RISVEGLIOTalor m'avvolge il cerebro profondoNebbia pesante, accidïosa oscura.Come vinta da sonno o da pauraL'anima tace de l'abisso in fondo.Nulla vive: non palpito, non grido,Non sogno o lotta.—Triste e indifferenteIo mi smarrisco tra la folta gente,E vo' come l'augel che non ha nido.E vo' senza battaglia e senza gloria,E più non mi sorride il Dio d'un giorno:Dentro è gelo e infinita ombra dintorno,E sopita dei cieli è la memoria.Ad un tratto, da l'imo, in un minutoDi risveglio, di gioia o di pazzia,S'agita e vibra ne l'essenza miaUn'altra anima, un'altra.... e tosto il mutoCerebro scoppia in magiche parole,Germinando qual zolla a primavera,Alto assurgendo, da la notte nera,A la divina maestà del Sole;E mentre la raggiante visïoneSfolgora a me dal nudo del sereno,Mi scote e m'apre trionfando il senoIl ruggito selvaggio del leone.[pg!103]
RISVEGLIOTalor m'avvolge il cerebro profondoNebbia pesante, accidïosa oscura.Come vinta da sonno o da pauraL'anima tace de l'abisso in fondo.Nulla vive: non palpito, non grido,Non sogno o lotta.—Triste e indifferenteIo mi smarrisco tra la folta gente,E vo' come l'augel che non ha nido.E vo' senza battaglia e senza gloria,E più non mi sorride il Dio d'un giorno:Dentro è gelo e infinita ombra dintorno,E sopita dei cieli è la memoria.Ad un tratto, da l'imo, in un minutoDi risveglio, di gioia o di pazzia,S'agita e vibra ne l'essenza miaUn'altra anima, un'altra.... e tosto il mutoCerebro scoppia in magiche parole,Germinando qual zolla a primavera,Alto assurgendo, da la notte nera,A la divina maestà del Sole;E mentre la raggiante visïoneSfolgora a me dal nudo del sereno,Mi scote e m'apre trionfando il senoIl ruggito selvaggio del leone.[pg!103]
Talor m'avvolge il cerebro profondoNebbia pesante, accidïosa oscura.Come vinta da sonno o da pauraL'anima tace de l'abisso in fondo.Nulla vive: non palpito, non grido,Non sogno o lotta.—Triste e indifferenteIo mi smarrisco tra la folta gente,E vo' come l'augel che non ha nido.E vo' senza battaglia e senza gloria,E più non mi sorride il Dio d'un giorno:Dentro è gelo e infinita ombra dintorno,E sopita dei cieli è la memoria.Ad un tratto, da l'imo, in un minutoDi risveglio, di gioia o di pazzia,S'agita e vibra ne l'essenza miaUn'altra anima, un'altra.... e tosto il mutoCerebro scoppia in magiche parole,Germinando qual zolla a primavera,Alto assurgendo, da la notte nera,A la divina maestà del Sole;E mentre la raggiante visïoneSfolgora a me dal nudo del sereno,Mi scote e m'apre trionfando il senoIl ruggito selvaggio del leone.
Talor m'avvolge il cerebro profondoNebbia pesante, accidïosa oscura.Come vinta da sonno o da pauraL'anima tace de l'abisso in fondo.Nulla vive: non palpito, non grido,Non sogno o lotta.—Triste e indifferenteIo mi smarrisco tra la folta gente,E vo' come l'augel che non ha nido.E vo' senza battaglia e senza gloria,E più non mi sorride il Dio d'un giorno:Dentro è gelo e infinita ombra dintorno,E sopita dei cieli è la memoria.Ad un tratto, da l'imo, in un minutoDi risveglio, di gioia o di pazzia,S'agita e vibra ne l'essenza miaUn'altra anima, un'altra.... e tosto il mutoCerebro scoppia in magiche parole,Germinando qual zolla a primavera,Alto assurgendo, da la notte nera,A la divina maestà del Sole;E mentre la raggiante visïoneSfolgora a me dal nudo del sereno,Mi scote e m'apre trionfando il senoIl ruggito selvaggio del leone.
Talor m'avvolge il cerebro profondo
Nebbia pesante, accidïosa oscura.
Come vinta da sonno o da paura
L'anima tace de l'abisso in fondo.
Nulla vive: non palpito, non grido,
Non sogno o lotta.—Triste e indifferente
Io mi smarrisco tra la folta gente,
E vo' come l'augel che non ha nido.
E vo' senza battaglia e senza gloria,
E più non mi sorride il Dio d'un giorno:
Dentro è gelo e infinita ombra dintorno,
E sopita dei cieli è la memoria.
Ad un tratto, da l'imo, in un minuto
Di risveglio, di gioia o di pazzia,
S'agita e vibra ne l'essenza mia
Un'altra anima, un'altra.... e tosto il muto
Cerebro scoppia in magiche parole,
Germinando qual zolla a primavera,
Alto assurgendo, da la notte nera,
A la divina maestà del Sole;
E mentre la raggiante visïone
Sfolgora a me dal nudo del sereno,
Mi scote e m'apre trionfando il seno
Il ruggito selvaggio del leone.
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