Chapter 34

421.A questo punto dell’istoria noi rimanghiamo con poco sussidio di contemporanei, avendo cessato con l’anno 1447 il Cavalcanti, e prima del 57 iCommentaridi Neri Capponi. Finisce con l’anno 1460 il Boninsegni, e tace la prima parte delle Istorie che vanno col nome di Giovanni Cambi, per indi ripigliare col 1480 la parte descritta da lui testimone; e finiscono iRicordidi Filippo Rinuccini, continuati però con maggiore ampiezza dal figlio Alamanno.422.Il Fabroni pubblicava le note di Piero per le spese fatte nei funerali del padre e negli uffici e limosine, e per vestire a bruno gli uomini e donne della famiglia, e i fattori e i servi. Stanno con questi i nomi di quattro schiave. Lo stesso autore ci diede (pag. 214) il contratto di compra di una schiava circassa per conto di Cosimo dei Medici l’anno 1427 in Venezia, per mano di Giovanni Portinari, il quale pagava sessantadue ducati d’oro, prezzo della schiava.423.Vedi le lettere a Piero de’ Medici, del Papa e del Re di Francia, Luigi XI, più altre poi d’uomini letterati — Abbiamo anche una bella lettera di Piero intorno agli ultimi giorni del padre. (Fabroni,Documenti, pag. 251.)424.Mémoires dePhil. de Comines, lib. VII, cap. V. — E innanzi avea detto: «Cosme de Médicis, homme digne d’être nommé entre les très-grands; et en son cas qui estoit de marchandise, etoit la plus grande maison qui je croy qui jamais ait ésté au monde: car leurs serviteurs et facteurs ont eu tant de crédit, soubs couleur de ce nom Medicis, que ce seroit merveilles à croire a ce que j’en ay veu en Flandre et en Angleterre.»425.«Non fu anno che non spendesse in muraglie quindici ovvero diciotto migliaia di fiorini. — Nel palazzo di Firenze 60 mila; nel chiostro e parte della chiesa di San Lorenzo, 70 mila. In San Marco ne avea spesi 40 mila, e non bastarono; nella Badia di Fiesole 80 mila.» (Vespasiano,Vita di Cosimo.) — Il Fabroni pubblicava un lodo per le divise tra’ due rami usciti da Giovanni di Bicci, nel quale è detto che le spese fatte da Cosimo nelle chiese di Santa Croce, dei Servi, di San Miniato al Monte e di Camaldoli nel Casentino, oltre a quelle notate nel testo, sieno portate sulla parte sua, sgravandone quella dei figli di Lorenzo. — In certiRicordiil Magnifico scriveva: «Gran somma di danari trovo che abbiamo spesi dall’anno 1434 in qua fino a tutto il 1471. Si vede somma incredibile, perchè ascende a fiorini 663,755 tra limosine, muraglie e gravezze, senza l’altre spese; di che non voglio dolermi: perchè quantunque molti giudicassin meglio averne una parte in borsa, io giudico esser grande onore allo stato nostro, e paionmi ben collocati, e sonne molto ben contento.» (Lorenzo Medici,Ricordi.Fabroni, pag. 47.)426.«Tolsi quarantacinque scrittori e finii volumi dugento in mesi ventidue.» Dallo stesso Vespasiano abbiamo l’elenco dei codici antichi fatti copiare da lui; un catalogo della biblioteca lasciata da Cosimo e che è nell’Archivio Mediceo, parve al Fabroni troppo lungo perchè lo stampasse. Per la Chiesa di San Lorenzo faceva scrivere ed abbellire di miniature trenta libri corali; altri per San Marco, ec. — L’inventario delle gemme incise e vasi e medaglie e gioie trovate nell’eredità di Cosimo dei Medici, aggiugne alla somma di 28 mila 423 fiorini, senza gli argenti e mobilia. (Fabroni, pag. 231.)427.Guicciardini,Opere inedite, tomo III, pag. 8.428.«Si vinse che le borse si serrassino e tornassesi alla sorte, la quale è molto grata a tutti generalmente, cioè quella de’ tre maggiori, Signori, Gonfaloniere e Dodici: che prima le tenevano a mano cinque cittadini, ed era de’ Signori chi egli disegnavano; e ora si cominciò a trarre a sorte. E’ Priori per novembre e dicembre 1465 feciono squittinio de’ tre maggiori. Cominciò agli 8 dicembre e finì a’ dì 30 detto. Furono in numero di 537, in tutto con priorati e magistrati e consoli, e con cinque accoppiatori, fatti per detto squittinio, che furono di più favore, ec. I Signori per gennaio e febbraio 1465-66 cominciarono lo squittinio dei capitani di Pisa, e potestà solo, e poi il partito chiamato gli otto uffici di dentro, poi undici uffici di fuori, poi provveditorati e riformatori e legionarii direttori, poi el marzocchio, e poi capitano di galere, e poi uffici di notai.» (Morelli,Ricordi, pag. 181.)429.Guicciardini,Opere inedite; Storia Fiorentina, cap. II. —Machiavelli, lib. VII. —Ammirato, lib XXIII.430.I Fiorentini, volendo al solito mandare galere in Levante per la tutela dei loro traffici, la Repubblica di Venezia si opponeva a ciò, allegando che i Turchi se l’avrebbono prese, usandole ai danni della cristianità: e avendo i Fiorentini risposto, che ad ogni modo le manderebbero; il Senato facea replicare, che il comandante dell’armata loro aveva piena balìa, e qualunque cosa egli facesse delle galere non se ne impacciavano.(RicordidiAlamanno Rinuccini, anno 1463.)431.Carlo Rosmini nellaStoria di Milanopurgava a sufficienza Francesco Sforza da quell’accusa per via di autentici documenti. Vedi pure quelli pubblicati dalCanestrini,Archivio Storico, tomo XV.432.Guicciardini,Storia di Firenze, XIX.433.Ricordi StoricidiAlamannodiFilippo Rinuccini.434.Vedi lettere di Agnolo Acciaioli e di un ser Luca, e la deposizione di Francesco Neroni. —Fabroni,Vit. Laurentii Med., Documenti, pag. 28-32.435.Fabroni,Documenti.436.Valori,Vita Laur. Med.437.Ricordid’Alamanno Rinuccini.438.StoriediIacopo Pitti, lib. I.439.Ammirato,Storie. —Fabroni, Documenti sopraccitati. — L’Ammirato accusa, non senza ragione, il Machiavelli di molti errori ed alterazioni di questi fatti come di altri molti. Nè facciamo caso della strabocchevolmente prolissa e in parte falsa narrazione che ne lasciava Michele Bruto nelle Storie sue, egli piacendosi in quei viluppi di vani disegni donde speravano forse in patria il ritorno i fuorusciti, tra i quali viveva cento anni dopo in Lione quello scrittore di poco pregio.440.Romanin,Storia di Venezia, lib. XI, cap. 1.441.Il Fabroni ha pubblicato queste due lettere che il Machiavelli avea veduto; ma questi conservandone i principii, poi le rifece a modo suo, e dice che fu quella dell’Acciaioli scritta da Napoli, quando è da Siena a’ 23 settembre. (Documenti, pag. 36; e vedi ancheVespasianonellaVita di Agnolo Acciaioli.)442.Fabroni, pag. 35. — Aggiugne all’amico, di queste cose non parli «se non con Madonna o col Signore.» Madonna era Lucrezia Tornabuoni moglie di Piero dei Medici. È cosa nuova dare in Firenze a un uomo il titolo di Signore.443.Annali VenetidiDomenico Malipieri.444.Vedi la lunga lettera di Ferrando alla Repubblica di Firenze. (Archivio Storico, tomo XV, pag. 185.)445.Annali VenetidiDomenico Malipieri.446.Pigna,Storia della Casa d’Este.447.«Dipoi la pubblicazione della pace, il Papa ha fatto batter talenti d’oro da venti ducati l’uno, con l’impronto della sua immagine e con lettere che dicono —Papæ Paulo pacis Italiæ fundatori.» (Malipieri,Annali.)448.Malipieri,Annali. —Ammirato,Storie.449.Machiavelli, lib. VI.450.Vespasiano,Vita di Agnolo Acciaioli. —Machiavelli,Storie.451.Lettere pubblicate dalFabronitra’ Documenti, pag. 28 e seg. — Gli manda arienti per convitare don Federigo d’Aragona ed altri Signori, «che si vuol fare magnificamente e onoratamente; e datevi buon tempo, e non vi date pensiero di noi di qui, che ancor sarete a tempo a smaltirle come noi.» (pag. 52). — Comunica seco via via i negozi che si trattavano, mostrando rimettersi di molte cose al giudizio suo.452.Christophori Landini,Disputationes Camaldulenses.453.La Giostra di Lorenzo fu cantata in terza rima da Luca Pulci con minutezza istorica e scarsa vena di poesia.454.Fabroni,Documenti, pag. 42.455.Niccolò Valori,Vita di Lorenzo.456.«Per fare il debito nostro donammo alla Duchessa una collana d’oro con un grosso diamante, che costò circa ducati tremila; donde ne seguitò dipoi, che il prefato Signore ha voluto che battezzi tutti gli altri sua figlioli.» (Ricordi di Lorenzo; vediFabroni, pag. 54.)457.Morelli,Ricordi(Deliz. Erud., tomo XIX). —RicordidiAlamanno Rinuccini. —Guicciardini,Opere inedite, tomo III, cap. 3. —Ammirato,Storie, lib. XXIII.458.Lettera di Piero dei Medici al figlio Lorenzo. (Fabroni,Docum.pag. 30.)459.Rinuccini Alamanno, pag. 116.460.Guicciardini,Opere inedite, tomo III, pag. 29. — A guerra finita il Malipiero scriveva: «Questo successo ha dispiaciuto alla Signoria (di Venezia), perchè continuando la guerra tra Volterra e Firenze se podeva solevar qualche novità in quella terra, e’ fuorusciti aiutati da Volterra saria entrati in Fiorenza.»461.«Ricordovi quando fu el sacco di Volterra, che ogni uomo pubblicamente, massime e’ Venti, mostravano buona disposizione; ma se noi non trovavam modo a trarre e’ cento mila fiorini dal Monte, se avessimo avuto a far prova di più difficil cosa, credo l’aremo veduta cattiva.» (Lettera di Lorenzo. VediFabroni, pag. 62 e seg.)462.Vespasiano,Vita di Federigo. —Machiavelli, lib. VII. —Ammirato, lib. XXIII. — Lettera di un Inghirami a Lorenzo; vediFabroni, pag. 63. — Antonio Ivani scrisse in latino un Commentario di quella guerra. (Rerum Ital. Script., tomo XXIII.) — Comprò la Repubblica e donò a Federigo il bel palagio di Rusciano in pian di Ripoli, cominciato da Luca Pitti: questi si trova essere stato uno dei Venti.463.I Diari Rinuccini descrivono questo e l’altro Capitolo Generale di tutto l’Ordine Francescano in Santa Croce di Firenze, al quale convennero l’anno 1449 milledugento frati; e la Repubblica stanziava a sussidio del detto Capitolo mille fiorini d’oro.464.«Del mese di settembre 1471 fui eletto ambasciatore a Roma per l’incoronazione di papa Sisto, dove fui molto onorato, e di quindi portai le due teste di marmo antiche delle immagini d’Augusto e d’Agrippa, le quali mi donò detto papa Sisto, e poi portai la Scodella nostra di calcedonio, intagliata, con molti altri cammei, che si comperarono allora ec.» (Ricordi di Lorenzo de’ Medici.) — «Lorenzo, tra gli altri benefizi che ha ricevuti da Sua Beatitudine, ha guadagnato con quella un tesoro.» (Istruzione in nome di Sisto IV ad Antonio Crivelli); vediAppendiceNº X. — Vedi ancheNiccolò Valori,Vitaec.465.Il Fabroni pubblicava una lettera che Lorenzo scriveva al Papa, il dì 21 novembre 1472, chiedendogli il cardinalato per Giuliano; e due a Lorenzo, del buono ed illustre, ma insieme prudente e un po’ cortigiano cardinale Iacopo Ammannati detto il Cardinale di Pavia, del quale abbiamo in latino un brano di storia e gran numero di lettere a principi, a grandi personaggi e a letterati.466.Corio,Storia di Milano.467.Niccolò Valori,Vitaec.468.VediAppendiceNº VIII.469.Abbiamo le due lettere pubblicate dal Fabroni (pag. 67, 68). Luigi XI proponeva a Lorenzo di tenere in Francia un suo Oratore, il quale dovesse conferire col Re solo, nè mai co’ magnati, nè co’ principi del sangue. Gli chiede poi dei cani in dono, ed anche uno solo, purchè fosse bello e grande, volendo tenerlo in camera e presso la persona sua.470.Guicciardini, cap. III.471.Vespasiano,Vita di Donato Acciaioli.472.Rinuccini, pag. 117.473.Abbiamo la data 28 gennaio 1475 neiRicordidel Morelli, gli altri tacendo quella Giostra ed i moderni scrittori avendo confusa questa col Tornèo più grande e solenne che aveva tenuto Lorenzo l’anno 1469. Quindi affermarono che il Poliziano fosse in età di soli quindici anni quando cominciava il Poemetto: ne aveva ben venti nel principio del 75, e ventiquattro ne avrebbe avuti quando il Poema fosse scritto un poco prima della congiura de’ Pazzi e interrotto quindi per la morte di Giuliano; il che a noi sembra essere congettura fra tutte probabile. Dove il Poeta nella quarta Stanza dice che all’ombra di Lorenzo«Fiorenza lieta in pace si riposaNè teme i venti, o ’l minacciar del cielo,Nè Giove irato in vista più crucciosa,»allude manifestamente alle ire di Sisto IV, le quali precessero al caso dei Pazzi.474.Ricordid’Alamanno Rinuccini, pag. 125 e seg.475.La formula delle sentenze diceva: «Magnifici Octoviri Custodiæ et Baliæ Civitatis Florentiæ in numero sufficienti collegialiter congregati, intellecto et recepto qualiter etc. — Et idcirco habito super prædictis omnibus et singulis sano et maturo consilio etc.; deliberaverunt, scribunt, commictunt, imponunt et mandant vobis Præsenti Domino Potestati dictæ Civitatis Florentiæ quatenus vigore præsentis deliberationis, ac commissionis et bullettini, per vestram sententiam declaretis, pronuntietis et sententietis dictos etc. — Nota che sempre al Potestà dicevanoVoi, «quel Voi che prima Roma sofferìe» e che era dato alla Sovranità. (Sentenze pubblicate tra i Documenti di corredo all’edizione del Commentario della Congiura de’ Pazzi per Angiolo Poliziano. Napoli, 1769.)476.L’AllegrettinelDiario Senese(R. I. S., tomo XXIII, e. 782), e ilMalavolti,Istoria di Siena, accusano apertamente i Fiorentini che dessero mano al conte Carlo ed ingannassero i Senesi con belle parole: «ci mandavano ogni dì una buona lettera, e il Conte Carlo ogni dì una cavalcata.» (Cronica citata.) — La corrispondenza di Lorenzo de’ Medici con la Signoria di Siena, che abbiamo in copia, si trova interrotta dall’anno 1476 all’anno 1482.477.L’attentato del Porcari non giunse all’effetto, i Pazzi ed il Fieschi riuscirono a mezzo, gli uccisori di Galeazzo e quei d’Alessandro de’ Medici e di Pier Luigi Farnese compierono il fatto; ma tuttavia gli Sforza regnarono a Milano, e a Firenze i Medici, e i Farnesi a Parma; nessuno mai degli uccisori scampava la vita.478.Tra questi è da porre Alamanno Rinuccini, che poi si mostra benevolo ai Pazzi: ed egli era stato compagno al Medici nelle ambascerie e negli uffici di maggior conto.479.Vespasiano,Vita di Piero de’ Pazzi.480.Ebbe egli il secondo premio nella Giostra, della quale il primo fu dato a Lorenzo.481.Machiavelli,Storie, lib. VIII.482.Confessione di Giovan Battista da Montesecco, stampata tra i documenti che fanno seguito al Poliziano,Congiura de’ Pazzi, e dal Fabroni e dal Roscoe,Vita di Lorenzo. Il Machiavelli trasse molto da quel documento; così l’Ammirato. Noi lo riproduciamo nell’AppendiceNº IX.483.Nelle lettere citate di Piero de’ Medici si vede Guglielmo dieci anni prima essere tenuto fra i più intrinseci della Casa.484.Abbiamo lettera di Girolamo Riario a Lorenzo da Roma a’ 15 gennaio 1478, con la quale lo invita ad andare colà, promettendogli molto adoprarsi «a levare di mezzo ogni dubitazione che fosse nata tra esso e il Pontefice.» (Fabroni,Doc., pag. 105.)485.Istruzione di Lorenzo a Piero suo figlio che andava in Roma nel novembre del 1484. (Fabroni, pag. 268.)486.Vasari,Vita d’Andrea Verrocchio: ma quella pittura fu indi a poco cancellata.487.Congiura de’ Pazziscritta da Filippo Strozzi che v’era presente. —Angeli Politiani,Coniurationis Pactianæ Commentarium; Napoli, 1769, in-4º. —Cronichetta di Carlo Giannini da Firenzuola(si trova in quello stesso volume). —Cronichetta di Belfredello Strinati Alfieri(ivi). —Condanne dei Pazzi e dei loro complici(ivi). —Documentipubblicati dalFabroni. —RicordidiAlamanno Rinuccini. —Valori,Vita di Lorenzo de’ Medici. —Guicciardini,Stor. Fior., cap. IV. —Machiavelli, lib. VIII. —Ammirato, lib. XXV.488.Vespasiano,Vita dell’Acciaioli.489.Fabroni,Documenti, pag. 116. — E la Repubblica di Venezia mandava a quella dei Fiorentini savie parole, che a noi giova qui riferire: «Pare a noi che dal frappor dimora alla liberazione del Cardinale non possa quella eccellentissima Signoria conseguire alcun comodo, quando invece la liberazione del Cardinale toglie ad ognuno ogni occasione di straparlare, e di giustificare sè stessi d’ogni non buona operazione, ed anche recida ed amputi ogni offensione d’animo che i Cardinali potessero per una più lunga ritenzione concepire. Per questi rispetti adunque l’opinion nostra sarìa che al Vescovo di Modrussa si rispondesse: che quella eccellentissima Signoria, avendo per riverenzia del Sommo Pontefice e di quel Santissimo Collegio riservata la persona del Cardinale dal pericolo di tanta furia quanta era in quel popolo, delibera anche ed è contenta di liberamente lasciarlo.» (Romanin,Storia di Venezia, tomo IV, pag. 389, 90.)490.Nella Commissione, manoscritta appresso di noi, di Sisto IV al Cardinale di Mantova legato a Bologna, il Papa dichiara non fare colpa a’ Bolognesi dell’avere al primo annunzio della congiura mandato soccorsi a Firenze:cum nihil adhuc Florentini in ecclesiasticam dignitatem moliti essent. Aggiugne dipoi:nos quoque casum ipsum primum indoluimus, et commiserationis nostræ testimonium per literas nostras ad Florentinos dedimus. Di queste lettere gli scrittori fiorentini non fanno menzione.491.Raynaldi,Annales Ecclesiast., anno 1478. — Il Mansi nell’edizione delleMiscellaneedel Baluzio, tomo I, diede alcuni brani di niuna importanza che il Rainaldo aveva omessi o abbreviati.492.Documenti aggiunti all’edizione napoletana delCommentariodelPolizianoec. —Fabroni,Documenti.493.Cronichetta antica (Fabroni, pag. 115).494.IlFabronipubblicò questo (pag. 131) con altri molti documenti intorno a quel fatto; ilMansi, nell’appendice alleMiscellaneedel Baluzio, alcune lettere della Duchessa di Milano e del re Ferrando e dei Veneziani, e due Invettive del Filelfo contro Sisto IV: pag. 503 e seg.495.In fine allo scritto si legge: «datum in Ecclesia nostra Cathedrali Sanctæ Reparatæ, 23 Julii 1478.» — V è dentro una lettera del Cardinale di San Giorgio al Papa, tutta dolcezze di encomi alla Repubblica ed a Lorenzo; ma noi temiamo essere questa una impostura; e che il Sinodo fosse veramente celebrato, a noi non consta, e non lo crediamo. (VediFabroni,Docum., ec.)496.Abbiamo qui tratto dall’Ammirato ogni cosa, perch’egli ne sembra in questo come in altri luoghi avere attinto a documenti o memorie di chi era presente. L’orazione che il Machiavelli pone in bocca a Lorenzo è meno calzante, avendo in sè molto minori caratteri di convenienza e di verità.497.Malipieri, pag. 246.498.Lettera familiare di Sisto IV al Duca d’Urbino. (Fabroni, pag. 130.)499.Ricordid’Alamanno Rinuccini, pag. 130. — Per le Condotte d’Ercole d’Este e d’altri, vediArchiv. Stor., tomo XV.500.Vedi l’amplissima Provvigione della Repubblica (Fabroni, pag. 191); dove è statuito, tra le altre cose, che la figlia Margherita, la quale era scritta al Monte delle Doti creditrice di fiorini 290 al primo gennaio 1486 (quando ella entrava nella età nubile), avesse un’aggiunta di altri 500 fiorini di dote. E che la famiglia di Donato, ch’era segnata per quattro fiorini a ciascunsestodi gravezza, venisse gravata per quindici anni d’un solo fiorino ec.501.Memoires de Comines; lib. VI, cap. 5. — Vedi una lettera molto risoluta di Luigi XI a Sisto IV, nellaCronacadelMalipieri;Archiv. Stor., tomo VII, parte I, pag. 247.502.Epist. Iacobi Ammannati Cardinalis Papiensis; 16 luglio 1478.Segue una lettera a lui di Iacopo Antiquario letterato Perugino, e tutto devoto alla causa di Lorenzo.503.RaynaldiAnnales Ecclesiast.; il quale è da consultare con fiducia per tutto quel fatto narrato da lui con diligenza ed ischiettezza. Oltre al Breve di Sisto IV, riferisce assai documenti; e tra gli altri la risposta che diede il Papa agli Oratori francesi conforme ai consigli del Cardinale di Pavia. È tratta dai Diari di Iacopo Volterrano scrittore apostolico (Rer. Ital., tomo XXIII), il quale non vuolsi confondere con Raffaele Maffei Volterrano, autore anch’egli più volte allegato dallo stesso Rainaldo. — Iacopo, ch’era stato segretario e grande amico all’Ammannati, continuava ne’ suoi Diari, pei tredici anni di Sisto IV, i Commentari del Cardinale.504.Diceva il Senato all’oratore pontificio: «e perchè la Santità Sua, a petizione d’altri e per satisfare a dishoneste voglie e appetiti di chi si sia, offende quelli (i Fiorentini) e spiritual e temporalmente, volemo che la Beatitudine Sua sapia che nui insieme cum loro, et cum el Stato de Milan unitissimi, et temporal et spiritualmente defenderemo i stati, honor et dignità della nostra confederation ec. Et non si speri la Beatitudine Sua nè altri poter cuoprire e’ fini de no’ buoni pensieri soi, cum ch’el non offende la città di Fiorenza, ma Lorenzo in ispecie: perchè ben intendemo tutti nui, questa offesa no’ esser fatta più alla particularità de Lorenzo, innocentissimo da tutte quelle calunnie li sono apposte, che al presente stato e forma de governo de la città di Fiorenza, ec.» (Romanin,Storia di Venezia, tomo XIV, pag. 390.)505.Il Fabroni vidde, d’antica stampa, una invettiva molto virulenta di Cola Montano contro a Lorenzo de’ Medici. Cola era stato col Conte Girolamo Riario, e poi nell’anno 1482 pare insidiasse alla vita di Lorenzo, quando nel recarsi da Genova a Roma fu nelle Maremme preso da certi che ne seguivano le traccie, ed a Firenze condotto. L’Oratore d’Ercole da Este racconta il caso e infine aggiugne: «Credo capiterà male.» (Atti e Memorie delle Deputazioni di storia patria delle provincie Modenesi e Parmensi, vol. I, fasc. III, pag. 259.) — La Legazione di Piero Capponi, che abbiamo in copia, non contiene altro che le lettere d’ufficio a lui dei Dieci; le sue da Lucca non si rinvengono.506.Guicciardini,Opere, tomo III. —Machiavelli, lib. VIII. —Ammirato, lib. XXIV.507.Narrazione della Congiura dei Pazzi, scritta daFilippo StrozziSeniore.508.IlMalavolti, nell’Istoria di Siena, pubblicava l’accennata lettera di Lorenzo de’ Medici ai Duchi d’Urbino e di Calabria.509.Guicciardini,Opere inedite, tomo III, 56.510.Guicciardini,Storia di Firenze, cap. VI e IX.511.Vedi una leggiadra lettera a Lorenzo d’Ippolita d’Aragona nuora del Re. (Fabroni, pag. 223.)512.Queste cose abbiamo cavate da una Commissione di Sisto IV a messer Antonio Crivelli mandato da lui a Napoli. È manoscritta presso di noi e molto bene dichiara l’animo di Sisto ed il contegno del Re: la pubblichiamo,AppendiceNº X.513.Fabroni, Documenti, pag. 213, e sono anche ivi da vedere le private lettere scritte a Lorenzo da Bartolommeo Scala e da altri de’ più confidenti.514.Guicciardini, loc. cit. —Machiavelli, lib. VIII. —Ammirato, lib. XXIV.515.Questo punto è ora dilucidato abbastanza dalRomanin,Storia di Venezia, lib. XI, cap. 3.516.Lettere manoscritte ai Dieci, di Piero Capponi, da Napoli 18 aprile 1483.517.Cammillo Porzio(Congiura de’ Baroni) attribuisce ai Fiorentini la discesa dei Turchi in Italia; ma è scrittore in quanto ai fatti poco diligente. — Lorenzo mantenne con Alfonso durante la guerra molto amichevoli relazioni, usando parole strabocchevolmente sviscerate. (VediFabroni, pag. 216.)518.Allegretti,Cronaca Senese(Rer. Ital. Script., tomo XXIII). —Malavolti,Storia di Siena.519.Fabroni, pag. 219 e 20.520.Diarii Latini di Iacopo Volterrano, che fu presente all’assoluzione. (Rer. Ital. Script., tomo XXIII.)521.Guicciardini,Stor. Fior., cap. V.522.Ordine deiSettanta: Provvisioni dei 10 e 19 aprile 1480. (Archiv. Stor. Ital., tomo I, pag. 321.)523.Canestrini,Sulle Imposte della Repubblica di Firenze, cap. III, sez. 4 e seg. Trovò egli scritto nell’Archivio in calce d’un antico libro: «Quisquis es, quia dives es et plurimum lucraris, non es amicus pauperum tametsi simulas amicissimum; quoniam vero paucos filios habes, Catastum damnas atque explodis, et cervicibus inopum grave onus imponis.» Secondo l’antico Catasto, per ogni figlio o parente da sostentare si faceva detrazione di duecento fiorini, ond’era grande il benefizio di chi aveva molti figli.

421.A questo punto dell’istoria noi rimanghiamo con poco sussidio di contemporanei, avendo cessato con l’anno 1447 il Cavalcanti, e prima del 57 iCommentaridi Neri Capponi. Finisce con l’anno 1460 il Boninsegni, e tace la prima parte delle Istorie che vanno col nome di Giovanni Cambi, per indi ripigliare col 1480 la parte descritta da lui testimone; e finiscono iRicordidi Filippo Rinuccini, continuati però con maggiore ampiezza dal figlio Alamanno.

421.A questo punto dell’istoria noi rimanghiamo con poco sussidio di contemporanei, avendo cessato con l’anno 1447 il Cavalcanti, e prima del 57 iCommentaridi Neri Capponi. Finisce con l’anno 1460 il Boninsegni, e tace la prima parte delle Istorie che vanno col nome di Giovanni Cambi, per indi ripigliare col 1480 la parte descritta da lui testimone; e finiscono iRicordidi Filippo Rinuccini, continuati però con maggiore ampiezza dal figlio Alamanno.

422.Il Fabroni pubblicava le note di Piero per le spese fatte nei funerali del padre e negli uffici e limosine, e per vestire a bruno gli uomini e donne della famiglia, e i fattori e i servi. Stanno con questi i nomi di quattro schiave. Lo stesso autore ci diede (pag. 214) il contratto di compra di una schiava circassa per conto di Cosimo dei Medici l’anno 1427 in Venezia, per mano di Giovanni Portinari, il quale pagava sessantadue ducati d’oro, prezzo della schiava.

422.Il Fabroni pubblicava le note di Piero per le spese fatte nei funerali del padre e negli uffici e limosine, e per vestire a bruno gli uomini e donne della famiglia, e i fattori e i servi. Stanno con questi i nomi di quattro schiave. Lo stesso autore ci diede (pag. 214) il contratto di compra di una schiava circassa per conto di Cosimo dei Medici l’anno 1427 in Venezia, per mano di Giovanni Portinari, il quale pagava sessantadue ducati d’oro, prezzo della schiava.

423.Vedi le lettere a Piero de’ Medici, del Papa e del Re di Francia, Luigi XI, più altre poi d’uomini letterati — Abbiamo anche una bella lettera di Piero intorno agli ultimi giorni del padre. (Fabroni,Documenti, pag. 251.)

423.Vedi le lettere a Piero de’ Medici, del Papa e del Re di Francia, Luigi XI, più altre poi d’uomini letterati — Abbiamo anche una bella lettera di Piero intorno agli ultimi giorni del padre. (Fabroni,Documenti, pag. 251.)

424.Mémoires dePhil. de Comines, lib. VII, cap. V. — E innanzi avea detto: «Cosme de Médicis, homme digne d’être nommé entre les très-grands; et en son cas qui estoit de marchandise, etoit la plus grande maison qui je croy qui jamais ait ésté au monde: car leurs serviteurs et facteurs ont eu tant de crédit, soubs couleur de ce nom Medicis, que ce seroit merveilles à croire a ce que j’en ay veu en Flandre et en Angleterre.»

424.Mémoires dePhil. de Comines, lib. VII, cap. V. — E innanzi avea detto: «Cosme de Médicis, homme digne d’être nommé entre les très-grands; et en son cas qui estoit de marchandise, etoit la plus grande maison qui je croy qui jamais ait ésté au monde: car leurs serviteurs et facteurs ont eu tant de crédit, soubs couleur de ce nom Medicis, que ce seroit merveilles à croire a ce que j’en ay veu en Flandre et en Angleterre.»

425.«Non fu anno che non spendesse in muraglie quindici ovvero diciotto migliaia di fiorini. — Nel palazzo di Firenze 60 mila; nel chiostro e parte della chiesa di San Lorenzo, 70 mila. In San Marco ne avea spesi 40 mila, e non bastarono; nella Badia di Fiesole 80 mila.» (Vespasiano,Vita di Cosimo.) — Il Fabroni pubblicava un lodo per le divise tra’ due rami usciti da Giovanni di Bicci, nel quale è detto che le spese fatte da Cosimo nelle chiese di Santa Croce, dei Servi, di San Miniato al Monte e di Camaldoli nel Casentino, oltre a quelle notate nel testo, sieno portate sulla parte sua, sgravandone quella dei figli di Lorenzo. — In certiRicordiil Magnifico scriveva: «Gran somma di danari trovo che abbiamo spesi dall’anno 1434 in qua fino a tutto il 1471. Si vede somma incredibile, perchè ascende a fiorini 663,755 tra limosine, muraglie e gravezze, senza l’altre spese; di che non voglio dolermi: perchè quantunque molti giudicassin meglio averne una parte in borsa, io giudico esser grande onore allo stato nostro, e paionmi ben collocati, e sonne molto ben contento.» (Lorenzo Medici,Ricordi.Fabroni, pag. 47.)

425.«Non fu anno che non spendesse in muraglie quindici ovvero diciotto migliaia di fiorini. — Nel palazzo di Firenze 60 mila; nel chiostro e parte della chiesa di San Lorenzo, 70 mila. In San Marco ne avea spesi 40 mila, e non bastarono; nella Badia di Fiesole 80 mila.» (Vespasiano,Vita di Cosimo.) — Il Fabroni pubblicava un lodo per le divise tra’ due rami usciti da Giovanni di Bicci, nel quale è detto che le spese fatte da Cosimo nelle chiese di Santa Croce, dei Servi, di San Miniato al Monte e di Camaldoli nel Casentino, oltre a quelle notate nel testo, sieno portate sulla parte sua, sgravandone quella dei figli di Lorenzo. — In certiRicordiil Magnifico scriveva: «Gran somma di danari trovo che abbiamo spesi dall’anno 1434 in qua fino a tutto il 1471. Si vede somma incredibile, perchè ascende a fiorini 663,755 tra limosine, muraglie e gravezze, senza l’altre spese; di che non voglio dolermi: perchè quantunque molti giudicassin meglio averne una parte in borsa, io giudico esser grande onore allo stato nostro, e paionmi ben collocati, e sonne molto ben contento.» (Lorenzo Medici,Ricordi.Fabroni, pag. 47.)

426.«Tolsi quarantacinque scrittori e finii volumi dugento in mesi ventidue.» Dallo stesso Vespasiano abbiamo l’elenco dei codici antichi fatti copiare da lui; un catalogo della biblioteca lasciata da Cosimo e che è nell’Archivio Mediceo, parve al Fabroni troppo lungo perchè lo stampasse. Per la Chiesa di San Lorenzo faceva scrivere ed abbellire di miniature trenta libri corali; altri per San Marco, ec. — L’inventario delle gemme incise e vasi e medaglie e gioie trovate nell’eredità di Cosimo dei Medici, aggiugne alla somma di 28 mila 423 fiorini, senza gli argenti e mobilia. (Fabroni, pag. 231.)

426.«Tolsi quarantacinque scrittori e finii volumi dugento in mesi ventidue.» Dallo stesso Vespasiano abbiamo l’elenco dei codici antichi fatti copiare da lui; un catalogo della biblioteca lasciata da Cosimo e che è nell’Archivio Mediceo, parve al Fabroni troppo lungo perchè lo stampasse. Per la Chiesa di San Lorenzo faceva scrivere ed abbellire di miniature trenta libri corali; altri per San Marco, ec. — L’inventario delle gemme incise e vasi e medaglie e gioie trovate nell’eredità di Cosimo dei Medici, aggiugne alla somma di 28 mila 423 fiorini, senza gli argenti e mobilia. (Fabroni, pag. 231.)

427.Guicciardini,Opere inedite, tomo III, pag. 8.

427.Guicciardini,Opere inedite, tomo III, pag. 8.

428.«Si vinse che le borse si serrassino e tornassesi alla sorte, la quale è molto grata a tutti generalmente, cioè quella de’ tre maggiori, Signori, Gonfaloniere e Dodici: che prima le tenevano a mano cinque cittadini, ed era de’ Signori chi egli disegnavano; e ora si cominciò a trarre a sorte. E’ Priori per novembre e dicembre 1465 feciono squittinio de’ tre maggiori. Cominciò agli 8 dicembre e finì a’ dì 30 detto. Furono in numero di 537, in tutto con priorati e magistrati e consoli, e con cinque accoppiatori, fatti per detto squittinio, che furono di più favore, ec. I Signori per gennaio e febbraio 1465-66 cominciarono lo squittinio dei capitani di Pisa, e potestà solo, e poi il partito chiamato gli otto uffici di dentro, poi undici uffici di fuori, poi provveditorati e riformatori e legionarii direttori, poi el marzocchio, e poi capitano di galere, e poi uffici di notai.» (Morelli,Ricordi, pag. 181.)

428.«Si vinse che le borse si serrassino e tornassesi alla sorte, la quale è molto grata a tutti generalmente, cioè quella de’ tre maggiori, Signori, Gonfaloniere e Dodici: che prima le tenevano a mano cinque cittadini, ed era de’ Signori chi egli disegnavano; e ora si cominciò a trarre a sorte. E’ Priori per novembre e dicembre 1465 feciono squittinio de’ tre maggiori. Cominciò agli 8 dicembre e finì a’ dì 30 detto. Furono in numero di 537, in tutto con priorati e magistrati e consoli, e con cinque accoppiatori, fatti per detto squittinio, che furono di più favore, ec. I Signori per gennaio e febbraio 1465-66 cominciarono lo squittinio dei capitani di Pisa, e potestà solo, e poi il partito chiamato gli otto uffici di dentro, poi undici uffici di fuori, poi provveditorati e riformatori e legionarii direttori, poi el marzocchio, e poi capitano di galere, e poi uffici di notai.» (Morelli,Ricordi, pag. 181.)

429.Guicciardini,Opere inedite; Storia Fiorentina, cap. II. —Machiavelli, lib. VII. —Ammirato, lib XXIII.

429.Guicciardini,Opere inedite; Storia Fiorentina, cap. II. —Machiavelli, lib. VII. —Ammirato, lib XXIII.

430.I Fiorentini, volendo al solito mandare galere in Levante per la tutela dei loro traffici, la Repubblica di Venezia si opponeva a ciò, allegando che i Turchi se l’avrebbono prese, usandole ai danni della cristianità: e avendo i Fiorentini risposto, che ad ogni modo le manderebbero; il Senato facea replicare, che il comandante dell’armata loro aveva piena balìa, e qualunque cosa egli facesse delle galere non se ne impacciavano.(RicordidiAlamanno Rinuccini, anno 1463.)

430.I Fiorentini, volendo al solito mandare galere in Levante per la tutela dei loro traffici, la Repubblica di Venezia si opponeva a ciò, allegando che i Turchi se l’avrebbono prese, usandole ai danni della cristianità: e avendo i Fiorentini risposto, che ad ogni modo le manderebbero; il Senato facea replicare, che il comandante dell’armata loro aveva piena balìa, e qualunque cosa egli facesse delle galere non se ne impacciavano.(RicordidiAlamanno Rinuccini, anno 1463.)

431.Carlo Rosmini nellaStoria di Milanopurgava a sufficienza Francesco Sforza da quell’accusa per via di autentici documenti. Vedi pure quelli pubblicati dalCanestrini,Archivio Storico, tomo XV.

431.Carlo Rosmini nellaStoria di Milanopurgava a sufficienza Francesco Sforza da quell’accusa per via di autentici documenti. Vedi pure quelli pubblicati dalCanestrini,Archivio Storico, tomo XV.

432.Guicciardini,Storia di Firenze, XIX.

432.Guicciardini,Storia di Firenze, XIX.

433.Ricordi StoricidiAlamannodiFilippo Rinuccini.

433.Ricordi StoricidiAlamannodiFilippo Rinuccini.

434.Vedi lettere di Agnolo Acciaioli e di un ser Luca, e la deposizione di Francesco Neroni. —Fabroni,Vit. Laurentii Med., Documenti, pag. 28-32.

434.Vedi lettere di Agnolo Acciaioli e di un ser Luca, e la deposizione di Francesco Neroni. —Fabroni,Vit. Laurentii Med., Documenti, pag. 28-32.

435.Fabroni,Documenti.

435.Fabroni,Documenti.

436.Valori,Vita Laur. Med.

436.Valori,Vita Laur. Med.

437.Ricordid’Alamanno Rinuccini.

437.Ricordid’Alamanno Rinuccini.

438.StoriediIacopo Pitti, lib. I.

438.StoriediIacopo Pitti, lib. I.

439.Ammirato,Storie. —Fabroni, Documenti sopraccitati. — L’Ammirato accusa, non senza ragione, il Machiavelli di molti errori ed alterazioni di questi fatti come di altri molti. Nè facciamo caso della strabocchevolmente prolissa e in parte falsa narrazione che ne lasciava Michele Bruto nelle Storie sue, egli piacendosi in quei viluppi di vani disegni donde speravano forse in patria il ritorno i fuorusciti, tra i quali viveva cento anni dopo in Lione quello scrittore di poco pregio.

439.Ammirato,Storie. —Fabroni, Documenti sopraccitati. — L’Ammirato accusa, non senza ragione, il Machiavelli di molti errori ed alterazioni di questi fatti come di altri molti. Nè facciamo caso della strabocchevolmente prolissa e in parte falsa narrazione che ne lasciava Michele Bruto nelle Storie sue, egli piacendosi in quei viluppi di vani disegni donde speravano forse in patria il ritorno i fuorusciti, tra i quali viveva cento anni dopo in Lione quello scrittore di poco pregio.

440.Romanin,Storia di Venezia, lib. XI, cap. 1.

440.Romanin,Storia di Venezia, lib. XI, cap. 1.

441.Il Fabroni ha pubblicato queste due lettere che il Machiavelli avea veduto; ma questi conservandone i principii, poi le rifece a modo suo, e dice che fu quella dell’Acciaioli scritta da Napoli, quando è da Siena a’ 23 settembre. (Documenti, pag. 36; e vedi ancheVespasianonellaVita di Agnolo Acciaioli.)

441.Il Fabroni ha pubblicato queste due lettere che il Machiavelli avea veduto; ma questi conservandone i principii, poi le rifece a modo suo, e dice che fu quella dell’Acciaioli scritta da Napoli, quando è da Siena a’ 23 settembre. (Documenti, pag. 36; e vedi ancheVespasianonellaVita di Agnolo Acciaioli.)

442.Fabroni, pag. 35. — Aggiugne all’amico, di queste cose non parli «se non con Madonna o col Signore.» Madonna era Lucrezia Tornabuoni moglie di Piero dei Medici. È cosa nuova dare in Firenze a un uomo il titolo di Signore.

442.Fabroni, pag. 35. — Aggiugne all’amico, di queste cose non parli «se non con Madonna o col Signore.» Madonna era Lucrezia Tornabuoni moglie di Piero dei Medici. È cosa nuova dare in Firenze a un uomo il titolo di Signore.

443.Annali VenetidiDomenico Malipieri.

443.Annali VenetidiDomenico Malipieri.

444.Vedi la lunga lettera di Ferrando alla Repubblica di Firenze. (Archivio Storico, tomo XV, pag. 185.)

444.Vedi la lunga lettera di Ferrando alla Repubblica di Firenze. (Archivio Storico, tomo XV, pag. 185.)

445.Annali VenetidiDomenico Malipieri.

445.Annali VenetidiDomenico Malipieri.

446.Pigna,Storia della Casa d’Este.

446.Pigna,Storia della Casa d’Este.

447.«Dipoi la pubblicazione della pace, il Papa ha fatto batter talenti d’oro da venti ducati l’uno, con l’impronto della sua immagine e con lettere che dicono —Papæ Paulo pacis Italiæ fundatori.» (Malipieri,Annali.)

447.«Dipoi la pubblicazione della pace, il Papa ha fatto batter talenti d’oro da venti ducati l’uno, con l’impronto della sua immagine e con lettere che dicono —Papæ Paulo pacis Italiæ fundatori.» (Malipieri,Annali.)

448.Malipieri,Annali. —Ammirato,Storie.

448.Malipieri,Annali. —Ammirato,Storie.

449.Machiavelli, lib. VI.

449.Machiavelli, lib. VI.

450.Vespasiano,Vita di Agnolo Acciaioli. —Machiavelli,Storie.

450.Vespasiano,Vita di Agnolo Acciaioli. —Machiavelli,Storie.

451.Lettere pubblicate dalFabronitra’ Documenti, pag. 28 e seg. — Gli manda arienti per convitare don Federigo d’Aragona ed altri Signori, «che si vuol fare magnificamente e onoratamente; e datevi buon tempo, e non vi date pensiero di noi di qui, che ancor sarete a tempo a smaltirle come noi.» (pag. 52). — Comunica seco via via i negozi che si trattavano, mostrando rimettersi di molte cose al giudizio suo.

451.Lettere pubblicate dalFabronitra’ Documenti, pag. 28 e seg. — Gli manda arienti per convitare don Federigo d’Aragona ed altri Signori, «che si vuol fare magnificamente e onoratamente; e datevi buon tempo, e non vi date pensiero di noi di qui, che ancor sarete a tempo a smaltirle come noi.» (pag. 52). — Comunica seco via via i negozi che si trattavano, mostrando rimettersi di molte cose al giudizio suo.

452.Christophori Landini,Disputationes Camaldulenses.

452.Christophori Landini,Disputationes Camaldulenses.

453.La Giostra di Lorenzo fu cantata in terza rima da Luca Pulci con minutezza istorica e scarsa vena di poesia.

453.La Giostra di Lorenzo fu cantata in terza rima da Luca Pulci con minutezza istorica e scarsa vena di poesia.

454.Fabroni,Documenti, pag. 42.

454.Fabroni,Documenti, pag. 42.

455.Niccolò Valori,Vita di Lorenzo.

455.Niccolò Valori,Vita di Lorenzo.

456.«Per fare il debito nostro donammo alla Duchessa una collana d’oro con un grosso diamante, che costò circa ducati tremila; donde ne seguitò dipoi, che il prefato Signore ha voluto che battezzi tutti gli altri sua figlioli.» (Ricordi di Lorenzo; vediFabroni, pag. 54.)

456.«Per fare il debito nostro donammo alla Duchessa una collana d’oro con un grosso diamante, che costò circa ducati tremila; donde ne seguitò dipoi, che il prefato Signore ha voluto che battezzi tutti gli altri sua figlioli.» (Ricordi di Lorenzo; vediFabroni, pag. 54.)

457.Morelli,Ricordi(Deliz. Erud., tomo XIX). —RicordidiAlamanno Rinuccini. —Guicciardini,Opere inedite, tomo III, cap. 3. —Ammirato,Storie, lib. XXIII.

457.Morelli,Ricordi(Deliz. Erud., tomo XIX). —RicordidiAlamanno Rinuccini. —Guicciardini,Opere inedite, tomo III, cap. 3. —Ammirato,Storie, lib. XXIII.

458.Lettera di Piero dei Medici al figlio Lorenzo. (Fabroni,Docum.pag. 30.)

458.Lettera di Piero dei Medici al figlio Lorenzo. (Fabroni,Docum.pag. 30.)

459.Rinuccini Alamanno, pag. 116.

459.Rinuccini Alamanno, pag. 116.

460.Guicciardini,Opere inedite, tomo III, pag. 29. — A guerra finita il Malipiero scriveva: «Questo successo ha dispiaciuto alla Signoria (di Venezia), perchè continuando la guerra tra Volterra e Firenze se podeva solevar qualche novità in quella terra, e’ fuorusciti aiutati da Volterra saria entrati in Fiorenza.»

460.Guicciardini,Opere inedite, tomo III, pag. 29. — A guerra finita il Malipiero scriveva: «Questo successo ha dispiaciuto alla Signoria (di Venezia), perchè continuando la guerra tra Volterra e Firenze se podeva solevar qualche novità in quella terra, e’ fuorusciti aiutati da Volterra saria entrati in Fiorenza.»

461.«Ricordovi quando fu el sacco di Volterra, che ogni uomo pubblicamente, massime e’ Venti, mostravano buona disposizione; ma se noi non trovavam modo a trarre e’ cento mila fiorini dal Monte, se avessimo avuto a far prova di più difficil cosa, credo l’aremo veduta cattiva.» (Lettera di Lorenzo. VediFabroni, pag. 62 e seg.)

461.«Ricordovi quando fu el sacco di Volterra, che ogni uomo pubblicamente, massime e’ Venti, mostravano buona disposizione; ma se noi non trovavam modo a trarre e’ cento mila fiorini dal Monte, se avessimo avuto a far prova di più difficil cosa, credo l’aremo veduta cattiva.» (Lettera di Lorenzo. VediFabroni, pag. 62 e seg.)

462.Vespasiano,Vita di Federigo. —Machiavelli, lib. VII. —Ammirato, lib. XXIII. — Lettera di un Inghirami a Lorenzo; vediFabroni, pag. 63. — Antonio Ivani scrisse in latino un Commentario di quella guerra. (Rerum Ital. Script., tomo XXIII.) — Comprò la Repubblica e donò a Federigo il bel palagio di Rusciano in pian di Ripoli, cominciato da Luca Pitti: questi si trova essere stato uno dei Venti.

462.Vespasiano,Vita di Federigo. —Machiavelli, lib. VII. —Ammirato, lib. XXIII. — Lettera di un Inghirami a Lorenzo; vediFabroni, pag. 63. — Antonio Ivani scrisse in latino un Commentario di quella guerra. (Rerum Ital. Script., tomo XXIII.) — Comprò la Repubblica e donò a Federigo il bel palagio di Rusciano in pian di Ripoli, cominciato da Luca Pitti: questi si trova essere stato uno dei Venti.

463.I Diari Rinuccini descrivono questo e l’altro Capitolo Generale di tutto l’Ordine Francescano in Santa Croce di Firenze, al quale convennero l’anno 1449 milledugento frati; e la Repubblica stanziava a sussidio del detto Capitolo mille fiorini d’oro.

463.I Diari Rinuccini descrivono questo e l’altro Capitolo Generale di tutto l’Ordine Francescano in Santa Croce di Firenze, al quale convennero l’anno 1449 milledugento frati; e la Repubblica stanziava a sussidio del detto Capitolo mille fiorini d’oro.

464.«Del mese di settembre 1471 fui eletto ambasciatore a Roma per l’incoronazione di papa Sisto, dove fui molto onorato, e di quindi portai le due teste di marmo antiche delle immagini d’Augusto e d’Agrippa, le quali mi donò detto papa Sisto, e poi portai la Scodella nostra di calcedonio, intagliata, con molti altri cammei, che si comperarono allora ec.» (Ricordi di Lorenzo de’ Medici.) — «Lorenzo, tra gli altri benefizi che ha ricevuti da Sua Beatitudine, ha guadagnato con quella un tesoro.» (Istruzione in nome di Sisto IV ad Antonio Crivelli); vediAppendiceNº X. — Vedi ancheNiccolò Valori,Vitaec.

464.«Del mese di settembre 1471 fui eletto ambasciatore a Roma per l’incoronazione di papa Sisto, dove fui molto onorato, e di quindi portai le due teste di marmo antiche delle immagini d’Augusto e d’Agrippa, le quali mi donò detto papa Sisto, e poi portai la Scodella nostra di calcedonio, intagliata, con molti altri cammei, che si comperarono allora ec.» (Ricordi di Lorenzo de’ Medici.) — «Lorenzo, tra gli altri benefizi che ha ricevuti da Sua Beatitudine, ha guadagnato con quella un tesoro.» (Istruzione in nome di Sisto IV ad Antonio Crivelli); vediAppendiceNº X. — Vedi ancheNiccolò Valori,Vitaec.

465.Il Fabroni pubblicava una lettera che Lorenzo scriveva al Papa, il dì 21 novembre 1472, chiedendogli il cardinalato per Giuliano; e due a Lorenzo, del buono ed illustre, ma insieme prudente e un po’ cortigiano cardinale Iacopo Ammannati detto il Cardinale di Pavia, del quale abbiamo in latino un brano di storia e gran numero di lettere a principi, a grandi personaggi e a letterati.

465.Il Fabroni pubblicava una lettera che Lorenzo scriveva al Papa, il dì 21 novembre 1472, chiedendogli il cardinalato per Giuliano; e due a Lorenzo, del buono ed illustre, ma insieme prudente e un po’ cortigiano cardinale Iacopo Ammannati detto il Cardinale di Pavia, del quale abbiamo in latino un brano di storia e gran numero di lettere a principi, a grandi personaggi e a letterati.

466.Corio,Storia di Milano.

466.Corio,Storia di Milano.

467.Niccolò Valori,Vitaec.

467.Niccolò Valori,Vitaec.

468.VediAppendiceNº VIII.

468.VediAppendiceNº VIII.

469.Abbiamo le due lettere pubblicate dal Fabroni (pag. 67, 68). Luigi XI proponeva a Lorenzo di tenere in Francia un suo Oratore, il quale dovesse conferire col Re solo, nè mai co’ magnati, nè co’ principi del sangue. Gli chiede poi dei cani in dono, ed anche uno solo, purchè fosse bello e grande, volendo tenerlo in camera e presso la persona sua.

469.Abbiamo le due lettere pubblicate dal Fabroni (pag. 67, 68). Luigi XI proponeva a Lorenzo di tenere in Francia un suo Oratore, il quale dovesse conferire col Re solo, nè mai co’ magnati, nè co’ principi del sangue. Gli chiede poi dei cani in dono, ed anche uno solo, purchè fosse bello e grande, volendo tenerlo in camera e presso la persona sua.

470.Guicciardini, cap. III.

470.Guicciardini, cap. III.

471.Vespasiano,Vita di Donato Acciaioli.

471.Vespasiano,Vita di Donato Acciaioli.

472.Rinuccini, pag. 117.

472.Rinuccini, pag. 117.

473.Abbiamo la data 28 gennaio 1475 neiRicordidel Morelli, gli altri tacendo quella Giostra ed i moderni scrittori avendo confusa questa col Tornèo più grande e solenne che aveva tenuto Lorenzo l’anno 1469. Quindi affermarono che il Poliziano fosse in età di soli quindici anni quando cominciava il Poemetto: ne aveva ben venti nel principio del 75, e ventiquattro ne avrebbe avuti quando il Poema fosse scritto un poco prima della congiura de’ Pazzi e interrotto quindi per la morte di Giuliano; il che a noi sembra essere congettura fra tutte probabile. Dove il Poeta nella quarta Stanza dice che all’ombra di Lorenzo«Fiorenza lieta in pace si riposaNè teme i venti, o ’l minacciar del cielo,Nè Giove irato in vista più crucciosa,»allude manifestamente alle ire di Sisto IV, le quali precessero al caso dei Pazzi.

473.Abbiamo la data 28 gennaio 1475 neiRicordidel Morelli, gli altri tacendo quella Giostra ed i moderni scrittori avendo confusa questa col Tornèo più grande e solenne che aveva tenuto Lorenzo l’anno 1469. Quindi affermarono che il Poliziano fosse in età di soli quindici anni quando cominciava il Poemetto: ne aveva ben venti nel principio del 75, e ventiquattro ne avrebbe avuti quando il Poema fosse scritto un poco prima della congiura de’ Pazzi e interrotto quindi per la morte di Giuliano; il che a noi sembra essere congettura fra tutte probabile. Dove il Poeta nella quarta Stanza dice che all’ombra di Lorenzo

«Fiorenza lieta in pace si riposaNè teme i venti, o ’l minacciar del cielo,Nè Giove irato in vista più crucciosa,»

«Fiorenza lieta in pace si riposaNè teme i venti, o ’l minacciar del cielo,Nè Giove irato in vista più crucciosa,»

«Fiorenza lieta in pace si riposa

Nè teme i venti, o ’l minacciar del cielo,

Nè Giove irato in vista più crucciosa,»

allude manifestamente alle ire di Sisto IV, le quali precessero al caso dei Pazzi.

474.Ricordid’Alamanno Rinuccini, pag. 125 e seg.

474.Ricordid’Alamanno Rinuccini, pag. 125 e seg.

475.La formula delle sentenze diceva: «Magnifici Octoviri Custodiæ et Baliæ Civitatis Florentiæ in numero sufficienti collegialiter congregati, intellecto et recepto qualiter etc. — Et idcirco habito super prædictis omnibus et singulis sano et maturo consilio etc.; deliberaverunt, scribunt, commictunt, imponunt et mandant vobis Præsenti Domino Potestati dictæ Civitatis Florentiæ quatenus vigore præsentis deliberationis, ac commissionis et bullettini, per vestram sententiam declaretis, pronuntietis et sententietis dictos etc. — Nota che sempre al Potestà dicevanoVoi, «quel Voi che prima Roma sofferìe» e che era dato alla Sovranità. (Sentenze pubblicate tra i Documenti di corredo all’edizione del Commentario della Congiura de’ Pazzi per Angiolo Poliziano. Napoli, 1769.)

475.La formula delle sentenze diceva: «Magnifici Octoviri Custodiæ et Baliæ Civitatis Florentiæ in numero sufficienti collegialiter congregati, intellecto et recepto qualiter etc. — Et idcirco habito super prædictis omnibus et singulis sano et maturo consilio etc.; deliberaverunt, scribunt, commictunt, imponunt et mandant vobis Præsenti Domino Potestati dictæ Civitatis Florentiæ quatenus vigore præsentis deliberationis, ac commissionis et bullettini, per vestram sententiam declaretis, pronuntietis et sententietis dictos etc. — Nota che sempre al Potestà dicevanoVoi, «quel Voi che prima Roma sofferìe» e che era dato alla Sovranità. (Sentenze pubblicate tra i Documenti di corredo all’edizione del Commentario della Congiura de’ Pazzi per Angiolo Poliziano. Napoli, 1769.)

476.L’AllegrettinelDiario Senese(R. I. S., tomo XXIII, e. 782), e ilMalavolti,Istoria di Siena, accusano apertamente i Fiorentini che dessero mano al conte Carlo ed ingannassero i Senesi con belle parole: «ci mandavano ogni dì una buona lettera, e il Conte Carlo ogni dì una cavalcata.» (Cronica citata.) — La corrispondenza di Lorenzo de’ Medici con la Signoria di Siena, che abbiamo in copia, si trova interrotta dall’anno 1476 all’anno 1482.

476.L’AllegrettinelDiario Senese(R. I. S., tomo XXIII, e. 782), e ilMalavolti,Istoria di Siena, accusano apertamente i Fiorentini che dessero mano al conte Carlo ed ingannassero i Senesi con belle parole: «ci mandavano ogni dì una buona lettera, e il Conte Carlo ogni dì una cavalcata.» (Cronica citata.) — La corrispondenza di Lorenzo de’ Medici con la Signoria di Siena, che abbiamo in copia, si trova interrotta dall’anno 1476 all’anno 1482.

477.L’attentato del Porcari non giunse all’effetto, i Pazzi ed il Fieschi riuscirono a mezzo, gli uccisori di Galeazzo e quei d’Alessandro de’ Medici e di Pier Luigi Farnese compierono il fatto; ma tuttavia gli Sforza regnarono a Milano, e a Firenze i Medici, e i Farnesi a Parma; nessuno mai degli uccisori scampava la vita.

477.L’attentato del Porcari non giunse all’effetto, i Pazzi ed il Fieschi riuscirono a mezzo, gli uccisori di Galeazzo e quei d’Alessandro de’ Medici e di Pier Luigi Farnese compierono il fatto; ma tuttavia gli Sforza regnarono a Milano, e a Firenze i Medici, e i Farnesi a Parma; nessuno mai degli uccisori scampava la vita.

478.Tra questi è da porre Alamanno Rinuccini, che poi si mostra benevolo ai Pazzi: ed egli era stato compagno al Medici nelle ambascerie e negli uffici di maggior conto.

478.Tra questi è da porre Alamanno Rinuccini, che poi si mostra benevolo ai Pazzi: ed egli era stato compagno al Medici nelle ambascerie e negli uffici di maggior conto.

479.Vespasiano,Vita di Piero de’ Pazzi.

479.Vespasiano,Vita di Piero de’ Pazzi.

480.Ebbe egli il secondo premio nella Giostra, della quale il primo fu dato a Lorenzo.

480.Ebbe egli il secondo premio nella Giostra, della quale il primo fu dato a Lorenzo.

481.Machiavelli,Storie, lib. VIII.

481.Machiavelli,Storie, lib. VIII.

482.Confessione di Giovan Battista da Montesecco, stampata tra i documenti che fanno seguito al Poliziano,Congiura de’ Pazzi, e dal Fabroni e dal Roscoe,Vita di Lorenzo. Il Machiavelli trasse molto da quel documento; così l’Ammirato. Noi lo riproduciamo nell’AppendiceNº IX.

482.Confessione di Giovan Battista da Montesecco, stampata tra i documenti che fanno seguito al Poliziano,Congiura de’ Pazzi, e dal Fabroni e dal Roscoe,Vita di Lorenzo. Il Machiavelli trasse molto da quel documento; così l’Ammirato. Noi lo riproduciamo nell’AppendiceNº IX.

483.Nelle lettere citate di Piero de’ Medici si vede Guglielmo dieci anni prima essere tenuto fra i più intrinseci della Casa.

483.Nelle lettere citate di Piero de’ Medici si vede Guglielmo dieci anni prima essere tenuto fra i più intrinseci della Casa.

484.Abbiamo lettera di Girolamo Riario a Lorenzo da Roma a’ 15 gennaio 1478, con la quale lo invita ad andare colà, promettendogli molto adoprarsi «a levare di mezzo ogni dubitazione che fosse nata tra esso e il Pontefice.» (Fabroni,Doc., pag. 105.)

484.Abbiamo lettera di Girolamo Riario a Lorenzo da Roma a’ 15 gennaio 1478, con la quale lo invita ad andare colà, promettendogli molto adoprarsi «a levare di mezzo ogni dubitazione che fosse nata tra esso e il Pontefice.» (Fabroni,Doc., pag. 105.)

485.Istruzione di Lorenzo a Piero suo figlio che andava in Roma nel novembre del 1484. (Fabroni, pag. 268.)

485.Istruzione di Lorenzo a Piero suo figlio che andava in Roma nel novembre del 1484. (Fabroni, pag. 268.)

486.Vasari,Vita d’Andrea Verrocchio: ma quella pittura fu indi a poco cancellata.

486.Vasari,Vita d’Andrea Verrocchio: ma quella pittura fu indi a poco cancellata.

487.Congiura de’ Pazziscritta da Filippo Strozzi che v’era presente. —Angeli Politiani,Coniurationis Pactianæ Commentarium; Napoli, 1769, in-4º. —Cronichetta di Carlo Giannini da Firenzuola(si trova in quello stesso volume). —Cronichetta di Belfredello Strinati Alfieri(ivi). —Condanne dei Pazzi e dei loro complici(ivi). —Documentipubblicati dalFabroni. —RicordidiAlamanno Rinuccini. —Valori,Vita di Lorenzo de’ Medici. —Guicciardini,Stor. Fior., cap. IV. —Machiavelli, lib. VIII. —Ammirato, lib. XXV.

487.Congiura de’ Pazziscritta da Filippo Strozzi che v’era presente. —Angeli Politiani,Coniurationis Pactianæ Commentarium; Napoli, 1769, in-4º. —Cronichetta di Carlo Giannini da Firenzuola(si trova in quello stesso volume). —Cronichetta di Belfredello Strinati Alfieri(ivi). —Condanne dei Pazzi e dei loro complici(ivi). —Documentipubblicati dalFabroni. —RicordidiAlamanno Rinuccini. —Valori,Vita di Lorenzo de’ Medici. —Guicciardini,Stor. Fior., cap. IV. —Machiavelli, lib. VIII. —Ammirato, lib. XXV.

488.Vespasiano,Vita dell’Acciaioli.

488.Vespasiano,Vita dell’Acciaioli.

489.Fabroni,Documenti, pag. 116. — E la Repubblica di Venezia mandava a quella dei Fiorentini savie parole, che a noi giova qui riferire: «Pare a noi che dal frappor dimora alla liberazione del Cardinale non possa quella eccellentissima Signoria conseguire alcun comodo, quando invece la liberazione del Cardinale toglie ad ognuno ogni occasione di straparlare, e di giustificare sè stessi d’ogni non buona operazione, ed anche recida ed amputi ogni offensione d’animo che i Cardinali potessero per una più lunga ritenzione concepire. Per questi rispetti adunque l’opinion nostra sarìa che al Vescovo di Modrussa si rispondesse: che quella eccellentissima Signoria, avendo per riverenzia del Sommo Pontefice e di quel Santissimo Collegio riservata la persona del Cardinale dal pericolo di tanta furia quanta era in quel popolo, delibera anche ed è contenta di liberamente lasciarlo.» (Romanin,Storia di Venezia, tomo IV, pag. 389, 90.)

489.Fabroni,Documenti, pag. 116. — E la Repubblica di Venezia mandava a quella dei Fiorentini savie parole, che a noi giova qui riferire: «Pare a noi che dal frappor dimora alla liberazione del Cardinale non possa quella eccellentissima Signoria conseguire alcun comodo, quando invece la liberazione del Cardinale toglie ad ognuno ogni occasione di straparlare, e di giustificare sè stessi d’ogni non buona operazione, ed anche recida ed amputi ogni offensione d’animo che i Cardinali potessero per una più lunga ritenzione concepire. Per questi rispetti adunque l’opinion nostra sarìa che al Vescovo di Modrussa si rispondesse: che quella eccellentissima Signoria, avendo per riverenzia del Sommo Pontefice e di quel Santissimo Collegio riservata la persona del Cardinale dal pericolo di tanta furia quanta era in quel popolo, delibera anche ed è contenta di liberamente lasciarlo.» (Romanin,Storia di Venezia, tomo IV, pag. 389, 90.)

490.Nella Commissione, manoscritta appresso di noi, di Sisto IV al Cardinale di Mantova legato a Bologna, il Papa dichiara non fare colpa a’ Bolognesi dell’avere al primo annunzio della congiura mandato soccorsi a Firenze:cum nihil adhuc Florentini in ecclesiasticam dignitatem moliti essent. Aggiugne dipoi:nos quoque casum ipsum primum indoluimus, et commiserationis nostræ testimonium per literas nostras ad Florentinos dedimus. Di queste lettere gli scrittori fiorentini non fanno menzione.

490.Nella Commissione, manoscritta appresso di noi, di Sisto IV al Cardinale di Mantova legato a Bologna, il Papa dichiara non fare colpa a’ Bolognesi dell’avere al primo annunzio della congiura mandato soccorsi a Firenze:cum nihil adhuc Florentini in ecclesiasticam dignitatem moliti essent. Aggiugne dipoi:nos quoque casum ipsum primum indoluimus, et commiserationis nostræ testimonium per literas nostras ad Florentinos dedimus. Di queste lettere gli scrittori fiorentini non fanno menzione.

491.Raynaldi,Annales Ecclesiast., anno 1478. — Il Mansi nell’edizione delleMiscellaneedel Baluzio, tomo I, diede alcuni brani di niuna importanza che il Rainaldo aveva omessi o abbreviati.

491.Raynaldi,Annales Ecclesiast., anno 1478. — Il Mansi nell’edizione delleMiscellaneedel Baluzio, tomo I, diede alcuni brani di niuna importanza che il Rainaldo aveva omessi o abbreviati.

492.Documenti aggiunti all’edizione napoletana delCommentariodelPolizianoec. —Fabroni,Documenti.

492.Documenti aggiunti all’edizione napoletana delCommentariodelPolizianoec. —Fabroni,Documenti.

493.Cronichetta antica (Fabroni, pag. 115).

493.Cronichetta antica (Fabroni, pag. 115).

494.IlFabronipubblicò questo (pag. 131) con altri molti documenti intorno a quel fatto; ilMansi, nell’appendice alleMiscellaneedel Baluzio, alcune lettere della Duchessa di Milano e del re Ferrando e dei Veneziani, e due Invettive del Filelfo contro Sisto IV: pag. 503 e seg.

494.IlFabronipubblicò questo (pag. 131) con altri molti documenti intorno a quel fatto; ilMansi, nell’appendice alleMiscellaneedel Baluzio, alcune lettere della Duchessa di Milano e del re Ferrando e dei Veneziani, e due Invettive del Filelfo contro Sisto IV: pag. 503 e seg.

495.In fine allo scritto si legge: «datum in Ecclesia nostra Cathedrali Sanctæ Reparatæ, 23 Julii 1478.» — V è dentro una lettera del Cardinale di San Giorgio al Papa, tutta dolcezze di encomi alla Repubblica ed a Lorenzo; ma noi temiamo essere questa una impostura; e che il Sinodo fosse veramente celebrato, a noi non consta, e non lo crediamo. (VediFabroni,Docum., ec.)

495.In fine allo scritto si legge: «datum in Ecclesia nostra Cathedrali Sanctæ Reparatæ, 23 Julii 1478.» — V è dentro una lettera del Cardinale di San Giorgio al Papa, tutta dolcezze di encomi alla Repubblica ed a Lorenzo; ma noi temiamo essere questa una impostura; e che il Sinodo fosse veramente celebrato, a noi non consta, e non lo crediamo. (VediFabroni,Docum., ec.)

496.Abbiamo qui tratto dall’Ammirato ogni cosa, perch’egli ne sembra in questo come in altri luoghi avere attinto a documenti o memorie di chi era presente. L’orazione che il Machiavelli pone in bocca a Lorenzo è meno calzante, avendo in sè molto minori caratteri di convenienza e di verità.

496.Abbiamo qui tratto dall’Ammirato ogni cosa, perch’egli ne sembra in questo come in altri luoghi avere attinto a documenti o memorie di chi era presente. L’orazione che il Machiavelli pone in bocca a Lorenzo è meno calzante, avendo in sè molto minori caratteri di convenienza e di verità.

497.Malipieri, pag. 246.

497.Malipieri, pag. 246.

498.Lettera familiare di Sisto IV al Duca d’Urbino. (Fabroni, pag. 130.)

498.Lettera familiare di Sisto IV al Duca d’Urbino. (Fabroni, pag. 130.)

499.Ricordid’Alamanno Rinuccini, pag. 130. — Per le Condotte d’Ercole d’Este e d’altri, vediArchiv. Stor., tomo XV.

499.Ricordid’Alamanno Rinuccini, pag. 130. — Per le Condotte d’Ercole d’Este e d’altri, vediArchiv. Stor., tomo XV.

500.Vedi l’amplissima Provvigione della Repubblica (Fabroni, pag. 191); dove è statuito, tra le altre cose, che la figlia Margherita, la quale era scritta al Monte delle Doti creditrice di fiorini 290 al primo gennaio 1486 (quando ella entrava nella età nubile), avesse un’aggiunta di altri 500 fiorini di dote. E che la famiglia di Donato, ch’era segnata per quattro fiorini a ciascunsestodi gravezza, venisse gravata per quindici anni d’un solo fiorino ec.

500.Vedi l’amplissima Provvigione della Repubblica (Fabroni, pag. 191); dove è statuito, tra le altre cose, che la figlia Margherita, la quale era scritta al Monte delle Doti creditrice di fiorini 290 al primo gennaio 1486 (quando ella entrava nella età nubile), avesse un’aggiunta di altri 500 fiorini di dote. E che la famiglia di Donato, ch’era segnata per quattro fiorini a ciascunsestodi gravezza, venisse gravata per quindici anni d’un solo fiorino ec.

501.Memoires de Comines; lib. VI, cap. 5. — Vedi una lettera molto risoluta di Luigi XI a Sisto IV, nellaCronacadelMalipieri;Archiv. Stor., tomo VII, parte I, pag. 247.

501.Memoires de Comines; lib. VI, cap. 5. — Vedi una lettera molto risoluta di Luigi XI a Sisto IV, nellaCronacadelMalipieri;Archiv. Stor., tomo VII, parte I, pag. 247.

502.Epist. Iacobi Ammannati Cardinalis Papiensis; 16 luglio 1478.Segue una lettera a lui di Iacopo Antiquario letterato Perugino, e tutto devoto alla causa di Lorenzo.

502.Epist. Iacobi Ammannati Cardinalis Papiensis; 16 luglio 1478.Segue una lettera a lui di Iacopo Antiquario letterato Perugino, e tutto devoto alla causa di Lorenzo.

503.RaynaldiAnnales Ecclesiast.; il quale è da consultare con fiducia per tutto quel fatto narrato da lui con diligenza ed ischiettezza. Oltre al Breve di Sisto IV, riferisce assai documenti; e tra gli altri la risposta che diede il Papa agli Oratori francesi conforme ai consigli del Cardinale di Pavia. È tratta dai Diari di Iacopo Volterrano scrittore apostolico (Rer. Ital., tomo XXIII), il quale non vuolsi confondere con Raffaele Maffei Volterrano, autore anch’egli più volte allegato dallo stesso Rainaldo. — Iacopo, ch’era stato segretario e grande amico all’Ammannati, continuava ne’ suoi Diari, pei tredici anni di Sisto IV, i Commentari del Cardinale.

503.RaynaldiAnnales Ecclesiast.; il quale è da consultare con fiducia per tutto quel fatto narrato da lui con diligenza ed ischiettezza. Oltre al Breve di Sisto IV, riferisce assai documenti; e tra gli altri la risposta che diede il Papa agli Oratori francesi conforme ai consigli del Cardinale di Pavia. È tratta dai Diari di Iacopo Volterrano scrittore apostolico (Rer. Ital., tomo XXIII), il quale non vuolsi confondere con Raffaele Maffei Volterrano, autore anch’egli più volte allegato dallo stesso Rainaldo. — Iacopo, ch’era stato segretario e grande amico all’Ammannati, continuava ne’ suoi Diari, pei tredici anni di Sisto IV, i Commentari del Cardinale.

504.Diceva il Senato all’oratore pontificio: «e perchè la Santità Sua, a petizione d’altri e per satisfare a dishoneste voglie e appetiti di chi si sia, offende quelli (i Fiorentini) e spiritual e temporalmente, volemo che la Beatitudine Sua sapia che nui insieme cum loro, et cum el Stato de Milan unitissimi, et temporal et spiritualmente defenderemo i stati, honor et dignità della nostra confederation ec. Et non si speri la Beatitudine Sua nè altri poter cuoprire e’ fini de no’ buoni pensieri soi, cum ch’el non offende la città di Fiorenza, ma Lorenzo in ispecie: perchè ben intendemo tutti nui, questa offesa no’ esser fatta più alla particularità de Lorenzo, innocentissimo da tutte quelle calunnie li sono apposte, che al presente stato e forma de governo de la città di Fiorenza, ec.» (Romanin,Storia di Venezia, tomo XIV, pag. 390.)

504.Diceva il Senato all’oratore pontificio: «e perchè la Santità Sua, a petizione d’altri e per satisfare a dishoneste voglie e appetiti di chi si sia, offende quelli (i Fiorentini) e spiritual e temporalmente, volemo che la Beatitudine Sua sapia che nui insieme cum loro, et cum el Stato de Milan unitissimi, et temporal et spiritualmente defenderemo i stati, honor et dignità della nostra confederation ec. Et non si speri la Beatitudine Sua nè altri poter cuoprire e’ fini de no’ buoni pensieri soi, cum ch’el non offende la città di Fiorenza, ma Lorenzo in ispecie: perchè ben intendemo tutti nui, questa offesa no’ esser fatta più alla particularità de Lorenzo, innocentissimo da tutte quelle calunnie li sono apposte, che al presente stato e forma de governo de la città di Fiorenza, ec.» (Romanin,Storia di Venezia, tomo XIV, pag. 390.)

505.Il Fabroni vidde, d’antica stampa, una invettiva molto virulenta di Cola Montano contro a Lorenzo de’ Medici. Cola era stato col Conte Girolamo Riario, e poi nell’anno 1482 pare insidiasse alla vita di Lorenzo, quando nel recarsi da Genova a Roma fu nelle Maremme preso da certi che ne seguivano le traccie, ed a Firenze condotto. L’Oratore d’Ercole da Este racconta il caso e infine aggiugne: «Credo capiterà male.» (Atti e Memorie delle Deputazioni di storia patria delle provincie Modenesi e Parmensi, vol. I, fasc. III, pag. 259.) — La Legazione di Piero Capponi, che abbiamo in copia, non contiene altro che le lettere d’ufficio a lui dei Dieci; le sue da Lucca non si rinvengono.

505.Il Fabroni vidde, d’antica stampa, una invettiva molto virulenta di Cola Montano contro a Lorenzo de’ Medici. Cola era stato col Conte Girolamo Riario, e poi nell’anno 1482 pare insidiasse alla vita di Lorenzo, quando nel recarsi da Genova a Roma fu nelle Maremme preso da certi che ne seguivano le traccie, ed a Firenze condotto. L’Oratore d’Ercole da Este racconta il caso e infine aggiugne: «Credo capiterà male.» (Atti e Memorie delle Deputazioni di storia patria delle provincie Modenesi e Parmensi, vol. I, fasc. III, pag. 259.) — La Legazione di Piero Capponi, che abbiamo in copia, non contiene altro che le lettere d’ufficio a lui dei Dieci; le sue da Lucca non si rinvengono.

506.Guicciardini,Opere, tomo III. —Machiavelli, lib. VIII. —Ammirato, lib. XXIV.

506.Guicciardini,Opere, tomo III. —Machiavelli, lib. VIII. —Ammirato, lib. XXIV.

507.Narrazione della Congiura dei Pazzi, scritta daFilippo StrozziSeniore.

507.Narrazione della Congiura dei Pazzi, scritta daFilippo StrozziSeniore.

508.IlMalavolti, nell’Istoria di Siena, pubblicava l’accennata lettera di Lorenzo de’ Medici ai Duchi d’Urbino e di Calabria.

508.IlMalavolti, nell’Istoria di Siena, pubblicava l’accennata lettera di Lorenzo de’ Medici ai Duchi d’Urbino e di Calabria.

509.Guicciardini,Opere inedite, tomo III, 56.

509.Guicciardini,Opere inedite, tomo III, 56.

510.Guicciardini,Storia di Firenze, cap. VI e IX.

510.Guicciardini,Storia di Firenze, cap. VI e IX.

511.Vedi una leggiadra lettera a Lorenzo d’Ippolita d’Aragona nuora del Re. (Fabroni, pag. 223.)

511.Vedi una leggiadra lettera a Lorenzo d’Ippolita d’Aragona nuora del Re. (Fabroni, pag. 223.)

512.Queste cose abbiamo cavate da una Commissione di Sisto IV a messer Antonio Crivelli mandato da lui a Napoli. È manoscritta presso di noi e molto bene dichiara l’animo di Sisto ed il contegno del Re: la pubblichiamo,AppendiceNº X.

512.Queste cose abbiamo cavate da una Commissione di Sisto IV a messer Antonio Crivelli mandato da lui a Napoli. È manoscritta presso di noi e molto bene dichiara l’animo di Sisto ed il contegno del Re: la pubblichiamo,AppendiceNº X.

513.Fabroni, Documenti, pag. 213, e sono anche ivi da vedere le private lettere scritte a Lorenzo da Bartolommeo Scala e da altri de’ più confidenti.

513.Fabroni, Documenti, pag. 213, e sono anche ivi da vedere le private lettere scritte a Lorenzo da Bartolommeo Scala e da altri de’ più confidenti.

514.Guicciardini, loc. cit. —Machiavelli, lib. VIII. —Ammirato, lib. XXIV.

514.Guicciardini, loc. cit. —Machiavelli, lib. VIII. —Ammirato, lib. XXIV.

515.Questo punto è ora dilucidato abbastanza dalRomanin,Storia di Venezia, lib. XI, cap. 3.

515.Questo punto è ora dilucidato abbastanza dalRomanin,Storia di Venezia, lib. XI, cap. 3.

516.Lettere manoscritte ai Dieci, di Piero Capponi, da Napoli 18 aprile 1483.

516.Lettere manoscritte ai Dieci, di Piero Capponi, da Napoli 18 aprile 1483.

517.Cammillo Porzio(Congiura de’ Baroni) attribuisce ai Fiorentini la discesa dei Turchi in Italia; ma è scrittore in quanto ai fatti poco diligente. — Lorenzo mantenne con Alfonso durante la guerra molto amichevoli relazioni, usando parole strabocchevolmente sviscerate. (VediFabroni, pag. 216.)

517.Cammillo Porzio(Congiura de’ Baroni) attribuisce ai Fiorentini la discesa dei Turchi in Italia; ma è scrittore in quanto ai fatti poco diligente. — Lorenzo mantenne con Alfonso durante la guerra molto amichevoli relazioni, usando parole strabocchevolmente sviscerate. (VediFabroni, pag. 216.)

518.Allegretti,Cronaca Senese(Rer. Ital. Script., tomo XXIII). —Malavolti,Storia di Siena.

518.Allegretti,Cronaca Senese(Rer. Ital. Script., tomo XXIII). —Malavolti,Storia di Siena.

519.Fabroni, pag. 219 e 20.

519.Fabroni, pag. 219 e 20.

520.Diarii Latini di Iacopo Volterrano, che fu presente all’assoluzione. (Rer. Ital. Script., tomo XXIII.)

520.Diarii Latini di Iacopo Volterrano, che fu presente all’assoluzione. (Rer. Ital. Script., tomo XXIII.)

521.Guicciardini,Stor. Fior., cap. V.

521.Guicciardini,Stor. Fior., cap. V.

522.Ordine deiSettanta: Provvisioni dei 10 e 19 aprile 1480. (Archiv. Stor. Ital., tomo I, pag. 321.)

522.Ordine deiSettanta: Provvisioni dei 10 e 19 aprile 1480. (Archiv. Stor. Ital., tomo I, pag. 321.)

523.Canestrini,Sulle Imposte della Repubblica di Firenze, cap. III, sez. 4 e seg. Trovò egli scritto nell’Archivio in calce d’un antico libro: «Quisquis es, quia dives es et plurimum lucraris, non es amicus pauperum tametsi simulas amicissimum; quoniam vero paucos filios habes, Catastum damnas atque explodis, et cervicibus inopum grave onus imponis.» Secondo l’antico Catasto, per ogni figlio o parente da sostentare si faceva detrazione di duecento fiorini, ond’era grande il benefizio di chi aveva molti figli.

523.Canestrini,Sulle Imposte della Repubblica di Firenze, cap. III, sez. 4 e seg. Trovò egli scritto nell’Archivio in calce d’un antico libro: «Quisquis es, quia dives es et plurimum lucraris, non es amicus pauperum tametsi simulas amicissimum; quoniam vero paucos filios habes, Catastum damnas atque explodis, et cervicibus inopum grave onus imponis.» Secondo l’antico Catasto, per ogni figlio o parente da sostentare si faceva detrazione di duecento fiorini, ond’era grande il benefizio di chi aveva molti figli.


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