Chapter 20

Ad quae marmoreas proestabat ROMA columnas,Quasdam praecipuas pulchra Ravenna dedit.De tam longinqua poterit regione vetustasIllius ornatum Francia ferre tibi.E aggiugnerò, secondo la Cronaca di Sigeberto (Histor. de France, t. V, p. 378),extruxit etiam Aquisgrani Basilicam plurimae pulchritudinis, ad cujus structuram a ROMA et Ravenna columnas et marmora devehi fecit.411.Un passo del Petrarca (Op., p. 556, 557,in epistola hortatoria ad Nicolaum Laurentium) è sì energico, ed all'uopo, che non posso starmi dal trascriverlo:Nec pudor aut pietas continuit quominus impii spoliata Dei templa, occupatas arces, opes publicas regiones urbis, atque honores magistratuum inter se divisos(mancherà unhabeant),quam una in re, turbulenti ac seditiosi homines et totius reliquae vitae consiliis et rationibus discordes, inhumani foederis stupendâ societate convenerant, in pontes et moenia atque immeritos lapides desaevirent. Denique post vi vel senio collapsa palatia, quae quondam ingentes tenuerunt viri, post diruptos arcus triumphales (unde majores horum forsitan corruerunt), de ipsius vetustatis ac propriae impietatis fragminibus vilem quaestum turpi mercimonio captare non puduit. Itaque nunc, heu dolor! heu scelus indignum! de vestris marmoreis columnis, de liminibus templorum (ad quae nuper ex orbe toto concursus devotissimus fiebat), de imaginibus sepulchrorum sub quibus patrum vestrorum venerabilis civis(dee direcinis)erat, ut reliquas sileam, desidiosa Neapolis adornatur. Sic paulatim ruinae ipsae deficiunt.Ciò non toglie che il re Roberto fosse l'amico del Petrarca.412.Pure Carlomagno con cento de' suoi cortigiani entrò nel bagno e vi nuotò ad Aquisgrana (Eginhart, c. 22, p. 18); e il Muratori accenna alcuni di questi bagni pubblici che nell'anno 814 si fabbricavano ancora a Spoleto (Annali, t. VI, pag. 416).413.V.gliAnnali d'Italia. Lo stesso Muratori avea trovato questo e il precedente fatto nellaStoria dell'Ordine di S. Benedettopubblicata dal Mabillon.414.Vita di Sisto V, di Gregorio Leti, t. III, p. 50.415.Porticus aedis Concordiae, quam, cum primum ad urbem accessi, vidi fere integram opere marmoreo admodum specioso; Romani postmodum ad calcem aedem totum et porticus partem disjectis columnis sunt demoliti(p. 12). Il tempio pertanto della Concordia non è stato distrutto in una sedizione, come io avea letto in un Trattato manoscritto delGoverno civile di Roma, che mi era stato prestato, mentre colà dimorai, e che veniva, cred'io, a torto attribuito al celebre Gravina. Il Poggi assicura parimente che furono ridotte in calce le pietre del sepolcro di Cecilia Metella (p. 19, 20).416.Questo epigramma, che è di Enea Silvio, divenuto indi Papa Pio II, è stato pubblicato dal Mabillon, il quale lo tolse da un manoscritto della regina di Svezia (Musaeum italicum., t. I, p. 97).Oblectat me, Roma, tuas spectare ruinas;Ex cujus lapsu gloria prisca patet.Sed tuus hic populus muris defossa vetustisCalcis in obsequium, marmora dura coquit;Impia tercentum si sic gens egerit annosNullum hinc indicium nobilitatis erit.417.Vagabamur in illa urbe tam magna; quae, cum propter spatium, vacua videretur, populum habet immensum(Opp., p. 605,Epist. familiares, 11, 14).418.Queste particolarità intorno alla popolazione di Roma nelle diverse epoche, sono state tolte da un ottimo Trattato del Medico Lancisi.De Romani Coeli qualitatibus, p. 122.419.Tutti i fatti che si riferiscono alle torri di Roma e dell'altre città libere dell'Italia, trovansi nella laboriosa, ed erudita compilazione pubblicata dal Muratori col titoloAntiquitates Italiae medii aevi, Dissert. 26, t. II, p. 493-496 nell'Opera latina, e t. I, p. 446 della stessa Opera volgarizzata.420.Templum Jani nunc dicitur, turris Centii Frangapanis; et sane Jano impositae turris lateritiae conspicua hodieque vestigia supersunt(Montfaucon,Diarium italicum, p. 186). L'Autore anonimo (p. 285) accennaarcus Titi, turris Cartularia; arcus Julii Caesaris et senatorum, turres de Bratis, arcus Antonini, turres de Cosectis, etc.421.Hadriani molem.... magna ex parte Romanorum injuria.... disturbavit: quod certe funditus evertissent, si eorum manibus pervia, absumptis grandibus saxis, reliqua moles extitisset(Poggi,De varietate fortunae, p. 12).422.Di Enrico IV, (Muratori,Annali d'Italia, tom. IX, p. 147).423.Mi giova in questo luogo citare un passo importante del Montfaucon:Turris ingens rotunda.... Caeciliae Metellae.... sepulchrum erat, cujus muri tam solidi, ut spatium per quam minimum intus vacuum supersit; etTORRE DI BOVEdicitur, a boum capitibus muro inscriptis. Huic sequiori aevo, tempore intestinorum bellorum seu urbecula adjuncta fuit, cujus maenia et torres etiamnum visuntur; ita ut sepulchrum Metellae quasi arx oppiduli fuerit. Ferventibus in urbe partibus, cum Ursini atque Columnenses mutuis cladibus perniciem inferrent civitati, in utriusve partis ditionem cederet magni momenti erat(p. 142).424.V.Donato, Nardini e Montfaucon. Nel palazzo Savelli si scorgono tuttavia considerabili avanzi del teatro di Marcello.425.Giacomo, Cardinale di S. Giorgio,ad velum aureum, nella Vita di Papa Celestino V da esso composta in versi. (Muratori,Script. ital., t. I, part. III, p. 1, l. I, cap. 1, vers. 132, ec.).Hoc dixisse sat est, Romam caruisse senatuMensibus exactis heu sex; belloque vocatum(probabilmentevocatos)In scelus in socios fraternaque vulnera patres,Tormentis jecisse viros immania saxa;Perfodisse domus trabibus, fecisse ruinasIgnibus; incensas turres, obstructaque fumoLumina vicino, quo sit spoliata supellex.426.Il Muratori (Dissertazioni sopra le Antichità Italiane, t. I, p. 427-431) ne fa sapere che venivano sovente adoperati sassi del peso di due o tre quintali; qualche volta persino di dodici, o diciottocantaridi Genova (ognicantaropesa cinquanta libbre).427.La sesta legge de' Visconti abolì questa funesta usanza, prescrivendo severamente di conservarepro comuni utilitate le case de' cittadini messi in bando(Galvaneus, nel Muratori,Script. rer. ital., t. XII, p. 1041).428.Tali cose scriveva il Petrarca al suo amico, che arrossendo e piangendo additavagli,maenia,lacerae specimen miserabile Romae, e annunziava l'intenzione di restaurarle (Carmina latina, lib. II,epist. Paulo Annibalensi, XII, p. 97, 98).Nec te parva manet servatis fama ruinisQuanta quod integrae fuit olim gloria RomaeReliquiae testantur adhuc; quas longior aetasFrangere non valuit, non vis aut ira cruentiHostis, ab egregiis franguntur civibus heu! heu!Quod ille nequivit(Hannibal)Perficit hic aries.429.Il marchese Maffei, nella quarta parte della suaVerona illustrata, parla degli anfiteatri e specialmente di quelli di Roma e Verona, delle loro dimensioni, e logge di legno, ec. Sembra che, per riguardo alla sua estensione, l'anfiteatro di Tito abbia ottenuto il nome diColosseo, o Culiseo, perchè eguale denominazione fu data all'anfiteatro di Capua, che non possedea una statua colossale; oltrechè la statua di Nerone era stata collocata nel cortile (in atrio) del suo palagio, non nel Colosseo (p. IV, l. I, c. 4, p. 15-19).430.Giuseppe Maria Suares, dotto Vescovo, al quale dobbiamo una Storia di Preneste, ha pubblicata una particolare dissertazione sulle sette, o otto cagioni probabili di questi forami, dissertazione ristampata indi nelTesorodi Sallengro. Il Montfaucon nelDiarium(p. 233) decide che l'avidità de' Barbariest una germanaque causa foraminum.431.Donato,Roma vetus et nova, p. 285.432.Quamdiu stabit Colyseus, stabit et Roma; quando cadet Colyseus, cadet Roma; quando cadet Roma, cadet et Mundus(Beda,in Excerptis, seu collectaneispresso il Ducange,Gloss. med. et infimae latinitatis, tom. II, p. 407, edizione Basilea). Gli è d'uopo attribuire queste parole ai pellegrini anglo-sassoni, condottisi a Roma prima dell'anno 735, tempo in cui Beda morì; perchè non credo che il venerabile monaco sia mai uscito dell'Inghilterra.433.Non mi riesce di trovare nelle Vite de' Papi, offerteci dal Muratori (Script. rer. ital., t. III, p. 1), il passo che attesta questa distribuzione delle fazioni nemiche; so che appartiene o alla fine dell'undecimo secolo, o al principio del decimosecondo.434.V. Statuta urbis Romae, lib. III, cap. 87, 88, 89, p. 185, 186. Ho già offerta un'idea di questo codice municipale. Il giornale di Pietro Antonio dal 1404 al 1417 (Muratori,Script. rer. Ital., t. XXIV, p. 1124) fa parimente menzione delle corse diNagonae del monte Testaceo.435.Benchè gli edifizj del circo agonale non durino ancora, questa piazza ne conserva tuttavia la forma ed il nome; ma il monte Testaceo, questo cumulo singolare dimaiolica rotta, sembra solamente serbato ad una costumanza annuale di buttare dall'alto al basso alcune carra di maiali per dare divertimento alla plebaglia (Statuta urbis Romae, p. 186).436.Ilpallio, giusta il Menagio, viene dapalmarium, ma questa è una ridicola etimologia. È cosa facile da concepirsi come gli uomini abbiano potuto trasportare l'idea e il vocabolo di questo manto, o abito, alla sua materia prima, indi al dono che ne veniva fatto, siccome premio della vittoria (Muratori,Diss.33).437.Per sovvenire a tali spese, gli Ebrei di Roma pagavano ogn'anno millecentotrenta fiorini; e questo conto bizzarro, per cui ai mille cento que' trenta venivano aggiunti, era in memoria delle trenta monete d'argento ricevute da Giuda in prezzo della vendita di Gesù Cristo. Vi era una corsa a piedi di giovani, tolti così dai cristiani, come dagli Ebrei. (Statuta urbis,ivi).438.Lodovico Buonconte Monaldesco nel descrivere questi combattimenti di tori, anzichè ripetere cose che egli si potesse ricordare, ha seguìta la tradizione, qual trovasi nel più antico de' frammenti degliAnnali romani(Muratori,Script. rer. ital., t. XII, pag. 535, 536). Comunque bizzarre ne sembrino tali particolarità, pure trovasi nel modo in cui vengono raccontate, il carattere della verità.439.Il Muratori ha pubblicata una Dissertazione a parte, la ventinovesima, intorno ai giuochi degl'Italiani del Medio Evo.440.Il Barthelemi in uno scritto breve, ma istruttivo (Mém. de l'Acad. des Inscript., t. XXVIII, p. 585), ha parlato di questo accordo delle fazioni,de Tiburtino faciendo, nel Colosseo, fondandosi sopra un alto originale che trovasi negli Archivj di Roma.441.Coliseum.... ob stultitiam Romanorum majori ex parte ad calcem deletum(Poggi, p. 17).442.Eugenio IV ne fe' donazione ai Monaci olivetani, come lo assicura il Montfaucon, fondandosi sopra le Memorie di Flamminio Vacca (n. 27); questi Monaci, egli dice, speravano sempre di trovare un'occasione favorevole per far rivivere un tal diritto.443.Dopo aver misurato ilpriscus amphitheatri gyrus, il Montfaucon (p. 142) si contenta d'aggiugnere che all'avvenimento di Paolo III era tuttavia intatto;tacendo clamat. IlMuratori(Ann. d'Ital., t. XIV, p. 372) si spiega con maggior libertà sull'attentato del Pontefice Farnese e sull'indignazione del popolo romano. Contro i nipoti di Urbano VIII non vi sono altre prove che quel detto popolare:Quod non fecerunt Barbari, fecerunt Barbarini; ma può essere che la sola somiglianza delle parole lo abbia suggerito.444.Il Montfaucon, come Antiquario e prete disapprova lo smantellamento del Colosseo:Quod si non suopte merito atque pulchritudine dignum fuisset quod improbas arceret manus, indigna res utique in locum tot martyrum cruore sacrum tantopere saevitum esse.445.Però gli Statuti di Roma (l. III, c. 81, p. 182) assoggettano ad una menda di cinquecentoaureichiunque demolirà un antico edifizio,ne ruinis civitas deformetur, et ut antiqua aedificia decorum urbis perpetuo repraesentent.446.Il Petrarca nel suo primo viaggio a Roma (A. D. 1337,Mémoires sur Pétrarque, t. I, p. 322, ec.) rimane stupefattomiraculo rerum tantarum, et stuporis mole obrutus... Praesentia vero, mirum dictu, nihil imminuit: vere major fuit Roma, majoresque sunt reliquiae quam rebar. Jam non orbem ab hac urbe domitum, sed tam sero domitum, miror(Opp., pag. 605,Familiares11, 14.Joanni Columnae).447.Egli eccettua, lodandone lerarecognizioni, Giovanni Colonna.Qui enim hodie magis ignari rerum romanarum, quam romani cives! Invitus dico, nusquam minus Roma cognoscitur quam Romae.448.L'Autore, dopo avere in questa maniera descritto il Campidoglio, aggiunge:Statuae erant quot sunt mundi provinciae, et habebat quaelibet tintinnabulum ad collum. Et erant ita per magicam artem dispositae, ut quando aliqua regio romana imperio rebellis erat, statim imago illius provinciae vertebat se contra illam; unde tintinnabulum resonabat quod pendebat ad collum; tuncque vates Capitolii qui erant custodes senatui,etc. Cita l'esempio de' Sassoni e degli Svevi, i quali dopo essere stati soggiogati da Agrippa, nuovamente si ribellarono; matintinnabulum sonuit; sacerdos qui erat in speculo in hebdomada senatoribus nuntiavit.Agrippa tornò addietro e ridusse ad obbedienza i Persiani (Anonym., in Montfaucon, p. 297, 298).449.Lo stesso Scrittore assicura che Virgiliocaptus a Romanis exiit, ivitque Neapolim. Guglielmo di Malmsbury nell'undecimo secolo (De gestis regn. anglor., l. II, pag. 66) parla di un mago, e ai tempi di Flaminio Vacca (n. 81, 103) era opinione volgare che gli stranieri (i Goti) invocassero i demonj per trovare i tesori nascosti.450.V.l'Anonimo (p. 289). Il Montfaucon (p. 191) giustamente osserva che, se Alessandro è rappresentato in uno de' cavalieri, queste statue non possono essere l'opera, nè di Fidia, nè di Prassitele, vissuti, l'uno nell'Olimpiade 83, l'altro nell'Olimpiade 104, vale a dire prima del vincitore di Dario (Plinio,Hist. nat.XXXIV, 19).451.Guglielmo di Malmsbury (l. II, p. 86, 87) racconta la scoperta miracolosa (A. D. 1046) del sepolcro di Pallante, figlio d'Evandro, ucciso da Turno; fin dal punto di questa morte, egli narra, si vide sempre qualche luce nel sepolcro del defunto; vi si trovò un epitaffio latino; il corpo ben conservato apparteneva ad un giovane gigante e portava nel petto una larga ferita (Pectus perforat ingens, ec.). Se questa favola ha per fondamento una ben che menoma testimonianza de' contemporanei, bisogna bene compassionare gli uomini e le statue che in quel secolo barbaro apparvero.452.Prope porticum Minervae, statua est recubantis, cujus caput integra effigie, tantae magnitudinis, ut signa omnia excedat. Quidam ad plantandas arbores scrobes faciens detexit. Ad hoc visendum, cum plures in dies magis concurrerent, strepitum audientium fastidiumque pertaesus, horti patronus congesta humo texit(Poggi,De varietate fortunae, p. 12).453.V.leMemorie di Flamminio Vacca(n. 57, p. 11, 12) sul finire della Roma antica del Nardini (1704, in 4).454.Nel 1709, il numero degli abitanti di Roma, non compresi otto o diecimila ebrei, sommava a centrentottomila cinquecento sessantotto (Labat,Voyage en Espagne et en Italie, t. III, p. 217, 218 ). Nel 1740, la popolazione ascendeva a cenquarantaseimila ottanta anime; nel 1765, quando ne partii, se ne contavano censettantunmila ottocento novantanove, non calcolati gli ebrei. Ignoro se l'aumento della popolazione abbia continuato.455.Il padre Montfaucon divide in venti giorni le osservazioni che ha fatte sulle diverse parti di questa città (Diarium. italic., c. 8-20, p. 104-301). Doveva almeno dividerlo in venti settimane, o venti mesi. Questo dotto Benedettino, passando in rassegna i topografi dell'antica Roma, esamina i primi sforzi del Biondi, di Fulvio, Marziano e Fauno, di Pirro Ligorio, che sarebbe stato senza confronto il migliore di tutti, se alle sue fatiche fosse stata pari l'erudizione; considera indi gli scritti di Onofrio Panvinio,qui omnes observavit, poi le Opere recenti, ma imperfette, del Donato e del Nardini. Ciò nullameno il Montfaucon desidera sempre una pianta e una descrizione più compiuta dell'antica città, ad aggiungere il quale scopo raccomanda le seguenti cose: 1. misurare lo spazio e gl'intervalli delle rovine; 2. studiare le iscrizioni e gli avanzi de' palagi ove se ne trovano: 3. cercare tutti gli atti, chirografi, e giornali del Medio Evo che somministrano il nome di un luogo o di un edifizio di Roma. Appartiene soltanto alla munificenza d'un Principe o a quella del Pubblico il fare eseguire questo lavoro, come il Montfaucon lo vorrebbe; però l'estesissima pianta, pubblicata dal Nolli nel 1748, somministrerebbe una base salda ed esatta per la topografia dell'antica Roma.

Ad quae marmoreas proestabat ROMA columnas,Quasdam praecipuas pulchra Ravenna dedit.De tam longinqua poterit regione vetustasIllius ornatum Francia ferre tibi.

Ad quae marmoreas proestabat ROMA columnas,

Quasdam praecipuas pulchra Ravenna dedit.

De tam longinqua poterit regione vetustas

Illius ornatum Francia ferre tibi.

E aggiugnerò, secondo la Cronaca di Sigeberto (Histor. de France, t. V, p. 378),extruxit etiam Aquisgrani Basilicam plurimae pulchritudinis, ad cujus structuram a ROMA et Ravenna columnas et marmora devehi fecit.

411.Un passo del Petrarca (Op., p. 556, 557,in epistola hortatoria ad Nicolaum Laurentium) è sì energico, ed all'uopo, che non posso starmi dal trascriverlo:Nec pudor aut pietas continuit quominus impii spoliata Dei templa, occupatas arces, opes publicas regiones urbis, atque honores magistratuum inter se divisos(mancherà unhabeant),quam una in re, turbulenti ac seditiosi homines et totius reliquae vitae consiliis et rationibus discordes, inhumani foederis stupendâ societate convenerant, in pontes et moenia atque immeritos lapides desaevirent. Denique post vi vel senio collapsa palatia, quae quondam ingentes tenuerunt viri, post diruptos arcus triumphales (unde majores horum forsitan corruerunt), de ipsius vetustatis ac propriae impietatis fragminibus vilem quaestum turpi mercimonio captare non puduit. Itaque nunc, heu dolor! heu scelus indignum! de vestris marmoreis columnis, de liminibus templorum (ad quae nuper ex orbe toto concursus devotissimus fiebat), de imaginibus sepulchrorum sub quibus patrum vestrorum venerabilis civis(dee direcinis)erat, ut reliquas sileam, desidiosa Neapolis adornatur. Sic paulatim ruinae ipsae deficiunt.Ciò non toglie che il re Roberto fosse l'amico del Petrarca.

412.Pure Carlomagno con cento de' suoi cortigiani entrò nel bagno e vi nuotò ad Aquisgrana (Eginhart, c. 22, p. 18); e il Muratori accenna alcuni di questi bagni pubblici che nell'anno 814 si fabbricavano ancora a Spoleto (Annali, t. VI, pag. 416).

413.V.gliAnnali d'Italia. Lo stesso Muratori avea trovato questo e il precedente fatto nellaStoria dell'Ordine di S. Benedettopubblicata dal Mabillon.

414.Vita di Sisto V, di Gregorio Leti, t. III, p. 50.

415.Porticus aedis Concordiae, quam, cum primum ad urbem accessi, vidi fere integram opere marmoreo admodum specioso; Romani postmodum ad calcem aedem totum et porticus partem disjectis columnis sunt demoliti(p. 12). Il tempio pertanto della Concordia non è stato distrutto in una sedizione, come io avea letto in un Trattato manoscritto delGoverno civile di Roma, che mi era stato prestato, mentre colà dimorai, e che veniva, cred'io, a torto attribuito al celebre Gravina. Il Poggi assicura parimente che furono ridotte in calce le pietre del sepolcro di Cecilia Metella (p. 19, 20).

416.Questo epigramma, che è di Enea Silvio, divenuto indi Papa Pio II, è stato pubblicato dal Mabillon, il quale lo tolse da un manoscritto della regina di Svezia (Musaeum italicum., t. I, p. 97).

Oblectat me, Roma, tuas spectare ruinas;Ex cujus lapsu gloria prisca patet.Sed tuus hic populus muris defossa vetustisCalcis in obsequium, marmora dura coquit;Impia tercentum si sic gens egerit annosNullum hinc indicium nobilitatis erit.

Oblectat me, Roma, tuas spectare ruinas;

Ex cujus lapsu gloria prisca patet.

Sed tuus hic populus muris defossa vetustis

Calcis in obsequium, marmora dura coquit;

Impia tercentum si sic gens egerit annos

Nullum hinc indicium nobilitatis erit.

417.Vagabamur in illa urbe tam magna; quae, cum propter spatium, vacua videretur, populum habet immensum(Opp., p. 605,Epist. familiares, 11, 14).

418.Queste particolarità intorno alla popolazione di Roma nelle diverse epoche, sono state tolte da un ottimo Trattato del Medico Lancisi.De Romani Coeli qualitatibus, p. 122.

419.Tutti i fatti che si riferiscono alle torri di Roma e dell'altre città libere dell'Italia, trovansi nella laboriosa, ed erudita compilazione pubblicata dal Muratori col titoloAntiquitates Italiae medii aevi, Dissert. 26, t. II, p. 493-496 nell'Opera latina, e t. I, p. 446 della stessa Opera volgarizzata.

420.Templum Jani nunc dicitur, turris Centii Frangapanis; et sane Jano impositae turris lateritiae conspicua hodieque vestigia supersunt(Montfaucon,Diarium italicum, p. 186). L'Autore anonimo (p. 285) accennaarcus Titi, turris Cartularia; arcus Julii Caesaris et senatorum, turres de Bratis, arcus Antonini, turres de Cosectis, etc.

421.Hadriani molem.... magna ex parte Romanorum injuria.... disturbavit: quod certe funditus evertissent, si eorum manibus pervia, absumptis grandibus saxis, reliqua moles extitisset(Poggi,De varietate fortunae, p. 12).

422.Di Enrico IV, (Muratori,Annali d'Italia, tom. IX, p. 147).

423.Mi giova in questo luogo citare un passo importante del Montfaucon:Turris ingens rotunda.... Caeciliae Metellae.... sepulchrum erat, cujus muri tam solidi, ut spatium per quam minimum intus vacuum supersit; etTORRE DI BOVEdicitur, a boum capitibus muro inscriptis. Huic sequiori aevo, tempore intestinorum bellorum seu urbecula adjuncta fuit, cujus maenia et torres etiamnum visuntur; ita ut sepulchrum Metellae quasi arx oppiduli fuerit. Ferventibus in urbe partibus, cum Ursini atque Columnenses mutuis cladibus perniciem inferrent civitati, in utriusve partis ditionem cederet magni momenti erat(p. 142).

424.V.Donato, Nardini e Montfaucon. Nel palazzo Savelli si scorgono tuttavia considerabili avanzi del teatro di Marcello.

425.Giacomo, Cardinale di S. Giorgio,ad velum aureum, nella Vita di Papa Celestino V da esso composta in versi. (Muratori,Script. ital., t. I, part. III, p. 1, l. I, cap. 1, vers. 132, ec.).

Hoc dixisse sat est, Romam caruisse senatuMensibus exactis heu sex; belloque vocatum(probabilmentevocatos)In scelus in socios fraternaque vulnera patres,Tormentis jecisse viros immania saxa;Perfodisse domus trabibus, fecisse ruinasIgnibus; incensas turres, obstructaque fumoLumina vicino, quo sit spoliata supellex.

Hoc dixisse sat est, Romam caruisse senatu

Mensibus exactis heu sex; belloque vocatum(probabilmentevocatos)

In scelus in socios fraternaque vulnera patres,

Tormentis jecisse viros immania saxa;

Perfodisse domus trabibus, fecisse ruinas

Ignibus; incensas turres, obstructaque fumo

Lumina vicino, quo sit spoliata supellex.

426.Il Muratori (Dissertazioni sopra le Antichità Italiane, t. I, p. 427-431) ne fa sapere che venivano sovente adoperati sassi del peso di due o tre quintali; qualche volta persino di dodici, o diciottocantaridi Genova (ognicantaropesa cinquanta libbre).

427.La sesta legge de' Visconti abolì questa funesta usanza, prescrivendo severamente di conservarepro comuni utilitate le case de' cittadini messi in bando(Galvaneus, nel Muratori,Script. rer. ital., t. XII, p. 1041).

428.Tali cose scriveva il Petrarca al suo amico, che arrossendo e piangendo additavagli,maenia,lacerae specimen miserabile Romae, e annunziava l'intenzione di restaurarle (Carmina latina, lib. II,epist. Paulo Annibalensi, XII, p. 97, 98).

Nec te parva manet servatis fama ruinisQuanta quod integrae fuit olim gloria RomaeReliquiae testantur adhuc; quas longior aetasFrangere non valuit, non vis aut ira cruentiHostis, ab egregiis franguntur civibus heu! heu!Quod ille nequivit(Hannibal)Perficit hic aries.

Nec te parva manet servatis fama ruinis

Quanta quod integrae fuit olim gloria Romae

Reliquiae testantur adhuc; quas longior aetas

Frangere non valuit, non vis aut ira cruenti

Hostis, ab egregiis franguntur civibus heu! heu!

Quod ille nequivit(Hannibal)

Perficit hic aries.

429.Il marchese Maffei, nella quarta parte della suaVerona illustrata, parla degli anfiteatri e specialmente di quelli di Roma e Verona, delle loro dimensioni, e logge di legno, ec. Sembra che, per riguardo alla sua estensione, l'anfiteatro di Tito abbia ottenuto il nome diColosseo, o Culiseo, perchè eguale denominazione fu data all'anfiteatro di Capua, che non possedea una statua colossale; oltrechè la statua di Nerone era stata collocata nel cortile (in atrio) del suo palagio, non nel Colosseo (p. IV, l. I, c. 4, p. 15-19).

430.Giuseppe Maria Suares, dotto Vescovo, al quale dobbiamo una Storia di Preneste, ha pubblicata una particolare dissertazione sulle sette, o otto cagioni probabili di questi forami, dissertazione ristampata indi nelTesorodi Sallengro. Il Montfaucon nelDiarium(p. 233) decide che l'avidità de' Barbariest una germanaque causa foraminum.

431.Donato,Roma vetus et nova, p. 285.

432.Quamdiu stabit Colyseus, stabit et Roma; quando cadet Colyseus, cadet Roma; quando cadet Roma, cadet et Mundus(Beda,in Excerptis, seu collectaneispresso il Ducange,Gloss. med. et infimae latinitatis, tom. II, p. 407, edizione Basilea). Gli è d'uopo attribuire queste parole ai pellegrini anglo-sassoni, condottisi a Roma prima dell'anno 735, tempo in cui Beda morì; perchè non credo che il venerabile monaco sia mai uscito dell'Inghilterra.

433.Non mi riesce di trovare nelle Vite de' Papi, offerteci dal Muratori (Script. rer. ital., t. III, p. 1), il passo che attesta questa distribuzione delle fazioni nemiche; so che appartiene o alla fine dell'undecimo secolo, o al principio del decimosecondo.

434.V. Statuta urbis Romae, lib. III, cap. 87, 88, 89, p. 185, 186. Ho già offerta un'idea di questo codice municipale. Il giornale di Pietro Antonio dal 1404 al 1417 (Muratori,Script. rer. Ital., t. XXIV, p. 1124) fa parimente menzione delle corse diNagonae del monte Testaceo.

435.Benchè gli edifizj del circo agonale non durino ancora, questa piazza ne conserva tuttavia la forma ed il nome; ma il monte Testaceo, questo cumulo singolare dimaiolica rotta, sembra solamente serbato ad una costumanza annuale di buttare dall'alto al basso alcune carra di maiali per dare divertimento alla plebaglia (Statuta urbis Romae, p. 186).

436.Ilpallio, giusta il Menagio, viene dapalmarium, ma questa è una ridicola etimologia. È cosa facile da concepirsi come gli uomini abbiano potuto trasportare l'idea e il vocabolo di questo manto, o abito, alla sua materia prima, indi al dono che ne veniva fatto, siccome premio della vittoria (Muratori,Diss.33).

437.Per sovvenire a tali spese, gli Ebrei di Roma pagavano ogn'anno millecentotrenta fiorini; e questo conto bizzarro, per cui ai mille cento que' trenta venivano aggiunti, era in memoria delle trenta monete d'argento ricevute da Giuda in prezzo della vendita di Gesù Cristo. Vi era una corsa a piedi di giovani, tolti così dai cristiani, come dagli Ebrei. (Statuta urbis,ivi).

438.Lodovico Buonconte Monaldesco nel descrivere questi combattimenti di tori, anzichè ripetere cose che egli si potesse ricordare, ha seguìta la tradizione, qual trovasi nel più antico de' frammenti degliAnnali romani(Muratori,Script. rer. ital., t. XII, pag. 535, 536). Comunque bizzarre ne sembrino tali particolarità, pure trovasi nel modo in cui vengono raccontate, il carattere della verità.

439.Il Muratori ha pubblicata una Dissertazione a parte, la ventinovesima, intorno ai giuochi degl'Italiani del Medio Evo.

440.Il Barthelemi in uno scritto breve, ma istruttivo (Mém. de l'Acad. des Inscript., t. XXVIII, p. 585), ha parlato di questo accordo delle fazioni,de Tiburtino faciendo, nel Colosseo, fondandosi sopra un alto originale che trovasi negli Archivj di Roma.

441.Coliseum.... ob stultitiam Romanorum majori ex parte ad calcem deletum(Poggi, p. 17).

442.Eugenio IV ne fe' donazione ai Monaci olivetani, come lo assicura il Montfaucon, fondandosi sopra le Memorie di Flamminio Vacca (n. 27); questi Monaci, egli dice, speravano sempre di trovare un'occasione favorevole per far rivivere un tal diritto.

443.Dopo aver misurato ilpriscus amphitheatri gyrus, il Montfaucon (p. 142) si contenta d'aggiugnere che all'avvenimento di Paolo III era tuttavia intatto;tacendo clamat. IlMuratori(Ann. d'Ital., t. XIV, p. 372) si spiega con maggior libertà sull'attentato del Pontefice Farnese e sull'indignazione del popolo romano. Contro i nipoti di Urbano VIII non vi sono altre prove che quel detto popolare:Quod non fecerunt Barbari, fecerunt Barbarini; ma può essere che la sola somiglianza delle parole lo abbia suggerito.

444.Il Montfaucon, come Antiquario e prete disapprova lo smantellamento del Colosseo:Quod si non suopte merito atque pulchritudine dignum fuisset quod improbas arceret manus, indigna res utique in locum tot martyrum cruore sacrum tantopere saevitum esse.

445.Però gli Statuti di Roma (l. III, c. 81, p. 182) assoggettano ad una menda di cinquecentoaureichiunque demolirà un antico edifizio,ne ruinis civitas deformetur, et ut antiqua aedificia decorum urbis perpetuo repraesentent.

446.Il Petrarca nel suo primo viaggio a Roma (A. D. 1337,Mémoires sur Pétrarque, t. I, p. 322, ec.) rimane stupefattomiraculo rerum tantarum, et stuporis mole obrutus... Praesentia vero, mirum dictu, nihil imminuit: vere major fuit Roma, majoresque sunt reliquiae quam rebar. Jam non orbem ab hac urbe domitum, sed tam sero domitum, miror(Opp., pag. 605,Familiares11, 14.Joanni Columnae).

447.Egli eccettua, lodandone lerarecognizioni, Giovanni Colonna.Qui enim hodie magis ignari rerum romanarum, quam romani cives! Invitus dico, nusquam minus Roma cognoscitur quam Romae.

448.L'Autore, dopo avere in questa maniera descritto il Campidoglio, aggiunge:Statuae erant quot sunt mundi provinciae, et habebat quaelibet tintinnabulum ad collum. Et erant ita per magicam artem dispositae, ut quando aliqua regio romana imperio rebellis erat, statim imago illius provinciae vertebat se contra illam; unde tintinnabulum resonabat quod pendebat ad collum; tuncque vates Capitolii qui erant custodes senatui,etc. Cita l'esempio de' Sassoni e degli Svevi, i quali dopo essere stati soggiogati da Agrippa, nuovamente si ribellarono; matintinnabulum sonuit; sacerdos qui erat in speculo in hebdomada senatoribus nuntiavit.Agrippa tornò addietro e ridusse ad obbedienza i Persiani (Anonym., in Montfaucon, p. 297, 298).

449.Lo stesso Scrittore assicura che Virgiliocaptus a Romanis exiit, ivitque Neapolim. Guglielmo di Malmsbury nell'undecimo secolo (De gestis regn. anglor., l. II, pag. 66) parla di un mago, e ai tempi di Flaminio Vacca (n. 81, 103) era opinione volgare che gli stranieri (i Goti) invocassero i demonj per trovare i tesori nascosti.

450.V.l'Anonimo (p. 289). Il Montfaucon (p. 191) giustamente osserva che, se Alessandro è rappresentato in uno de' cavalieri, queste statue non possono essere l'opera, nè di Fidia, nè di Prassitele, vissuti, l'uno nell'Olimpiade 83, l'altro nell'Olimpiade 104, vale a dire prima del vincitore di Dario (Plinio,Hist. nat.XXXIV, 19).

451.Guglielmo di Malmsbury (l. II, p. 86, 87) racconta la scoperta miracolosa (A. D. 1046) del sepolcro di Pallante, figlio d'Evandro, ucciso da Turno; fin dal punto di questa morte, egli narra, si vide sempre qualche luce nel sepolcro del defunto; vi si trovò un epitaffio latino; il corpo ben conservato apparteneva ad un giovane gigante e portava nel petto una larga ferita (Pectus perforat ingens, ec.). Se questa favola ha per fondamento una ben che menoma testimonianza de' contemporanei, bisogna bene compassionare gli uomini e le statue che in quel secolo barbaro apparvero.

452.Prope porticum Minervae, statua est recubantis, cujus caput integra effigie, tantae magnitudinis, ut signa omnia excedat. Quidam ad plantandas arbores scrobes faciens detexit. Ad hoc visendum, cum plures in dies magis concurrerent, strepitum audientium fastidiumque pertaesus, horti patronus congesta humo texit(Poggi,De varietate fortunae, p. 12).

453.V.leMemorie di Flamminio Vacca(n. 57, p. 11, 12) sul finire della Roma antica del Nardini (1704, in 4).

454.Nel 1709, il numero degli abitanti di Roma, non compresi otto o diecimila ebrei, sommava a centrentottomila cinquecento sessantotto (Labat,Voyage en Espagne et en Italie, t. III, p. 217, 218 ). Nel 1740, la popolazione ascendeva a cenquarantaseimila ottanta anime; nel 1765, quando ne partii, se ne contavano censettantunmila ottocento novantanove, non calcolati gli ebrei. Ignoro se l'aumento della popolazione abbia continuato.

455.Il padre Montfaucon divide in venti giorni le osservazioni che ha fatte sulle diverse parti di questa città (Diarium. italic., c. 8-20, p. 104-301). Doveva almeno dividerlo in venti settimane, o venti mesi. Questo dotto Benedettino, passando in rassegna i topografi dell'antica Roma, esamina i primi sforzi del Biondi, di Fulvio, Marziano e Fauno, di Pirro Ligorio, che sarebbe stato senza confronto il migliore di tutti, se alle sue fatiche fosse stata pari l'erudizione; considera indi gli scritti di Onofrio Panvinio,qui omnes observavit, poi le Opere recenti, ma imperfette, del Donato e del Nardini. Ciò nullameno il Montfaucon desidera sempre una pianta e una descrizione più compiuta dell'antica città, ad aggiungere il quale scopo raccomanda le seguenti cose: 1. misurare lo spazio e gl'intervalli delle rovine; 2. studiare le iscrizioni e gli avanzi de' palagi ove se ne trovano: 3. cercare tutti gli atti, chirografi, e giornali del Medio Evo che somministrano il nome di un luogo o di un edifizio di Roma. Appartiene soltanto alla munificenza d'un Principe o a quella del Pubblico il fare eseguire questo lavoro, come il Montfaucon lo vorrebbe; però l'estesissima pianta, pubblicata dal Nolli nel 1748, somministrerebbe una base salda ed esatta per la topografia dell'antica Roma.


Back to IndexNext