XIV.
Non era facile cosa abbandonare quella casa; però Silvio non fu appena sulla via, che conobbe come quell'impresa fosse superiore alle sue forze. Avrebbe desiderato che una furia lo avesse trascinato seco, e tanto perdar prova della sincerità delle sue intenzioni, si mosse a passi agitati.
Ma la sua gelosia era più forte del suo sdegno, e gli troncò inesorabilmente il cammino.
Ritornò indietro lentamente, ma colla tempesta nel cuore. Che aveva in animo di fare? Egli non aveva ancora risposto a questo quesito. Cento propositi insensati turbinavano nella sua mente; non accettava, non respingeva nulla. Venuto dinanzi alla casa di Carlotta, egli si sentì crescere lo sdegno; collo sdegno il disprezzo. — Volle fuggire un'altra volta, ma non si mosse. Levò il capo e guardò le finestre, come ad interrogarle dei misteri che esse nascondevano. Allora in un lampo più forte d'ira, pensò di risalire le scale, di sorprendere quell'uomo, d'insultarlo, di strapparlo a forza dalle braccia di Carlotta. Ma quali diritti poteva egli vantare per far ciò? Diritti! V'era pure chi ne aveva.... il signor Verni! E perchè non l'avrebbe egli avvisato, perchè non sarebbe andato in cerca di lui a dirgli: «badate, vostra moglie v'inganna?» E Carlotta? Che sarebbe stato di lei? E poi, scendere a tale bassezza, farsi delatore, forse calunniatore.... Infine eglinon aveva la certezza. Poteva ben essere che altri misteriosi legami unissero quell'uomo a Carlotta. Amante od amico, sarebbe stato accolto con piacere. Tale adunque non era, poichè Carlotta aveva dimostrato il contrario.
Ritessè nella mente tutta la tela dei suoi sospetti, e disse a sè stesso che Carlotta avrebbe potuto essere colpevole, ma non ingannatrice.
Sentire un affetto illegittimo è della debolezza della donna, mascherarlo colla simulazione è bassezza. Carlotta non sarebbe stata capace di tradimento; però se ella mostrava d'amare suo marito, lo amava. Ma intanto il tempo passava, e quell'uomo.... Le smanie di Silvio diventavano più violente. E si rifaceva da capo ai suoi vaneggiamenti. I suoi sguardi ricercavano ancora le finestre di quella camera in cui egli aveva visto morire le sue ultime speranze. Ahi! Le sue ultime illusioni morivano in quegli sguardi.
Un uomo entrò in quel punto nel portone di quella casa. Silvio lo vide, lo riconobbe; era il signor Verni.
— Lui! sclamò tenendosi istintivamente alla parete per non essere veduto; e in un baleno l'immagine di ciò che stava per succedereilluminò la sua mente agitata. Vide Carlotta pallida e tremante sotto il rimprovero; la pace di lei, la pace di lui distrutte ad un tratto.... Egli era ancora in tempo; poteva arrestare quell'uomo, fermarlo alcuni minuti, trattenerlo ad ogni costo nella sua ignoranza confidente, e risparmiare l'avvilimento a Carlotta.
Mosse alcuni passi spinto da un impeto generoso, ma si trattenne.
Aveva pensato ancora a quell'uomo, a quell'odiato rivale, cui la sua generosità insensata avrebbe prolungato il godimento, ed assicurato forse per sempre il possesso di Carlotta. Si sentì smarrire le forze e stette un istante dubbioso. Intanto il signor Verni scomparve; Silvio non attese più oltre e gli si slanciò dietro; ma non ebbe appena toccato l'ingresso della casa, che s'arrestò un'altra volta, e cacciandosi le mani nei capelli:
— È impossibile, è impossibile, ripetè con voce rotta; non posso farmi complice di questo tradimento.
Stette alcun tempo cogli occhi fissi sul terreno; un rumore di passi che scendevano le scale lo tolse al suo ansioso vaneggiare.
Per non essere sorpreso in quel luogo e in quell'atteggiamento, si allontanò. N'ebbe appena il tempo, che il cavalier Salvani uscì.
Silvio lo vide e si sentì serrare il cuore.
Non v'era più dubbio; l'arrivo del marito poneva in fuga l'amante. Che cosa dunque era avvenuto? A quel pensiero si sentì mordere il seno dal rimorso...
Tuttavia l'andatura di quell'uomo era calma ed indolente.
Silvio guardò ancora una volta alle finestre di Carlotta. Vide i vasi dei ciclamini, e contemplò con occhio umido di pianto le poche foglie di giacinto che gli rimanevano.
Una lagrima spuntò a forza sul suo ciglio; egli la deterse dispettoso, ma il suo cuore sanguinava.
Come fu solo, pose dinanzi a sè quelle foglie di giacinto, le sole reliquie del suo amore.
Egli era solo, nessuno poteva vedere le sue lagrime, e pianse.