APPENDICE IX.STATISTICA

APPENDICE IX.STATISTICA

Dal libroXIdi Giovanni Villani possiamo ricavare, comecchè imperfetto e inesatto, il conto discusso della repubblica di Firenze attorno al 1343. Il fiorino d’oro, di ventiquattro carati e del peso di settantadue grani, valeva lire tre e soldi due.

Da quarantamila fiorini d’oro per i soldati, che in tempo di pace si riducevano a settecento in mille a cavallo e altrettanti a piedi; e per le riparazioni a mura, ponti, chiese, erano le spese straordinarie, cui supplivano le borse de’ cittadini.

Una lezione diversa è data nelleDelizie degli eruditi toscani, vol.XII. p. 349.

Dönniges (Acta Henrici VII imperatoris, part.I. p. 95. Berlino 1839) stampò come del tempo di Enrico VII un bilancio della repubblica di Pisa, steso da Vani di Zeno, e riveduto da Bernardo notajo; ma non può essere di quel tempo, bensì del 1340 circa.

Erano spese straordinarie le truppe tolte a stipendio secondo il bisogno. Il quadro è affatto incompleto, mancando fin le spese per armare venti galere, per le fortificazioni, le spedizioni di consoli e ambasciadori, e ponti, vie, canali, abbellimenti. L’entrata sarebbe quattro quinti di quella di Firenze.

Raccogliamo dal Ghirardacci il bilancio di Bologna nel 1381.

Marin Sanuto, poco dopo il 1450, ci offre un quadro statistico comparativo delle forze ed entrate delle potenze cristiane, che qui compendiamo.

Un conto riferito nelleDelizie degli eruditi toscani, vol.XX. p. 170, dà al 1427 le rendite di Milano fiorini ventimila; Novara e Vercelli quattromila; Asti, Pavia, Como, Lodi, Piacenza, Parma, Perugia duemila; Alessandria, Tortona mille; Cremona tremila; Crema quattromila;Bergamo tremila; Genova e Savona seimila; cioè in tutto fiorini cinquantaquattromila al mese.

Or segue il Sanuto a dare le


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