[image]VIII.Turpitudini dei vecchi[image]Il vizio si appiglia a tutte le età, perfino ai vecchi sulla soglia della tomba.Nei vecchi lo sbucciare di una nuova giovinezza li conduce a disordini ridicoli e vergognosi, e, questo ardore retrospettivo, si lancia e sfolgora come una scintilla.L'amore tardivo rende il vecchio concupiscente, abietto e ripugnante, gli toglie ogni lume di ragione e di discernimento; troppo animale per sentire, troppo turbato per riflettere, e troppo affrettato soprattutto di godere un ultimo giorno di felicità, questo vecchio satiro diventa così ridicolo che la donna dalla quale è sfruttato, e che ne precipita la morte, non deve molto penare per farlo cadere nelle sue reti. Ma ella gli fa pagare a caro prezzo la propria compiacenza, ed il disgusto che prova dandosi a lui.Nei vecchi lo spettro dell'impotenza li [pg 141] spinge a pigliar tutte le possibili precauzioni per evitarla, e cercano di eccitarsi con un regime spaventevole. Quando la propria scienza è esaurita, le donne vengono in loro soccorso, ed in tal materia esse possono dar lezioni a più di un medico.Nei vecchi l'impotenza è la legge comune. La natura fa le spese della saggezza, giacchè indebolendo gli organi ne impedisce l'uso. Se molti ascoltano questo avvertimento, altri vi si ribellano, sia per illusione, sia perchè marci dal vizio; ed anche perchè l'uomo nella verde vecchiezza rifiuta a credersi quella che è; i ricordi sono sempre là, fissi nella memoria per tormentarlo, giacchè egli volge sempre gli occhi indietro per contemplare il lontano orizzonte dei suoi amori trascorsi. È dunque con difficoltà che si abitua all'idea che poco a poco, i cammini della procreazione gli sono chiusi.Sente reminiscenze confuse e tentatrici, tutto par giovane in lui fuorchè l'atto di nascita. Confessa ben che il pungolo del desiderio non è tanto cocente come per lo passato, ma non si crede disarmato al punto di dover rinunziare alla lotta ed al trionfo.Molti uomini avanzati in età invece di estinguere in essi gli ardori lascivi, non si preoccupano al contrario che di eccitarli, soddisfarli con l'aiuto dell'immaginazione, e siccome dalla vita sessuale alla vita corrotta non vi è che un passo, la forza e la salute non tardano ad essere stremate. Quelli che sono ciechi e depravati a questo punto fanno sforzi inauditi per realizzare desiderii che non è più possibile di soddisfare se non con la complicità forzata degli organi genitali, e [pg 142] come abbiamo più sopra detto, è allora che una Venere impudica viene a prodigare a questi vecchi libertini le sue irritanti eccitazioni al vizio.L'eccitante più comune a cui ricorrono i vecchi lubrici è il continuo cambiamento, la varietà nelle persone che ricercano.La flagellazione, le privazioni irritanti, la vista dei coito praticato da altri, sono tanti diversi mezzi messi in uso.Un gran signore chiedeva un giorno a Chirac, medico del reggente, se l'uso delle donne fosse tanto pericoloso alla salute quanto si diceva: «No, rispose Chirac, purchè non si piglino droghe, ed io dichiaro che anche il cambiamento è una droga.» In fatti lo stimolo in questi casi è troppo facile, troppo violento, troppo ripetuto per non produrre disastrosi effetti.Vecchi, ricchi e celibi, state accorti a non usar troppo di simile droga![image][pg 143]
[image]VIII.Turpitudini dei vecchi[image]Il vizio si appiglia a tutte le età, perfino ai vecchi sulla soglia della tomba.Nei vecchi lo sbucciare di una nuova giovinezza li conduce a disordini ridicoli e vergognosi, e, questo ardore retrospettivo, si lancia e sfolgora come una scintilla.L'amore tardivo rende il vecchio concupiscente, abietto e ripugnante, gli toglie ogni lume di ragione e di discernimento; troppo animale per sentire, troppo turbato per riflettere, e troppo affrettato soprattutto di godere un ultimo giorno di felicità, questo vecchio satiro diventa così ridicolo che la donna dalla quale è sfruttato, e che ne precipita la morte, non deve molto penare per farlo cadere nelle sue reti. Ma ella gli fa pagare a caro prezzo la propria compiacenza, ed il disgusto che prova dandosi a lui.Nei vecchi lo spettro dell'impotenza li [pg 141] spinge a pigliar tutte le possibili precauzioni per evitarla, e cercano di eccitarsi con un regime spaventevole. Quando la propria scienza è esaurita, le donne vengono in loro soccorso, ed in tal materia esse possono dar lezioni a più di un medico.Nei vecchi l'impotenza è la legge comune. La natura fa le spese della saggezza, giacchè indebolendo gli organi ne impedisce l'uso. Se molti ascoltano questo avvertimento, altri vi si ribellano, sia per illusione, sia perchè marci dal vizio; ed anche perchè l'uomo nella verde vecchiezza rifiuta a credersi quella che è; i ricordi sono sempre là, fissi nella memoria per tormentarlo, giacchè egli volge sempre gli occhi indietro per contemplare il lontano orizzonte dei suoi amori trascorsi. È dunque con difficoltà che si abitua all'idea che poco a poco, i cammini della procreazione gli sono chiusi.Sente reminiscenze confuse e tentatrici, tutto par giovane in lui fuorchè l'atto di nascita. Confessa ben che il pungolo del desiderio non è tanto cocente come per lo passato, ma non si crede disarmato al punto di dover rinunziare alla lotta ed al trionfo.Molti uomini avanzati in età invece di estinguere in essi gli ardori lascivi, non si preoccupano al contrario che di eccitarli, soddisfarli con l'aiuto dell'immaginazione, e siccome dalla vita sessuale alla vita corrotta non vi è che un passo, la forza e la salute non tardano ad essere stremate. Quelli che sono ciechi e depravati a questo punto fanno sforzi inauditi per realizzare desiderii che non è più possibile di soddisfare se non con la complicità forzata degli organi genitali, e [pg 142] come abbiamo più sopra detto, è allora che una Venere impudica viene a prodigare a questi vecchi libertini le sue irritanti eccitazioni al vizio.L'eccitante più comune a cui ricorrono i vecchi lubrici è il continuo cambiamento, la varietà nelle persone che ricercano.La flagellazione, le privazioni irritanti, la vista dei coito praticato da altri, sono tanti diversi mezzi messi in uso.Un gran signore chiedeva un giorno a Chirac, medico del reggente, se l'uso delle donne fosse tanto pericoloso alla salute quanto si diceva: «No, rispose Chirac, purchè non si piglino droghe, ed io dichiaro che anche il cambiamento è una droga.» In fatti lo stimolo in questi casi è troppo facile, troppo violento, troppo ripetuto per non produrre disastrosi effetti.Vecchi, ricchi e celibi, state accorti a non usar troppo di simile droga![image][pg 143]
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Il vizio si appiglia a tutte le età, perfino ai vecchi sulla soglia della tomba.
Nei vecchi lo sbucciare di una nuova giovinezza li conduce a disordini ridicoli e vergognosi, e, questo ardore retrospettivo, si lancia e sfolgora come una scintilla.
L'amore tardivo rende il vecchio concupiscente, abietto e ripugnante, gli toglie ogni lume di ragione e di discernimento; troppo animale per sentire, troppo turbato per riflettere, e troppo affrettato soprattutto di godere un ultimo giorno di felicità, questo vecchio satiro diventa così ridicolo che la donna dalla quale è sfruttato, e che ne precipita la morte, non deve molto penare per farlo cadere nelle sue reti. Ma ella gli fa pagare a caro prezzo la propria compiacenza, ed il disgusto che prova dandosi a lui.
Nei vecchi lo spettro dell'impotenza li [pg 141] spinge a pigliar tutte le possibili precauzioni per evitarla, e cercano di eccitarsi con un regime spaventevole. Quando la propria scienza è esaurita, le donne vengono in loro soccorso, ed in tal materia esse possono dar lezioni a più di un medico.
Nei vecchi l'impotenza è la legge comune. La natura fa le spese della saggezza, giacchè indebolendo gli organi ne impedisce l'uso. Se molti ascoltano questo avvertimento, altri vi si ribellano, sia per illusione, sia perchè marci dal vizio; ed anche perchè l'uomo nella verde vecchiezza rifiuta a credersi quella che è; i ricordi sono sempre là, fissi nella memoria per tormentarlo, giacchè egli volge sempre gli occhi indietro per contemplare il lontano orizzonte dei suoi amori trascorsi. È dunque con difficoltà che si abitua all'idea che poco a poco, i cammini della procreazione gli sono chiusi.
Sente reminiscenze confuse e tentatrici, tutto par giovane in lui fuorchè l'atto di nascita. Confessa ben che il pungolo del desiderio non è tanto cocente come per lo passato, ma non si crede disarmato al punto di dover rinunziare alla lotta ed al trionfo.
Molti uomini avanzati in età invece di estinguere in essi gli ardori lascivi, non si preoccupano al contrario che di eccitarli, soddisfarli con l'aiuto dell'immaginazione, e siccome dalla vita sessuale alla vita corrotta non vi è che un passo, la forza e la salute non tardano ad essere stremate. Quelli che sono ciechi e depravati a questo punto fanno sforzi inauditi per realizzare desiderii che non è più possibile di soddisfare se non con la complicità forzata degli organi genitali, e [pg 142] come abbiamo più sopra detto, è allora che una Venere impudica viene a prodigare a questi vecchi libertini le sue irritanti eccitazioni al vizio.
L'eccitante più comune a cui ricorrono i vecchi lubrici è il continuo cambiamento, la varietà nelle persone che ricercano.
La flagellazione, le privazioni irritanti, la vista dei coito praticato da altri, sono tanti diversi mezzi messi in uso.
Un gran signore chiedeva un giorno a Chirac, medico del reggente, se l'uso delle donne fosse tanto pericoloso alla salute quanto si diceva: «No, rispose Chirac, purchè non si piglino droghe, ed io dichiaro che anche il cambiamento è una droga.» In fatti lo stimolo in questi casi è troppo facile, troppo violento, troppo ripetuto per non produrre disastrosi effetti.
Vecchi, ricchi e celibi, state accorti a non usar troppo di simile droga!
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