TI VIDI IN SOGNOIn sogno ti vidi.—La plagaOv'io t'incontrai m'era ignota:Gravavan su l'aria silente ed immotaLe nubi d'un rosso di piaga.Un'ansia mortale, un mortaleDolore pei cieli passava.Un'eco di squilla lontana oscillava,Qual fioco lamento spettrale.A me tu venivi.—VoleaIo moverti incontro, ma invano:Un peso insoffribile, un incubo stranoAvvincermi al suolo parea.E dirti io voleva: TornatoQui presso il mio cor, finalmente,Sei tu dal solingo vïaggio dolente?...—Ma il labbro rimase serrato.Tu m'eri lontano e vicinoA un tempo.—Te quasi toccavo;E pure, stendendo le braccia, tremavoDi stringere un'ombra.—Il divino,Dolcissimo sogno nudritoTant'anni, tant'anni nel core,Svaniva in un senso di vago terrore,Svania ne l'affanno infinito.E tu di baciarmi tentasti;Ma sopra la squallida plagaLe nubi d'un rosso di labbro e di piagaS'avvolsero in nembi nefasti:Parea che un divieto solennePartisse dai campi infecondi,Da l'algida angoscia dei cieli e dei mondi....E il bacio, il tuo bacio, ah!...—non venne.—[pg!139]
TI VIDI IN SOGNOIn sogno ti vidi.—La plagaOv'io t'incontrai m'era ignota:Gravavan su l'aria silente ed immotaLe nubi d'un rosso di piaga.Un'ansia mortale, un mortaleDolore pei cieli passava.Un'eco di squilla lontana oscillava,Qual fioco lamento spettrale.A me tu venivi.—VoleaIo moverti incontro, ma invano:Un peso insoffribile, un incubo stranoAvvincermi al suolo parea.E dirti io voleva: TornatoQui presso il mio cor, finalmente,Sei tu dal solingo vïaggio dolente?...—Ma il labbro rimase serrato.Tu m'eri lontano e vicinoA un tempo.—Te quasi toccavo;E pure, stendendo le braccia, tremavoDi stringere un'ombra.—Il divino,Dolcissimo sogno nudritoTant'anni, tant'anni nel core,Svaniva in un senso di vago terrore,Svania ne l'affanno infinito.E tu di baciarmi tentasti;Ma sopra la squallida plagaLe nubi d'un rosso di labbro e di piagaS'avvolsero in nembi nefasti:Parea che un divieto solennePartisse dai campi infecondi,Da l'algida angoscia dei cieli e dei mondi....E il bacio, il tuo bacio, ah!...—non venne.—[pg!139]
In sogno ti vidi.—La plagaOv'io t'incontrai m'era ignota:Gravavan su l'aria silente ed immotaLe nubi d'un rosso di piaga.Un'ansia mortale, un mortaleDolore pei cieli passava.Un'eco di squilla lontana oscillava,Qual fioco lamento spettrale.A me tu venivi.—VoleaIo moverti incontro, ma invano:Un peso insoffribile, un incubo stranoAvvincermi al suolo parea.E dirti io voleva: TornatoQui presso il mio cor, finalmente,Sei tu dal solingo vïaggio dolente?...—Ma il labbro rimase serrato.Tu m'eri lontano e vicinoA un tempo.—Te quasi toccavo;E pure, stendendo le braccia, tremavoDi stringere un'ombra.—Il divino,Dolcissimo sogno nudritoTant'anni, tant'anni nel core,Svaniva in un senso di vago terrore,Svania ne l'affanno infinito.E tu di baciarmi tentasti;Ma sopra la squallida plagaLe nubi d'un rosso di labbro e di piagaS'avvolsero in nembi nefasti:Parea che un divieto solennePartisse dai campi infecondi,Da l'algida angoscia dei cieli e dei mondi....E il bacio, il tuo bacio, ah!...—non venne.—
In sogno ti vidi.—La plagaOv'io t'incontrai m'era ignota:Gravavan su l'aria silente ed immotaLe nubi d'un rosso di piaga.Un'ansia mortale, un mortaleDolore pei cieli passava.Un'eco di squilla lontana oscillava,Qual fioco lamento spettrale.A me tu venivi.—VoleaIo moverti incontro, ma invano:Un peso insoffribile, un incubo stranoAvvincermi al suolo parea.E dirti io voleva: TornatoQui presso il mio cor, finalmente,Sei tu dal solingo vïaggio dolente?...—Ma il labbro rimase serrato.Tu m'eri lontano e vicinoA un tempo.—Te quasi toccavo;E pure, stendendo le braccia, tremavoDi stringere un'ombra.—Il divino,
In sogno ti vidi.—La plaga
Ov'io t'incontrai m'era ignota:
Gravavan su l'aria silente ed immota
Le nubi d'un rosso di piaga.
Un'ansia mortale, un mortale
Dolore pei cieli passava.
Un'eco di squilla lontana oscillava,
Qual fioco lamento spettrale.
A me tu venivi.—Volea
Io moverti incontro, ma invano:
Un peso insoffribile, un incubo strano
Avvincermi al suolo parea.
E dirti io voleva: Tornato
Qui presso il mio cor, finalmente,
Sei tu dal solingo vïaggio dolente?...—
Ma il labbro rimase serrato.
Tu m'eri lontano e vicino
A un tempo.—Te quasi toccavo;
E pure, stendendo le braccia, tremavo
Di stringere un'ombra.—Il divino,
Dolcissimo sogno nudritoTant'anni, tant'anni nel core,Svaniva in un senso di vago terrore,Svania ne l'affanno infinito.E tu di baciarmi tentasti;Ma sopra la squallida plagaLe nubi d'un rosso di labbro e di piagaS'avvolsero in nembi nefasti:Parea che un divieto solennePartisse dai campi infecondi,Da l'algida angoscia dei cieli e dei mondi....E il bacio, il tuo bacio, ah!...—non venne.—
Dolcissimo sogno nudrito
Tant'anni, tant'anni nel core,
Svaniva in un senso di vago terrore,
Svania ne l'affanno infinito.
E tu di baciarmi tentasti;
Ma sopra la squallida plaga
Le nubi d'un rosso di labbro e di piaga
S'avvolsero in nembi nefasti:
Parea che un divieto solenne
Partisse dai campi infecondi,
Da l'algida angoscia dei cieli e dei mondi....
E il bacio, il tuo bacio, ah!...—non venne.—
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