p. 523 e seg. Lo Strümpell, op. cit., p. 181, ha voluto con troppa sicurezza inferire da questo luogo, che la convinzione dell'immortalità fosse a quel tempo qualcosa di tanto nuovo, da dover eccitare la maraviglia.