L'INCENDIO DELLA MINIERA

L'INCENDIO DELLA MINIERALa profonda caverna è a mille metriSotto la terra.Nei pozzi e fra gli scavi, erranti spetri,Vanno per la prigion che li rinserraI minatori.Son cinquecento: han lampade e picconi,Corde e martelli.D'aspre fatiche indomiti campioniSon cinquecento, muscolosi e belliCome guerrieri:Niuno di lor varcò i trent'anni ancora,E spose e figliLi attendon là, dove nel sol s'infiora,Dagli abissi lontano e dai perigli,Il verde eterno.E via scavando con gigante lenaVan dentro il massoÈ la forza plebea che si scatenaContro la fredda maestà del sassoSelvaggiamente:E rode, sventra, abbatte, invola, strazia,Vandalo atroce,Piovra succhiante che mai non si sazia;Ma spian gli abissi l'attimo feroceDe la vendetta;E l'attimo suonò.—Scoppia una lampaRisponde un tuono.La gran corrente delgrisoudivampaCon guizzo orrendo e formidabil suonoTutto è perduto.Per l'âtre forre e le crollanti vôlteFumosa e rossa,Fra gli urli de le vittime stravolte.Qual serpe che si snoda in una fossa,La fiamma sale.*Sale e distrugge; e sotto l'immane vampa edaceLa profonda caverna diventa una fornace.Morti e morenti ammucchiansi; si sfasciano le travi;Son ruggiti di belva giù in fondo ai ciechi scavi,Son castelli di fiamme, son rimbombi di frane,È l'inferno che s'apre su quelle teste umane.Ma soccomber non vogliono i vivi ancora!... avvintoÈ il lor corpo a la vita con delirio d'istinto.E corrono per gli antri, disfatti, scamiciati,Come dèmoni erranti per abissi infocati,Con le bluse a brandelli, con l'orbite schizzanti:S'arrampicano ai muri, convulsi, sanguinanti,Volendo l'aria, l'aria!... la gaiezza del sole,La libertà dei venti, il verde delle aiuole,Dei magnifici azzurri la purezza infinita,Tutto ciò che è respiro, che è vita, vita, vita!...Oh, quella vita schiava trascinata nell'ombra,Trascinata nei pozzi che fumo o polve ingombra,Quella vita inumana, senza raggio nè fiore,Quella vita di cieco, quella vita d'orrore,Essi adesso la vogliono, la vogliono!... E le maniS'aggrappano a le rocce con movimenti insaniLe bocche cercan aria ed ingoiano fumo:La terra nera è fatta di sangue e polve un grumo:Tutto cade e si sfascia, tutto è morte e maceriaDovunque è la terribile follia de la materia:La fiamma scende e sale, e folleggia e gavazza,E sul carnaio infame divampando sghignazza.D'odio omicida è fatta: e stride a le ruineCon rabbia insazïata di vincitrice: fine.*.... Tutto passò.—Domani, a cento a cento,Saran portati al sole, informi e muti,Con tumulti d'angoscia e di spaventoI resti dei caduti:Su le membra staccate e fumigantiImprimeran lo stigma del doloreMille bocche febbrili e singhiozzanti,Mille bocche d'amore.Poi, gettata sui carri a la rinfusa,Fra spiegate bandiere e veli bruni,La turba funeral sarà rinchiusaNe le fosse comuni:Poi, su le fosse, calerà l'oblìo.Splendide rose e pallidi giacintiSorgeran come al bacio d'un IddioDai corpi degli estinti;E steli e spiche di robuste messiD'umani succhi turgide e superbe;E nel verde dei mirti e dei cipressi,Ne l'umidor dell'erbe,Ne l'innocente palpitar dell'ale.Ne l'ampia folla libera e serenaL'onda rifluirà calda e vitaleDe la gioia terrena..... Ma i figliuoli dei morti, oh, triste, inaneGente!... cresciuti a stenti ed a squallori,Diventeranno per un soldo e un paneAnch'essi minatori.E ad uno ad uno scenderan nell'ombra:E forse un giorno, dentro i negri scaviNe la caverna smisurata e ingombra.Al suon di colpi gravi,Inciamperan ne l'ossa d'un parente.Al subito tremor d'intima guerraSi curveran le fronti, e sordamenteCadran le picche a terra..... O razza, o razza conculcata e ignava;Cui nulla giova l'esser bella e forte,Se null'altro sai far che darti schiava.Meglio per te la morte!...Viva l'incendio che bruciando annientaLe tue lacere vesti e la tua fame,Viva l'incendio che all'ignoto avventaLe tue viscere grame;Che, per un'ora almen, su te raccendeLa sterile pietà di chi non soffre,Che fatica e dolor, tutto ti prende,E pace e sonno t'offre!...Viva l'incendio che al felice, assisoDi fronte al sole, urlando va: Ti desta:De' tuoi sogni d'amor lascia il sorriso,Lascia le sale in festa:Scopriti il capo: al suolo, al suol reclinaLe tremanti ginocchia e il volto smorto:Sul lavor, tra le fiamme e la ruina,Il tuo fratello è morto!...[pg!21]

L'INCENDIO DELLA MINIERALa profonda caverna è a mille metriSotto la terra.Nei pozzi e fra gli scavi, erranti spetri,Vanno per la prigion che li rinserraI minatori.Son cinquecento: han lampade e picconi,Corde e martelli.D'aspre fatiche indomiti campioniSon cinquecento, muscolosi e belliCome guerrieri:Niuno di lor varcò i trent'anni ancora,E spose e figliLi attendon là, dove nel sol s'infiora,Dagli abissi lontano e dai perigli,Il verde eterno.E via scavando con gigante lenaVan dentro il massoÈ la forza plebea che si scatenaContro la fredda maestà del sassoSelvaggiamente:E rode, sventra, abbatte, invola, strazia,Vandalo atroce,Piovra succhiante che mai non si sazia;Ma spian gli abissi l'attimo feroceDe la vendetta;E l'attimo suonò.—Scoppia una lampaRisponde un tuono.La gran corrente delgrisoudivampaCon guizzo orrendo e formidabil suonoTutto è perduto.Per l'âtre forre e le crollanti vôlteFumosa e rossa,Fra gli urli de le vittime stravolte.Qual serpe che si snoda in una fossa,La fiamma sale.*Sale e distrugge; e sotto l'immane vampa edaceLa profonda caverna diventa una fornace.Morti e morenti ammucchiansi; si sfasciano le travi;Son ruggiti di belva giù in fondo ai ciechi scavi,Son castelli di fiamme, son rimbombi di frane,È l'inferno che s'apre su quelle teste umane.Ma soccomber non vogliono i vivi ancora!... avvintoÈ il lor corpo a la vita con delirio d'istinto.E corrono per gli antri, disfatti, scamiciati,Come dèmoni erranti per abissi infocati,Con le bluse a brandelli, con l'orbite schizzanti:S'arrampicano ai muri, convulsi, sanguinanti,Volendo l'aria, l'aria!... la gaiezza del sole,La libertà dei venti, il verde delle aiuole,Dei magnifici azzurri la purezza infinita,Tutto ciò che è respiro, che è vita, vita, vita!...Oh, quella vita schiava trascinata nell'ombra,Trascinata nei pozzi che fumo o polve ingombra,Quella vita inumana, senza raggio nè fiore,Quella vita di cieco, quella vita d'orrore,Essi adesso la vogliono, la vogliono!... E le maniS'aggrappano a le rocce con movimenti insaniLe bocche cercan aria ed ingoiano fumo:La terra nera è fatta di sangue e polve un grumo:Tutto cade e si sfascia, tutto è morte e maceriaDovunque è la terribile follia de la materia:La fiamma scende e sale, e folleggia e gavazza,E sul carnaio infame divampando sghignazza.D'odio omicida è fatta: e stride a le ruineCon rabbia insazïata di vincitrice: fine.*.... Tutto passò.—Domani, a cento a cento,Saran portati al sole, informi e muti,Con tumulti d'angoscia e di spaventoI resti dei caduti:Su le membra staccate e fumigantiImprimeran lo stigma del doloreMille bocche febbrili e singhiozzanti,Mille bocche d'amore.Poi, gettata sui carri a la rinfusa,Fra spiegate bandiere e veli bruni,La turba funeral sarà rinchiusaNe le fosse comuni:Poi, su le fosse, calerà l'oblìo.Splendide rose e pallidi giacintiSorgeran come al bacio d'un IddioDai corpi degli estinti;E steli e spiche di robuste messiD'umani succhi turgide e superbe;E nel verde dei mirti e dei cipressi,Ne l'umidor dell'erbe,Ne l'innocente palpitar dell'ale.Ne l'ampia folla libera e serenaL'onda rifluirà calda e vitaleDe la gioia terrena..... Ma i figliuoli dei morti, oh, triste, inaneGente!... cresciuti a stenti ed a squallori,Diventeranno per un soldo e un paneAnch'essi minatori.E ad uno ad uno scenderan nell'ombra:E forse un giorno, dentro i negri scaviNe la caverna smisurata e ingombra.Al suon di colpi gravi,Inciamperan ne l'ossa d'un parente.Al subito tremor d'intima guerraSi curveran le fronti, e sordamenteCadran le picche a terra..... O razza, o razza conculcata e ignava;Cui nulla giova l'esser bella e forte,Se null'altro sai far che darti schiava.Meglio per te la morte!...Viva l'incendio che bruciando annientaLe tue lacere vesti e la tua fame,Viva l'incendio che all'ignoto avventaLe tue viscere grame;Che, per un'ora almen, su te raccendeLa sterile pietà di chi non soffre,Che fatica e dolor, tutto ti prende,E pace e sonno t'offre!...Viva l'incendio che al felice, assisoDi fronte al sole, urlando va: Ti desta:De' tuoi sogni d'amor lascia il sorriso,Lascia le sale in festa:Scopriti il capo: al suolo, al suol reclinaLe tremanti ginocchia e il volto smorto:Sul lavor, tra le fiamme e la ruina,Il tuo fratello è morto!...[pg!21]

La profonda caverna è a mille metriSotto la terra.Nei pozzi e fra gli scavi, erranti spetri,Vanno per la prigion che li rinserraI minatori.Son cinquecento: han lampade e picconi,Corde e martelli.D'aspre fatiche indomiti campioniSon cinquecento, muscolosi e belliCome guerrieri:Niuno di lor varcò i trent'anni ancora,E spose e figliLi attendon là, dove nel sol s'infiora,Dagli abissi lontano e dai perigli,Il verde eterno.E via scavando con gigante lenaVan dentro il massoÈ la forza plebea che si scatenaContro la fredda maestà del sassoSelvaggiamente:E rode, sventra, abbatte, invola, strazia,Vandalo atroce,Piovra succhiante che mai non si sazia;Ma spian gli abissi l'attimo feroceDe la vendetta;E l'attimo suonò.—Scoppia una lampaRisponde un tuono.La gran corrente delgrisoudivampaCon guizzo orrendo e formidabil suonoTutto è perduto.Per l'âtre forre e le crollanti vôlteFumosa e rossa,Fra gli urli de le vittime stravolte.Qual serpe che si snoda in una fossa,La fiamma sale.*Sale e distrugge; e sotto l'immane vampa edaceLa profonda caverna diventa una fornace.Morti e morenti ammucchiansi; si sfasciano le travi;Son ruggiti di belva giù in fondo ai ciechi scavi,Son castelli di fiamme, son rimbombi di frane,È l'inferno che s'apre su quelle teste umane.Ma soccomber non vogliono i vivi ancora!... avvintoÈ il lor corpo a la vita con delirio d'istinto.E corrono per gli antri, disfatti, scamiciati,Come dèmoni erranti per abissi infocati,Con le bluse a brandelli, con l'orbite schizzanti:S'arrampicano ai muri, convulsi, sanguinanti,Volendo l'aria, l'aria!... la gaiezza del sole,La libertà dei venti, il verde delle aiuole,Dei magnifici azzurri la purezza infinita,Tutto ciò che è respiro, che è vita, vita, vita!...Oh, quella vita schiava trascinata nell'ombra,Trascinata nei pozzi che fumo o polve ingombra,Quella vita inumana, senza raggio nè fiore,Quella vita di cieco, quella vita d'orrore,Essi adesso la vogliono, la vogliono!... E le maniS'aggrappano a le rocce con movimenti insaniLe bocche cercan aria ed ingoiano fumo:La terra nera è fatta di sangue e polve un grumo:Tutto cade e si sfascia, tutto è morte e maceriaDovunque è la terribile follia de la materia:La fiamma scende e sale, e folleggia e gavazza,E sul carnaio infame divampando sghignazza.D'odio omicida è fatta: e stride a le ruineCon rabbia insazïata di vincitrice: fine.*.... Tutto passò.—Domani, a cento a cento,Saran portati al sole, informi e muti,Con tumulti d'angoscia e di spaventoI resti dei caduti:Su le membra staccate e fumigantiImprimeran lo stigma del doloreMille bocche febbrili e singhiozzanti,Mille bocche d'amore.Poi, gettata sui carri a la rinfusa,Fra spiegate bandiere e veli bruni,La turba funeral sarà rinchiusaNe le fosse comuni:Poi, su le fosse, calerà l'oblìo.Splendide rose e pallidi giacintiSorgeran come al bacio d'un IddioDai corpi degli estinti;E steli e spiche di robuste messiD'umani succhi turgide e superbe;E nel verde dei mirti e dei cipressi,Ne l'umidor dell'erbe,Ne l'innocente palpitar dell'ale.Ne l'ampia folla libera e serenaL'onda rifluirà calda e vitaleDe la gioia terrena..... Ma i figliuoli dei morti, oh, triste, inaneGente!... cresciuti a stenti ed a squallori,Diventeranno per un soldo e un paneAnch'essi minatori.E ad uno ad uno scenderan nell'ombra:E forse un giorno, dentro i negri scaviNe la caverna smisurata e ingombra.Al suon di colpi gravi,Inciamperan ne l'ossa d'un parente.Al subito tremor d'intima guerraSi curveran le fronti, e sordamenteCadran le picche a terra..... O razza, o razza conculcata e ignava;Cui nulla giova l'esser bella e forte,Se null'altro sai far che darti schiava.Meglio per te la morte!...Viva l'incendio che bruciando annientaLe tue lacere vesti e la tua fame,Viva l'incendio che all'ignoto avventaLe tue viscere grame;Che, per un'ora almen, su te raccendeLa sterile pietà di chi non soffre,Che fatica e dolor, tutto ti prende,E pace e sonno t'offre!...Viva l'incendio che al felice, assisoDi fronte al sole, urlando va: Ti desta:De' tuoi sogni d'amor lascia il sorriso,Lascia le sale in festa:Scopriti il capo: al suolo, al suol reclinaLe tremanti ginocchia e il volto smorto:Sul lavor, tra le fiamme e la ruina,Il tuo fratello è morto!...

La profonda caverna è a mille metriSotto la terra.Nei pozzi e fra gli scavi, erranti spetri,Vanno per la prigion che li rinserraI minatori.Son cinquecento: han lampade e picconi,Corde e martelli.D'aspre fatiche indomiti campioniSon cinquecento, muscolosi e belliCome guerrieri:Niuno di lor varcò i trent'anni ancora,E spose e figliLi attendon là, dove nel sol s'infiora,Dagli abissi lontano e dai perigli,Il verde eterno.E via scavando con gigante lenaVan dentro il massoÈ la forza plebea che si scatenaContro la fredda maestà del sassoSelvaggiamente:E rode, sventra, abbatte, invola, strazia,Vandalo atroce,Piovra succhiante che mai non si sazia;Ma spian gli abissi l'attimo feroceDe la vendetta;E l'attimo suonò.—Scoppia una lampaRisponde un tuono.La gran corrente delgrisoudivampaCon guizzo orrendo e formidabil suonoTutto è perduto.Per l'âtre forre e le crollanti vôlteFumosa e rossa,Fra gli urli de le vittime stravolte.Qual serpe che si snoda in una fossa,La fiamma sale.

La profonda caverna è a mille metri

Sotto la terra.

Sotto la terra.

Nei pozzi e fra gli scavi, erranti spetri,

Vanno per la prigion che li rinserra

I minatori.

I minatori.

Son cinquecento: han lampade e picconi,

Corde e martelli.

Corde e martelli.

D'aspre fatiche indomiti campioni

Son cinquecento, muscolosi e belli

Come guerrieri:

Come guerrieri:

Niuno di lor varcò i trent'anni ancora,

E spose e figli

E spose e figli

Li attendon là, dove nel sol s'infiora,

Dagli abissi lontano e dai perigli,

Il verde eterno.

Il verde eterno.

E via scavando con gigante lena

Van dentro il masso

Van dentro il masso

È la forza plebea che si scatena

Contro la fredda maestà del sasso

Selvaggiamente:

Selvaggiamente:

E rode, sventra, abbatte, invola, strazia,

Vandalo atroce,

Vandalo atroce,

Piovra succhiante che mai non si sazia;

Ma spian gli abissi l'attimo feroce

De la vendetta;

De la vendetta;

E l'attimo suonò.—Scoppia una lampa

Risponde un tuono.

Risponde un tuono.

La gran corrente delgrisoudivampa

Con guizzo orrendo e formidabil suono

Tutto è perduto.

Tutto è perduto.

Per l'âtre forre e le crollanti vôlte

Fumosa e rossa,

Fumosa e rossa,

Fra gli urli de le vittime stravolte.

Qual serpe che si snoda in una fossa,

La fiamma sale.

La fiamma sale.

*

Sale e distrugge; e sotto l'immane vampa edaceLa profonda caverna diventa una fornace.Morti e morenti ammucchiansi; si sfasciano le travi;Son ruggiti di belva giù in fondo ai ciechi scavi,Son castelli di fiamme, son rimbombi di frane,È l'inferno che s'apre su quelle teste umane.Ma soccomber non vogliono i vivi ancora!... avvintoÈ il lor corpo a la vita con delirio d'istinto.E corrono per gli antri, disfatti, scamiciati,Come dèmoni erranti per abissi infocati,Con le bluse a brandelli, con l'orbite schizzanti:S'arrampicano ai muri, convulsi, sanguinanti,Volendo l'aria, l'aria!... la gaiezza del sole,La libertà dei venti, il verde delle aiuole,Dei magnifici azzurri la purezza infinita,Tutto ciò che è respiro, che è vita, vita, vita!...Oh, quella vita schiava trascinata nell'ombra,Trascinata nei pozzi che fumo o polve ingombra,Quella vita inumana, senza raggio nè fiore,Quella vita di cieco, quella vita d'orrore,Essi adesso la vogliono, la vogliono!... E le maniS'aggrappano a le rocce con movimenti insaniLe bocche cercan aria ed ingoiano fumo:La terra nera è fatta di sangue e polve un grumo:Tutto cade e si sfascia, tutto è morte e maceriaDovunque è la terribile follia de la materia:La fiamma scende e sale, e folleggia e gavazza,E sul carnaio infame divampando sghignazza.D'odio omicida è fatta: e stride a le ruineCon rabbia insazïata di vincitrice: fine.

Sale e distrugge; e sotto l'immane vampa edace

La profonda caverna diventa una fornace.

Morti e morenti ammucchiansi; si sfasciano le travi;

Son ruggiti di belva giù in fondo ai ciechi scavi,

Son castelli di fiamme, son rimbombi di frane,

È l'inferno che s'apre su quelle teste umane.

Ma soccomber non vogliono i vivi ancora!... avvinto

È il lor corpo a la vita con delirio d'istinto.

E corrono per gli antri, disfatti, scamiciati,

Come dèmoni erranti per abissi infocati,

Con le bluse a brandelli, con l'orbite schizzanti:

S'arrampicano ai muri, convulsi, sanguinanti,

Volendo l'aria, l'aria!... la gaiezza del sole,

La libertà dei venti, il verde delle aiuole,

Dei magnifici azzurri la purezza infinita,

Tutto ciò che è respiro, che è vita, vita, vita!...

Oh, quella vita schiava trascinata nell'ombra,

Trascinata nei pozzi che fumo o polve ingombra,

Quella vita inumana, senza raggio nè fiore,

Quella vita di cieco, quella vita d'orrore,

Essi adesso la vogliono, la vogliono!... E le mani

S'aggrappano a le rocce con movimenti insani

Le bocche cercan aria ed ingoiano fumo:

La terra nera è fatta di sangue e polve un grumo:

Tutto cade e si sfascia, tutto è morte e maceria

Dovunque è la terribile follia de la materia:

La fiamma scende e sale, e folleggia e gavazza,

E sul carnaio infame divampando sghignazza.

D'odio omicida è fatta: e stride a le ruine

Con rabbia insazïata di vincitrice: fine.

*

.... Tutto passò.—Domani, a cento a cento,Saran portati al sole, informi e muti,Con tumulti d'angoscia e di spaventoI resti dei caduti:Su le membra staccate e fumigantiImprimeran lo stigma del doloreMille bocche febbrili e singhiozzanti,Mille bocche d'amore.Poi, gettata sui carri a la rinfusa,Fra spiegate bandiere e veli bruni,La turba funeral sarà rinchiusaNe le fosse comuni:Poi, su le fosse, calerà l'oblìo.Splendide rose e pallidi giacintiSorgeran come al bacio d'un IddioDai corpi degli estinti;E steli e spiche di robuste messiD'umani succhi turgide e superbe;E nel verde dei mirti e dei cipressi,Ne l'umidor dell'erbe,Ne l'innocente palpitar dell'ale.Ne l'ampia folla libera e serenaL'onda rifluirà calda e vitaleDe la gioia terrena..... Ma i figliuoli dei morti, oh, triste, inaneGente!... cresciuti a stenti ed a squallori,Diventeranno per un soldo e un paneAnch'essi minatori.E ad uno ad uno scenderan nell'ombra:E forse un giorno, dentro i negri scaviNe la caverna smisurata e ingombra.Al suon di colpi gravi,Inciamperan ne l'ossa d'un parente.Al subito tremor d'intima guerraSi curveran le fronti, e sordamenteCadran le picche a terra..... O razza, o razza conculcata e ignava;Cui nulla giova l'esser bella e forte,Se null'altro sai far che darti schiava.Meglio per te la morte!...Viva l'incendio che bruciando annientaLe tue lacere vesti e la tua fame,Viva l'incendio che all'ignoto avventaLe tue viscere grame;Che, per un'ora almen, su te raccendeLa sterile pietà di chi non soffre,Che fatica e dolor, tutto ti prende,E pace e sonno t'offre!...Viva l'incendio che al felice, assisoDi fronte al sole, urlando va: Ti desta:De' tuoi sogni d'amor lascia il sorriso,Lascia le sale in festa:Scopriti il capo: al suolo, al suol reclinaLe tremanti ginocchia e il volto smorto:Sul lavor, tra le fiamme e la ruina,Il tuo fratello è morto!...

.... Tutto passò.—Domani, a cento a cento,

Saran portati al sole, informi e muti,

Con tumulti d'angoscia e di spavento

I resti dei caduti:

I resti dei caduti:

Su le membra staccate e fumiganti

Imprimeran lo stigma del dolore

Mille bocche febbrili e singhiozzanti,

Mille bocche d'amore.

Mille bocche d'amore.

Poi, gettata sui carri a la rinfusa,

Fra spiegate bandiere e veli bruni,

La turba funeral sarà rinchiusa

Ne le fosse comuni:

Ne le fosse comuni:

Poi, su le fosse, calerà l'oblìo.

Splendide rose e pallidi giacinti

Sorgeran come al bacio d'un Iddio

Dai corpi degli estinti;

Dai corpi degli estinti;

E steli e spiche di robuste messi

D'umani succhi turgide e superbe;

E nel verde dei mirti e dei cipressi,

Ne l'umidor dell'erbe,

Ne l'umidor dell'erbe,

Ne l'innocente palpitar dell'ale.

Ne l'ampia folla libera e serena

L'onda rifluirà calda e vitale

De la gioia terrena.

De la gioia terrena.

.... Ma i figliuoli dei morti, oh, triste, inane

Gente!... cresciuti a stenti ed a squallori,

Diventeranno per un soldo e un pane

Anch'essi minatori.

Anch'essi minatori.

E ad uno ad uno scenderan nell'ombra:

E forse un giorno, dentro i negri scavi

Ne la caverna smisurata e ingombra.

Al suon di colpi gravi,

Al suon di colpi gravi,

Inciamperan ne l'ossa d'un parente.

Al subito tremor d'intima guerra

Si curveran le fronti, e sordamente

Cadran le picche a terra.

Cadran le picche a terra.

.... O razza, o razza conculcata e ignava;

Cui nulla giova l'esser bella e forte,

Se null'altro sai far che darti schiava.

Meglio per te la morte!...

Meglio per te la morte!...

Viva l'incendio che bruciando annienta

Le tue lacere vesti e la tua fame,

Viva l'incendio che all'ignoto avventa

Le tue viscere grame;

Le tue viscere grame;

Che, per un'ora almen, su te raccende

La sterile pietà di chi non soffre,

Che fatica e dolor, tutto ti prende,

E pace e sonno t'offre!...

E pace e sonno t'offre!...

Viva l'incendio che al felice, assiso

Di fronte al sole, urlando va: Ti desta:

De' tuoi sogni d'amor lascia il sorriso,

Lascia le sale in festa:

Lascia le sale in festa:

Scopriti il capo: al suolo, al suol reclina

Le tremanti ginocchia e il volto smorto:

Sul lavor, tra le fiamme e la ruina,

Il tuo fratello è morto!...

Il tuo fratello è morto!...

[pg!21]


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