Tristissima restava la condizione delle provincie pontifizie, minacciate tuttodì dalla cospirazione interna e dalle mene esterne. Il papa, prevedendo quel che succederà al levarsi di colui che si era assunto di essere unico a difenderlo, benedicendo gli uffiziali prossimi a partire diceva: «Se Dio ci conserverà la tranquillità lo benedirò: se mi mandi disastri, lo benedirò ancora».
Con nobile iniziativa Pio IX avea scritto al re d’Italia, invitandolo a trattare seco per provvedere alle sedi vescovili del regno, di cui ben ottanta trovavansi vacanti, sia per morte, sia per incarceramento o esiglio dei titolari. Il re spedì a Roma con carattere confidenziale il commendatore Vegezzi, che facilmente potè venire a un accordo, ma nuove pretensioni del Ministero impedirono ogni conclusione, lasciando incancrenire la piaga delle ostilità che contro le credenze della maggioranza esercitava il Governo, «spaventato da un’opinione pubblica del tutto artificiale».
Trasferita la capitale con tutto il disordine della fretta, lo crebbero e l’attuazione dei Codici improvvisati e la rinnovazione della Camera elettiva. Il Ministeroera stato modificato, e il Parlamento sciolto e intimate le nuove elezioni per la fine d’ottobre, dove il Ministero, impaurito dall’apparire di tanti cattolici, che poteano impedire le soppressioni e gl’incameramenti, voluti dagl’intolleranti e dai finanzieri, pose tutto in opera per attraversarli, laonde restò il sopravvento al partito d’azione, che secondato dalla frammassoneria, potè (come fu scritto) mostrare la sua ostilità non solo per gli uomini d’ordine, ma per gl’ingegni limpidi e i caratteri fermi. Nel discorso d’apertura, al re faceasi tacere ogni rimpianto o saluto per la capitale abbandonata, ogni parola allusiva a Venezia, eppure domandare nuovi sagrifizj; applaudirsi d’avere interrotte le trattative col papa, e annunziare non solo la soppressione degli Ordini religiosi e l’incameramento de’ beni ecclesiastici, ma la segregazione dello Stato dalla Chiesa. Erasi voluto con ciò dare un’esca al partito ormai prevalente, ma questo agognava al potere, e ben tosto il disaccordo apertissimo fra la Camera e il Ministero portò la caduta di questo.