VIGLI SVIZZERI.
Siccome è cagione di alta maraviglia lo scorgere nel soldato napolitano tanta attitudine guerriera, tanta bravura militare e personale e nello stesso tempo un'anima così serva e nessuna luce nel pensiero, eguale stupore si sveglierà e forse maggiore nel considerare l'indole della nazione svizzera generosa e guerriera, libera e capace di spargere tutto il suo sangue per mantenere integri i diritti della sua indipendenza, così incontro a nemico esterno come a tirannide interna, e come nello stesso tempo porzione de' suoi figli abbandoni le nevose e giganti sue vette, ove i nembi dell'inverno, e la tremenda maestà delle rupi natie par che abbiano in custodia il palladio della libertà;i costumi semplici ed intemerati dalle loro pendici, le austere virtù dei loro padri, l'alito illibato delle loro vergini, per discendere ove è lunga abitudine di servaggio, mollezza di clima, vizii ed inerzia, delitti e superstizioni, vizii alimentati da millenare schiavitù, straniera, viceregale, in ultimo indigena: ivi prostituirsi della purezza del cuore, e di quell'energia guerriera impartita ad essi dalla maestosa natura delle loro contrade, e fino di quel valore incontrastabile farne baluardo alla sicurezza del tiranno, e stromento, che collocato nelle di lui mani divien tanto più funesto quanto più deciso e feroce è il colpo che vien dal rinnegato anzichè da nemico qualsiasi. Ma una menoma frazione di rei non formerà accusa contro una valorosa ed invitta repubblica, come la bruta ferocia con cui i valorosi napolitani tolti alla guerra generale e santissima che combattevano contro lo straniero, per rivolgere le armi per la guerra fratricida (d'onde è che si è allentato il prospero corso dei trionfi italiani) ripeto, quella serva e bruta ferocia non permetterà che sul nome di liberi napolitani vada a ripiombare quell'esecrazione tutta al tiranno dovuta, che insanguina la terra delle Siciliecon quelle armi che ha tolte all'esercito italiano col pretesto d'una rivoluzione da lui stesso provocata e condotta. I reggimenti svizzeri da molti anni educati al servaggio napolitano, han dato prova di vizi turpi ed abbominevoli: i comandanti hanno confortato i Napolitani ad una rivoluzione e li hanno poscia traditi, ed i soldati sulla vinta ed inerme città hanno esercitato ogni genere di nefandità; entrando nelle case hanno ucciso l'inerme ed il prigioniero, le donne ed i vecchi: indi han saccheggiato (come ne aveano avuto licenza, anzi promessa) nella stanza stessa che suonava dell'agonia delle loro vittime; gli uffiziali stessi in case neutrali han messo a prezzo la vita di inermi cittadini; una povera donna non avendo altro da offrir loro che cibo, cibo essi presero da lei. Tanta ferocia! e contro un popolo che gli aveva amati, ed in essi avea rispettato liberali istituzioni e generosa fortezza! oh quante sciagure ci lascia a deplorare la tirannide! ma la maggiore è la corruzione dalla quale vediamo perduti i migliori.
Aspettiamo dalla Repubblica Svizzera giustizia; l'aspetta Napoli ed Italia, la reclama la civiltà Europea.