AVVERTIMENTO AI LETTORI

AVVERTIMENTO AI LETTORI

Nel sommario del capitolo XVII leggasiFerraùe non Ferracì, com'è stampato. Nella nota del Traduttore, appiè della pagina 64, vol. II, leggasiPolicletoe non Polignoto. Alla pagina 79 dello stesso volume, linea 43, leggasimansi[157]in luogo di mense, e così ogni volta che ivi torna la stessa parola. Gli altri scorsi di minore importanza si lasciano rettificare al colto lettore.

INDICEDEL SECONDO ED ULTIMO VOLUME.PERIODO DELL'ORDINAMENTOPag. 1CAPITOLO I. —CORRISPONDENZE DIPLOMATICHE DI CARLOMAGNO RE E IMPERATORE.— Pratiche con Roma. — Ragioni della lega. Papa Stefano. — Papa Adriano. — Carteggio. — Epistole di Adriano. — Vigilanza sull'Italia. — Papa Leone. — Nuovi legami con la santa sede. — Condizioni respettive dell'Impero e del papato. — Corrispondenza cogli imperatori di Costantinopoli. — Costantino Copronimo. — Leone IV. — Costantino ed Irene. — Disegno di accostamento fra i due imperi. — Lega e proposta di nozze. — Niceforo. — Trattato de' confini. — Negoziati diplomatici coi califfi. — Arun-al-Raschild. — Pratiche cogli emiri saraceni di Spagna. — Colle tribù erranti. — Coll'ettarchia anglo-sassone e i re di Scozia. — (768-814)3CAPITOLO II. —PRIMO PERIODO DEI CAPITOLARI DI CARLOMAGNO.— Classificazione dei capitolari. — Son essi tolti dal diritto romano? — Fonte ed origine del diritto germanico. — Ordinamento della Chiesa. — Formole ecclesiastiche. — I vescovi. — Riforma. — Capitolari di Francoforte, dei conti, su Tassillone duca di Baviera. — Il gran capitolareDe villis. — Diritto domestico. — Spirito generale della prima epoca dei capitolari. — (769-800)24CAPITOLO III. —OPERE PUBBLICHE, COMMERCIO, INDUSTRIA.— Delle grandi opere che si riferiscono a Carlomagno. — Torri. — Fari. — Campi militari o valli. — Chiese. — La cattedrale d'Aquisgrana. — Tradizioni intorno alle chiese di Colonia e di Magonza. — Il gran ponte sul Reno. — Il gran canale. — Congiunzione del Danubio col Reno. — Commercio. — Unità delle monete. — Ilmaximum, o tariffa delle merci e delle derrate. — Lusso. — Pellicce. — Gioje. — Fiere e mercati. — Marineria. — Ponti. — Costruzion delle navi. — Custodi dei porti e dei fiumi. — Stato delle compagnie dei barcaiuoli. — (768-814)38CAPITOLO IV. —STATO DELLE SCIENZE E DELLE LETTERE SOTTO CARLOMAGNO.— Indole scientifica di Carlomagno. — Suo spirito germanico. — Sua inclinazione per la letteratura greca e romana. — Le tre menti del sapere. — Alcuino sassone,Teodolfo lombardo, Landrado germano. — Protezione alle lettere. — Filosofia. — Astronomia. — Geografia. — Grammatica. — Poesia. — Musica. — Storia e cronache. — Canzoni eroiche. — Pratica generale dell'agricoltura. — Tendenza letteraria. — I dotti. — Le scuole. — Costumi ed usi dei dotti alla corte di Carlomagno. — Carteggio di questo principe. — Alcuni frammenti delle sue lettere. — (768-814)48CAPITOLO V. —LA CHIESA E LE SUE COSTITUZIONI SOTTO CARLOMAGNO.— Conflitto per l'unità. — Eresie. — Le due principali. — Gl'iconoclasti. — La dottrina di Felice da Urgel. — I libri carolini. — I vescovi. — Gli abbati. — Aspetto dei grandi monasteri. — La regola. — Le cronache. — I cartolari. — Le mense ecclesiastiche. — Abbozzo della famiglia monacale. — Le terre ed i servi. — (768-814.)63CAPITOLO VI. —L'INSTITUZIONE PRINCIPALE DEIMISSI DOMINICI.— Origine deimissi dominici. — Mobilità dei magistrati. — Giuramento dei vassalli. — Tributi. — Ufizio deimissi. — Capitolari ond'è ad essi affidata l'esecuzione. — Toccasi della giustizia. — Delle persone. — Delitti pubblici e privati. — Giurisdizione assoluta sui placiti, sui conti e sui giudici. — Soprantendenza sui monasteri. — Sulle mense reali. — Relazioni deimissi dominiciall'imperatore. — Teodolfo, un di questi nel Mezzodì. — Poema intorno alle sue rimembranze. — (802-811)74CAPITOLO VII. —USI E COSTUMI DEL REGNO DI CARLOMAGNO.— La vita cristiana. — Il battesimo. — Il matrimonio. — Le carte testamentarie. — La morte. — Le corti plenarie. — I banchetti. — Le cacce. — La vita delle foreste. — Vestimenta e lingua. — La tedesca. — La franca. — La romanza. — Relazioni di Carlomagno co' leudi. — I vescovi. — Gli abbati. — Forme delle epistole. — Dei sigilli. — Consuetudini del palazzo per la sottoscrizione delle carte e diplomi. — Monete. — Misure. — (768-814)83CAPITOLO VIII. —ULTIMO PERIODO DEI CAPITOLARI.— I capitolari legislativi. — Personalità delle leggi barbare, franche, saliche, ripensi, lombarde, visigote, romane. — Capitolare addizionale alle leggi saliche e ripensi. — Analisi delPoliptico dell'abbate Irminone. — Giurisdizione dei conti e del vescovi. — Placiti degli scabini e dei centurioni. — Capitolari circa la milizia. — Forma delle dimande all'imperatore. — Rescritti. — Somiglianza e dissomiglianza tra i sinodi e i placiti. — Indole generale della legislazione di Carlomagno. — (800-814)94CAPITOLO IX. —FAMIGLIA DI CARLOMAGNO E GLI ULTIMI TRE ANNI DELLA SUA VITA.— Mogli di Carlomagno. — Imeltruda. — Desiderata o Ermengarda. — Ildegarda. — Fastrada. — Luitgarda. — Figli. — Pipino soprannominato ilGobbo. — Congiura di lui contro il padre. — Carlo. — Pipino re d'Italia. — Lodovico re d'Aquitania. — Figlie. — Altre figliuole. — Emma e la leggenda di Eginardo. — Ultimi anni di Carlomagno. — Sua stanza in Aquisgrana. — Accordo con gli Schiavoni e i Danesi. — Testamento di Carlomagno. — Spartizion dell'impero. — Suoi patimenti. — Sua morte. — Considerasi il modo suo di governo. — Forza e debolezza dell'impero. — (768-814)105CAPITOLO X. —LA CITTÀ E IL DRITTO PRIVATO CARLINGO.— La città romana, la gallica, la franca, la germanica, la longobarda, la gotica. — Il vescovo. — I difensori. — I collegi delle arti. — I conti. — I giudici. — I vidami. — I prevosti. — Gli avvocati. — I centurioni. — Gli scabini. — I buoni uomini. — Diritto privato. — La vendita. — Atti di manumissione. — La locazione. — Il testamento. — Formolee processure. — Il giuramento. — La testimonianza. — Le prove del fuoco e dell'acqua. — Azione della Chiesa. — Origine del diritto feudale. — (768-814)122CAPITOLO XI. —CRONICHE, CARTE, DIPLOMI E MONUMENTI DEL REGNO DI CARLOMAGNO.— Le quattro maggiori fonti delle tradizioni istoriche. — Le croniche intorno a Carlomagno. — GliAnnali d'Eginardo. — IFatti a la gesta dell'imperatoredel monaco di San Gallo. — LaCronaca di San Dionigi. — IlPoeta sassone. — L'arcivescovo Turpino. — Le vite dei santi. — Le leggende. — Carte. — Diplomi. — Esame del cartolare di Sithieu. — Carteggio dei papi. — Canzoni eroiche e croniche in verso. — Tradizioni verbali. — Pellegrinaggio sulle rive del Reno. — Riputazione di Carlomagno appo il popolo alemanno. — Leggenda intorno a lui come santo. — Culto alla imagine di lui. — (768-814)134CAPITOLO XII. —INDOLE E CARATTERE LETTERARIA DEL PERIODO CARLINGO.— Opere letterarie di Carlomagno. — Frammenti delle sue lettere. — Suoi versi. — Biografia d'Angilberto. — Landrado, arcivescovo di Lione. — Agobardo. — Turpino, arcivescovo di Reims. — Teodolfo, vescovo d'Orleans. — Adalardo, abbate di Corbia. — Angesiso, abbate di Fontenelle. — Felice, vescovo di Urgel. — San Benedetto d'Aniano. — Altri scrittori oscuri. — Gli studi alla fine dell'impero di Carlomagno. — Quanto ei fece a favor delle lettere e delle scienze. — Teologia. — Filosofia. — Scuole e biblioteche monastiche. — Prototipi della scienza germanica. — San Gallo. — Fulda. — Magonza. — Scuole dell'Austrasia. — Metz. — Verdun. — Scuole della Neustria. — San Germano di Parigi. — Corbia. — San Martino di Tours. — Scuole italiche. — Montecassino. — Morte del diacono Paolo, Lombardo. — Inizio del secolo letterario di Lodovico, figliuolo di Carlomagno. — Incmaro, arcivescovo di Reims. — Lupo, abbate di Ferrieres. — Pascasio Radberto. — (800-814)149CAPITOLO XIII. —QUANTO RIMASE IN PIEDI DELL'OPERA DI CARLOMAGNO.— 1.º Leggi. — Avanzi della legge salica. — Ripense. — Borgognona. — Longobardica. — Sassone. — I Capitolari. — Incremento del diritto ecclesiastico. — Decretali. — Dionigi il Picciolo. — Isidoro Mercatore. — Prima origine del diritto feudale. — Ultime vestigia delle leggi carlinghe. — 2.º Istituzioni. — Le Assemblee. Quali diventano. — Come composte alla fine del regno di Carlomagno. — I conti. — I due regni d'Aquitania e d'Italia. — Ordinamento dei conti. — Imissi dominicio messi regii. — Stato delle persone. — I vescovi. — Gli abbati. — Gli uomini liberi. — Diverse nature d'uomini liberi e di servi. — 3.º Quali divenissero i popoli alla morte di Carlomagno. — L'impero di Bisanzio. — Il califfato. — Gli Alemanni. — I Sassoni. — I Frisoni. — Gli Italiani. — I Longobardi. — Gli Aquitani. — I Goti. — La vera Francia. — Invasioni dei Normanni. — 4.º Che avvenisse del commercio. — Comunicazioni fra popolo e popolo. — Disertamento delle campagne. — Distruzione del monumenti carlinghi. — Strazio delle arti. — 5.º Avanzi della famiglia di Carlomagno. — Morte dei due più abili figli suoi. — Carlo e Pipino. — Lodovico il Pio, solo superstite, infemminito dalla meridionale sua residenza. — Scontentezza suscitata dall'associazione di lui alla corona, e sua esaltazione. — (Secolo nono)171RICAPITOLAZIONE.PERIODO DELL'ORDINAMENTO(768-814)197

NOTE:1.Stefano I governò la Chiesa dall'anno 752 al 757; Stefano II fu eletto papa nel 768 e morì nel 772, ed Adriano occupò la sedia pontificia dal 772 al 795.2.Notisi che qui non si parla di Roma, come bene avverte il Muratori, ma del Castello di Felicità, che credesi esser la Città di Castello d'oggidì.Il Traduttore.3.Questo Reginaldo era, come appar chiaro, un conte di razza franca, che conservava l'indole sua anticlericale come Carlo Martello. Ch'ei fosse per avventura il medesimo che l'altiero e inesorabile Rinaldo di Montalbano, della famiglia meridionale d'Amone?[4]Questa lettera è la VII delCod. Carol.4.Come poteva costui essere Rinaldo di Montalbano, se nella medesima lettera di papa Adriano è detto ch'egli era fin dai tempi del re Desiderio seminatore di discordie e di liti? In fatti egli era stato, come dice il Muratori,Gastaldonella stessa terra diFelicità, per conto di quest'ultimo re, e fu poi da Carlomagno creato conte di Chiusi. Laonde, anzichè di origine franca, è verisimile ch'ei fosse di coloro che tradirono il re dei Longobardi, ed avesse, nella detta promozione, il premio del suo tradimento.Il Traduttore.5.Per tutte queste contese de' Lombardi e Napolitani co' papi, consultisi il Muratori:Annal. ital. medii aevi, ad ann.774-795.6.I Napolitani erano a que' dì in pieno accordo co' Greci, e servivano d'ausiliari agli imperatori di Bisanzio. La Sicilia era soggetta ad un patrizio greco; ma le irruzioni dei Saraceni non lasciavano pure un momento in pace quegli abitanti. (V. MuratoriDissert. de Ital. medii aeviV.)7.Notammo già che in queste epistole i papi usavano la seconda persona nel numero dei più:Excellentia vestra.8.Codex Carol. Epist. XIX.9.Alla foggia delle processioni greche.10.Codex Carolin.Epist. XXXI.11.Post Patrem lacrymans Carolus haec carmina scripsi.Tu mihi dulcis amor: te modo piango Pater...Nomina jungo simul titulis clarissima nostra;Adrianus, Carolus; Rex, ego tuque Pater...Tum memor esto tui nati, Pater optime, posco,Cum Patre dic natus pergat et iste tuus.12.Gl'Imperatori di Costantinopoli non davano altro nome che quello di figliuolo agli altri principi.13.I Greci tornarono ancora in legazione, come si pare dalleCroniche di San Dionigi.14.La corrispondenza del califfi con la schiatta carlinga comincia fin dal regno di Pipino. Vedi il Continuatore di Fredegario ad ann. 763.15.Quest'orologio servì certo di modello a tutti gli altri che si veggono in quasi tutte le cattedrali del medio evo[16].16.L'Ughelli nell'Italia sacra, e il Maffei nellaVerona illustrata, attribuiscono, non senza buone ragioni, l'invenzione degli orologi a ruota a Pacifico, arcidiacono di Verona, che vuolsi nato nel 778 e morto nell'846.Il Traduttore.17.Monach. S. Gallilib. II. Qui il poetico cronista si lascia trasportar dal genio suo descrittivo, a cui andiam debitori dell'ammirabil pittura, che segue, d'una caccia di Carlo nelle selve delle Ardenne o della Svevia.18.Di quest'animale abbiamo una vivissima descrizione nella Istoria del Giambullari, lib. IV, p. 201, edizione del Belloni, 1827.Il Traduttore.19.Il monaco di San Gallo altro non fa qui che scrivere una formal querela contro que' conti e governatori, e porla in bocca agli ambasciatori di Arun.20.Ci restan parecchie canzoni eroiche intorno allaConquista di Gerusalemmefatta da Carlomagno, e se ne può veder una originale nei manoscritti della Bilioteca reale, n. 7192, in fol.; ed un'altra nella Biblioteca dell'Arsenale; belle lettere, n. 165 in fol.21.A me sembra fuor d'ogni dubbio che dalla voce arabaemiroamir, a cui aggiungevano l'articolo al, sia venuta in origine la nostra diAlmirante, poiAmmirante, e infineAmmiraglio, come tenne anche il Muratori. Infatti gli antichi Italiani, del par che tutti gli altri Europei, conobbero per lo più in questi emiri i capitani delle flotte saracene, che vennero ad invadere i liti della Spagna, della Sicilia, e così via. Che più? laCronaca di san Dionigi, nominando in quel suo antichissimo francese un di questi emiri, il chiama amiraus che ognun vede quanto s'appresti all'ammiraglio nostro. Il Gherardini, con l'usata dottrina sua, ha riferito tutte le opinioni dei lessicografi, intorno all'origine di questa parola, senza chiarirsi per alcuna.Il Traduttore22.Il che mi ha fatto rinunziar al pensiero di compilar un Codice carolino nell'ordine delle materie, com'è usato nelleIstituzionidi Giustiniano e nellePandettedel Pothier, opera che, oltre all'essere sostanzialmente arbitraria, darebbe altresì una falsissima cognizione dei capitolari e della civiltà che gli ha prodotti. Dappoi che il Pertz ha pubblicato il suoCorpus Juriscarolino il Belusio dee parere incompiuto; ma pure si vuol saper grado a questo primo compilatore, d'aver separato i concilii dai capitolari.23.Capitolare del marzo 779.24.Solvat bannum.25.Casata, picciola casa con alcune terre attinenti. Vedi laPolyptyque d'Irminon, pubblicata dal Guérard; Parigi.26.Mancipia.27.Servus.28.779.29.La fame che logorò in quest'anno la generazione.30.Di qui l'origin sassone della tassa de' poveri.31.In Inghilterra sono ancora in uso i pubblici digiuni.32.Difficilissimo sopra tutto fu ad estirpar nei monasteri l'uso della caccia.33.È questa una superstizione germanica che si trova negli usi di quella nazione.34.Capitul.789. È cosa importantissima di ben notare la diversità delle condizioni nel Franco, nel Romano e nel Gallo. Appunto dalla diversità delle composizioni e delle ammende si stabilisce nel diritto pubblico di quel tempo la distinzione degli ordini. Il Montesquieu ha trattato con grande magistero questo soggetto.Esprit des Lois XXVIII.35.Per le monete e le misure dei Carolingi, si vuol consultare Leblanc,Trattato delle monetee il glossario del Guérard nellaPolitica dell'abate Irminons.36.Capitul., ann.787.37.Parmi bene di notar qui che l'amministrazione delle tenute regie era cosa importantissima nel modo adottato da Carlomagno, poichè quest'era la parte principale della pubblica entrata.38.Tale si era la legge sassone, e fu accettata anche dalla legislazione inglese, che puniva di morte il furto commesso ne' campi. Sol da pochi anni in qua fu ivi modificato il codice penale.39.La legge franca ammetteva la redenzione delle pene corporali per mezzo della composizione.40.Giudice qui si piglia nel senso di conte.41.Anche l'astinenza imposta fino all'esecuzione degli ordini sovrani era tolta dalla legislazione sassone.42.Non so perchè l'autore qui traducemais, che al tempo di Carlomagno non era certo ancor coltivato in Europa.Il Traduttore.43.Ho di nuovo indagato che intender vogliono i capitolari percasata, ed è chiaro che, secondo il Polyptyque dell'abate Irminone non era altrimenti che una masseria, però che questa comprendeva parecchie casate. A parer mio lacasataera una casa o capanna, l'abitazione d'una famiglia, d'onde venne la voce italiana casa[44].44.Cicerone, Terenzio e Seneca usaronocasaa significar l'umile tetto de' poveri, ed è ben più probabile che di là venga lacasadei capitolari e lacasadegl'Italiani.Il Traduttore.45.È una legge di precauzione contro il dissodar delle terre, chè la foresta era il nido della libertà e della vita germanica. Vedi il Ducange alla voceforest.46.Capitul. De villis, ann. 800.47.Il capitolareDe villisreca la data dell'800, l'anno istesso in cui Carlomagno effettuò il gran suo disegno della ristaurazione dell'Impero d'Occidente; e così accanto alla porpora de' Cesari la minuta coltivazione degli orti!48.Tutte queste ruine carlinghe sono spoglie d'ornati, e veder se ne possono alcuni avanzi ancora a Poitiers ed a San Benedetto alla Loira.49.E il porfido non è marmo forse?Il Traduttore.50.Mi fu detto che un insigne scultore, cui fu allogata la statua di Carlomagno per la Camera del Pari, recatosi ad Aquisgrana per misurar le ossa dell'Imperatore, le trovasse pari a quelle d'un uomo di statura ordinaria. Forse l'artefice fu tratto in inganno, però che gli avanzi del cranio e della mano, se son veramente di Carlomagno, paiono sterminati.51.Veggasi la canzone eroica diRinaldo di Montalbanoe la leggenda sulla cattedrale di Colonia. Anche Malagigi s'era fatto muratore, e Carlomagno portava per umiltà grossissimi petroni.52.Monach. S. Galli, lib. I.53.Carlomagno trovavasi a Ratisbona l'anno 794.54.Gli abitanti additano un picciol argine, che procede sino al villaggio di Dettenheim, e dicono esser un avanzo del gran canale di Carlomagno.55.Monach. S. Gall.lib. II. Questo varrà a dar un indizio del vestir lussurioso di que' tempi, e dell'estensione del commercio con Bisanzio. Quelle sontuose vesti dei leudi e dei baroni venivano da Roma, da Venezia e da Costantinopoli.56.Il Muratori, accennando pur questo fatto, dice che avvenne mentre Carlo trovavasi alla conquista del Friuli.Il Traduttore.57.Ho scorso tutti i diplomi dati da Carlomagno che ancor ci rimangono negliArchivi del regno, e tutti recano il monogramma diKarolusassai bene formato. Ma chi non sa che il più delle volte erano icancellariie gliscribiche segnavan pure il monogramma del principe?58.Eginardo afferma che il medesimo imperatoredelectabatur in libris sancti Augustini!59.Alcuin.Epist.4.60.I nomi diEst,Ovest,SudeNord, dati ai punti cardinali, e che durano anche oggidì nella geografia, ci vengono appunto dai tempi di Carlomagno.Il Traduttore.61.Monach. S. Galli, lib. I.62.Appunto Carlomagno erasi dato questo santo e regio nome; cosa che l'autore non si curò di notare. Egli dimenticò pur d'accennare fra i dotti da quel principe protetti e favoriti, Sigulfo collega d'Alcuino, Pietro Pisano, il gran Paolino d'Aquileia, Angilberto e parecchi altri.Il Traduttore.63.Alcuino grandemente si duole di questa scarsezza di libriEpistol.1 e 70. Ma pur Carlomagno aveva una copiosissima libreria tratta in gran parte da Roma e da Costantinopoli, ed Alcuino si lagna di non averla in sua balía.Epist.10.64.E l'autore non ha affermato, a pag. 50, che i libri d'Aristotile non furono a quei tempi conosciuti se non per le traduzioni degli Arabi?Il Traduttore.65.Il monogramma del secondo lignaggio è quasi sempre il medesimo sì per Lodovico il Pio e Carlo il Calvo, come per Carlomagno. Esso è pur sempre ilaus K rolovvero la croce grecaka | rlus | o66.La versione francese di questa lettera è alquanto intralciata e confusa, nè avendo noi sott'occhi il testo latino, abbiam potuto chiarirla più di così.Il Traduttore.67.Castaldii, lo stesso che castellani. Questa voce, passata nella lingua italiana, si è poi venuta, come tante altre, mutando, sì che oracastaldonon altro significa più fra noi che fattore di villa.Il Traduttore.68.Queste lettere di Carlomagno, danno tuttavia a conoscere il sistema giudiziario ecclesiastico, e per poco non dissi feudale dal periodo carlingo. Ci ha pure due frammenti di lettere indiritte a Paolo Diacono, pubblicati dal Fabbricio. Una di esse principia con questi versi:Parvula rex Carolus seniori carmina Paulo,Dilecto fratri, mittit honore pio.(Fabricius,Bibliot. Med. et infim. latinit., l. 3.)69.Sorties des ciseaux d'Apelle et de Phidias: così il testo. Forse l'autore volle nominar Policleto, o Lisippo, o qualch'altro di que' grandi scultori, perchè Apelle tutti sanno essere stato eccellentissimo pittore, e non istatuario mai.Il Traduttore.70.Notisi che il concilio di Francoforte non fu in questa parte approvato dalla Chiesa.Il Traduttore.71.Ognun già s'avvede che l'autore accenna qui, senza nominarlo, al camposanto di Pisa.Il Traduttore.72.Come leggevasi nell'epitafio d'Alcuino, a Tours, nella chiesa di San Martino:Quod nunc es fueram...Et quod nunc ego sum, tuque futurus eris.Delicias mundi casso sectabar amore:Nunc cinis et pulvis, vermibus atque cibus.73.I cartolari pigliarono il loro nome dacharta(diploma); infatti essi comprendono la maggior parte dei diplomi de' monasteri.74.Centralisation. Mi son giovato, nel render questa parola, dell'esempio di ottimi scrittori, come sono il Salvini, il Magalotti, l'Algarotti, il Gozzi e tanti altri, che recarono nel nostro idioma voci di altri stranieri, temperandole in modo che paresser natíe. Abbiamounificare, ridurre in unità, con molti altri verbi di questa natura; e perchè negherem la cittadinanza acentrificare, loro fratel carnale, quando un altro non ne abbiamo che spieghi così a punto la cosa che si vuol significare? E ammesso il verbo, ammetter si deggiono pure i suoi derivati, e dar quindi salvocondotto anche acentrificazione. Ricordiamoci che ogni lingua ferma è lingua morta.Il Traduttore.75.In alcuni luoghi più sopra ho tradottoplaid, ilplacitumdell'infima latinità, inudienza, perchè in fatti cotestiplacitialtro non erano che udienze solenni dei principi o de' suoi tribunali. Ora, tuttavia che trattasi di proposito di questa instituzione, parmi bene additarla con l'antiquato suo nome; e chi ne vuol sapere più oltre vegga il Ducange alla voceplacita.Il Traduttore.76.Questo mirava a impedire i falsi giuramenti per ubbriachezza.77.Questa necessità di muovere alla guerra, lasciando la moglie o la figlia in custodia di due vassalli, fu cagione che venisse nel codice penale contemplato il caso che il vassallo facesse ingiuria alla donna del suo signore. In Inghilterra, dove si è conservata la legge feudale, v'è pena di morte per l'adulterio con la regina. (V.Statutes of Treasons, 96, Edouard. III.)78.Questo punto è in perfetta contradizione col precedente, dov'anzi è detto di recare tutte le cause innanzi a loro; ma, non avendo potuto procurarci il testo latino, ci convenne lasciar la contradizione, anzichè rimediarla con parole di nostro capo.Il Traduttore.79.Elemosina pro remissione peccatorum.Tale si era la formola consueta.80.Il testo dicehuit siécles aprés, ma è scorso di penna o di stampa, in cui l'autore cadde anche alla faccia 402 del primo volume. Un critico dellaRevue de Parisgli fece gran colpa anche di questo errore, ma la colpa è sua, chè non vide, com'esso era già avvertito e corretto appiè del volume stesso.Il Traduttore.81.Poeta Saxo, lib. II.82.Pare da ciò che le donne de' tempi di Carlomagno si tignesser le carni e il viso di belletto, come le matrone romane.83.Meloniceo, quo malvarum stamine conficitur.(Nota dei Benedettini).84.L'autore addita qui gli ufiziali del palazzo, ora co' loro nomi, ed ora col soprannomi che solitamente fra loro si davano i famigliari di Carlomagno. Così Alcuino chiama ne' suoi versi, a quando a quando, il re CarloDavidde, Angilberto,Omero, Ribodio,Macario, e via via. In questo componimento di Teodolfo, i nomi diTirsi, diLentulo, diMenalca, e parecchi altri, non sono altrimenti nomi propri, ma imaginati.85.FlaccoeCalliopeoerano i nomi accademici d'Alcuino.Il Traduttore.86.Costui era certamente il nano di Carlomagno.87.E di due Napoleone.Il Traduttore.88.Ostroniwint(Est);Suudunstroni(Sud-Est);Sundroni(Sud);Nordromi(Nord);Westnordromi(Nord-Ovest); tutte parole d'origine sassone.89.Qui l'autore riporta due storielle d'un topo imbalsamato e d'una verga d'oro, narrate dal monaco a disdoro d'un vescovo, che noi abbiamo intralasciate siccome scurrili e disdicevoli alla dignità della storia.Il Traduttore.90.La legge salica, la ripense, la borgundica e la visigotica furono i quattro maggiori codici dei Barbari. Le leggi longobardiche appartenevano più particolarmente all'Italia.91.La legge salica e la ripense non eran, di loro natura, imparziali, e stabilivano alcune distinzioni tra i Franchi e i Romani, anche solo che fossero commensali, o seguaci del re:Si Romanus homo conviva regis fuerit; pel Romano benestante,qui res in pago ubi remanet proprias habet, la composizione era solo di cento soldi.92.Non ho mai potuto trovar l'origin vera di questa parolabreve, a significar terra o tenuta, e tuttavia pigliar non la si può che in questo senso[93].93.I Latini usaronobrevia, al plurale, a significar secche, renai, un luogo sterile in somma: egli è quindi probabile che indi venisse il nome dibrevead una terra o tenuta de' monaci, che prima era brutta ed incolta e poco men che un renaio; se pur non si volle, per la picciolezza del podere, far un'antitesi allatifundiumdei Romani, od anche, più probabilmente, applicare alla cosa il nome del modo in che veniva acquistata, da che, a quei tempi, chiamavansiBrevi(Breves recordationis) gli atti che a' dì nostri si chiamano istromenti o scritture.Il Traduttore.94.Lacorvee, dalla voce latinacurvadaocurvata, che viene dal Guérard spiegata nel modo seguente:opera agrestis plerumque unius diei, maxime aratoria, ad sationes agrorum faciendas, a rusticis dominis præstita. (Glossarium peculiare.)95.Specimen Breviarii rerum fiscalium Karoli Magniin I. G.Eckardi,Comment. de rebus Franc. orient.t. II., pag. 902-910.96.Questa biblioteca religiosa non altro conteneva che i libri dell'Antico e del Nuovo Testamento. (Appendix, p. 297.)97.«Le manomissioni si faceano o per carta, o per testamento, o dal vescovo pubblicamente incornu altaris.» Così il cavaliere Luigi Cibrario, alla pag. 64, vol. I. seconda edizione della pregevolissima opera sua intorno all'Economia politica del medio evo.Il Traduttore.98.Vedesi chiaro qui che la terra costituisce il debito del servigio; i benefizi e le mense obbligano altrui alla milizia.99.Centenier.Così traduce l'autore ilcentenariusdei capitolari, che significava un capo e giudice di cento, e chiamavasi anche con altro nome,sculdassius. A me parve di voltarlo in centurione, per accostarmi all'uso di non pochi comuni d'Italia, che sotto questo titolo serbarono per gran tempo que' magistrati.Il Traduttore.100.Capitular., ad ann. 810. Veggansi i capitoli X e XIII di quest'opera.101.La leggegombeta, compilata da Gondebaldo, era speciale ai Borgognoni, e durò per tempo lunghissimo; tanto che la si trova usata anche sotto Lodovico Pio, come risulta dalle epistole d'Agobardo.102.Questo capitolare è un'appendice a quell'altro anteriorede Villis.103.Lidi o liti, o leuti e leudi, chiamavansi dai Franchi e dagli Alemanni, que' censuari, che dai Longobardi erano chiamali aldioni.104.Questo terzo al re, era quell'ammenda che chiamavasi fredo[105], e pagavasi al signore. La legge ripense avea stabilito ilfredoal terzo, come sta scritto nel cap. 88.105.Fredo, secondo il Cibrario, nell'opera sua soprallodata, significava l'ammenda della composizione in generale, di cui una parte andava all'offeso od ai suoi eredi, e una parte al fisco: e oltre al nome difredus, avea quello ancora dileudus, e l'altro germanico diwarigelt.Il Traduttore.106.Ildegarda morì dell'anno 782.107.Fastrada uscì di vita nel 794.108.A dì 4 giugno, come reca il libro de' Morti.109.Il Muratori afferma che il figlio deputato da Carlomagno a farsi incontro a papa Leone fu Pipino, re d'Italia.Il Traduttore.110.Berta fu madre dello storico Nitardo, che scrisse gliAnnalidel suo tempo.111.Carlomagno ebbe ancora molti altri bastardi, fra' quali Ugo, abbate di San Quintino, che fu ucciso in una battaglia contro i Saracini, a dì 7 giugno 844, e Dragone, vescovo di Metz, morto nel 855.112.Il P. Bouquet nota che nessuna cronica parla di questa figlia Emma; Eginardo non la nomina punto, e Lodovico il Pio, nel concedere, in certo diploma, un feudo a Eginardo ed alla moglie sua, non accenna punto ch'ella fosse sua sorella.113.Veggasi quel che dice Eginardo stesso, e Nitardo dogo di lui, intorno ai costumi liberissimi delle figlie di Carlomagno.114.Eginardo ebbe in fatti una legazione a Roma.115.Indubitato si è che Eginardo ebbe Emma o Imma per moglie, la quale da Lupo, abbate di Ferriere, è chiamatanobilissima fœmina. Il Mabillon crede che l'avventura sia vera. Il P. Bouquet la contraddice; e il P. Rivet non la mette pure in dubbio.116.Il P. Bouquet,Hist. Gall. Collect. t. V, pag. 383. Eginardo si fece indi monaco, ed il suo carteggio, pubblicato dai Benedettini nel t. VI della loro grande raccolta, è curiosissimo.117.Eginardo fu abate prima di Fontenelle, poi di San Pietro e San Bavone, a Gand, e fondò la badia di Selingestad, nella sua propria terra di Mulenheim.118.LaCronaca di San Dioniginomina ventidue metropoli carlinghe. Le quali metropoli erano i centri delle grandi divisioni dell'impero, ritraenti anch'esse delle memorie di Roma. (V.Gall. Christ. in prælat.)119.Il diritto romano dichiarava nullo il testamento non fatto in presenza di testimoni. Tutti quelli qui notati appartengono, siccome pare, alla schiatta franca e germanica.120.E il medesimo non vien pur di presente succedendo, dopo la caduta di Napoleone?121.Damajori Francesi han fattomaire, che gli Italiani chiamaronoil Podestàe anticamente e più gramaticalmente,la Podestà.Il Traduttore.122.Si trovano esempi di duello giudiziario sotto i primi re merovingi (Greg. Turon.lib. VII, c. 19, lib. X, c. 10), e sembra che fosse usato frequentemente, più che altrove in Borgogna. Lo crediamo altresì stabilito dalla legge alemannica o sveva (Baluze, lib. I, pag. 80). In Lombardia poi fu sempre popolare, e Luitprando, re del Longobardi, dice in una delle sue leggi: «Incerti sumus de judicio Dei, al quosdam audivimus per pugnam sine juxta causa suam causam perdere. Sed propter consuetudinem gentis nostræ Longobardorum legem impiam vetare non possumus.» — Muratori,Script. rerum Italicarum, t. II, p. 65.123.La stessa ragione naturale dovea mostrare ai principi ed ai popoli l'incertezza e la brutalità di questa forma di giudizio, sì che fin dai primi tempi della sua instituzione vediamo parecchie città in Inghilterra, e in Germania, noverar tra i loro privilegi l'esenzione dal duello giudiziale. Ci sembra poi che l'autore si apponga in fatto, citando gli esempi dell'Iliade; però che ivi sono zuffe e combattimenti fra due sì, ma in guerra, e non già disfide e duelli premeditati a vendicare un'offesa.Il Traduttore.124.In fatti, quasi tutte le canzoni eroiche, che hanno per soggetto Carlomagno e i suoi paladini, furono composte nel duodecimo secolo. (Veggasi quel che io ne dico nel mio lavoro intorno aFilippo Augusto.)125.A maggiore schiarimento di questo luogo servano le seguenti parole del Cibrario (opera citata), intorno alle condizioni del cronisti del medio evo e al modo con che si sdebitavano dell'uffizio loro. «I re, i vescovi, i comuni soleano, del metter in cronica i loro fatti, dar pubblico incarico a qualche persona sciente di lettere, e d'ordinario a un monaco. Un monaco di San Dionigi metteva in cronaca le gesta de' re di Francia, e quando combatteva alcuna battaglia campale, il re, con lettere chiuse indirizzate all'abate, lo ragguagliava del successo e del numero del morti... I re d'Inghilterra aveano un cronista che abitava nel medesimo palazzo con loro, e tenea ragione giorno per giorno dalle loro buone o cattive azioni e delle altre cose degne di memoria. Per passar ogni pericolo d'adulazione, il registro che contenea tali memorie, non era aperto che dopo la morte dal re e de' suoi figliuoli.«In quasi tutti i monasteri principali, il più saputo del monaci tenea un simile registro, e finito un regno, lo presentava al capitolo generale, dov'era esaminato, e poi fatto ridurre in cronaca.»Il Traduttore.126.Scriptorium, chiamavasi a que' tempi ne' monasteri il luogo dove i monaci si chiudevano a scriver le loro croniche ed a copiare i codici antichi; e però mi è parso meglio sostituir questo termine allabeur(fatica o lavoro) dell'autore.Il Traduttore.127.Gli Annali diFuldavan sino all'anno 882. Il Frelier ha trovato alcuni manoscritti che gli sprolungano fino al 900.128.Il P. Bouquet ha pubblicato questo passo di Giovanni Diacono, come documento di storia importantissimo.129.Benedetto, diacono delle chiesa di Magonza, ne informa del modo in che compilati erano questi capitolari. Eran solitamente i più dotti del clero, che li coordinavano, per indi sottoporli all'imperatore. V. Baluze,Capit.t. I, p. 803-806.130.Collect. concil.t. VII, p. 1047;Hispan.t. III, p. 110 114.131.La lettera per l'istituzione delle scuole è circolare, e reca la data dell'anno 787. Baluze, t. I, p. 201-204.132.Già fu notato più sopra che questi eran soprannomi accademici con cui si chiamavan fra loro i dotti alla corte di Carlomagno.Il Traduttore.133.Vogliono i dotti che certa medaglia, rappresentante un cocchio tratto da un leone e da un bue, si riferisca a questa concordanza delle Scritture composta da Carlomagno. (Benedict.Hist. litter.t. IV, p. 410; Fabric. lib. III, p. 915)134.Eternum et sempiternum, immortale et perpetuum sæculum, aevum, et tempus.Alcuin., p. 765-770.135.De ratione animæ.136.L'autore chiama sempre questo vescovo col nome diLeidrade, scostandosi da Felice d'Urgel, che il chiama oraLaidracused oraLeidacus, e da Alcuino che gli dà il nome diLeobradus. Io ho seguito il Muratori ed il Bettinelli che lo chiamanoLandrado. Mi ha fatto gran maraviglia il non trovar nellaStoria della letteratura italianadel diligentissimo Tiraboschi pure una parola di quest'autore, che, per esser nato alle porte d'Italia, e vissuto a Roma gran tempo, poteva trovar luogo colà dov'ei parla d'Alcuino, di Eginardo, ecc.Il Traduttore.137.Anche Odelberto, arcivescovo di Milano, compose per questa occasione il suo libro,De baptismo, che ancor ci rimane, e abbiam tuttora la lettera da lui scritta in proposito a Carlomagno.Il Traduttore.138.Il Tiraboschi lo fa scozzese, ed opina che due ne fossero ad un tempo del medesimo nome e della medesima nazione. (Stor. della letterat. ital., vol. V, lib. III. c. 1, § XIX e seguenti; Milano 1826.)Il Traduttore.139.Tale si è l'opinione che sostenne fermamente il Boulas: t. I, pag. 91[140].140.Questa è pur l'opinione del nostro Bettinelli nel suoRisorgimento d'Italia: e il Gatti, storico dell'Università di Pavia, attribuisce a Carlomagno anche la fondazione di questa; in che fu vittoriosamente combattuto dal Tiraboschi,Storia della letteratura italiana, vol. V, lib. III.Il Traduttore.141.Doctor egregius et insignis floruit historiografus et poeta, atque omnium artium nobilissimus auctor[142]. Mabill. lib. 36, n. 49. Duchesnel, l. II, n. 560;Trith. Cron. Hirsang., pag. 31.142.L'autore ha tradotto l'ultima frase:et auteur dans tous les arts; parmi più giusto l'interpretar qui la voceauctornel senso di aumentatore o favoreggiatore, chè un autore o scrittore in tutte l'arti sarebbe una maraviglia ai tempi nostri, non che al secolo nono.Il Traduttore.143.Volone, figliuolo del conte di Chiburgo, fu monaco scostumatissimo, ma gli fu fatta grazia a cagione del suo sapere.144.V. il cap. VII di questo volume.145.Lex consensu populi fit, constitutione regis. Recueil des hist.t. VII. p. 656. Massima liberalissima, come ognun vede; se non che qui non si vuol prender la parolapopulusin quel senso assoluto in cui fu interpretata dal Mably nel tempo in cui regnavano le opinioni democratiche.146.Non sappiamo se intenda parlar di Carlomanno figlio di Lodovico il Balbo, o di Carlomanno figlio di Lodovico il Germanico, però che amendue regnarono in sul dissolversi dell'Impero. E d'altra parte, le assemblee del campo di maggio eran già finite al tempo di Carlo il Calvo, successore di Lodovico Pio, come l'attestano il P. Daniel, il Mably e altri storici francesi.Il Traduttore.147.Totale è la confusione al decimo secolo, e spesso la voceallodiumè usata ad indicare ilfeudum. Marcolfo, lib. I, form. 13, riferisce parecchi esempi di allodii dati al re e caposignore per indi riceverli in benefizi. La parolafeodumofeudumnon trovasi in generale adoperata che al decimo ad all'undecimo secolo.148.Il Ferrario nell'opera sua, da noi più volte citata, intorno agli antichi romanzi di cavalleria, ha recato i disegni di questi mosaici, ma essi non sono appien conformi alla descrizione che ne fa il nostro autore.Il Traduttore.149.Leggi undecimo secolo, però che l'occupazione dei Normanni avvenne dopo il mille.Il Traduttore.150.Pisa ed Amalfi avean già banchi nella Siria, e il nome franco v'era rispettato.151.Del resto tale si era, press'a poco, la divisione preparata da Lodovico Pio, se non che fu affidata a mani inette, e ideata da un principe debole.152.Tutto lo studio di Lodovico Pio nel suo regno consiste nel farsi accettare dalla popolazione germanica, chè dell'amor degli Aquitani egli è sicuro.153.Il chiarissimo signor Menini trattando, non è guari, nell'Appendice della Gazzetta di Milano, della presente opera del signor Capefigue, e della mia traduzione, alla quale fu cortese di lodi, ch'io mi tengo care, come di giudice competente e sincero, pose innanzi l'autorità del Leo, per la quale Carlomagno discenderebbe da famiglia Italiana, e imessi regiinon sarebbero instituzione di questo principe, ma sì più antica. Quanto alla prima di queste opinioni, benchè l'amor di patria ce la farebbe di buon grado accettare, l'amor della verità ci muove ad aspettar prima di saper da quali fonti quel dotto istorico la traesse. Anche le leggende fanno discendere Carlomagno da un papa italiano, ma ognun sa ch'esse non meritano in argomento di storia alcuna fede. E d'altra parte si sa esser impossibile, prima dell'undecimo secolo, trovar la genealogia di nessuna famiglia. Quanto all'opinione che riguarda imessi regii, ci piace di creder piuttosto al Muratori, il quale ne' suoiAnnali d'Italia, all'anno 808, parla lungamente di questi magistrati ambulatori, e ne fa primo istitutore Carlomagno; ribadendo così quant'egli avea detto innanzi e provato in una sua dissertazione sul medesimo soggetto nelleAntichità Italiche. E chi mai può vantare maggior dottrina e diligenza in siffatte indagini di quell'illustre Italiano?Il Traduttore.154.Qui era luogo di notare che anche Napoleone, a somiglianza di Cesare e di Carlomagno, dettava per ricrearsi, se non dalle fatiche della guerra e del governo, di ben altri più duri travagli, la maravigliosa sua storia:Oh quante volte ai posteriNarrar sè stesso imprese,E sulle eterne pagineCadde la stanca man!Il Traduttore.155.L'autore traduce, erratamente ci pare,dans les calendes de fevrier, che dir vorrebbero il dì primo di febbraio.156.Sub hoc conditorio situm est corpus Karoli Magni atque ortodoxi imperatoris, qui regnum Francorum nobiliter ampliavit, et per annos XLVII feliciter rexit. Decessit septuagenarius anno ab incarnationis Domini DCCCXIV, indictione VII, V calend. februarias.157.Il Traduttore, ingannato dal testo, che dicemenseemenses, laddove, seguendo il Ducange, dir doveamanseemanses, tradusse mensa e mense: ma poi s'accorse, troppo tardi, perchè il foglio era già tirato, che accennavasi almansusdei tempi feudali, che significa podere.

1.Stefano I governò la Chiesa dall'anno 752 al 757; Stefano II fu eletto papa nel 768 e morì nel 772, ed Adriano occupò la sedia pontificia dal 772 al 795.

1.Stefano I governò la Chiesa dall'anno 752 al 757; Stefano II fu eletto papa nel 768 e morì nel 772, ed Adriano occupò la sedia pontificia dal 772 al 795.

2.Notisi che qui non si parla di Roma, come bene avverte il Muratori, ma del Castello di Felicità, che credesi esser la Città di Castello d'oggidì.Il Traduttore.

2.Notisi che qui non si parla di Roma, come bene avverte il Muratori, ma del Castello di Felicità, che credesi esser la Città di Castello d'oggidì.Il Traduttore.

3.Questo Reginaldo era, come appar chiaro, un conte di razza franca, che conservava l'indole sua anticlericale come Carlo Martello. Ch'ei fosse per avventura il medesimo che l'altiero e inesorabile Rinaldo di Montalbano, della famiglia meridionale d'Amone?[4]Questa lettera è la VII delCod. Carol.

3.Questo Reginaldo era, come appar chiaro, un conte di razza franca, che conservava l'indole sua anticlericale come Carlo Martello. Ch'ei fosse per avventura il medesimo che l'altiero e inesorabile Rinaldo di Montalbano, della famiglia meridionale d'Amone?[4]Questa lettera è la VII delCod. Carol.

4.Come poteva costui essere Rinaldo di Montalbano, se nella medesima lettera di papa Adriano è detto ch'egli era fin dai tempi del re Desiderio seminatore di discordie e di liti? In fatti egli era stato, come dice il Muratori,Gastaldonella stessa terra diFelicità, per conto di quest'ultimo re, e fu poi da Carlomagno creato conte di Chiusi. Laonde, anzichè di origine franca, è verisimile ch'ei fosse di coloro che tradirono il re dei Longobardi, ed avesse, nella detta promozione, il premio del suo tradimento.Il Traduttore.

4.Come poteva costui essere Rinaldo di Montalbano, se nella medesima lettera di papa Adriano è detto ch'egli era fin dai tempi del re Desiderio seminatore di discordie e di liti? In fatti egli era stato, come dice il Muratori,Gastaldonella stessa terra diFelicità, per conto di quest'ultimo re, e fu poi da Carlomagno creato conte di Chiusi. Laonde, anzichè di origine franca, è verisimile ch'ei fosse di coloro che tradirono il re dei Longobardi, ed avesse, nella detta promozione, il premio del suo tradimento.Il Traduttore.

5.Per tutte queste contese de' Lombardi e Napolitani co' papi, consultisi il Muratori:Annal. ital. medii aevi, ad ann.774-795.

5.Per tutte queste contese de' Lombardi e Napolitani co' papi, consultisi il Muratori:Annal. ital. medii aevi, ad ann.774-795.

6.I Napolitani erano a que' dì in pieno accordo co' Greci, e servivano d'ausiliari agli imperatori di Bisanzio. La Sicilia era soggetta ad un patrizio greco; ma le irruzioni dei Saraceni non lasciavano pure un momento in pace quegli abitanti. (V. MuratoriDissert. de Ital. medii aeviV.)

6.I Napolitani erano a que' dì in pieno accordo co' Greci, e servivano d'ausiliari agli imperatori di Bisanzio. La Sicilia era soggetta ad un patrizio greco; ma le irruzioni dei Saraceni non lasciavano pure un momento in pace quegli abitanti. (V. MuratoriDissert. de Ital. medii aeviV.)

7.Notammo già che in queste epistole i papi usavano la seconda persona nel numero dei più:Excellentia vestra.

7.Notammo già che in queste epistole i papi usavano la seconda persona nel numero dei più:Excellentia vestra.

8.Codex Carol. Epist. XIX.

8.Codex Carol. Epist. XIX.

9.Alla foggia delle processioni greche.

9.Alla foggia delle processioni greche.

10.Codex Carolin.Epist. XXXI.

10.Codex Carolin.Epist. XXXI.

11.Post Patrem lacrymans Carolus haec carmina scripsi.Tu mihi dulcis amor: te modo piango Pater...Nomina jungo simul titulis clarissima nostra;Adrianus, Carolus; Rex, ego tuque Pater...Tum memor esto tui nati, Pater optime, posco,Cum Patre dic natus pergat et iste tuus.

11.

Post Patrem lacrymans Carolus haec carmina scripsi.Tu mihi dulcis amor: te modo piango Pater...Nomina jungo simul titulis clarissima nostra;Adrianus, Carolus; Rex, ego tuque Pater...Tum memor esto tui nati, Pater optime, posco,Cum Patre dic natus pergat et iste tuus.

Post Patrem lacrymans Carolus haec carmina scripsi.Tu mihi dulcis amor: te modo piango Pater...Nomina jungo simul titulis clarissima nostra;Adrianus, Carolus; Rex, ego tuque Pater...Tum memor esto tui nati, Pater optime, posco,Cum Patre dic natus pergat et iste tuus.

Post Patrem lacrymans Carolus haec carmina scripsi.

Tu mihi dulcis amor: te modo piango Pater...

Nomina jungo simul titulis clarissima nostra;

Adrianus, Carolus; Rex, ego tuque Pater...

Tum memor esto tui nati, Pater optime, posco,

Cum Patre dic natus pergat et iste tuus.

12.Gl'Imperatori di Costantinopoli non davano altro nome che quello di figliuolo agli altri principi.

12.Gl'Imperatori di Costantinopoli non davano altro nome che quello di figliuolo agli altri principi.

13.I Greci tornarono ancora in legazione, come si pare dalleCroniche di San Dionigi.

13.I Greci tornarono ancora in legazione, come si pare dalleCroniche di San Dionigi.

14.La corrispondenza del califfi con la schiatta carlinga comincia fin dal regno di Pipino. Vedi il Continuatore di Fredegario ad ann. 763.

14.La corrispondenza del califfi con la schiatta carlinga comincia fin dal regno di Pipino. Vedi il Continuatore di Fredegario ad ann. 763.

15.Quest'orologio servì certo di modello a tutti gli altri che si veggono in quasi tutte le cattedrali del medio evo[16].

15.Quest'orologio servì certo di modello a tutti gli altri che si veggono in quasi tutte le cattedrali del medio evo[16].

16.L'Ughelli nell'Italia sacra, e il Maffei nellaVerona illustrata, attribuiscono, non senza buone ragioni, l'invenzione degli orologi a ruota a Pacifico, arcidiacono di Verona, che vuolsi nato nel 778 e morto nell'846.Il Traduttore.

16.L'Ughelli nell'Italia sacra, e il Maffei nellaVerona illustrata, attribuiscono, non senza buone ragioni, l'invenzione degli orologi a ruota a Pacifico, arcidiacono di Verona, che vuolsi nato nel 778 e morto nell'846.Il Traduttore.

17.Monach. S. Gallilib. II. Qui il poetico cronista si lascia trasportar dal genio suo descrittivo, a cui andiam debitori dell'ammirabil pittura, che segue, d'una caccia di Carlo nelle selve delle Ardenne o della Svevia.

17.Monach. S. Gallilib. II. Qui il poetico cronista si lascia trasportar dal genio suo descrittivo, a cui andiam debitori dell'ammirabil pittura, che segue, d'una caccia di Carlo nelle selve delle Ardenne o della Svevia.

18.Di quest'animale abbiamo una vivissima descrizione nella Istoria del Giambullari, lib. IV, p. 201, edizione del Belloni, 1827.Il Traduttore.

18.Di quest'animale abbiamo una vivissima descrizione nella Istoria del Giambullari, lib. IV, p. 201, edizione del Belloni, 1827.Il Traduttore.

19.Il monaco di San Gallo altro non fa qui che scrivere una formal querela contro que' conti e governatori, e porla in bocca agli ambasciatori di Arun.

19.Il monaco di San Gallo altro non fa qui che scrivere una formal querela contro que' conti e governatori, e porla in bocca agli ambasciatori di Arun.

20.Ci restan parecchie canzoni eroiche intorno allaConquista di Gerusalemmefatta da Carlomagno, e se ne può veder una originale nei manoscritti della Bilioteca reale, n. 7192, in fol.; ed un'altra nella Biblioteca dell'Arsenale; belle lettere, n. 165 in fol.

20.Ci restan parecchie canzoni eroiche intorno allaConquista di Gerusalemmefatta da Carlomagno, e se ne può veder una originale nei manoscritti della Bilioteca reale, n. 7192, in fol.; ed un'altra nella Biblioteca dell'Arsenale; belle lettere, n. 165 in fol.

21.A me sembra fuor d'ogni dubbio che dalla voce arabaemiroamir, a cui aggiungevano l'articolo al, sia venuta in origine la nostra diAlmirante, poiAmmirante, e infineAmmiraglio, come tenne anche il Muratori. Infatti gli antichi Italiani, del par che tutti gli altri Europei, conobbero per lo più in questi emiri i capitani delle flotte saracene, che vennero ad invadere i liti della Spagna, della Sicilia, e così via. Che più? laCronaca di san Dionigi, nominando in quel suo antichissimo francese un di questi emiri, il chiama amiraus che ognun vede quanto s'appresti all'ammiraglio nostro. Il Gherardini, con l'usata dottrina sua, ha riferito tutte le opinioni dei lessicografi, intorno all'origine di questa parola, senza chiarirsi per alcuna.Il Traduttore

21.A me sembra fuor d'ogni dubbio che dalla voce arabaemiroamir, a cui aggiungevano l'articolo al, sia venuta in origine la nostra diAlmirante, poiAmmirante, e infineAmmiraglio, come tenne anche il Muratori. Infatti gli antichi Italiani, del par che tutti gli altri Europei, conobbero per lo più in questi emiri i capitani delle flotte saracene, che vennero ad invadere i liti della Spagna, della Sicilia, e così via. Che più? laCronaca di san Dionigi, nominando in quel suo antichissimo francese un di questi emiri, il chiama amiraus che ognun vede quanto s'appresti all'ammiraglio nostro. Il Gherardini, con l'usata dottrina sua, ha riferito tutte le opinioni dei lessicografi, intorno all'origine di questa parola, senza chiarirsi per alcuna.Il Traduttore

22.Il che mi ha fatto rinunziar al pensiero di compilar un Codice carolino nell'ordine delle materie, com'è usato nelleIstituzionidi Giustiniano e nellePandettedel Pothier, opera che, oltre all'essere sostanzialmente arbitraria, darebbe altresì una falsissima cognizione dei capitolari e della civiltà che gli ha prodotti. Dappoi che il Pertz ha pubblicato il suoCorpus Juriscarolino il Belusio dee parere incompiuto; ma pure si vuol saper grado a questo primo compilatore, d'aver separato i concilii dai capitolari.

22.Il che mi ha fatto rinunziar al pensiero di compilar un Codice carolino nell'ordine delle materie, com'è usato nelleIstituzionidi Giustiniano e nellePandettedel Pothier, opera che, oltre all'essere sostanzialmente arbitraria, darebbe altresì una falsissima cognizione dei capitolari e della civiltà che gli ha prodotti. Dappoi che il Pertz ha pubblicato il suoCorpus Juriscarolino il Belusio dee parere incompiuto; ma pure si vuol saper grado a questo primo compilatore, d'aver separato i concilii dai capitolari.

23.Capitolare del marzo 779.

23.Capitolare del marzo 779.

24.Solvat bannum.

24.Solvat bannum.

25.Casata, picciola casa con alcune terre attinenti. Vedi laPolyptyque d'Irminon, pubblicata dal Guérard; Parigi.

25.Casata, picciola casa con alcune terre attinenti. Vedi laPolyptyque d'Irminon, pubblicata dal Guérard; Parigi.

26.Mancipia.

26.Mancipia.

27.Servus.

27.Servus.

28.779.

28.779.

29.La fame che logorò in quest'anno la generazione.

29.La fame che logorò in quest'anno la generazione.

30.Di qui l'origin sassone della tassa de' poveri.

30.Di qui l'origin sassone della tassa de' poveri.

31.In Inghilterra sono ancora in uso i pubblici digiuni.

31.In Inghilterra sono ancora in uso i pubblici digiuni.

32.Difficilissimo sopra tutto fu ad estirpar nei monasteri l'uso della caccia.

32.Difficilissimo sopra tutto fu ad estirpar nei monasteri l'uso della caccia.

33.È questa una superstizione germanica che si trova negli usi di quella nazione.

33.È questa una superstizione germanica che si trova negli usi di quella nazione.

34.Capitul.789. È cosa importantissima di ben notare la diversità delle condizioni nel Franco, nel Romano e nel Gallo. Appunto dalla diversità delle composizioni e delle ammende si stabilisce nel diritto pubblico di quel tempo la distinzione degli ordini. Il Montesquieu ha trattato con grande magistero questo soggetto.Esprit des Lois XXVIII.

34.Capitul.789. È cosa importantissima di ben notare la diversità delle condizioni nel Franco, nel Romano e nel Gallo. Appunto dalla diversità delle composizioni e delle ammende si stabilisce nel diritto pubblico di quel tempo la distinzione degli ordini. Il Montesquieu ha trattato con grande magistero questo soggetto.Esprit des Lois XXVIII.

35.Per le monete e le misure dei Carolingi, si vuol consultare Leblanc,Trattato delle monetee il glossario del Guérard nellaPolitica dell'abate Irminons.

35.Per le monete e le misure dei Carolingi, si vuol consultare Leblanc,Trattato delle monetee il glossario del Guérard nellaPolitica dell'abate Irminons.

36.Capitul., ann.787.

36.Capitul., ann.787.

37.Parmi bene di notar qui che l'amministrazione delle tenute regie era cosa importantissima nel modo adottato da Carlomagno, poichè quest'era la parte principale della pubblica entrata.

37.Parmi bene di notar qui che l'amministrazione delle tenute regie era cosa importantissima nel modo adottato da Carlomagno, poichè quest'era la parte principale della pubblica entrata.

38.Tale si era la legge sassone, e fu accettata anche dalla legislazione inglese, che puniva di morte il furto commesso ne' campi. Sol da pochi anni in qua fu ivi modificato il codice penale.

38.Tale si era la legge sassone, e fu accettata anche dalla legislazione inglese, che puniva di morte il furto commesso ne' campi. Sol da pochi anni in qua fu ivi modificato il codice penale.

39.La legge franca ammetteva la redenzione delle pene corporali per mezzo della composizione.

39.La legge franca ammetteva la redenzione delle pene corporali per mezzo della composizione.

40.Giudice qui si piglia nel senso di conte.

40.Giudice qui si piglia nel senso di conte.

41.Anche l'astinenza imposta fino all'esecuzione degli ordini sovrani era tolta dalla legislazione sassone.

41.Anche l'astinenza imposta fino all'esecuzione degli ordini sovrani era tolta dalla legislazione sassone.

42.Non so perchè l'autore qui traducemais, che al tempo di Carlomagno non era certo ancor coltivato in Europa.Il Traduttore.

42.Non so perchè l'autore qui traducemais, che al tempo di Carlomagno non era certo ancor coltivato in Europa.Il Traduttore.

43.Ho di nuovo indagato che intender vogliono i capitolari percasata, ed è chiaro che, secondo il Polyptyque dell'abate Irminone non era altrimenti che una masseria, però che questa comprendeva parecchie casate. A parer mio lacasataera una casa o capanna, l'abitazione d'una famiglia, d'onde venne la voce italiana casa[44].

43.Ho di nuovo indagato che intender vogliono i capitolari percasata, ed è chiaro che, secondo il Polyptyque dell'abate Irminone non era altrimenti che una masseria, però che questa comprendeva parecchie casate. A parer mio lacasataera una casa o capanna, l'abitazione d'una famiglia, d'onde venne la voce italiana casa[44].

44.Cicerone, Terenzio e Seneca usaronocasaa significar l'umile tetto de' poveri, ed è ben più probabile che di là venga lacasadei capitolari e lacasadegl'Italiani.Il Traduttore.

44.Cicerone, Terenzio e Seneca usaronocasaa significar l'umile tetto de' poveri, ed è ben più probabile che di là venga lacasadei capitolari e lacasadegl'Italiani.Il Traduttore.

45.È una legge di precauzione contro il dissodar delle terre, chè la foresta era il nido della libertà e della vita germanica. Vedi il Ducange alla voceforest.

45.È una legge di precauzione contro il dissodar delle terre, chè la foresta era il nido della libertà e della vita germanica. Vedi il Ducange alla voceforest.

46.Capitul. De villis, ann. 800.

46.Capitul. De villis, ann. 800.

47.Il capitolareDe villisreca la data dell'800, l'anno istesso in cui Carlomagno effettuò il gran suo disegno della ristaurazione dell'Impero d'Occidente; e così accanto alla porpora de' Cesari la minuta coltivazione degli orti!

47.Il capitolareDe villisreca la data dell'800, l'anno istesso in cui Carlomagno effettuò il gran suo disegno della ristaurazione dell'Impero d'Occidente; e così accanto alla porpora de' Cesari la minuta coltivazione degli orti!

48.Tutte queste ruine carlinghe sono spoglie d'ornati, e veder se ne possono alcuni avanzi ancora a Poitiers ed a San Benedetto alla Loira.

48.Tutte queste ruine carlinghe sono spoglie d'ornati, e veder se ne possono alcuni avanzi ancora a Poitiers ed a San Benedetto alla Loira.

49.E il porfido non è marmo forse?Il Traduttore.

49.E il porfido non è marmo forse?Il Traduttore.

50.Mi fu detto che un insigne scultore, cui fu allogata la statua di Carlomagno per la Camera del Pari, recatosi ad Aquisgrana per misurar le ossa dell'Imperatore, le trovasse pari a quelle d'un uomo di statura ordinaria. Forse l'artefice fu tratto in inganno, però che gli avanzi del cranio e della mano, se son veramente di Carlomagno, paiono sterminati.

50.Mi fu detto che un insigne scultore, cui fu allogata la statua di Carlomagno per la Camera del Pari, recatosi ad Aquisgrana per misurar le ossa dell'Imperatore, le trovasse pari a quelle d'un uomo di statura ordinaria. Forse l'artefice fu tratto in inganno, però che gli avanzi del cranio e della mano, se son veramente di Carlomagno, paiono sterminati.

51.Veggasi la canzone eroica diRinaldo di Montalbanoe la leggenda sulla cattedrale di Colonia. Anche Malagigi s'era fatto muratore, e Carlomagno portava per umiltà grossissimi petroni.

51.Veggasi la canzone eroica diRinaldo di Montalbanoe la leggenda sulla cattedrale di Colonia. Anche Malagigi s'era fatto muratore, e Carlomagno portava per umiltà grossissimi petroni.

52.Monach. S. Galli, lib. I.

52.Monach. S. Galli, lib. I.

53.Carlomagno trovavasi a Ratisbona l'anno 794.

53.Carlomagno trovavasi a Ratisbona l'anno 794.

54.Gli abitanti additano un picciol argine, che procede sino al villaggio di Dettenheim, e dicono esser un avanzo del gran canale di Carlomagno.

54.Gli abitanti additano un picciol argine, che procede sino al villaggio di Dettenheim, e dicono esser un avanzo del gran canale di Carlomagno.

55.Monach. S. Gall.lib. II. Questo varrà a dar un indizio del vestir lussurioso di que' tempi, e dell'estensione del commercio con Bisanzio. Quelle sontuose vesti dei leudi e dei baroni venivano da Roma, da Venezia e da Costantinopoli.

55.Monach. S. Gall.lib. II. Questo varrà a dar un indizio del vestir lussurioso di que' tempi, e dell'estensione del commercio con Bisanzio. Quelle sontuose vesti dei leudi e dei baroni venivano da Roma, da Venezia e da Costantinopoli.

56.Il Muratori, accennando pur questo fatto, dice che avvenne mentre Carlo trovavasi alla conquista del Friuli.Il Traduttore.

56.Il Muratori, accennando pur questo fatto, dice che avvenne mentre Carlo trovavasi alla conquista del Friuli.Il Traduttore.

57.Ho scorso tutti i diplomi dati da Carlomagno che ancor ci rimangono negliArchivi del regno, e tutti recano il monogramma diKarolusassai bene formato. Ma chi non sa che il più delle volte erano icancellariie gliscribiche segnavan pure il monogramma del principe?

57.Ho scorso tutti i diplomi dati da Carlomagno che ancor ci rimangono negliArchivi del regno, e tutti recano il monogramma diKarolusassai bene formato. Ma chi non sa che il più delle volte erano icancellariie gliscribiche segnavan pure il monogramma del principe?

58.Eginardo afferma che il medesimo imperatoredelectabatur in libris sancti Augustini!

58.Eginardo afferma che il medesimo imperatoredelectabatur in libris sancti Augustini!

59.Alcuin.Epist.4.

59.Alcuin.Epist.4.

60.I nomi diEst,Ovest,SudeNord, dati ai punti cardinali, e che durano anche oggidì nella geografia, ci vengono appunto dai tempi di Carlomagno.Il Traduttore.

60.I nomi diEst,Ovest,SudeNord, dati ai punti cardinali, e che durano anche oggidì nella geografia, ci vengono appunto dai tempi di Carlomagno.Il Traduttore.

61.Monach. S. Galli, lib. I.

61.Monach. S. Galli, lib. I.

62.Appunto Carlomagno erasi dato questo santo e regio nome; cosa che l'autore non si curò di notare. Egli dimenticò pur d'accennare fra i dotti da quel principe protetti e favoriti, Sigulfo collega d'Alcuino, Pietro Pisano, il gran Paolino d'Aquileia, Angilberto e parecchi altri.Il Traduttore.

62.Appunto Carlomagno erasi dato questo santo e regio nome; cosa che l'autore non si curò di notare. Egli dimenticò pur d'accennare fra i dotti da quel principe protetti e favoriti, Sigulfo collega d'Alcuino, Pietro Pisano, il gran Paolino d'Aquileia, Angilberto e parecchi altri.Il Traduttore.

63.Alcuino grandemente si duole di questa scarsezza di libriEpistol.1 e 70. Ma pur Carlomagno aveva una copiosissima libreria tratta in gran parte da Roma e da Costantinopoli, ed Alcuino si lagna di non averla in sua balía.Epist.10.

63.Alcuino grandemente si duole di questa scarsezza di libriEpistol.1 e 70. Ma pur Carlomagno aveva una copiosissima libreria tratta in gran parte da Roma e da Costantinopoli, ed Alcuino si lagna di non averla in sua balía.Epist.10.

64.E l'autore non ha affermato, a pag. 50, che i libri d'Aristotile non furono a quei tempi conosciuti se non per le traduzioni degli Arabi?Il Traduttore.

64.E l'autore non ha affermato, a pag. 50, che i libri d'Aristotile non furono a quei tempi conosciuti se non per le traduzioni degli Arabi?Il Traduttore.

65.Il monogramma del secondo lignaggio è quasi sempre il medesimo sì per Lodovico il Pio e Carlo il Calvo, come per Carlomagno. Esso è pur sempre ilaus K rolovvero la croce grecaka | rlus | o

65.Il monogramma del secondo lignaggio è quasi sempre il medesimo sì per Lodovico il Pio e Carlo il Calvo, come per Carlomagno. Esso è pur sempre ilaus K rolovvero la croce grecaka | rlus | o

66.La versione francese di questa lettera è alquanto intralciata e confusa, nè avendo noi sott'occhi il testo latino, abbiam potuto chiarirla più di così.Il Traduttore.

66.La versione francese di questa lettera è alquanto intralciata e confusa, nè avendo noi sott'occhi il testo latino, abbiam potuto chiarirla più di così.Il Traduttore.

67.Castaldii, lo stesso che castellani. Questa voce, passata nella lingua italiana, si è poi venuta, come tante altre, mutando, sì che oracastaldonon altro significa più fra noi che fattore di villa.Il Traduttore.

67.Castaldii, lo stesso che castellani. Questa voce, passata nella lingua italiana, si è poi venuta, come tante altre, mutando, sì che oracastaldonon altro significa più fra noi che fattore di villa.Il Traduttore.

68.Queste lettere di Carlomagno, danno tuttavia a conoscere il sistema giudiziario ecclesiastico, e per poco non dissi feudale dal periodo carlingo. Ci ha pure due frammenti di lettere indiritte a Paolo Diacono, pubblicati dal Fabbricio. Una di esse principia con questi versi:Parvula rex Carolus seniori carmina Paulo,Dilecto fratri, mittit honore pio.(Fabricius,Bibliot. Med. et infim. latinit., l. 3.)

68.Queste lettere di Carlomagno, danno tuttavia a conoscere il sistema giudiziario ecclesiastico, e per poco non dissi feudale dal periodo carlingo. Ci ha pure due frammenti di lettere indiritte a Paolo Diacono, pubblicati dal Fabbricio. Una di esse principia con questi versi:

Parvula rex Carolus seniori carmina Paulo,Dilecto fratri, mittit honore pio.(Fabricius,Bibliot. Med. et infim. latinit., l. 3.)

Parvula rex Carolus seniori carmina Paulo,Dilecto fratri, mittit honore pio.(Fabricius,Bibliot. Med. et infim. latinit., l. 3.)

Parvula rex Carolus seniori carmina Paulo,

Dilecto fratri, mittit honore pio.

(Fabricius,Bibliot. Med. et infim. latinit., l. 3.)

69.Sorties des ciseaux d'Apelle et de Phidias: così il testo. Forse l'autore volle nominar Policleto, o Lisippo, o qualch'altro di que' grandi scultori, perchè Apelle tutti sanno essere stato eccellentissimo pittore, e non istatuario mai.Il Traduttore.

69.Sorties des ciseaux d'Apelle et de Phidias: così il testo. Forse l'autore volle nominar Policleto, o Lisippo, o qualch'altro di que' grandi scultori, perchè Apelle tutti sanno essere stato eccellentissimo pittore, e non istatuario mai.Il Traduttore.

70.Notisi che il concilio di Francoforte non fu in questa parte approvato dalla Chiesa.Il Traduttore.

70.Notisi che il concilio di Francoforte non fu in questa parte approvato dalla Chiesa.Il Traduttore.

71.Ognun già s'avvede che l'autore accenna qui, senza nominarlo, al camposanto di Pisa.Il Traduttore.

71.Ognun già s'avvede che l'autore accenna qui, senza nominarlo, al camposanto di Pisa.Il Traduttore.

72.Come leggevasi nell'epitafio d'Alcuino, a Tours, nella chiesa di San Martino:Quod nunc es fueram...Et quod nunc ego sum, tuque futurus eris.Delicias mundi casso sectabar amore:Nunc cinis et pulvis, vermibus atque cibus.

72.Come leggevasi nell'epitafio d'Alcuino, a Tours, nella chiesa di San Martino:

Quod nunc es fueram...Et quod nunc ego sum, tuque futurus eris.Delicias mundi casso sectabar amore:Nunc cinis et pulvis, vermibus atque cibus.

Quod nunc es fueram...Et quod nunc ego sum, tuque futurus eris.Delicias mundi casso sectabar amore:Nunc cinis et pulvis, vermibus atque cibus.

Quod nunc es fueram...

Et quod nunc ego sum, tuque futurus eris.

Delicias mundi casso sectabar amore:

Nunc cinis et pulvis, vermibus atque cibus.

73.I cartolari pigliarono il loro nome dacharta(diploma); infatti essi comprendono la maggior parte dei diplomi de' monasteri.

73.I cartolari pigliarono il loro nome dacharta(diploma); infatti essi comprendono la maggior parte dei diplomi de' monasteri.

74.Centralisation. Mi son giovato, nel render questa parola, dell'esempio di ottimi scrittori, come sono il Salvini, il Magalotti, l'Algarotti, il Gozzi e tanti altri, che recarono nel nostro idioma voci di altri stranieri, temperandole in modo che paresser natíe. Abbiamounificare, ridurre in unità, con molti altri verbi di questa natura; e perchè negherem la cittadinanza acentrificare, loro fratel carnale, quando un altro non ne abbiamo che spieghi così a punto la cosa che si vuol significare? E ammesso il verbo, ammetter si deggiono pure i suoi derivati, e dar quindi salvocondotto anche acentrificazione. Ricordiamoci che ogni lingua ferma è lingua morta.Il Traduttore.

74.Centralisation. Mi son giovato, nel render questa parola, dell'esempio di ottimi scrittori, come sono il Salvini, il Magalotti, l'Algarotti, il Gozzi e tanti altri, che recarono nel nostro idioma voci di altri stranieri, temperandole in modo che paresser natíe. Abbiamounificare, ridurre in unità, con molti altri verbi di questa natura; e perchè negherem la cittadinanza acentrificare, loro fratel carnale, quando un altro non ne abbiamo che spieghi così a punto la cosa che si vuol significare? E ammesso il verbo, ammetter si deggiono pure i suoi derivati, e dar quindi salvocondotto anche acentrificazione. Ricordiamoci che ogni lingua ferma è lingua morta.Il Traduttore.

75.In alcuni luoghi più sopra ho tradottoplaid, ilplacitumdell'infima latinità, inudienza, perchè in fatti cotestiplacitialtro non erano che udienze solenni dei principi o de' suoi tribunali. Ora, tuttavia che trattasi di proposito di questa instituzione, parmi bene additarla con l'antiquato suo nome; e chi ne vuol sapere più oltre vegga il Ducange alla voceplacita.Il Traduttore.

75.In alcuni luoghi più sopra ho tradottoplaid, ilplacitumdell'infima latinità, inudienza, perchè in fatti cotestiplacitialtro non erano che udienze solenni dei principi o de' suoi tribunali. Ora, tuttavia che trattasi di proposito di questa instituzione, parmi bene additarla con l'antiquato suo nome; e chi ne vuol sapere più oltre vegga il Ducange alla voceplacita.Il Traduttore.

76.Questo mirava a impedire i falsi giuramenti per ubbriachezza.

76.Questo mirava a impedire i falsi giuramenti per ubbriachezza.

77.Questa necessità di muovere alla guerra, lasciando la moglie o la figlia in custodia di due vassalli, fu cagione che venisse nel codice penale contemplato il caso che il vassallo facesse ingiuria alla donna del suo signore. In Inghilterra, dove si è conservata la legge feudale, v'è pena di morte per l'adulterio con la regina. (V.Statutes of Treasons, 96, Edouard. III.)

77.Questa necessità di muovere alla guerra, lasciando la moglie o la figlia in custodia di due vassalli, fu cagione che venisse nel codice penale contemplato il caso che il vassallo facesse ingiuria alla donna del suo signore. In Inghilterra, dove si è conservata la legge feudale, v'è pena di morte per l'adulterio con la regina. (V.Statutes of Treasons, 96, Edouard. III.)

78.Questo punto è in perfetta contradizione col precedente, dov'anzi è detto di recare tutte le cause innanzi a loro; ma, non avendo potuto procurarci il testo latino, ci convenne lasciar la contradizione, anzichè rimediarla con parole di nostro capo.Il Traduttore.

78.Questo punto è in perfetta contradizione col precedente, dov'anzi è detto di recare tutte le cause innanzi a loro; ma, non avendo potuto procurarci il testo latino, ci convenne lasciar la contradizione, anzichè rimediarla con parole di nostro capo.Il Traduttore.

79.Elemosina pro remissione peccatorum.Tale si era la formola consueta.

79.Elemosina pro remissione peccatorum.Tale si era la formola consueta.

80.Il testo dicehuit siécles aprés, ma è scorso di penna o di stampa, in cui l'autore cadde anche alla faccia 402 del primo volume. Un critico dellaRevue de Parisgli fece gran colpa anche di questo errore, ma la colpa è sua, chè non vide, com'esso era già avvertito e corretto appiè del volume stesso.Il Traduttore.

80.Il testo dicehuit siécles aprés, ma è scorso di penna o di stampa, in cui l'autore cadde anche alla faccia 402 del primo volume. Un critico dellaRevue de Parisgli fece gran colpa anche di questo errore, ma la colpa è sua, chè non vide, com'esso era già avvertito e corretto appiè del volume stesso.Il Traduttore.

81.Poeta Saxo, lib. II.

81.Poeta Saxo, lib. II.

82.Pare da ciò che le donne de' tempi di Carlomagno si tignesser le carni e il viso di belletto, come le matrone romane.

82.Pare da ciò che le donne de' tempi di Carlomagno si tignesser le carni e il viso di belletto, come le matrone romane.

83.Meloniceo, quo malvarum stamine conficitur.(Nota dei Benedettini).

83.Meloniceo, quo malvarum stamine conficitur.(Nota dei Benedettini).

84.L'autore addita qui gli ufiziali del palazzo, ora co' loro nomi, ed ora col soprannomi che solitamente fra loro si davano i famigliari di Carlomagno. Così Alcuino chiama ne' suoi versi, a quando a quando, il re CarloDavidde, Angilberto,Omero, Ribodio,Macario, e via via. In questo componimento di Teodolfo, i nomi diTirsi, diLentulo, diMenalca, e parecchi altri, non sono altrimenti nomi propri, ma imaginati.

84.L'autore addita qui gli ufiziali del palazzo, ora co' loro nomi, ed ora col soprannomi che solitamente fra loro si davano i famigliari di Carlomagno. Così Alcuino chiama ne' suoi versi, a quando a quando, il re CarloDavidde, Angilberto,Omero, Ribodio,Macario, e via via. In questo componimento di Teodolfo, i nomi diTirsi, diLentulo, diMenalca, e parecchi altri, non sono altrimenti nomi propri, ma imaginati.

85.FlaccoeCalliopeoerano i nomi accademici d'Alcuino.Il Traduttore.

85.FlaccoeCalliopeoerano i nomi accademici d'Alcuino.Il Traduttore.

86.Costui era certamente il nano di Carlomagno.

86.Costui era certamente il nano di Carlomagno.

87.E di due Napoleone.Il Traduttore.

87.E di due Napoleone.Il Traduttore.

88.Ostroniwint(Est);Suudunstroni(Sud-Est);Sundroni(Sud);Nordromi(Nord);Westnordromi(Nord-Ovest); tutte parole d'origine sassone.

88.Ostroniwint(Est);Suudunstroni(Sud-Est);Sundroni(Sud);Nordromi(Nord);Westnordromi(Nord-Ovest); tutte parole d'origine sassone.

89.Qui l'autore riporta due storielle d'un topo imbalsamato e d'una verga d'oro, narrate dal monaco a disdoro d'un vescovo, che noi abbiamo intralasciate siccome scurrili e disdicevoli alla dignità della storia.Il Traduttore.

89.Qui l'autore riporta due storielle d'un topo imbalsamato e d'una verga d'oro, narrate dal monaco a disdoro d'un vescovo, che noi abbiamo intralasciate siccome scurrili e disdicevoli alla dignità della storia.Il Traduttore.

90.La legge salica, la ripense, la borgundica e la visigotica furono i quattro maggiori codici dei Barbari. Le leggi longobardiche appartenevano più particolarmente all'Italia.

90.La legge salica, la ripense, la borgundica e la visigotica furono i quattro maggiori codici dei Barbari. Le leggi longobardiche appartenevano più particolarmente all'Italia.

91.La legge salica e la ripense non eran, di loro natura, imparziali, e stabilivano alcune distinzioni tra i Franchi e i Romani, anche solo che fossero commensali, o seguaci del re:Si Romanus homo conviva regis fuerit; pel Romano benestante,qui res in pago ubi remanet proprias habet, la composizione era solo di cento soldi.

91.La legge salica e la ripense non eran, di loro natura, imparziali, e stabilivano alcune distinzioni tra i Franchi e i Romani, anche solo che fossero commensali, o seguaci del re:Si Romanus homo conviva regis fuerit; pel Romano benestante,qui res in pago ubi remanet proprias habet, la composizione era solo di cento soldi.

92.Non ho mai potuto trovar l'origin vera di questa parolabreve, a significar terra o tenuta, e tuttavia pigliar non la si può che in questo senso[93].

92.Non ho mai potuto trovar l'origin vera di questa parolabreve, a significar terra o tenuta, e tuttavia pigliar non la si può che in questo senso[93].

93.I Latini usaronobrevia, al plurale, a significar secche, renai, un luogo sterile in somma: egli è quindi probabile che indi venisse il nome dibrevead una terra o tenuta de' monaci, che prima era brutta ed incolta e poco men che un renaio; se pur non si volle, per la picciolezza del podere, far un'antitesi allatifundiumdei Romani, od anche, più probabilmente, applicare alla cosa il nome del modo in che veniva acquistata, da che, a quei tempi, chiamavansiBrevi(Breves recordationis) gli atti che a' dì nostri si chiamano istromenti o scritture.Il Traduttore.

93.I Latini usaronobrevia, al plurale, a significar secche, renai, un luogo sterile in somma: egli è quindi probabile che indi venisse il nome dibrevead una terra o tenuta de' monaci, che prima era brutta ed incolta e poco men che un renaio; se pur non si volle, per la picciolezza del podere, far un'antitesi allatifundiumdei Romani, od anche, più probabilmente, applicare alla cosa il nome del modo in che veniva acquistata, da che, a quei tempi, chiamavansiBrevi(Breves recordationis) gli atti che a' dì nostri si chiamano istromenti o scritture.Il Traduttore.

94.Lacorvee, dalla voce latinacurvadaocurvata, che viene dal Guérard spiegata nel modo seguente:opera agrestis plerumque unius diei, maxime aratoria, ad sationes agrorum faciendas, a rusticis dominis præstita. (Glossarium peculiare.)

94.Lacorvee, dalla voce latinacurvadaocurvata, che viene dal Guérard spiegata nel modo seguente:opera agrestis plerumque unius diei, maxime aratoria, ad sationes agrorum faciendas, a rusticis dominis præstita. (Glossarium peculiare.)

95.Specimen Breviarii rerum fiscalium Karoli Magniin I. G.Eckardi,Comment. de rebus Franc. orient.t. II., pag. 902-910.

95.Specimen Breviarii rerum fiscalium Karoli Magniin I. G.Eckardi,Comment. de rebus Franc. orient.t. II., pag. 902-910.

96.Questa biblioteca religiosa non altro conteneva che i libri dell'Antico e del Nuovo Testamento. (Appendix, p. 297.)

96.Questa biblioteca religiosa non altro conteneva che i libri dell'Antico e del Nuovo Testamento. (Appendix, p. 297.)

97.«Le manomissioni si faceano o per carta, o per testamento, o dal vescovo pubblicamente incornu altaris.» Così il cavaliere Luigi Cibrario, alla pag. 64, vol. I. seconda edizione della pregevolissima opera sua intorno all'Economia politica del medio evo.Il Traduttore.

97.«Le manomissioni si faceano o per carta, o per testamento, o dal vescovo pubblicamente incornu altaris.» Così il cavaliere Luigi Cibrario, alla pag. 64, vol. I. seconda edizione della pregevolissima opera sua intorno all'Economia politica del medio evo.Il Traduttore.

98.Vedesi chiaro qui che la terra costituisce il debito del servigio; i benefizi e le mense obbligano altrui alla milizia.

98.Vedesi chiaro qui che la terra costituisce il debito del servigio; i benefizi e le mense obbligano altrui alla milizia.

99.Centenier.Così traduce l'autore ilcentenariusdei capitolari, che significava un capo e giudice di cento, e chiamavasi anche con altro nome,sculdassius. A me parve di voltarlo in centurione, per accostarmi all'uso di non pochi comuni d'Italia, che sotto questo titolo serbarono per gran tempo que' magistrati.Il Traduttore.

99.Centenier.Così traduce l'autore ilcentenariusdei capitolari, che significava un capo e giudice di cento, e chiamavasi anche con altro nome,sculdassius. A me parve di voltarlo in centurione, per accostarmi all'uso di non pochi comuni d'Italia, che sotto questo titolo serbarono per gran tempo que' magistrati.Il Traduttore.

100.Capitular., ad ann. 810. Veggansi i capitoli X e XIII di quest'opera.

100.Capitular., ad ann. 810. Veggansi i capitoli X e XIII di quest'opera.

101.La leggegombeta, compilata da Gondebaldo, era speciale ai Borgognoni, e durò per tempo lunghissimo; tanto che la si trova usata anche sotto Lodovico Pio, come risulta dalle epistole d'Agobardo.

101.La leggegombeta, compilata da Gondebaldo, era speciale ai Borgognoni, e durò per tempo lunghissimo; tanto che la si trova usata anche sotto Lodovico Pio, come risulta dalle epistole d'Agobardo.

102.Questo capitolare è un'appendice a quell'altro anteriorede Villis.

102.Questo capitolare è un'appendice a quell'altro anteriorede Villis.

103.Lidi o liti, o leuti e leudi, chiamavansi dai Franchi e dagli Alemanni, que' censuari, che dai Longobardi erano chiamali aldioni.

103.Lidi o liti, o leuti e leudi, chiamavansi dai Franchi e dagli Alemanni, que' censuari, che dai Longobardi erano chiamali aldioni.

104.Questo terzo al re, era quell'ammenda che chiamavasi fredo[105], e pagavasi al signore. La legge ripense avea stabilito ilfredoal terzo, come sta scritto nel cap. 88.

104.Questo terzo al re, era quell'ammenda che chiamavasi fredo[105], e pagavasi al signore. La legge ripense avea stabilito ilfredoal terzo, come sta scritto nel cap. 88.

105.Fredo, secondo il Cibrario, nell'opera sua soprallodata, significava l'ammenda della composizione in generale, di cui una parte andava all'offeso od ai suoi eredi, e una parte al fisco: e oltre al nome difredus, avea quello ancora dileudus, e l'altro germanico diwarigelt.Il Traduttore.

105.Fredo, secondo il Cibrario, nell'opera sua soprallodata, significava l'ammenda della composizione in generale, di cui una parte andava all'offeso od ai suoi eredi, e una parte al fisco: e oltre al nome difredus, avea quello ancora dileudus, e l'altro germanico diwarigelt.Il Traduttore.

106.Ildegarda morì dell'anno 782.

106.Ildegarda morì dell'anno 782.

107.Fastrada uscì di vita nel 794.

107.Fastrada uscì di vita nel 794.

108.A dì 4 giugno, come reca il libro de' Morti.

108.A dì 4 giugno, come reca il libro de' Morti.

109.Il Muratori afferma che il figlio deputato da Carlomagno a farsi incontro a papa Leone fu Pipino, re d'Italia.Il Traduttore.

109.Il Muratori afferma che il figlio deputato da Carlomagno a farsi incontro a papa Leone fu Pipino, re d'Italia.Il Traduttore.

110.Berta fu madre dello storico Nitardo, che scrisse gliAnnalidel suo tempo.

110.Berta fu madre dello storico Nitardo, che scrisse gliAnnalidel suo tempo.

111.Carlomagno ebbe ancora molti altri bastardi, fra' quali Ugo, abbate di San Quintino, che fu ucciso in una battaglia contro i Saracini, a dì 7 giugno 844, e Dragone, vescovo di Metz, morto nel 855.

111.Carlomagno ebbe ancora molti altri bastardi, fra' quali Ugo, abbate di San Quintino, che fu ucciso in una battaglia contro i Saracini, a dì 7 giugno 844, e Dragone, vescovo di Metz, morto nel 855.

112.Il P. Bouquet nota che nessuna cronica parla di questa figlia Emma; Eginardo non la nomina punto, e Lodovico il Pio, nel concedere, in certo diploma, un feudo a Eginardo ed alla moglie sua, non accenna punto ch'ella fosse sua sorella.

112.Il P. Bouquet nota che nessuna cronica parla di questa figlia Emma; Eginardo non la nomina punto, e Lodovico il Pio, nel concedere, in certo diploma, un feudo a Eginardo ed alla moglie sua, non accenna punto ch'ella fosse sua sorella.

113.Veggasi quel che dice Eginardo stesso, e Nitardo dogo di lui, intorno ai costumi liberissimi delle figlie di Carlomagno.

113.Veggasi quel che dice Eginardo stesso, e Nitardo dogo di lui, intorno ai costumi liberissimi delle figlie di Carlomagno.

114.Eginardo ebbe in fatti una legazione a Roma.

114.Eginardo ebbe in fatti una legazione a Roma.

115.Indubitato si è che Eginardo ebbe Emma o Imma per moglie, la quale da Lupo, abbate di Ferriere, è chiamatanobilissima fœmina. Il Mabillon crede che l'avventura sia vera. Il P. Bouquet la contraddice; e il P. Rivet non la mette pure in dubbio.

115.Indubitato si è che Eginardo ebbe Emma o Imma per moglie, la quale da Lupo, abbate di Ferriere, è chiamatanobilissima fœmina. Il Mabillon crede che l'avventura sia vera. Il P. Bouquet la contraddice; e il P. Rivet non la mette pure in dubbio.

116.Il P. Bouquet,Hist. Gall. Collect. t. V, pag. 383. Eginardo si fece indi monaco, ed il suo carteggio, pubblicato dai Benedettini nel t. VI della loro grande raccolta, è curiosissimo.

116.Il P. Bouquet,Hist. Gall. Collect. t. V, pag. 383. Eginardo si fece indi monaco, ed il suo carteggio, pubblicato dai Benedettini nel t. VI della loro grande raccolta, è curiosissimo.

117.Eginardo fu abate prima di Fontenelle, poi di San Pietro e San Bavone, a Gand, e fondò la badia di Selingestad, nella sua propria terra di Mulenheim.

117.Eginardo fu abate prima di Fontenelle, poi di San Pietro e San Bavone, a Gand, e fondò la badia di Selingestad, nella sua propria terra di Mulenheim.

118.LaCronaca di San Dioniginomina ventidue metropoli carlinghe. Le quali metropoli erano i centri delle grandi divisioni dell'impero, ritraenti anch'esse delle memorie di Roma. (V.Gall. Christ. in prælat.)

118.LaCronaca di San Dioniginomina ventidue metropoli carlinghe. Le quali metropoli erano i centri delle grandi divisioni dell'impero, ritraenti anch'esse delle memorie di Roma. (V.Gall. Christ. in prælat.)

119.Il diritto romano dichiarava nullo il testamento non fatto in presenza di testimoni. Tutti quelli qui notati appartengono, siccome pare, alla schiatta franca e germanica.

119.Il diritto romano dichiarava nullo il testamento non fatto in presenza di testimoni. Tutti quelli qui notati appartengono, siccome pare, alla schiatta franca e germanica.

120.E il medesimo non vien pur di presente succedendo, dopo la caduta di Napoleone?

120.E il medesimo non vien pur di presente succedendo, dopo la caduta di Napoleone?

121.Damajori Francesi han fattomaire, che gli Italiani chiamaronoil Podestàe anticamente e più gramaticalmente,la Podestà.Il Traduttore.

121.Damajori Francesi han fattomaire, che gli Italiani chiamaronoil Podestàe anticamente e più gramaticalmente,la Podestà.Il Traduttore.

122.Si trovano esempi di duello giudiziario sotto i primi re merovingi (Greg. Turon.lib. VII, c. 19, lib. X, c. 10), e sembra che fosse usato frequentemente, più che altrove in Borgogna. Lo crediamo altresì stabilito dalla legge alemannica o sveva (Baluze, lib. I, pag. 80). In Lombardia poi fu sempre popolare, e Luitprando, re del Longobardi, dice in una delle sue leggi: «Incerti sumus de judicio Dei, al quosdam audivimus per pugnam sine juxta causa suam causam perdere. Sed propter consuetudinem gentis nostræ Longobardorum legem impiam vetare non possumus.» — Muratori,Script. rerum Italicarum, t. II, p. 65.

122.Si trovano esempi di duello giudiziario sotto i primi re merovingi (Greg. Turon.lib. VII, c. 19, lib. X, c. 10), e sembra che fosse usato frequentemente, più che altrove in Borgogna. Lo crediamo altresì stabilito dalla legge alemannica o sveva (Baluze, lib. I, pag. 80). In Lombardia poi fu sempre popolare, e Luitprando, re del Longobardi, dice in una delle sue leggi: «Incerti sumus de judicio Dei, al quosdam audivimus per pugnam sine juxta causa suam causam perdere. Sed propter consuetudinem gentis nostræ Longobardorum legem impiam vetare non possumus.» — Muratori,Script. rerum Italicarum, t. II, p. 65.

123.La stessa ragione naturale dovea mostrare ai principi ed ai popoli l'incertezza e la brutalità di questa forma di giudizio, sì che fin dai primi tempi della sua instituzione vediamo parecchie città in Inghilterra, e in Germania, noverar tra i loro privilegi l'esenzione dal duello giudiziale. Ci sembra poi che l'autore si apponga in fatto, citando gli esempi dell'Iliade; però che ivi sono zuffe e combattimenti fra due sì, ma in guerra, e non già disfide e duelli premeditati a vendicare un'offesa.Il Traduttore.

123.La stessa ragione naturale dovea mostrare ai principi ed ai popoli l'incertezza e la brutalità di questa forma di giudizio, sì che fin dai primi tempi della sua instituzione vediamo parecchie città in Inghilterra, e in Germania, noverar tra i loro privilegi l'esenzione dal duello giudiziale. Ci sembra poi che l'autore si apponga in fatto, citando gli esempi dell'Iliade; però che ivi sono zuffe e combattimenti fra due sì, ma in guerra, e non già disfide e duelli premeditati a vendicare un'offesa.Il Traduttore.

124.In fatti, quasi tutte le canzoni eroiche, che hanno per soggetto Carlomagno e i suoi paladini, furono composte nel duodecimo secolo. (Veggasi quel che io ne dico nel mio lavoro intorno aFilippo Augusto.)

124.In fatti, quasi tutte le canzoni eroiche, che hanno per soggetto Carlomagno e i suoi paladini, furono composte nel duodecimo secolo. (Veggasi quel che io ne dico nel mio lavoro intorno aFilippo Augusto.)

125.A maggiore schiarimento di questo luogo servano le seguenti parole del Cibrario (opera citata), intorno alle condizioni del cronisti del medio evo e al modo con che si sdebitavano dell'uffizio loro. «I re, i vescovi, i comuni soleano, del metter in cronica i loro fatti, dar pubblico incarico a qualche persona sciente di lettere, e d'ordinario a un monaco. Un monaco di San Dionigi metteva in cronaca le gesta de' re di Francia, e quando combatteva alcuna battaglia campale, il re, con lettere chiuse indirizzate all'abate, lo ragguagliava del successo e del numero del morti... I re d'Inghilterra aveano un cronista che abitava nel medesimo palazzo con loro, e tenea ragione giorno per giorno dalle loro buone o cattive azioni e delle altre cose degne di memoria. Per passar ogni pericolo d'adulazione, il registro che contenea tali memorie, non era aperto che dopo la morte dal re e de' suoi figliuoli.«In quasi tutti i monasteri principali, il più saputo del monaci tenea un simile registro, e finito un regno, lo presentava al capitolo generale, dov'era esaminato, e poi fatto ridurre in cronaca.»Il Traduttore.

125.A maggiore schiarimento di questo luogo servano le seguenti parole del Cibrario (opera citata), intorno alle condizioni del cronisti del medio evo e al modo con che si sdebitavano dell'uffizio loro. «I re, i vescovi, i comuni soleano, del metter in cronica i loro fatti, dar pubblico incarico a qualche persona sciente di lettere, e d'ordinario a un monaco. Un monaco di San Dionigi metteva in cronaca le gesta de' re di Francia, e quando combatteva alcuna battaglia campale, il re, con lettere chiuse indirizzate all'abate, lo ragguagliava del successo e del numero del morti... I re d'Inghilterra aveano un cronista che abitava nel medesimo palazzo con loro, e tenea ragione giorno per giorno dalle loro buone o cattive azioni e delle altre cose degne di memoria. Per passar ogni pericolo d'adulazione, il registro che contenea tali memorie, non era aperto che dopo la morte dal re e de' suoi figliuoli.

«In quasi tutti i monasteri principali, il più saputo del monaci tenea un simile registro, e finito un regno, lo presentava al capitolo generale, dov'era esaminato, e poi fatto ridurre in cronaca.»Il Traduttore.

126.Scriptorium, chiamavasi a que' tempi ne' monasteri il luogo dove i monaci si chiudevano a scriver le loro croniche ed a copiare i codici antichi; e però mi è parso meglio sostituir questo termine allabeur(fatica o lavoro) dell'autore.Il Traduttore.

126.Scriptorium, chiamavasi a que' tempi ne' monasteri il luogo dove i monaci si chiudevano a scriver le loro croniche ed a copiare i codici antichi; e però mi è parso meglio sostituir questo termine allabeur(fatica o lavoro) dell'autore.Il Traduttore.

127.Gli Annali diFuldavan sino all'anno 882. Il Frelier ha trovato alcuni manoscritti che gli sprolungano fino al 900.

127.Gli Annali diFuldavan sino all'anno 882. Il Frelier ha trovato alcuni manoscritti che gli sprolungano fino al 900.

128.Il P. Bouquet ha pubblicato questo passo di Giovanni Diacono, come documento di storia importantissimo.

128.Il P. Bouquet ha pubblicato questo passo di Giovanni Diacono, come documento di storia importantissimo.

129.Benedetto, diacono delle chiesa di Magonza, ne informa del modo in che compilati erano questi capitolari. Eran solitamente i più dotti del clero, che li coordinavano, per indi sottoporli all'imperatore. V. Baluze,Capit.t. I, p. 803-806.

129.Benedetto, diacono delle chiesa di Magonza, ne informa del modo in che compilati erano questi capitolari. Eran solitamente i più dotti del clero, che li coordinavano, per indi sottoporli all'imperatore. V. Baluze,Capit.t. I, p. 803-806.

130.Collect. concil.t. VII, p. 1047;Hispan.t. III, p. 110 114.

130.Collect. concil.t. VII, p. 1047;Hispan.t. III, p. 110 114.

131.La lettera per l'istituzione delle scuole è circolare, e reca la data dell'anno 787. Baluze, t. I, p. 201-204.

131.La lettera per l'istituzione delle scuole è circolare, e reca la data dell'anno 787. Baluze, t. I, p. 201-204.

132.Già fu notato più sopra che questi eran soprannomi accademici con cui si chiamavan fra loro i dotti alla corte di Carlomagno.Il Traduttore.

132.Già fu notato più sopra che questi eran soprannomi accademici con cui si chiamavan fra loro i dotti alla corte di Carlomagno.Il Traduttore.

133.Vogliono i dotti che certa medaglia, rappresentante un cocchio tratto da un leone e da un bue, si riferisca a questa concordanza delle Scritture composta da Carlomagno. (Benedict.Hist. litter.t. IV, p. 410; Fabric. lib. III, p. 915)

133.Vogliono i dotti che certa medaglia, rappresentante un cocchio tratto da un leone e da un bue, si riferisca a questa concordanza delle Scritture composta da Carlomagno. (Benedict.Hist. litter.t. IV, p. 410; Fabric. lib. III, p. 915)

134.Eternum et sempiternum, immortale et perpetuum sæculum, aevum, et tempus.Alcuin., p. 765-770.

134.Eternum et sempiternum, immortale et perpetuum sæculum, aevum, et tempus.Alcuin., p. 765-770.

135.De ratione animæ.

135.De ratione animæ.

136.L'autore chiama sempre questo vescovo col nome diLeidrade, scostandosi da Felice d'Urgel, che il chiama oraLaidracused oraLeidacus, e da Alcuino che gli dà il nome diLeobradus. Io ho seguito il Muratori ed il Bettinelli che lo chiamanoLandrado. Mi ha fatto gran maraviglia il non trovar nellaStoria della letteratura italianadel diligentissimo Tiraboschi pure una parola di quest'autore, che, per esser nato alle porte d'Italia, e vissuto a Roma gran tempo, poteva trovar luogo colà dov'ei parla d'Alcuino, di Eginardo, ecc.Il Traduttore.

136.L'autore chiama sempre questo vescovo col nome diLeidrade, scostandosi da Felice d'Urgel, che il chiama oraLaidracused oraLeidacus, e da Alcuino che gli dà il nome diLeobradus. Io ho seguito il Muratori ed il Bettinelli che lo chiamanoLandrado. Mi ha fatto gran maraviglia il non trovar nellaStoria della letteratura italianadel diligentissimo Tiraboschi pure una parola di quest'autore, che, per esser nato alle porte d'Italia, e vissuto a Roma gran tempo, poteva trovar luogo colà dov'ei parla d'Alcuino, di Eginardo, ecc.Il Traduttore.

137.Anche Odelberto, arcivescovo di Milano, compose per questa occasione il suo libro,De baptismo, che ancor ci rimane, e abbiam tuttora la lettera da lui scritta in proposito a Carlomagno.Il Traduttore.

137.Anche Odelberto, arcivescovo di Milano, compose per questa occasione il suo libro,De baptismo, che ancor ci rimane, e abbiam tuttora la lettera da lui scritta in proposito a Carlomagno.Il Traduttore.

138.Il Tiraboschi lo fa scozzese, ed opina che due ne fossero ad un tempo del medesimo nome e della medesima nazione. (Stor. della letterat. ital., vol. V, lib. III. c. 1, § XIX e seguenti; Milano 1826.)Il Traduttore.

138.Il Tiraboschi lo fa scozzese, ed opina che due ne fossero ad un tempo del medesimo nome e della medesima nazione. (Stor. della letterat. ital., vol. V, lib. III. c. 1, § XIX e seguenti; Milano 1826.)Il Traduttore.

139.Tale si è l'opinione che sostenne fermamente il Boulas: t. I, pag. 91[140].

139.Tale si è l'opinione che sostenne fermamente il Boulas: t. I, pag. 91[140].

140.Questa è pur l'opinione del nostro Bettinelli nel suoRisorgimento d'Italia: e il Gatti, storico dell'Università di Pavia, attribuisce a Carlomagno anche la fondazione di questa; in che fu vittoriosamente combattuto dal Tiraboschi,Storia della letteratura italiana, vol. V, lib. III.Il Traduttore.

140.Questa è pur l'opinione del nostro Bettinelli nel suoRisorgimento d'Italia: e il Gatti, storico dell'Università di Pavia, attribuisce a Carlomagno anche la fondazione di questa; in che fu vittoriosamente combattuto dal Tiraboschi,Storia della letteratura italiana, vol. V, lib. III.Il Traduttore.

141.Doctor egregius et insignis floruit historiografus et poeta, atque omnium artium nobilissimus auctor[142]. Mabill. lib. 36, n. 49. Duchesnel, l. II, n. 560;Trith. Cron. Hirsang., pag. 31.

141.Doctor egregius et insignis floruit historiografus et poeta, atque omnium artium nobilissimus auctor[142]. Mabill. lib. 36, n. 49. Duchesnel, l. II, n. 560;Trith. Cron. Hirsang., pag. 31.

142.L'autore ha tradotto l'ultima frase:et auteur dans tous les arts; parmi più giusto l'interpretar qui la voceauctornel senso di aumentatore o favoreggiatore, chè un autore o scrittore in tutte l'arti sarebbe una maraviglia ai tempi nostri, non che al secolo nono.Il Traduttore.

142.L'autore ha tradotto l'ultima frase:et auteur dans tous les arts; parmi più giusto l'interpretar qui la voceauctornel senso di aumentatore o favoreggiatore, chè un autore o scrittore in tutte l'arti sarebbe una maraviglia ai tempi nostri, non che al secolo nono.Il Traduttore.

143.Volone, figliuolo del conte di Chiburgo, fu monaco scostumatissimo, ma gli fu fatta grazia a cagione del suo sapere.

143.Volone, figliuolo del conte di Chiburgo, fu monaco scostumatissimo, ma gli fu fatta grazia a cagione del suo sapere.

144.V. il cap. VII di questo volume.

144.V. il cap. VII di questo volume.

145.Lex consensu populi fit, constitutione regis. Recueil des hist.t. VII. p. 656. Massima liberalissima, come ognun vede; se non che qui non si vuol prender la parolapopulusin quel senso assoluto in cui fu interpretata dal Mably nel tempo in cui regnavano le opinioni democratiche.

145.Lex consensu populi fit, constitutione regis. Recueil des hist.t. VII. p. 656. Massima liberalissima, come ognun vede; se non che qui non si vuol prender la parolapopulusin quel senso assoluto in cui fu interpretata dal Mably nel tempo in cui regnavano le opinioni democratiche.

146.Non sappiamo se intenda parlar di Carlomanno figlio di Lodovico il Balbo, o di Carlomanno figlio di Lodovico il Germanico, però che amendue regnarono in sul dissolversi dell'Impero. E d'altra parte, le assemblee del campo di maggio eran già finite al tempo di Carlo il Calvo, successore di Lodovico Pio, come l'attestano il P. Daniel, il Mably e altri storici francesi.Il Traduttore.

146.Non sappiamo se intenda parlar di Carlomanno figlio di Lodovico il Balbo, o di Carlomanno figlio di Lodovico il Germanico, però che amendue regnarono in sul dissolversi dell'Impero. E d'altra parte, le assemblee del campo di maggio eran già finite al tempo di Carlo il Calvo, successore di Lodovico Pio, come l'attestano il P. Daniel, il Mably e altri storici francesi.Il Traduttore.

147.Totale è la confusione al decimo secolo, e spesso la voceallodiumè usata ad indicare ilfeudum. Marcolfo, lib. I, form. 13, riferisce parecchi esempi di allodii dati al re e caposignore per indi riceverli in benefizi. La parolafeodumofeudumnon trovasi in generale adoperata che al decimo ad all'undecimo secolo.

147.Totale è la confusione al decimo secolo, e spesso la voceallodiumè usata ad indicare ilfeudum. Marcolfo, lib. I, form. 13, riferisce parecchi esempi di allodii dati al re e caposignore per indi riceverli in benefizi. La parolafeodumofeudumnon trovasi in generale adoperata che al decimo ad all'undecimo secolo.

148.Il Ferrario nell'opera sua, da noi più volte citata, intorno agli antichi romanzi di cavalleria, ha recato i disegni di questi mosaici, ma essi non sono appien conformi alla descrizione che ne fa il nostro autore.Il Traduttore.

148.Il Ferrario nell'opera sua, da noi più volte citata, intorno agli antichi romanzi di cavalleria, ha recato i disegni di questi mosaici, ma essi non sono appien conformi alla descrizione che ne fa il nostro autore.Il Traduttore.

149.Leggi undecimo secolo, però che l'occupazione dei Normanni avvenne dopo il mille.Il Traduttore.

149.Leggi undecimo secolo, però che l'occupazione dei Normanni avvenne dopo il mille.Il Traduttore.

150.Pisa ed Amalfi avean già banchi nella Siria, e il nome franco v'era rispettato.

150.Pisa ed Amalfi avean già banchi nella Siria, e il nome franco v'era rispettato.

151.Del resto tale si era, press'a poco, la divisione preparata da Lodovico Pio, se non che fu affidata a mani inette, e ideata da un principe debole.

151.Del resto tale si era, press'a poco, la divisione preparata da Lodovico Pio, se non che fu affidata a mani inette, e ideata da un principe debole.

152.Tutto lo studio di Lodovico Pio nel suo regno consiste nel farsi accettare dalla popolazione germanica, chè dell'amor degli Aquitani egli è sicuro.

152.Tutto lo studio di Lodovico Pio nel suo regno consiste nel farsi accettare dalla popolazione germanica, chè dell'amor degli Aquitani egli è sicuro.

153.Il chiarissimo signor Menini trattando, non è guari, nell'Appendice della Gazzetta di Milano, della presente opera del signor Capefigue, e della mia traduzione, alla quale fu cortese di lodi, ch'io mi tengo care, come di giudice competente e sincero, pose innanzi l'autorità del Leo, per la quale Carlomagno discenderebbe da famiglia Italiana, e imessi regiinon sarebbero instituzione di questo principe, ma sì più antica. Quanto alla prima di queste opinioni, benchè l'amor di patria ce la farebbe di buon grado accettare, l'amor della verità ci muove ad aspettar prima di saper da quali fonti quel dotto istorico la traesse. Anche le leggende fanno discendere Carlomagno da un papa italiano, ma ognun sa ch'esse non meritano in argomento di storia alcuna fede. E d'altra parte si sa esser impossibile, prima dell'undecimo secolo, trovar la genealogia di nessuna famiglia. Quanto all'opinione che riguarda imessi regii, ci piace di creder piuttosto al Muratori, il quale ne' suoiAnnali d'Italia, all'anno 808, parla lungamente di questi magistrati ambulatori, e ne fa primo istitutore Carlomagno; ribadendo così quant'egli avea detto innanzi e provato in una sua dissertazione sul medesimo soggetto nelleAntichità Italiche. E chi mai può vantare maggior dottrina e diligenza in siffatte indagini di quell'illustre Italiano?Il Traduttore.

153.Il chiarissimo signor Menini trattando, non è guari, nell'Appendice della Gazzetta di Milano, della presente opera del signor Capefigue, e della mia traduzione, alla quale fu cortese di lodi, ch'io mi tengo care, come di giudice competente e sincero, pose innanzi l'autorità del Leo, per la quale Carlomagno discenderebbe da famiglia Italiana, e imessi regiinon sarebbero instituzione di questo principe, ma sì più antica. Quanto alla prima di queste opinioni, benchè l'amor di patria ce la farebbe di buon grado accettare, l'amor della verità ci muove ad aspettar prima di saper da quali fonti quel dotto istorico la traesse. Anche le leggende fanno discendere Carlomagno da un papa italiano, ma ognun sa ch'esse non meritano in argomento di storia alcuna fede. E d'altra parte si sa esser impossibile, prima dell'undecimo secolo, trovar la genealogia di nessuna famiglia. Quanto all'opinione che riguarda imessi regii, ci piace di creder piuttosto al Muratori, il quale ne' suoiAnnali d'Italia, all'anno 808, parla lungamente di questi magistrati ambulatori, e ne fa primo istitutore Carlomagno; ribadendo così quant'egli avea detto innanzi e provato in una sua dissertazione sul medesimo soggetto nelleAntichità Italiche. E chi mai può vantare maggior dottrina e diligenza in siffatte indagini di quell'illustre Italiano?Il Traduttore.

154.Qui era luogo di notare che anche Napoleone, a somiglianza di Cesare e di Carlomagno, dettava per ricrearsi, se non dalle fatiche della guerra e del governo, di ben altri più duri travagli, la maravigliosa sua storia:Oh quante volte ai posteriNarrar sè stesso imprese,E sulle eterne pagineCadde la stanca man!Il Traduttore.

154.Qui era luogo di notare che anche Napoleone, a somiglianza di Cesare e di Carlomagno, dettava per ricrearsi, se non dalle fatiche della guerra e del governo, di ben altri più duri travagli, la maravigliosa sua storia:

Oh quante volte ai posteriNarrar sè stesso imprese,E sulle eterne pagineCadde la stanca man!

Oh quante volte ai posteriNarrar sè stesso imprese,E sulle eterne pagineCadde la stanca man!

Oh quante volte ai posteri

Narrar sè stesso imprese,

E sulle eterne pagine

Cadde la stanca man!

Il Traduttore.

155.L'autore traduce, erratamente ci pare,dans les calendes de fevrier, che dir vorrebbero il dì primo di febbraio.

155.L'autore traduce, erratamente ci pare,dans les calendes de fevrier, che dir vorrebbero il dì primo di febbraio.

156.Sub hoc conditorio situm est corpus Karoli Magni atque ortodoxi imperatoris, qui regnum Francorum nobiliter ampliavit, et per annos XLVII feliciter rexit. Decessit septuagenarius anno ab incarnationis Domini DCCCXIV, indictione VII, V calend. februarias.

156.Sub hoc conditorio situm est corpus Karoli Magni atque ortodoxi imperatoris, qui regnum Francorum nobiliter ampliavit, et per annos XLVII feliciter rexit. Decessit septuagenarius anno ab incarnationis Domini DCCCXIV, indictione VII, V calend. februarias.

157.Il Traduttore, ingannato dal testo, che dicemenseemenses, laddove, seguendo il Ducange, dir doveamanseemanses, tradusse mensa e mense: ma poi s'accorse, troppo tardi, perchè il foglio era già tirato, che accennavasi almansusdei tempi feudali, che significa podere.

157.Il Traduttore, ingannato dal testo, che dicemenseemenses, laddove, seguendo il Ducange, dir doveamanseemanses, tradusse mensa e mense: ma poi s'accorse, troppo tardi, perchè il foglio era già tirato, che accennavasi almansusdei tempi feudali, che significa podere.


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