I procedimenti della chirurgia acquistano imponenza ed importanza. I medici delle grandi monarchie europee, specie di quella francese, compiono operazioni impressionanti. E le accademie scientifiche europee ne diffondono la cognizione.
La filosofia materialistica del sec.XVIII, fatta popolare dagliEnciclopedistifrancesi, inculca il concetto che l’uomo sia niente altro che una macchina organica, dominata da mere leggi fisiche. Vera o falsa codesta concezione, essa contribuisce potentemente al progresso della medicina.L’affermazione più eretica, e che contradiceva a credenza di secoli, fu quella, formulata anche dal nostroChiarugi(1758-1820): la pazzia essere una malattia a base somatica (corporea), come tutte le altre.
33.Zoologia e botanica:A).Secolo XVII.— I libri di scienze naturali del sec.XVIIsono ricchi di relazioni sulla fauna e sulla flora del Nuovo Continente. Anche il vecchio mondo, data la grande quantità di viaggiatori, esploratori, missionari, è meglio conosciuto. L’olandeseMarcgravescrive perciò laStoria naturaledel Brasile (1648); l’olandeseBontius(Giacomo de Bondt) informa sulla fauna di Giava (1631). Queste, come altre opere del tempo, possono essere ancor oggi consultate con utilità. Tuttavia, presso gli zoologi del sec.XVII, lo spirito di osservazione non supera gran fatto l’abito delle compilazioni vecchio stile. Presso i botanici si nota uno sforzo crescente verso tentativi di classificazioni più scientifiche. Si fissa chiaramente il concetto di specie, determinato dalla costanza della forma e dalla infecondità, in seguito all’incrocio con altre specie. E degna di ricordo è una classificazione diG. Pitton de Tournefort(1656-1708), che durò fino a Linneo.
Nuovo impulso alle scienze naturali viene dalla invenzione del microscopio, il che accade verso la fine del secolo. Allora ilLeeuwenhoek(1632-1723) scopre gliinfusori, inaugurando così la scienza dell’innumere regno dei microrganismi, e, con lo stesso mezzo, verso lo stesso tempo, si comincia a tentar di spiegare il modo di fecondazione e riproduzione delle piante, a distinguerne i sessi, a penetrare nel mistero della circolazione della linfa, della nutrizione, della respirazione delle piante. Si scopre la composizione cellulare dei vegetali. Nasce, cioè, quella che ora si dice lafisiologiadelle piante.
B).Secolo XVIII: Linneo; Buffon; Erasmo Darwin.— Lo scienziato che, in fatto di scienze naturali, domina nettamente tutto il secoloXVIII, e colquale appunto si apre quest’età, è lo svedeseLinneo(1707-1778).
Linneo è il primo grande classificatore della scienza moderna. Sotto tale riguardo, egli si ricollega ad Aristotele. Il suoSistema della natura(1738) abbraccia tutte le specie, animali, e vegetali, allora conosciute, e le distribuisce nelle grandi categorie, ancor oggi, almeno nel linguaggio corrente, superstiti. Egli distingue gli animali inmammiferi, uccelli, pesci, insetti, vermi. Aristotele, forse, aveva classificato meglio, distinguendo gli animali invertebrati(a sangue rosso) einvertebrati(a sangue bianco) e avendo preso in considerazione anche molluschi e crostacei.
Linneo distingue i vegetali in piantea fiori visibilie piantea fiori invisibili(crittogame), e suddivide la prima di queste due grandi categorie a seconda i caratteri sessuali del fiore, che sono elementi essenziali e facili a riconoscere. Così egli distingueva le piantea fiori visibiliin piante del tutto o in parte ermafrodite, e ciascuno di questi due gruppi, in gruppi minori, a seconda del numero degli stami e dei pistilli.
Ma un tratto caratteristico, sebbene errato, della scienza della natura di Linneo è il concetto della fissità delle specie, ossia il concetto che le specie sonoqualitativamentedistinte le une dalle altre e immutabili sin dalla origine loro.
Un grande contemporaneo di Linneo èBuffon(Giorgio Luigi Leclerc Buffon, 1707-1788). Non è un classificatore, e non vuol esserlo; egli dubita molto della fissità delle specie, come Linneo la concepiva, e come egli stesso da prima l’aveva ammessa. In molti passi dei suoi scritti si dichiara convinto del variare delle specie sotto l’influenza dell’ambiente e attraverso caratteri acquisiti. È così un precursore dell’imminente evoluzionismo. Ma il tratto caratteristico della sua opera di zoologo è quello di avere fondato la geografia zoologica e di avere, ben ordinando le specie, rimosso confusioni ed errori.
Proprio in sullo scorcio del secoloXVIIIha principio quellateoria dell’evoluzione, la cui disputa, appassionata e appassionante, non meno di quella tra tolomaismo e copernicanesimo, empirà del suo rumore il sec.XIX. Vive in questo tempo il nonno di Carlo Darwin:Erasmo Darwin(1731-1800), studioso e poeta delle scienze naturali, e autore, fra l’altro, di due opere in versi, ilGiardino botanicoe gliAmori delle piante. Ma la sua grande opera della maturità è laZoonomia, e in essa egli vuole, fra l’altro, spiegare l’origine e le trasformazioni delle specie, le quali, come più tardi gli evoluzionisti insegneranno, si trasformano in altre diverse o superiori, mediante lapersistenza dei caratteri acquisiti.
Particolare degno di nota, in quegli stessi anni, l’identico problema era meditato dal più grande poeta, e anche grande scienziato, tedesco,Volfango Goethe, l’autore immortale delFaust, nelle sueMetamorfosi delle piante. Ed egli lo risolveva in modo identico!