L'ORACala qual nembo sul mio cor di vergineL'ora sacrata de la passïone:È notte e ne la tenebraCova un incanto di perdizione:È notte e tu non sai,Tu che dormi da me così lontano,Ch'io, bianca in volto e con le mani in croce,Chiedo il tuo bacio in vano.Mai più, mai più ne' miei grand'occhi il raggioDi questa prorompente giovinezzaSorriderà sì fulgido,E le mie labbra avran questa dolcezza:Mai più l'acceso spirtoA te verrà con vïolento grido,Come augel che trillando ai boschi, ai cieli,Ebbro si slancia al nido.Il desiderio mio ne l'ombre tacite,Rogo e martirio, lampeggiando avvampa:Ma l'ora passa—e spegnesi,A poco a poco, la solinga vampa.L'alba, triste nei veli,In un pallore di sudario spunta:Perduta è l'ora de la nostra ebbrezza:Essa morì consunta.[pg!131]
L'ORACala qual nembo sul mio cor di vergineL'ora sacrata de la passïone:È notte e ne la tenebraCova un incanto di perdizione:È notte e tu non sai,Tu che dormi da me così lontano,Ch'io, bianca in volto e con le mani in croce,Chiedo il tuo bacio in vano.Mai più, mai più ne' miei grand'occhi il raggioDi questa prorompente giovinezzaSorriderà sì fulgido,E le mie labbra avran questa dolcezza:Mai più l'acceso spirtoA te verrà con vïolento grido,Come augel che trillando ai boschi, ai cieli,Ebbro si slancia al nido.Il desiderio mio ne l'ombre tacite,Rogo e martirio, lampeggiando avvampa:Ma l'ora passa—e spegnesi,A poco a poco, la solinga vampa.L'alba, triste nei veli,In un pallore di sudario spunta:Perduta è l'ora de la nostra ebbrezza:Essa morì consunta.[pg!131]
Cala qual nembo sul mio cor di vergineL'ora sacrata de la passïone:È notte e ne la tenebraCova un incanto di perdizione:È notte e tu non sai,Tu che dormi da me così lontano,Ch'io, bianca in volto e con le mani in croce,Chiedo il tuo bacio in vano.Mai più, mai più ne' miei grand'occhi il raggioDi questa prorompente giovinezzaSorriderà sì fulgido,E le mie labbra avran questa dolcezza:Mai più l'acceso spirtoA te verrà con vïolento grido,Come augel che trillando ai boschi, ai cieli,Ebbro si slancia al nido.Il desiderio mio ne l'ombre tacite,Rogo e martirio, lampeggiando avvampa:Ma l'ora passa—e spegnesi,A poco a poco, la solinga vampa.L'alba, triste nei veli,In un pallore di sudario spunta:Perduta è l'ora de la nostra ebbrezza:Essa morì consunta.
Cala qual nembo sul mio cor di vergineL'ora sacrata de la passïone:È notte e ne la tenebraCova un incanto di perdizione:È notte e tu non sai,Tu che dormi da me così lontano,Ch'io, bianca in volto e con le mani in croce,Chiedo il tuo bacio in vano.Mai più, mai più ne' miei grand'occhi il raggioDi questa prorompente giovinezzaSorriderà sì fulgido,E le mie labbra avran questa dolcezza:Mai più l'acceso spirtoA te verrà con vïolento grido,Come augel che trillando ai boschi, ai cieli,Ebbro si slancia al nido.Il desiderio mio ne l'ombre tacite,Rogo e martirio, lampeggiando avvampa:Ma l'ora passa—e spegnesi,A poco a poco, la solinga vampa.L'alba, triste nei veli,In un pallore di sudario spunta:Perduta è l'ora de la nostra ebbrezza:Essa morì consunta.
Cala qual nembo sul mio cor di vergine
L'ora sacrata de la passïone:
È notte e ne la tenebra
Cova un incanto di perdizione:
È notte e tu non sai,
Tu che dormi da me così lontano,
Ch'io, bianca in volto e con le mani in croce,
Chiedo il tuo bacio in vano.
Mai più, mai più ne' miei grand'occhi il raggio
Di questa prorompente giovinezza
Sorriderà sì fulgido,
E le mie labbra avran questa dolcezza:
Mai più l'acceso spirto
A te verrà con vïolento grido,
Come augel che trillando ai boschi, ai cieli,
Ebbro si slancia al nido.
Il desiderio mio ne l'ombre tacite,
Rogo e martirio, lampeggiando avvampa:
Ma l'ora passa—e spegnesi,
A poco a poco, la solinga vampa.
L'alba, triste nei veli,
In un pallore di sudario spunta:
Perduta è l'ora de la nostra ebbrezza:
Essa morì consunta.
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