Cercai già di mettere in evidenza l'eccezionale importanza diNumeri e SognidiBruno Sperani, come fisiologia della vita dei nostri giorni fra i pittori Lombardi e come studio sociale contro le menzogne ed i pregiudizi, tuttora dominanti nelle famiglie borghesi. La lettura degli ultimi suoi capitoli mi ha rivelato un profondo sentimento di tolleranza, anzi di pietà, verso le debolezze, le contraddizioni, le colpe umane. Bisognerebbe esser miopi d'intelligenza, o senza cuore per non comprendere la confortante conclusione diNumeri e Sogni. Con essa si eleva la Sperani ai vasti e generosi ideali altruistici del Tolstoï. Aiutare i sofferenti e perdonare gli errori di quelli, che inconsciamente fanno soffrire.
(DalSole).Cameroni.
Numeri e Sogni—un romanzo senza alcun dubbio vigoroso ed audace; e, nella terza parte specialmente, virilmente efficace.
(DallaGazzetta Letterariadi Torino).Depanis.
Se esaminiamo la produzione letteraria italiana di quest'anno, dovremo ad ogni costo riconoscere che i due migliori romanzi sono di due donne, sono cioè:Teresadi Neera eNumeri e Sognidella Sperani.
(DalPiccolo di Napoli).Vittorio Pica.
Invece d'inforcare le lenti dell'anatomico e stancare la nostra pazienza a furia di verbali l'autrice stimò meglio cogliere il lato caratteristico dei fatti umani, lasciando che questi parlassero da soli. In luogo di seguire le orme de' pseudo-naturalisti francesi, preferì attenersi al metodo de'grands maîtresdel romanzo russo e inglese, che consiste appunto nel cercare e ottenere grandi effetti con la massima sobrietà di mezzi.
Questa tendenza che io aveva già notata inNell'Ingranaggio, spicca ancor più chiara nell'ultimo romanzo della scrittrice dalmata.
Tutto sommato un libro vigoroso, attraente, e, fra le odierne produzioni del genere, senza dubbio un librohors ligne.
(Dall'Indipendentedi Trieste).Marco Zar.
In tutto il romanzo di questo spostato Malpieri, il tipo è sviscerato con molto acume e vigore. Una tinta bigia di amarezza predomina in tutto il libro e da essa, a stento, si salva qualche tipo gaio, come quel povero bambino di Amilcare. L'impressione generale è profonda e ci fa sempre più convincere che la Sperani à una forza ed un'audacia nella concezione artistica e nello svolgimento del suo concetto che pochi scrittori posseggono. Io per parte mia, auguro alla nostra letteratura molti romanzicosì fortemente pensati e trattati come questoAvvocato Malpieridella valorosa signora Sperani.
Onorato Fava.
Nell'Avvocato Malpierinon è un politicante che critica, è un psicologico, un filosofo che giudica, che non condanna od applaude alle azioni per sè stesse, ma ne ricerca l'intime cause e colla analisi morale giunge perfino a spiegare la vigliaccheria e a farla compatire, mentre fa biasimare quel coraggio che desta l'ammirazione del volgo.
(DallaCronaca Rossa).
In tutto e per tutto, anche quest'ultimo romanzo diBruno Speraniè tolto dalla vita contemporanea. L'azione s'agita intorno ad un giornalista di parte radicale, transfuga fra i conservatori, per sete di vivere largamente, per ambizione, per disgusto della democrazia retorica. Si illude che la felicità consista nei godimenti della vita materiale e nel vendicarsi dell'amore respinto e del rivale fortunato. Sfida cinicamente gli ex correligionari politici, che coprono di fango il suo disonore. Diviene passo a passo un mercenario della penna e finisce col vergognarsi della propria infamia, confrontando la prostituzione dell'opera sua alla fierezza della donna amata, che col lavoro libero aveva redenta la propria coscienza. La psicologia di questi due esseri e le tempeste nel loro cranio fanno dell'Avvocato Malpieriun'opera di valore eccezionale.
(DalSole).F. Cameroni.
«La mancanza di generosità e di ideale distrugge la vita di certi esseri come la mancanza di cibo, o la rende intollerabile, come la mancanza d'amore...»
È questo il concetto del romanzo diBruno Sperani. Malgrado l'apparente scetticismo, l'autrice ha un alto ideale di nobiltà, di libertà, di giustizia, che nelle ultime pagine del libro ottiene la sua rivincita e consola delle miserie, delle doppiezze, delle vergogne rappresentate nelle parti precedenti.
Come metodo d'arte, la scrittrice si serve di preferenza dell'analisi e della narrazione; se questa riesce necessariamente poco animata, l'altra è molto penetrante; quantunque, in qualche punto, non vada esente da artificiosità.
Le figure che spiccano al primo piano, in piena luce, sono quelle dell'avvocato Malpieri e della Giuseppina; le altre sono tutte episodiche, ma non per questo meno efficacemente ritratte. L'ambiente giornalistico, i maneggi politici, la vita pubblica d'un grande centro sono riprodotte dal vero con grande maestria.
Tutto sommato, tenendo nel dovuto conto certe ineguaglianze di stile e di condotta, e il convenzionalismo di qualche passaggio, il romanzo di Bruno Sperani ha un valore notevole, si legge con piacere e fa pensare. Scritto in francese, a quest'ora conterebbe una mezza dozzina di edizioni e sarebbe riprodotto nelle appendici di tre o quattro giornali[1].
Federico de Roberto.
[1]Ora il romanzo è stato tradotto in francese, e fu pubblicato nelProgrèsduNorddi Lille, presto uscirà in volume; il traduttore è M.r J. B. Cotteaux.
[1]Ora il romanzo è stato tradotto in francese, e fu pubblicato nelProgrèsduNorddi Lille, presto uscirà in volume; il traduttore è M.r J. B. Cotteaux.
Comincia con un comizio nel teatro Castelli di Milano, sul suffragio universale, scena riprodotta stupendamente.
In tutto il lavoro le quistioni sociali e politiche, trattate con una sicurezza ed un'esperienza che pare impossibile possa avere acquistato una donna—poichè già voi sapete, che sotto il robusto nome diBruno Sperani, si nasconde una figura muliebre—sono in tutto il racconto così bene incatenate e collegate con la vita giornaliera dei personaggi, che l'aridità dell'argomento sparisce e la lettura del libro è sempre piacevole e interessante.
Nel leggerlo mi è accaduto spesso una cosa curiosa. Alternativamente con questo leggevo—Il mistero del poeta—di Antonio Fogazzaro, già pubblicato nellaNuova Antologia, e di sovente mi veniva fatto di confondere gli autori per modo di credere—Il mistero del poeta—racconto idealista, tutto sfumature di sentimenti, lavoro di una delicatissima intelligenza femminile; e—l'Avvocato Malpieri—frutto di lungo e serio studio di costumi, di un forte ingegno maschile.
Come in tutti i romanzi moderni, anche in questo manca o quasi sfugge ilfatto, l'intreccio, come si diceva una volta: nessuna scena asensazione, nessunaficelle, tutto si svolge naturalmente e logicamente.
(DalCaffaro).
Quadro o bozzetto semplicemente, ogni lavoro dell'autore diNumeri e Sogni—conserviamo ilgenere mascolino in omaggio della firma—reca l'impronta d'una mano sicura, sprezzatrice d'ogni convenzione nella sua arte inesorabile come la verità. Essa forma il soggetto che la impressiona, com'è, nè più nè meno, senza caricarne le tinte, nè alterare le proporzioni. L'effetto ne sia più o meno vivo, non se ne preoccupa, non va alla ricerca di esso, nel suo scrivere.
Agli adoratori del colore e delle minuziosità, questa mano d'artista può parer arida. Ma nelle linee ferme, fossero anche dure, de' suoi lavori, c'è quella intelligenza, quel sentimento, quella profondità, per cui soltanto l'opera d'un artista, d'uno scrittore, ha suggello proprio, e rivela l'ingegno innato, e non formato, su modello più o meno felice, da una semplice attitudine ad imitare.
Elda Gianelli.
È un'opera che s'impone fin dalle prime pagine; chi non si contenta di leggere superficialmente ma leggendo studia, vi scorge profusi tesori d'ingegno. Come fu notato da altri, la Sperani, slava di origine, deriva in parte dai romanzieri russi; ricordai questo nel leggere lo splendido studio su Dostoevsky che il Depanis pubblicò nellaGazzetta Letteraria, là dove dice che: «Per i romanzieri russi in genere... il romanzo non è uno scopo, ma un mezzo; il loro intento è sociale, non estetico.» Un'asserzione così recisa stonerebbe riguardo alla Sperani; pure un fondo di verità l'ha anche perlei. Difatti l'Avvocato Malpierinon ha solo il valore di un'opera d'arte, chè, come in tutti i libri della valorosa autrice, anche in questo sono studiate con grande amore e grande acume talune delle più importanti questioni sociali.
V. Olper Monis.
La storia invero è quella di un individuo, ma essa compendia in sè la vita di chi sa quanti spostati. Presi separatamente spariscono, ma messi in un determinato ambiente si trasformano, se in meglio o in peggio poco monta: il fatto sta che allora vivono e sentono di vivere, quando vinti quando vincitori, sempre però tali che nella lotta ci lasciano un brano della loro carne, una traccia del loro sangue.
E l'ambiente allora diventa non più la cornice del quadro, ma parte integrante del quadro stesso: personaggio ed ambiente si immedesimano, si completano. E questa doppia rappresentazione che deve correre parallela, staccata così che l'una non soprafaccia l'altra, non è facile riesca a chi non abbia intelletto d'artista. O io m'inganno o Bruno Sperani in questo suo lavoro è riescita maestrevolmente; il personaggio e l'ambiente non potevano avere una riproduzione meglio riuscita nè meglio e all'uno e all'altro poteva riuscire ad imprimere la propria fisonomia.
L. Benevenia.
Sono semplici intermezzi, abbozzi buttati giù alla lesta, con molta bravura, che si leggono tutti con interesse e che commuovono spesso.Un desinare, ad esempio, è uno schizzo che nella sua succosa brevità vale molte e molte novelle di centinaia e centinaia di pagine. La Sperani al vigore mascolino della dipintura unisce l'acutezza dell'osservazione femminile: donde il fascino singolare, quasi pauroso, che emana da certe sue pagine trasudanti la realtà e pure vibranti di intima emozione. Giova quindi sperare che questa raccolta di scritti disseminati nei vari periodici letterari della penisola sia come la prefazione di un lavoro di maggior lena.
(DallaGazzetta Letteraria).Depanis.
Si capisce che non sono inventate, ma prese dal vero. Un caso lugubre avvenuto al rimpianto Ponchielli (caso successogli realmente a Bergamo) farebbe credere alle predestinazioni... La storia di una miserabile popolana milanese, il cui marito, pessimo soggetto, le toglie tutti i figli, gettandoli all'ospizio, è una figura degna di Domenico Induno. L'ambiente milanese, in cui quella disgraziata patisce, la malignità e la pietà falsa e tarda delle donnicciuole sue coinquiline, sono ritratte con verità.
Vedo che i romanzi diBruno Speraniottengono l'onore di essere attentamente studiati da qualche pregiato critico francese. Ne godo, perchè,se ne persuadano alcuni, in Francia se ne intendono... ancora.
(DalCorriere della Sera).Raffaello Barbiera.
Due Case, l'ultima delle undici novelle, ecco l'ambiente vivo come solo la mente di fortissimo artista sa dipingerlo!
Quell'angolo remoto, solitario, sulle coste della Dalmazia, sorge dinanzi agli occhi di chi legge, appassionando. E dietro, il paesello con la vita della casa, caduta nella più trista miseria: quella che non vuole svelarsi per orgoglio patrizio, che si nasconde, rinserrandosi fra le mura del vecchio palazzone nobilesco, altezzosamente vergognosa, è una meraviglia.
E lì, che dipintura, a grandi tratti efficaci, dei dolori d'una povera madre, tutta concentrata nella desolazione delle memorie d'un suo povero figliuolo di vent'anni morto lontano, in America; ove l'autocrazia paterna l'aveva mandato. E quegli eterni rimproveri muti al vecchio, che mena la vita disperata dei rimorsi, sentendosi la cagione quasi diretta della morte del figlio!...
Infine lei, lei l'A... con quanta schiettezza di impressioni narra dei suoi primi anni e la potente emozione che la fece, di balzo, uscire dalla puerizia: la scoverta—sotto la tettoia, riposta tra vecchi arredi di casa—della cassa contenente tutto che servì ai funebri del povero morto, riposta lì per esser dimenticata!...
Assolutamente in quest'ultima novella c'è tuttoBruno Sperani, ed io suo ammiratore, non ho altro ad aggiungere.
(Rivista Contemporanea).A. Lauria.
Titolo grave, tetre pagine, dense di una semioscurità, faticosa alla mente del lettore. Favola pressochè nulla, immaginazione forte, razionale del sentimento, serena noncuranza di tutto ciò che non è puraanatomiadel cuore. Opera di donna, ma non letterariamente femminile, vigorosa anzi e sentita, evidentemente dovuta ad un forte ingegno e ad una salda coscienza letteraria.Bruno Sperani(nessuno ignora più il nome reale dell'autrice) ci ha da qualche anno abituati a quel genere speciale d'arte spregiudicata, della quale la donna che l'ha adottata si fa banditrice, più presto talvolta e con più vibrato accento dell'uomo. Nel brusco, scabroso argomento del suo romanzo, l'autrice è entrata di piè fermo, senza esitanze, senza falsi pudori, l'ha vigorosamente afferrato, lo ha reso, denudandolo. È facile avvertire ch'essa non teme quello strano fatto determinante ch'è ad un tempo l'intreccio dell'opera e il nodo della questione. Sin dalle prime pagine, lo accampa, determinata, mette di fronte ad una vittima che non si osa chiamare colpevole, un'altra vittima innocente, e questa deve esser partecipe dell'ingiusta punizione. È tutta una cieca congiuradi circostanze; le volontà, fatte inerti dalla ferrea brutalità di quelle, obbediscono alla prepotenza di una falsa ma invincibile logica, alle esigenze dispotiche di un pregiudizio, contro il quale la ragione si ribella, ma che il sentimento subisce. Lo studio è convinto, sincero, s'addentra e scende nella malfida regione dei substrati del cuore, facendosi strada faticosamente, in mezzo alla tristezza quasi ripugnante dell'argomento.
Una vaga incertezza erra per tutte le pagine di quel libro sincero ed oppressivo, ove si intuisce un'originalità che si spende coscienziosamente, una forza più latente che espressa. Non si può mandarlo confuso colla farragine dei volgari romanzi; è d'uopo leggerlo attentamente, anche provando un bisogno impulsivo di combatterlo, di muovergli contro obbiezioni e critiche. Si possono non amare i libri di Bruno Sperani, e ilRomanzo della Mortenon è certo il più amabile fra questi, ma torna impossibile lo sconoscere il robusto e virile ingegno dell'autrice, la sua rara e forte intesa delle cose umane, la sua poderosa energia di pensatrice.
Il Fanfulla della Domenica.
IlRomanzo della Mortein mezzo alle sue arditezze, è un libro di carità, il quale dice semplicemente: «Fratelli, si muore; fate senno; buttate via i pregiudizi che vi impediscono di gustare questo po' di sole! Siate felici e cercate di rendere felici gli altri, come meglio potete!» Ècosì confortante l'idea conclusionale delRomanzo della Morte, che dovrebbe convincere persino quei timidi lettori, i quali rimasero perplessi avanti lo spirito ribelle d'altri volumi della stessa Sperani. Non si spaventino, questa volta! Se le ipocrisie, le menzogne e le ingiustizie sociali del tutto non hanno in loro inaridito il sentimento della pietà, dovranno persuadersi che ilRomanzo della Morteè un'opera di pace.
(DalSole).F. Cameroni.
IlRomanzo della Morte, così concepito è la storia della lotta dei sensi alleati all'intelletto forte e alla vigorosa saldezza dell'animo, contro le massime tradizionali, succhiate col latte, sui pregiudizii necessariamente assorbiti, sull'istinto autocratico del maschio. È il romanzo della rivincita.—Lotta titanica invero, cui soltanto un'organizzazione eccezionale è dato combattere.
(Scintilledi Zara).
Bruno Speraniè veramenteitaliana; e nel suo lavoro lo spirito sereno e bene equilibrato della nostra nazione si afferma contro le esagerazioni, pur geniali, dei nostri fratelli d'oltr'alpi.
Ella si riconnette, così, alla sana tradizione manzoniana, alla quale, largamente intesa e accettando tutte quante le modificazioni e i perfezionamenti che dai tempi mutati sono richieste, tornerà, probabilmente, a poco a poco, la vera arte italiana.
(DallaVita Nuova).Angelo Orvieto.
Come pare evidente da questi rapidi cenni che ne ho fatto, il libro dellaBruno Speraniè interessante, pieno di forza, ricco di sentimento drammatico.
Resterebbe a risolvere se in una fanciulla onesta ed eletta come Argia, sia naturale e verosimile la vertiginosa caduta, per il fascino di un estraneo, visto la prima volta, il quale tuttavia è riuscito a dominarla e vincolarla così tenacemente al proprio volere.
Anche ammettendo la suggestione ipnotica, a cui l'autrice sembra alludere più volte, io non comprendo a sufficenza la brutalità del misfatto e per parte dello straniero e per parte della fanciulla; giudico inoltre che esso è troppo impreparato dagli avvenimenti che precedono ed affermo che non se ne potrebbe così facilmente riscontrare un esempio nella realtà. Ad ogni modo l'argomento in generale ci è svolto con brillante forma e trattato con vigore, con ampiezza, con sicurezza di scrittrice abituata a tentar di frequente sì difficili prove. L'analisi poi mi sembra più sottile e convincente nelle pagine che dipingono l'amarezza di Fausto quando si conosce rovinato da una colpa altrui; veramente bella e perfetta, nel capitolo ove scorgiamo Argia che, sul principio animata da uno spavento, da avversione, da un odio amaro, da una ripugnanza invincibile per l'ignoto essere che nelle viscere le vive, a poco a poco si calma, si fa giusta, si lascia preda a quell'indefinita beatitudine di cui la natura empie il cuore delle madri.
(DalResto del Carlino).Avancinio Avancini.
L'autore volle così e rispettiamo la sua volontà, ed io lo faccio volontieri, tanto più che il libro possiede le migliori qualità tecniche. È d'un interesse che non si abbassa mai, è d'una lettura facile ed attraente. Pagine da valoroso artista non mancano, anzi abbondano: quelle in cui è descritta l'escursione di Fausto Lamberti alla ricerca del luogo più adatto al suicidio sono davvero forti, potenti: l'agonia del Lamberti, la cerimonia nuziale letteralmente commuovono. Gentile e passionato è l'ultimo capitolo, in cui è narrato il viaggio di nozze: e sarebbe perfetto se il lettore non si domandasse a che punto sia la gestazione di Argia Pisani: gestazione troppo lunga, ch'è l'incubo di questo romanzo e che non è necessaria nè per la ragione artistica nè per la ragione morale dell'opera.
È inutile ch'io auguri molti lettori alRomanzo della Morte: il nome dell'autore è una guarentigia e il libro è degno di lui.
(DalCorriere della Sera).Domenico Oliva.
Per un pezzo Fausto resta così sospeso tra la vita e la morte; un giorno che stava peggio e quasi ogni speranza svaniva, come il padre di Argia viene a scoprire d'un tratto ch'ella è madre, Fausto dichiara di essere lui il seduttore, e di volere offrire a lei, avanti di morire, la riparazione del matrimonio.
Così si celebrano queste nozze che hanno la tetra solennità d'una esequie, e che forse non saranno consumate mai.
Ma non avviene così. Lamberti guarisce, forse per via di quella dolcissima emozione che dànno il perdono e la coscienza di fare del bene, che ha provocato una crisi salutare, e allora egli senza più ribellarsi, senza lottare contro un passato che non si può mutare, e che del resto non gli ha mutato l'amore della sua Argia, si abbandona con lei all'amore e alla felicità.
L'ultimo capitolo del romanzo li sorprende in uncoupériservato del treno che va a Bordighèra, rapiti insieme alla vista del mare, coi cuori trabboccanti di amore e di tenerezza, rinati a una esistenza nuova.
A me piace questa soluzione, i due vi arrivano dopo avere attraversato il calvario, dopo avere vissuto tutto il triste romanzo della morte, ed è vero, ed è umano questo istinto, superiore ad essi stessi, di attaccarsi alla vita e alla felicità, dacchè il mare nel quale essi avevano voluto finire—la morte—li ha deposti, loro malgrado sulla riva.
(DalGiornale di Sicilia).De-Giorgi.
È questa la situazione, potentemente drammatica, sulla quale e per la quale,Bruno Speraniha scritto un romanzo audace, pieno di verità e di passione; uno di quei romanzi che oggi si usa definire «forti!»
Certo, chi ha preso le mosse di un'azione romantica, d'un intreccio interessante da una situazione così spietatamente insolubile, ha dato provad'una forza di pensiero e di sentimento, e, d'una coscienza di queste forze così profonda e serena che basta a dare tutta la misura d'un ingegno.
E quando l'opera risulta pari all'audace concepimento, forte e sereno, lo scrittore (e in questo caso è una scrittrice!...) può appagarsi nella legittima soddisfazione di aver fatto cosa insolita e ammirevole.
Il romanzo di Bruno Sperani, di cui non voglio raccontare la conclusione superiore alle premesse per sentimento profondo e vero, per nobile audacia, per singolare semplicità di forma; (piccolo artifizio innocente per costringere alla lettura anche le lettrici più indolenti) il nuovo libro di Bruno Sperani è un vero romanzo, come se ne vedono apparire pochissimi, nella presente miseria, e nel bizantinismo letterario che c'impone una ostentata e falsa erudizione accoppiata alle gonfiature, alle goffagini d'un chiacchierio vano e scorretto che vuol parerestile, d'una vacuità di pensiero e esiguità di fantasia che vuol parereacutezza d'analisi.
È un romanzo che fa palpitare e fremere, che interessa il lettore alle situazioni, e lo lega ai personaggi con un vincolo di simpatia e d'affetto.
(DalDon Chisciotte).Olga Ossani.
V'ha inIl Romanzo della Mortedegli episodi e delle scene potenti, tutte le pagine in cui or Fausto ed ora Argia si tormentano nel pensiero de la morte cercata, formano un quadro magistralmentedipinto di questa condizione psicologica, e, nel suo genere, un vero capolavoro, e che solo trova un paragone nel romanzo russo. L'analisi è profonda, sicura, spietata—par fatta dal coltello anatomico d'un valente chirurgo: nessuna traccia de la personalità de l'autrice, d'imitazione straniera o di riflessi altrui. L'analisi scaturisce dagli stessi personaggi, da le loro azioni, da' loro dialoghi. Leggete le pagine dove comincia a rivelarsi la sventura di Argia, e i tormenti di Fausto—tutta quella storia di lacrime. Assistete a la passeggiata de' due amanti di notte; al dialogo tra il professor Pisani e la figlia; al matrimonio così triste, e pure, a tratti d'un comicismo finissimo; al dialogo in cui Fausto chiede ad Argia il racconto de la sventura—d'una efficacia sorprendente—e poi ditemi se questo romanzo senzatirades, senza lirismo, senza descrizioni smaglianti, non è una de le più forti ed efficaci pitture de la vita contemporanea; non è un vero e gran dramma de l'amore, come può essere inteso nel nostro secolo agonizzante; non è una evidente e potente opera d'arte, d'una lucidità meravigliosa e d'una semplicità insuperabile, e per la forma e per la regolarità de la composizione.
E dicendo forma, intendo parlar de la lingua, de lo stile, in somma di tutto il complesso di mezzi artistici e di facoltà creatrice che serve a infondere in un libro il soffio divino de l'arte.
È ne la caratteristica speciale de la forma che si rivela la personalità, l'originalità, direi quasi la nota d'uno scrittore. Non forse la forma diBruno Sperani, così suggestiva, vibrante, sprezzante avolte, espressiva sempre, vigorosa, a trasparenze, a spezzature, a scatti, è la manifestazione de l'organismo, de' sentimenti d'uno tra i più originali romanzatori italiani? Così in letteratura non abbiamo un tipo unico di stile, ma differenti stili, i quali sono un tutto co 'l contenuto d'un'opera d'arte: tal contenuto, tal forma—anche 'l De Sanctis lo dice.
La Sperani non è stilista: scrive netto, reciso, sincero, con una forza d'espressione rara tra noi italiani, e non ha altra preoccupazione che di render chiaro il suo pensiero profondo, fermo, preciso. E questa preoccupazione sua mi ricorda Stendhal, Duranty ed i romanzieri russi, a' quali amo riavvicinare la scrittrice nostra.
Il suo metodo potrà piacere o dispiacere, potrà dar luogo a mille discussioni—ma deve esser preso qual'è—ed accettato. E così noi—che non possiamo emulare questa potente romanzatrice—possiamo almeno essere in grado di comprenderla ed amarla.
IlRomanzo della Morteha una personalità definita, un carattere di forma particolare, una onestà efficace—che ci fan presto desiderare 'l novo libro di Bruno Sperani:La Fabbrica.
B. Emilio Ravenda.
Ecco un romanzo diversamente bello dagli altri due che ho letto, finora, dellaSperani:Numeri e Sogniel'Avvocato Malpieri.
Se in quelli v'ha la virile robustezza di scrittrice—che tutti riconoscono nell'A...—la niunapreoccupazione di fare un'opera d'arte dilettevole pel gran pubblico—come la vecchia scuola comandava dovesse farsi—se in quelli v'ha la studiosa propugnatrice di nuove e generose idee sociali, e l'osservatrice di caratteri moderni, in questoRomanzo della Morte—cosa che non avrei mai supposto—v'è una muliebre freschezza di passione, v'è, nel contesto, l'idea, il proposito difareun delicatissimo romanzo, ed in gran parte, v'è riuscita.
Il romanzo entra nella sua più bella fase al 5oed al 6ocapitolo. Lì c'è tutta l'arte completa della Sperani: lì le scene vere della vita, come può presentarle un'osservatrice della sua potenza; e se fin là non si sente Argia ad amare con islancio muliebre—nè idealmente, nè sensualmente, invece, è in quei due capitoli ch'ella principia a rivelarsi, con tutta la desolante prostrazione in cui l'ha gettata l'infamia d'altri, accanto a Fausto, posseduto dalla disperazione dell'amore, col cuore arrovellato dalle spine di dolore acutissimo.
(DallaRassegna Critica).A. Lauria.
All'opera d'arte giova quello speciale procedimento dell'A... per cui dall'evoluzione ascendentale del concetto pessimista si conchiude a un corollario tanto più rilevante quanto più inaspettato, sicchè, con grande vantaggio dell'interesse tenuto sempre desto, e dei moderni criterî positivi, invece della glorificazione della Morte, si ha la vittoria definitiva della Vita, la quale ci si afferma con tanto maggiore intensità quanto maggiore poteva sembrare nello svolgimento del racconto la tendenzaa negarla. È bene che nel romanzo moderno il concetto scientifico si faccia strada, e, abbandonatesi le vecchie rotaie del romanticismo, si concilî l'uomo alla terra prosaica, all'umile esistenza quotidiana; la vita, in fondo, non è, ad onta de' mille e mille declamatori, così insopportabile peso; essa ha uno scopo che bisogna asseguire, e, concepita con serenità d'animo, potrebbe perfino darci de' godimenti non mediocri. Ma sopratutto guardiamoci dal renderci schiavi del pregiudizio; e nel conflitto fra il pregiudizio e la Natura procuriamo di astenerci dal deplorevole orrore di comprimere quest'ultima. Essa non tarderebbe a prorompere impetuosa ripigliando i suoi diritti. Questo ha capito la signora Beatrice Speraz, anzi l'abate Don Paolo e Fausto vorrebbero esprimere, a mio modo di vedere, come per simbolo le idee dell'egregia pensatrice. L'artista, valorosissima, parmi che abbia caricate perciò un pochino le tinte de' due personaggi, destinati a simboleggiare tali idee, pel resto non ho nulla da osservare: si sente nelRomanzo della Morte, e nei ritratti e nelle descrizioni, l'artista provetta che ha saputo infondere crescente interesse nello svolgimento di un caso cui i meno abili avrebbero ristretto ne' limiti brevi della novella.
Tra gli episodî che mi hanno fattomaggioreimpressione noto il drammaticissimo dialogo nel giardino tra Fausto e Argia, l'affannosa corsa del Lamberti alla ricerca di un luogo meglio adatto al suicidio, la scena del matrimonio inextremiscosì commovente nella greca semplicità.
G. Pipitone-Federico.
Mentre sta attendendo ad un nuovo romanzo sociale la Sperani si ricorda ai lettori con un volume di novelle,Eterno Inganno.
Avrò occasione di ritornare di proposito su di lei meglio che non possa ora, tanto più che tre delle sette novelle del volume videro già la luce in queste stesse colonne.Eterno Ingannosi raccomanda per le stesse qualità dei precedenti volumi: un vivo alito di modernità vi spira per entro, insieme con una tendenza spiccata verso le questioni sociali ed umanitarie. Forse una certa trascuratezza di forma appare più sensibile nel breve àmbito della novella in cui la fattura tecnica assume una maggiore importanza. Delle sette novelle, mi sembrano meno felici:Un uomo d'ordineedEterno Inganno.Una bella donnaeAlla Jonctionprocedono serrate alla meta e si leggono con molto interesse per la drammaticità incalzante degli avvenimenti.Risveglioè uno studio di carattere che si svolge in un ospedale dei pazzi. Ma le due novelle migliori sono incontestabilmente:Il primo ritrattoche ha una chiusa efficace ed originale e l'Angelinache è un gioiello di osservazione e di sentimento.
(DallaGazzetta Letteraria).Giuseppe Depanis.
Fra i sette bozzetti dell'Eterno Inganno, il primo:Un uomo d'ordine, è il più drammatico nella sua stranezza. Quell'uomo il quale, per unconcetto sbagliato della vita, un concetto ascetico alla Tolstoï, distrugge la propria felicità e quella della moglie, è un esempio veramente tragico della morbosità di sensazioni e di pensieri che predomina oggi.—Una bella donnaè lo studio ben riuscito d'una femmina sprovvista di cuore, tutta vanità e calcolo.—L'Angelinala triste fotografia d'una di quelle creature semplici nate per soffrire.—Ma io riserbo le mie simpatie pel bozzetto:Alla Jonctionin cui la pittura perfetta dell'ambiente dà risalto ad una scena intima, appassionata insieme e gentile, ad un quadro di felicità, direi quasi melanconica, che è di sommo effetto ed ispirata non a pessimismo, ma a fede nella possibilità di amori puri e costanti, torna dolce e grata all'anima.
L'Eterno Ingannopuò star a pari dei suoi fratelli maggiori, e suscita il desiderio che tra pocoBruno Speranici dia qualche nuova opera di lunga lena, in cui siano illustrati altri tipi ed ambienti moderni.
(DallaCronaca d'Arte).G. Palma.
La potenza rappresentativa della Sperani è veramente grande; con la parola semplice, nuda, colla frase rapida, vigorosa, asciutta, quasi scarna e bella di una certa severità indefinibile, ella vi rende netta, viva e parlante la figura, l'immagine, l'idea vagheggiata nel suo pensiero. Nessuno studio in lei per la ricerca di epiteti preziosi; nessun giro involuto di frase; nessuna descrizione oziosa. Con due tocchi da maestro ella vi fa vivere una persona,un carattere, vi suscita un paesaggio. Io ricordavo d'aver letto altra volta con vivo interesse il bozzetto che s'intitola alla «Jonction.» Ebbene, non vi so dire con quanto piacere l'ho riveduto in questo volume. Com'è bella quella descrizione del punto ove l'Arve ed il Rodano,lui azzurro e altezzoso, lei bionda e rigida, là presso Ginevra confondono le loro acque! La vorrei trascrivere se non fosse lunghetta e se non bisognasse leggerla col resto del racconto per comprenderne tutto il valore. In essa i lettori vedrebbero con quanta parsimonia di colorito l'A... sappia ottenere effetti stupendi. E quanto sentimento di natura in quelle due paginette! A me pare, nel leggere, di sentire la frescura delle acque e delle selve. Difficilmente la parola potrebbe con maggior efficacia rievocare un paesaggio e sostituirsi ai colori ed ai suoni vivi.
(DallaPosta di Caprinodi A. Ghislanzoni).
G. B. B.
Nota del TrascrittoreL'ortografia e la punteggiatura originali sono state mantenute, correggendo senza annotazione minimi errori tipografici.L'Indice è stato spostato all'inizio del testo.Grafie alternative mantenute:Sì / Sicanapa / canapedànno / dannoepisodî / episodi
L'ortografia e la punteggiatura originali sono state mantenute, correggendo senza annotazione minimi errori tipografici.L'Indice è stato spostato all'inizio del testo.Grafie alternative mantenute: