EIUDUCO MORIBONDO.

EIUDUCO MORIBONDO.CANTO SLAVO.A me, antica aquila bianca... a me... io sono Gabriello Zapol, che ti ha nudrito sovente con la carne dei Panduri miei nemici. Io sono ferito; — mi sento morire, ma prima di dare ai tuoi aquilotti il mio cuore, il mio gran cuore, rendimi, ti prego, un buono ufficio. Prendi nei tuoi artigli il mio zaino vuoto e portalo a Giorgio mio fratello perchè mi vendichi. Nel mio zaino erano dodici cartocci, e tu vedi là dodici Panduri distesi morti intorno a me; ma ne vennero tredici, e il tredicesimo, il codardo Botzai, mi percosse alle spalle. Prendi, antica aquila bianca, nei tuoi artigli questo lino ricamato, e portalo alla bella Kava perchè mi pianga. — E l'aquila portò lo zaino vuoto al fratello Giorgio, e lo rinvenne ebbro di acqua arzente; e portò il lino ricamato alla bella Kava, e la incontrò che andava a nozze con Botzai.

CANTO SLAVO.

A me, antica aquila bianca... a me... io sono Gabriello Zapol, che ti ha nudrito sovente con la carne dei Panduri miei nemici. Io sono ferito; — mi sento morire, ma prima di dare ai tuoi aquilotti il mio cuore, il mio gran cuore, rendimi, ti prego, un buono ufficio. Prendi nei tuoi artigli il mio zaino vuoto e portalo a Giorgio mio fratello perchè mi vendichi. Nel mio zaino erano dodici cartocci, e tu vedi là dodici Panduri distesi morti intorno a me; ma ne vennero tredici, e il tredicesimo, il codardo Botzai, mi percosse alle spalle. Prendi, antica aquila bianca, nei tuoi artigli questo lino ricamato, e portalo alla bella Kava perchè mi pianga. — E l'aquila portò lo zaino vuoto al fratello Giorgio, e lo rinvenne ebbro di acqua arzente; e portò il lino ricamato alla bella Kava, e la incontrò che andava a nozze con Botzai.


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