PREFAZIONE.
«La forma non èa priori, non è qualcosa che stia da sè e diversa dal contenuto, quasi ornamento o veste, o apparenza o aggiunta di esso: anzi è essa generata dal contenuto, attivo nella mente dell’artista: tal contenuto, tal forma.
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«Ma se il contenuto, bello, importante, è rimasto inoperoso o fiacco o guasto nella mento dell’artista, se non ha avuto sufficiente virtù generativa e si rivela debole o falso o viziato nella forma, a che vale cantarmi le sue lodi?
«In questo caso il contenuto può essere importante in sè stesso: ma come letteratura o come arte non ha valore.
«E per contrario il contenuto può essere immorale o assurdo o falso o frivolo: ma se in certi tempi e in certe circostanze ha operato potentemente nel cervello dell’artista ed è diventato una forma, quel contenuto è immortale.»
De Sanctis.
«L’arte è una serie di forme estetiche l’una men perfetta dell’altra, come quelle che sempre meno adempiono alle assolute condizioni dell’arte; e sono sempre meno naturali e spontanee, meno epiche e fantastiche, sempre più spirituali, liriche, filosofiche e vie più reali; e sì l’intuizione dell’arte è sempre men lieta e bella e vie più trasparente e immediata all’ideale. Ella è sempre una serie regressiva e discendente.»
De Meis.
Il miocredocritico è tutto in queste parole di così grandi maestri.
Milano, 5 Novembre 1879.
L. Capuana.